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    January 29

    PATERNITA'

    Ho trascorso una parte del pomeriggio di domenica a rispondere ad alcune e-mail e “post personali” di Facebook riguardanti la revoca della scomunica ai vescovi della Fraternità San Pio X ordinati da mons. Lefebvre il 30 giugno 1988; un mio caro amico che non sentivo da tempo mi ha addirittura telefonato da Milano per chiedere spiegazioni. Il tono degli interlocutori, per lo più giovani, era sorpreso ed arrabbiato; alcuni giorni fa mi era successo qualcosa di simile a proposito dell'atteggiamento, secondo alcuni troppo silenzioso e remissivo, tenuto dalla Chiesa nei confronti dei musulmani che hanno pregato nelle piazze antistanti le cattedrali italiane.
    Confesso che anch'io, almeno inizialmente, ho avuto una reazione di stupore; mi è venuta la voglia di capire; sono andato a cercare il testo autentico del comunicato, ne ho parlato con alcuni miei confratelli e mi sono messo in ginocchio davanti alla santissima Eucarestia per chiedere luce.
    Leggendo il decreto della Santa Sede sono rimasto colpito da una espressione: “Sua santità Benedetto XVI, paternamente sensibile al disagio spirituale...”l'avverbio “paternamente” ha condotto con naturalezza la mia riflessione verso la parabola cosiddetta del figliol prodigo. In essa c'è tutta la paternità misericordiosa di un padre che soffre perchè la famiglia si è disgregata e non vede l'ora che il figlio ritorni a casa; penso alle sofferenze delle nostre famiglie quando un figlio si allontana...al figlio che ritorna il padre non lascia nemmeno il tempo di parlare, di chiedere scusa e subito gli getta le braccia al collo; la parabola racconta anche l'atteggiamento infastidito del secondo figlio; alla luce di questo testo ho pensato alle preoccupazioni del Papa e dei vescovi per l'unità della loro famiglia, la chiesa, e dell'umanità intera. Di fronte alle scuse di alcune comunità islamiche ed alle aperture della Fraternità san Pio X perchè chiudersi? Questo atteggiamento sembra essere in continuità con il profondo spirito ecumenico ed universale del Concilio Vaticano II; è lospirito con cui la chiesa guarda con simpatia, misericordia e amore ogni uomo ed ogni donna, si prende a cuore le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, desidera la pace, ama tutti, cristiani e musulmani, giudei e greci, schiavi e liberi, riformisti, progressisti, tradizionalisti la con lo stesso cuore di Gesù.
    Grazie a tutti coloro che ci aiutano a pensare, ad andare oltre le prime sensazioni, a leggere la realtà con intelligenza e profondità per cogliere in essa la presenza pacificante e liberante dello Spirito.

    don Nicolò Anselmi

    January 27

    UN VENTENNE DI FRONTE ALLA MORTE E QUELLA COSA DELL’ALTRO MONDO CHE SONO…I CRISTIANI

    Le scrivo perché anche oggi entrando a scuola abbiamo respirato un’aria di morte”. Comincia così la lettera che mi ha scritto Marco, 19 anni, di Firenze. “Stanotte una ragazza che frequentava il terzo anno è morta dopo una notte di coma irreversibile. La sera prima stava andando in discoteca, era in macchina con altri ragazzi (…) la macchina si è schiantata contro un albero. La nostra scuola era già stata protagonista di grandi fatti di morte: tre anni fa, una ragazza che frequentava l’ultimo anno si è suicidata gettandosi da una finestra del terzo piano.
    Può immaginare il clima che abbiamo respirato nei giorni e mesi seguenti... Oggi abbiamo rivissuto quel momento: le facce meste dei professori, i visi persi nel vuoto degli alunni, l’assenza fisica o psicologica dei suoi amici più cari e dei parenti”. Marco è uno studente che frequenta l’ultimo anno di liceo. Fin qui la sua è solo una cronaca consueta, descrive ciò che accade quando la morte visita le nostre giornate e specialmente un luogo di giovinezza come una scuola. Capita che – dopo lo choc di qualche giorno – gli adulti si affrettino a richiudere quella finestra spalancata sull’immenso, sul mistero dell’esistenza, per fingere che la vita sia solo il consueto teatrino in cui ci trasciniamo tristemente a recitare una parte assegnata. Ma i giovani non distolgono facilmente lo sguardo dal Mistero.

    Infatti è il seguito di questa lettera che più mi ha colpito e commosso. Marco è un avventuriero, assetato di verità e di una felicità che non svanisce in un istante, dunque continua: “Il Signore sta parlando alla mia generazione e lo sta facendo con forza. Ci sta parlando attraverso la sofferenza più estrema, attraverso la morte. Non molto tempo fa altri ragazzi sono morti o rimasti gravemente feriti a causa di incidenti stradali e la loro storia si è dovuta intrecciare obbligatoriamente con la nostra fede di Cristiani. Sto scoprendo sempre di più che questo mondo non può darci niente. Non può darci amicizie vere perché la parola d’ordine del mondo è ‘essere’ e se non sei nessuno o non appari, rimarrai sempre solo. Non può darti la felicità perché non dura più di 30 secondi. Non può darti la consolazione perché la sera quando arrivi a dormire ti ritrovi solo; solo coi tuoi problemi insormontabili, solo perché i tuoi genitori si stanno separando, solo perché nessuno ti ama. Non pensa anche lei che per noi Cristiani sia pronta una nuova missione, cioè quella di ricominciare una nuova evangelizzazione?”.

    Mi ha colpito leggere queste parole nella lettera di un diciannovenne, di un ragazzo normalissimo, ma che non si fa addomesticare dall’industria del rincoglionimento. Evidentemente Marco ha visto e sperimentato qualcosa di così bello e così grande che non si dissolve davanti al soffio di sorella morte. Questa parola, “evangelizzazione”, indica infatti un volto e un nome, Gesù, che stupisce e commuove, che sui giovani specialmente esercita un fascino più potente perfino della desolazione della morte. E parla al loro cuore assetato di vita, di felicità, di amore.

    Marco continua: “Tanti Santi hanno viaggiato in tutto il mondo per annunciare Cristo Risorto, ma forse per il nostro tempo è necessario partire, non dall’Africa o dall’Asia, ma da casa nostra, dalla nostra via, dalla nostra parrocchia. E’ necessario far conoscere alla mia generazione che c’è un Dio che li ama, che è arrivato a morire per ognuno di noi, ma che è Risorto e ha distrutto la Morte. Posso assicurarle che queste persone stanno aspettando solo noi. Per grazia divina, i miei genitori sono entrati a far parte del Cammino-Neocatecumenale più di trent’anni fa e questo ha permesso che crescessimo nella fede. Personalmente questo Cammino mi ha permesso di scoprire un Dio che mi ama non per i miei meriti, ma per come sono, soprattutto per i miei peccati, e che vuole solamente curarmi, vuole mostrarmi il suo amore. Nella nostra parrocchia ci siamo ritrovati davanti a tante morti umanamente assurde, ma paradossalmente le famiglie implicate in queste morti hanno risposto con l’Amore… ”.

    E a questo punto Marco inizia un resoconto sconvolgente di vita quotidiana. In un mondo disperato, dove i media hanno attenzione solo alle misure delle ospiti del Grande Fratello esistono uomini e donne con una certezza e un amore più forti della morte.

    “Più di otto anni fa il mio amico Niccolò è morto per un tumore al cervelletto. Ha potuto concludere solo le scuole elementari e non ha conosciuto l’età più bella della vita. Nonostante tutte queste assurdità, ciò che mi ha sempre colpito di lui era il sorriso che portava con sé arrivando al catechismo, anche dopo aver fatto la terapia. Dalla sua morte, il nostro gruppo di catechismo ha ricevuto la grazia di restare unito fino ad oggi ed è un vero miracolo, pensando a dove possono essere adesso tanti miei amici. Il suo funerale fu una festa indescrivibile; uno dei suoi fratellini era così eccitato che, quando abbiamo accompagnato il suo corpo al cimitero si è messo a gridare ingenuamente di volerlo raggiungere per poter giocare ancora con lui. Quel funerale colpì tutti i presenti, perché non si era detto Addio a nessuno, si era salutato un fratello che avremmo rivisto. Per la fede dei suoi genitori e per la bellezza e la gioia di quel funerale molte persone si sono interrogate profondamente e forse lo fanno ancora oggi. Quello che colpisce sempre le persone è che i funerali nella mia parrocchia sembrano matrimoni: i canti sono tutti gioiosi e la bara è posta sopra il fonte battesimale, che si trova a terra, perché simboleggia il passaggio dalle acque della morte alla vita nuova. Più recentemente, un ragazzo, Jonatan, è morto cadendo di motorino; una cosa che non posso dimenticare è il volto di sua madre che ci invitava a stare allegri, perché Jonatan era andato in Paradiso. Sul sagrato, un suo amico mi disse che non era meravigliato della risposta di questa madre alla morte del figlio. Mi disse: ‘Loro sono religiosi’. Queste morti sono state per me una dura prova perché mi hanno diviso da tanti affetti, mi hanno messo davanti al fatto che non siamo eterni, che possiamo e dobbiamo morire. Ma ho scoperto che questa morte è stata vinta da Cristo. Egli ha vinto le mie morti. Io sono certo di questo, ma vorrei che questa buona notizia arrivasse a tutti i miei amici, a tutti i miei coetanei che forse non sanno dare un senso alla loro vita; io però sono uno solo e non posso raggiungerli tutti. Chiedo quindi aiuto alla Madre Chiesa, in cui confido perché ho sperimentato che è davvero madre, che mi dona il perdono e che davvero da essa passa la mia salvezza”.

    Marco mi scrive il suo accorato appello alle parrocchie della sua città (come rispondono sacerdoti e vescovi?), le invita ad aprirsi ai movimenti “perché so che è difficile vivere da Cristiani senza una piccola comunità che ti aiuta, che ti ascolta, che ti corregge, in cui sperimenti il perdono, in cui c’è Cristo… Esorto tutte le parrocchie fiorentine ad aprire le porte a Cristo in queste nuove forme, perché i giovani sono per strada a drogarsi, a bere, senza genitori, senza Amore. La loro vita non ha un senso e noi che siamo il sale del mondo abbiamo il dovere di annunciare loro che Cristo li ama e che possono cominciare a sorridere, possono smettere di fingere, possono piangere senza paura di essere giudicati ‘deboli’, possono scoprire amicizie vere fondate sull’Amore di Cristo. Questi ragazzi hanno il diritto di sapere che rivedranno i loro amici in Paradiso e che non c’è morte che possa dividerci, c’è solo Cristo che ci unisce all’altro”.

