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Benvenuto nel mio Spaces!
Delia撰寫:
TI AUGURO UN BUON NATALE E UNO SPUMEGGIANTE 2009.....
12 月 25 日
ChatPieu's撰寫:
Ciao!! Complimenti x il tuo space!! XD
Se t avanza tempo vieni a visitare il nostro!! ^^
11 月 26 日
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撰寫:
11 月 12 日
(L)(*)†«.¸¸.¤°´¯`*Luca*´¯`°¤.¸¸.
撰寫:
11 月 4 日
nenè撰寫:
per ora ho dato una lettura veloce ma mi sono ripromessa di leggerti con calma, ciao complimenti nenè
10 月 5 日
will never forget
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Nunziocrociato on the netIn hoc segno vinces 8 December Come fai ad essere così bella?”“Avendo volto lo sguardo verso quel lato, vidi la Santissima Vergine all’altezza del quadro di san Giuseppe. La sua statura era media e la sua bellezza tale che mi è impossibile descriverla”. Così suor Caterina Labouré parlando delle apparizioni del 1830. Tutti i veggenti di tutte le apparizioni concordano sulla straordinaria bellezza della giovane Donna che appare loro. Una bellezza che – dicono – è infinitamente superiore a quella di qualsiasi bellissima ragazza che si conosca e che – pure sui mass media, oggi – venga celebrata come bellissima. Evidentemente la bellezza della giovane Madre di Gesù (che appare sempre giovane, perché partecipa all’eterna giovinezza di Dio: così saremo anche noi, una volta risorti nell’eternità) deve avere un significato importante e preciso. Nel libro “Mistero Medjugorije” feci un capitolo con questo titolo: “Come fai ad essere così bella?”. Questa era la prima pagina: Ma com’è lei? Che aspetto ha la giovane donna che dal 1981 appare a Medjugorje? E come si comporta, quale temperamento rivela, qual è il suo modo di parlare e di guardare, di pregare e di cantare, di abbracciare e di piangere, di sorridere e (quasi) di danzare per la felicità? Le descrizioni dei sei veggenti sono univoche. “La Madonna si presenta come una meravigliosa ragazza di circa vent’anni”, alta (attorno a) 1 metro e 70, un fisico slanciato, capelli neri e ondulati, ha occhi spiccatamente azzurri (“di un azzurro straordinario, mai visto prima”), sopracciglia delicate, normali, nere. Ha il volto regolare, leggermente rosato su zigomi e guance (forse quando sorride appaiono impercettibili fossette ai lati delle labbra), naso piccolo, bello e proporzionato. Non è sempre sorridente, ma è come se il suo sorriso restasse ogni istante “sotto pelle”, perché traspare continuamente in lei “una beatitudine indescrivibile”. C’è “una luce che l’accompagna sempre”, che la illumina e che emana da lei. Tutti i sei veggenti concordano su un giudizio: è la creatura più bella che abbiano mai visto. E’ abbacinante (come risulta evidente a chiunque guardi i ragazzi mentre sono incantati di fronte a lei). La forza di attrazione del suo volto annulla ogni altra cosa, percezione o interesse, cosicché i ragazzi fin dai primi giorni erano preoccupati solo di non poterla vedere più, che non apparisse più; e superavano qualsiasi minaccia o ostacolo pur di rivederla. “Ci siamo in un certo senso innamorati di lei – racconta Marija -, specialmente all’inizio non dico che eravamo dipendenti, tuttavia, la bellezza del suo viso e la sua voce quando parlava ci attiravano”. Degli occhi di questa giovane ragazza di Nazaret, in particolare, Jakov dice: “non basta dire che sono azzurri”. Il fatto è che “nei suoi occhi si vede tutta la bellezza che la Madonna può trasmettere, tutta la bontà di una madre, tutto l’amore di una madre, tutto ciò che di bello una madre desidera per suo figlio”. E’ lo sguardo della ragazza che fu madre di Gesù. Uno splendido endecasillabo di Dante dice che sono “gli occhi da Dio diletti e venerati” (Par. XXXIII, 40). Gli occhi di cui Dio stesso si è innamorato, gli occhi che Gesù bambino ha guardato, incantato. Ma la bellezza di quegli occhi splende di santità. Un giorno Jakov gli ha chiesto: “come fai ad essere così bella?”. Lei ha risposto col suo sorriso: “Sono bella perché amo. Anche voi, figli miei, se volete essere belli, amate!”. Infatti “quando pregate voi siete molto più belli”, perché si diventa colui che si guarda con amore (infatti, dice la Madonna, “la preghiera è ciò che il cuore umano desidera”, 25.11.1994).
