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31 januari guarire dall'omosessualità si puòMILANO Kevin Harris ha 53 anni, è un discografico che lavora nel capoluogo lombardo dagli anni '80, sposato da sette anni con Suzanne. Nulla di strano, se non avesse rivelato il suo passato di transessuale. Ha cercato di raccontarlo alla trasmissione "Il Bivio", andata in onda giovedì sera su Italia 1 e dedicata al caso di due gemelli transessuali. Kevin partecipava perché lo avevano invitato, ma "durante la registrazione, quando ho esordito dicendo che ero cristiano, si è alzato un coro di proteste. L'on. Vladimir Luxuria è partito in quarta, mi ha interrotto e ha preteso di avere la parola. E intanto, a me, sono venuti a togliere il microfono, fisicamente". Pensa che l'abbiano censurata perché non era allineato alle posizioni di Luxuria? "Io la considero solo ignoranza, non mi sento offeso. Lo giudico un comportamento infantile". Ma non dare spazio alle opinioni diverse non è certo una prova di tolleranza. "Quello non era un dibattito: era una storia già montata". Se le hanno impedito di raccontare la sua storia in tv, le ridiamo noi la voce… "Abitavo nel Sud della Nuova Zelanda, a Invercargill. Dall'età di 6 fino a 46 anni ho cercato la mia femminilità, travestendomi con abiti da donna. Ero già pronto, in lista d'attesa, per sottopormi all'intervento chirurgico per cambiare sesso, come un transessuale anche se non sono mai stato gay. Ma ero cristiano e continuavo ad andare in chiesa". Ci andava vestito da donna? "No, nessuno era al corrente del mio problema. La mia trasformazione a quell'epoca avveniva soltanto in privato. Io stesso non sapevo che si potesse cambiare. La mia frustrazione era troppa e pensavo non ci fosse un'alternativa per risolvere la mia situazione, tranne quella di diventare una donna. In quel momento Dio ha steso la mano e mi ha salvato con il programma di Living Waters. Ho smesso di assumere gli ormoni femminili, ma ci sono volute 20 settimane di corso per ricostruire la mia identità. Poi nel 2000 mi sono sposato e con mia moglie siamo diventati missionari". Missionari? "Non potevo negare il potere che Dio ha avuto su di me. Dovevo diventare un leader e aiutare gli altri". E sua moglie? Conosceva già la sua storia? "Fino a quando, in Nuova Zelanda, abbiamo partecipato insieme al corso di Living Waters, nessuno era al corrente della mia condizione. Anche lei lo ha appreso lì, quando ho rivelato la mia disperazione. Ma all'epoca non eravamo ancora sposati". Living Waters, si traduce all'incirca con Acqua Vivente. Ma cosa intende, una specie di lavaggio del cervello? "No, è tutto su base volontaria. Diciamo che è la psicologia applicata alla fede. Il nostro è un corso che prevede 32 incontri di tre ore ciascuno o più flessibili e concentrati in una-due settimane. Anche se per risolvere alcune dipendenze sessuali a volte occorre affrontare ferite che risalgono al passato e si sono evolute in narcisismo, in idolatrie relazionali. E in questi casi serve un impegno maggiore". Quanti vi seguono? "In Italia abbiamo appena iniziato. Nel 2006 abbiamo organizzato cinque corsi e hanno partecipato circa 150 persone. Non tutti però avevano problemi di identità di genere, anche se d'altra parte il problema che riguarda più o meno tutti; il corso si rivolge anche a chi soffre, per esempio, di depressione o di mancanza di autostima". E si paga per partecipare? "Chiediamo un impegno di circa 100-150 euro, che servono a pagare l'affitto della sala e il manuale". Cosa insegna il manuale? "È il testo di Andy Comiskey, un pastore evangelico, ex-gay, che ha fondato nel 1980 ungruppo di aiuto per le persone che volevano uscire dall'omosessualità. Si parte da Cristo, che è la base per poter sviluppare delle sane relazioni con gli altri". Un gruppo di autoaiuto, sul modello degli Alcolisti Anonimi? "Sì, anche loro sono partiti da un fondamento cristiano - anche se ora lo hanno abbandonato - dalla constatazione dell'esistenza di un problema, ma anche di una forza che c'è fuori di me, più grande di me. Ma occorre capire che con la sola buona volontà non ti curi. È la fede a darti quella forza straordinaria di cui hai bisogno". E per questo lei crede che sia sufficiente la preghiera? "Noi pensiamo che sarà la verità a renderci liberi. Living Waters insegna quali sono le cause che provocano certi effetti. Molti, che si riconoscono nella situazione descritta durante i corsi, seguono anche il meccanismo che aiuta a uscirne". E intanto i media continueranno a censurarvi, come è accaduto al Bivio. Si rende conto che andate in controtendenza? "Living Waters non può essere fermata, è una potenza. Il nostro programma c'era prima di loro e continuerà a crescere ancora". Il metodo Nicolosi Ricostruire l'identità di genere: 1 su 3 ci riesce MILANO Funzionano i metodi di ricostruzione dell'identità di genere. Anche se i risultati di pieno successo riguardano solo un terzo di quelle persone che intendono superare l'omosessualità e si orientano stabilmente e armoniosamente verso l'eterosessualità, magari anche legandosi stabilmente con l'altro sesso. Un altro terzo però migliora la propria capacità di gestirsi con equilibrio, mentre il resto "fallisce" e persiste nell'omosessualità indesiderata. Gli approcci sono diversi tra loro, "ma noi li consideriamo complementari ", spiega Claudio Agosta, ticinese, che opera in Svizzera da 15 anni, dove annualmente si tengono tra i 20 e i 25 corsi di Living Waters, con una media di una trentina di partecipanti. "Il corso si basa sulla fede cristiana. Se manca, allora proponiamo percorsi individuali, come quelli che si ispirano alla terapia riparativa". È il metodo che si rifà alla teoria e all'esperienza dello psicologo californiano Joseph Nicolosi. Chi lo propone, come i milanesi del Gruppo Chaire, si vede attaccato dagli attivisti gay, che temono, come esito di tale "violenza", il suicidio. Ma nessun paziente di Nicolosi si è mai suicidato. In realtà, secondo Giancarlo Ricci, psicoterapeuta milanese, "la teoria riparativa dà così fastidio perché distingue tra gay e omosessuali. E nega che vi sia una terza natura, oltre a quella maschile e quella femminile". Diversamente non ci sarebbe possibilità di riorientarsi. "La tecnica consiste nel mettere in evidenza la relazione con il padre e ricostituire l'identità di genere e lamascolinità", spiega Ricci che nella sua esperienza clinica, in 9 casi su 10, riscontra problemi di identificazione con il padre. "La situazione classica è: "Mia mamma si divertiva a vestirmi da femmina". E si tratta di una sorta di abuso, non sessuale, ma certamente di genere". Come vadano d'accordo religione e psicanalisi sembra un mistero, ma "a volte vanno fianco a fianco nello sconfiggere il male", conclude Ricci. A.M. LIVING WATERS È un programma sviluppato nel 1980 dal pastore protestante ed exgay Andy Comiskey, che mira ad aiutare persone sofferenti a causa di problemi e ferite emotive, relazionali, sessuale e d'identità. Lo propongono Kevin e Suzanne Harris (nella foto). Internet: www.lwitalia.com. GRUPPO CHAIRE Il gruppo, nato a Milano nel 2000 per rispondere alla domanda di aiuto di alcuni giovani omosessuali, promuove incontri di formazione spirituale, antropologica e psicologica rivolti a chiunque. Internet: www.obiettivo-chaire.it ANDREA MORIGI © Libero, 26 gennaio 2007 30 januari lobby gay ancora all'attacco«La Presidenza della Commissione Europea adotti una definizione inclusiva della famiglia e dei legami familiari». Questo invito – contenuto nel memorandum dell'Ilga (International Lesbian and Gay Association) alla presidenza tedesca dell'Unione Europea, che ha iniziato il suo semestre a gennaio 2007 – svela chiaramente quale sia il vero obiettivo di chi oggi chiede il riconoscimento delle coppie di fatto. La posta in gioco, infatti, non è il riconoscimento di presunti diritti negati alle coppie che decidono di convivere senza sposarsi, bensì il superamento stesso del concetto di famiglia attraverso la graduale e progressiva irrilevanza del matrimonio. Per capire il peso della vicenda è bene ricordare subito che l'Ilga è una delle più importanti associazioni mondiali di gay e lesbiche; che la sua sezione europea conta l'adesione di 200 organizzazioni presenti in 40 Paesi e ha notevole influenza nell'Europarlamento grazie anche all'intergruppo parlamentare di gay e lesbiche; che infine nella direzione di Ilga-Europa siede un rappresentante dell'Arcigay, l'associazione che con il suo leader Franco Grillini guida in Italia la battaglia per il riconoscimento delle coppie di fatto. Chiediamoci dunque cosa significhi «una definizione inclusiva della famiglia e dei legami familiari». Una prima risposta la troviamo nello stesso memorandum presentato alla presidenza tedesca della Commissione, laddove si chiede di riconoscere «nuove forme di famiglie come ad esempio le famiglie LGBT (acronimo che sta per Lesbiche, Gay, Bisex e Transgender, ndr) o monoparentali». Ma una posizione più esplicita la troviamo in un precedente documento di Ilga-Europa – ottobre 2006 – che riguarda le «Richieste chiave per progredire nel riconoscimento di diverse famiglie». Qui si sostiene che la «definizione inclusiva di famiglia» deve basarsi sulle «realtà sociali ed emozionali dei legami familiari» e che inoltre «il diritto alla vita familiare» – tutelato dai trattati dell'Unione Europea – «non deve dipendere dallo status legale del matrimonio o della relazione, ma dal riconoscimento dei legami familiari de facto». In altre parole, ogni tipo di coabitazione deve essere riconosciuta come famiglia e il matrimonio diventa addirittura un fattore di discriminazione che deve essere perciò abolito. Ci si chiederà: come si concilia questo approccio con la richiesta del matrimonio per persone dello stesso sesso? In un libro uscito dieci anni fa e dedicato alla crisi dell'Aids – Sexual Ecology – il giornalista americano Gabriel Rotello notava che i sostenitori di questa misura «sono generalmente ben attenti a non proporre il matrimonio, ma semplicemente si battono per il diritto al matrimonio». Ovvero: il riconoscimento di tale forma di unione è soltanto un passo verso il riconoscimento di tutte le forme possibili fino alla dissoluzione totale del matrimonio, che avviene non con un'abolizione formale ma attraverso la sua estensione fino a perderne la specificità e unicità. Significativo a questo proposito è il manifesto che nel luglio scorso negli Stati Uniti ha raccolto centinaia di firme di accademici, intellettuali, politici oltre che degli esponenti della comunità omosessuale, e significativamente titolato Beyond Marriage (Oltre il matrimonio, www.beyondmarriage.org). Qui si dice testualmente che «il matrimonio non è la sola forma degna di famiglia o relazione, e perciò non deve essere legalmente ed economicamente privilegiata rispetto alle altre forme». Forme che poi vengono precisamente elencate e vanno dalle unioni omosessuali a quelle poligamiche o poliamorose, dai figli allevati da diversi nuclei fino alla coabitazione di assistenti con i malati di cui si prendono cura. La strategia per raggiungere questo obiettivo è esplicita ed emergerà certamente in occasione del prossimo vertice europeo di Berlino del 30 e 31 gennaio dedicato al tema dell'uguaglianza. Il memorandum dell'Ilga-Europa infatti spiega molto bene che la strada passa dall'inclusione tra i diritti umani di quelli legati all'orientamento sessuale, all'identità di genere e all'espressione di genere. In questo modo diventerebbe illegittimo, ad esempio, il riconoscimento del solo matrimonio eterosessuale. Non solo, siccome la famiglia è un campo escluso dalle competenze dell'Unione Europea, l'Ilga punta a ridefinire la famiglia usando altre materie comunitarie: ad esempio, si legge nel memorandum, «il non riconoscimento da altri Stati membri delle coppie dello stesso sesso legalmente riconosciute nel loro stato di origine, è un inaccettabile ostacolo per le persone LGBT nell'esercizio del loro diritto alla libera circolazione all'interno dell'Unione, uno dei diritti fondamentali dei cittadini della Ue». La cosa inquietante è che la presidenza tedesca ha già lanciato segnali che incoraggiano questo approccio. Dall'incontro informale dei ministri della Giustizia e dell'Interno svoltosi a Dresda il 15 gennaio, emerge infatti l'intenzione di «armonizzare» le leggi europee in materia di famiglia «per garantire ai cittadini europei non solo una maggiore certezza e prevedibilità legale, ma anche una maggiore libertà e flessibilità riguardo al modo di scegliere come organizzare le proprie relazioni». Riccardo Cascioli Avvenire - E' famiglia (19 gennaio 2007) 29 januari CATTOLICI E POLITICA: CHE FARE? … E CHE DISFARE?