    Non è una cosa dell’altro mondo? Don Giussani diceva che il cristianesimo “è letteralmente una cosa dell’altro mondo in questo mondo”. In effetti il Paradiso inizia già qui, come il sorriso che si apre nelle lacrime e alla fine prende il sopravvento. Come il sole quando spalanca le nuvole e illumina le ultime gocce di pioggia portando finalmente l’azzurro.

    Antonio Socci

    Da “Libero” 21 gennaio 2009
    January 26

    riflessioni

    Benedetto XVI: un ingannevole concetto di libertà

    Questo lavoro educativo si vede però ostacolato da un ingannevole
    concetto di libertà, in cui il capriccio e gli impulsi soggettivi
    dell'individuo vengono esaltati al punto da lasciare ognuno rinchiuso
    nella prigione del proprio io… Oggi più che mai si ha bisogno della
    testimonianza e dell'impegno pubblico di tutti i battezzati per
    riaffermare la dignità e il valore unico e insostituibile della
    famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna e aperto alla
    vita, e anche della vita umana in tutte le sue fasi.
     

    5) IN LIBRERIA:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24
    Plinio Corrêa de Oliveira e la crisi del secolo XX nella Chiesa

    Del resto, attorno alla "questione Concilio" maturarono veleni ben
    più antichi della convocazione di quell'assise, dei suoi lavori e
    soprattutto di quei suoi testi che troppi citano e pochi leggono,
    molti ignorano e innumerevoli travisano. La posta giocata attraverso
    il Concilio, infatti – o usando il Concilio come scusa –, si è
    incentrata sulla pertinenza, o meno, del cristianesimo cattolico
    rispetto alla storia dell'uomo, dunque sul diritto di cittadinanza
    che ha il giudizio del cristianesimo sulla realtà, che ha l'umanesimo
    autentico di cui esso è portatore, insomma che hanno la cultura e le
    civiltà in cui esso s'incarna, e questo sempre, quindi anche hic et
    nunc, ovvero in un preciso frangente, cioè in questo particolare
    momento storico.

     Antonio Socci
    http://www.antoniosocci.it/

    Un 20enne di fronte alla morte e quella cosa dell'altro mondo che
    sono… i cristiani
    "Le scrivo perché anche oggi entrando a scuola abbiamo respirato
    un'aria di morte". Comincia così la lettera che mi ha scritto Marco,
    19 anni, di Firenze. "Stanotte una ragazza che frequentava il terzo
    anno è morta dopo una notte di coma irreversibile. La sera prima
    stava andando in discoteca, era in macchina con altri ragazzi (…) la
    macchina si è schiantata contro un albero. La nostra scuola era già
    stata protagonista di grandi fatti di morte: tre anni fa, una ragazza
    che frequentava l'ultimo anno si è suicidata gettandosi da una
    finestra del terzo piano.

    13) Il Timone
    http://www.iltimone.org/newsArt.php?idArt=89
    Il caso di Eluana Englaro. Uccidete le vostre anime
    Vogliono la morte per fame e per sete di una donna ancora viva. Ma
    voglio soprattutto togliere all'umanità il tempo del pentimento e
    della conversione. Ecco perché lo fanno. La vicenda di Eluana Englaro
    aggiunge un tragico tassello al mosaico messo insieme in questi
    decenni dalla cultura della morte. Sarà bene scavare più in
    profondità in questa storia, alla ricerca del meccanismo che rende
    così efficace l'azione dei nemici della verità e della vita.

    14) Luci sull'Est
    http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=4429

    L'opposizione al Magistero petrino impedisce l'unità dei cristiani
    In non poche Lettere pastorali non si cita più il Papa quale termine
    di paragone dell'autenticità e garante della cattolicità
    dell'insegnamento episcopale, ma il Cardinale o il teologo, il laico,
    magari non credente, o il monaco di grido del momento, ritenendoli
    interpreti autorizzati dell'insegnamento ufficiale della Chiesa.
    Inoltre talora si dà l'impressione di pensare che una loro
    dichiarazione, anche se difforme dalla verità cattolica, abbia uguale
    peso di un intervento pontificio.

    15) "LOBBYING ETICO"
    http://www.fattisentire.net/
    Salvate il matrimonio !!!
    Superior stabat lupus è l'incipit di una notissima favola di Fedro. È
    anche la frase che meglio ricorda l'arroganza di chi si considera il
    più forte e trova ogni pretesto per divorare il più debole. Sempre
    ovviamente in nome della giustizia. Invitiamo a scrivere ai politici
    della propria circoscrizione attraverso il "sistema portalettere" di
    FattiSentire.net, utilizzabile all'indirizzo
    http://www.fattisentire.net/modules.php?name=invio_mail2

    16) Comitato verità e Vita
    http://www.comitatoveritaevita.it/
    La legge 40 tutela davvero tutti i soggetti coinvolti?

    Davanti al Tribunale di Palermo si sta svolgendo un processo a carico
    di alcuni medici accusati di avere provocato la morte di una donna
    per averla maldestramente curata della sindrome da iperstimolazione
    ovarica che l'aveva colpita dopo essersi sottoposta, a Bologna, ad un
    ciclo di fecondazione assistita. La donna era morta a Palermo il 18
    aprile 2004, pochi giorni dopo l'entrata in vigore della legge 40
    sulla procreazione medicalmente assistita.Prescindendo dalla
    questione delle responsabilità individuali dei sanitari, il triste
    evento ricorda a tutti un fatto: la procreazione...


    January 21

    testimonianza

    FRANCESCO
    Alcuni giorni fa è venuto a trovarmi Francesco, figlio di una mia cara amica d’infanzia, studente del terzo anno di lettere classiche.
    Abbiamo parlato di molte cose; mi ha raccontato delle discussioni che quotidianamente ha con un suo carissimo amico, compagno di liceo, ora studente di biologia, circa la religione, la fede, la chiesa, il papa e dintorni.
    Era preoccupato dell’impossibilità di dialogare su certi temi con una persona che si definiva non credente e lo accusava di avere una “etica cattolica” integralista e di voler imporre a tutti il proprio punto di vista.
    Parlando mi sono accorto che Francesco, lui per primo, non riusciva a capire che l’etica non ha nulla a che vedere con la Fede; non è necessario essere cattolici per essere a favore della vita, sempre, contro l’eutanasia, la manipolazione degli embrioni, la pena di morte, la guerra, la discriminazione degli stranieri; conosco non credenti, ebrei, anche un simpatizzante buddista, assolutamente contrari alla fecondazione assistita eterologa, all’aborto, alla ricerca sulle cellule staminali embrionali e a tante altre cose; in certi discorsi la Fede non c’entra nulla; è sufficiente esercitare la ragione. Su alcuni temi etici dividere continuamente fra cattolici e laici è quasi un’operazione diabolica (diavolo = colui che divide)
    Lo stesso giorno, la sera, un’altra mia cara amica mi ha chiesto come parlare di Dio ad una sua collega, non credente, anch’essa arrabbiata con la Chiesa, il Papa ed il Vaticano; la domanda è radicale e stimolante.
    Per me è sempre interessante ricordare la storicità dell’esistenza di Gesù, la sua vita e soprattutto la sua Resurrezione, fondamento di tutta la nostra Fede. E’ importante scoprire le domande che la scienza lascia comunque irrisolte, circa l’origine dell’universo, la natura spirituale dell’uomo, del pensiero, dei sentimenti, l’ordine e la perfezione del mondo che ovviamente non può essere frutto del caso. Personalmente mi affascina molto pensare che alcune decine di miliardi di uomini, da Abramo in poi, passando per gli Apostoli, Maometto e i loro seguaci, innumerevoli schiere di artisti, professionisti, scienziati, premi Nobel, scrittori, uomini politici e semplici uomini e donne hanno creduto e credono in Dio.
    Lo strumento più potente per parlare dell’esistenza di Dio è la nostra vita; raccontare la presenza del Signore nella mia esistenza. Potrei raccontare di come Dio mi ha salvato da situazioni psicologicamente e fisicamente pericolose in cui ero finito; potrei dire di come Dio ha guarito una mia grande sofferenza; mi piacerebbe narrare di come il Signore mi ha riempito attraverso l’amore di tante persone, di come mi ha guidato nelle scelte, di come è intervenuto nella vita di persone a me care. Potrei ancora raccontare il modo con cui ha sostituito la mancanza di mio papà quando è morto ed avevo 17 anni. Potrei dire di quanto si è fidato di me, di quante volte e di quante cose mi ha perdonato, le mille occasioni in cui mi ha chiamato e ho sentito pronunciare con amore il mio nome.
    Nessuno potrà mai dirmi che tutto ciò non è vero; io l’ho sentito e l’ho provato; con una chiarezza così forte che ho cambiato qualcosa della mia vita, il ritmo delle mie giornate, le cose che faccio, le opere che compio.
    Raccontare…Raccontare la presenza di Dio nella nostra vita non è un esercizio facile: devo allenarmi e farlo ogni giorno; è faticoso ma forse può far bene a me ed agli altri. 

    don Nicolò Anselmi

    January 20

    Socci: Mejugorie, non spegnere lo Spirito

    L CASO MEDJUGORJE: NON SPEGNERE LO SPIRITO

    Benedetto XVI , come Giovanni Paolo II, difende la fede del popolo cristiano

    di Antonio Socci

    Oggi a turbare la Chiesa, rischiando di creare scandalo e smarrimento per milioni di fedeli, più di certi atei dichiarati che fanno campagne pubblicitarie sui bus di Genova, sono quelli che – magari con un abito ecclesiastico – fanno la guerra a Dio dall’interno e sotto pretesti “religiosi” propagano un pensiero “non cattolico” (come confidò amaramente Paolo VI a Jean Guitton).

    Non a caso il cardinale Ratzinger iniziò un memorabile discorso ai biblisti, in un ateneo vaticano, ricordando la figura dell’Anticristo di un racconto di Solovev, il quale Ant icristo era “un celebre esegeta” con dottorato in Teologia a Tubinga. Il monito, sia pure garbato, era evidente.

