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January 29 PATERNITA'Ho trascorso una parte del pomeriggio di domenica a rispondere ad alcune e-mail e “post personali” di Facebook riguardanti la revoca della scomunica ai vescovi della Fraternità San Pio X ordinati da mons. Lefebvre il 30 giugno 1988; un mio caro amico che non sentivo da tempo mi ha addirittura telefonato da Milano per chiedere spiegazioni. Il tono degli interlocutori, per lo più giovani, era sorpreso ed arrabbiato; alcuni giorni fa mi era successo qualcosa di simile a proposito dell'atteggiamento, secondo alcuni troppo silenzioso e remissivo, tenuto dalla Chiesa nei confronti dei musulmani che hanno pregato nelle piazze antistanti le cattedrali italiane. Confesso che anch'io, almeno inizialmente, ho avuto una reazione di stupore; mi è venuta la voglia di capire; sono andato a cercare il testo autentico del comunicato, ne ho parlato con alcuni miei confratelli e mi sono messo in ginocchio davanti alla santissima Eucarestia per chiedere luce. Leggendo il decreto della Santa Sede sono rimasto colpito da una espressione: “Sua santità Benedetto XVI, paternamente sensibile al disagio spirituale...”l'avverbio “paternamente” ha condotto con naturalezza la mia riflessione verso la parabola cosiddetta del figliol prodigo. In essa c'è tutta la paternità misericordiosa di un padre che soffre perchè la famiglia si è disgregata e non vede l'ora che il figlio ritorni a casa; penso alle sofferenze delle nostre famiglie quando un figlio si allontana...al figlio che ritorna il padre non lascia nemmeno il tempo di parlare, di chiedere scusa e subito gli getta le braccia al collo; la parabola racconta anche l'atteggiamento infastidito del secondo figlio; alla luce di questo testo ho pensato alle preoccupazioni del Papa e dei vescovi per l'unità della loro famiglia, la chiesa, e dell'umanità intera. Di fronte alle scuse di alcune comunità islamiche ed alle aperture della Fraternità san Pio X perchè chiudersi? Questo atteggiamento sembra essere in continuità con il profondo spirito ecumenico ed universale del Concilio Vaticano II; è lospirito con cui la chiesa guarda con simpatia, misericordia e amore ogni uomo ed ogni donna, si prende a cuore le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, desidera la pace, ama tutti, cristiani e musulmani, giudei e greci, schiavi e liberi, riformisti, progressisti, tradizionalisti la con lo stesso cuore di Gesù. Grazie a tutti coloro che ci aiutano a pensare, ad andare oltre le prime sensazioni, a leggere la realtà con intelligenza e profondità per cogliere in essa la presenza pacificante e liberante dello Spirito. don Nicolò Anselmi January 27 UN VENTENNE DI FRONTE ALLA MORTE E QUELLA COSA DELL’ALTRO MONDO CHE SONO…I CRISTIANI
January 26 riflessioniBenedetto XVI: un ingannevole concetto di libertà
Questo lavoro educativo si vede però ostacolato da un ingannevole concetto di libertà, in cui il capriccio e gli impulsi soggettivi dell'individuo vengono esaltati al punto da lasciare ognuno rinchiuso nella prigione del proprio io… Oggi più che mai si ha bisogno della testimonianza e dell'impegno pubblico di tutti i battezzati per riaffermare la dignità e il valore unico e insostituibile della famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna e aperto alla vita, e anche della vita umana in tutte le sue fasi. 5) IN LIBRERIA: http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24 Plinio Corrêa de Oliveira e la crisi del secolo XX nella Chiesa Del resto, attorno alla "questione Concilio" maturarono veleni ben più antichi della convocazione di quell'assise, dei suoi lavori e soprattutto di quei suoi testi che troppi citano e pochi leggono, molti ignorano e innumerevoli travisano. La posta giocata attraverso il Concilio, infatti – o usando il Concilio come scusa –, si è incentrata sulla pertinenza, o meno, del cristianesimo cattolico rispetto alla storia dell'uomo, dunque sul diritto di cittadinanza che ha il giudizio del cristianesimo sulla realtà, che ha l'umanesimo autentico di cui esso è portatore, insomma che hanno la cultura e le civiltà in cui esso s'incarna, e questo sempre, quindi anche hic et nunc, ovvero in un preciso frangente, cioè in questo particolare momento storico. Antonio Socci http://www.antoniosocci.it/ Un 20enne di fronte alla morte e quella cosa dell'altro mondo che sono… i cristiani "Le scrivo perché anche oggi entrando a scuola abbiamo respirato un'aria di morte". Comincia così la lettera che mi ha scritto Marco, 19 anni, di Firenze. "Stanotte una ragazza che frequentava il terzo anno è morta dopo una notte di coma irreversibile. La sera prima stava andando in discoteca, era in macchina con altri ragazzi (…) la macchina si è schiantata contro un albero. La nostra scuola era già stata protagonista di grandi fatti di morte: tre anni fa, una ragazza che frequentava l'ultimo anno si è suicidata gettandosi da una finestra del terzo piano. 13) Il Timone http://www.iltimone.org/newsArt.php?idArt=89 Il caso di Eluana Englaro. Uccidete le vostre anime Vogliono la morte per fame e per sete di una donna ancora viva. Ma voglio soprattutto togliere all'umanità il tempo del pentimento e della conversione. Ecco perché lo fanno. La vicenda di Eluana Englaro aggiunge un tragico tassello al mosaico messo insieme in questi decenni dalla cultura della morte. Sarà bene scavare più in profondità in questa storia, alla ricerca del meccanismo che rende così efficace l'azione dei nemici della verità e della vita. 14) Luci sull'Est http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=4429 L'opposizione al Magistero petrino impedisce l'unità dei cristiani In non poche Lettere pastorali non si cita più il Papa quale termine di paragone dell'autenticità e garante della cattolicità dell'insegnamento episcopale, ma il Cardinale o il teologo, il laico, magari non credente, o il monaco di grido del momento, ritenendoli interpreti autorizzati dell'insegnamento ufficiale della Chiesa. Inoltre talora si dà l'impressione di pensare che una loro dichiarazione, anche se difforme dalla verità cattolica, abbia uguale peso di un intervento pontificio. 