Ecco, nella festa dell’Immacolata Concezione, possiamo davvero pensare alle parole di Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo”. E noi, mendicanti della bellezza, assetati dei suoi occhi buoni e delle sue consolazioni, abbiamo l’immenso privilegio di essere da lei confortati, abbracciati, carezzati, guariti… Questo essere suoi figli ci spalanca davanti un grande compito… Trascrivo qui sotto la “Solenne Consacrazione all’Immacolata” scritta da san Massimiliano Kolbe. E’ suggestivo leggerla oggi, festa dell’Immacolata Concezione, pensando alla vita e alla morte di questo grande innamorato di Maria: O Immacolata, cui Dio volle affidare l’intera economia della misericordia, io, indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi, supplicandoti umilmente di volermi accettare tutto e completamente come cosa e proprietà tua e di fare ciò che ti piace di me e di tutte le facoltà della mia anima e del mio corpo, di tutta la mia vita, morte ed eternità. affinchè nelle tue mani immacolate e misericordiosissime io divenga uno strumento utile per innestare e incrementare il più fortemente possibile la tua gloria in tante anime smarrite e indifferenti e per estendere in tal modo, quanto più possibile, il benedetto Regno del ss.Cuore di Gesù. AMEN 5 December Vincere la pigrizia e partire: così si «scopre» l’altroLa settimana scorsa la comunità delle suore che abita vicino alla nostra casa mi ha invitato a celebrare l’Eucarestia insieme a loro ed a dodici giovani che in questi giorni stanno partendo per un anno di servizio all’estero; alcuni giovani provenivano dagli USA, altri erano italiani, caschi bianchi del Servizio civile internazionale, tutti legati ad un organismo missionario connesso con l’istituto religioso delle suore, Le destinazioni erano Timor Est, la Repubblica Democratica del Congo, il Togo; i ragazzi opereranno in strutture e progetti presso case religiose. Alla S.Messa erano presenti alcuni genitori dei giovani; una ragazza era in crisi e mi ha confidato che i suoi genitori erano fortemente contrari alla sua decisione di partire per un anno. La liturgia e la festa successiva, ambedue semplicemente e finemente preparate dalle suore, la commozione dei ragazzi, gli abbracci e i ringraziamenti, mi hanno emozionato. Partire non è mai facile; lasciare le nostre sicurezze non è mai semplice né banale; spesso fa paura. Muoversi, tuttavia, è garanzia di novità; lo Spirito Santo è il motore di ogni partenza e il creatore di ogni cosa nuova. La mia esperienza è quella che ogni volta che ho vinto la pigrizia e la paura e mi sono messo in cammino ho ricevuto sempre in cambio luce, ricchezza, gioia. Gesù per primo ha scelto di partire: è partito dal cuore della Trinità ed è venuto in mezzo a noi; lo ha fatto rischiando, per amore. Lo stile della chiesa e di ogni cristiano dovrebbe essere lo stesso di Gesù: partire, andare, rischiare. Ogni incontro con chi è diverso da noi ci arricchisce. E’ necessario “andare” noi, per primi, per poi dire a chi incontriamo “venite e vedrete”. Un anno, in prossimità del Natale, con una mia classe scolastica, siamo andati a trovare una comunità di anziani; la residenza era in un quartiere molto diverso da quello in cui abitavano la gran parte dei ragazzi, dignitoso ma molto più popolare; semplicemente camminando ci siamo accorti che i rumori e le parole erano differenti da quelle ascoltate normalmente; anche il comportamento della gente sull’autobus, le case, le vetrine erano diverse; i ragazzi sono rimasti molto colpiti; ne abbiamo parlato lungamente a scuola; erano contenti e arricchiti. Avere uno spirito missionario non vuol dire fare grandi cose o preparare grandi strategie; si tratta semplicemente di andare, da soli, a coppie, in gruppo, e incontrare le persone, uscire di casa, dall’ufficio, dalla propria stanza, dal proprio quartiere per andare in un’altra casa, in un altro ufficio, in un’altra stanza, in un altro quartiere; si tratta di organizzare una festa, una cena o un incontro culturale in meno e di partecipare a una festa, una cena o a un incontro culturale