    D’altra parte, curiosamente, a riesumare una sorta di Inquisizione, in questi anni, non è stato il campo ortodosso, contro chi propala eresie e contesta il Magistero pontificio, ma piuttosto coloro che vorrebbero mettere sotto inquisizione la Madonna stessa che osa manifestarsi senza il loro permesso. A essere vessati da nuove inquisizioni spesso sono coloro che testimoniano una fede viva e fedele al Papa, non gli eretici.

    Ora suscitano qualche preoccupazione, fra i tanti e fervorosi fedeli della Madonna, certe “anticipazioni” (che non si sa se siano veritiere) del cosiddetto “vademecum” che dovrebbe occuparsi di eventi soprannaturali. Le voci sul suo presunto contenuto sono state riportare da “Panorama”, tre mesi fa, e in questi giorni da un sito internet: si tratterebbe di un “direttorio” contro Medjugorje (meta di milioni di pellegrini e luogo straordinario di conversione) e contro i fatti di Civitavecchia dove, nel febbraio-marzo 1995, una statuetta della Madonna proveniente da Medjugorje, ha pianto lacrime di sangue per 14 volte.

    A favore dell’autenticità delle apparizioni di Medjugorje e della lacrimazione miracolosa di Civitavecchia ci sono non solo le accurate indagini scientifiche condotte sui veggenti durante le apparizioni e sulla statuetta di Pantano, indagini che escludono categoricamente ogni forma di imbroglio o di autosuggestione. C’è anche l’enorme quantità di conversioni e pure di guarigioni inspiegabili che vi si sono verificate e continuano a verificarsi (le testimonianze sono documentate). C’è la perfetta ortodossia che si respira in questi santuari. E, insieme alla devozione di milioni di semplici cristiani, c’è la devozione convinta di tanti sacerdoti, vescovi e cardinali. Soprattutto quella, acclarata, di Giovanni Paolo II che ha manifestato in modo inequivocabile e più volte, anche per iscritto, la sua convinzione personale sull’autenticità delle apparizioni di Medjugorje e della lacrimazione della Madonnina.

    Certamente un “vademecum” per i vescovi oggi può essere utilissimo per trattare i tanti casi di “visionari” da strapazzo e di imbroglioni, ma è da escludere che tale “direttorio” sia mirato contro Medjugorje e Civitavecchia che sono due santuari mariani e hanno ormai una loro storia di devozione del popolo cristiano (che, ricordiamolo, è richiesta nelle canonizzazioni ed presupposta di fatto perfino nelle definizioni dei dogmi) e sono due santuari mariani.

    Si dice che il “direttorio” prescriva il ricorso pure a “psichiatri atei”. A Medjugorje è già successo. All’inizio, nel 1981, quando il regime comunista si scatenò contro le apparizioni con arresti, vessazioni e violenze, i sei ragazzi furono pure trascinati davanti a psichiatri del regime i quali però dovettero riconoscere la loro perfetta sanità mentale e la loro buonafede. Alla fine alcuni di quei medici addirittura si convertirono, insieme con i poliziotti che dovevano reprimere.

    A Civitavecchia la Madonnina superò il duro vaglio del vescovo che non credeva e che vide la quattordicesima lacrimazione accadere proprio fra le sue stesse mani, subendo uno choc cardiaco. E ha superato pure il vaglio della commissione ecclesiastica (che ha escluso allucinazione, fenomeno parapsicologico o diabolico) e quello laico più esigente, della scienza (che ha riconosciuto la non spiegabilità scientifica del fenomeno) e della magistratura che – dopo accurate indagini e considerati i tantissimi testimoni delle lacrimazioni (tra essi “il Comandante della polizia municipale, agenti della polizia penitenziaria e della polizia di Stato”), scrive che esse “debbono ricondursi o ad un fatto di suggestione collettiva o ad un fatto soprannaturale”. Sennonché quelle lacrime di sangue, essendo state fotografate e filmate, non possono essere una “suggestione”: sono state addirittura analizzate in laboratorio, al microscopio e definite “sangue umano”.

    Su Medjugorje il segretario di Stato Bertone, appena fu nominato, esplicitò la posizione di questo pontificato precisando che i pellegrinaggi là, ovviamente non ufficiali, “sono permessi” e consigliò perfino “un accompagnamento pastorale dei fedeli”. Inoltre definì ancora una volta “personali” le dichiarazioni “fortemente critiche” del vescovo di Mostar e indicò come giusta la posizione di attesa dei vescovi della ex Jugoslavia che “lascia la porta aperta a future indagini”.

    Anche perché il gran numero di apparizioni, tuttora in corso, non è più un ostacolo, dopo che sono state riconosciute, di recente, le apparizioni di Laus dove la Madonna, a partire dal 1647, si manifestò per ben 54 anni e a lungo quotidianamente.

    Dunque i tanti fedeli di Medjugorje e Civitavecchia possono stare tranquilli. Del resto il Papa dimostra di avere molto a cuore l’unità della Chiesa. Anche di recente lo ha dimostrato nel modo in cui ha risolto paternamente il problema neocatecumenale e nel modo in cui ha teso la mano ai tradizionalisti, con il recupero dell’antica liturgia, chiedendo ai vescovi francesi di accoglierli e di non discriminare nessuno. Da vero padre vuole scongiurare in ogni modo fratture e disorientamento dei fedeli. Infine anche la devozione e la stima verso Giovanni Paolo II lo inducono a difendere Medjugorje e Civitavecchia. Perciò è escluso che il direttorio sia “contro” questi due santuari.

    E’ anche molto dubbio che il Papa possa varare in generale un “direttorio” così duro e repressivo come quello vagheggiato da certe indiscrezioni, perché proprio Ratzinger fu l’autore del memorabile discorso con il quale il cardinale Frings, arcivescovo di Colonia, nel 1962 convinse la Chiesa a mandare il pensione il vecchio S. Uffizio e certi suoi sistemi “la cui modalità procedurale in molte cose non si accorda ancora con il nostro tempo e per la Chiesa sarà un danno e per molti uno scandalo”.

    Considerati gli errori dolorosissimi fatti 50 anni fa da ecclesiastici nel trattare casi di santi come padre Pio o eventi come Ghiaie di Bonate, è dubbio che proprio papa Ratzinger permetta di tornare a regole vessatorie che oggi potrebbero essere impugnate perfino dal punto di vista dei diritti umani, oltreché del diritto naturale e del diritto canonico, producendo “un danno per la Chiesa e uno scandalo”.

    Benedetto XVI non vuole affatto “spegnere lo Spirito” e “disprezzare le profezie” (1Ts. 5, 19-20), come qualche teologo e qualche curiale, ma vuole l’esatto contrario: già da cardinale mise in guardia i cattolici dal diventare “deisti”, cioè coloro che non credono veramente “a un’azione di Dio nel nostro mondo” e perciò s’illudono che “dobbiamo noi creare la redenzione, noi creare il mondo migliore, un mondo nuovo. Se si pensa così il cristianesimo è morto”.

    “La Chiesa” spiegava Ratzinger “affronta le sfide che le sono proprie grazie allo Spirito Santo che, nei momenti cruciali, apre una porta per intervenire”. Storicamente lo ha fatto con i grandi santi “che erano anche profeti”, ma anzitutto tramite la Madonna: “C’è un’antica tradizione patristica che chiama Maria non sacerdotessa, ma profetessa. Il titolo di profetessa nella tradizione patristica è, per eccellenza, il titolo di Maria… Si potrebbe dire, in un certo senso, che di fatto la linea mariana incarna il carattere profetico della Chiesa”.

    Dunque la “Regina dei profeti” va ascoltata, non imbavagliata.

    Antonio Socci

    Da Libero, 16 gennaio 2009
    January 19

    riflessioni

     IN PRIMO PIANO:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=28

    Benedetto XVI: la crisi economica è connessa a quella culturale e di
    valori

    E' indubbio che la comunità mondiale stia attraversando un tempo di
    una grave crisi economica, ma che è connessa a quella strutturale,
    culturale e di valori... Dinanzi a così ardua sfida … concorde deve
    essere la volontà di reagire, superando le divisioni e concertando
    strategie che, se da una parte affrontano le emergenze di oggi,
    dall'altra mirano a disegnare un organico progetto strategico per gli
    anni futuri, ispirato a quei principi e valori, che fanno parte del
    patrimonio ideale dell'Italia…

    IN LIBRERIA:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24

    (Buttarsi sulle rotaie del) Sunset Limited

    Non ci sono i venti grigi che schiaffeggiano i vestiti laceri del
    padre e del figlio mentre percorrono atterriti la strada. O i pick
    up, le pistole, i dollari e le pagine sgomente del diario dello
    sceriffo Ed Tom Bell. Ci sono solo un Bianco e un Nero. Un tavolo.
    Una bibbia. Un giornale. Un paio di occhiali. Un taccuino e una
    matita. C'è un antefatto: il Nero («ma non era nei miei programmi»)
    ha strappato il Bianco, il professore, al suo destino suicida, lo ha
    salvato dal suo intento di gettarsi sotto il treno, il Sunset
    Limited. C'è una domanda: perché darsi pena per salvare una vita? A
    che vale la vita?

    "LOBBYING ETICO"
    http://www.fattisentire.net/

    Salvate il matrimonio !!!

    Superior stabat lupus è l'incipit di una notissima favola di Fedro. È
    anche la frase che meglio ricorda l'arroganza di chi si considera il
    più forte e trova ogni pretesto per divorare il più debole. Sempre
    ovviamente in nome della giustizia. Invitiamo a scrivere ai politici
    della propria circoscrizione attraverso il "sistema portalettere" di
    FattiSentire.net, utilizzabile all'indirizzo
    http://www.fattisentire.net/modules.php?name=invio_mail2

    8) Magistero
    http://www.totustuus.biz/users/magistero/
    Benedetto XV: Bolla "Sedis huius" del 14 maggio 1919.
    «Fu sempre impegno importante di questa Sede Apostolica, in quanto
    suprema moderatrice del diritto liturgico, che i Riti sacri della
    Chiesa Cattolica permanessero ovunque nella loro integrità, o, se per
    caso se ne fossero allontanati, venissero riportati all'antica
    purezza. Ciò discende necessariamente da quello stesso Ufficio
    Pastorale, che è stato affidato alla Cattedra Romana, di vigilare con
    cura «affinché il culto esterno verso Dio sia celebrato con la dovuta
    venerazione, perché i sacri misteri che vengono compiuti diventino
    più solenni e portino a una grande edificazione dei cristiani,
    stimolando la loro pietà verso Dio e l'affetto della devozione».