27 januari riflessioni di fine meseIN PRIMO PIANO:
http://primopiano.totustuus.info/ Benedetto XVI: minacce contro la struttura naturale della famiglia Come non preoccuparsi dei continui attentati portati alla vita, dal concepimento fino alla morte naturale? Non risparmiano tali attentati anche quelle regioni dove la cultura del rispetto della vita è tradizionale, come in Africa, dove si tenta di banalizzare surrettiziamente l'aborto attraverso il Protocollo di Maputo, così come attraverso il Piano d'Azione adottato dai Ministri della Sanità dell'Unione Africana, e che sarà tra poco sottoposto al Summit dei capi di Stato e di Governo. Allo stesso modo si sviluppano minacce contro la struttura naturale della famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e tentativi di relativizzarla conferendole lo stesso statuto di forme di unione radicalmente diverse. Tutto ciò costituisce una offesa alla famiglia e contribuisce a destabilizzarla, violandone la specificità ed il ruolo sociale unico. Altre forme di aggressione alla vita sono talvolta commesse sotto l'apparenza della ricerca scientifica. Si fa largo la convinz! ione che la ricerca non abbia altre leggi all'infuori di quelle che vuole darsi e che non abbia alcun limite alle proprie possibilità. E' il caso, per esempio, dei tentativi di legittimare la clonazione umana per ipotetici fini terapeutici. Il Magistero contestato)
*L'autodemolizione nel Terzo Millennio* Molteplici i punti di preoccupazione di Giovanni Paolo II il grande rispetto alla Chiesa che è in Germania: la formazione nei seminari; il dibattito che tende a mettere in discussione la famiglia; la predicazione in materia di morale familiare; gli abusi nell'ecumenismo. IN LIBRERIA:
http://libreria.totustuus.info/ Due saggi per il risveglio dell'Europa Due piccoli volumi (1) sono apparsi di recente, dedicati a due argomenti apparentemente lontani l'uno dall'altro ma che, in realtà, hanno più di una cosa in comune. Il primo è opera del noto storico, sociologo e filosofo francese Jacques Ellul (1912-1994) e ha come tema il (difficile) rapporto fra islam e cristianesimo; l'altro è un vibrante invito che un giornalista tedesco, direttore di un programma d'informazione della televisione tedesca, Peter Hahne, rivolge ai suoi contemporanei affinché riconoscano e affrontino il problema dei mali della società opulenta post moderna e post sessantottina, un invito che condensa nello slogan: "la società del divertimento è finita". "MONS. ALESSANDRO MAGGIOLINI" http://www.alessandromaggiolini.it/bin/servlet/mediabox.servlets.prese ntation.DettaglioInfo?idInfo=34266&url=dettaglioRassegna.jsp Libertà religiosa in vista della poligamia? Qualche giorno dopo, alla Camera, si è chiarito l'intento della proposta: i membri della consulta islamica avevano presente il problema della poligamia. L'omissione del richiamo al Concordato con le disposizioni sulla famiglia monogamica rischiava di introdurre in Italia l'istituto della poligamia, nel caso che la seconda o la terza moglie non fosse registrata ufficialmente nei registri di matrimonio. Queste donne, di conseguenza, rimanevano senza alcun diritto di mogli. Dopo un confronto abbastanza serrato tra rappresentanti islamici, il vice presidente del Coreis Yahya Pallavicini ha ammesso che la nuova Legge non deve costituire un'alternativa al prezioso strumento dell'intesa, generando "una disparità di trattamento" rispetto ad altre religioni e precludendo la possibilità di beneficare dell'otto per mille. 12) "DIFENDERE LA VITA" http://difenderelavita.totustuus.it/ Famiglia - Pacs: Legge sbagliata. Ai conviventi basta un contratto Pubblichiamo un contributo di un noto avvocato che, sebbene ricco di contraddizioni e irragionevolezze che abbiamo commentato, è utile a far comprendere come le leggi attualmente vigenti siano sufficienti a regolamentare le cosiddette unioni di fatto: "Non c'è alcun bisogno di approvare una legge sulle coppie di fatto. Abbiamo già a disposizione una serie di strumenti del diritto privato che possono rispondere con efficacia alle esigenze di tutela dei conviventi. Al limite si può suggerire uno schema-tipo di accordo fra i partner". 13) "CONTRO LA LEGGENDA NERA" http://www.kattoliko.it/leggendanera Quello spirito che non muore di Marco Meschini http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php? name=News&file=article&sid=1738 «Amore per l'onore di Cristo offeso e da vendicare, «amore» per i luoghi dove il figlio di Dio aveva vissuto e «amore» per i fratelli orientali in difficoltà. Questo era lo spirito essenziale del movimento crociato. 14) "P. PIERO GHEDDO" http://www.gheddopiero.it/articoli/servizioguinea3.htm LA SPERANZA PER LA GUINEA VIENE DAL VANGELO La conferma che il Vangelo causa sviluppo anzitutto cambiando la testa e il cuore delle persone, mi viene dal volontario Oscar Bosisio, già citato: "Mesi fa sono stato nelle isole di Capoverde ([2]). Là mi dicono: "Noi non abbiamo acqua, non abbiamo terre, non abbiamo risorse eppure siamo molto più sviluppati che in Guinea Bissau e non capiamo perché la Guinea va peggiorando. Il motivo è questo: la Guinea ha le ricchezze naturali, ma noi abbiamo le persone. Qui si è investito molto nell'educazione fin dall'inizio, in Guinea no". 15) "RINO CAMMILLERI" http://www.rinocammilleri.it/ Pannella Ora che Saddam è stato giustiziato, Pannella insiste e rischia -dicono- la vita perché la pena di morte venga abolita in tutto il mondo. Ma il mondo di Pannella -va detto- è il mondo alla rovescia dipinto in tanti quadri da Bosch: togliere la vita all'innocente (Welby) e salvarla al criminale (Saddam). Anche la chiesa radicale è una chiesa rovesciata: i suoi esponenti, tutti senza coniuge e senza prole, sale e pepe della terra, asceti della dissoluzione fino al sacrificio della vita (generalmente altrui). L'avessero i cattolici, un pugno di missionari così combattivi e determinati! "VITTORIO MESSORI" http://www.et-et.it/articoli2003/a03n19.htm Pace, giustizia, natura la nuova trinità laica Tanti missionari tendono a trasformarsi in operatori sociali, in funzionari di organizzazioni umanitarie, magari in apostoli di rivoluzioni politiche. Dunque, tacciono spesso sull' annuncio del vangelo come speranza di vita eterna, sulla necessità del battesimo per partecipare di questa promessa. Si è arrivati al punto di scoraggiare le conversioni al cristianesimo, rovesciando paradossalmente il ruolo del missionario. Ma questo non avviene per qualche luciferino complotto o per mancanza di buona volontà, che in realtà abbonda: bensì, per una crisi di fede, che trasforma l' ardua credenza in Dio in un ben più comprensibile progetto di solidarietà umana. Nelle zone di vecchia cristianità, in molti ordini già fervidi e gloriosi, la vita sembra spegnersi in una routine grigia e noiosa che non è più in grado di attirare giovani candidati. Antiche e grandi avventure religiose rischiano di finire negli sbadigli. 26 januari ruini e le convivenze per leggeConferenza Episcopale Italiana CONSIGLIO PERMANENTE Roma, 22-25 gennaio 2007 PROLUSIONE DEL CARDINALE PRESIDENTE [Sull'argomento invitiamo a far aderire alla e-campagna presente su http://www.fattisentire.net/ ] [stralci] 1. [...] Con il Messaggio per la Giornata della Pace Benedetto XVI ci aiuta dunque a superare quella falsa e pericolosa divisione, o addirittura contrapposizione, tra due parti dell'etica che egli stesso ha denunciato nel discorso ai Vescovi svizzeri del 9 novembre 2006: la parte cioè riguardante i grandi temi della pace, della non violenza, della giustizia per tutti a cominciare dai più poveri e del rispetto del creato, e la parte che si riferisce ai temi non meno essenziali della vita umana, della famiglia e del matrimonio. Se continuasse a mettere radici, una tale separazione non potrebbe che ostacolare il cammino verso un umanesimo pieno e condiviso. [...] 4. [...] Attualmente l'attenzione è puntata sulle proposte di riconoscimento giuridico delle unioni di fatto, con varie proposte di legge di cui il Senato ha iniziato l'esame e che purtroppo tendono quasi tutte a riconoscere e tutelare tali unioni, sia eterosessuali sia omosessuali, in termini sostanzialmente analoghi a quanto è previsto per la famiglia fondata sul matrimonio, mentre il Governo stesso sembra impegnato ad assumere in questa materia una propria iniziativa. Una pressione nel medesimo senso è inoltre esercitata dai provvedimenti adottati o in discussione in alcune Regioni e Comuni, al di là della dubbia efficacia giuridica di talune di queste iniziative. Al riguardo abbiamo già ripetutamente espresso la nostra posizione, in piena sintonia con quella della Santa Sede. Personalmente mi permetto di richiamare ciò che ho cercato di dire, in termini approfonditi e motivati, già nella prolusione alla sessione del nostro Consiglio Permanente del 18 settembre 2005. La Nota dottrinale della Congregazione per la Dottrina della Fede "circa alcune questioni riguardanti l'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita pubblica", datata 24 novembre 2002, riassume efficacemente la nostra comune posizione affermando che alla famiglia fondata sul matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso "non possono essere equiparate in alcun modo altre forme di convivenza, né queste possono ricevere in quanto tali riconoscimento legale" (n. 4). Da ultimo il Santo Padre ha riconfermato la medesima valutazione nel discorso dell'11 gennaio ai rappresentanti delle Amministrazioni locali di Roma e del Lazio. Se guardiamo alla situazione dell'Italia, queste