15) "LOBBYING ETICO" http://www.fattisentire.net/ Salvate il matrimonio !!! Superior stabat lupus è l'incipit di una notissima favola di Fedro. È anche la frase che meglio ricorda l'arroganza di chi si considera il più forte e trova ogni pretesto per divorare il più debole. Sempre ovviamente in nome della giustizia. Invitiamo a scrivere ai politici della propria circoscrizione attraverso il "sistema portalettere" di FattiSentire.net, utilizzabile all'indirizzo http://www.fattisentire.net/modules.php?name=invio_mail2 16) Comitato verità e Vita http://www.comitatoveritaevita.it/ La legge 40 tutela davvero tutti i soggetti coinvolti? Davanti al Tribunale di Palermo si sta svolgendo un processo a carico di alcuni medici accusati di avere provocato la morte di una donna per averla maldestramente curata della sindrome da iperstimolazione ovarica che l'aveva colpita dopo essersi sottoposta, a Bologna, ad un ciclo di fecondazione assistita. La donna era morta a Palermo il 18 aprile 2004, pochi giorni dopo l'entrata in vigore della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita.Prescindendo dalla questione delle responsabilità individuali dei sanitari, il triste evento ricorda a tutti un fatto: la procreazione... January 21 testimonianzaFRANCESCO Alcuni giorni fa è venuto a trovarmi Francesco, figlio di una mia cara amica d’infanzia, studente del terzo anno di lettere classiche. Abbiamo parlato di molte cose; mi ha raccontato delle discussioni che quotidianamente ha con un suo carissimo amico, compagno di liceo, ora studente di biologia, circa la religione, la fede, la chiesa, il papa e dintorni. Era preoccupato dell’impossibilità di dialogare su certi temi con una persona che si definiva non credente e lo accusava di avere una “etica cattolica” integralista e di voler imporre a tutti il proprio punto di vista. Parlando mi sono accorto che Francesco, lui per primo, non riusciva a capire che l’etica non ha nulla a che vedere con la Fede; non è necessario essere cattolici per essere a favore della vita, sempre, contro l’eutanasia, la manipolazione degli embrioni, la pena di morte, la guerra, la discriminazione degli stranieri; conosco non credenti, ebrei, anche un simpatizzante buddista, assolutamente contrari alla fecondazione assistita eterologa, all’aborto, alla ricerca sulle cellule staminali embrionali e a tante altre cose; in certi discorsi la Fede non c’entra nulla; è sufficiente esercitare la ragione. Su alcuni temi etici dividere continuamente fra cattolici e laici è quasi un’operazione diabolica (diavolo = colui che divide) Lo stesso giorno, la sera, un’altra mia cara amica mi ha chiesto come parlare di Dio ad una sua collega, non credente, anch’essa arrabbiata con la Chiesa, il Papa ed il Vaticano; la domanda è radicale e stimolante. Per me è sempre interessante ricordare la storicità dell’esistenza di Gesù, la sua vita e soprattutto la sua Resurrezione, fondamento di tutta la nostra Fede. E’ importante scoprire le domande che la scienza lascia comunque irrisolte, circa l’origine dell’universo, la natura spirituale dell’uomo, del pensiero, dei sentimenti, l’ordine e la perfezione del mondo che ovviamente non può essere frutto del caso. Personalmente mi affascina molto pensare che alcune decine di miliardi di uomini, da Abramo in poi, passando per gli Apostoli, Maometto e i loro seguaci, innumerevoli schiere di artisti, professionisti, scienziati, premi Nobel, scrittori, uomini politici e semplici uomini e donne hanno creduto e credono in Dio. Lo strumento più potente per parlare dell’esistenza di Dio è la nostra vita; raccontare la presenza del Signore nella mia esistenza. Potrei raccontare di come Dio mi ha salvato da situazioni psicologicamente e fisicamente pericolose in cui ero finito; potrei dire di come Dio ha guarito una mia grande sofferenza; mi piacerebbe narrare di come il Signore mi ha riempito attraverso l’amore di tante persone, di come mi ha guidato nelle scelte, di come è intervenuto nella vita di persone a me care. Potrei ancora raccontare il modo con cui ha sostituito la mancanza di mio papà quando è morto ed avevo 17 anni. Potrei dire di quanto si è fidato di me, di quante volte e di quante cose mi ha perdonato, le mille occasioni in cui mi ha chiamato e ho sentito pronunciare con amore il mio nome. Nessuno potrà mai dirmi che tutto ciò non è vero; io l’ho sentito e l’ho provato; con una chiarezza così forte che ho cambiato qualcosa della mia vita, il ritmo delle mie giornate, le cose che faccio, le opere che compio. Raccontare…Raccontare la presenza di Dio nella nostra vita non è un esercizio facile: devo allenarmi e farlo ogni giorno; è faticoso ma forse può far bene a me ed agli altri. don Nicolò Anselmi January 20 Socci: Mejugorie, non spegnere lo SpiritoL CASO MEDJUGORJE: NON SPEGNERE LO SPIRITO Benedetto XVI , come Giovanni Paolo II, difende la fede del popolo cristiano di Antonio Socci Oggi a turbare la Chiesa, rischiando di creare scandalo e smarrimento per milioni di fedeli, più di certi atei dichiarati che fanno campagne pubblicitarie sui bus di Genova, sono quelli che – magari con un abito ecclesiastico – fanno la guerra a Dio dall’interno e sotto pretesti “religiosi” propagano un pensiero “non cattolico” (come confidò amaramente Paolo VI a Jean Guitton). Non a caso il cardinale Ratzinger iniziò un memorabile discorso ai biblisti, in un ateneo vaticano, ricordando la figura dell’Anticristo di un racconto di Solovev, il quale Ant icristo era “un celebre esegeta” con dottorato in Teologia a Tubinga. Il monito, sia pure garbato, era evidente. D’altra parte, curiosamente, a riesumare una sorta di Inquisizione, in questi anni, non è stato il campo ortodosso, contro chi propala eresie e contesta il Magistero pontificio, ma piuttosto coloro che vorrebbero mettere sotto inquisizione la Madonna stessa che osa manifestarsi senza il loro permesso. A essere vessati da nuove inquisizioni spesso sono coloro che testimoniano una fede viva e fedele al Papa, non gli eretici. Ora suscitano qualche preoccupazione, fra i tanti e fervorosi fedeli della Madonna, certe “anticipazioni” (che non si sa se siano veritiere) del cosiddetto “vademecum” che dovrebbe occuparsi di eventi soprannaturali. Le voci sul suo presunto contenuto sono state riportare da “Panorama”, tre mesi fa, e in questi giorni da un sito internet: si tratterebbe di un “direttorio” contro Medjugorje (meta di milioni di pellegrini e luogo straordinario di conversione) e contro i fatti di Civitavecchia dove, nel febbraio-marzo 1995, una statuetta della Madonna proveniente da Medjugorje, ha pianto lacrime di sangue per 14 volte. A favore dell’autenticità delle apparizioni di Medjugorje e della lacrimazione miracolosa di Civitavecchia ci sono non solo le accurate indagini scientifiche condotte sui veggenti durante le apparizioni e sulla statuetta di Pantano, indagini che escludono categoricamente ogni forma di imbroglio o di autosuggestione. C’è anche l’enorme quantità di conversioni e pure di guarigioni inspiegabili che vi si sono verificate e continuano a verificarsi (le testimonianze sono documentate). C’è la perfetta ortodossia che si respira in questi santuari. E, insieme alla devozione di milioni di semplici cristiani, c’è la devozione convinta di tanti sacerdoti, vescovi e cardinali. Soprattutto quella, acclarata, di Giovanni Paolo II che ha manifestato in modo inequivocabile e più volte, anche per iscritto, la sua convinzione personale sull’autenticità delle apparizioni di Medjugorje e della lacrimazione della Madonnina. Certamente un “vademecum” per i vescovi oggi può essere utilissimo per trattare i tanti casi di “visionari” da strapazzo e di imbroglioni, ma è da escludere che tale “direttorio” sia mirato contro Medjugorje e Civitavecchia che sono due santuari mariani e hanno ormai una loro storia di devozione del popolo cristiano (che, ricordiamolo, è richiesta nelle canonizzazioni ed presupposta di fatto perfino nelle definizioni dei dogmi) e sono due santuari mariani. Si dice che il “direttorio” prescriva il ricorso