organizzati da altri; certamente là incontreremo fratelli e sorelle che non frequentiamo abitualmente ma che hanno un enorme desiderio di Dio e attendono l’ ”avvento”, la venuta di qualcuno che parli loro di Gesù. don Nicolò Anselmi 3 December LA GOCCIA PIÙ PREZIOSALa nuvola avanzava lentamente: era piccola, poco più grande di un batuffolo di cotone. All'interno, due gocce di pioggia stavano litigando furiosamente. "Ti dico che dovevamo scendere su quel prato!", urlò l'una. "E così saremmo finite in mezzo al fango!", ribatte l'altra. "Sua maestà ha paura di sporcarsi? Preferirebbe forse cadere in una boccetta di profumo?!", insistette la prima. "Sei sciocca e ignorante!", concluse la seconda. E rivolgendosi all'altra compagna che se ne stava pacifica e silenziosa ad osservare il paesaggio chiese: "E tu, cosa ne pensi?". Costei rispose: "Credo che ognuna di noi debba seguire le proprie aspirazioni, ricordandoci che il mondo ha bisogno di noi". "Giusto!", intervenne la prima, "Ognuna pensi a se stessa!", travisando così le parole della compagna saggia. La prima a lasciarsi scivolare dalla nuvola fu proprio lei. Vide uno scoglio e decise di andare a crogiolarsi al sole. Fatto sta che, poco dopo, cominciò a sudare e all'improvviso scomparve. Di lei non restò più nulla, neppure il segno sulla roccia. La seconda, vedendo l'oceano, pensò: "Qui non mi mancherà la compagnia!" e si lasciò scivolare. Per qualche tempo passò le sue giornate ridendo, scherzando, ballando insieme alle compagne. Ma un giorno un'onda l'afferrò con decisione e la mandò a ruzzolare sulla spiaggia. La sabbia assorbì la goccia e di lei non restò più nulla, nemmeno un'impronta. Sulla nuvola,intanto, la goccia rimasta aspettava il momento opportuno per scendere sulla terra. Aveva deciso: "Mi spingerò più a Nord, il vento freddo mi trasformerà in un fiocco di neve e contribuirò a far felici i bambini". All'improvviso vide, in un campo arso dal sole, una pianticella quasi appassita. Questo la rattristò e la commosse. E cosi decise:si lasciò scivolare dalla nuvoletta e cadde addosso alla piantina. Costei si ridestò dicendo: "Che fresca carezza! Chi sei?". "Sono una piccola goccia e sono scesa dal cielo per aiutarti" rispose. Poi scomparve nel terreno, fino alle radici. Subito un fremito percorse l'intera pianticella ed un fiorellino sbocciò, profumando l'aria. La storia di ogni persona è allo stesso tempo effimera e importante. Perciò ci conviene vivere in maniera intensa, al di là del nostro piccolo "io", contribuendo ad arricchire la vita degli altri e lasciandoci impreziosire dalle loro sorprese. (Don Ezio Del Favero) 1 December mai + Eluananella guerra in difesa della civiltà italiana, abbiamo recentemente vinto alcune battaglie: - la sosta nella diffusione dell'omosessualismo sotto pretesto di una presunta omofobia - la momentanea sospensione della liberalizzazione della pillola omicida Ru486. Il Parlamento si accinge ora a rilasciare un disegno di legge sull'eutanasia, cioè la legalizzazione dell'uccisione dei malati terminali, come Eluana Englaro. Ci hanno fatto credere che l'aborto legalizzato sarebbe servito per i "casi estremi" (stupri, aborto clandestino, ecc.) ma sapevano bene che saremmo presto giunti all'aborto "fai-da-te" (RU486). Vogliono farci credere che il testamento biologico servirà per i casi come quello di Welby ed Eluana, ma dovremmo intuire che hanno in testa l'uccisione del nonno per poter andare in vacanza "senza pensieri". Reagiamo a questi attacchi alla nostra civiltà, ognuno di noi può fare qualcosa, iniziando con il fare pressione sui politicanti per i quali abbiamo votato. Facciamo sentire la nostra indignazione e chiediamo di finirla con i compromessi su temi etici. Scriviamo ai politici della nostra circoscrizione attraverso il "sistema portalettere" di FattiSentire.net, utilizzabile all'indirizzo http://www.fattisentire.net/modules.php?name=invio_mail2 Il testo della tua e-mail giungera' a tutti i deputati e senatori appartenenti a partiti nominalmente non ostili alla famiglia. 