posizioni trovano un riscontro quanto mai concreto e persuasivo. Da noi infatti la famiglia svolge un grandissimo ruolo sociale e dà un contributo particolarmente elevato all'educazione dei figli. Al contempo siamo da molti anni alle prese con una gravissima crisi della natalità, che minaccia il futuro del nostro Paese. Preoccupazioni comuni e primarie dei responsabili della cosa pubblica dovrebbero essere quindi il sostegno della famiglia legittima fondata sul matrimonio, in accordo con il dettato costituzionale, e la rimozione di tutti quegli ostacoli di ordine pratico (a proposito dell'alloggio, del lavoro giovanile e della sua stabilità, delle strutture di accoglienza per i bambini più piccoli …), o anche giuridico e fiscale, che dissuadono le giovani coppie dal contrarre matrimonio e dal generare dei figli, senza per questo forzare in alcun modo la libertà delle scelte personali di ciascuno. [...] Esaminando sempre in concreto la realtà delle unioni di fatto, quelle tra persone di sesso diverso sono certamente in aumento, sebbene restino a livelli assai più contenuti che in altri Paesi, ma la grande maggioranza di loro vive nella previsione di un futuro possibile matrimonio, oppure preferisce restare in una posizione di anonimato e di assenza di vincoli. Le assai meno numerose coppie omosessuali in buona parte vogliono a loro volta rimanere un fatto esclusivamente privato e riservato; altre invece sembrano costituire il principale motore della pressione per il riconoscimento legale delle unioni di fatto, con cui intenderebbero aprire, se possibile, anche la strada per il matrimonio. Nel pieno e doveroso rispetto per la dignità e i diritti di ogni persona, va però osservato che una simile rivendicazione contrasta con fondamentali dati antropologici e in particolare con la non esistenza del bene della generazione dei figli, che è la ragione specifica del riconoscimento sociale del matrimonio. La legislazione e la giurisprudenza attuali già assicurano la protezione di non pochi diritti delle persone dei conviventi, e pienamente dei diritti dei figli. Per ulteriori aspetti che potessero aver bisogno di una protezione giuridica esiste anzitutto la strada del diritto comune, assai ampia e adattabile alle diverse situazioni, [...] rimanendo comunque nell'ambito dei diritti e dei doveri della persona. Non vi è quindi motivo di creare un modello legislativamente precostituito, che inevitabilmente configurerebbe qualcosa di simile a un matrimonio, dove ai diritti non corrisponderebbero uguali doveri: sarebbe questa la strada sicura per rendere più difficile la formazione di famiglie autentiche, con gravissimo danno delle persone, a cominciare dai figli, e della società italiana. Del resto, il recentissimo Rapporto pubblicato in Inghilterra sulle conseguenze del crollo della famiglia per lo stato della Nazione conferma, sulla base di un'esperienza che in quel Paese è ormai pluridecennale, quanto siano negativi i risultati di quelle politiche nelle quali alcuni pensano di poter trovare un modello per la società italiana. [...] Nella stessa chiave il Papa non tace la sua preoccupazione per le leggi sulle coppie di fatto, che relativizzano il matrimonio e rendono ancor più difficile per i giovani del nostro tempo la decisione per un legame definitivo. Il riconoscimento legale delle unioni omosessuali toglie poi "ogni rilevanza alla mascolinità e alla femminilità della persona umana", con un deprezzamento della corporeità in conseguenza del quale l'uomo, "volendo emanciparsi dal suo corpo … finisce per distruggere se stesso". + Camillo Cardinale Ruini 23 januari riflessioni varieIN PRIMO PIANO:
http://primopiano.totustuus.info/ Benedetto XVI: iniziare la battaglia in difesa della famiglia Appaiono invece pericolosi e controproducenti quei progetti che puntano ad attribuire ad altre forme di unione impropri riconoscimenti giuridici, finendo inevitabilmente per indebolire e destabilizzare la famiglia legittima fondata sul matrimonio. Vita cattolica) *DA PRIMA CHE NASCA? *«L'educazione d'un bimbo ha inizio vent?anni prima della sua nascita, con l?educazione della madre». Non vi è qualcosa di vero in questo slogan? IN LIBRERIA: http://libreria.totustuus.info/ Del Noce, Pensiero della Chiesa e filosofia contemporanea Con la sua veramente non consueta forza argomentativa, il filosofo si serve dei pronunciamenti del Magistero per mettere in luce le debolezze e contraddizioni delle imperanti mode in campo cattolico: tra le quali ricorda anzitutto la vera e propria fobia dell'integrismo divenuto per molta intelligenzia clericale il solo vero nemico da combattere e, poi, la deriva laicista e dunque la totale perdita di identità del partito cattolico (la Democrazia cristiana): anche in questo caso, è inutile sottolineare la straordinaria preveggenza di Del Noce. Basti un solo esempio: dopo alcune pagine dedicate ad illustrare i limiti della cultura imperante nel Dipartimento culturale della D.C., all'epoca retto da Paolo Prodi, ecco che a Del Noce, quasi profeticamente, "viene spontanea la domanda: a chi guarda questo dipartimento culturale? Al papa o a Scalfari?" "MONS. ALESSANDRO MAGGIOLINI" http://www.alessandromaggiolini.it/bin/servlet/mediabox.servlets.prese ntation.DettaglioInfo?idInfo=33797&url=dettaglioRassegna.jsp Libero. Lettera al Direttore Vi scrivo da un letto d'ospedale, per cui questo Natale per me - come tante volte capita ai vecchi e anche a chi ha meno anni - è avvolto più dal manto della pena che da quello della gioia. Eppure la pace viene. E oso dire anche la letizia. Il lieto annuncio vale anche per chi è malato o moribondo. È un Mistero. In questa nascita - ha scritto il poeta - è già scritta la morte del santo bambino. I pittori più grandi - come Grünewald - hanno avvolto nello stesso lacero straccio il bambino appena nato e il fianco nudo del condannato a morte. Sempre però, vicino a quel panno, c'erano le mani della Madonna. Che io so sistema anche ora i fianchi miei e di chi sta nel gelo della malattia. La pace viene. Accade con il Figlio di Dio che adesso entra nel tempo e vi porta l'eterno. E questo dà pace, in qualsiasi circostanza un uomo si trovi a vivere. E a morire. Io sono convinto dell'utilità della mia vita anche sotto queste lenzuola che a volte mi paiono pesanti come marmo. 12) "DIFENDERE LA VITA" http://difenderelavita.totustuus.it/ Famiglia - Pacs: Sul problema legislativo della non-discriminazione delle persone omosessuali Da qualche tempo la Congregazione per la dottrina della fede è stata interessata alla questione di proposte di legge avanzate in varie parti del mondo in merito al problema della non-discriminazione delle persone omosessuali. Lo studio della questione ha portato alla preparazione di una serie di osservazioni che potrebbero essere di aiuto a coloro che sono interessati nella formulazione di una risposta cattolica a tali proposte di legge. Dette osservazioni offrono alcune considerazioni fondate sui passi più rilevanti della Lettera dei vescovi della chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali, pubblicata dalla Congregazione nel 1986, e forniscono alcune applicazioni che ne potrebbero derivare. 13) "CONTRO LA LEGGENDA NERA" http://www.kattoliko.it/leggendanera Due progetti per l'apologetica di Vittorio Messori http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php? name=News&file=article&sid=1737 "VITTORIO MESSORI" http://www.et-et.it/articoli2007/a07a03.htm La tradizione (controversa) della peccatrice e le fantasie editoriali Insomma, come sospirava, giustappunto, un razionalista famoso, l'ex-seminarista Ernest Renan: "La verità, purtroppo, è triste". La tristezza, qui, sta nel fatto che i lettori del nuovo filone fanta-teologico debbono rassegnarsi: nessun complotto clericale, nessuna seconda vita come sposa e antenata di re, per la donna di Magdala. Bensì, probabilmente (come vuole l'antichissima tradizione) la morte e poi una tomba in quella Efeso da dove sarebbe stata assunta al Cielo pure la Maria madre di Gesù, anche se altri pongono il transito a Gerusalemme. E' certo, comunque, che risalgono a falsi documenti medievali le pretese di luoghi francesi come Vézelay e Saint-Maximin di custodire il corpo della santa. 