pure a “psichiatri atei”. A Medjugorje è già successo. All’inizio, nel 1981, quando il regime comunista si scatenò contro le apparizioni con arresti, vessazioni e violenze, i sei ragazzi furono pure trascinati davanti a psichiatri del regime i quali però dovettero riconoscere la loro perfetta sanità mentale e la loro buonafede. Alla fine alcuni di quei medici addirittura si convertirono, insieme con i poliziotti che dovevano reprimere. A Civitavecchia la Madonnina superò il duro vaglio del vescovo che non credeva e che vide la quattordicesima lacrimazione accadere proprio fra le sue stesse mani, subendo uno choc cardiaco. E ha superato pure il vaglio della commissione ecclesiastica (che ha escluso allucinazione, fenomeno parapsicologico o diabolico) e quello laico più esigente, della scienza (che ha riconosciuto la non spiegabilità scientifica del fenomeno) e della magistratura che – dopo accurate indagini e considerati i tantissimi testimoni delle lacrimazioni (tra essi “il Comandante della polizia municipale, agenti della polizia penitenziaria e della polizia di Stato”), scrive che esse “debbono ricondursi o ad un fatto di suggestione collettiva o ad un fatto soprannaturale”. Sennonché quelle lacrime di sangue, essendo state fotografate e filmate, non possono essere una “suggestione”: sono state addirittura analizzate in laboratorio, al microscopio e definite “sangue umano”. Su Medjugorje il segretario di Stato Bertone, appena fu nominato, esplicitò la posizione di questo pontificato precisando che i pellegrinaggi là, ovviamente non ufficiali, “sono permessi” e consigliò perfino “un accompagnamento pastorale dei fedeli”. Inoltre definì ancora una volta “personali” le dichiarazioni “fortemente critiche” del vescovo di Mostar e indicò come giusta la posizione di attesa dei vescovi della ex Jugoslavia che “lascia la porta aperta a future indagini”. Anche perché il gran numero di apparizioni, tuttora in corso, non è più un ostacolo, dopo che sono state riconosciute, di recente, le apparizioni di Laus dove la Madonna, a partire dal 1647, si manifestò per ben 54 anni e a lungo quotidianamente. Dunque i tanti fedeli di Medjugorje e Civitavecchia possono stare tranquilli. Del resto il Papa dimostra di avere molto a cuore l’unità della Chiesa. Anche di recente lo ha dimostrato nel modo in cui ha risolto paternamente il problema neocatecumenale e nel modo in cui ha teso la mano ai tradizionalisti, con il recupero dell’antica liturgia, chiedendo ai vescovi francesi di accoglierli e di non discriminare nessuno. Da vero padre vuole scongiurare in ogni modo fratture e disorientamento dei fedeli. Infine anche la devozione e la stima verso Giovanni Paolo II lo inducono a difendere Medjugorje e Civitavecchia. Perciò è escluso che il direttorio sia “contro” questi due santuari. E’ anche molto dubbio che il Papa possa varare in generale un “direttorio” così duro e repressivo come quello vagheggiato da certe indiscrezioni, perché proprio Ratzinger fu l’autore del memorabile discorso con il quale il cardinale Frings, arcivescovo di Colonia, nel 1962 convinse la Chiesa a mandare il pensione il vecchio S. Uffizio e certi suoi sistemi “la cui modalità procedurale in molte cose non si accorda ancora con il nostro tempo e per la Chiesa sarà un danno e per molti uno scandalo”. Considerati gli errori dolorosissimi fatti 50 anni fa da ecclesiastici nel trattare casi di santi come padre Pio o eventi come Ghiaie di Bonate, è dubbio che proprio papa Ratzinger permetta di tornare a regole vessatorie che oggi potrebbero essere impugnate perfino dal punto di vista dei diritti umani, oltreché del diritto naturale e del diritto canonico, producendo “un danno per la Chiesa e uno scandalo”. Benedetto XVI non vuole affatto “spegnere lo Spirito” e “disprezzare le profezie” (1Ts. 5, 19-20), come qualche teologo e qualche curiale, ma vuole l’esatto contrario: già da cardinale mise in guardia i cattolici dal diventare “deisti”, cioè coloro che non credono veramente “a un’azione di Dio nel nostro mondo” e perciò s’illudono che “dobbiamo noi creare la redenzione, noi creare il mondo migliore, un mondo nuovo. Se si pensa così il cristianesimo è morto”. “La Chiesa” spiegava Ratzinger “affronta le sfide che le sono proprie grazie allo Spirito Santo che, nei momenti cruciali, apre una porta per intervenire”. Storicamente lo ha fatto con i grandi santi “che erano anche profeti”, ma anzitutto tramite la Madonna: “C’è un’antica tradizione patristica che chiama Maria non sacerdotessa, ma profetessa. Il titolo di profetessa nella tradizione patristica è, per eccellenza, il titolo di Maria… Si potrebbe dire, in un certo senso, che di fatto la linea mariana incarna il carattere profetico della Chiesa”. Dunque la “Regina dei profeti” va ascoltata, non imbavagliata. Antonio Socci Da Libero, 16 gennaio 2009 January 19 riflessioni IN PRIMO PIANO: http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=28 Benedetto XVI: la crisi economica è connessa a quella culturale e di valori E' indubbio che la comunità mondiale stia attraversando un tempo di una grave crisi economica, ma che è connessa a quella strutturale, culturale e di valori... Dinanzi a così ardua sfida … concorde deve essere la volontà di reagire, superando le divisioni e concertando strategie che, se da una parte affrontano le emergenze di oggi, dall'altra mirano a disegnare un organico progetto strategico per gli anni futuri, ispirato a quei principi e valori, che fanno parte del patrimonio ideale dell'Italia… IN LIBRERIA: http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24 (Buttarsi sulle rotaie del) Sunset Limited Non ci sono i venti grigi che schiaffeggiano i vestiti laceri del padre e del figlio mentre percorrono atterriti la strada. O i pick up, le pistole, i dollari e le pagine sgomente del diario dello sceriffo Ed Tom Bell. Ci sono solo un Bianco e un Nero. Un tavolo. Una bibbia. Un giornale. Un paio di occhiali. Un taccuino e una matita. C'è un antefatto: il Nero («ma non era nei miei programmi») ha strappato il Bianco, il professore, al suo destino suicida, lo ha salvato dal suo intento di gettarsi sotto il treno, il Sunset Limited. C'è una domanda: perché darsi pena per salvare una vita? A che vale la vita? "LOBBYING ETICO" http://www.fattisentire.net/ Salvate il matrimonio !!! Superior stabat lupus è l'incipit di una notissima favola di Fedro. È anche la frase che meglio ricorda l'arroganza di chi si considera il più forte e trova ogni pretesto per divorare il più debole. Sempre ovviamente in nome della giustizia. Invitiamo a scrivere ai politici della propria circoscrizione attraverso il "sistema portalettere" di FattiSentire.net, utilizzabile all'indirizzo http://www.fattisentire.net/modules.php?name=invio_mail2 8) Magistero http://www.totustuus.biz/users/magistero/ Benedetto XV: Bolla "Sedis huius" del 14 maggio 1919. «Fu sempre impegno importante di questa Sede Apostolica, in quanto suprema moderatrice del diritto liturgico, che i Riti sacri della Chiesa Cattolica permanessero ovunque nella loro integrità, o, se per caso se ne fossero