30 November E infine la Supplica del 27 novembreQuanto è grande il dolore del mondo… In ospedale, dal letto di Caterina, si vede uno sconfinato e sconsolato panorama di sofferenze. Quanti afflitti da confortare, quante lacrime da asciugare… Si può sostenere tutto questo solo fissando lo sguardo su Colui che davvero sostiene tutta l’afflizione umana sulle sue spalle, che la porta al Golgota e infine vince il Male e asciuga ogni lacrima… Perché davvero Egli ha misericordia di tutti… di tutti… Quanto amore avvolge l’umanità ferita, quanti santi sconosciuti a tutti, quanti piccoli e semplici che fasciano ferite e sono l’abbraccio di Gesù e sono la carezza del Nazareno… E’ specialmente Lei, la Madre di Dio che, oggi come a Cana, vede il dramma di ciascuno prim’ancora che l’interessato se ne accorga… E’ lei che previene e soccorre prima di tutti perché Lei è veramente Madre. Di ciascuno di noi! Sempre! Soprattutto nei momenti che sembrano più bui… Lei non ci abbandona mai! A santa Caterina Labouré infatti disse: “Il momento verrà, il pericolo sarà grande, si crederà tutto perduto. Allora io sarò con voi”. Con questo pensiero propongo di concludere la Novena della Medaglia miracolosa con la Supplica che va recitata alle ore 17 del 27 Novembre, in ricordo di quell’apparizione di Rue du Bac (ma anche il 27 di ogni mese e in ogni necessità). Ecco il testo: Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a te, proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da te prescelta per la manifestazione della tua Medaglia. Noi veniamo a te, ripieni di immensa gratitudine ed illimitata fiducia, in quest’ora a te sì cara, per ringraziarti del gran dono che ci hai fatto dandoci la tua immagine, affinché fosse per noi attestato d’affetto e pegno di protezione. Noi dunque ti promettiamo che, secondo il tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo il tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo divin Figlio. Sì, il tuo Cuore trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all’unìsono col tuo. Lo accenderà d’amore per Gesù e lo fortificherà per portar ogni giorno la propria croce dietro a Lui. Questa è l’ora tua, o Maria, l’ora della tua bontà inesauribile, della tua misericordia trionfante, l’ora in cui facesti sgorgare per mezzo della tua Medaglia, quel torrente di grazie e di prodigi che inondò la terra. Fai, o Madre, che quest’ora, che ti ricorda la dolce commozione del tuo Cuore, la quale ti spinse a venirci a visitare e a portarci il rimedio di tanti mali, fai che quest’ora sia anche l’ora nostra: l’ora della nostra sincera conversione, e l’ora del pieno esaudimento dei nostri voti. Tu che hai promesso proprio in quest’ora fortunata, che grandi sarebbero state le grazie per chi le avesse domandate con fiducia: volgi benigna i tuoi sguardi alle nostre suppliche. Noi confessiamo di non meritare le tue grazie, ma a chi ricorreremo, o Maria, se non a te, che sei la Madre nostra, nelle cui mani Dio ha posto tutte le sue grazie? Abbi dunque pietà di noi. Te lo domandiamo per la tua Immacolata Concezione e per l’amore che ti spinse a darci la tua preziosa Medaglia. O Consolatrice degli afflitti, che già ti inteneristi sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi. Fai che la tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i tuoi raggi benefici: guarisca i nostri ammalati, dia la pace alle nostre famiglie, ci scampi da ogni pericolo. Porti la tua Medaglia conforto a chi soffre, consolazione a chi piange, luce e forza a tutti. Ma specialmente permetti, o Maria, che in quest’ora solenne ti domandiamo la conversione dei peccatori, particolarmente di quelli, che sono a noi più cari. Ricordati che anch’essi sono tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e pianto. Salvali, o Rifugio dei peccatori, affinché dopo di averti tutti amata, invocata e servita sulla terra, possiamo venirti a ringraziare e lodare eternamente in Cielo. Cosi sia. Recitare il Salve Regina e tre volte “O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te”. 