16) "ANTONIO SOCCI" http://www.antoniosocci.it/Socci/index.cfm? circuit=Main&name=CaricaOggetto&modalita=view&rnd=0.0916506944909&id=4 34 Quella gaffe di Fini Nei giorni scorsi Berlusconi ha annunciato una clamorosa iniziativa in proposito: la fondazione di una "Università del pensiero liberale", "all'americana", che dovrebbe "scardinare il 'monopolio della sinistra' in campo culturale ed accademico e formare la 'futura classe dirigente moderata' ". Fantastico, ottimo progetto. Ma spero che la genialità creativa del Cavaliere lo consigli meglio sulla realizzazione, perché le anticipazioni dicono che a insegnarvi saranno chiamati "personaggi di livello internazionale come Mikhail Gorbaciov". legge sbagliata. ai conviventi basta un contratto"Si sviluppano minacce contro la struttura naturale della famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e tentativi di relativizzarla conferendole lo stesso statuto di forme di unione radicalmente diverse. Tutto ciò costituisce una offesa alla famiglia e contribuisce a destabilizzarla, violandone la specificità ed il ruolo sociale unico". (Benedetto XVI, 8 gennaio 2007) Per sensibilizzare i rappresentanti in Parlamento clicca su <http://www.fattisentire.net/modules.php?name=invio_mail2> UNA LEGGE PER I CONVIVENTI NON E' NECESSARIA Se ci si vuol bene e si vuole essere garantiti del tutto c'è il matrimonio, altrimenti si possono utilizzare una serie di strumenti come le polizze assicurative, la co-intestazione di beni come la casa o il contratto d'affitto. Poi ci sono contratti che i partner possono stringere per definire alcuni aspetti della loro convivenza: dai lavori domestici alla suddivisione delle spese, alla creazione di un fondo comune da suddividere in caso di rottura del rapporto. Infine una procura per poter rappresentare il compagno in caso di grave malattia o invalidità. Si tratta di contratti privati, che possono essere liberamente stipulati e che non necessitano di un riconoscimento pubblico. Chiaramente, sarebbe auspicabile la tassazione del cumulo dei redditi dei conviventi non sposati, da destinare come aiuto a chi, invece, si assume ferme responsabilità davanti alla collettività. Le pensioni di reversibilità vanno riservate alle vedove. Non abbiamo fondi per le pensioni minime e per quelle future dei giovani, non si vede perché si dovrebbe allargare l'assistenzialismo dello Stato in questo campo. Vi sarebbero poi enormi rischi di abusi, basti solo pensare ai casi di badanti che accudiscono anziani soli. Quanto all'eredità c'è già la quota disponibile (il 25% nel caso ci siano eredi legittimi) che un convivente può già lasciare all'altro: sarebbe ingiusto eliminare il primo, unico vero, coniuge dall'asse ereditario per inserervi l'eventuale compagno dell'ultima ora. Invece, una riforma necessaria sarebbe l'abolizione della deducibilità degli assegni corrisposti al coniuge separato, e l'attribuzione di quanto lo Stato ricavarebbe alle giovani coppie che vogliono sposarsi. UNA LEGGE PER I CONVIVENTI E' UNA MINACCIA EPOCALE, INTESA A RELATIVIZZARE LA FAMIGLIA CON L'INCORAGGIARE UNIONI SENZA RESPONSABILITA'. Delegare praticamente all'arbitrio della libertà individuale la continuità del patto coniugale lascia indifeso il vincolo matrimoniale e aperto il cammino legale alla violazione dei diritti dell'altro coniuge e dei figli. Leggi siffatte non privilegiano certo i genitori, i figli e gli educatori, come invece si dovrebbe. Dal punto di vista etico non si tratta di vere leggi ma di ingiustizie legalizzate, per le quali San Tommaso d'Aquino prevede la liceità dell'insurrezione. Per saperne di più clicca su <http://www.fattisentire.net/modules.php?name=Sections&op=viewarticle& artid=60> Il testo della tua e-mail giungerà a tutti i deputati e senatori appartenenti a partiti nominalmente non ostili alla famiglia. Ti ricordiamo l'importanza di questa azione di sensibilizzazioni sui politici, spesso immersi in una società irreale, costruita artatamente dai mass media e da salotti radical-chic che non rappresentano nessuno: ogni e-campagna di FattiSentire.net, anche in assenza di risultati visibili, è una brusca doccia di realismo per un mondo politico lontano dalla sensibilità dell'Italia profonda. Per questa ragione, non dimenticare di far aderire alla e-campagna ogni tuo amico e conoscente. 21 januari Card.Castillo Lara: lezioni di DioE' stata ritrovata questa splendida meditazione sul "castigo delle nazioni cristiane infedeli" fatta dal Presidente emerito dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e Presidente emerito della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano. La riproponiamo perché molto attuale e valida per tutte le nazioni dalle radici cristiane, Italia compresa. I riferimenti che il Presule fa alla "dittatura rivoluzionaria" sono da mettere in relazione al regime di totalitarismo socialista vigente in Venezuela e guidato dal sanguinario Presidente Hugo Chávez. Il cardinale Castillo Lara ha pagato e sta pagando per il suo coraggio e ha ricevuto la solidarietà di tutti gli altri vescovi del Venezuela (cfr. http://www.cev.org.ve/doc_detalles.php?id=28 ). Lezioni di Dio del + Cardinale R. J. Castillo Lara S.d.B., Venezuela courtesy and translation by of Isabella O., Caracas Di fronte alla disastrosa situazione alla quale ci ha portato questa dittatura rivoluzionaria di 8 anni sorge spontaneamente una domanda: perché ci é caduta addosso una tale disgrazia? I politologi la attribuiscono ai mal governi precedenti. Ciò nonostante, da un'altra visione vorrei insinuare che si tratti di una lezione che Dio abbia voluto darci. Dio, creatore dell'Universo, é il Signore della Storia. Egli ci segue, nella sua Divina Provvidenza, e rispettando la libertà concessa agli esseri umani, interviene discretamente quando lo ritiene necessario. Nel nostro caso ha voluto darci una lezione, dalla quale si aspetta le nostre preziose e utili conclusioni. Il Venezuela é, forse, la nazione più favorita dell'America Latina da Dio, che gli ha donato innumerevoli ricchezze. Gode di una eccellente localizzazione geografica, aperta alle più importanti comunicazioni. Dio ci ha dato una natura varia e fertile, lunghe coste, grandi pianure. abbondante acqua, cime elevate ecc. (Il Paese) è stato dotato di importanti e svariate ricchezze, specialmente di giacimenti petroliferi quasi inestinguibili, che sono i primi al mondo. Ed inoltre conta su (cosa molto importante e preziosa) un popolo intelligente, lavoratore, generoso e buono. Ed allora, perché questa lezione? Perché non abbiamo né saputo ringraziare né saputo approfittare di questi doni né farlo con giustizia. La nostra Patria ha conosciuto una notevole crescita economica che, purtroppo ha favorito soltanto alcuni settori, in contrapposizione ad altri in cui la povertà è aumentata. Durante questo sviluppo economico è divenuto palpabile da molti un marcato egoismo che ha portato a rinchiudersi nell'ambito strettamente personale e famigliare, facendo dimenticare di rendere partecipi anche i più poveri, delle nostre vittorie. L'eccezione é costituita soltanto da alcuni (purtroppo pochi) che hanno saputo utilizzare le proprie ricchezze per creare fonti di lavoro, proponendo il benessere e lo sviluppo per i più poveri. L'istruzione, tradizionalmente aperta a tutti, è stata deficiente in molti aspetti ed incapace di offrire al cittadino l'indispensabile affinché egli imparasse a compiere i propri doveri ed a esigere i propri diritti così come di trovare un lavoro degno che gli garantisse la sussistenza. È mancata inoltre ed in primo luogo, la famiglia; il libertinaggio sessuale ha ingravidato migliaia di ragazze e donne senza propinare loro un ambito familiare per una basilare educazione alla vita. Fra gli adulti, sono proliferate le unioni libere ed irresponsabili che hanno lasciato numerosi figli senza genitori e, proprio per questo, carenti di educazione paterna. Questa paternità irresponsabile ha propiziato l'abbondante crescita della popolazione, specialmente fra i settori più emarginati, che invece di formare cittadini per la patria, offre, a volte, candidati per la delinquenza. A tutto questo si aggiunge una dolorosa constatazione: la perdita quasi completa dei valori etici, fondamentali in una parte considerevole della società. Fra questi valori mancano soprattutto la dignità della persona umana, il rispetto alla vita ed alla proprietà, il culto alla verità ed il rispetto per le autorità legittimamente costituite. Valori tutti che, legati come sono a Dio creatore e giudice, si tramandavano attraverso l'educazione religiosa, così scarsa nei nostri giorni. Ecco che alle mancanze indicate, bisogna inoltre aggiungere, per non pochi, la perdita o la debilitazione della fede in Dio e nella sua Chiesa ed il conseguente abbandono della pratica religiosa e forse anche della stessa fede, cosa estremamente pericolosa. Oso segnalare che la domenica non raggiunge il 5% il numero dei cattolici che assistono all'Eucaristia ed alla parola di Dio. In conclusione: soffrendo gli innumerevoli intralci di questa rivoluzione e pensando ai circa centomila compatrioti uccisi durante questi 8 anni di non governo, dobbiamo imparare la lezione. Non è cosa facile né raggiungibile in una settimana, ma bisogna iniziare. Già il fatto di rendersi conto del fatto che Dio ci chiede un cambiamento, un miglioramento della condotta personale, è un segnale della nostra assimilazione e comprensione della lezione. Che la Divina Pastora, Ausiliatrice dei cristiani ci aiuti ad assimilare del tutto questa lezione, per migliorare il Venezuela sino a quando recupereremo totalmente la libertà. + Rosalio José Card. Castillo Lara ---------------------------------------------------------- Testo originale, tratto da http://www.nestorluis.com/Cast-Nav.html , richiesta di conferma d'autenticità alla Conf. Episcopale Venezuelana, in attesa. ---------------------------------------------------------- 20 januari comunismo e le questioni che pone(Corrispondenza romana) Ma è giusto minimizzare la vicenda 19 januari unioni di fatto? la poligamia problema realeIl Papa suona le sue campane contro i Pacs, e a sinistra la banda dei soliti noti punta i suoi cannoni verso il Vaticano. Piovono parole di fuoco contro la Chiesa e il Pontefice, in una sequenza pirotecnica che vede comunisti e verdi, radicali e diessini gareggiare a chi la spara più grossa. Domanda: che cosa dicono quei cattolici che governano stando a braccetto con chi prende a schiaffi Benedetto XVI? Tacciono. Eppure il piattino avvelenato che il centrosinistra sta preparando alla nazione, cattolici che hanno votato Prodi compresi, è sotto gli occhi di tutti. Dai Pacs all'indulto, passando per le norme sulla tossicodipendenza: nulla che sia anche larvatamente cattolico. Ma quei politici che hanno chiesto il voto dei cattolici in nome dei loro