allontanati, venissero riportati all'antica purezza. Ciò discende necessariamente da quello stesso Ufficio Pastorale, che è stato affidato alla Cattedra Romana, di vigilare con cura «affinché il culto esterno verso Dio sia celebrato con la dovuta venerazione, perché i sacri misteri che vengono compiuti diventino più solenni e portino a una grande edificazione dei cristiani, stimolando la loro pietà verso Dio e l'affetto della devozione». Benedetto XV: Bolla "Divina disponente" del 16 maggio 1920. «Per disposizione della divina clemenza, dopo lungo periodo di tempo, mentre la terribile guerra produceva tanti mali, offrirono un nuovo segno della giustizia e della misericordia di Dio quei miracoli che, operati per intercessione della Pulzella d'Orléans, sancivano definitivamente davanti agli uomini la sua innocenza, fede, santità e obbedienza ai voleri di Dio, per osservare i quali tutto sopportò fino a una crudele e ingiusta morte. È perciò molto opportuno che Giovanna d'Arco sia oggi iscritta nel numero dei Santi, perché, dal suo esempio, tutti i cristiani imparino che l'obbedienza ai voleri di Dio è santa e devota, e ottengano da lei la grazia di convertire i loro concittadini affinché ottengano la vita celeste». Mons. Luigi Negri http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/default.asp? id=459&id_n=821 Pregano sui sagrati? Non preoccuparsi sarebbe da ingenui … ci sono aspetti stridenti in queste preghiere islamiche nelle piazze italiane da parte di chi incita all'odio e brucia le bandiere di Israele. Se chi prega ha appena finito di urlare slogan carichi di odio contro quelli che considera nemici, se la fede viene strumentalizzata e si usa il nome di Dio per invocazioni violente, beh, se me lo permette credo ci sia da guardare con attenzione al fenomeno. Per non sottovalutarlo. Sarebbe da ingenui non preoccuparsi. Pensiamo, per assurdo, quale scalpore avrebbe suscitato se anche soltanto un gruppo consistente di giovani cattolici radunati attorno al Papa durante la Giornata mondiale della Gioventù, a un certo punto si fosse messa a gridare slogan contro gli islamici o contro altri gruppi religiosi o etnici, chiedendo che siano messi al bando. 12) Rino Cammilleri http://www.rinocammilleri.com/ Gore Al Gore ha ricevuto la cittadinanza onoraria milanese (propostagli ben due volte, mi risulta) da una giunta "di destra". Ben sapendo che la stampa (quella di destra) lo considera un contaballe, ha preteso (e ottenuto) di non incontrare i giornalisti durante la sua permanenza a Milano. Ancora boh. Radici cristiane http://www.radicicristiane.it/fondo.php/id/399/ref/1/Editoriale/%22Il- movimento-neoromano-che-nasce%22 Il movimento neoromano che nasce Ciò che caratterizza la Chiesa non è solo il suo potere di santificare le anime, amministrando i Sacramenti ; non è solo il suo potere di guidarle alla verità, attraverso il suo Magistero; ma è anche il potere di governarle, attraverso le sue leggi e le sue istituzioni. Il Diritto canonico, formatosi nel corso dei secoli, a partire dal Diritto romano, è altrettanto importante del Magistero, perché offre la garanzia della legittimità dell'autorità e dell'ordine. 15) Luci sull'Est http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=4404 Il 'decalogo' del vero progressista – trattato del Cardinale Giuseppe Siri Per anestetizzare cittadini e fedeli si coniano parole. Ciò che stupisce è il fatto per il quale gli uomini, invece di lasciarsi abbattere da autentiche spade, si lascino abbattere da sole parole. Perciò i termini, gli slogans, le classifiche di moda vanno vagliati, capiti, eventualmente smascherati. Comincio pertanto a pubblicare delle note chiarificatrici. Spero che il nostro clero vorrà leggersele bene, per evitare una sorte ingloriosa. Cominciamo dal termine più in voga, usato come un fendente o come una protezione per il proprio operato: «progressismo». 16) Difendere la vita http://www.difenderelavita.totustuus.it/ Segnalazione. Aborto: foto verità E' giunta segnalazione di un sito shock americano che presenta 48 foto di aborti volontari effettuati dalle 7 alle 24 settimane di gestazione. Come potete immaginare, anticipiamo che le immagini presenti sul sito sono piuttosto crude. A. M. della AGP23 17) Comitato verità e Vita http://www.comitatoveritaevita.it/ Eluana Englaro: una battaglia di civiltà In questi anni molte voci illuminate ci mettono in guardia dall'interpretare i cambiamenti del mondo come uno "scontro tra civiltà" suggerendo la possibilità di incontri fecondi e di concordanze su determinate questioni. Forse sarebbe necessario porre una maggiore attenzione su quanto avviene all'interno della nostra società, perché non vi è più accordo su quelli che sono i fondamenti di una civiltà. Beppino Englaro – colui che ha ottenuto dai giudici l'autorizzazione ad uccidere la figlia disabile togliendole alimentazione ed idratazione – dalla tribuna televisiva (offertagli dal servizio pubblico senza alcun contraddittorio) ha voluto proporre il suo concetto di civiltà. 18) Corrispondenza Romana http://www.corrispondenzaromana.it/new/letternew.php Islamici pregano dinanzi alla Cattedrale di Bologna L'episodio potrebbe sembrare casuale, involontario, come se alla fine della manifestazione i partecipanti si fossero trovati lì per caso a pregare nell'ora della salat. Ma è un caso che proprio nello stesso momento accadeva il medesimo gesto dinanzi alla cattedrale di San Petronio a Bologna, la città che qualche anno fa fu bersaglio dell'integralismo islamico a causa di un affresco di Giovanni da Modena che raffigurava Maometto tra i dannati, in accordo col canto XXVIII dell'"Inferno" dantesco?. Durissima è stata la reazione del vescovo Ernesto Vecchi, vicario generale della diocesi, che il giorno seguente ha affermato: «Non è una preghiera e basta. È una sfida, più che alla basilica al nostro sistema democratico e culturale – ha detto al "Resto del Carlino" –. Abbiamo avuto la conferma che c'è un progetto pilotato da lontano. Cosa prevede? L'islamizzazione dell'Europa. Se ne accorse il cardinal Oddi, tra i primi. E aveva buone fonti». 19) Per una politica dei valori http://www.totustuus.biz/users/pvalori/rel_dot.html Ven. Prof. G. Toniolo: L'Immacolata concezione e l'incivilimento Ma a comporre ed avvivare questo mondo, che aleggiava sereno al di sopra delle torbide passioni, sospingendo, nobilitando, spiritualizzando le esplicazioni più elette dell'incivilimento, non conviene dimenticare, quale efficacia singolarissima abbia avuto il culto di Maria Immacolata… la Chiesa mercé il culto della Vergine Immacolata ha sapientemente conferito a mantenere luminosi e fecondi gli ideali stessi della civiltà, la quale si misura dalla elevazione degli intelletti e dei cuori verso un prototipo di perfezione sovrannaturale. 