    Benedetto XV: Bolla "Divina disponente" del 16 maggio 1920.
    «Per disposizione della divina clemenza, dopo lungo periodo di tempo,
    mentre la terribile guerra produceva tanti mali, offrirono un nuovo
    segno della giustizia e della misericordia di Dio quei miracoli che,
    operati per intercessione della Pulzella d'Orléans, sancivano
    definitivamente davanti agli uomini la sua innocenza, fede, santità e
    obbedienza ai voleri di Dio, per osservare i quali tutto sopportò
    fino a una crudele e ingiusta morte. È perciò molto opportuno che
    Giovanna d'Arco sia oggi iscritta nel numero dei Santi, perché, dal
    suo esempio, tutti i cristiani imparino che l'obbedienza ai voleri di
    Dio è santa e devota, e ottengano da lei la grazia di convertire i
    loro concittadini affinché ottengano la vita celeste».

    Mons. Luigi Negri
    http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/default.asp?
    id=459&id_n=821

    Pregano sui sagrati? Non preoccuparsi sarebbe da ingenui

    … ci sono aspetti stridenti in queste preghiere islamiche nelle
    piazze italiane da parte di chi incita all'odio e brucia le bandiere
    di Israele. Se chi prega ha appena finito di urlare slogan carichi di
    odio contro quelli che considera nemici, se la fede viene
    strumentalizzata e si usa il nome di Dio per invocazioni violente,
    beh, se me lo permette credo ci sia da guardare con attenzione al
    fenomeno. Per non sottovalutarlo. Sarebbe da ingenui non
    preoccuparsi. Pensiamo, per assurdo, quale scalpore avrebbe suscitato
    se anche soltanto un gruppo consistente di giovani cattolici radunati
    attorno al Papa durante la Giornata mondiale della Gioventù, a un
    certo punto si fosse messa a gridare slogan contro gli islamici o
    contro altri gruppi religiosi o etnici, chiedendo che siano messi al
    bando.

    12) Rino Cammilleri
    http://www.rinocammilleri.com/

    Gore

    Al Gore ha ricevuto la cittadinanza onoraria milanese (propostagli
    ben due volte, mi risulta) da una giunta "di destra". Ben sapendo che
    la stampa (quella di destra) lo considera un contaballe, ha preteso
    (e ottenuto) di non incontrare i giornalisti durante la sua
    permanenza a Milano. Ancora boh.

    Radici cristiane
    http://www.radicicristiane.it/fondo.php/id/399/ref/1/Editoriale/%22Il-
    movimento-neoromano-che-nasce%22

    Il movimento neoromano che nasce

    Ciò che caratterizza la Chiesa non è solo il suo potere di
    santificare le anime, amministrando i Sacramenti ; non è solo il suo
    potere di guidarle alla verità, attraverso il suo Magistero; ma è
    anche il potere di governarle, attraverso le sue leggi e le sue
    istituzioni. Il Diritto canonico, formatosi nel corso dei secoli, a
    partire dal Diritto romano, è altrettanto importante del Magistero,
    perché offre la garanzia della legittimità dell'autorità e
    dell'ordine.

    15) Luci sull'Est
    http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=4404

    Il 'decalogo' del vero progressista – trattato del Cardinale Giuseppe
    Siri

    Per anestetizzare cittadini e fedeli si coniano parole. Ciò che
    stupisce è il fatto per il quale gli uomini, invece di lasciarsi
    abbattere da autentiche spade, si lascino abbattere da sole parole.
    Perciò i termini, gli slogans, le classifiche di moda vanno vagliati,
    capiti, eventualmente smascherati. Comincio pertanto a pubblicare
    delle note chiarificatrici. Spero che il nostro clero vorrà
    leggersele bene, per evitare una sorte ingloriosa. Cominciamo dal
    termine più in voga, usato come un fendente o come una protezione per
    il proprio operato: «progressismo».

    16) Difendere la vita
    http://www.difenderelavita.totustuus.it/
    Segnalazione. Aborto: foto verità
    E' giunta segnalazione di un sito shock americano che presenta 48
    foto di aborti volontari effettuati dalle 7 alle 24 settimane di
    gestazione. Come potete immaginare, anticipiamo che le immagini
    presenti sul sito sono piuttosto crude. A. M. della AGP23

    17) Comitato verità e Vita
    http://www.comitatoveritaevita.it/
    Eluana Englaro: una battaglia di civiltà

    In questi anni molte voci illuminate ci mettono in guardia
    dall'interpretare i cambiamenti del mondo come uno "scontro tra
    civiltà" suggerendo la possibilità di incontri fecondi e di
    concordanze su determinate questioni. Forse sarebbe necessario porre
    una maggiore attenzione su quanto avviene all'interno della nostra
    società, perché non vi è più accordo su quelli che sono i fondamenti
    di una civiltà. Beppino Englaro – colui che ha ottenuto dai giudici
    l'autorizzazione ad uccidere la figlia disabile togliendole
    alimentazione ed idratazione – dalla tribuna televisiva (offertagli
    dal servizio pubblico senza alcun contraddittorio) ha voluto proporre
    il suo concetto di civiltà.

    18) Corrispondenza Romana
    http://www.corrispondenzaromana.it/new/letternew.php

    Islamici pregano dinanzi alla Cattedrale di Bologna

    L'episodio potrebbe sembrare casuale, involontario, come se alla fine
    della manifestazione i partecipanti si fossero trovati lì per caso a
    pregare nell'ora della salat.
    Ma è un caso che proprio nello stesso momento accadeva il medesimo
    gesto dinanzi alla cattedrale di San Petronio a Bologna, la città che
    qualche anno fa fu bersaglio dell'integralismo islamico a causa di un
    affresco di Giovanni da Modena che raffigurava Maometto tra i
    dannati, in accordo col canto XXVIII dell'"Inferno" dantesco?.
    Durissima è stata la reazione del vescovo Ernesto Vecchi, vicario
    generale della diocesi, che il giorno seguente ha affermato: «Non è
    una preghiera e basta. È una sfida, più che alla basilica al nostro
    sistema democratico e culturale – ha detto al "Resto del Carlino" –.
    Abbiamo avuto la conferma che c'è un progetto pilotato da lontano.
    Cosa prevede? L'islamizzazione dell'Europa. Se ne accorse il cardinal
    Oddi, tra i primi. E aveva buone fonti».

    19) Per una politica dei valori
    http://www.totustuus.biz/users/pvalori/rel_dot.html

    Ven. Prof. G. Toniolo: L'Immacolata concezione e l'incivilimento

    Ma a comporre ed avvivare questo mondo, che aleggiava sereno al di
    sopra delle torbide passioni, sospingendo, nobilitando,
    spiritualizzando le esplicazioni più elette dell'incivilimento, non
    conviene dimenticare, quale efficacia singolarissima abbia avuto il
    culto di Maria Immacolata… la Chiesa mercé il culto della Vergine
    Immacolata ha sapientemente conferito a mantenere luminosi e fecondi
    gli ideali stessi della civiltà, la quale si misura dalla elevazione
    degli intelletti e dei cuori verso un prototipo di perfezione
    sovrannaturale.


    20) Contro la leggenda nera
    http://www.kattoliko.it/leggendanera/

    L'aborto e i fondamenti del diritto
    di Vittorio Mathieu

    Una riflessione che, in tempi non sospetti, evidenziava l'ispirazione
    gnostica dell'abortismo-ideologia mettendo a fuoco il reale obiettivo
    (consapevole o meno) delle campagne per la legalizzazione
    dell'aborto: scardinare l'ordinamento giuridico dalle sue basi etiche.

    January 17

    socci dixit (2)

    2009 CROLLO DEL CAPITALISMO ?
    LEGGERE RATZINGER E CAPIRE ….

    Il 1989 segnò il crollo dell’Est comunista. Venti anni dopo, il 2009, vedrà il crollo dell’Occidente? Nouriel Roubini parla della “più grande bolla finanziaria e creditizia della storia”. E afferma senza indugio: “Il sistema finanziario del mondo ricco si sta dirigendo verso un crollo”. Non è solo un disastro finanziario, perché il Mercato è stato la moderna religione dell’Occidente: è anche un fallimento ideologico e morale.

    La tempesta è appena cominciata e non si sa quando e come ne usciremo. Personalmente consiglio di tener presenti due bussole per non smarrirvisi del tutto. Dirò dopo i loro nomi. Ma prima facciamo un passo indietro. Prima bisogna riconoscere l’enormità del fallimento dell’Occidente. Bisogna evitare di usare lo stesso paraocchi ideologico dei comunisti, che, incuranti delle smentite della storia, continuavano a professare il “dottrina marxista” come la scienza economica e sociale definitiva e infallibile. Certi liberisti puri e duri oggi sono egualmente dogmatici.

    Il muro di Ostellino

    Ieri, sul Corriere della sera, Piero Ostellino, commentando i recenti dati natalizi sul ribasso dei prezzi e il relativo aumento del potere d’acquisto delle famiglie, ne traeva questa singolare conclusione: “il mercato ha messo le cose a posto da solo. Non c’è stato bisogno dell’intervento della politica. Che avrebbe fatto danni. I prezzi sono scesi a causa della crisi economica”.

    Non c’è stato bisogno dell’intervento della politica? Viene da chiedersi in che pianeta viva Ostellino. Forse non gli è giunta la notizia del più gigantesco intervento degli Stati nelle economie americane ed europee degli ultimi 50 anni, intervento che (solo) per ora che ha evitato la catastrofe finanziaria del mondo (facendoci trascorrere un Natale non tragico). Intervento tuttora in corso che molto altro dovrà fare.

    Certo, bastava già tener presente la crisi del ’29 e quello che ne seguì per rendersi che lo Stato è un attore fondamentale dell’economia moderna. Forse la novità di oggi è che pure l’intervento pubblico potrebbe non bastare più. Il “rischio Argentina”, la bancarotta, è un fantasma che agita i sonni di tanti. In ogni caso per evitarlo o per limitare il disastro o per rinascere dalle macerie, bisogna disporre di un pensiero della crisi, capire l’errore e trovare una diversa strada.

