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    31 oktober

    Chavez contro i vescovi

    Come si poteva immaginare, Hugo Chàvez ha reagito violentemente al
    documento dei Vescovi del Venezuela a proposito della riforma
    costituzionale, e li ha accusati di essere "loro stessi moralmente
    inaccettabili".

    Nel comunicato reso noto venerdì, i vescovi venezuelani avevano
    criticato diverse cose della riforma proposta dall'attuale
    Costituente, dichiarandole "moralmente inaccettabili".

    "Sono essi moralmente inaccettabili per il nostro popolo, per la
    nostra Chiesa, per i nostri cattolici e cristiani. Non ci vergognamo
    di questi vescovi, e se qualcuno si considera una eccezione che lo
    dica, perché chi tace acconsente", ha replicato il mandatario
    venezuelano in una conversazione telefonica trasmessa dal vivo
    dall'emittente televisiva statale VTV e diretta agli attivisti
    dell'autodenominado "Partito Socialista Unitario del Venezuela"
    (PSUV).

    "Che tristezza ascoltare un vescovo, diversi vescovi, mentire al
    paese. Che Dio li perdoni! per la loro ignoranza, per la loro
    stoltezza" ha continuato ad insultare Chavez durante l'intervista a
    cui rispondeva dalla sua casa, poiché in questi giorni è malato di
    bronchite.

    Il premier ha inoltre segnalato che sta revisionando il
    cosiddetto "Piano rivoluzionario 2008", del quale non ha mai dato
    dettagli, ma ha qualificato come "una rivoluzione nella rivoluzione".

    "Il nuovo progetto del governo della rivoluzione comincia il giorno
    in cui si approverà la riforma, ma non voglio anticipare nulla sul
    progetto R-2008, che verterà sull'approfondimento della
    rivoluzione", ha ancora affermato.

    Chavez ha poi definito i vescovi "golpisti" e li accusati di essere
    responsabili di "massacri contro il popolo", confermando poi che il
    prossimo 2 novembre presiederà al congresso di fondazione del PSUV.

    CARACAS, 22 Oct. 07 (ACI)

    __._,_.___
    30 oktober

    riflessioni consuete

    IN PRIMO PIANO:
    Card. Caffarra: Le moderne insidie del demonio
    Mi sembra che siano almeno tre, che emergono già chiaramente dal
    confronto fra la creazione originaria dell'uomo e della donna
    narrata nel secondo capitolo della Genesi, e la prima originaria
    seduzione, archetipo di ogni seduzione, narrata nel terzo. - La
    verità circa la persona umana, insidiata da una progressiva
    de-gradazione ontologica ed assiologia. La detronizzazione
    dell'uomo, pensato sempre più come un fortuito risultato di
    processi naturali, alla quale oggi assistiamo, è una delle grandi
    seduzioni. - La verità circa il rapporto uomo-donna nella sua
    forma originaria matrimoniale. La disistima dell'amore coniugale
    cui oggi assistiamo, è l'altra grande seduzione che cerca di
    trasformare la verità di Dio nella falsità dell'uomo. - La verità
    circa il sociale umano. Esso oggi è sempre più pensato
    prescindendo dalla o negando l'esistenza del bene umano comune, e
    quindi o come coesistenza regolamentata di opposti egoismi o come
    fragile miracolo della fortuita convergenza di opposti interessi.
    È la terza grande seduzione.
     
    "DIFENDERE LA VITA"
    http://difenderelavita.totustuus.it/
    Dna artificiale, ombre dietro le promesse
    Nuove conoscenze, la scoperta di nuove verità non possono che
    essere accolte positivamente. La nostra mente (ragione) è fatta
    per conoscere e questa facoltà, che ci distingue da tutte le
    specie viventi, non può essere negata. La vera domanda è quella
    che interroga la nostra coscienza circa l'uso della conoscenza e
    degli strumenti che essa ci ha messo nelle mani. In questo senso
    la scoperta di Venter non è buona né cattiva; o meglio, può
    diventare cattiva se ne facciamo un uso malvagio. Va detto che
    simili domande gli scienziati se le sono già poste più di
    trent'anni fa, quando venne introdotta la tecnologia del Dna
    ricombinante. E bisogna riconoscere che finora non è avvenuta
    alcune catastrofe, mentre si sono registrati grandissimi
    progressi a favore dell'uomo.

     OPUS DEI... TUTTA LA VERITA'
    http://www.escriva.it
    Omelia pronunciata da mons. Paul Youssef Matar, arcivescovo
    maronita di Beirut, nella S. Messa di ringraziamento per la
    canonizzazione del fondatore:
    http://www.escriva.it/Canondat11.htm
    Le parole di introduzione del card. Van Thuan alla terza sessione
    del congresso per il centenario della nascita di san Josemaría:
    http://www.escriva.it/Congrdat05.htm
    Vi ricordiamo che tramite il nostro sito è possibile leggere il
    "pensiero del giorno" di san Josemaría:
    http://www.escriva.it/Pens.htm

    Rino Cammilleri
    http://www.totustuus.biz/showthread.php?p=1840#post1840
    I MARTIRI SPAGNOLI.
    In esclusiva per i forum di totustuus.net, riprende la
    pubblicazione degli "ANTIDOTI":
    Il 28 ottobre in piazza San Pietro il pontefice beatificherà
    quasi cinquecento persone in un sol colpo. Wojtyla, che pure fu
    recordman di beatificazioni e canonizzazioni, arrivò a un massimo
    di duecentotrentatré in un solo gruppo, nel 2001. E, guarda caso,
    anche allora si trattava di martiri della guerra civile spagnola.
    Adesso tocca a Benedetto XVI continuare l'opera sul martirologio
    di quella guerra, che vide la peggiore persecuzione anticristiana
    della storia dai tempi di Diocleziano (parole di uno storico
    laico, Hugh Thomas). Ora, poiché il secolo appena trascorso è
    stato il più intriso di sangue di cristiani (sono stati calcolati
    sui settanta milioni i cristiani uccisi in odio alla fede in
    venti secoli; ebbene, oltre il cinquanta per cento è stato
    trucidato nel solo ventesimo secolo), è ovvio che la Chiesa non
    può fare altro che contare i suoi morti. Per quelli della guerra
    civile spagnola, che sono oltre diecimila, si può dire che ha
    appena iniziato.

    15) Il Timone
    http://www.iltimone.org/newsArt.php?idArt=39
    Il carisma del Papa, le paure del Corriere
    Sulla prima pagina del Corriere della Sera di venerdì 26 ottobre
    2007, Sergio Romano si chiede nell'editoriale ("Il carisma e le
    paure") il motivo della crescente popolarità di Benedetto XVI,
    tanto più evidente quando si consideri che è "molto meno
    esuberante e carismatico del suo predecessore". Con Romano su una
    cosa possiamo concordare: l'uomo moderno, occidentale, è confuso
    e smarrito. Ma lo è proprio perché i laici - ma sarebbe meglio
    dire laicisti - hanno difeso i loro (dis)valori così bene da
    averli imposti a tutta la società occidentale. Tanto per citare
    le cose elencate da Romano: fecondazione artificiale, eutanasia,
    unioni di fatto e legami omosessuali, catastrofismo
    ambientalista. Il problema dei laici non sta dunque nel non saper
    difendere i propri valori, ma è proprio nei valori che
    propugnano. Quando si sceglie il relativismo come valore
    fondamentale, l'esito è inevitabilmente il nichilismo, il dubbio,
    lo scetticismo. E quindi confusione, tensione, violenza,
    distruzione.

    ANTONIO SOCCI"
    http://www.antoniosocci.it/Socci/index.cfm?
    circuit=Main&name=CaricaOggetto&modalita=view&rnd=0.658627894311&id=54
    3
    In difesa di padre Pio
    Se Gesù tornasse e fosse visto anche oggi mentre cammina sulle
    acque, certi giornali l'indomani titolerebbero: "Clamoroso. Gesù
    di Nazareth non sa nemmeno nuotare". Come certi dotti che, avendo
    Gesù guarito un paralitico, lo accusarono di aver compiuto il
    miracolo di sabato, giorno festivo. Finisce nel ridicolo il
    pregiudizio che nega l'evidenza. Un tempo lo usavano contro Gesù,
    poi contro i santi, come padre Pio. Ho appena consegnato alla
    Rizzoli (e sarà in libreria il 14 novembre prossimo) il mio libro
    su questo grande santo e su alcune cose sconvolgenti che ha
    compiuto e - avendo consultato decine di volumi, compresi quelli
    della causa di beatificazione - ho fatto una indigestione di
    fango. E' impressionante la varietà di accuse, insinuazioni e
    calunnie che per mezzo secolo gli sono state rovesciate addosso.

    19) Corrispondenza Romana
    http://www.corrispondenzaromana.it/
    CINA: il bluff della "società armoniosa" auspicata da Hu Jintao
    La "società armoniosa" che il leader Hu Jintao auspica "prevede
    una maggior partecipazione di tutte le fasce della popolazione
    allo sviluppo della Cina", ma limitarsi all'enunciato è "uno dei
    più grandi bluff nella storia del Partito comunista cinese", come
    il suggerire "una riconciliazione sociale" in un Paese che "vede
    almeno 200 rivolte violente al giorno con scontri fra popolazione
    e polizia". Duro il commento di padre Bernardo Cervellera su
    "AsiaNews", Agenzia del Pontifico Istituto Missioni Estere, ai
    lavori del XVII Congresso del PCC durante il quale "si parla di
    "libertà religiosa" e di "rispetto per tutte le fedi", mentre nel
    Paese continuano persecuzioni e violenze contro membri delle
    comunità religiose, con vescovi scomparsi, isolati, morti in
    circostanze oscure; attivisti protestanti trascinati nei lager o
    picchiati".

    29 oktober

    leggere x credere

    il solito magna magna pilitico di sinistra

    100 anni e non li dimostra

    Il Timone settembre-ottobre 2007
    http://www.iltimone.org/

    Lodata da Benedetto Croce e Giovanni Gentile, temuta dai cattolici
    in odore di eresia, limpida come un manuale. E' la magistrale
    Pascendi dominaci gregis, l'enciclica con cui l'8 ottobre 1907 Papa
    Pio X condannò duramente il Modernismo

    di Alessandro Gnocchi

    Il 13 settembre 1907, cinque giorni dopo la pubblicazione
    della "Pascendi dominici gregis", il laicissimo Benedetto Croce
    firmava sul Giornale d'Italia un elogio dell'enciclica con cui Papa
    Pio X condannava il modernismo. Don Benedetto, coerente con il fatto
    di non potersi non dire cristiano pur continuando a non esserlo,
    aveva titolato l'articolo "Insegnamenti cattolici di un non
    cattolico". In ogni caso, arrivava al sodo circa il destino dei
    modernisti, ai quali non rimaneva che «andare innanzi o tornare
    indietro. Ossia, o ricongiungersi ritardatari alle schiere dei
    pensatori non confessionali: o, dopo essersi dibattuti vanamente per
    qualche tempo, ricadere nel cattolicesimo tradizionale».

    Giovanni Gentile, l'altro sommo esponente dell'idealismo italiano,
    nel volume Il modernismo e i rapporti fra religione e filosofia,
    faceva altrettanto, se non di più, e scriveva: «in verità
    l'enciclica "Pascendi dominici gregis" è una magistrale esposizione
    e una critica magnifica dei principi filosofici di tutto il
    modernismo. (...). L'autore dell'enciclica ha visto fino in fondo e
    interpretato esattamente, da critico enunctae naris ("di naso fino",
    ndr), la dottrina giacente nelle esigenze filosofiche, teologiche,
    apologetiche, storiche, critiche, sociali dell'indirizzo modernista».

    Sarebbe stato difficile non riconoscere l'importanza di quel
    documento, data la sua chiarezza da manuale. Sul piano filosofico,
    spiega San Pio X, il modernismo ritiene impossibile esaminare il
    problema di Dio. «Tutto il fondamento della filosofia religiosa -
    scrive nella Pascendi - è riposto dai modernisti nella dottrina, che
    chiamano dell'agnosticismo. Secondo questa, lai ragione umana è
    ristretta interamente entro il campo dei fenomeni, che è quanto dire
    di quel che apparisce e nel modo in che apparisce: non diritto, non
    facoltà naturale le concedono di passare più oltre. Per lo che non è
    dato a lei d'innalzarsi a Dio, nel di conoscerne l'esistenza, sia
    pure per intromessa delle cose visibili. E da ciò si deduce che Dio,
    riguardo alla scienza, non può affatto esserne oggetto diretto;
    riguardo alla storia non deve mai riputarsi come soggetto istorico».

    Dunque, secondo i modernisti, la fede nascerebbe da un semplice
    bisogno esistenziale e non sarebbe altro che un sentimento. La
    rivelazione stessa sarebbe un sentimento elaborato dal credente. Su
    questo piano, Cristo è solo il modello più riuscito: è l'individuo
    la cui coscienza ha prodotto un sistema al quale i cristiani
    ritengono di dover sottostare. «Né credasi già che diversa sia la
    sorte della religione cattolica - dice ancora Pio X. - Anzi in tutto
    pari alle altre: imperocché non altrimenti essa è nata, che per
    processo di vitale immanenza nella coscienza di Cristo, uomo di
    elettissima natura, quale mai altro simile si vide né mai si
    troverà. Nell'udir tali cose Noi trasecoliamo di fronte ad
    affermazioni cotanto audaci e sacrileghe!».