20) Contro la leggenda nera http://www.kattoliko.it/leggendanera/ L'aborto e i fondamenti del diritto di Vittorio Mathieu Una riflessione che, in tempi non sospetti, evidenziava l'ispirazione gnostica dell'abortismo-ideologia mettendo a fuoco il reale obiettivo (consapevole o meno) delle campagne per la legalizzazione dell'aborto: scardinare l'ordinamento giuridico dalle sue basi etiche. January 17 socci dixit (2)2009 CROLLO DEL CAPITALISMO ? LEGGERE RATZINGER E CAPIRE …. Il 1989 segnò il crollo dell’Est comunista. Venti anni dopo, il 2009, vedrà il crollo dell’Occidente? Nouriel Roubini parla della “più grande bolla finanziaria e creditizia della storia”. E afferma senza indugio: “Il sistema finanziario del mondo ricco si sta dirigendo verso un crollo”. Non è solo un disastro finanziario, perché il Mercato è stato la moderna religione dell’Occidente: è anche un fallimento ideologico e morale. La tempesta è appena cominciata e non si sa quando e come ne usciremo. Personalmente consiglio di tener presenti due bussole per non smarrirvisi del tutto. Dirò dopo i loro nomi. Ma prima facciamo un passo indietro. Prima bisogna riconoscere l’enormità del fallimento dell’Occidente. Bisogna evitare di usare lo stesso paraocchi ideologico dei comunisti, che, incuranti delle smentite della storia, continuavano a professare il “dottrina marxista” come la scienza economica e sociale definitiva e infallibile. Certi liberisti puri e duri oggi sono egualmente dogmatici. Il muro di Ostellino Ieri, sul Corriere della sera, Piero Ostellino, commentando i recenti dati natalizi sul ribasso dei prezzi e il relativo aumento del potere d’acquisto delle famiglie, ne traeva questa singolare conclusione: “il mercato ha messo le cose a posto da solo. Non c’è stato bisogno dell’intervento della politica. Che avrebbe fatto danni. I prezzi sono scesi a causa della crisi economica”. Non c’è stato bisogno dell’intervento della politica? Viene da chiedersi in che pianeta viva Ostellino. Forse non gli è giunta la notizia del più gigantesco intervento degli Stati nelle economie americane ed europee degli ultimi 50 anni, intervento che (solo) per ora che ha evitato la catastrofe finanziaria del mondo (facendoci trascorrere un Natale non tragico). Intervento tuttora in corso che molto altro dovrà fare. Certo, bastava già tener presente la crisi del ’29 e quello che ne seguì per rendersi che lo Stato è un attore fondamentale dell’economia moderna. Forse la novità di oggi è che pure l’intervento pubblico potrebbe non bastare più. Il “rischio Argentina”, la bancarotta, è un fantasma che agita i sonni di tanti. In ogni caso per evitarlo o per limitare il disastro o per rinascere dalle macerie, bisogna disporre di un pensiero della crisi, capire l’errore e trovare una diversa strada. I due avversari Il crollo del comunismo del 1989 ebbe un’interpretazione ufficiale, tanto sbandierata quanto sbagliata. Fu il testo di Francis Fukuyama, “La fine della storia e l’ultimo uomo” (1992). Vi si proclamava l’Occidente democratico e capitalistico come universale approdo della storia del mondo. Il “trionfo dell’Occidente” che pretendeva di concludere idealmente la storia fu tradotto dagli Usa di Clinton con il “pensiero unico” del mercato e dell’uomo consumatore (il primato assoluto dell’economia ebbe la sua traduzione tecnocratica anche nell’Europa della moneta unica). Al regno universale del mercato fu annessa anche la Cina (ufficialmente nel 1994 con l’ingresso nel WTO) e nacque quella che Giulio Tremonti ha chiamato la “Chimerica”, ovvero Cina più America. Con la new economy e con il sistema statunitense che continuava a indebitarsi per finanziare i consumi privati e la Cina che produceva per l’Occidente comprando il debito degli americani. Sono le premesse del collasso odierno. Nel 2001 ci fu la prima smentita della storia: l’11 settembre, le “Torri gemelle”, così vicine a Wall Street. Cosa significava quel fatto lo aveva spiegato in anticipo Samuel Huntington nel suo “Lo scontro di civiltà” (1996). Huntington criticava il “nuovo ordine mondiale”, in polemica con Fukuyama, spiegando che non esiste solo il mercato e che la storia è fatta di diverse civiltà, culture, religioni e identità. Le quali non si fanno spazzar via dalla religione del produrre e consumare. Huntington ammonì che quella mercatista era una “illusione di armonia destinata ben presto a rivelarsi appunto tale”. Infatti arrivò l’11 settembre 2001. Confermando l’analisi di Huntington che vedeva la cultura islamica fra le più refrattarie all’omologazione occidentale. Paradossalmente il testo di Huntington fu poi usato (suo malgrado) in chiave “neocon” come premessa ideologica del progetto di esportazione della democrazia, ovvero delle guerre di Bush. Che è stato un altro tentativo – fallito – di omologare il mondo al modello occidentale. Finché è esplosa definitivamente la crisi del sistema americano. Ma perché siamo arrivati a questo? Dove abbiamo sbagliato? E’ inverosimile che ad accendere una luce siano coloro che hanno provocato la notte. Ma dov’è un intellettuale, un libro, un pensiero che può accendere una luce diversa nella notte? Buttare Smith Consiglio un profetico saggio di Joseph Ratzinger del 1985 che annunciava (con anni di anticipo) sia il crollo del comunismo che del capitalismo liberista. E li prevedeva provocati da uno stesso errore filosofico. Da una stessa ideologia. Il saggio sarà ripubblicato su “Communio” di gennaio 2009 e probabilmente rappresenta una premessa dell’annunciata enciclica a cui si dice abbia collaborato pure Giulio Tremonti (che ha citato questo testo di Ratzinger nella sua recente prolusione alla Cattolica di Milano). In sintesi Ratzinger punta il dito sull’idea “risalente a Adam Smith” che sta alla base del pensiero liberista e della rapacità e degli errori che hanno portato gli Usa al collasso. Per questa idea “il mercato è incompatibile con l’etica, giacché i componenti volontaristicamente ‘morali’ sono contrari alle regole del mercato e non farebbero altro che tagliar fuori dal mercato gli imprenditori ‘moraleggianti’. Per questo l’etica economica è stata considerata per molto tempo come un ‘ferro di legno’, perché nell’economia si deve guardare solo all’efficienza e non alla moralità. La logica interna del mercato ci dispenserebbe dalla necessità di dover fare affidamento sulla moralità più o meno grande del singolo soggetto economico, in quanto il corretto gioco delle regole del mercato garantirebbe al massimo il progresso e pure l’equità della distribuzione”. Sebbene si definisca “liberista”, obietta Ratzinger, questa filosofia, nella sua essenza, è “deterministica” perché presuppone che “il libero gioco delle forze di mercato spinga verso una sola direzione, cioè verso l’equilibrio fra offerta e domanda, verso l’efficienza economica e il progresso”, con lo “sconcertante presupposto” che “le leggi naturali del mercato sono essenzialmente buone e conducono necessariamente al bene, senza dipendere dalla moralità della singola persona”. La realtà dice l’opposto e non solo con la crisi attuale, ma – già prima - con le grandi contraddizioni planetarie prodotte dall’economia capitalistica: la fame e la miseria di tre quarti dell’umanità, squilibri e tensioni sociali crescenti e gravissime devastazioni ambientali. Il marxismo, spiega Ratzinger, è un “determinismo” ancora più spinto, perciò più violento e fallimentare (“promette la totale