    I due avversari

    Il crollo del comunismo del 1989 ebbe un’interpretazione ufficiale, tanto sbandierata quanto sbagliata. Fu il testo di Francis Fukuyama, “La fine della storia e l’ultimo uomo” (1992). Vi si proclamava l’Occidente democratico e capitalistico come universale approdo della storia del mondo. Il “trionfo dell’Occidente” che pretendeva di concludere idealmente la storia fu tradotto dagli Usa di Clinton con il “pensiero unico” del mercato e dell’uomo consumatore (il primato assoluto dell’economia ebbe la sua traduzione tecnocratica anche nell’Europa della moneta unica).

    Al regno universale del mercato fu annessa anche la Cina (ufficialmente nel 1994 con l’ingresso nel WTO) e nacque quella che Giulio Tremonti ha chiamato la “Chimerica”, ovvero Cina più America. Con la new economy e con il sistema statunitense che continuava a indebitarsi per finanziare i consumi privati e la Cina che produceva per l’Occidente comprando il debito degli americani. Sono le premesse del collasso odierno.

    Nel 2001 ci fu la prima smentita della storia: l’11 settembre, le “Torri gemelle”, così vicine a Wall Street. Cosa significava quel fatto lo aveva spiegato in anticipo Samuel Huntington nel suo “Lo scontro di civiltà” (1996). Huntington criticava il “nuovo ordine mondiale”, in polemica con Fukuyama, spiegando che non esiste solo il mercato e che la storia è fatta di diverse civiltà, culture, religioni e identità. Le quali non si fanno spazzar via dalla religione del produrre e consumare. Huntington ammonì che quella mercatista era una “illusione di armonia destinata ben presto a rivelarsi appunto tale”.

    Infatti arrivò l’11 settembre 2001. Confermando l’analisi di Huntington che vedeva la cultura islamica fra le più refrattarie all’omologazione occidentale. Paradossalmente il testo di Huntington fu poi usato (suo malgrado) in chiave “neocon” come premessa ideologica del progetto di esportazione della democrazia, ovvero delle guerre di Bush. Che è stato un altro tentativo – fallito – di omologare il mondo al modello occidentale.

    Finché è esplosa definitivamente la crisi del sistema americano. Ma perché siamo arrivati a questo? Dove abbiamo sbagliato? E’ inverosimile che ad accendere una luce siano coloro che hanno provocato la notte. Ma dov’è un intellettuale, un libro, un pensiero che può accendere una luce diversa nella notte?

    Buttare Smith

    Consiglio un profetico saggio di Joseph Ratzinger del 1985 che annunciava (con anni di anticipo) sia il crollo del comunismo che del capitalismo liberista. E li prevedeva provocati da uno stesso errore filosofico. Da una stessa ideologia. Il saggio sarà ripubblicato su “Communio” di gennaio 2009 e probabilmente rappresenta una premessa dell’annunciata enciclica a cui si dice abbia collaborato pure Giulio Tremonti (che ha citato questo testo di Ratzinger nella sua recente prolusione alla Cattolica di Milano). In sintesi Ratzinger punta il dito sull’idea “risalente a Adam Smith” che sta alla base del pensiero liberista e della rapacità e degli errori che hanno portato gli Usa al collasso. Per questa idea “il mercato è incompatibile con l’etica, giacché i componenti volontaristicamente ‘morali’ sono contrari alle regole del mercato e non farebbero altro che tagliar fuori dal mercato gli imprenditori ‘moraleggianti’. Per questo l’etica economica è stata considerata per molto tempo come un ‘ferro di legno’, perché nell’economia si deve guardare solo all’efficienza e non alla moralità. La logica interna del mercato ci dispenserebbe dalla necessità di dover fare affidamento sulla moralità più o meno grande del singolo soggetto economico, in quanto il corretto gioco delle regole del mercato garantirebbe al massimo il progresso e pure l’equità della distribuzione”. Sebbene si definisca “liberista”, obietta Ratzinger, questa filosofia, nella sua essenza, è “deterministica” perché presuppone che “il libero gioco delle forze di mercato spinga verso una sola direzione, cioè verso l’equilibrio fra offerta e domanda, verso l’efficienza economica e il progresso”, con lo “sconcertante presupposto” che “le leggi naturali del mercato sono essenzialmente buone e conducono necessariamente al bene, senza dipendere dalla moralità della singola persona”.

    La realtà dice l’opposto e non solo con la crisi attuale, ma – già prima - con le grandi contraddizioni planetarie prodotte dall’economia capitalistica: la fame e la miseria di tre quarti dell’umanità, squilibri e tensioni sociali crescenti e gravissime devastazioni ambientali. Il marxismo, spiega Ratzinger, è un “determinismo” ancora più spinto, perciò più violento e fallimentare (“promette la totale liberazione come frutto di un determinismo”). Entrambi i casi si basano sull’utopia ideologica di un meccanismo così perfetto – come diceva Eliot – da rendere inutile all’uomo essere buono. Invece, spiega Peter Koslowski, “l’economia non è retta solo dalle leggi economiche, ma è guidata dagli uomini”.

    L’eliminazione del “fattore uomo” nel marxismo è stata radicale. Nel liberismo più sfumata, ma simile e alla fine il profitto come regola a se stesso ha prodotto il disastro. Occorre qualcosa che stia sopra al profitto e sopra al meccanismo della produzione. Ma qua la crisi planetaria si intreccia con la scelta individuale, con ciò che rende personalmente “buono” l’essere umano. Quindi con Dio. Tremonti nel suo libro “La paura e la speranza” ha il merito di averlo intuito. E di aderire all’appello della Chiesa – davanti a questa grande crisi di civiltà - di un radicale ripensamento delle nostre scelte individuali e collettive, di un’autocritica e di una grande conversione.

    Antonio Socci Da “Libero”, 4 gennaio 2009
    January 16

    socci dixit

     20 anni dalla caduta del Muro di Berlino, mentre nelle scuole circolano tuttora libri di testo secondo i quali tale Muro fu eretto dagli Occidentali e fu abbattuto dai comunisti, il comunismo e i suoi orrori rappresentano il grande rimosso della coscienza moderna e della cultura mondiale, il grande buco nero che si è ingoiato perfino la memoria di centinaia di milioni di vittime.

    Cosicché oggi, su questa immane rimozione, di fronte al collasso del mercatismo, capita che si parli sui giornali di una “riscoperta di Marx” e addirittura il ministro tedesco delle Finanze Peer Steinbruck dichiara che le risposte di Marx ai problemi attuali “possono non essere irrilevanti”. Allegria!

    Non un solo film, in venti anni, è stato dedicato alla sterminata macelleria del Gulag planetario e alle milioni di storie falciate dalla sistematica pratica dello sterminio e dell’oppressione, che ha caratterizzato i regimi marxisti sempre e dovunque, a tutte le latitudini e in tutte le loro stagioni. Neanche un film, né una grande opera teatrale. Qualcuno potrà indicare una pellicola come “Le vite degli altri”, ma questo film, che pure fotografa il clima poliziesco di menzogna e paura dei regimi dell’Est, non è un film sul Gulag. Ed è un lodevole, ma isolatissimo caso.

    Alain Besançon, nel suo recente pamphlet “Novecento. Il secolo del male” (Lindau) ha scritto: “Il nazismo, nonostante sia scomparso completamente da più di mezzo secolo, è a giusto titolo l’oggetto di un’esecrazione che non accenna a diminuire. Gli studi carichi di orrore al riguardo aumentano ogni anno di profondità e di ampiezza. Il comunismo, invece, nonostante sia vicino nel tempo e caduto di recente, fruisce di un’amnesia e di un’amnistia che raccolgono il consenso quasi unanime, non solamente dei suoi partigiani – ne esistono ancora – ma anche dei suoi nemici più determinati; e perfino delle sue vittime. Tutti trovano disdicevole trarlo fuori dall’oblio. Qualche volta capita che la bara di Dracula si socchiuda. E così, alla fine del 1997, un’opera (‘Il libro nero del comunismo’) ha osato fare la somma dei morti che gli si possono ascrivere. Proponeva una forbice da 85 a 100 milioni di morti. Lo scandalo è durato poco, e la bara si è già richiusa, senza che questi numeri siano stati seriamente contestati”.

    Quando il Mostro era ancora al potere la denuncia dei suoi orrori in Occidente era un tabù per una quantità di motivi, di bavagli e di impedimenti. Basti dire che riuscirono perfino a condizionare il Concilio Vaticano II che – in piena persecuzione rossa – non pronunciò mai la parola comunismo, né la sua esplicita condanna. Fra gli intellettuali, gli anticomunisti erano mosche bianche e isolate. Sartre arrivò a dire (lo riferì Gustaw Herling) che “non si doveva parlare dei lager sovietici perché gli operai di Billancourt non potevano perdere la speranza”.

    Quando in Italia arrivò la bomba di Solzenicyn, “Arcipelago Gulag”, a squarciare i veli sull’orrore – era il 1974 – fu accolto con gelida indifferenza o con disprezzo. Pierluigi Battista sottolinea “la singolare esiguità numerica di recensioni per un libro così importante e decisivo” e, per dire il clima, ricorda la diffusione della “leggenda nera di un Solzenicyn nientemeno che al soldo del dittatore Pinochet”. Quando poi crollò il Muro e travolse quei regimi si disse che essendo – il comunismo – morto e sepolto solo dei fanatici, dei maniaci o gente con doppi fini inconfessabili poteva ancora “accanirsi” e attardarsi nella denuncia dei crimini rossi, che ormai dovevano essere consegnati agli storici. Sennonché quando Giampaolo Pansa, nel 2003, ha disseppellito “Il sangue dei vinti”, ignorato dagli storici, è stato “scomunicato” da quegli stessi storici come revisionista, storico abusivo e peggio ancora. Non doveva osare raccontare la storia per intero.

    Negli anni Novanta, peraltro, la rimozione del “comunismo” è stata praticata pure dagli stati occidentali: mentre erano ancora caldi i corpi degli studenti cinesi macellati in Piazza Tien an men, mentre i cristiani sono ancora rinchiusi nel Laogai e il Tibet sanguina, gli Stati Uniti di Clinton e l’Europa tecnocratica integrarono la Cina nel mercato globale facendo finta che non fosse più un regime comunista (comunismo che continua a dominare pure a Cuba, in Corea del nord e Vietnam).