29 November Gli incontri che svegliano il nostro cuore distrattoDurante quest’ultima settimana ho fatto tre incontri bellissimi, tre veri doni di Dio! Un convengo di giovani a cui sono stato invitato prevedeva un dialogo fra i ragazzi ed il vescovo sulla base di alcune domande precedentemente preparate da vari gruppi. Una giovane – a nome del gruppo a cui aveva partecipato – ha manifestato al vescovo alcune perplessità circa l’uso dei soldi nella vita della chiesa diocesana, con riferimento ad alcuni costosi restauri di chiese che erano stati realizzati. Il vescovo ha risposto, con paterna dolcezza, che i restauri delle chiese sono per loro natura visibili a tutti e che la carità verso i poveri al contrario, per sua natura, deve essere il più possibile segreta, invisibile alle televisioni ed ai giornali; ha citato a questo proposito le parole di Gesù: “non sappia la mano destra ciò che fa la sinistra”. Con semplicità disarmante il vescovo ha poi presentato sommariamente alcune cifre del bilancio diocesano in cui le spese per le opere di bene superavano enormemente le pur utili spese per i beni immobili di utilità comune; non avevo mai meditato a sufficienza sulla segretezza della carità che solo Dio, “che vede nel segreto”, conosce. Per due volte, al termine del dialogo e durante la S. Messa, il vescovo ha ringraziato i numerosi giovani presenti; per due volte, con la voce rotta dalla commozione ha detto che per lui si era avverato un sogno. I giovani lo hanno applaudito con grande affetto; un Vescovo “Padre” è un grande dono dello Spirito Santo alla Chiesa. Due miei carissimi amici, sposi da alcuni anni, hanno incontrato molte difficoltà nell’avere dei bambini; dopo molti tentativi ed avendo rifiutato la possibilità della fecondazione assistita “in vitro”, hanno deciso di avanzare la richiesta per l’adozione di un bambino; nei giorni scorsi, con emozione, mi hanno confidato che, per la prima volta nella loro vita, si sono sentiti chiamare papà e mamma da due (!) bambini, fratellini di 4 e 8 anni, che sono stati assegnati al loro amore. Dio li ha ascoltati ed ha visto la loro fiducia in Lui. Qualche giorno fa mi trovavo su un marciapiede, con lo zaino in spalla ed il trolley tra i piedi, in attesa di un mio amico che con la macchina avrebbe dovuto venire a prendermi per accompagnarmi all’aeroporto. Era sera; al mio fianco sentii un rumore e vidi una luce. Un uomo, con la torcia elettrica aveva aperto un cassone dell’immondizia e con la pila stava cercando qualcosa. Mi avvicinai e mi misi a parlare con lui. Si chiamava Mustafa’, aveva 2 figli e 35 anni, anche se ne dimostrava più di 50. Gli chiesi se cercava oggetti da aggiustare e rivendere oppure qualcosa da mangiare. Mi rispose che era alla ricerca di cibo. Mi diede l’opportunità di fargli un regalo di Natale; lui mi regalò un bagno di realtà. Tre incontri: un vescovo paterno, una coppia innamorata della vita, Mustafà; tre doni di Dio per il mio cuore distratto. Domenica comincerà l’Avvento, cioè un nuovo anno liturgico: chiediamo a Gesù che il nuovo anno possa portare a tanti giovani la gioia di sentire la sua calda presenza e non scordarla mai. don Nicolò Anselmi 28 November E' un dovere di tutti i credenti difendere sempre la vitaLa Chiesa non puo' mai assistere in maniera passiva a quanto avviene nella societa'. E' chiamata a rendere sempre presente quell'annuncio di vita che le permette di essere nel corso dei secoli segno tangibile del rispetto per la dignita' della persona". Lo scrive l'arcivescovo Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, in un intervento sull'Osservatore romano, dopo il via libera dell'Aifa alla Ru486. Mons. Fisichella pone l'accento su una "triste tendenza" che, dice, "si sta imponendo poco alla volta in alcuni frammenti della cultura contemporanea: la banalizzazione", che "assopisce la coscienza" e la rende "progressivamente incapace di giudizio serio e veritiero". Secondo l'arcivescovo, "l'applicazione della pillola Ru486 a tecnica abortiva e' stata una via di ripiego per recuperare i capitali investiti dopo la verifica del fallimento per la sperimentazione che era stata prefissata" e "fermarsi alla sola