liberazione come frutto di un determinismo”). Entrambi i casi si basano sull’utopia ideologica di un meccanismo così perfetto – come diceva Eliot – da rendere inutile all’uomo essere buono. Invece, spiega Peter Koslowski, “l’economia non è retta solo dalle leggi economiche, ma è guidata dagli uomini”. L’eliminazione del “fattore uomo” nel marxismo è stata radicale. Nel liberismo più sfumata, ma simile e alla fine il profitto come regola a se stesso ha prodotto il disastro. Occorre qualcosa che stia sopra al profitto e sopra al meccanismo della produzione. Ma qua la crisi planetaria si intreccia con la scelta individuale, con ciò che rende personalmente “buono” l’essere umano. Quindi con Dio. Tremonti nel suo libro “La paura e la speranza” ha il merito di averlo intuito. E di aderire all’appello della Chiesa – davanti a questa grande crisi di civiltà - di un radicale ripensamento delle nostre scelte individuali e collettive, di un’autocritica e di una grande conversione. Antonio Socci Da “Libero”, 4 gennaio 2009 January 16 socci dixit 20 anni dalla caduta del Muro di Berlino, mentre nelle scuole circolano tuttora libri di testo secondo i quali tale Muro fu eretto dagli Occidentali e fu abbattuto dai comunisti, il comunismo e i suoi orrori rappresentano il grande rimosso della coscienza moderna e della cultura mondiale, il grande buco nero che si è ingoiato perfino la memoria di centinaia di milioni di vittime. Cosicché oggi, su questa immane rimozione, di fronte al collasso del mercatismo, capita che si parli sui giornali di una “riscoperta di Marx” e addirittura il ministro tedesco delle Finanze Peer Steinbruck dichiara che le risposte di Marx ai problemi attuali “possono non essere irrilevanti”. Allegria! Non un solo film, in venti anni, è stato dedicato alla sterminata macelleria del Gulag planetario e alle milioni di storie falciate dalla sistematica pratica dello sterminio e dell’oppressione, che ha caratterizzato i regimi marxisti sempre e dovunque, a tutte le latitudini e in tutte le loro stagioni. Neanche un film, né una grande opera teatrale. Qualcuno potrà indicare una pellicola come “Le vite degli altri”, ma questo film, che pure fotografa il clima poliziesco di menzogna e paura dei regimi dell’Est, non è un film sul Gulag. Ed è un lodevole, ma isolatissimo caso. Alain Besançon, nel suo recente pamphlet “Novecento. Il secolo del male” (Lindau) ha scritto: “Il nazismo, nonostante sia scomparso completamente da più di mezzo secolo, è a giusto titolo l’oggetto di un’esecrazione che non accenna a diminuire. Gli studi carichi di orrore al riguardo aumentano ogni anno di profondità e di ampiezza. Il comunismo, invece, nonostante sia vicino nel tempo e caduto di recente, fruisce di un’amnesia e di un’amnistia che raccolgono il consenso quasi unanime, non solamente dei suoi partigiani – ne esistono ancora – ma anche dei suoi nemici più determinati; e perfino delle sue vittime. Tutti trovano disdicevole trarlo fuori dall’oblio. Qualche volta capita che la bara di Dracula si socchiuda. E così, alla fine del 1997, un’opera (‘Il libro nero del comunismo’) ha osato fare la somma dei morti che gli si possono ascrivere. Proponeva una forbice da 85 a 100 milioni di morti. Lo scandalo è durato poco, e la bara si è già richiusa, senza che questi numeri siano stati seriamente contestati”. Quando il Mostro era ancora al potere la denuncia dei suoi orrori in Occidente era un tabù per una quantità di motivi, di bavagli e di impedimenti. Basti dire che riuscirono perfino a condizionare il Concilio Vaticano II che – in piena persecuzione rossa – non pronunciò mai la parola comunismo, né la sua esplicita condanna. Fra gli intellettuali, gli anticomunisti erano mosche bianche e isolate. Sartre arrivò a dire (lo riferì Gustaw Herling) che “non si doveva parlare dei lager sovietici perché gli operai di Billancourt non potevano perdere la speranza”. Quando in Italia arrivò la bomba di Solzenicyn, “Arcipelago Gulag”, a squarciare i veli sull’orrore – era il 1974 – fu accolto con gelida indifferenza o con disprezzo. Pierluigi Battista sottolinea “la singolare esiguità numerica di recensioni per un libro così importante e decisivo” e, per dire il clima, ricorda la diffusione della “leggenda nera di un Solzenicyn nientemeno che al soldo del dittatore Pinochet”. Quando poi crollò il Muro e travolse quei regimi si disse che essendo – il comunismo – morto e sepolto solo dei fanatici, dei maniaci o gente con doppi fini inconfessabili poteva ancora “accanirsi” e attardarsi nella denuncia dei crimini rossi, che ormai dovevano essere consegnati agli storici. Sennonché quando Giampaolo Pansa, nel 2003, ha disseppellito “Il sangue dei vinti”, ignorato dagli storici, è stato “scomunicato” da quegli stessi storici come revisionista, storico abusivo e peggio ancora. Non doveva osare raccontare la storia per intero. Negli anni Novanta, peraltro, la rimozione del “comunismo” è stata praticata pure dagli stati occidentali: mentre erano ancora caldi i corpi degli studenti cinesi macellati in Piazza Tien an men, mentre i cristiani sono ancora rinchiusi nel Laogai e il Tibet sanguina, gli Stati Uniti di Clinton e l’Europa tecnocratica integrarono la Cina nel mercato globale facendo finta che non fosse più un regime comunista (comunismo che continua a dominare pure a Cuba, in Corea del nord e Vietnam). Così, nel senso comune, l’amnesia del comunismo è stata un’amnistia. Facciamo un confronto. Consideriamo il successo oceanico del libro “Gomorra” di Roberto Saviano. Nelle ultime ore perfino Ronaldinho ha fatto sapere di aver letto l’opera. Ormai siamo al gran completo. Personalmente apprezzo Saviano e il suo libro, ma trovo singolare questa passione planetaria, con relativa indignazione civile, per i crimini camorristici della provincia di Caserta, da parte di un’opinione pubblica e di un’intellighentsia che per decenni ha deliberatamente ignorato il clan criminale più potente, sanguinario e vasto della storia, quello comunista, che aveva in pugno metà del pianeta, da Trieste fino ai confini dell’Alaska, da Cuba alla Cina, dall’Angola all’Albania. Come si spiega tutto questo interesse, anche fuori d’Italia, per il malaffare di Secondigliano o Casal di Principe mentre si continua a (voler) ignorare l’oceano planetario di crimini, oppressione e menzogna che, dalla rivoluzione bolscevica, ha investito miliardi di persone, ha avallato lo scatenamento della Seconda guerra mondiale e poi, con la sfida atomica, ha messo a repentaglio le stesse sorti dell’umanità? Quanti dei milioni di lettori di “Gomorra” hanno mai letto “Arcipelago Gulag” ? Quanti ne conoscono almeno l’esistenza? Quanti, fra gli intellettuali, i professori, i giornalisti lo hanno mai letto? Quando si pubblicherà in Italia tutta l’opera di Solzenicyn? Quando vedremo una grande produzione cinematografica ispirata a una delle tante storie che egli ha raccontato? Penso che dovremo aspettare ancora a lungo. Mentre il libro di Saviano, uscito nel 2006, è già diventato un film, che ovviamente ha già riscosso enorme successo, che ha sbancato gli “oscar europei” (5 