    Così, nel senso comune, l’amnesia del comunismo è stata un’amnistia. Facciamo un confronto. Consideriamo il successo oceanico del libro “Gomorra” di Roberto Saviano. Nelle ultime ore perfino Ronaldinho ha fatto sapere di aver letto l’opera. Ormai siamo al gran completo. Personalmente apprezzo Saviano e il suo libro, ma trovo singolare questa passione planetaria, con relativa indignazione civile, per i crimini camorristici della provincia di Caserta, da parte di un’opinione pubblica e di un’intellighentsia che per decenni ha deliberatamente ignorato il clan criminale più potente, sanguinario e vasto della storia, quello comunista, che aveva in pugno metà del pianeta, da Trieste fino ai confini dell’Alaska, da Cuba alla Cina, dall’Angola all’Albania.

    Come si spiega tutto questo interesse, anche fuori d’Italia, per il malaffare di Secondigliano o Casal di Principe mentre si continua a (voler) ignorare l’oceano planetario di crimini, oppressione e menzogna che, dalla rivoluzione bolscevica, ha investito miliardi di persone, ha avallato lo scatenamento della Seconda guerra mondiale e poi, con la sfida atomica, ha messo a repentaglio le stesse sorti dell’umanità?

    Quanti dei milioni di lettori di “Gomorra” hanno mai letto “Arcipelago Gulag” ? Quanti ne conoscono almeno l’esistenza? Quanti, fra gli intellettuali, i professori, i giornalisti lo hanno mai letto? Quando si pubblicherà in Italia tutta l’opera di Solzenicyn? Quando vedremo una grande produzione cinematografica ispirata a una delle tante storie che egli ha raccontato? Penso che dovremo aspettare ancora a lungo. Mentre il libro di Saviano, uscito nel 2006, è già diventato un film, che ovviamente ha già riscosso enorme successo, che ha sbancato gli “oscar europei” (5 premi su 5 candidature) e ora sembra prepararsi a prendere pure l’Oscar americano. Qualcuno mi obietterà: ma che c’entra?

    L’aspetto singolare è che proprio Saviano, che è un uomo serio, ha dichiarato di ispirarsi, sul piano etico, nella sua battaglia civile, a un bellissimo racconto di Varlam Salamov, contenuto nell’opera “I racconti di Kolyma”. Sarebbe interessante sapere quanti dei lettori (anche colti) di Saviano sanno qualcosa di quel libro e di quell’autore. Salamov trascorse venti anni nei lager comunisti, nell’inferno ghiacciato di Kolyma. La sua opera fu pubblicata nel 1978 a Londra e New York e lui nel 1982 viene chiuso in un ospedale psichiatrico dove muore solo come un cane, nell’orrore. Il suo è un capolavoro letterario del Novecento. La prima edizione italiana (parziale) nel 1976 fu del tutto ibernata: “attorno al libro si stese un silenzio pressoché assoluto e il volume fu per noi uno degli insuccessi più clamorosi” dirà Dino Audino.

    Invece in America e in Europa l’impressione fu enorme. Quando finalmente, nel 1999, la Einaudi ha pubblicato l’opera (che aveva rifiutato di pubblicare nel 1975), è accaduta una cosa singolare. Fu chiesta una prefazione a Piero Sinatti e Gustaw Herling (che ha vissuto due anni nel Gulag e scrisse, fra i primi, nel 1951, una testimonianza su questo). Ma la loro prefazione ovviamente trattava a fondo del comunismo, così la Einaudi la rifiutò perché “eccessivamente sbilanciata sul versante storico-politico”. Infatti l’opera è uscita con una prefazione che si diffonde sulla “struttura narrativa”, ma non parla di comunismo. Ed ha molte altre cose incredibili. L’assurda vicenda è stata ricostruita da Herling e Sinatti nel bellissimo pamphlet “Ricordare, raccontare”.

    Questa è ancora la situazione da noi, nella nostra cultura e nei media. Non resta che attendersi da Saviano il coraggio di rompere finalmente l’omertà che da sempre circonda l’orrore criminale chiamato: “comunismo”. Noi siamo con lui.

    Antonio Socci

    Da Libero, 11 gennaio 2009
    January 15

    angeli

    Alberto studia economia; è stato un mio alunno al liceo; insegnare religione è stata una delle più belle esperienze della mia vita anche per le belle persone che ho incontrato.
    Con lui ed altri giovani siamo stati nell’estate 2007 a Bukavu, nel Sud Kivu, Repubblica Democratica del Congo, ai confini con il Rwanda ed il Burundi.
    Ci ha ospitato una comunità di suore che non dimenticheremo mai e che presto vorremmo tornare a trovare. Alberto mi ha raccontato che quest’anno ha rinunciato a ricevere regali ed ha deciso di inviare la somma corrispondente in Africa; così ha fatto.
    Scolastica, una delle indimenticabili suore congolesi, gli ha comunicato nei giorni natalizi che ha usato i soldi per “difendere” 20 giovani che ingiustamente erano stati incarcerati; Alberto me lo ha detto con un SMS traboccante di felicità.
    Nelle carceri di Bukavu non viene dato nulla da mangiare; sono le famiglie e le parrocchie che devono provvedere ai prigionieri. Nella nostra visita del 2007 il direttore del carcere ci ha permesso di entrare in una cella dove circa 70 persone vivevano in una stanza di 10 metri per 10 metri, al buio.
    Quando siamo entrati, avendo capito che eravamo stranieri ed io un prete, i detenuti hanno intonato un “Alleluia” in nostro onore. C’è una parte del mondo che vive in condizioni spaventose di fronte alle quali ci sentiamo capricciosi e impotenti.
    Le suore, i missionari sono angeli, messaggeri di amore attraverso i quali possiamo raggiungere i nostri fratelli e le nostre sorelle più poveri. Molti di loro fanno la spola fra l’Italia e i paese del terzo mondo, con la Somalia, il Darfur, Gaza, il Chiapas. A questi angeli possiamo affidare una piccola somma di denaro o un bel paio di scarpe da ginnastica, una borsa, una collana, un pallone di cuoio per far giocare i bambini. In camera mia, sulla libreria ho un pallone da calcio africano fatto di sacchetti di plastica e foglie di banana, tenuto insieme da una corda di nylon.
    Il direttore nel carcere di Bukavu ci ha chiesto due mute di magliette per giocare a pallone; attraverso le solite suore abbiamo provveduto, con un pizzico di nazionalismo, a far loro giungere due completi da calcio “a 11” di cui uno “azzurro Italia”.
    Un gruppo di detenuti sono minorenni; uno di loro, vedendo il papà che abusava delle sue sorelline, lo ha ammazzato; rimarrà in carcere per tutta la vita, a meno che qualcuno, fra qualche decennio, non paghi una cauzione.
    Questi angeli missionari, postini d’amore e di solidarietà, abitano anche nelle nostre città; se affidiamo loro anche solo cinque pani e due pesci, il Signore certamente li moltiplicherà; e sarà una gioia immensa, per loro e per noi, come quella che ha provato Alberto.  

    don Nicolò Anselmi

    January 08

    NATALE E CAPODANNO

    Nei giorni fra Natale e Capodanno ho avuto la possibilità di trascorrere un po' di tempo con la mia famiglia in montagna; mi sono riposato e ho cercato di offrire un po' di aiuto al parroco del luogo. Le notizie della drammatica situazione a Gaza e delle tragedie umane di cui giornali e telegiornali fedelmente ci tengono informati, hanno stimolato la mia preghiera.
    Sulle piste da sci ho incontrato molti giovani che non vedevo da tempo. Raccontando la mia vita attuale e chiedendo informazioni sulla loro situazione, alcuni, spontaneamente, mi hanno manifestato le loro ansie, preoccupazioni e indecisioni sul proprio futuro: una diciottenne vuole abbandonare il liceo per andare in Africa; un giovane che tra breve concluderà la laurea triennale, vuole cambiare totalmente corso di studi perchè non vede sbocchi lavorativi; un terzo, dopo anni di fidanzamento, non si sente più di continuare e si è già innamorato di un'altra persona. Potrei andare avanti in questo elenco raccontando la voglia di qualcuno di andare via di casa, di abbandonare la Fede e richieste del tipo “vorrei fare del volontariato perchè la mia vita è vuota e senza senso”.
    Di fronte a questa inquietudine mi sono sentito impotente anche perchè, da lì a pochi giorni, avrei nuovamente perso di vista quei ragazzi, chissà per quanto tempo; mi sono commosso perchè ho avvertito una grande sofferenza nelle loro parole.
    Ho provato a balbettare qualcosa durante le risalite in seggiovia biposto; li ho invitati, credenti e non credenti, ad avere fiducia nel Signore.
    Mi sono reso conto di quanto sia importante avere qualcuno che ci aiuti a leggere la vita, a dare un nome ai desideri. Ancora di più ho capito quanto sia importante, per i giovani e per gli adulti, avere dei maestri che ci aiutino a scoprire i segni della presenza di Dio nella nostra esistenza attuale e passata, una presenza dolce e affettuosa che continuamente lancia messaggi e indica la strada della felicità, che parla nel profondo della nostra coscienza chiamandoci a sé.
    Negli stessi giorni, in coda allo skylift, lungo le piste o durante il passeggio serale per il paese, ho avvertito una cosa davvero brutta: l'uso così diffuso presso i giovani della bestemmia...Perchè offendere colui che ha dato il suo Figlio per noi, che ci ama in ogni istante di un amore tenerissimo?
    Donaci Signore, in questo nuovo anno appena iniziato, maestri che ci aiutino a leggere nella nostra vita i segni del tuo amore.

    don Nicolò Anselmi

    January 07

    Obama e l'aborto

    LA NUOVA CASA BIANCA
    L'Amministrazione entrante ripristinerà i fondi alle Ong che usano
    l'interruzione di gravidanza come un metodo per la pianificazione
    familiare nel mondo