valori, non si vergognano almeno un pochino? Come si fa a stare in una coalizione in cui ogni santo giorno qualcuno attacca la Chiesa, il Papa o un vescovo che esprima la rilevanza sociale della fede? Durante l'ultima campagna elettorale, era il marzo 2006, i parroci italiani si videro recapitare un opuscolo di Forza Italia intitolato «I frutti e l'albero». La pubblicazione spiegava che cosa il governo Berlusconi, in cinque anni, avesse fatto in sintonia con la dottrina sociale della Chiesa. In allegato, recava una lettera di Sandro Bondi. Apriti cielo, è il caso di dire. All'onore delle cronache balzò don Aldo Antonelli, che respinse al mittente l'opuscolo accusando il governo uscente con toni di questo genere: «Avete popolato il Parlamento di manigoldi, ladri e truffatori. Di 23 parlamentari condannati in via definitiva più della metà (13 per la precisione) fanno parte del vostro gruppo. Avete fornicato con il razzismo della Lega e con il fascismo di Rauti». Non mancava neanche la nota economica: «Solo l'elettromeccanica, nell'ultimo quadrimestre del 2005, ha perso il 7,1% del suo fatturato». Roba da far temere il tramonto definitivo della cristianità in Europa. «Ma come ci si può permettere - insorse la sinistra, con particolare zelo tra le beghine del progressismo cattolico - di mischiare la religione con la politica?». Monsignor Tommaso Valentinetti, presidente di Pax Christi, scrisse pure lui al povero Bondi. E siccome un semplice parroco aveva già mandato una lettera, lui che è vescovo ne mandò due: la lettera vera e propria e una di accompagnamento. Lunga disanima su punti di Pil persi, situazione occupazionale e piduismo. Poi l'anatema lanciato su chi osasse mischiare politica e religione. Ma lui che cosa stava facendo? Semplice: tirava la volata a Romano Prodi, il parroco d'Italia. E che cosa stava facendo gran parte dell'associazionismo cattolico? Spiegava in parrocchie, oratori e conventi quanto fossero magnifiche e progressive le sorti italiane affidate al centrosinistra. E i cosiddetti cattolici progressisti mica si tiravano indietro, spiegando che religione e politica non possono stare insieme. Anzi, chiedevano voti a qualunque parroco trovassero sulla loro strada. Risultato. Il Papa dice ciò che deve dire sulle unioni di fatto? Ecco Fausto Bertinotti che lo stoppa a Porta a porta. «Il Papa sbaglia a condannare le unioni di fatto. La sua è una presa di posizione restauratrice. La reazione del Pontefice è sbagliata perché non vede che le unioni di fatto sono un arricchimento di quei valori che il Papa teme che la modernizzazione possa distruggere». Poi parte il radicale Daniele Capezzone: «Il Papa è colpevole di un'ingerenza particolarmente odiosa, il ticket Ratzinger-Ruini tenta di creare una specie di coalizione contro i diritti civili». Fino al tracollo nervoso di queste ultime ore: il Ds Franco Grillini, sempre a proposito dei Pacs, assicura che «l'ossessiva campagna della Chiesa risponde a un'esigenza di potere». Capezzone parla di «protervia inaccettabile». Manuela Palermi (Partito dei comunisti italiani) dice che le parole del Papa rivelano «qualche cosa di maniacale». Ma si può essere cattolici e stare con gente che la pensa a questo modo? Pare di sì. Qualche mese fa, il cardinale Alfonso Lopez Trujillo presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, ribadì la linea della Santa Sede. Scomunica per chi pratica l'aborto, ma anche per chi fa sperimentazioni sulle cellule embrionali. Niente comunione, poi, per i politici cattolici che approvino leggi contrarie alla vita. Tra le proteste, si levò quella della senatrice cattolica Paola Binetti, Margherita all'occhiello del centrosinistra. «Il cardinale - disse - ha sbagliato i toni. Per la Chiesa questo è un boomerang. I toni da scomunica sono un errore. Mi sarei aspettata che l'accento venisse posto più su misure di accoglienza che punitive, con il riferimento ai principi della solidarietà, magnanimità e del perdono da parte della Chiesa». Non c'è dunque da meravigliarsi. Il cattolico progressista è fatto così: rastrella voti nelle sacrestie, promettendo che «più forza avremo più costringeremo gli alleati di sinistra a rispettare i nostri valori». Poi, una volta passato all'incasso del potere, scompare nell'anonimato. Speriamo che gli elettori cattolici - gabbati in buona fede - finalmente insorgano. Qui non si tratta di politica, ma di onestà: se si vuole fare i cattolici adulti, non si vada a rubare il voto ai cattolici bambini. Non sta bene. Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro © Il Giornale, n. 8 del 2007-01-10 18 januari contro i PACSFirmano contro i Pacs 83 deputati azzurri (... e quelli di AN?) Isabella Bertolini presenta, con il via libera di Berlusconi una mozione a Montecitorio. In poco tempo sottoscritta da due terzi del partito. Intanto Fassino chiede una legge entro fine gennaio «Conti le firme di chi ha sottoscritto la mozione... Siamo a quota 83 e altri si aggiungeranno... Le conclusioni? Chiare: Forza Italia è contro i Pacs». Isabella Bertolini, intraprendente coordinatrice dell'Emilia Romagna, stringe tra le mani quel documento presentato alla Camera il 28 dicembre e sfoglia il calendario. Si ferma alla data 22 gennaio: è un lunedì. Quel giorno comincerà a Montecitorio la discussione proprio su quella mozione: una paginetta dattiloscritta per chiedere al governo di «non adottare iniziative legislative o amministrative che prevedano l'equiparazione, sia essa espressa sia implicita, tra la convivenza e la famiglia». Il governo riflette; la sinistra preme e Fassino avverte: «È importante avere rapidamente una buona legge sulle unioni di fatto. Meglio se si fa entro il 31 genaio». Parole chiare, ma la Bertolini non si ferma: «Noi andiamo avanti. C'è la mozione di Fi, ce n'è una analoga presentata da Luca Volontè e sottoscritta da tutto l'Udc. Il 22 - ripete la parlamentare azzurra - comincia la discussione e in quella settimana si dovrebbe arrivare a un voto. Voglio vedere come si muoveranno i moderati dell'Unione...». Si prova ad allargare il fronte, a parlare con Margherita e Udeur. «Giuseppe Cossiga sta lavorando solo a questo. C'è un confronto aperto con Enzo Carra, con Renzo Lusetti, con Paola Binetti», spiega la Bertolini che però non nasconde l'altro significato della mozione: far emergere la vera posizione di Fi. «La linea di Moroni, di Della Vedova, di Cicchitto è assolutamente minoritaria... Fi dice no ai Pacs, al matrimonio di serie B... No a chi sta provando a introdurre surrettizziamente la possibilità del riconoscimento delle coppie omosessuali... Non possiamo abbassare la guardia, non possiamo fare la fine della Spagna». La Bertolini ha concordato l'iniziativa con il capogruppo Elio Vito. Berlusconi ha saputo e ha lasciato fare. Poi ecco le firme: 83. Ci sono Lupi, Sanza, Crosetto, Alfano, Fitto, Brancher... È un elenco sterminato. «Ho parlato con Scajola e mi ha assicurato che firmerà anche lui», assicura la Bertolini che si congeda con un ultimo chiarimento: «Nessuno di noi nega l'importanza dei diritti individuali. Ma i Pacs sono un altra cosa e il rischio è grande: scardinare la famiglia vuol dire scardinare i principi e i valori della nostra società. Sarebbe imperdonabile». Da Roma Arturo Celletti (C) Avvenire, Martedi 16 gennaio 2007 17 januari apocalyptoNel nuovo film di Mel Gibson, Apocalypto, ci sono indubbiamente delle scene di violenza gratuita, perciò le deprecazioni al riguardo sono condivisibili. Tuttavia, il film ha un merito importante, perché mostra che la civiltà maya, come è stato documentato dalla ricerca storica recente, era costellata da episodi molto diffusi di crudeltà e praticava numerosissimi sacrifici umani. Le descrizioni fatte da Gibson di corpi sventrati, cuori estratti divorati o offerti alle divinità, cadaveri fatti rotolare dalle gradinate dei templi, sono, grossomodo, fedeli. In effetti, i sacrifici umani erano ampiamente diffusi nelle civiltà pre-cristiane. René Girard ha spiegato che l'umanesimo cristiano è stato una novità assoluta, per la sua difesa della dignità intangibile di ogni singolo essere umano. Anche i Greci, che pur hanno introdotto la dignità del cittadino, l'hanno però negata alle donne, ai bambini ed agli stranieri e legittimavano la schiavitù. E gli stoici, pur avendo riconosciuto l'uguaglianza di tutti gli uomini, hanno però sminuito la dignità dell'uomo perché non gli hanno riconosciuto una differenza qualitativa rispetto agli esseri inferiori, perché hanno negato che fosse libero, perché gli hanno negato la spiritualità. Il cristianesimo, per primo, ha conferito una dignità e un valore inviolabile ad ogni uomo, donna, bambino. Perciò, storicamente, solo la Chiesa ha introdotto un vero umanesimo, cioè una cultura di promozione e rispetto per ogni uomo. Nelle altre culture esistevano delle solidarietà familiari, tribali, nazionali, ma la sollecitudine verso l'altro non era mai universale; invece la Chiesa, per fare solo un esempio, ha inventato gli ospedali, come luoghi in cui vengono curati tutti (senza eccezioni) i malati e li ha gestiti fino al XVIII secolo. Insomma, il cristianesimo è stato il grande motore dell'umanesimo e lo conferma uno dei suoi più acerrimi nemici, Nietzsche. Questi sosteneva che il genere umano progredisce tramite l'eliminazione dei deboli, e accusava il cristianesimo di essere opposto a quella che egli considerava la vera filantropia, proprio per avere sempre difeso ogni uomo, nessuno escluso. Certo, il pericolo di nuovi totalitarismi per ora non incombe, ma l'arretramento del cristianesimo, di cui tanto si compiacciono i laicisti, comporta l'affievolimento progressivo del senso della dignità umana. Così, assistiamo già a molteplici espressioni di favore verso sacrifici umani, come la mercificazione della donna, certi ritmi lavorativi di professioni che impongono tempi di lavoro disumani, l'aborto, l'eutanasia, la clonazione umana, la sperimentazione sugli embrioni. Giacomo Samek Lodovici (C) Avvenire, 12/12/2006 16 januari ERBA DI CASA NOSTRA