premi su 5 candidature) e ora sembra prepararsi a prendere pure l’Oscar americano. Qualcuno mi obietterà: ma che c’entra? L’aspetto singolare è che proprio Saviano, che è un uomo serio, ha dichiarato di ispirarsi, sul piano etico, nella sua battaglia civile, a un bellissimo racconto di Varlam Salamov, contenuto nell’opera “I racconti di Kolyma”. Sarebbe interessante sapere quanti dei lettori (anche colti) di Saviano sanno qualcosa di quel libro e di quell’autore. Salamov trascorse venti anni nei lager comunisti, nell’inferno ghiacciato di Kolyma. La sua opera fu pubblicata nel 1978 a Londra e New York e lui nel 1982 viene chiuso in un ospedale psichiatrico dove muore solo come un cane, nell’orrore. Il suo è un capolavoro letterario del Novecento. La prima edizione italiana (parziale) nel 1976 fu del tutto ibernata: “attorno al libro si stese un silenzio pressoché assoluto e il volume fu per noi uno degli insuccessi più clamorosi” dirà Dino Audino. Invece in America e in Europa l’impressione fu enorme. Quando finalmente, nel 1999, la Einaudi ha pubblicato l’opera (che aveva rifiutato di pubblicare nel 1975), è accaduta una cosa singolare. Fu chiesta una prefazione a Piero Sinatti e Gustaw Herling (che ha vissuto due anni nel Gulag e scrisse, fra i primi, nel 1951, una testimonianza su questo). Ma la loro prefazione ovviamente trattava a fondo del comunismo, così la Einaudi la rifiutò perché “eccessivamente sbilanciata sul versante storico-politico”. Infatti l’opera è uscita con una prefazione che si diffonde sulla “struttura narrativa”, ma non parla di comunismo. Ed ha molte altre cose incredibili. L’assurda vicenda è stata ricostruita da Herling e Sinatti nel bellissimo pamphlet “Ricordare, raccontare”. Questa è ancora la situazione da noi, nella nostra cultura e nei media. Non resta che attendersi da Saviano il coraggio di rompere finalmente l’omertà che da sempre circonda l’orrore criminale chiamato: “comunismo”. Noi siamo con lui. Antonio Socci Da Libero, 11 gennaio 2009 January 15 angeliAlberto studia economia; è stato un mio alunno al liceo; insegnare religione è stata una delle più belle esperienze della mia vita anche per le belle persone che ho incontrato. Con lui ed altri giovani siamo stati nell’estate 2007 a Bukavu, nel Sud Kivu, Repubblica Democratica del Congo, ai confini con il Rwanda ed il Burundi. Ci ha ospitato una comunità di suore che non dimenticheremo mai e che presto vorremmo tornare a trovare. Alberto mi ha raccontato che quest’anno ha rinunciato a ricevere regali ed ha deciso di inviare la somma corrispondente in Africa; così ha fatto. Scolastica, una delle indimenticabili suore congolesi, gli ha comunicato nei giorni natalizi che ha usato i soldi per “difendere” 20 giovani che ingiustamente erano stati incarcerati; Alberto me lo ha detto con un SMS traboccante di felicità. Nelle carceri di Bukavu non viene dato nulla da mangiare; sono le famiglie e le parrocchie che devono provvedere ai prigionieri. Nella nostra visita del 2007 il direttore del carcere ci ha permesso di entrare in una cella dove circa 70 persone vivevano in una stanza di 10 metri per 10 metri, al buio. Quando siamo entrati, avendo capito che eravamo stranieri ed io un prete, i detenuti hanno intonato un “Alleluia” in nostro onore. C’è una parte del mondo che vive in condizioni spaventose di fronte alle quali ci sentiamo capricciosi e impotenti. Le suore, i missionari sono angeli, messaggeri di amore attraverso i quali possiamo raggiungere i nostri fratelli e le nostre sorelle più poveri. Molti di loro fanno la spola fra l’Italia e i paese del terzo mondo, con la Somalia, il Darfur, Gaza, il Chiapas. A questi angeli possiamo affidare una piccola somma di denaro o un bel paio di scarpe da ginnastica, una borsa, una collana, un pallone di cuoio per far giocare i bambini. In camera mia, sulla libreria ho un pallone da calcio africano fatto di sacchetti di plastica e foglie di banana, tenuto insieme da una corda di nylon. Il direttore nel carcere di Bukavu ci ha chiesto due mute di magliette per giocare a pallone; attraverso le solite suore abbiamo provveduto, con un pizzico di nazionalismo, a far loro giungere due completi da calcio “a 11” di cui uno “azzurro Italia”. Un gruppo di detenuti sono minorenni; uno di loro, vedendo il papà che abusava delle sue sorelline, lo ha ammazzato; rimarrà in carcere per tutta la vita, a meno che qualcuno, fra qualche decennio, non paghi una cauzione. Questi angeli missionari, postini d’amore e di solidarietà, abitano anche nelle nostre città; se affidiamo loro anche solo cinque pani e due pesci, il Signore certamente li moltiplicherà; e sarà una gioia immensa, per loro e per noi, come quella che ha provato Alberto. don Nicolò Anselmi January 08 NATALE E CAPODANNONei giorni fra Natale e Capodanno ho avuto la possibilità di trascorrere un po' di tempo con la mia famiglia in montagna; mi sono riposato e ho cercato di offrire un po' di aiuto al parroco del luogo. Le notizie della drammatica situazione a Gaza e delle tragedie umane di cui giornali e telegiornali fedelmente ci tengono informati, hanno stimolato la mia preghiera. Sulle piste da sci ho incontrato molti giovani che non vedevo da tempo. Raccontando la mia vita attuale e chiedendo informazioni sulla loro situazione, alcuni, spontaneamente, mi hanno manifestato le loro ansie, preoccupazioni e indecisioni sul proprio futuro: una diciottenne vuole abbandonare il liceo per andare in Africa; un giovane che tra breve concluderà la laurea triennale, vuole cambiare totalmente corso di studi perchè non vede sbocchi lavorativi; un terzo, dopo anni di fidanzamento, non si sente più di continuare e si è già innamorato di un'altra persona. Potrei andare avanti in questo elenco raccontando la voglia di qualcuno di andare via di casa, di abbandonare la Fede e richieste del tipo “vorrei fare del volontariato perchè la mia vita è vuota e senza senso”. Di fronte a questa inquietudine mi sono sentito impotente anche perchè, da lì a pochi giorni, avrei nuovamente perso di vista quei ragazzi, chissà per quanto tempo; mi sono commosso perchè ho avvertito una grande sofferenza nelle loro parole. Ho provato a balbettare qualcosa durante le risalite in seggiovia biposto; li ho invitati, credenti e non credenti, ad avere fiducia nel Signore. Mi sono reso conto di quanto sia importante avere qualcuno che ci aiuti a leggere la vita, a dare un nome ai desideri. Ancora di più ho capito quanto sia importante, per i giovani e per gli adulti, avere dei maestri che ci aiutino a scoprire i segni della presenza di Dio nella nostra esistenza attuale e passata, una presenza dolce e affettuosa che continuamente lancia messaggi e indica la strada della felicità, che parla nel profondo della nostra coscienza chiamandoci a sé. Negli stessi giorni, in coda allo skylift, lungo le piste o durante il passeggio serale per il paese, ho avvertito una cosa davvero brutta: l'uso così diffuso presso i giovani della bestemmia...Perchè offendere colui che ha dato il suo Figlio per noi, che ci ama in ogni istante di un amore tenerissimo? Donaci Signore, in questo nuovo anno appena iniziato, maestri che ci aiutino a leggere nella nostra vita i segni del tuo amore. don Nicolò Anselmi January 07 Obama e l'abortoLA NUOVA CASA BIANCA January 05 riflessioni x l'EpifaniaIN PRIMO PIANO:
http://www.totustuus.net/modules.php? name=Content&pa=showpage&pid=26 Benedetto XVI: tempi segnati da incertezza e preoccupazione In questi nostri tempi, segnati da incertezza e preoccupazione per l'avvenire, è necessario sperimentare la viva presenza di Cristo. E' Maria, Stella della speranza, che a Lui ci conduce... A Maria, dunque, con filiale affetto e fiducia, presentiamo le attese e le speranze, come pure i timori e le difficoltà che ci abitano nel cuore, mentre ci congediamo dal 2008 e ci apprestiamo ad accogliere il 2009. IN LIBRERIA: http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24 Fides Catholica, rivista di apologetica teologica Essere nella Chiesa e con la Chiesa significa perciò rimanere stabili nella fede della Chiesa, arieggiando nel discorso teologico quanto già Essa professa e cercando di lumeggiare quanto è oscuro con le tre caratteristiche di san Vincenzo di Lerins che poc'anzi elencavamo: l'universalità, l'antichità e l'unanimità. Non si tratta di scoprire "cose nuove" ma capire quanto già ci è stato detto, «sempre sapendo che questa fede ci precede» . Non si tratta di inventare nuovi sistemi, ma affinare il proprio udito per capire meglio quanto lo Spirito di verità (cf. Gv 16,13) insuffla col suo alito vivificante nelle nostre deboli intelligenze. "LOBBYING ETICO" http://www.fattisentire.net/ Salvate il matrimonio !!! Superior stabat lupus è l'incipit di una notissima favola di Fedro. È anche la frase che meglio ricorda l'arroganza di chi si considera il più forte e trova ogni pretesto per divorare il più debole. Sempre ovviamente in nome della giustizia. Invitiamo a scrivere ai politici della propria circoscrizione attraverso il "sistema portalettere" di FattiSentire.net, utilizzabile all'indirizzo http://www.fattisentire.net/modules.php?name=invio_mail2 Mons. Luigi Negri http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/ È una tenebra folta quella che avvolge l'universo Il nostro mondo vive nelle tenebre come se queste fossero la condizione normale dell'esistenza; sembra un popolo che è nato nelle tenebre, vive nelle tenebre, morirà nelle tenebre. 14) Rino Cammilleri http://www.rinocammilleri.com/ Focus «Focus» è una rivista simpatica con un sacco di curiosità. Non la leggo spesso ma, quando mi capita, non di rado trovo cose interessanti miste ad altre opinabili. Per esempio, ho sott'occhio il numero del gennaio 2009, in cui alla domanda «Quanti figli aveva la Madonna?» si dà una risposta che vorrebbe essere positivamente storica ma invece è solo positivistica e tardo-ottocentesca. In compenso trovo una splendida foto di un faro nella Repubblica Dominicana: fasci laser che proiettano nel cielo una gigantesca croce. 15) Radici cristiane http://www.radicicristiane.it/fondo.php/id/129/ref/5/Speciale/Fatima/U na-persecuzione-in-quattro-fasi Una persecuzione in quattro fasi Bisogna non farsi illudere dalle apparenze "liberali" della società odierna. Voltaire coniò la famosa frase: "Non sono d'accordo con le tue idee, ma darei la vita per difendere il tuo diritto a diffonderle". Pochi anni dopo, il suo discepolo Antoine de Saint-Just diede la parola d'ordine per scatenare le persecuzioni politiche e religiose della Rivoluzione Francese: "Niente libertà per i nemici della libertà", passando alla storia come "l'angelo del Terrore". 16) Luci sull'Est http://www.lucisullest.it/index_materiali.asp Il materiale distribuito gratuitamente I libri distribuiti da Luci sull'Est negli ultimi anni. Gli articoli religiosi. Le famose immagini distribuite nelle case degli italiani. Calendari dal 1999 ad oggi. Brochure, articoli e pieghevoli distribuiti. Articoli Audio Musicassette e Cd. 17) Comitato verità e Vita http://www.comitatoveritaevita.it/ Un solo embrione vale più di molti passeri. Difendere il Creato significa difendere innanzitutto ogni uomo, dal concepimento alla morte naturale. E' il succo del discorso rivolto da Benedetto XVI nel tradizionale discorso di fine anno alla Curia romana. Con l'eleganza e l'incisività che gli sono congeniali, il Papa ha messo in guardia da un ambientalismo che si preoccupa del clima e del buco d'ozono, e poi assiste impassibile – o addirittura collabora – alla uccisione dell'uomo innocente sulle frontiere della bioetica, o plaude all'abolizione del vero matrimonio. 18) Corrispondenza Romana http://www.corrispondenzaromana.it/new/letternew.php Sostenitori del card. Bagnasco su Facebook Il gruppo aperto su Facebook si chiama Sostenitori del Cardinale Angelo Bagnasco ed è nato, come spiega la responsabile e presidente del gruppo, Giuseppina Oro «in contrapposizione ad un altro che si chiama Angelo Bagnasco Fan Club, il cui intento è solo di denigrare il cardinale»... È confortante scoprire che, oltre al compagno di banco del liceo, ingrassato e con tanti capelli in meno, c'è anche chi testimonia con forza la propria fede in Dio e nelle istituzioni religiose tanto spesso insidiate da media di vecchia o nuova generazione. January 03 a tu x tu cn la tenerezza di Dio
January 02 salviamo i matrimoniGentili amici, che si chiamino Dico, Pacs o Cus, come nei vecchi ddl, poco importa, almeno per il momento. La notizia che due ministri del governo in carica, Renato Brunetta e Gianfranco Rotondi, stiano lavorando a una proposta di legge sulle unioni di fatto fa perdere credibilità a tutto l'esecutivo. Una proposta di legge in favore dell'omosessualismo (proposta C.1658 - "Reati commessi per finalità di discriminazione o di odio fondati sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere") é attualmente in discussione presso la II Commissione permanente della Camera, competente per la Giustizia. La proposta di legge prevede di punire con la reclusione da sei mesi a quattro anni l'autore di un discorso, uno scritto o un atteggiamento a cui venga attribuito un valore "discriminatorio" verso la pratica omosessuale e altri, non meglio precisati, "orientamenti sessuali". Invitiamo a scrivere ai politici della propria circoscrizione attraverso il "sistema portalettere" di FattiSentire.net, utilizzabile all'indirizzo http://www.fattisentire.net/modules.php?name=invio_mail2 Invitiamo i webmaster ad inserire nel proprio sito o blog la gif di questa "e-campagna" utilizzando queste istruzioni: <div align="center"><br /> <a href="http://www.fattisentire.net/"><img alt="" align="center" border="0" src="http://www.fattisentire.net/referendum_banner.gif" /></a> </div> "Si sviluppano minacce contro la struttura naturale della famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e tentativi di relativizzarla conferendole lo stesso statuto di forme di unione radicalmente diverse. Tutto ciò costituisce una offesa alla famiglia e contribuisce a destabilizzarla, violandone la specificità ed il ruolo sociale unico". (Benedetto XVI, 8 gennaio 2007) |
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