    Obama, affondo sull'aborto
    Barack pronto a cancellare le restrizioni di Bush

    di ALBERTO SIMONI, Avvenire 19/12/2008

    Obama presenta altre tessere del suo mosaico. La sua squadra di
    governo ormai è quasi comple­ta. Ieri è toccato a Ken Salazar
    (segretario dell'Interno) e Tom Vilsack (respon­sabile
    dell'Agricoltura) guadagnarsi le luci della ribalta accanto al
    prossimo in­quilino della Casa Bianca.
    Lontano dai riflettori però lo staff di O­bama lavora sui dossier che
    il presiden­te eletto riceverà in eredità da George W. Bush. È qui che
    si combatte una pic­cola ma tutt'altro che insignificante «guerra» fra
    chi lascerà la Casa Bianca e chi vi entrerà il 20 gennaio. Gli uomini
    di Obama studiano ogni virgola dei provvedimenti di Bush cercando di
    ca­pire come, se e quando smontarli. Dal­l'altra parte
    l'Amministrazione uscente lotta contro il tempo per mettere altri
    mattoni al suo edificio politico.
    Entro sabato l'Amministrazione pub­blicherà la normativa
    sull'obiezione di coscienza per i medici e il personale sa­nitario che
    consentirà loro di sottrarsi, senza subire richiami, a qualsiasi
    prati­ca abbia implicazioni morali, come l'a­borto, il controllo delle
    nascite e la fe­condazione in vitro. Sarà tecnicamente più difficile e
    lungo per l'Amministra­zione Obama cambiare questo provve­dimento.
    Basteranno invece degli ordini esecuti­vi per riscrivere altre norme
    procedura­li relative all'aborto e alla salute ripro­duttiva. Secondo
    il Wall Street Journal
    Obama ha una lista di iniziative su ogni fronte, esecutivo,
    regolamentare, finan­ziario e legislativo, per demolire alcuni delle
    decisioni di Bush. Alcune fonti hanno riferito che lo staff della
    transi­zione sta valutando se tagliare i pro­grammi di astinenza
    sessuale; se au­mentare i fondi per l'educazione ses­suale che
    includono lezioni sui metodi per il controllo delle nascite; se
    consen­tire alla sanità federale di pagare gli a­borti; se rovesciare
    il provvedimento che rende i feti idonei alla copertura del
    Children's Health Insurance Program (una sorta di mutua per i
    minori). Temi sui quali l'Amministrazione Bush negli an­ni ha
    investito molto e che Obama vor­rebbe rivedere drasticamente.
    Il terreno di scontro dei prossimi mesi sarà il Freedom of Choice Act
    (Foca), u­na norma che trasformerebbe la Roe v. Wade (la sentenza che
    nel 197 legalizzò l'aborto negli Usa) in legge federale. Questo
    avrebbe conseguenze notevoli poiché potrebbe persino rovesciare le
    leggi statali e i limiti posti in materia di interruzione di
    gravidanza. Obama du­rante la campagna elettorale ha detto che sarebbe
    disposto a firmare il Foca. Ed è proprio su questo terreno che i
    conservatori affilano le armi. Tuttavia il so­stegno al Foca al
    Congresso non è così solido e secondo alcuni analisti non sa­rebbe
    saggio per Obama gettare da su­bito il suo capitale politico su un
    tema lacerante per la società e la politica Usa come l'aborto.

    Di sicuro fra le prime azioni di Obama ci sarà un ordine esecutivo
    che cancel­lerà il divieto posto da Bush al finanzia­mento con fondi
    federali della creazio­ne di embrioni per la ricerca scientifica. Una
    delle questioni più controverse ri­guarda inoltre la
    cosiddetta «global gag rule», che proibisce che i soldi dei
    contribuenti Usa siano dati a organizzazio­ni internazionali per la
    pianificazione familiare che pratichino l'aborto. Oba­ma dovrebbe
    autorizzare il ripristino dei fondi federali per l'Unfpa (Fondo Onu
    per la popolazione) che Bush cancellò nel gennaio del 2001.
    Il presidente eletto vuole abrogare le norme in vigore. Nel mirino il
    taglio dei programmi sull'astinenza sessuale e più soldi ai progetti
    per il controllo delle nascite.

    January 05

    riflessioni x l'Epifania

    IN PRIMO PIANO:
    http://www.totustuus.net/modules.php?
    name=Content&pa=showpage&pid=26
    Benedetto XVI: tempi segnati da incertezza e preoccupazione
    In questi nostri tempi, segnati da incertezza e preoccupazione per
    l'avvenire, è necessario sperimentare la viva presenza di Cristo. E'
    Maria, Stella della speranza, che a Lui ci conduce... A Maria,
    dunque, con filiale affetto e fiducia, presentiamo le attese e le
    speranze, come pure i timori e le difficoltà che ci abitano nel
    cuore, mentre ci congediamo dal 2008 e ci apprestiamo ad accogliere
    il 2009.
     
    IN LIBRERIA:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24
    Fides Catholica, rivista di apologetica teologica
    Essere nella Chiesa e con la Chiesa significa perciò rimanere stabili
    nella fede della Chiesa, arieggiando nel discorso teologico quanto
    già Essa professa e cercando di lumeggiare quanto è oscuro con le tre
    caratteristiche di san Vincenzo di Lerins che poc'anzi elencavamo:
    l'universalità, l'antichità e l'unanimità. Non si tratta di
    scoprire "cose nuove" ma capire quanto già ci è stato detto, «sempre
    sapendo che questa fede ci precede» . Non si tratta di inventare
    nuovi sistemi, ma affinare il proprio udito per capire meglio quanto
    lo Spirito di verità (cf. Gv 16,13) insuffla col suo alito
    vivificante nelle nostre deboli intelligenze.

    "LOBBYING ETICO"
    http://www.fattisentire.net/
    Salvate il matrimonio !!!
    Superior stabat lupus è l'incipit di una notissima favola di Fedro. È
    anche la frase che meglio ricorda l'arroganza di chi si considera il
    più forte e trova ogni pretesto per divorare il più debole. Sempre
    ovviamente in nome della giustizia. Invitiamo a scrivere ai politici
    della propria circoscrizione attraverso il "sistema portalettere" di
    FattiSentire.net, utilizzabile all'indirizzo
    http://www.fattisentire.net/modules.php?name=invio_mail2

    Mons. Luigi Negri
    http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/
    È una tenebra folta quella che avvolge l'universo
    Il nostro mondo vive nelle tenebre come se queste fossero la
    condizione normale dell'esistenza; sembra un popolo che è nato nelle
    tenebre, vive nelle tenebre, morirà nelle tenebre.

    14) Rino Cammilleri
    http://www.rinocammilleri.com/
    Focus
    «Focus» è una rivista simpatica con un sacco di curiosità. Non la
    leggo spesso ma, quando mi capita, non di rado trovo cose
    interessanti miste ad altre opinabili. Per esempio, ho sott'occhio il
    numero del gennaio 2009, in cui alla domanda «Quanti figli aveva la
    Madonna?» si dà una risposta che vorrebbe essere positivamente
    storica ma invece è solo positivistica e tardo-ottocentesca. In
    compenso trovo una splendida foto di un faro nella Repubblica
    Dominicana: fasci laser che proiettano nel cielo una gigantesca croce.

    15) Radici cristiane
    http://www.radicicristiane.it/fondo.php/id/129/ref/5/Speciale/Fatima/U
    na-persecuzione-in-quattro-fasi
    Una persecuzione in quattro fasi
    Bisogna non farsi illudere dalle apparenze "liberali" della società
    odierna. Voltaire coniò la famosa frase: "Non sono d'accordo con le
    tue idee, ma darei la vita per difendere il tuo diritto a
    diffonderle". Pochi anni dopo, il suo discepolo Antoine de Saint-Just
    diede la parola d'ordine per scatenare le persecuzioni politiche e
    religiose della Rivoluzione Francese: "Niente libertà per i nemici
    della libertà", passando alla storia come "l'angelo del Terrore".

    16) Luci sull'Est
    http://www.lucisullest.it/index_materiali.asp
    Il materiale distribuito gratuitamente
    I libri distribuiti da Luci sull'Est negli ultimi anni. Gli articoli
    religiosi. Le famose immagini distribuite nelle case degli italiani.
    Calendari dal 1999 ad oggi. Brochure, articoli e pieghevoli
    distribuiti. Articoli Audio Musicassette e Cd.

    17) Comitato verità e Vita
    http://www.comitatoveritaevita.it/
    Un solo embrione vale più di molti passeri.
    Difendere il Creato significa difendere innanzitutto ogni uomo, dal
    concepimento alla morte naturale. E' il succo del discorso rivolto da
    Benedetto XVI nel tradizionale discorso di fine anno alla Curia
    romana. Con l'eleganza e l'incisività che gli sono congeniali, il
    Papa ha messo in guardia da un ambientalismo che si preoccupa del
    clima e del buco d'ozono, e poi assiste impassibile – o addirittura
    collabora – alla uccisione dell'uomo innocente sulle frontiere della
    bioetica, o plaude all'abolizione del vero matrimonio.

    18) Corrispondenza Romana
    http://www.corrispondenzaromana.it/new/letternew.php
    Sostenitori del card. Bagnasco su Facebook
    Il gruppo aperto su Facebook si chiama Sostenitori del Cardinale
    Angelo Bagnasco ed è nato, come spiega la responsabile e presidente
    del gruppo, Giuseppina Oro «in contrapposizione ad un altro che si
    chiama Angelo Bagnasco Fan Club, il cui intento è solo di denigrare
    il cardinale»... È confortante scoprire che, oltre al compagno di
    banco del liceo, ingrassato e con tanti capelli in meno, c'è anche
    chi testimonia con forza la propria fede in Dio e nelle istituzioni
    religiose tanto spesso insidiate da media di vecchia o nuova
    generazione.


    January 03

    a tu x tu cn la tenerezza di Dio

     
    Sant’Agostino, Bakhita, i santi del passato. Ma anche Andrea, Cilla, le testimonianze dell’ultimo Meeting. In modo inaspettato, nelle situazioni più drammatiche, è solo Cristo che può rispondere al cuore dell’uomo. E se diciamo di sì...

    di Antonio Socci
    La padrona quel giorno si annoiava, così decise di far seviziare le tre ragazzine nere che aveva comprato come schiave: avevano circa 10 o 11 anni. Bakhita fu bloccata a terra e con un rasoio le fecero 114 tagli nella carne. Poi riempirono di sale le ferite. Così, per divertimento. Perché era considerata una cosa dai padroni musulmani. All’età di sette anni, nel 1876, era stata rapita nel suo villaggio sudanese e venduta come schiava quattro volte. Aveva conosciuto solo la ferocia.