10 januari riflessioni "MONS. ALESSANDRO MAGGIOLINI"
http://www.alessandromaggiolini.it/bin/servlet/mediabox.servlets.presentation.DettaglioInfo?idInfo=33779&url=dettaglioRassegna.jsp Siamo ostaggi di stranieri? Ti chiami Giuseppe o Maria, vergognati. E’ apologia di cristianesimo. Un’offesa a islamici e non credenti, ritira subito il tuo nome. I canti di Natale? Ma siamo pazzi, vogliamo chi non festeggia il nostro Natale, vogliamo mortificare quelli che non si riconoscono nella cristianità? L’Italia è un paese che sta capovolgendosi, dove il massimo segno di tolleranza è staccare la spina a un malato terminale, la massima speranza nazionale è veder morire Welby così come la massima euforia prescritta agli italiani è festeggiare la Finanziaria che massacrerà dal vivo, con i rallegramenti degli aguzzini. Il Governo aumenta le tasse? Ma no, che il Presidente del Consiglio continua a dire che diminuiscono. 12) "DIFENDERE LA VITA" http://difenderelavita.totustuus.it/ "Matrimonio" di omosessuali Siamo passati, con una rapidità sorprendente, da una rivendicazione a un'altra da parte dei gruppi omosessuali. Il crescendo è stato ben orchestrato e pare non cozzare se non contro una vaga opposizione, che teme di essere tacciata di "omofobismo" e votata per ciò stesso alla gogna. Dopo la loro rottura con la psicanalisi e gli psicanalisti, all'indomani della Seconda guerra mondiale, i gruppi omosessuali non hanno mai cessato di proclamare, in modo spesso sproporzionato, se non addirittura aggressivo, la loro "normalità". In questo esercizio di autogiustificazione, la richiesta del "non-logorio" e dei "diritti all'omosessualità" ha rapidamente assunto la forma di una richiesta di legittimazione civile. Per questo la proposta di "contratti" o di "patti" è diventata un cavallo di battaglia dei gruppi omosessuali. 13) "RINO CAMMILLERI" http://www.fattisentire.net/modules.php?name=News&file=article&sid=2345 Quel "rock cristiano" che profana Lourdes Come sa bene chi c’è stato, davanti alla grotta di Lourdes il tempo si ferma. Ci si siede su una delle panchine e si sta a guardare la statua di Maria. Possono trascorrere ore, così, e non ci si annoia, non ci si stanca, non assale il pensiero improvviso di qualcosa di urgente da fare, di più importante che star lì. Ci si passi l’espressione, è come stare sotto una campana di vetro in cui regna la pace più assoluta, profonda e lieve allo stesso tempo. È come se le tentazioni, anche minime, e la frenesia dell’esistenza non potessero penetrare in quello spazio circoscritto di quiete dell’anima. IN PRIMO PIANO: http://primopiano.totustuus.info/ Benedetto XVI: Con aborto e laicismo non ci può essere vera pace L'aborto e la sperimentazione sugli embrioni costituiscono la diretta negazione dell'atteggiamento di accoglienza verso l'altro che è indispensabile per instaurare durevoli rapporti di pace. Per quanto riguarda poi la libera espressione della propria fede, un altro preoccupante sintomo di mancanza di pace nel mondo è rappresentato dalle difficoltà che tanto i cristiani quanto i seguaci di altre religioni incontrano spesso nel professare pubblicamente e liberamente le proprie convinzioni religiose. Parlando in particolare dei cristiani, debbo rilevare con dolore che essi non soltanto sono a volte impediti; in alcuni Stati vengono addirittura perseguitati, ed anche di recente si sono dovuti registrare tragici episodi di efferata violenza. Vi sono regimi che impongono a tutti un'unica religione, mentre regimi indifferenti alimentano non una persecuzione violenta, ma un sistematico dileggio culturale nei confronti delle credenze religiose. In ogni caso, non viene rispettato u! n diritto umano fondamentale, con gravi ripercussioni sulla convivenza pacifica. Ciò non può che promuovere una mentalità e una cultura negative per la pace. "VITTORIO MESSORI"
http://www.et-et.it/pensare/emporec3.htm Messori e i nemici del cattolicesimo Poi c'è il caso di monsignor Jozef Tiso: un prete "prestato alla politica" che fu segretario del Partito popolare slovacco sull'esempio di don Sturzo, e fu per sei anni Presidente della Repubblica autonoma di Slovacchia dopo un compromesso con Hitler; e fu impiccato dal governo comunista il 18 aprile del 1947 con l'accusa di aver fondato un "regime sanguinario". Non solo non aveva ucciso nessuno, ma aveva addirittura aiutato gli ebrei del suo Paese a sfuggire alla persecuzione nazista. 16) "ANTONIO SOCCI" http://www.antoniosocci.it/Socci/index.cfm?circuit=Main&name=CaricaOggetto&modalita=view&rnd=0.765588393278&id=430 Lettera a Veltroni su Terzani e il comunismo In una memorabile intervista con Walter Tobagi, Giorgio Bocca ammise: "andai quattro volte in Vietnam e feci dei servizi che piacquero alla sinistra italiana: in parte perché raccontavo la verità sulla formidabile guerriglia vietnamita, in parte perché mi autocensuravo". Tobagi chiede ancora: "Vuoi dire che tacevi alcuni aspetti della situazione vietnamita?". Bocca: "Succedeva questo: la mitizzazione della rivolta vietnamita e la demonizzazione degli americani erano giunte a un tale livello che non era possibile raccontare una verità che avesse però il marchio di informazione Usa". Questo era il famoso "giornalismo obiettivo", la crema del giornalismo italiano 08 januari il mio capodanno con...non ero presente all'arsenale ma 2 ragazzi come joseph erano con noi!!!
bella fine del 2006.
bell'inizio del 2007.
05 januari spunti x l'epifania:
http://primopiano.totustuus.info/ Benedetto XVI: Il Santissimo Sacramento è il centro qualitativo del cosmo e della storia Il Mistero eucaristico costituisce il punto di convergenza privilegiato tra i diversi ambiti dell'esistenza cristiana, compreso quello delle ricerca intellettuale. Incontrato nella liturgia e contemplato nell'adorazione, Gesù-Eucaristia è come un "prisma" attraverso il quale si può meglio penetrare nella realtà, sia nella prospettiva ascetica e mistica, che in quella intellettuale e speculativa, come anche in quella storica e morale. Nell'Eucaristia Cristo è realmente presente e la Santa Messa è vivo memoriale della sua Pasqua. Il Santissimo Sacramento è il centro qualitativo del cosmo e della storia. http://libreria.totustuus.info/ PACS - Perché il diritto deve dire no Giustamente si può affermare che, dal punto di vista della coppia che decide di sposarsi, la disciplina del matrimonio costituisce una risposta, sia pure parziale ed imperfetta, ad un essenziale bisogno del cuore umano: quello di essere pienamente accolto ed amato in un contesto stabile di reciprocità e complementarietà, ipotecando in qualche modo il futuro e proiettandosi pacificato verso di esso. Ma, e qui sta l'aspetto che interessa al giurista, la coppia che soggettivamente sfida la precarietà e decide di vivere la propria affettività nel quadro istituzionale del matrimonio, oggettivamente svolge una funzione sociale importantissima. In un contesto strutturato dall'ordinamento giuridico per la durata nel tempo, caratterizzato da diritti ed obblighi che presuppongono ed organizzano una proiezione verso il futuro, gli sposi si trovano nella situazione - anche psicologica - più favorevole per aprirsi alla procreazione e garantire, attraverso il ricambio generazionale, la! sostenibilità della vita sociale e le condizioni minime per la sua prosecuzione.. "MONS. ALESSANDRO MAGGIOLINI"
http://www.alessandromaggiolini.it/bin/servlet/mediabox.servlets.prese ntation.DettaglioInfo?idInfo=33781&url=dettaglioRassegna.jsp A parole stanno con il Papa, poi distruggono il matrimonio Così si dica per i pacs che sono l'anticamera del libero amore, cioè della prigione dell'autentica libertà di chi si lega per la vita e per la morte a una persona di sesso diverso. (E come compiere un atto coniugale omosessuale?). V'è poi l'eutanasia che può essere la porta di ingresso di una morte legalmente inflitta. Quanto allo spinello è come invitare - di fatto - a distruggersi nell'intelligenza, nella volontà e nel sentimento. Che stanno a fare i cattolici in questo marasma? DIFENDERE LA VITA"
http://difenderelavita.totustuus.it/ Unioni di fatto Il riconoscimento e la conseguente registrazione, sul piano legale, in un numero crescente di paesi, delle "unioni di fatto", sotto forma di "contratti" tra le parti interessate che accordano a tali unioni uno statuto e dei vantaggi sociali simili oppure alternativi a quelli riservati ai matrimoni, ha provocato una reazione, talvolta indignata, da parte delle popolazioni alle quali erano imposte senza il loro consenso, e senza che ci fosse stato un reale dibattito pubblico preliminare. Ha anche portato, per contraccolpo, a una riflessione nuova, e salutare, su ciò che costituisce il matrimonio, e fa sì che nessun "patto", fosse pure "civico" e "di solidarietà" (ad esempio il PACS francese), può pretendere di sostituirsi a questa istituzione naturale, con cui un uomo e una donna si danno l'uno all'altra per la vita, in un'unione permanente ed esclusiva, aperta alla procreazione. VITTORIO MESSORI"