    Per il modernista la realtà divina ha un senso solo nell'anima del
    credente, non ha carattere oggettivo. E in proposito Pio X
    scrive: «Nel sentimento religioso, si deve riconoscere quasi una
    certa intuizione del cuore; la quale mette l'uomo in contatto
    immediato colla realtà stessa di Dio, e tale gl'infonde una
    persuasione dell'esistenza di Lui e della Sua azione sì dentro, sì
    fuori dell'uomo, da sorpassar di gran lunga ogni convincimento
    scientifico. Asseriscono pertanto una vera esperienza, e tale da
    vincere qualsivoglia esperienza razionale; la quale se da taluno,
    come dai razionalisti, è negata, ciò dicono intervenire perché non
    vogliono porsi costoro nelle morali condizioni, che son richieste
    per ottenerla. Or questa esperienza, poi che l'abbia alcuno
    conseguita, è quella che lo costituisce propriamente e veramente
    credente.

    Quanto siamo qui lontani dagli insegnamenti cattolici!». L'enciclica
    esamina anche i rapporti tra scienza e fede e mette subito il dito
    sulla piaga. Secondo i modernisti, la scienza è libera di fronte
    alla fede, che ne è invece soggetta. Ciò per il semplice fatto che
    Dio è immanente all'uomo e le rappresentazioni della realtà divina
    sono simboliche. «Così dunque-spiega l'enciclica - si evince essere
    la scienza affatto libe­ra dalla libera fede; la fede invece,
    tuttoché si decanti estranea alla scienza, essere a questa
    sottoposta. Le quali cose tutte, Venerabili Fratelli, sono
    diametralmente contrarie a ciò che insegnava il Nostro Antecessore
    Pio IX: "Essere dovere della filosofia, in materia di religione, non
    dominare ma servire, non prescrivere ciò che si debba credere, ma
    abbracciarlo con ragionevole ossequio, né scrutar l'altezza dei
    misteri di Dio, ma piamente ed umilmente venerarla" (Breve al
    Vescovo di Breslavia, 15 giugno 1857).

    I modernisti invertono del tutto le parti». Il lavoro minuzioso sui
    singolari errori condotto nella "Pascendi" non deve far perdere di
    vista che il nucleo del modernismo, secondo Pio X, consiste in una
    sovversione che li somma e li supera tutti: il cambiamento radicale
    della nozione di verità, mediante l'accettazione del principio di
    imma­nenza che sta a fondamento del pensiero moderno. La conseguenza
    di quest'errore è la professione della variabilità della dottrina in
    ciò che essa ha di immutabile. Che fare? «La prima cosa adunque per
    ciò che spetta agli studi - risponde l'enciclica - vogliamo e
    decisamente ordiniamo che a fondamento degli studi sacri si ponga la
    filosofia scolastica.

    Bene inteso che, "se dai Dottori scolastici furono agitate questioni
    troppo sottili o fu alcun che trattato con poca considerazione; se
    fu detta cosa che mal si affaccia con dottrine accertate dei secoli
    seguenti, ovvero in qualsivoglia modo non ammissibile; non è nostra
    intenzione che tutto ciò debba servir d'esempio da imitare anche ai
    di nostri" (Leone XIII, Enc. Aeterni Patris). Ciò che conta anzi
    tutto è che la filosofia scolastica, che Noi ordiniamo di seguire,
    si debba precipuamente intendere quella di San Tommaso di Aquino:
    intorno alla quale tutto ciò che il Nostro Predecessore stabilì,
    intendiamo che rimanga in pieno vigore, e se è bisogno, lo
    rinnoviamo e confermiamo e severamente ordiniamo che sia da tutti
    osservato. Se nei Seminar! si sia ciò trascurato, toccherà ai
    Vescovi insistere ed esigere che in avvenire si osservi. Lo stesso
    comandiamo ai Superiori degli Ordini religiosi. Ammoniamo poi quelli
    che insegnano, di ben persuadersi, che il discostarsi dall'Aquinate,
    specialmente in cose metafisiche, non avviene senza grave danno». I
    successivi insegnamenti del Magistero, che hanno arricchito e
    approfondito il solco tracciato da Pio X, confermano l'attualità
    della "Pascendi dominici gregis". Che ha cento anni e non li
    dimostra.
    28 oktober

    la lezione del 28 ottobre

    …Ma potete star certi che in occasione della beatificazione di domenica prossima la Chiesa finirà di nuovo sul banco degli accusati…
    Il 28 ottobre prossimo in Vaticano saranno beatificati 498 martiri della feroce persecuzione religiosa esplosa in Spagna dopo il 1931 e specialmente fra il 1934 e il 1936. Una cerimonia di massa di tali proporzioni non ha precedenti. Aveva cominciato Giovanni Paolo II beatificando nel 1987 tre suore carmelitane che erano state crudelmente massacrate per le strade di Madrid. Poi papa Wojtyla celebrò altre undici cerimonie di beatificazione per un totale di 465 martiri spagnoli. Domenica prossima saranno dichiarati beati 2 vescovi, 24 preti, 462 religiosi e religiose, 2 diaconi, 1 seminarista e 7 laici, tutti vittime di quella persecuzione. Sarà l’occasione per conoscere una delle più sanguinarie tempeste anticristiane scatenate nell’Europa del nostro tempo ad opera dei rivoluzionari repubblicani (una miscela di comunismo, socialismo, anarchia e laicismo). “Mai nella storia d’Europa e forse in quella del mondo” ha scritto Hugh Thomas “si era visto un odio così accanito per la religione e per i suoi uomini”. Chiese e conventi (con una quantità di opere d’arte) furono incendiati e distrutti. In pochi mesi furono ammazzati 13 vescovi, 4.184 sacerdoti e seminaristi, 2.365 religiosi, 283 suore e un numero incalcolabile di semplici cristiani la cui unica colpa era portare un crocifisso al collo o avere un rosario in tasca o essersi recati alla messa o aver nascosto un prete o essere madre di un sacerdote come capitò a una donna che per questo fu soffocata con un crocifisso ficcato nella gola.

    Molti vescovi o sacerdoti sarebbero potuti fuggire, ma restarono al loro posto, pur sapendo cosa li aspettava, per non abbandonare la loro gente. Non colpisce solo l’accanimento con cui si infierì sulle vittime, inermi e inoffensive (per esempio c’è chi fu legato a un cadavere e lasciato così al sole fino alla sua decomposizione, da vivo, con il morto).

    Ma colpisce ancora di più la volontà di ottenere dalle vittime il rinnegamento della fede o la profanazione di sacramenti o orribili sacrilegi. Qua c’è qualcosa su cui non si è riflettuto abbastanza. Faccio qualche esempio. I rivoluzionari decisero che il parroco di Torrijos, che si chiamava Liberio Gonzales Nonvela, data la sua ardente fede, dovesse morire come Gesù. Così fu denudato e frustato in modo bestiale. Poi si cominciò la crocifissione, la coronazione di spine, gli fu dato da bere aceto, alla fine lo finirono sparandogli mentre lui benediva i suoi aguzzini. Ma è significativo che costoro, in precedenza, gli dicessero: “bestemmia e ti perdoneremo”. Il sacerdote, sfinito dalle sevizie, rispose che era lui a perdonare loro e li benedisse. Ma va sottolineata quella volontà di ottenere da lui un tradimento della fede. Anche dagli altri sacerdoti pretendevano la profanazione di sacramenti. O da suore che violentarono. Quale senso poteva avere, dal punto di vista politico, per esempio, la riesumazione dei corpi di suore in decomposizione esposte in piazza per irriderle? Non c’è qualcosa di semplicemente satanico?

    E il giovane Juan Duarte Martin, diacono ventiquattrenne, torturato con aghi su tutto il corpo e, attraverso di essi, con terribili scariche elettriche? Pretendevano di farlo bestemmiare e di fargli gridare “viva il comunismo!”, mentre lui gridò fino all’ultimo “viva Cristo Re!”. Lo cosparsero di benzina e gli dettero fuoco. Qua non siamo solo in presenza di un folle disegno politico di cancellazione della Chiesa. C’è qualcosa di più. A definire la natura e la vera identità di questo orrore ha provato Richard Wurmbrand, un rumeno di origine ebraica che in gioventù militò fra i comunisti, nel 1935 divenne cristiano e pastore evangelico, quindi subì 14 anni di persecuzione, molti dei quali nel Gulag del regime comunista di Ceausescu.

    Anch’egli aveva notato – nei lager dell’Est – questo oscuro disegno nella persecuzione religiosa. In un suo libro scrive: “Si può capire che i comunisti arrestassero preti e pastori perché li consideravano contro rivoluzionari. Ma perché i preti venivano costretti dai marxisti nella prigione romena di Piteshti a dir messa sullo sterco e l’urina? Perché i cristiani venivano torturati col far prendere loro la Comunione usando queste materie come elementi?”. Non era solo “scherno osceno”. Al sacerdote Roman Braga “gli vennero schiantati i denti uno ad uno con una verga di ferro” per farlo bestemmiare. I suoi aguzzini gli dicevano: “se vi uccidiamo, voi cristiani andate in Paradiso. Ma noi non vogliamo farvi dare la corona del martirio. Dovete prima bestemmiare Iddio e poi andare all’inferno”. A un prigioniero cristiano del carcere di Piteshti, riferisce Wurmbrand, i comunisti ogni giorno ripetevano in modo blasfemo il rito del battesimo immergendogli la testa nel “bugliolo” dove tutti lasciavno gli escrementi e costringevano in quei minuti gli altri prigionieri a cantare il rito battesimale. Altri cristiani “venivano picchiati fino a farli impazzire per obbligarli a inginocchiarsi davanti a un’immagine blasfema di Cristo”.

    Si chiede Wurmbrand, “cos’ha a che fare tuttociò con il socialismo e col benessere del proletariato? Non sono queste cose semplici pretesti per organizzare orge e blasfemie sataniche? Si suppone che i marxisti siano atei che non credono nel Paradiso e nell’Inferno. In queste estreme circostanze il marxismo si è tolto la maschera ateista rivelando il proprio vero volto, che è il satanismo”.

    In effetti il libro di Wurmbrand s’intitola “Was Karl Marx a satanist?” ed è stato tradotto in italiano dall’ “editrice uomini nuovi” col titolo “L’altra faccia di Carlo Marx”. L’autore si spinge, indagando negli scritti giovanili di Marx e nelle sue vicende biografiche, fino a ritenere che trafficasse con sette sataniste. Peraltro nel brulicare di sette e società esoteriche di metà Ottocento sono tante le personalità che hanno avuto strane frequentazioni. E su Marx anche altri autori hanno fatto ipotesi del genere. Wurmbrand sostiene soprattutto che la filantropia socialista non era l’ispirazione vera di Marx, ma solo lo schermo, il pretesto per la sua vera motivazione che era la guerra contro Dio. Realizzata poi su larga scala con la Rivoluzione d’ottobre e quel che è seguito (nei regimi comunisti fatti, correnti, episodi e personaggi che portano in quella direzione sono chiari).

    Sul satanismo non so pronunciarmi, ma gli effetti satanici dell’esperimento marxista (planetario) sono sotto gli occhi di tutti anche se rimossi clamorosamente dalla riflessione pubblica: la più colossale e feroce strage di esseri umani che la storia ricordi e la più vasta guerra al cristianesimo di questi duemila anni. Siccome capita di sentir formulare, in ambienti cattolici, giudizi indulgenti sugli “ideali dei comunisti”, che sarebbero poi stati traditi nella pratica o mal tradotti, è venuto il momento di definire una buona volta la natura satanica dell’ideologia in sé e di tutto quel che è accaduto. Visto che un grande filosofo come Augusto Del Noce da anni ha dimostrato quanto l’ateismo sia fondamentale nel marxismo e niente affatto marginale o facoltativo. La tragedia spagnola, su cui il popolo cristiano non sa quasi niente (e che fu perpetrata anche da altre forze rivoluzionarie e laiciste) dovrebbe far riflettere, se non altro per le proporzioni di quel martirio.

    Antonio Socci

    Da “Libero”, 21 ottobre 2007
    24 oktober

    bagnasco e il pd

    Il segretario della Cei:
    "Partecipazione garantita dall'apparato ex Pci.
    Che delusione le suore alle urne".
    "Vita e famiglia sono emergenze come il calo delle nascite"

    Roma - «Ci troviamo di fronte a una campagna di mistificazione che
    vuole presentare come un privilegio le condizioni per l'esercizio
    della missione della Chiesa». Dopo settimane di attacchi sulle
    esenzioni fiscali e sui «privilegi», il segretario della Conferenza
    episcopale italiana, Giuseppe Betori, ribatte alle critiche. E con
    il Giornale parla del fenomeno Grillo, delle primarie del Pd, del
    ruolo dei cattolici in politica in un Paese, l'Italia, dove la
    grande maggioranza dei cittadini, afferma, «ha fiducia nella
    Chiesa».

    Esiste un distacco sempre maggiore tra il Paese reale e la «casta»
    dei politici. La Chiesa avverte questo distacco?

    «Direi che la parola "casta" non riesce a fotografare adeguatamente
    una realtà che è più complessa. Ma esiste certamente una reazione
    verso atteggiamenti "di casta" che la politica ha assunto. Il punto
    non è però la condanna dei privilegi, quanto piuttosto la percezione
    sempre più radicale di una lontananza della politica dai problemi
    reali dei cittadini. Quando la gente è provocata sui problemi veri,
    su temi sensibili, risponde. Lo abbiamo visto nel caso del
    referendum sulla fecondazione assistita e nel caso del Family day».

    Come giudica l'affluenza alle primarie del Pd?