analisi del rapporto costi e benefici per introdurre nel mercato la Ru486 e' una posizione molto pilatesca". "Come ci si puo' sottrarre davanti al fatto che troppi casi di morte si sono verificati dopo l'assunzione di questo trattamento?", scrive ancora Fisichella, secondo cui "che il ricorso all'uso di questa pillola sia meno traumatico che sottoporsi all'operazione e' tutto da dimostrare". L'assunzione della Ru486, sottolinea, "non rende meno traumatico l'aborto, solo lo rinchiude ancora di piu' nella solitudine del privato della donna e lo prolunga nel tempo. E' necessario ribadire che quanti vi fanno ricorso stanno compiendo un atto abortivo diretto e deliberato; devono sapere delle conseguenze canoniche a cui vanno incontro, ma soprattutto devono essere coscienti della gravita' oggettiva del loro gesto". Quanto alla Chiesa, "il cammino che si deve percorrere diventa in alcuni momenti piu' faticoso - sottolinea il presidente della Pontificia Accademia per la vita - perche' e' difficile far comprendere che la via da seguire per mantenere il primato dell'etica non e' quella di fornire con molta tranquillita' una pillola, ma piuttosto quella di formare le coscienze. Questo compito e' arduo perche' comporta non solo l'impegno in prima persona, ma la capacita' di farsi ascoltare e di essere credibile". "La nostra opposizione a ogni tecnica abortiva e' per affermare ogni giorno il 'si" alla vita con quanto essa comporta - aggiunge - Cio' significa ribadire il nostro richiamo all'urgenza educativa perche' i giovani comprendano l'importanza di fare propri dei valori che permangono come patrimonio di cultura e di identita' personale. Non potremo mai abituarci alla bellezza che la vita comporta dal suo primo istante in cui fa sentire di essere presente nel grembo di una madre fino al momento estremo in cui dovra' lasciare questo mondo. Per questo motivo dinnanzi alla superficialita' che spesso incombe permane immutato l'impegno per la formazione, cosi' da cogliere giorno dopo giorno l'impegno per vivere la sessualita', l'affettivita' e l'amore con gioia e non con preoccupazione, ansia e angoscia". 27 November E’ Venedi? No carne!E’ Venedi? No carne! Fino a qualche tempo fa il precetto era di mangiare di magro il Venerdi come penitenza (cioé l'astenersi dalle carni). Di recente tale norma è stata leggermente modificata. Quindi ad esempio o si mangia di magro oppure si può anche scegliere di fare qualcos'altro. Questa cosa non è un “opzional” per “devotoni” ma è un Precetto (il quarto) della Chiesa Cattolica. Il Codice di Diritto Canonico dice infatti chiaramente quanto segue. ===== Can. 1249 - Per legge divina, tutti i fedeli sono tenuti a fare penitenza, ciascuno a proprio modo; ma perché tutti siano tra loro uniti da una comune osservanza della penitenza, vengono stabiliti dei giorni penitenziali in cui i fedeli attendano in modo speciale alla preghiera, facciano opere di pietà e di carità, sacrifichino se stessi compiendo più fedelmente i propri doveri e soprattutto osservando il digiuno e l'astinenza a norma dei canoni che seguono. Can. 1250 - Sono giorni e tempi di penitenza nella Chiesa universale, tutti i venerdì dell'anno e il tempo di Quaresima. Can. 1251 - Si osservi l'astinenza dalle carni o da altro cibo, secondo le disposizioni della Conferenza Episcopale, in tutti e singoli i venerdì dell'anno, eccetto che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità; l'astinenza e il digiuno, invece, il mercoledì delle Ceneri e il venerdì della Passione e Morte del Signore Nostro Gesù Cristo. Can. 1252 - Alla legge dell'astinenza sono tenuti coloro che hanno compiuto il 14 anno di età; alla legge del digiuno, invece, tutti i maggiorenni fino al 60 anno iniziato. Tuttavia i pastori d'anime e i genitori si adoperino perché anche coloro che non sono tenuti alla legge del digiuno e dell'astinenza a motivo della minore età, siano formati al genuino senso della penitenza. Can. 1253 - La Conferenza Episcopale può determinare ulteriormente l'osservanza del digiuno e dell'astinenza, come pure sostituirvi, in tutto