http://www.et-et.it/articoli2006/a06o20.htm Gli astri celesti ci parlano Purtroppo una buona parte di quello che oggi va sotto il termine di "astrologia" non è assolutamente da tenere in considerazione. Spesso gli oroscopi vengono eseguiti da persone impreparate. Parlo per esperienza personale. Da giovane ho lavorato al quotidiano "La Stampa" di Torino. Se l'astrologo ufficiale non mandava in tempo il suo elaborato, lo facevano noi in redazione, a turno, scrivendo cose ovvie. Ma esiste anche l'astrologia vera, una sapienza tramandata da millenni e che ha unificato popoli e culture. L'astrologia non è un fatto solo Occidentale, anzi. E' nata in Oriente, era praticata in Mesopotamia, in Cina, in India. Anche culture isolate come quelle delle americhe prima di Colombo, avevano sviluppato enormi conoscenze astrologiche 04 januari COSA CI ASPETTA NEL 2007 ? MEGLIO ASCOLTARE LA MADONNA CHE LEGGERE GLI OROSCOPI: GUARDIAMO A FATIMA (e a Medjugorje…)
03 januari invasione silenziosaMoschee, l'invasione silenziosa: in Italia sono già più di 600 di Stefano Filippi Domanda semplice: quante sono le moschee in Italia? Mistero. Lo ignora l'Ucoii, l'Unione delle comunità islamiche nata dall'organizzazione radicale dei Fratelli musulmani e protagonista delle roventi polemiche estive contro Israele, che è il gruppo cui è legato il numero maggiore di locali di preghiera nel nostro Paese. Non lo sa la Lega musulmana, dalla quale dipendono il Centro culturale islamico d'Italia e la moschea di Roma. Non filtrano dati precisi nemmeno dal ministero dell'Interno, cui pure fa capo la Consulta islamica. La stessa Consulta nega che sia affar suo. In sostanza, non se ne occupa nessuno. Niente censimenti che diano un'idea della dimensione complessiva di un fenomeno in crescita tanto silenziosa quanto costante. Altra domanda: si tace perché si ignora, oppure perché si vuole mantenere il segreto? Anche questo interrogativo è destinato a restare insoluto. Circolano soltanto voci difficili da verificare. A Colle Val d'Elsa, nell'incandescente terra di Siena dove è in costruzione una nuova, grande e contestatissima moschea, l'imam Ferras Jabareen (senza però specificare la fonte) parla di 612 associazioni islamiche con luogo di preghiera annesso. Cifra ridimensionata da Hamza Piccardo, portavoce dell'Ucoii, che ammette di conoscere 250 indirizzi, di cui 160 direttamente legati alla sua associazione: ma l'elenco dettagliato dei centri islamici (città, recapito e telefono) è stato cancellato dal sito Internet dell'Unione. Nel 2002, quando le cose erano un po' più trasparenti, l'Ucoii dichiarava ufficialmente 133 luoghi di culto, più altri 120 segnalati ma non verificati, più un altro centinaio di centri sorti qua e là disordinatamente, senza pianificazione. In totale, circa 350. Appena un anno prima Magdi Allam, nel libro «Islam, Italia», ne contava 214 distinti in quattro tipi: le tre moschee vere e proprie (a Roma, Catania, Segrate, con tempio e minareto); una trentina di centri culturali islamici; un'ottantina di centri islamici e un centinaio di semplici luoghi di culto. Siamo alle soglie del 2007. Se si considera l'aumento dei musulmani in Italia e il consolidarsi delle comunità, l'ipotesi di 600 moschee non solo verrebbe confermata ma potrebbe rivelarsi addirittura riduttiva. A queste vanno aggiunte le sale di preghiera delle varie confraternite musulmane come per esempio quella della muridiya, che trova adepti soprattutto tra i senegalesi e ha la capitale a Pontevico (Brescia), dove una vecchia fabbrica di biciclette è stata trasformata nel più grande luogo di culto murid d'Europa. Sul web si trovano elenchi dai quali si possono ricostruire quasi 400 riferimenti, dai circoli regolarmente costituiti fino a semplici indirizzi di posta elettronica di aspiranti imam. La maggiore concentrazione (oltre la metà) è al nord: 55 in Piemonte, 65 in Lombardia, 35 in Veneto, una decina in Friuli, oltre 20 in Liguria, una cinquantina scarsa in Emilia Romagna e una dozzina in Trentino Alto Adige. Perché al nord? «In realtà la terza comunità islamica italiana è a Napoli - dice Piccardo - ma le moschee nascono dove c'è stabilità. E la stabilità presuppone il lavoro, mentre il sud è la patria del precariato e del lavoro nero». Comunque, stando a Internet, in Campania le associazioni islamiche sono quasi una trentina. Una riproduzione rapida Dunque, la moltiplicazione delle moschee significa che l'islam, seconda religione più diffusa in Italia, si consolida di anno in anno. Secondo uno studio del ministero dell'Interno basato sui dati del dossier annuale Caritas-Migrantes, è praticata da oltre 1.200.000 persone, circa il 2,5 per cento della popolazione. Numero destinato a crescere rapidamente, visto che un bambino su 10 è straniero (addirittura 1 su 5 nelle regioni del Nord). Ma non c'è soltanto il fattore demografico: è anche aumentato il numero dei musulmani praticanti. Nel 2001 Allam sosteneva che non più del 5 per cento degli maomettani seguisse rigorosamente i precetti del Corano. Ora gli studiosi sostengono che la quota ha superato il 20 per cento. E basterebbe girare per i quartieri a forte presenza straniera per constatare quanto siano aumentati i veli. Dopo l'11 settembre 2001 i gruppi più radicali si sono rinsaldati, i fedeli più lontani sono stati «re-islamizzati» e costretti ad allontanarsi dagli influssi occidentali. Così la sempre più estesa rete di moschee, oltre a consentire le pratiche rituali di una galassia polverizzata di fedeli, serve anche a riprendere il controllo dei musulmani tiepidi, moderati o laicizzati e ad accrescere il peso delle organizzazioni come l'Ucoii. Gli statuti in fac-simile Formalmente, in mancanza di una forma di concordato, non si potrebbe parlare di moschee se non per l'edificio di Roma. Per aprire un luogo di preghiera si costituisce un centro o associazione islamica (bastano tre persone: presidente, segretario e tesoriere), registrarla in Comune o in Provincia sborsando poche decine di euro e affittare un locale. Di solito gli statuti sono basati sui modelli distribuiti dall'Ucoii. I musulmani pregano in garage, palestre, scantinati, magazzini, capannoni industriali abbandonati, stanzette concesse sui luoghi di lavoro. Nulla di paragonabile con lo splendore dei grandi templi moreschi della Spagna meridionale o di Istanbul; del resto le moschee non sono templi consacrati come le chiese cristiane e gli arredi sono ridotti al minimo: un locale per le abluzioni rituali, scaffali per le scarpe, tappeti sgargianti, un leggio che sostituisce il pulpito dell'imam, una nicchia orientata verso la Mecca. La sacralità è garantita dal semplice fatto che qualcuno si prostri in direzione della pietra nera e reciti le preghiere rituali. Imam, carriere veloci Gli imam, cioè i «dottori» coranici, vengono scelti dalle varie comunità. Nei Paesi dove l'islam è religione di stato le cose non funzionano così: è il ministero degli Affari di culto che nomina i predicatori, accerta che conoscano il Corano e la legge del Profeta, sorveglia che cosa dicono e cosa fanno. Controlli ferrei: mentre da noi le moschee raddoppiano, in Marocco l'anno scorso ne sono state chiuse 145. Soltanto l'imam della grande moschea di Roma viene designato da una delle massime autorità islamiche mondiali. Lo scorso giugno, alla morte di Mahmoud Shweita, il Grande imam egiziano dell'università di al-Azhar, Mohammed Sayyed Tantawi, ha spedito a Roma il quarantanovenne cairota Ala Eddin Mohammed Ismail el Ghobashy. Il quale ha dovuto aspettare tre mesi per prendere possesso della moschea in attesa del visto e di sistemare le questioni familiari. Per il resto, da noi si diventa imam per autocandidatura confermata dai pochi praticanti. Jabareen, per fare un esempio, fisioterapista in una clinica di Firenze e fautore di una moschea per migliaia di fedeli, è stato investito da 95 elettori. Gli imam italiani fanno i lavori più diversi: quello di Carpi (Modena), un ex giornalista pakistano, è responsabile di produzione in una azienda tessile; quello di San Giovanni in Persiceto (Bologna) vive di sussidi comunali; a Torino Bouriqui Bouchta, espulso il 6 settembre 2005, gestiva tre macellerie halal. L'imam di Casalmaggiore (Cremona), operaio in un'azienda chimica, ammette che non serve nessuna specifica preparazione teologica: «Nessun conduttore ha avuto una formazione esterna. Abbiamo imparato il Corano e gli Hadith diventando adulti nei nostri Paesi di origine. Da 1565 anni il Corano non cambia. Non possiamo certo essere noi poveracci quelli che mettono in discussione la legge islamica». Accade così che vengano eletti non i più dotti ma i più loquaci, i più intraprendenti, i più legati alle varie organizzazioni. Non ci sono controlli, e se ne lamentano gli stessi moderati che chiedono allo Stato un'intesa complessiva (cioè che riguardi anche questioni come le scuole islamiche, la macellazione rituale, le sepolture). Nessuna garanzia sull'ortodossia della predicazione, sulla precedente formazione culturale e religiosa, sulla conduzione delle attività dei centri. E tra insegnamento religioso e centrale di indottrinamento il confine è quanto mai sottile. (1. Continua) (C) Il Giornale, 23-12-2006 02 januari aveva ragione Soccila lobby catto-comunista comincia a muovere le sue batterie contro il Papa. Qui sotto alcune note su Paolo Farinella, in fondo la notizia Ansa che vi farà morire dal ridere. 