    «Dimostra che non c'è solo disaffezione: quando la possibilità di
    partecipare è reale, le persone partecipano. Non vorrei però
    esaltare oltre misura l'affluenza alle primarie. Esiste ancora
    l'apparato dell'ex Pci, poi Pds e ora Ds e se i militanti sono
    chiamati, rispondono come un tempo. Questa capacità di mobilitazione
    fa parte della tradizione di una certa parte politica. Mi sarei
    stupito di un risultato diverso».

    Cosa ne pensa delle suore che sono andate a votare per le primarie?

    «Sinceramente, non mi ha fatto piacere. A noi dicono che facciamo
    ingerenza ogni qual volta interveniamo, poi si esalta la
    partecipazione di religiosi a una consultazione che riguarda la vita
    interna di un partito. Noi non partecipiamo alla vita dei partiti e
    interveniamo soltanto quando sono messi in gioco alcuni grandi
    valori umani. Quanto al Pd, non prendiamo alcuna posizione: sarà
    giudicato sulla base dei fatti».

    Come favorire una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita
    pubblica?

    «È un problema culturale, stanno venendo meno i valori condivisi,
    manca l'idea di un bene comune. Nei prossimi giorni parleremo
    proprio di questo, durante la Settimana sociale. Come Chiesa siamo
    in ritardo nel diffondere la dottrina sociale e nel preparare i
    credenti a questa partecipazione, ma questa è la via».

    Come giudica il fenomeno Grillo?

    «Rappresenta il segnale di un malessere. Non mi sembra che la
    soluzione al problema del distacco dei cittadini dalla politica
    passi per queste strade senza un riscontro opportuno di
    partecipazione nelle strutture della nostra società. Il fenomeno non
    va sottovalutato ma neanche cavalcato».

    In queste ultime settimane siete stati oggetto di critiche forti per
    le esenzioni fiscali. La Chiesa in Italia è privilegiata?

    «Credo che ci troviamo di fronte a una campagna di mistificazione
    che vuole presentare come un privilegio le condizioni per
    l'esercizio della missione della Chiesa come di altri soggetti che
    operano nel sociale. Non credo che si tratti di una campagna
    preordinata, ma confesso che questo mi preoccupa ancor di più,
    perché sarebbe più comodo individuare pochi responsabili. In fondo,
    la Chiesa fa una grande elemosina, un'attività caritativa
    strutturata. Punirla, come punire gli altri soggetti che
    intervengono nel sociale, significa punire la società stessa. Non
    penso si possa mettere una tassa sull'elemosina! Esiste una cultura
    egemone che non rispetta la presenza sociale della Chiesa, non la
    tollera, non la vuole».

    È vero o no che sono esenti dall'Ici anche gli immobili della Chiesa
    destinati a fini commerciali?

    «Se per fini commerciali si intende fini di lucro, nessuno stabile a
    fini di lucro è esente dall'Ici. Sono esentati gli immobili usati
    per finalità sociali, quelli della Chiesa come quelli di altri
    soggetti, come i sindacati e le associazioni. Non abbiamo timore di
    dire che tutto ciò che non soggiace all'Ici e ha fini di lucro deve
    soggiacerci e nei Comuni ci sono uffici competenti per fare queste
    verifiche. Altra cosa sono le Caritas, che possono ricevere
    finanziamenti da parte dei Comuni per le mense e sono obbligate a
    rilasciare fatture commerciali: non è un'attività lucrosa e non fa
    concorrenza ai ristoranti».

    La Chiesa italiana riceve un miliardo di euro con l'otto per
    mille...

    «Si dimentica che è la conseguenza del passato incameramento da
    parte dello Stato dei beni degli ordini religiosi. Lo Stato si era
    impegnato a mantenere il clero con la "congrua". L'otto per mille è
    per così dire una de-statalizzazione: non è più lo Stato a dare
    questo sostegno, sono i cittadini che liberamente scelgono. E il 90
    per cento degli italiani ha fiducia nella Chiesa e sceglie di
    destinarle l'otto per mille. A proposito del rapporto Chiesa e
    soldi, sa quanto risparmia lo Stato grazie al servizio offerto dalle
    scuole paritarie cattoliche? Sei miliardi di euro».

    Qual è oggi il compito dei cattolici in politica?

    «Oggi è uguale a quello di ieri, il Vangelo è lo stesso, la dottrina
    sociale è il patrimonio di riferimento. Sono diverse le condizioni.
    Non c'è più una casa unica dei cattolici in politica, che ha servito
    il Paese in maniera straordinaria, ma verso la quale ora è inutile
    provare nostalgia o immaginare di ricostruirla. I cattolici sono
    impegnati in schieramenti diversi ma devono essere uniti sui
    riferimenti comuni e sui valori. Oggi molti temi al centro del
    dibattito politico riguardano l'inizio e la fine della vita umana, e
    toccano direttamente la dimensione della fede. Forse oggi è più
    difficile essere politici cattolici, c'è una responsabilità maggiore
    in rapporto ai valori fondamentali».

    Il cattolico in politica spesso rivendica la propria autonomia dalle
    gerarchie.

    «L'autonomia non può essere intesa come mancanza di comunione con i
    pastori. Essere autonomi non significa rifiutarsi di ascoltare
    l'insegnamento della Chiesa, ma agire con la propria responsabilità
    senza coinvolgere direttamente la Chiesa nell'agone politico.
    Autonomia non significa interpretare in modo solitario i valori
    della fede».

    L'Italia può ancora dirsi un Paese «cattolico»?

    «Credo che sia ancora cattolico. Non condivido l'idea di chi
    sostiene che oggi i cattolici sono minoranza e devono ragionare da
    minoranza. Finché la gente si dice cattolica, chi sono io per
    affermare il contrario?».

    Ammetterà però che poi molti non seguono le regole morali della
    Chiesa...

    «C'è sempre stato, purtroppo, il problema della divaricazione tra
    l'appartenenza alla Chiesa e alcuni comportamenti morali. Non credo
    però che in altre epoche la situazione fosse tanto migliore. Oggi,
    diversamente dal passato, c'è una cultura egemone che ha perso ogni
    riferimento alla fede e alla tradizione cristiana».

    Da parte della Chiesa non c'è troppa insistenza sui temi della vita
    della famiglia, mentre altri, come la giustizia sociale o lo stesso
    annuncio evangelico, rischiano di passare in secondo piano?

    «Vita e famiglia sono oggi un'emergenza sociale. C'è uno
    sradicamento dei principi stessi che sono alla base della nostra
    convivenza. Dunque non si possono sempre trattare tutti i temi allo
    stesso modo. C'è però anche un altro problema: quando la Chiesa
    parla di Gesù, della missionarietà delle parrocchie, fa meno
    notizia. Purtroppo questo ha fatto passare anche all'interno del
    mondo cattolico l'idea che noi parliamo soltanto di vita e famiglia.
    Mentre la nostra priorità è il primato di Dio».

    La preoccupa il fenomeno della denatalità nel nostro Paese?

    «Per molti anni siamo stati gli unici a parlarne, insieme all'allora
    presidente Ciampi. Ora ci si comincia ad accorgere del problema, ma
    non vediamo segni di risposta concreti. Non si tratta di un problema
    solo economico, aspetto che pure non va sottovalutato. C'è anche una
    crisi della speranza. Purtroppo l'uomo contemporaneo non si ama e in
    base a una certa filosofia evoluzionistica si considera come
    l'ultima specie di un'evoluzione casuale, senza senso. Dunque anche
    la vita è senza senso. Questo è l'humus dentro cui nidifica
    l'incapacità di trasmettere la vita».

    Il Giornale n. 245 del 2007-10-17
    23 oktober

    ma in che mondo viviamo??

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    Valgono più tre orsi morti di 130 mila aborti all’anno?
    Il 5 ottobre nelle pagine di Repubblica si leggeva questo titolo: “Aborti, mai così pochi in Italia”. Cosa volete che siano 130.033 aborti legali in un anno (senza contare quelli farmaceutici) su 560 mila bambini nati. In tutto fanno 4 milioni e 500 mila aborti legali da quando è stata approvata la 194. Dicono sia una grande conquista civile. Tutti i media, al seguito del ministro Turco, ci hanno spiegato trionfalmente che 130 mila sono davvero “pochi”. E dunque allegria! Brindiam nei lieti calici!

    Ma non ci sono solo le “buone” notizie come questa. Purtroppo ci sono anche le “stragi”. Infatti il 3 ottobre sempre La Repubblica titolava drammaticamente: “Strage di orsi in Abruzzo”. Sono stati trovati avvelenati tre orsi nel Parco. L’articolo iniziava così: “Una strage, una mattanza che nasconde un piano criminale’ contro il Parco Nazionale d’Abruzzo”. Tutti i tiggì hanno parlato di questo orrore. Un’ondata di emozione ha scosso il Paese.

    Il ministro Pecoraro Scanio prospetta “l’arresto per questi criminali” e annuncia di costituirsi parte civile. La Lipu pure.
    L’associazione “Amici dell’orso Bernardo” ha fatto una fiaccolata di protesta. La Lega antivivisezione parla di “emergenza criminale” che sarebbe “purtroppo diffusa” fra “cacciatori, pastori e cercatori di tartufi”.

    “Il Wwf” c’informa Repubblica “ha messo una taglia di 10 mila euro sui killer” (quando il senatore Calderoli mise una taglia per avere notizie sugli assassini del benzinaio di Lecco tutti insorsero indignati, ma la taglia del Wwf per sapere chi ha avvelenato gli orsi è parsa a tutti nobile).

    Fulco Pratesi, presidente del Wwf, è fra gli indignati speciali: “Si tratta di un atto criminale gravissimo. Un Paese civile non può permettersi questi scempi”. E’ sempre dei tre orsi che si parla… Perché pare che l’orso sia diventato il metro della civiltà. Che vita è la vostra se non avete un orso in giardino. La scrittrice Dacia Maraini, nostra coscienza civile, l’ha spiegato da par suo: “L’orso non si fa vedere facilmente, ma la sua presenza è come una certezza di vita, qualcosa che ci fa sentire meno soli, meno padroni e tiranni, meno distruttori e soprattutto meno volgari” (Corriere della sera, 4 ottobre 2007).

    L’orso ci fa sentire “meno soli e meno volgari”? C’è qualcuno al Corriere della sera che chiede e pubblica commenti del genere e che sa spiegarci questa folgorante rivelazione? Esistono orsi di compagnia? La Maraini va a lezione di buone maniere dagli orsi? Capisco il commovente grido di dolore della scrittrice quando ha saputo del luttuoso evento: “Di fronte alla carneficina provo strazio e stupore”. Simpatizziamo anche noi con l’orso Bernardo. Ma siamo proprio sicuri che non ci siano altre carneficine, un po’ più tremende, che passano nell’indifferenza o che addirittura vengono presentate come “conquiste civili” ?

    Il dolore degli esseri umani innocenti ha mai interessato i nostri intellettuali? Parlo ovviamente degli intellettuali di Sinistra perché se non sei di Sinistra non puoi neanche sognarti di veder riconosciuta dignità intellettuale a ciò che pensi a che dici. Ricordo una memorabile citazione della stessa Maraini che su Paese sera, il 7 maggio 1969, scriveva: “Gli intellettuali, guarda caso sempre di sinistra, sono gli unici, assieme ai politici guarda caso sempre di sinistra, che dicono la verità”.

    Anche quel memorabile pensiero della Maraini sessantottesca conteneva due strepitose rivelazioni. La prima: un vero intellettuale deve essere per forza di sinistra (in effetti a quel tempo non si potevano considerare intellettuali individui come Eugenio Montale, Rosario Romeo, Mario Luzi, Augusto Del Noce, Indro Montanelli, Geno Pampaloni, Nicola Abbagnano, Vittorio Mathieu, Sergio Ricossa, Renato Mieli, Renzo De Felice, Federico Fellini e via dicendo).

    Seconda rivelazione: intellettuali e politici di sinistra “sono gli unici che dicono la verità”. Erano gli anni dell’impazzimento ideologico. Avete mai sentito in quegli anni intellettuali e politici del Pci e della Sinistra dire la verità – per esempio – sull’orrore dei regimi comunisti, sul fanatismo rivoluzionario che imperversava in scuole, fabbriche e università (e che di lì a poco sarebbe degenerato) o sulla Resistenza? Avete mai sentito gli intellettuali di sinistra denunciare le “carneficine” comuniste e l’orrore del Gulag ? Di solito più che la verità si sentiva la “pravda”, una forma di “verità” molto sinistra. E – ad essere sinceri – ancora oggi, anno di grazia 2007 - siamo in attesa di sentirla dire tutta la verità, come lamenta anche l’ultimo libro di Giampaolo Pansa, “I gendarmi della memoria”.

    Ma fra tutti, il genocidio più censurato è quello di cui parlavo all’inizio di questo articolo. Lo si continua a presentare addirittura come una conquista civile: 130 mila bambini valgono almeno quanto un orso marsicano?