o in parte, altre forme di penitenza, soprattutto opere di carità ed esercizi di pietà. ===== La CEI dice quanto segue. ===== La CEI, secondo il potere conferitole dal decreto conciliare Christus Dominus (n. 38), in data 4 ottobre 1994, nelle «disposizioni normative» dice: “La legge dell’astinenza proibisce l’uso delle carni, come pure dei cibi e delle bevande che, a un prudente giudizio, sono da considerarsi come particolarmente ricercati e costosi”. “L’astinenza deve essere osservata in tutti e singoli i venerdì di quaresima, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità (come il 19 e il 25 marzo). In tutti gli altri venerdì dell’anno, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità, si deve osservare l’astinenza nel senso detto oppure si deve compiere qualche altra opera di penitenza, di preghiera, di carità”. Fonte: http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=741 ===== Nei Venerdi di Quaresima il magro inoltre non è facoltativo. Per completezza ricordo che il Mercoledi delle Ceneri (o il primo Venerdi di Quaresima nel Rito Ambrosiano) sono di digiuno. Spero di essere stato esauriente! Saluti, A. P.S. Altro sulla questione: http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=522 . P.S.2. Qui maggiori informazioni sui precetti: http://www.vatican.va/archive/ITA0014/_P74.HTM . 26 November Il S. Cuore di Maria Vergine Immacolata e Madre nostra Maria, eccoci ai tuoi piedi prostrati, pieni di gratitudine per i tanti doni da Te ricevuti e con cuore traboccante confidenza nel tuo materno Cuore. A Te che da sempre, per noi tutti, sei stata Madre amorosa, Consolatrice pietosa e Avvocata potente, oggi noi ricorriamo con particolare impegno di amore e gratitudine per consacrarci per sempre a Te. Memori pero' di averti tanto offeso in passato e di avere pure tanto offeso il Cuore del tuo Figlio Divino, vogliamo tutti insieme pubblicamente domandarti perdono e fare pubblica riparazione. Perdono Ti chiediamo delle bestemmie e delle impurita', delle ingiustizie e degli odi, delle mancanze di fede e di fiducia, coi quali singolarmentre e collettivamente abbiamo macchiato l'anima nostra di colpe, pereendo la grazia, meritando l'inferno. Perdono degli scandali della moda disonesta, dei discorsi cattivi, degli spettacoli immorali, della negazione da parte di tanti della debita fedelta' alla Chiesa Santa del tuo Divin Figlio e al suo Vicario in terra, il Papa. Fiduciosi nel tuo materno perdono e in quello del tuo Figliolo, ci consacriamo per sempre a Te. Amen. Ave Maria! 25 November interessante segnalazione da FBQualche segnalazione. 1) Giovanni Paolo II (come molti altri Santi) si flagellava: http://blog.ilgiornale.it/tornielli/2009/11/21/santo-subito-quel-segreto-di-papa-wojtyla/ In realtà il fare delle penitenze e dei sacrifici in riparazione è una cosa molto normale per i Cristiani. Adirittura la Chiesa ce lo prescrive! Difatti come forse saprete il Venerdi è prescritto il magro per i Cristiani (cioè non si mangia la carne) OPPURE si può fare qualche altra penitenza. Questo precetto è oggi un pochino dimenticato; tuttavia c'è. Come insegna magistralmente San Josemaria Escrivà, noi dobbiamo fare bene il nostro lavoro e rendere la vita agli altri il più piacevole possibile. Già queste cose sono abbondanti fonti di mortificazione e santificazione. Tuttavia molti Santi hanno anche desiderato offrire qualcosa di più al Signore. Ad esempio l'uso del Cilicio, dei digiuni e cosi via. La Madonna di Medugorje ci invita poi a digiunare a pane e acqua il Mercoledi e il Venerdi. 2) Questo interessante pezzo: http://www.ilsussidiario.net/articoloinstampa.aspx?articolo=50696 In realtà niente di cui stupirsi; Gesù ce lo aveva già predetto due millenni (circa) fa. 3) Sulla pagina del gruppo trovate una interessante intervista a mons. Bartolucci. Il Signore ci benedica e ci accompagni, A. P.S. Discussione a proposito di questa newsletter: http://www.facebook.com/topic.php?topic=12469&uid=2397004314 |
immagine e testi dal disastro x non scordarlo mai
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