1. Don Paolo Farinella, altro prete da tempo nell'"occhio del ciclone", fa una richiesta-appello al papa di non ricevere in udienza Berlusconi sotto elezioni, sia per la più recente iniziativa di promuovere un contro-appello al manifesto per l'Occidente di Marcello Pera (www.arcoiris.tv/appello_pera/risposta_controappello/). [adista 27/2006] 2. UN LUOGO DI CULTO PER I MUSULMANI? È UN DIRITTO, TANTO BASTA. INTERVIENE DON PAOLO FARINELLA [adista N. 50 - 03 Luglio 2004] 3. CAPPELLANO: PRETE O MILITARE? SEVERA ANALISI DI DON PAOLO FARINELLA Per l'abolizione dei cappellani militari, perchè "per un cristiano le armi sono sempre peccato, eccetto quelle della Resistenza e a favore dei lavoratori" [adista N. 66 - 25 Settembre 2004] 4. "SIGNORE, LIBERACI DALL'UDC": DON PAOLO FARINELLA RISPONDE AD UNA LETTERA DI LUCA VOLONTÈ [adista N. 43 - 10 Giugno 2006] _____ ANSA 2006-12-29 12:00 FLOP SU INTERNET DELLA PETIZIONE CONTRO LA MESSA IN LATINO CITTA' DEL VATICANO - Non sta avendo il successo sperato dal promotore la raccolta di firme lanciata su Internet dal sacerdote e biblista (e comunista) genovese don Paolo Farinella contro il ritorno della messa in latino - oggetto di un possibile 'motu proprio' di Benedetto XVI di cui si parla da tempo - e in difesa delle scelte del Concilio Vaticano II. L'obiettivo dell'appello era di raccogliere almeno diecimila firme da inviare in Vaticano, ma a quasi due mesi dal lancio il numero dei sottoscrittori supera di poco il migliaio. Sono appena 1.052, a tutt'oggi, i firmatari che si sono aggiunti al primo, cioé lo stesso don Farinella, ma occorre contare anche firme platealmente fasulle: come quella di chi si é voluto siglare beffardamente nientemeno che "Marcel Lefebvre, arcivescovo di Dakar", cioé il fondatore francese, morto nel 1991, di quel movimento scismatico tradizionalista, oppositore dell'accantonamento della Messa di rito tridentino, al cui rientro in seno alla Chiesa dovrebbe essere diretto proprio l'atteso 'motu proprio' papale. "Noi le chiediamo di non pubblicare l'indulto - scrive don Farinella nel suo appello a Ratzinger - che giustificherebbe il disprezzo di chi già disprezza il concilio, ma le chiediamo di pretendere da vescovi, cardinali e cristiani un atto di adesione formale all'intero magistero del concilio, cominciando lei a dare il buon esempio". "In caso di pubblicazione dell'indulto che ripristina la Messa di Pio V - aggiunge -, noi staremo in ginocchio, ma con la schiena dritta non lo attueremo, ma lo combatteremo in nome della nostra coscienza e del rispetto dovuto al concilio ecumenico e ai papi suoi predecessori". Secondo don Farinella - non nuovo a iniziative del genere come l'analoga petizione dello scorso marzo contro l'udienza di Benedetto XVI agli europarlamentari del Ppe -, promulgando il 'motu proprio' per ripristinare il rito della 'Messa di Pio V' del 1570 in vigore fino al 1962, il Papa andrebbe "incontro a qualche decina di fondamentalisti irriducibili che si sono separati dal gruppo che fa capo al vescovo scismatico e scomunicato Marcel Lefebvre, rientrati nella Chiesa cattolica, ma a condizione che non sia loro chiesta alcuna adesione formale al magistero e alle riforme conciliari. Di fatto - aggiunge -, lei sconfessa sia il concilio che i papi del concilio: papa Giovanni XXIII che lo indisse e papa Paolo VI che lo concluse e lo attuò, i papi più grandi del secolo ventesimo". "Il problema non è la messa in latino (oggi anacronistica) - spiega nel suo appello online -, il vero problema sta nel fatto che la Messa di Pio V è una bandiera issata dai tradizionalisti per esigere la sconfessione totale del concilio ecumenico Vaticano II e specialmente del papa Paolo VI che essi ritengono scismatico e ispirato dal diavolo". Quindi ripristinando per loro il vecchio rito, "lei si fa complice e fautore di uno scisma ancora più grande perché i discepoli di Lefebvre non accetteranno mai l'autorità del concilio". "Lei è il papa e noi ne riconosciamo l'autorità - aggiunge don Farinella -, ma nello stesso tempo le diciamo che lei non può fare quello che vuole e non può contraddire un concilio né tanto meno abrogarlo come sta facendo con la concessione 'in esclusiva' della Messa di Pio V". Tra i 1.052 firmatari, impiegati, professionisti, studenti, pensionati, anche preti, di ogni parte d'Italia e anche dall'estero. Risalta la sottoscrizione di don Franco Ratti, fondatore e presidente del Mocova-Movimento Concilio Vaticano II. _____ PS. Il Mocova, cioè don Franco Ratti, dal suo sito raccomanda di visitare tutti siti di "Noi siamo Chiesa", di don Vitaliano della Sala, di Franco Barbero (l'ex prete che sposava i gay), di Mons. Galliot, vescovo comunista sospeso a divinis.... __._,_.___ 01 januari martirologio 2006di quanti impegnati nel lavoro Missionario sono stati uccisi nell'anno 2006 Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Come di consueto alla fine dell'anno l'Agenzia Fides pubblica l'elenco degli operatori pastorali che hanno perso la vita in modo violento nel corso del 2006. Secondo le informazioni in nostro possesso, quest'anno sono stati uccisi 24 tra sacerdoti, religiosi, religiose e laici, uno in meno rispetto all'anno precedente. Come sempre negli ultimi tempi, il conteggio di Fides non riguarda solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutto il personale ecclesiastico ucciso in modo violento o che ha sacrificato la vita consapevole del rischio che correva, pur di non abbandonare il proprio impegno di testimonianza e di apostolato. I corpi di alcuni di loro sono stati trovati ore o giorni dopo il decesso, spesso vittime - almeno in apparenza - di aggressioni, rapine e furti perpetrati in contesti sociali di particolare violenza, degrado umano e povertà, che questi "artigiani di pace" cercavano di alleviare con la loro presenza e la loro opera. Non usiamo volutamente il termine "martiri", per non entrare minimamente in merito al giudizio che la Chiesa potrà eventualmente dare di loro, e anche per la scarsità di notizie che, nella maggior parte dei casi, si riesce a raccogliere sulla loro vita e perfino sulle circostanze della loro morte. Li proponiamo comunque al ricordo ed al suffragio di tutti, proprio perché il loro sacrificio, ben noto a Dio, non sia dimenticato neanche dagli uomini, e per il tributo che hanno dato alla crescita della Chiesa in ogni parte del mondo, al servizio della promozione umana e dell'evangelizzazione. Come ha sottolineato il Santo Padre Benedetto XVI ricordando alla preghiera dell'Angelus del 24 settembre proprio una di queste missionarie uccise, suor Leonella Sgorbati, tanti cristiani, "con umiltà e nel silenzio, spendono la vita al servizio degli altri a causa del Signore Gesù, operando concretamente come servi dell'amore e perciò "artigiani" di pace. Ad alcuni è chiesta talora la suprema testimonianza del sangue. Non c'è dubbio che seguire Cristo è difficile, ma, come Egli dice, solo chi perde la propria vita per causa sua e del Vangelo la salverà (cfr Mc 8,35), dando senso pieno alla propria esistenza. Non esiste altra strada per essere suoi discepoli, non c'è altra strada per testimoniare il suo amore e tendere alla perfezione evangelica." Riguardo ai continenti dove nel 2006 sono state registrate il maggior numero di vittime, figura al primo posto l'Africa, che ha visto la morte violenta di 9 sacerdoti, 1 religiosa e 1 volontaria laica. La nazione con il maggior numero di sacerdoti uccisi è il Kenya, con 3 sacerdoti morti violentemente, cui fa seguito la Nigeria, con 2 sacerdoti uccisi. L'unica religiosa uccisa in Africa è suor Leonella Sgorbati, Missionaria della Consolata, uccisa a Mogadiscio (Somalia), mentre la volontaria laica, di nazionalità portoghese, è stata uccisa in Mozambico. Il secondo continente per numero di vittime del 2006 è l'America, dove sono stati uccisi 6 sacerdoti, 1 religiosa ed 1 laico, Cooperatore Salesiano. Il Brasile è le nazione in cui la Chiesa ha pagato un duplice tributo di sangue. Tra le vittime in questo continente si conta anche una religiosa statunitense impegnata nel reinserimento sociale degli ex detenuti, che proprio da uno di loro è stata uccisa, ed un laico, Cooperatore Salesiano, ucciso in Guatemala, molto probabilmente per non essersi piegato a ricatti e corruzioni. L'Asia è stata bagnata dal sangue di 2 sacerdoti, una religiosa e un laico. In India sono stati uccisi un parroco ed un laico, mentre ad Ambon, nelle Molucche, teatro negli ultimi anni di sanguinosi scontri e violenze, è stata uccisa una religiosa. Ad essi va aggiunto il nome di don Andrea Santoro, missionario Fidei donum in Turchia, ucciso a Trabznon mentre era in preghiera nella sua chiesa. Anche l'Oceania ha versato il suo contributo di sangue alla causa del Vangelo con un religioso dei Fatebenefratelli ucciso a Port Moresby, in Papua Nuova Guinea. A questo elenco provvisorio deve comunque essere aggiunta la lunga lista dei tanti "militi ignoti della fede" di cui forse non si avrà mai notizia, che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano anche con la vita la loro fede in Cristo. "Penso anche a quei cattolici che mantengono la propria fedeltà alla Sede di Pietro senza cedere a compromessi, a volte anche a prezzo di gravi sofferenze. Tutta la Chiesa ne ammira l'esempio e prega perché essi abbiano la forza di perseverare, sapendo che le loro tribolazioni sono fonte di vittoria, anche se al momento possono sembrare un fallimento" (Papa Benedetto XVI, Angelus 26 dicembre 2006). (S.L.) (Agenzia Fides 30/12/2006) Links: Elenco dei Missionario uccisi nell'anno 2006 (Speciale completo 180kb) >> http://www.fides.org/ita/martirologio/liste/missionari_uccisi2006.doc __._,_.___ |
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