    Antonio Socci

    (da Libero 10 ottobre 2007)
    22 oktober

    riflessioni

    IN PRIMO PIANO:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=26
    Benedetto XVI: Diritti umani solo se fondati nel diritto
    naturale.
    Il 60° anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo..
    potrà costituire un'utile occasione per l'Italia di offrire il
    proprio apporto alla creazione, in campo internazionale, di un
    giusto ordine al cui centro ci sia sempre il rispetto per l'uomo,
    per la sua dignità e per i suoi inalienabili diritti. A tale
    Dichiarazione si guarda come ad una sorta di impegno morale
    assunto dall'umanità intera. Ciò ha una sua profonda verità
    soprattutto se i diritti descritti nella Dichiarazione sono
    considerati come aventi fondamento non semplicemente nella
    decisione dell'assemblea che li ha approvati, ma nella natura
    stessa dell'uomo e nella sua inalienabile dignità di persona
    creata da Dio. è importante che gli Organismi internazionali non
    perdano di vista il fondamento naturale dei diritti dell'uomo.
    Ciò li sottrarrà al rischio, purtroppo sempre latente, di
    scivolare verso una loro interpretazione solo positivistica. Se
    ciò accadesse, gli Organismi internazionali risulterebbero
    carenti dell'autorevolezza necessaria per svolgere il ruolo di
    difensori dei diritti fondamentali della persona umana e dei
    popoli, principale giustificazione del loro stesso esistere ed
    operare.

    2) I nuovi Forum di approfondimento:
    http://www.totustuus.biz/
    In arrivo nota chiarificatrice sul Motu Proprio
    E' vero, stiamo redigendo un documento-istruzione sulla giusta
    interpretazione del Motu Proprio 'Summorum Pontificum' che ha
    liberalizzato la Messa secondo i libri liturgici di San Pio V
    cosi' come modificati dal Beato Giovanni XXIII". Lo afferma.
    Monsignor Camille Perl, Segretario della Pontificia Commissione
    'Ecclesia Dei', che aggiunge: "Pur non essendo una Congregazione,
    abbiamo ricevuto la facoltà di preparare questa nota per la
    definizione di alcuni aspetti del Motu Proprio papale quale, ad
    esempio, quello del gruppo stabile.

    Agenzia Fides - "Propaganda Fide" - Città del Vaticano
    http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=14167&lan=ita
    Conferenza Episcopale del Venezuela: campagna sulla riforma della
    Costituzione
    La Conferenza Episcopale del Venezuela ha lanciato una campagna
    di informazione sull'iniziativa di Riforma della Costituzione che
    sta portando avanti il governo. I Vescovi hanno già mostrato
    diverse volte le loro preoccupazioni per l'annuncio di questa
    riforma. L'abbozzo di modifica di 33 dei 350 articoli della Carta
    costituzionale del 1999 è stato presentato lo scorso 15 agosto
    all'Assemblea Nazionale. I Vescovi si sono riuniti agli inizi di
    settembre per analizzare il contenuto e la portata di questa
    riforma costituzionale e preparare una bozza di un messaggio che
    sarà diretto al popolo venezuelano la prossima settimana, dopo
    una Assemblea Straordinaria dell'Episcopato Venezuelano

    13) "OPUS DEI... TUTTA LA VERITA'
    http://www.escriva.it/
    "Il Padre com'era" - don Alvaro del Portillo, che visse al suo
    fianco per decenni, ci racconta l'eroica quotidianità di san
    Josemaría:
    http://www.escriva.it/Alvdat06.htm
    Discorso rivolto da Giovanni Paolo II ai partecipanti al
    congresso per il centenario della nascita di san Josemaría:
    http://www.escriva.it/Congrdat04.htm
    Iscrivendosi al gruppo: http://groups.google.it/group/Escriva è
    possibile ricevere via mail notizie e approfondimenti sull'Opus
    Dei.

    14) "MONS. ALESSANDRO MAGGIOLINI"
    http://www.alessandromaggiolini.it/bin/servlet/mediabox.servlets.prese
    ntation.DettaglioInfo?idInfo=39701&url=dettaglioRassegna.jsp
    (Il Timone) Catechismo o Bibbia?
    Dio ci scampi: la Bibbia va letta e riletta, forse saputa a
    memoria e trasformata in preghiera. Ma non ci si illuda che la
    comprensione della Parola del Signore si esaurisca con i testi
    biblici. V'è tutto un lavoro da compiere per semplificare ciò che
    il Signore comunica e per assaporare l'insegnamento di Dio a cui
    si accompagna la Sua Presenza. In sintesi: catechismo di San Pio
    X, Catechismo della Dottrina Cattolica, Compendio del Grande
    Catechismo, formulette come giaculatorie e di preghiere da
    recitare mattina e sera. Non si butta nel cesto della carta
    straccia ciò che ci ha formato nella fede cristiana e che può
    essere ancora utile. E le novità che si possono apprendere non
    permettono la disinvoltura di chi si dà delle arie rispetto alla
    sapienza dei nonni e dei vecchi parroci.

    15) "Luci sull'Est"
    http://www.lucisullest.it/
    Fatima: il richiamo alla conversione
    Al via un nuovo progetto di Luci sull'Est: oltre 250.000 copie di
    un DVD con la storia di Fatima. A Fatima la Madre di Dio ha
    parlato ai tre pastorelli e, tramite loro, al mondo intero. La
    Madonna li ha incaricati di comunicare soprattutto la sua
    profonda afflizione dinanzi all'empietà ed alla corruzione degli
    uomini. E se questi non si emenderanno - ha ammonito la Santa
    Vergine - seguirà un terribile castigo. Quindi ogni buon
    cristiano che ami Maria deve sentirsi, su ispirazione della
    grazia di Dio, in qualche modo chiamato a comunicare al mondo
    l'afflizione di Nostra Signora ed il suo potente richiamo alla
    penitenza, all'offerta dei propri sacrifici per riparare al male
    ed ottenere misericordia e conversione per il mondo intero. Con
    questo spirito abbiamo intrapreso il nuovo progetto: l'incisione
    e la diffusione di un DVD con la storia di Fatima.
    "Sviluppo e popolazione"
    http://www.svipop.org/
    Nobel per la Pace ad Al Gore: una vergogna e una follia
    12-10-2007 - Il Premio Nobel per la Pace assegnato ad Al Gore e
    all'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) è una
    vergogna e una follia. Si dà un premio per la pace a chi vive di
    menzogne e a chi sparge a piene mani terrorismo psicologico. E'
    un riconoscimento a chi vuole la fine dell'Occidente e impedire
    lo sviluppo ai Paesi poveri.

    19) "HAZTEOIR.ORG - LOBBYING ETICO - SPAGNA."
    http://www.epcno.org/epcno/
    Campagna contro l'educazione zapaterista
    E' noto che l'Educazione per la Cittadinanza (EpC) è una nuova
    materia scolastica inserita dal Governo Zapatero come parte
    irrinunciabile della Riforma del sistema scolastico. I Regi
    Decreti stabiliscono i contenuti minimi di questa materia, con un
    profondo contenuto morale e ideologico. Il Governo inganna
    l'opinione pubblica quando presenta la EpC come riferita alla
    Costituzione e ai Diritti Umani: essa è molto più che ciò.
    Respingiamo l'EpC, perché forma bambini e adolescenti nella
    morale del Governo di turno, mette al margine i genitori, impone
    laicismo, relativismo, positivismo giuridico e la "ideologia del
    genere". Per tuttoe queste ragione è sorta dalla società un
    movimento civico contrario a questa materia, con i genitori
    obiettori quali punta di lancia di questa battaglia per le
    libertà e i diritti fondamentali.


    19 oktober

    islam alla conquista dei libri di scuola

    L'ISLAM HA CONQUISTATO ANCHE I LIBRI DI SCUOLA

    Nei libri di storia e geografia di una sezione di scuola media il
    cristianesimo non appare nemmeno. In compenso, le pagine sull'Islam
    si sprecano.

    E il libro delle vacanze inizia con "Lode a Maometto".

    Proponiamo una notizia ad Al-Jazeera. Mondadori, la più grande casa
    editrice italiana, nel suo settore scolastico dev'essere stata
    conquistata con una splendida azione di cavalleria araba da qualche
    emiro, ma forse c'erano anche dei cammelli. I libri di storia per i
    ragazzini si chiamano "Scambi tra civiltà", autrice Vittoria
    Calvani. La quale scrive bene ed ha un'idea chiara di questi ultimi
    millenni: la parte del leone buono e generoso la fanno i musulmani.
    Maometto è l'eroe pieno di virtù.
    E Gesù? Gesù ha il suo bel posto nel Corano, e si accontenti: è
    stato generosamente adottato dall'Islam insieme agli altri profeti
    biblici.

    La proliferazione militare dell'Islam è «prodigiosa» e ha una
    motivazione: il fascino umano dei conquistatori. I non credenti
    (così sono qualificati cristiani ed ebrei) sotto il regime degli
    imam e dei sultani non hanno di che lamentarsi. Basta che paghino
    una tassa in più e la fanno franca, i fortunelli. Certo, ci sono dei
    problemi: l'islam ammette la schiavitù, ma chi non ha qualche
    difetto? E via così. Il cristianesimo? Niente. Un fenomeno in fondo
    minore.

    Più da vicino. La reclame è: «libri per la scuola che si rinnova».
    Prima media, volume uno.
    Qualche dato banalmente numerico. La trattazione dell'Impero Romano
    e da pagina 62 fino a 85. Totale 23 pagine. Quelle dedicate
    all'Impero Islamico e alla "Civiltà araba" vanno da pagina 160 a
    pagina 197. Totale 37 pagine.
    Radici islamiche battono radici latine. Nessun capitolo intitolato
    alla "Civiltà cristiana" o al "Cristianesimo" o a "Gesù Cristo".

    Il capitolo di Gesù è su internet

    Al di là della quantità. anche il giudizio pende da quella parte.
    Nei capitoli intitolati «Islam» e «Maometto» i paragrafi trascritti
    nell'indice sono di sperticata ammirazione.
    Ne citiamo alcuni, caratterizzati da leccapiedismo linguistico: «La
    religione accoglie i profeti della Bibbia e Gesù» (secondo me,
    stavano bene anche a casa loro); «I dissidenti si riuniscono nella
    casa di Cadigia e di Maometto» (i dissidenti, parola magica, che
    evoca mitezza e inermità, quando Maometto era notoriamente un
    predone); «L'arcangelo Gabriele consegna a Maometto il Corano» (non
    male come fatto storico accertato, neanche Tariq Ramadan osa
    sostenerlo, ma ai nostri figli Mondadori la passa come notizia
    sicura); «Maometto predica le virtù delle origini ma e costretto
    all'egira (esilio) (anche qui, lo cacciano perché buono).
    Un titolo dedicato magari alla strage degli ebrei? Figuriamoci.

    Cristo non è considerato? Certo che in questo oggettivo libro di
    storia si parla del Nazareno. Ecco il capitolo apposito: «Il Corano
    su Gesù e il Jihad».
    Procediamo svelti.
    Un altro capitolo: «Quale fu il segreto della prodigiosa espansione
    islamica?». Uno pensa: l'abilità nell'agitare la scimitarra, l'
    organizzazione guerresca. La risposta è questa, e la citiamo
    ancora: «Umanità nella conquista».
    Ci invadono, sgozzano: e sono umani, grazie.
    Meno male che Carlo Martello non la pensava in questa maniera e
    neanche Isabella di Castiglia.
    Altro capitolo: «I non credenti devono solo pagare una tassa». In
    quel «solo» c'è un mondo di tolleranza e di bontà.
    Cosa sarà mai.
    Altri titoli: «La scolarizzazione, base del successo dell'Islam».
    Beh, qui diamo ragione alla professoressa Calvani. Se tutti i libri
    sono di questo tipo, la scuola e una garanzia di vittoria (per le
    moschee).
    E il cattolicesimo? Nel libro non c'è. Se uno vuole sapere qualcosa
    sul cristianesimo nella storia, bisogna accedere a internet, «se
    interessa» e «extra-testo». Mica male come discriminazione. Come
    dire: un optional. Il motore è islamico, se volete le tendine
    cattoliche fate domanda.

    Premio Mecca per la Geografia

    Il libro di geografia che merita il premio Mecca è invece edito da
    Nuova Italia, «L'iper libro del mondo». Autore Giulio Mezzetti.
    Non si scappa.
    Uno deve studiare l'islam sia in storia sia in geografia.
    Mentre nei volumi dedicati all'Italia e all'Europa il cristianesimo
    è ignorato, in quello dedicato ai «Popoli della terra», cioè al
    resto del mondo, si dedicano sezioni del volume all'islam e al
    buddismo.
    Te lo sei sorbito in prima media.
    Eccolo che ritorna in terza media.
    Tre capitoli qui sono per Maometto, vero eroe universale, di storia,
    geografia, religione, di tutto e di più.
    Uno dice: parlando dell'America, almeno di quella latina, si
    suggerirà qualcosa sul cattolicesimo o sui Pentecostali.
    Niente.
    Persino i compiti delle vacanze ti addentano il polpaccio per
    ricordarti chi comanda. Vedi "Melazzurra" di Nicola e Nicco,
    edizione Petrini. E' un quaderno per l'estate, e ha questo
    capitolo: "Arabi, crociati e monaci. Comincia con questo
    paragrafo: «Lode a Maometto». Non abbiamo scelto queste perle in una
    produzione sconfinata.

    I volumi sono adottati tutti in un'unica sezione, normalissima, in
    Brianza. Si chiama signora Patrizia la ricercatrice che ha rinvenuto
    questa dispar condicio pro-islamica. Lavora ed è madre di due
    bambine che vanno a scuola in provincia di Lecco. Invece di chiedere
    alle figlie solo che voto hanno preso, se hanno fatto gli esercizi
    di matematica e sono state brave, ha guardato i libri di testo e
    quello dei compiti delle vacanze. E si e accorta che siamo morti,
    non insegniamo più niente che sia un senso della vita, qualcosa di
    solido su cui piantare il futuro.
    Va bene così? Forse sì. Non si protesta nemmeno più.
    Patrizia mi dice che la Lega sembrava interessata, si è fatta
    inviare il materiale di questa resa per un'interrogazione
    parlamentare ma, dice la signora, non è accaduto niente.
    E' come se avessimo consumato le forze.
    Invece Patrizia si ribella.
    Grazie.