    Così è la storia umana senza Gesù. Joseph Ratzinger, nel suo Gesù di Nazaret, spiega che prima della venuta del Salvatore il mondo era infestato dai demoni. Dovunque hanno dominato la ferocia e la disumanità. Poi, un giorno, sono risuonate queste parole: «Ho visto la miseria del mio popolo… ho sentito il suo grido e sono sceso per liberarlo» (Es. 3,7). «Egli si è mostrato. Egli personalmente», duemila anni fa. E da allora ogni giorno, «in un fenomeno di umanità diversa», ci dice don Giussani. Pure quella disgraziata ragazza, Bakhita «vi si imbatte e vi sorprende un presentimento nuovo di vita… non ce lo aspettavamo, non ce lo saremmo mai sognato, era impossibile».

    Bakhita neanche riusciva a sognarlo. Per circostanze casuali, a 16 anni fu portata dai padroni in Italia, a Venezia, e conobbe le suore canossiane. Fu colpita dalla loro umanità e dalla bontà di un vero cristiano, «uomo dal cuore d’oro» che era parente di colui che sarebbe diventato papa san Pio X e che le regalò un crocifisso: «Nel darmelo», ricorda la ragazza, «lo baciò con devozione, poi mi spiegò che Gesù Cristo, Figlio di Dio, era morto per noi». Bakhita restò abbagliata. Era morto per lei? Possibile che qualcuno l’amasse? Sì. Lo vedeva dai volti di «quelle sante madri che mi fecero conoscere Dio», specialmente la suora che la istruì: «Non posso ricordare senza piangere la cura che ebbe di me». Essendo tornati i padroni a riprenderla, per la prima volta, Bakhita, che non voleva più perdere Dio, si rifiutò di seguirli. Il 29 novembre 1889 il Patriarca di Venezia fece intervenire il procuratore del re, che dichiarò Bakhita libera dalla schiavitù. Lei restò in Italia, si fece battezzare, chiese di diventare suora e visse 78 anni «durante i quali sempre più ho conosciuto la bontà di Dio verso di me». Morta nel 1947, è stata proclamata santa nel 2000.

    Non c’è situazione tanto estrema e drammatica che non possa essere raggiunta e liberata da Dio fatto uomo. Anche oggi, tempo di diverse schiavitù. E i lettori di Tracce lo sanno bene. Indimenticabile è la testimonianza di quel giovane, ammalato di Aids, Andrea, che due giorni prima di morire scrisse a don Giussani (la lettera è riportata ne Il tempo e il tempio). Ne ricordo dei brani: «Le scrivo solamente per dirle grazie; grazie di avere dato un senso a questa mia arida vita». Andrea spiegava così la sua gratitudine: «Sono un compagno delle superiori di Ziba… Quando Ziba recitava l’Angelus davanti a me che gli bestemmiavo in faccia, lo odiavo e gli dicevo che era un codardo perché l’unica cosa che sapeva fare era dire quelle stupide preghiere davanti a me. Ora, quando balbettando tento di dirlo con lui, capisco che il codardo ero io, perché non vedevo neppure ad un palmo dal naso la verità che mi stava di fronte. Grazie don Giussani, è l’unica cosa che un uomo come me può dirle. Grazie perché nelle lacrime posso dire che morire così ora ha un senso, non perché sia più bello - ho una gran paura di morire - ma perché ora so che c’è qualcuno che mi vuole bene e anch’io forse mi posso salvare e posso anch’io pregare affinché i compagni di letto incontrino e vedano come io ho visto e incontrato. Così mi sento utile… con l’unica cosa che ancora riesco ad usare bene (la voce) io posso essere utile; io che ho buttato via la vita posso fare del bene solamente dicendo l’Angelus. Penso che la mia più grande soddisfazione sia quella di averla conosciuta scrivendole questa lettera, ma la più grande ancora è che nella misericordia di Dio, se Lui vorrà, la conoscerò là dove tutto sarà nuovo, buono e vero. Nuovo, buono e vero come l’amicizia che lei ha portato nella vita di molte persone e della quale posso dire “anch’io c’ero”, anch’io in questa zozza vita ho visto e partecipato di questo avvenimento nuovo, buono e vero».

    Una storia di oggi, insomma. Proprio come quelle, straordinarie, del Meeting 2008, appena raccolte da Paola Brizzi e Alberto Savorana nel volume Un’avventura per sé (vedi pagina 106; ndr), e così simili alle storie di duemila anni fa. Accadeva così anche nel IV secolo a quell’Agostino che era l’intellettuale più raffinato di Roma e poi di Milano dove era andato a insegnare nel 384 d.C.. Non gli mancava niente, né il successo accademico, né i beni, né l’amore femminile, né la soddisfazione della paternità, né gli svaghi, né l’amicizia con i potenti politici della città.

    Eppure un inspiegabile male di vivere lo avvolgeva: «Ero infelice». Parla di «profondissimo tedio», di «paura della morte». Sarà l’incontro con Ambrogio - vescovo della città, che ha solo qualche anno più di lui - a colpirlo: «La dolcezza del suo dire mi dava piacere». Fa breccia in lui, lo affascina, ridimensiona anche l’orgoglio dell’intellettuale. «Certamente occorre sempre l’umiltà della ragione per poter accoglierlo; occorre l’umiltà dell’uomo che risponde all’umiltà di Dio».

    La sua vita cambia. Ormai la «cupidigia di onori e guadagni… non avevano più forza, in confronto alla Tua dolcezza e allo splendore della Tua casa che amavo. Ma», confessa, «ero ancora attanagliato dalla donna», «le mie amanti di un tempo mi trattenevano». E ancora una volta sono degli incontri imprevisti a prevalere con l’attrattiva di una felicità più grande. Accade quando Ponticiano gli racconta che, a Treviri, due suoi amici hanno lasciato le fidanzate entrando in una comunità di vergini (le prime esperienze monastiche) e che lo stesso hanno fatto le due ragazze. Una nuova forma di vita che contagiava tanti giovani cristiani anche a Milano (dove erano seguiti da Ambrogio in persona). Agostino li incontra, ne è affascinato e coinvolto. Più avanti confesserà: «Tardi ti ho amato, o Bellezza, sempre antica e sempre nuova, tardi ti ho amato! Ed ecco tu eri dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo ed io nella mia deformità mi gettavo sulle cose ben fatte che tu avevi creato. Tu eri con me ed io non ero con te. Quelle bellezze esteriori mi tenevano lontano da te e tuttavia se esse non fossero state in te non sarebbero affatto esistite. Tu mi hai chiamato e hai squarciato la mia sordità; tu hai brillato su di me e hai dissipato la mia cecità; ho gustato e ora ho fame e sete; tu mi hai toccato e io bramo la tua pace».

    A distanza di molti secoli la stessa sete di felicità e lo stesso stupore commosso si trova nella vita di un’adolescente piemontese, altra presenza familiare ai lettori di questo giornale. Dal libro che don Primo Soldi ha dedicato a Cilla colgo due flash. Prima dell’«incontro», questa ragazza, quindicenne, ma così profonda e intelligente, in calce al suo diario, nelle “comunicazioni alla famiglia”, scrive di sé: «Signore, le comunico che sua figlia è sola. Signore le comunico che sua figlia non è felice. Signore le comunico che sua figlia vuole amare e non ci riesce».

    E un giorno accade qualcosa. La semplicità di un invito delle amiche, che stanno iniziando il cammino di Cl, alla preghiera delle Lodi. Un lampo di meraviglia. Cilla annota: «È la prima volta che prego così… Credo di aver perso una delle cose più importanti della mia vita». Nel giro di poche settimane, con la scoperta di una vita nuova e di un’amicizia vera, la fioritura imprevista. Nel suo Diario si legge: «Prima non esistevo. Sono nata nel momento in cui ho capito cos’è la comunità: il mezzo che mi ha portato a Cristo».

    In ogni epoca Gesù si è fatto incontrare in «un fenomeno di umanità diversa: un uomo vi si imbatte e vi sorprende un presentimento nuovo di vita». Dice Agostino: «Dio si è fatto uomo. Saresti morto per sempre se Lui non fosse nato nel tempo. Mai saresti stato libero dalla carne del peccato, se Lui non avesse assunto una carne simile a quella del peccato. Ti saresti trovato sempre in uno stato di miseria, se Lui non ti avesse usato misericordia. Non saresti ritornato a vivere, se Lui non avesse condiviso la tua morte. Saresti venuto meno, se Lui non fosse venuto in tuo aiuto. Ti saresti perduto, se Lui non fosse arrivato».

    Da “Tracce”, dicembre 2008

    Questo articolo è un commento al Volantone di Natale di CL che si può trovare nel sito www.comunioneliberazione.it, in particolare riprende i due testi di Benedetto XVI e don Luigi Guissani
    January 02

    salviamo i matrimoni

    Gentili amici,
    che si chiamino Dico, Pacs o Cus, come nei vecchi ddl, poco importa,
    almeno per il momento.
    La notizia che due ministri del governo in carica, Renato Brunetta e
    Gianfranco Rotondi, stiano lavorando a una proposta di legge sulle
    unioni di fatto fa perdere credibilità a tutto l'esecutivo.

    Una proposta di legge in favore dell'omosessualismo (proposta C.1658 -
    "Reati commessi per finalità di discriminazione o di odio fondati
    sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere") é attualmente
    in discussione presso la II Commissione permanente della Camera,
    competente per la Giustizia.
    La proposta di legge prevede di punire con la reclusione da sei mesi
    a quattro anni l'autore di un discorso, uno scritto o un
    atteggiamento a cui venga attribuito un valore "discriminatorio"
    verso la pratica omosessuale e altri, non meglio
    precisati, "orientamenti sessuali".

    Invitiamo a scrivere ai politici della propria circoscrizione
    attraverso il "sistema portalettere" di FattiSentire.net,
    utilizzabile all'indirizzo
    http://www.fattisentire.net/modules.php?name=invio_mail2

    Invitiamo i webmaster ad inserire nel proprio sito o blog la gif di
    questa "e-campagna" utilizzando queste istruzioni:
    <div align="center"><br />
    <a href="http://www.fattisentire.net/"><img alt="" align="center"
    border="0"
    src="http://www.fattisentire.net/referendum_banner.gif" /></a> </div>

    "Si sviluppano minacce contro la struttura naturale della famiglia,
    fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e tentativi di
    relativizzarla conferendole lo stesso statuto di forme di unione
    radicalmente diverse. Tutto ciò costituisce una offesa alla famiglia
    e contribuisce a destabilizzarla, violandone la specificità ed il
    ruolo sociale unico".
    (Benedetto XVI, 8 gennaio 2007)