    Renato Farina – LIBERO 2 ottobre 2007
    15 oktober

    riflessioni

    IN PRIMO PIANO:
    Benedetto XVI: Un'etica valida per tutti gli uomini di ogni
    epoca.
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=31
    Con la dottrina della legge morale naturale si raggiungono due
    finalità essenziali: da una parte, si comprende che il contenuto
    etico della fede cristiana non costituisce un'imposizione dettata
    dall'esterno alla coscienza dell'uomo, ma una norma che ha il suo
    fondamento nella stessa natura umana; dall'altra, partendo dalla
    legge naturale di per sé accessibile ad ogni creatura razionale,
    si pone con essa la base per entrare in dialogo con tutti gli
    uomini di buona volontà e, più in generale, con la società civile
    e secolare. Ma proprio a motivo dell'influsso di fattori di
    ordine culturale e ideologico, la società civile e secolare oggi
    si trova in una situazione di smarrimento e di confusione: si è
    perduta l'evidenza originaria dei fondamenti dell'essere umano e
    del suo agire etico e la dottrina della legge morale naturale si
    scontra con altre concezioni che ne sono la diretta negazione.
    Tutto ciò ha enormi e gravi conseguenze nell'ordine civile e
    sociale.

    IN LIBRERIA:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24
    Manifesto dei conservatori
    Che il nostro mondo sia avviato al disastro non è una novità, ma
    questo non è nemmeno un destino ineludibile. Per Scruton,
    infatti, il migliore antidoto è la conservazione. Non la
    conservazione gelosa di un passato che ha fatto il proprio tempo
    e che per forza di cose non può tornare, ma la conservazione
    nobile di ciò che di più nobile vi è nell'uomo. Vale a dire un
    senso comune, per quanto minimo, che renda ancora possibile
    riconoscersi in un linguaggio fungibile. Il senso comune,
    infatti, non è la communis opinio nel senso della somma dei vari
    "secondo me". È invece l'intuizione fondamentale dell'essere in
    tutti i suoi gradi di analogia, l'esperienza elementare di sé e
    del mondo che coincide con la percezione del reale esistente come
    primo e originario atto conoscitivo dell'essere umano. Il
    conservatore oggi, suggerisce bene Scruton, altri non è che
    questo conoscersi. E il suo maestro più efficace resta Eliot, il
    poeta che poetò con Questa coscienza.

    TRACCE DI OMELIE:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=11
    Omelia del 14 ottobre 2007 - Ventottesima Domenica del Tempo
    Ordinario
    "L'obbedienza della fede" ci aiuta a leggere unitariamente i
    testi di questa domenica. I dieci lebbrosi si fidano della parola
    di Gesù e si mettono in cammino per presentarsi ai sacerdoti,
    affinché questi ultimi riconoscano che essi sono stati guariti
    dalla lebbra (vangelo). Naaman il siro obbedisce alle parole di
    Eliseo, alle istanze dei suoi servi, immergendosi sette volte nel
    Giordano, per cui viene guarito (prima lettura). L'obbedienza
    della fede fa sì che Paolo finisca in catene e debba soffrire non
    pochi patimenti (seconda lettura).

    E' tutta un'altra storia:"
    http://www.totustuus.biz/users/altrastoria/medioevo.htm
    Il vincolo feudale
    Si può dire che l'attuale società è fondata sul sistema
    salariale. Sul piano economico, i rapporti tra uomo e uomo si
    riconducono ai rapporti tra capitale e lavoro: lo schema dei
    rapporti sociali consiste nel compiere un dato lavoro, e nel
    riceverne in cambio una certa somma. Il denaro ne è la linfa
    vitale, poiché eccettuate rare eccezioni, una determinata
    attività si trasforma dapprima in denaro, per poi divenire l'uno
    o l'altro degli oggetti necessari alla vita. Per capire il
    Medioevo bisogna immaginare una società che vive secondo un
    modello completamente diverso, da cui la nozione di lavoro
    salariato, ed in parte addirittura quella di denaro, sono assenti
    o del tutto secondari. La base dei rapporti umani, è la duplice
    nozione di fedeltà, da una parte, e di protezione, dall'altra.

    13) "Agenzia Fides - "Propaganda Fide" - Città del Vaticano"
    http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=14083&lan=ita
    Motu proprio e questione ecclesiologica
    La crisi della liturgia comincia quando non è concepita e vissuta
    come adorazione in Gesù Cristo della Trinità e come celebrazione
    di tutta la Chiesa cattolica e non di una comunità particolare,
    di cui i Vescovi e i sacerdoti sono ministri, cioè servi, non
    padroni. Il lamento continuo di taluni liturgisti sulla mancata
    attuazione della riforma e gli espedienti per renderla attraente,
    indicano che si è smarrito lo spirito della liturgia, riducendola
    ad un'autocelebrazione della comunità particolare.

    14) "Corrispondenza Romana "
    http://www.corrispondenzaromana.it/
    Il caso di Cagliari: un passo verso l'eugenetica
    Il tribunale di Cagliari infligge un primo colpo alla discussa ed
    ambigua legge 40 sulla procreazione assistita. I magistrati sardi
    hanno infatti detto sì alla diagnosi preimpianto, mettendo così
    in discussione uno dei punti-cardine della legge.Ora dopo la
    decisione del giudice l'ospedale e il medico incaricato
    controlleranno lo stato dell'embrione, verificando se può essere
    colpito da talassemia. Solo nel caso in cui l'embrione sia sano
    il medico procederà all'impianto e alla gravidanza. Secondo
    l'Associazione Scienza e Vita "la sentenza rappresenta un caso di
    eugenetica". Secondo l'Associazione, "non è vero che in qualche
    modo la legge 40 prevede la diagnosi genetica preimpianto sugli
    embrioni umani. È vero esattamente il contrario: la legge 40
    vieta la diagnosi genetica preimpianto anche se non la menziona
    espressamente"

    15) Sito personale del Cardinale Carlo Caffarra
    http://www.caffarra.it
    4 ottobre 2007 - Solennità di san Petronio - UNA CIVILTA' AL
    TRAMONTO
    Questo messaggio del Congresso - "chi è in Cristo è una nuova
    creatura" - ci introduce nel "cuore" del dramma della nostra
    città. Quante volte nella sua ormai più che millenaria storia ha
    dovuto rinnovarsi per non morire, e in un certo senso risorgere
    per non congedarsi dalla storia! Questo che viviamo è uno di
    questi momenti. C'è ancora nel cuore di ogni bolognese la volontà
    di non rassegnarsi a che la sua città imbocchi il viale del
    tramonto? C'è ancora nel cuore di ogni bolognese un amore così
    appassionato alla sua città da non permettere che essa, per
    secoli maestra di umanità, si congedi dalla storia? C'è ancora
    nel cuore dei padri il desiderio di trasmettere ai figli in un
    processo veramente educativo l'identità di un popolo, senza
    lasciarsi insidiare da un concetto, da un'esperienza, corrotti,
    di tolleranza che permette tutto ed il contrario di tutto?
    => 29 settembre 2007 - Convegno dell'Azione Cattolica
    => 29 settembre 2007 - Festa di San Michele Arcangelo
    => 29 settembre 2007 - Inaugurazione del primo "segno"del
    Congresso Eucaristico Diocesano
    => 30 settembre 2007 - Congresso diocesano "Iniziare alla vita
    cristiana"

    16) "LE PAGINE DI EUGENIO CORTI"
    http://www.eugeniocorti.it
    "Perché è fallito il comunismo nell'URSS?", un interessante
    studio di Eugenio, originariamente pubblicato nel 1976
    http://www.kattoliko.it/Corti/Scart_10.htm
    "Controcorrente, fedele a una tradizione di bellezza e verità",
    una bella intervista rilasciata
    nel 2006
    http://www.kattoliko.it/Corti/Art_32.htm

    14 oktober

    sinistra incolta

    fotologo_n
     
    DA OMERO A DANTE, QUANTE GAFFE DOTTOR SCALFARI
    C’era una volta la Sinistra dei migliori, quella antropologicamente “diversa” e culturalmente superiore…
    A me mi? Era una vita che non leggevo i capolavori di Eugenio Scalfari, il luminare che – come dice Pigi Battista – ama celare nei suoi articoli meravigliosi strafalcioni per mettere alla prova i suoi lettori (tutti illuminati e sapienti) e farli gareggiare nella caccia all’errore. Ieri per esempio, nella sua rubrica uscita sull’Espresso, ha scritto: “A me, tutte le volte che mi è accaduto di leggere liriche italiane…”.

    Sbaglierò, ma mi sembra che qualcosa non vada. Il nostro pedagogo – sebbene luminare – ci insegna anche l’umiltà. Poche righe sotto, infatti, Scalfari sente il bisogno di dare una sorprendente informazione ai suoi lettori: “non conosco l’ebraico e tanto meno l’aramaico”. Il fondatore di Repubblica deve infatti ritenere che esistano migliaia di lettori i quali, abbeverandosi alla sua scienza, lo credono esperto di lingue antiche mediorentali. Li ha dunque voluti ragguagliare dando un ammirevole esempio di modestia. E li ha rassicurati che – per far parte del ceto medio progressivo e del Partito Democratico – la conoscenza dell’aramaico è facoltativa.

    Ma è obbligatorio avere una raffinata cultura letteraria. Infatti Scalfari (il quale compete con Eco in quella rubrica), per saggiare le conoscenze classiche del lettore dell’Espresso, a un certo punto scrive: “Ricordo che quando lessi e studiai per la prima volta l’Iliade in seconda ginnasiale il testo a quell’epoca usato nelle scuole era la traduzione di Vincenzo Monti: ‘Narrami o musa del Pelide Achille l’ira funesta’ ”.

    Attenzione. Qua il luminare ha teso un astuto tranello ai lettori per vedere se sono degni di appartenere alla superiore cultura progressista. Nessuno si sarà accorto dello strafalcione che il Maestro ha abilmente nascosto nella citazione. Ma l’incipit dell’Iliade, nella traduzione del Monti, non è quello. E’ questo: “Cantami, o Diva, del Pelide Achille/ l’ira funesta”. Scalfari ha fatto un divertente minestrone con l’incipit dell’Odissea (“Narrami, o musa, dell’eroe multiforme”). Un po’ come se si confondesse la Commedia dantesca con i Promessi sposi e si citasse l’incipit del poema dantesco così: “Nel mezzo del cammin del lago di Como…”.

    Chi si accorge della baggianata? Del resto non bisogna ritenere minima la differenza fra “narrami o musa” e “cantami o Diva” perché gli esperti hanno colto già in queste due diverse espressioni (da una parte l’emergere dell’ “io poetico”, dall’altra il cantore come voce del dio) la diversità di materia, di prospettiva e di personaggi dei due poemi.

    Come se non bastasse, Scalfari nella sua pur breve rubrica ha ritenuto di volersi cimentare pure con la Commedia a proposito della quale scrive testualmente: “Pensate alla ‘Commedia’ dantesca… pensate a quelle terzine a rima alternata di undici battute per riga”.

    Sapranno, i lettori, scovare le magagne? Quante ce ne sono! Il maestro qua ha superato se stesso. Intanto siamo sicuri che le terzine della Commedia siano “a rima alternata”? O saranno, per l’appunto, in terza rima? Non solo: Scalfari parla di “undici battute per riga”. Cosa sono le battute di cui parla Scalfari? Quelle dei comici. O quelle dei giornali: si chiama “battuta” ogni lettera o spazio di un articolo. Invece nella metrica letteraria non esistono le “battute”, ma le sillabe. Cosa molto diversa. Il verso dantesco (perché la Commedia non è composta di “righe”, come scrive il Nostro, ma di “versi”) si chiama endecasillabo in quanto composto da undici sillabe, non da undici “battute” (per la precisione a caratterizzare l’endecasillabo è l’accento fisso sulla decima sillaba).

    Sapranno i lettori cogliere gli errori? Gli esami non finiscono mai, come diceva Eduardo, e per essere ammessi al ceto colto, illuminato e progressivo bisogna superare continui test. Tutti i luminari della Sinistra sembrano impegnati a nascondere birbonate in articoli o interviste. Pure Valter Veltroni che ieri, in una intervista alla Repubblica, ha dichiarato di essersi deliziato, con Enzo Bianchi, a Bergamo, in “una discussione sulle beatitudini nella Bibbia”. Naturalmente le “beatitudini” appartengono al Vangelo, non necessariamente alla Bibbia (infatti la Bibbia ebraica non comprende il Nuovo testamento), ma Veltroni – che certamente lo sa, avendo una vertiginosa cultura teologica – voleva mettere alla prova i suoi lettori ed elettori.

    E non poteva mancare il professor Cacciari che sempre ieri, in una intervista al Foglio, ha strapazzato il povero Dawkins dicendo che “non è solo un ateo, è un ateo cretino, se sostiene che non vada acquisita la conoscenza della nostra tradizione religiosa e teologica”. Esprimo solidarietà a Dawkins, ingiustamente maltrattato.

    Ma Cacciari è per la conoscenza. E proprio in omaggio al sapere si è lanciato in una ricostruzione delle tradizioni dell’occidente, facendo questa carrellata delle “zone” in cui si trova ateismo: “dalle prime critiche pagane ai cristiani e via via nel libertinismo cinquecentesco e seicentesco, in Spinoza e poi, ovviamente, in Voltaire e in un certo illuminismo, e infine in Nietzsche” e poi una certa “tradizione positivistica alla Comte”.

    A parte gli autori citati (su cui si potrebbe discutere), non vi viene in mente altro? Che ne pensa il lettore? Alla voce ateismo in Occidente non c’è altro? Possibile che Cacciari non abbia mai sentito parlare di un certo Karl Marx e del movimento comunista che dell’ateismo ha fatto, per la prima volta nella storia, un’ideologia politica e una politica di terrore scatenata in mezzo mondo? E’ stata la più longeva e orrida sciagura dei tempi moderni (insieme al nazismo), possibile che Cacciari non se ne sia accorto? Ma dov’era in gioventù? Frequentava le scuole dalle suore orsoline? Ma certo che Cacciari ne ha sentito parlare. Solo che voleva mettere alla prova i suoi lettori e vedere se si accorgevano della dimenticanza. D’altronde cosa volete che sia questo Marx: un americano che faceva, con i fratelli, dei filmetti comici.


    Antonio Socci

    Da Libero 6 ottobre 2007
    12 oktober

    Ue assedio alla famiglia

    «È un assedio al diritto di famiglia»

    Marta Cartabia: effetto diretto sui Paesi che prevedono unioni
    registrate Da noi influenzerebbe la legislazione in materia

    «Un nuovo caso di 'assedio' im­proprio alle legislazioni naziona­li in
    materia di famiglia». Marta Cartabia, ordinario di diritto
    costituzionale all'Università di Milano Bicocca, giudica sba­gliate e
    preoccupanti le conclusioni dell'av­vocato generale della Corte di
    giustizia euro­pea sul caso di un omosessuale tedesco che rivendica la
    pensione di reversibilità del con­vivente registrato.

    Domanda. L'avvocato generale sostiene che – per evi­ta­re
    discriminazioni indirette ai danni degli o­mosessuali – la pensione
    deve essere con­cessa. Nelle stesse conclusioni, però, dichia­ra
    che «spetta al giudice nazionale verifica­re se la posizione giuridica
    dei coniugi sia si­mile a quella dei componenti delle unioni civili
    registrate». Cosa significa?

    Risposta. È una formula volutamente ambigua. Se l'avvocato generale
    avesse portato a logica conclusione la sua argomentazione – mol­
    to 'militante' – avrebbe dovuto dire: 'Per e­vitare discriminazioni
    gli Stati membri de­vono equiparare unioni gay e matrimoni'. Ma questa
    si sarebbe configurata come un'ingerenza troppo palese nelle
    prerogati­ve dei Parlamenti nazionali. Perciò dice: se gli ordinamenti
    nazionali prevedono istitu­ti di unione registrata per gli
    omosessuali, si­mili al matrimonio, non possono poi non e­stendere ai
    conviventi i singoli diritti spet­tanti ai coniugi, come la pensione
    di rever­sibilità, perché lo vieta il principio di non
    discriminazione.

    D. La Corte di giustizia accoglierà questa tesi? E in tal caso quali
    potrebbero essere le con­seguenze?

    R. Il parere dell'avvocato si inserisce in un filone già emerso
    diverse volte nella giurisprudenza comunitaria. È probabile, quindi,
    che la sen­tenza vada in questa direzione. Se così fosse essa avrà un
    effetto diretto e generale. Perciò, in ogni Stato membro nel quale la
    legislazione preveda unioni di fatto registrate – come i Pacs in
    Francia – i giudici nazionali potrebbero au­tomaticamente riconoscere
    alle coppie gay la pensione di reversibilità.

    D. E in Italia cosa succederebbe: si rischia un ef­fetto a cascata?

    R. Nell'immediato non accadrebbe nulla, perché non esiste una legge
    sulle unioni registrate. Ma nel momento in cui il Par­lamento
    affrontasse la questione, la sen­tenza della Corte europea non
    potrebbe essere ignorata. E quindi fatalmente il di­ritto alla
    pensione di reversibilità finireb­be per essere riconosciuto anche ai
    con­viventi gay registrati.

    D. Ma la pensione di reversibilità non è un isti­tuto tipico ed
    esclusivo dei rapporti coniu­gali?

    R. Sì, a quanto mi consta è così. Non solo: qui lo si tratta
    impropriamente come fosse un di­ritto umano universale, quando invece,
    per­sino nella giurisprudenza delle singole Corti costituzionali
    questo, come tutti i diritti so­ciali di prestazione, viene sempre
    assai pru­dentemente bilanciato con altri interessi, te­nendo in conto –
    come d'altro canto fanno i governi – i costi dell'eventuale
    allargamento a nuovi soggetti beneficiari.

    D. Recentemente la Corte costituzionale tede­sca aveva sentenziato che
    le unioni civili non erano anticostituzionali, proprio perché
    distinte dalla famiglia fondata sul matrimo­nio. La tesi dell'avvocato
    generale ribalta questa concezione dicendo che sono «so­stanzialmente
    simili». Non c'è un conflitto?

    R. Una 'guerra' costituzionale, direi. L'ugua­glianza fissata nelle
    Costituzioni è sempre u­na 'ragionevole equiparazione' non
    un 'appiattimento egualitario' di cose che simili non sono. Da parte
    delle istituzioni europee – che ricordiamo non hanno alcuna
    competenza sul diritto di famiglia degli Stati mem­bri – viene
    esercitata un'indebita pressione che a lungo andare impedirà di fatto
    di di­stinguere in melius la famiglia da altre for­mazioni sociali.

    FRANCESCO RICCARDI
    (C) Avvenire, 10-10-2007
    11 oktober

    Bagnasco: Europa ritrova l'anima

    Da Fatima l'appello del presidente Cei:
    «Dai valori autentici l'identità comune»

    DAL NOSTRO INVIATO A FATIMA MIMMO MUOLO
    È come essere arrivati ad un bivio.
    «O l'Europa ri­trova la sua anima o non farà molta strada».
    Mon­signor Angelo Bagnasco usa questa immagine per esprimere una
    convinzione diffusa nell'episcopato con­tinentale.
    L'arcivescovo di Genova ha partecipato, da gio­vedì a domenica,
    all'assemblea annuale del Consiglio delle Conferenze episcopali
    europee (Ccee), che si è svol­ta a Fatima in occasione del 90°
    anniversario delle ap­parizioni mariane. Per il presule era la prima
    partecipa­zione alla riunione, da quando è stato eletto presidente
    della Cei.

    A che punto è, secondo la valutazione dei vescovi, la co­struzione
    della casa comune europea?

    L'Europa ha bisogno di ritrovare la sua anima, anzi non ne può fare
    a meno. L'economia, gli interessi, la politica e la scienza,
    infatti, non hanno mai costituito un popo­lo. È, invece, un
    patrimonio di ideali alti, spirituali e mo­rali, che crea identità,
    senso di appartenenza e costrui­sce una casa comune. Ciò che serve in
    questo momen­to è da un lato un'Europa più attenta a non annullare od
    omologare le culture e dall'altro più rispettosa dei tem­pi delle
    popolazioni. Sono convinto, infatti, che se i po­poli non assorbono e
    non fanno proprio il desiderio del­la casa comune, non lo si può
    imporre loro dall'alto.

    Invece si ha l'impressione che alcune forze spingano per
    l'omologazione. In materia di famiglia, ad esempio, che non a caso è
    stata al centro delle attenzioni dei pre­sidenti delle Conferenze
    episcopali in questa riunione.

    In effetti sul tema della famiglia c'è stata un'ampia pa­noramica.
    Abbiamo parlato tutti e ognuno di noi ha pre­sentato la situazione
    del proprio Paese. Il tratto comune emerso con chiarezza è
    l'avanzare di una linea di ag­gressione dei valori fondamentali, vita
    e famiglia so­prattutto, in nome della libertà assoluta e del
    principio di non discriminazione. Certo, si tratta di valori molto
    im­portanti anche per noi cristiani, ma che richiedono di es­sere
    coniugati con la verità della persona umana. Viene qui in primo
    piano la questione antropologica, che è ve­ramente decisiva. Oggi si
    cerca di ridurre questa verità ad un prodotto storicistico e
    culturale, e dunque conti­nuamente cangiante, anziché assumerla come
    un dato ontologico e perciò oggettivo. È proprio questa muta­zione
    antropologica che sta alla base di alcune legifera­zioni a livello
    nazionale, e di talune raccomandazioni a livello comunitario, che
    però rischiano di cambiare ra­dicalmente il tessuto sociale.

    Come si pone in questo contesto la situazione italiana da lei
    presentata in assemblea?

    In Italia, nonostante le difficoltà su diversi piani – da quello
    legislativo, con la presentazione dei disegni di leg­ge dei quali si
    è molto parlato nei mesi scorsi, alle con­traddizioni di costume che
    sono sotto gli occhi di tutti – l'ethos di fondo tutto sommato è
    ancora segnato da un radicato senso della famiglia e del rispetto
    della vita. So­no certo che in questo siamo aiutati dalla vicinanza
    an­che geografica del Santo Padre, il cui magistero costitui­sce un
    punto di riferimento ideale per tutti, credenti e non credenti. E
    ciò aiuta a mantenere viva la luce della coscienza e ad alimentare
    quell'umanesimo cristiano ancora molto presente nella nostra storia
    e nella nostra vita.

    L'assemblea del Ccee ha parlato anche del dopo Sibiu. Come viene
    visto il futuro del cammino ecumenico?

    È necessario che per amore dei popoli europei le Chie­se cristiane
    cerchino di parlare con una sola voce, per di­fendere e promuovere la
    dignità della persona e la fami­glia fondata sul matrimonio. Una
    necessità resa più ur­gente da quell'aggressione di cui parlavo
    prima. Perciò bisogna fare un passo avanti ulteriore, arrivando a
    por­re in essere segni concreti e inequivocabili, per testimo­niare
    quei valori etici che non riguardano solo la mora­le cattolica, ma il
    buon senso comune e la natura uma­na in quanto tale.

    (C) Avvenire, 10/10/07
    09 oktober

    unicef/onu pro-aborto

    L'UNICEF a sostegno di una nuova campagna ONU per l'aborto

    di Samantha Singson

    Una nuova iniziativa globale, che include un invito a legalizzare
    l'aborto, è stata lanciata a New York la scorsa settimana da diverse
    agenzie dell'ONU e Organizzazioni non governative (ONG).
    Tra i patrocinatori dell'iniziativa – denominata Deliver Now for
    Women and Children (Agisci ora per donne e bambini) – c'è anche il
    Fondo delle Nazioni Unite per i bambini (UNICEF), un'agenzia che
    ufficialmente continua a negare ogni proprio sostegno all'aborto
    sotto qualsiasi forma esso sia.

    Presentata come una campagna facente parte dei Millennium
    Development Goals (gli Obiettivi del Millennio decisi dall'ONU nel
    2000) per sensibilizzare sulla salute delle donne e dei bambini, il
    programma di "Deliver Now" prevede tra l'altro un invito
    all' "aborto sicuro", che è sinonimo di aborto legale.
    La campagna è coordinata dalla Partnership for Maternal, Newborn &
    Child Health, diretta da Kul Gautam, vice direttore esecutivo
    dell'UNICEF e assistente del Segretario generale dell'ONU, e i cui
    membri comprendono tra gli altri: la Fondazione Bill & Melinda
    Gates, la International Planned Parenthood Federation (IPPF), le
    agenzie per lo sviluppo di Stati Uniti, Regno Unito, Canada e
    Bangladesh, nonché Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e
    Fondo ONU per la Popolazione (UNFPA).

    La campagna elenca un numero di serie malattie che hanno conseguenze
    sulla salute materna e conclude che "la maggior parte delle morti
    potrebbe essere prevenuta se le donne avessero accesso a cure
    professionali".
    Deliver Now considera tra le "quality care" (cure
    qualificate) "servizi prima e durante la gravidanza, nascita e
    periodo post-parto, così come l'aborto sicuro".

    Il sito web di Deliver Now presenta questa durissimo slogan: "Oltre
    10milioni di morti l'anno. Troppe per poterle ignorare".
    Questa enorme cifra è la sintesi di due dati: il numero di bambini
    morti ogni anno per qualsiasi causa, all'incirca 10 milioni, e il
    numero di donne morte per cause legate alla maternità, una cifra
    (altamente sospetta) che diverse agenzie dell'Onu fissano a 500mila.

    Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la mortalità
    infantile è calcolata da fonti ufficiali che comprendono i dati di
    nascite e morti derivate da registrazioni, censimenti e/o
    rilevamenti nelle famiglie.
    Dall'altra parte, le statistiche sulla mortalità materna, nel
    migliore dei casi, sono stime quantomeno discutibili.
    Secondo l'OMS - la fonte principale delle statistiche sulla
    mortalità materna – "i dati sulla mortalità materna e altre cause di
    morte sono spesso indisponibili o, quando disponibili, sono
    inaffidabili a causa delle deficienze nei sistemi di registrazione
    dei dati".
    Joseph Chemie, ex capo della Divisione Demografica dell'ONU
    (organismo statistico ufficiale), afferma che la cifra di 500mila
    usata per le morti materne non può essere verificata e perciò
    rifiuta di usarla.

    Le ONG pro-family all'ONU temono che l'attenzione sproporzionata
    all'aborto sicuro, basata su dati inaffidabili riguardo alla
    mortalità materna, distolga attenzione e risorse dai veri rischi per
    la salute delle donne incinte nei Paesi in via di sviluppo, che –
    secondo gli esperti – sono emorragie, eclampsia e travaglio
    ostruito.
    Per stessa ammissione dell'UNFPA, nel Rapporto del 2004, i più
    importanti mezzi per ridurre la mortalità materna non sono l'accesso
    ai contraccettivi e all'aborto legale, ma la presenza di personale
    sanitario preparato e l'accesso alle cure ostetriche d'emergenza.

    I sostenitori dell'aborto spesso legano "aborto insicuro" e
    mortalità materna per spingere alla legalizzazione del cosiddetto
    aborto "sicuro".
    I critici fanno notare che in Polonia, dove l'aborto è stato
    drasticamente limitato nel 1993, il paese ha mostrato da allora un
    rapido calo nel tasso di aborto e anche della mortalità materna.
    In Irlanda, dove l'aborto è tuttora illegale, si registra uno dei
    più bassi tassi di mortalità materna al mondo.
    Al contrario, negli Stati Uniti, dove dal 1973 è possibile l'aborto
    su richiesta, quest'anno c'è stato un aumento della mortalità
    materna.

    Il prossimo appuntamento della campagna Deliver Now è la "Women
    Deliver Conference" che si svolgerà a Londra dal 18 al 20 ottobre,
    fortemente centrata sui diritti all'aborto.

    Svipop, 6-10-2007
    http://www.svipop.org/sezioniTematicheArticolo.php?idArt=258

    unicef pro-aborto

    L'UNICEF a sostegno di una nuova campagna ONU per l'aborto

    di Samantha Singson

    Una nuova iniziativa globale, che include un invito a legalizzare
    l'aborto, è stata lanciata a New York la scorsa settimana da diverse
    agenzie dell'ONU e Organizzazioni non governative (ONG).
    Tra i patrocinatori dell'iniziativa – denominata Deliver Now for
    Women and Children (Agisci ora per donne e bambini) – c'è anche il
    Fondo delle Nazioni Unite per i bambini (UNICEF), un'agenzia che
    ufficialmente continua a negare ogni proprio sostegno all'aborto
    sotto qualsiasi forma esso sia.

    Presentata come una campagna facente parte dei Millennium
    Development Goals (gli Obiettivi del Millennio decisi dall'ONU nel
    2000) per sensibilizzare sulla salute delle donne e dei bambini, il
    programma di "Deliver Now" prevede tra l'altro un invito
    all' "aborto sicuro", che è sinonimo di aborto legale.
    La campagna è coordinata dalla Partnership for Maternal, Newborn &
    Child Health, diretta da Kul Gautam, vice direttore esecutivo
    dell'UNICEF e assistente del Segretario generale dell'ONU, e i cui
    membri comprendono tra gli altri: la Fondazione Bill & Melinda
    Gates, la International Planned Parenthood Federation (IPPF), le
    agenzie per lo sviluppo di Stati Uniti, Regno Unito, Canada e
    Bangladesh, nonché Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e
    Fondo ONU per la Popolazione (UNFPA).

    La campagna elenca un numero di serie malattie che hanno conseguenze
    sulla salute materna e conclude che "la maggior parte delle morti
    potrebbe essere prevenuta se le donne avessero accesso a cure
    professionali".
    Deliver Now considera tra le "quality care" (cure
    qualificate) "servizi prima e durante la gravidanza, nascita e
    periodo post-parto, così come l'aborto sicuro".

    Il sito web di Deliver Now presenta questa durissimo slogan: "Oltre
    10milioni di morti l'anno. Troppe per poterle ignorare".
    Questa enorme cifra è la sintesi di due dati: il numero di bambini
    morti ogni anno per qualsiasi causa, all'incirca 10 milioni, e il
    numero di donne morte per cause legate alla maternità, una cifra
    (altamente sospetta) che diverse agenzie dell'Onu fissano a 500mila.

    Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la mortalità
    infantile è calcolata da fonti ufficiali che comprendono i dati di
    nascite e morti derivate da registrazioni, censimenti e/o
    rilevamenti nelle famiglie.
    Dall'altra parte, le statistiche sulla mortalità materna, nel
    migliore dei casi, sono stime quantomeno discutibili.
    Secondo l'OMS - la fonte principale delle statistiche sulla
    mortalità materna – "i dati sulla mortalità materna e altre cause di
    morte sono spesso indisponibili o, quando disponibili, sono
    inaffidabili a causa delle deficienze nei sistemi di registrazione
    dei dati".
    Joseph Chemie, ex capo della Divisione Demografica dell'ONU
    (organismo statistico ufficiale), afferma che la cifra di 500mila
    usata per le morti materne non può essere verificata e perciò
    rifiuta di usarla.

    Le ONG pro-family all'ONU temono che l'attenzione sproporzionata
    all'aborto sicuro, basata su dati inaffidabili riguardo alla
    mortalità materna, distolga attenzione e risorse dai veri rischi per
    la salute delle donne incinte nei Paesi in via di sviluppo, che –
    secondo gli esperti – sono emorragie, eclampsia e travaglio
    ostruito.
    Per stessa ammissione dell'UNFPA, nel Rapporto del 2004, i più
    importanti mezzi per ridurre la mortalità materna non sono l'accesso
    ai contraccettivi e all'aborto legale, ma la presenza di personale
    sanitario preparato e l'accesso alle cure ostetriche d'emergenza.

    I sostenitori dell'aborto spesso legano "aborto insicuro" e
    mortalità materna per spingere alla legalizzazione del cosiddetto
    aborto "sicuro".
    I critici fanno notare che in Polonia, dove l'aborto è stato
    drasticamente limitato nel 1993, il paese ha mostrato da allora un
    rapido calo nel tasso di aborto e anche della mortalità materna.
    In Irlanda, dove l'aborto è tuttora illegale, si registra uno dei
    più bassi tassi di mortalità materna al mondo.
    Al contrario, negli Stati Uniti, dove dal 1973 è possibile l'aborto
    su richiesta, quest'anno c'è stato un aumento della mortalità
    materna.

    Il prossimo appuntamento della campagna Deliver Now è la "Women
    Deliver Conference" che si svolgerà a Londra dal 18 al 20 ottobre,
    fortemente centrata sui diritti all'aborto.

    Svipop, 6-10-2007
    http://www.svipop.org/sezioniTematicheArticolo.php?idArt=258

    __._,_.___
    08 oktober

    paolini e S.Francesco "ecologista"

    Ci mancava il diario cattoambientalista

    Ha ragione da vendere Michele Brambilla quando, da queste pagine,
    bacchetta il quotidiano della Conferenza episcopale per la
    sorprendente apertura di credito a Beppe Grillo e al suo poco
    oxfordiano movimento.
    Ma l'infortunio di Avvenire ha i suoi perché.
    Il comico genovese ha nel suo menù un piatto che sembra fatto
    apposta per sedurre certe frange del mondo cattolico.
    Stiamo parlando del suo ambientalismo duro e puro.
    Oggi non pochi cattolici engagé si sono arruolati nell'esercito
    dell'ecologismo più becero e ideologizzato.
    Al punto da farne l'architrave della morale e dell'educazione dei
    fanciulli.

    Ne è una prova lampante il DiarioG 2008, l'agenda scolastica
    tradizionalmente pubblicata da il Giornalino, lo storico settimanale
    a fumetti per ragazzi edito dalla Periodici San Paolo (quella di
    Famiglia cristiana).
    Il DiarioG 2008, diffuso capillarmente in molte scuole cattoliche, è
    interamente dedicato alla tutela dell'ambiente e si apre con le
    parole ineccepibili di Benedetto XVI: «Non vivete da egoisti e non
    abusate della Terra».

    Come sanno tutti, al Papa non verrebbe mai in mente di risolvere il
    problema ambientale sfoltendo il numero degli esseri umani.
    Peccato che, leggendo il DiarioG, ci si imbatta in concetti di
    questo genere:
    «Uno dei principali problemi dell'Asia è la sovrappopolazione. Ne è
    un esempio l'India: se il Paese del Gange non prende accorgimenti
    per controllare la crescita demografica, la sua popolazione nel 2050
    potrebbe superare quella della Cina».
    Nessuna parola sul fatto che nella Repubblica popolare
    gli «accorgimenti» siano stati presi, imponendo alle coppie la
    regola del figlio unico.
    Il DiarioG pullula di luoghi comuni sulla «bomba demografica» e
    sull'uomo «cancro del Pianeta» che farebbero la gioia del professor
    Sartori, il politologo che ogni anno, in agosto, si lamenta perché
    c'è troppa gente in spiaggia e dunque troppi uomini nel mondo: alla
    faccia del «crescete e moltiplicatevi».

    Ecco come, magari senza volerlo, un editore cattolico tira la volata
    alle idee di Malthus, il pastore anglicano passato alla storia come
    teorico della sovrappopolazione e clamorosamente smentito dai fatti.
    Già, i fatti: ma i fatti non interessano all'ideologia verde, che
    trasuda da molte pagine del DiarioG.
    I nostri figli possono così scoprire che «l'uomo ruba spazio agli
    uccelli», compiendo una serie di delitti imperdonabili: «tagliando
    boschi per fare spazio all'agricoltura, prosciugando paludi,
    costruendo abitazioni lungo le coste, invadendo le montagne con
    villaggi turistici».
    «Per non dimenticare - aggiunge severo il DiarioG - le malattie di
    cui soffre l'ambiente a causa dell'uomo», come ad esempio l'uso
    dell'insetticida, che «toglie il pane di bocca»... agli uccelli.
    Straziante.

    Insomma: il bambino che legge il DiarioG finisce con il buscarsi un
    impressionante senso di colpa, che avrebbe fatto la gioia di Freud.
    La mamma ti mette la bistecca nel piatto?
    Prima di mangiarla, pensaci, perché «per ottenere un chilo di carne
    di manzo occorrono 15 mila litri di acqua».
    La plastica? È «nemica dell'ambiente».
    I fertilizzanti? «Nemici dei fiori».
    Seguono i consigli del perfetto piccolo balilla verde: «Se puoi,
    iscriviti a qualche associazione ambientalista»; a Natale «addobba
    un albero finto, così eviterai il taglio di un abete»; se usi il
    deodorante «controlla che non contenga clorofluorocarburi».
    Arriva perfino l'istigazione alla delazione: «Controlla anche la
    lacca per capelli della tua mamma o della tua nonna, se la usano».

    E vi risparmiamo l'immancabile appello per la foca monaca, le
    balene, i castori, gli orsi bianchi, la foresta amazzonica, il clima
    che cambia per colpa - naturalmente - dell'uomo.
    Poteva mancare, in questo trionfo del politicamente corretto, il
    Francesco d'Assisi in versione animalista?
    No che non poteva: egli è senza dubbio «il santo ecologista» per il
    suo «sviscerato amore per gli animali e per la natura».
    Amen.

    Mario Palmaro - Alessandro Gnocchi
    (C) Il Giornale, 26 settembre 2007
    07 oktober

    e il 5 x mille????

    Nel testo della Legge Finanziaria 2008 diffuso dal
    Ministero dell'Economia e delle Finanze
    non c'è traccia della riproposizione
    del 5 per mille per il 2008

    Forum del Terzo Settore: ci sentiamo presi in giro.
    Così il Governo Prodi ripaga chi lo ha votato.

    _____
    L'art. 84 della Legge Finanziaria 2008 presenta
    solo l'innalzamento (parziale, da 250 a 400 mln.:
    e il resto dove finirà? Ndr) del tetto per la
    Finanziaria 2007.
    Nel testo della Legge Finanziaria 2008 diffuso dal
    Ministero dell'Economia e delle Finanze non c'è traccia
    della riproposizione per il 2008 del 5 x mille.

    "Siamo stati presi in giro - questo il primo duro
    commento di Maria Guidotti e Vilma Mazzocco,
    portavoce del Forum del Terzo Settore - e con noi i
    16 milioni di cittadini che hanno creduto a questo
    strumento di sussidiarietà fiscale".

    "L'anno scorso il 5 x mille era stato "dimenticato"
    quest'anno è stato cancellato. E ciò – sottolineano
    Mazzocco e Guidotti - nonostante Ministri,
    Sottosegretari e Parlamentari avessero a più riprese
    manifestato apprezzamento ed assicurato la riconferma
    anche nella Finanziaria 2008".

    "La sua mancata riproposizione segna una brusca
    interruzione di quel rapporto di fiducia e dialogo
    instauratosi tra cittadini e istituzioni".

    "Un rapporto – concludono le portavoce - che si era
    già incrinato con gli ingiustificati ritardi nella
    ripartizione del 5xmille relativi alle dichiarazioni
    del 2006 e che ora riteniamo irrimediabilmente
    compromesso".

    [Sebbene il Forum del Terzo Settore sia egemonizzato
    politicamente da componenti vicine all'area del
    Governo, la stragrande maggioranza delle associazioni
    di volontariato è espressione della carità cattolica,
    Ndr]

    di Redazione (redazione@vita.it)
    04/10/2007
    05 oktober

    forum famiglie e le promesse di Prodi

    Dopo Family day torneremo a mobilitarsi per fisco e welfare

    Roma, 2 ott. (Apcom) - "Quella che il governo ha presentato è per la
    famiglia la Finanziaria delle promesse mancate. Gli entusiasmi
    dettati dal Family day, dalla Conferenza di Firenze, dalle
    disponibilità consentite dall'extragettito sono miseramente
    naufragati nel nulla più assoluto tanto caro alle minoranze che nel
    Paese e nei Palazzi della politica si battono per lo svuotamento
    della famiglia": lo scrive il Forum delle famiglie, cartello di
    associazioni che organizzò il Family day la scorsa primavera.

    "Non possono certo essere considerati una provvidenza per la
    famiglia gli sgravi sull'Ici indifferenziati nella loro applicazione
    e calcolati sui metri quadrati invece che sul numero di persone che
    su quei metri quadrati vivono", prosegue il Forum in un comunicato.
    "Come non può andare oltre all'assistenzialismo se non addirittura
    all'elemosina l'una tantum di 150 euro per i membri delle famiglie
    con reddito annuo inferiore ai 7500 euro. Siamo anni luce lontani
    dai 2500 euro per ogni bambino sotto i tre anni promessi in campagna
    elettorale, confermati nella Conferenza nazionale sulla famiglia e
    di recente ribaditi pubblicamente dal ministro Bindi".

    "Si trattava ancora di misure assolutamente minimali, ma che
    avrebbero costituito almeno dei segnali di attenzione alla famiglia
    ed all'emergenza demografica. Giacché come Prodi e Padoa Schioppa
    sanno benissimo, l'Italia è afflitta dal deficit demografico molto
    più che dal deficit dei conti pubblici", prosegue il Forum.
    "Per le famiglie la Finanziaria non ha dunque reso disponibile
    neppure un euro ma non ha avuto neppure l'intelligenza di dare dei
    segnali di apprezzamento ed equità. Per questo le famiglie e molte
    delle associazioni del Family day torneranno nei prossimi mesi a
    mobilitarsi con l'obbiettivo specifico di ottenere un fisco più
    giusto ed un welfare più a misura di famiglia".

    http://notizie.alice.it/notizie/politica/2007/10_ottobre/02/finanziar
    ia:_forum_associazioni_familiari,_promesse_mancate,13228548.html
    04 oktober

    flop contro le scuole paritarie

    Scuola, referendum flop
    al voto meno del 20%
    di Piergiorgio Cattani
    http://trentinocorrierealpi.repubblica.it/dettaglio/Scuola-domenica-
    il-referendum-E-il-vescovo-invita-a-non-votare/1367860

    Il referendum della scuola sul finanziamento alle scuole private si
    è rivelato un autentico flop: al voto si è presentato solo il 18,91%
    dei trentini. Dunque referendum nullo, e polemiche alle stelle con
    il comitato dei referendari che accusa la Provincia di aver voluto
    affossare la consultazione elettorale. Guardando al risultato i sì
    hanno trionfato con il 93,17%, ma l'affluenza così bassa ha reso
    inutile il risultato finale. Basti pensare che a Fierozzo si sono
    presentate ai seggi solo ventuno persone: il 5,60%.

    Referendum sulla scuola
    il vescovo invita a non votare
    Sui finanziamenti alle private Bressan si schiera con il fronte
    astensionista

    TRENTO. Il vescovo fa quadrato con i laici della Consulta diocesana
    e non andrà a votare per il referendum provinciale sulla scuola.
    Monsignor Luigi Bressan ha rivelato la sua posizione in
    un'intervista al settimanale Vita trentina. «L'indicazione della
    Consulta diocesana dei laici - afferma l'arcivescovo sul giornale
    diocesano - mi trova pienamente d'accordo. Ho a cuore la promozione
    del bene comune e aderisco quindi alla scelta di non partecipare al
    voto».

    «Non parteciperemo al referendum del 30 settembre» aveva annunciato
    a fine agosto la Consulta diocesana. Realtà che riunisce 45
    rappresentanti di tutti i movimenti, associazioni e aggregazioni
    laicali della Chiesa trentina. «Proponiamo di non partecipare al
    voto» ha ribadito lunedì scorso in una conferenza stampa il Comitato
    per la libertà d'educazione. Comitato a cui hanno dato vita decine
    di soggetti diversi che spaziano da associazioni a movimenti a
    partiti politici. Nelle ultime settimane è stato un susseguirsi di
    appelli a disertare le urne. Da Forza Italia all'Udc. L'invito a non
    recarsi alle urne dal fronte dei referendari viene considerata una
    posizione antieducativa e che non appartiene alla cultura
    democratica. Mirata a ostacolare il raggiungimento del quorum perché
    il referendum è valido solo se va a votare almeno il 50% più uno
    degli aventi diritto.

    Nell'intervista a Vita trentina il vescovo Bressan
    osserva: «Nell'ambito politico è inevitabile dover scegliere tra
    opzioni diverse: l'andare a votare "no" al referendum può essere più
    espressivo, ma la scelta dell'astensione in questa situazione si
    rivela la più efficace». Rispetto all'appello all'astensione che i
    vescovi italiani avevano lanciato in occasione del referendum sulle
    legge 40 relativa alla fecondazione, monsignor Bressan dice
    che «ogni caso va esaminato a sé». E aggiunge: «Questa volta
    astenersi significa anche esprimere la fiducia nel lavoro e nelle
    decisioni del Consiglio provinciale, che a larghissima maggioranza
    ha varato la legge sul "Sistema educativo di istruzione e formazione
    in Trentino"». La legge 5 dell'agosto 2006, di cui ora con il
    referendum si chiede di cancellare due norme relative al
    finanziamento delle scuole paritarie, era stata approvata con il
    voto favorevole di 31 consiglieri su 35.

    Tornando all'intervista, si leggono altri pensieri di monsignor
    Bressan. «Le scuole paritarie d'ispirazione cristiana - afferma il
    vescovo - consentono alle famiglie la libertà di scelta educativa.
    Offrono un servizio alle nuove generazioni, tanto sotto il profilo
    qualitativo dell'insegnamento, quanto nell'educazione ai valori
    della solidarietà, della corresponsabilità sociale, della vita
    intesa come progetto. Nel caso del Trentino c'è anche dell'altro.
    Penso a tutte quelle scuole fondate o comunque servite dai nostri
    parroci: l'alfabetizzazione generalizzata, che tante altre Regioni
    ci invidiano perché risalente ancora all'Ottocento, la si deve
    proprio alla disponibilità di tanti preti di paese. Quanti di loro,
    fin dalla metà del Cinquecento, hanno svolto un servizio di
    istruzione a favore della nostra gente: è la nostra storia a
    difendere la scuola paritaria. Più in generale, è tutta la
    tradizione trentina ad essere innervata di tanti esempi di
    collaborazione tra enti pubblici e istituzioni del privato sociale».
    (01 ottobre 2007)

    03 oktober

    anche x il TAR la famiglia è solo quella classica

    In Italia non c'è una legge sulle coppie di fatto né pare ci siano,
    al momento, le condizioni per approvarne una.
    Nel frattempo però, alcuni Comuni italiani hanno studiato delle
    scorciatoie per considerare "famiglia" anche altri tipi di unione,
    differenti da quella prevista dalla Costituzione.
    Il Comune di Padova è uno di questi, e l'avvocato Giovanni Artini ha
    denunciato il suo comportamento davanti al Tar del Veneto.
    Che ha analizzato approfonditamente la questione, fornendo
    indicazioni utili per il dibattito in corso.

    Che cosa aveva predisposto il Comune di Padova?

    Il Consiglio Comunale di Padova aveva deciso di rilasciare,
    attraverso l'ufficio anagrafe, l'"Attestazione di famiglia anagrafica
    basata su vincoli di matrimonio o parentela o affinità o adozioni o
    tutela o vincoli affettivi", conferendo a questi documenti valore di
    pubblica attestazione di famiglia. Inoltre ha sollecitato il
    Parlamento affinché affrontasse il tema delle unioni di fatto. Da qui
    il Tar Veneto, nella sentenza, ha ritenuto che vi
    fosse «sussistenza», al riguardo, di una «forte carica ideologica»,
    da parte del Comune.

    Quali sono i riferimenti giuridici su cui si basa il ricorso?

    È stata chiesta in primo luogo la dichiarazione di nullità, ritenendo
    che l'Amministrazione comunale non avesse alcun potere di emanare
    provvedimenti in materia d'anagrafe, vista la competenza legislativa
    dello Stato in questa materia, espressamente prevista dall'articolo
    117 della Costituzione. Inoltre, in via subordinata, si è chiesto
    l'annullamento dei provvedimenti e dei moduli comunali perché
    ritenuti comunque illegittimi.

    Il Tar che cosa ha deciso?

    I giudici hanno ritenuto che la nullità, per incompetenza assoluta
    del Comune, non potesse trovare accoglimento. Infatti, il ricorso è
    stato accolto solo in parte, perché nella sentenza è stato sostenuto
    che l'Amministrazione comunale possiede comunque «indubbi spazi di
    discrezionalità» lasciati liberi dalla legge. Tuttavia, i Giudici
    amministrativi hanno comunque deciso di annullare i moduli
    predisposti dal Comune di Padova, con i quali l'Amministrazione
    comunale ha evidentemente tentato di dare un rilievo pubblicistico
    alle varie forme di convivenza, "giocando" anche sull'utilizzo
    improprio della locuzione "famiglia anagrafica", che in realtà è già
    prevista dall'ordinamento ma solo per meri scopi statistici, ossia al
    fine di raccogliere e schedare la popolazione residente nel
    territorio comunale. Il Tar ha così riconosciuto che la modulistica
    in questione, «per effetto di ben evidenti errori ed omissioni in
    essa presenti e presumibilmente compiuti con intenzionalità, induce
    in effetti i terzi in quell'equivoco» sul quale ho fondato il
    ricorso, ossia «la confusione tra famiglia nucleare e famiglia
    anagrafica fondata su vincoli affettivi». La sentenza stabilisce che
    il sindaco «dovrà pertanto sollecitamente eliminare le difformità
    della modulistica in esame rispetto all'ordinamento vigente».
    Difformità e correzioni, queste, che sono state puntualmente
    descritte e indicate in ben quattro pagine della sentenza.

    Quali sono i principi fondamentali della pronuncia?

    Il Tar ha, in maniera innovativa, riconosciuto «un interesse anche
    soltanto morale» del ricorrente a che la famiglia anagrafica, non
    importa se a connotazione etero od omo sessuale, non si tramuti, da
    istituto essenzialmente strumentale alla raccolta sistematica delle
    persone che hanno fissato nel Comune la propria residenza, a vero e
    proprio «modello di organizzazione sociale equipollente alla famiglia
    fondata sul matrimonio». Conseguentemente è stato riconosciuto un
    interesse oppositivo a qualsiasi ipotesi di omologazione, anche solo
    documentale, tra la famiglia nucleare e quella anagrafica fondata
    sulla mera dichiarazione della sussistenza di vincoli affettivi
    comunque diversi dal matrimonio, dalla parentela, o dall'affinità,
    nonché dai vincoli discendenti dall'adozione e dalla tutela.

    Secondo il Tar su cosa si basa questa differenza fondamentale?

    La sentenza si sofferma a puntualizzare la macroscopica e
    insuperabile differenza tra la «famiglia anagrafica» – che è un
    istituto giuridico esclusivamente finalizzato alla «raccolta
    sistematica dell'insieme delle posizioni» e che «risulta ben più
    elastica nella sua costituzione e dissoluzione, e che può essere
    formata anche da un'unica persona – e quella che il Tar chiama
    famiglia "nucleare" o "civile", ossia la famiglia tradizionale vera e
    propria, composta da persone unite in matrimonio con effetti civili
    riconosciuti, che risulta presupposta e tutelata nel nostro
    ordinamento interno dagli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione,
    dagli articoli 144 e 146 del codice civile e dall'articolo 570 del
    codice penale, oltre che dalle norme del diritto internazionale
    generalmente riconosciute , come l'articolo 12 della Convenzione
    europea dei diritti dell'uomo e l'articolo 16 della Dichiarazione
    universale dei diritti dell'uomo. Infine, secondo i giudici
    amministrativi, resta comunque ancora imprescindibile punto fermo di
    ogni società umana la "famiglia" fondata sul matrimonio, a tutt'oggi
    definibile, come i romani già dicevano «coniunctio mari et feminae,
    et consortium omnis vitae, divini et umani iuris communicatio». Su
    quest'ultimo punto – che condivido in toto – ogni aggiunta mi sembra
    pleonastica.

    Questa pronuncia come potrebbe incidere nell'attuale dibattito sui
    Dico e Cus?

    Il mio auspicio è che possa contribuire a mettere in luce, facendo
    ancora una volta chiarezza, la radicale distinzione che esiste, e che
    deve esistere – anche perché riconosciuta e garantita
    costituzionalmente – tra la vera famiglia, quella tradizionale,
    fondata sul matrimonio, e le altre forme di convivenza: sicché,
    proprio in applicazione del fondamentale principio di uguaglianza
    sancito dall'articolo 3 della Costituzione, non vengano trattate in
    modo uguale o comunque simile, situazioni che di fatto sono
    essenzialmente diverse. Infatti l'uguaglianza è violata non solo
    quando si discrimina ingiustamente situazioni eguali, ma anche
    allorquando si equiparano indebitamente due situazioni che sono
    diseguali.

    La decisione ha qualche valore per gli altri comuni che hanno emanato
    delibere analoghe?

    La decisione spiega i suoi effetti solo ed esclusivamente nei
    confronti del Comune di Padova, ma potrebbe essere un utile
    riferimento come prezioso "precedente" affinché i singoli Comuni che
    avevano intenzione di provvedere analogamente, non provvedano in
    ordine sparso ognuno per conto proprio istituendo delle vere e
    proprie anagrafi "parallele" onde evitare non solo di creare il
    rischio di una gran confusione in questa delicata materia, ma anche
    il rischio, ben più sentito dai funzionari pubblici,
    dell'applicazione delle sanzioni previste dal cosiddetto nuovo codice
    della privacy e della conseguente assunzione di una responsabilità
    per danno erariale.

    Ilaria Nava
    Avvenire (22 settembre 2007)
     
    *