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31 oktober Chavez contro i vescoviCome si poteva immaginare, Hugo Chàvez ha reagito violentemente al 30 oktober riflessioni consueteIN PRIMO PIANO:
Card. Caffarra: Le moderne insidie del demonio Mi sembra che siano almeno tre, che emergono già chiaramente dal confronto fra la creazione originaria dell'uomo e della donna narrata nel secondo capitolo della Genesi, e la prima originaria seduzione, archetipo di ogni seduzione, narrata nel terzo. - La verità circa la persona umana, insidiata da una progressiva de-gradazione ontologica ed assiologia. La detronizzazione dell'uomo, pensato sempre più come un fortuito risultato di processi naturali, alla quale oggi assistiamo, è una delle grandi seduzioni. - La verità circa il rapporto uomo-donna nella sua forma originaria matrimoniale. La disistima dell'amore coniugale cui oggi assistiamo, è l'altra grande seduzione che cerca di trasformare la verità di Dio nella falsità dell'uomo. - La verità circa il sociale umano. Esso oggi è sempre più pensato prescindendo dalla o negando l'esistenza del bene umano comune, e quindi o come coesistenza regolamentata di opposti egoismi o come fragile miracolo della fortuita convergenza di opposti interessi. È la terza grande seduzione. "DIFENDERE LA VITA" http://difenderelavita.totustuus.it/ Dna artificiale, ombre dietro le promesse Nuove conoscenze, la scoperta di nuove verità non possono che essere accolte positivamente. La nostra mente (ragione) è fatta per conoscere e questa facoltà, che ci distingue da tutte le specie viventi, non può essere negata. La vera domanda è quella che interroga la nostra coscienza circa l'uso della conoscenza e degli strumenti che essa ci ha messo nelle mani. In questo senso la scoperta di Venter non è buona né cattiva; o meglio, può diventare cattiva se ne facciamo un uso malvagio. Va detto che simili domande gli scienziati se le sono già poste più di trent'anni fa, quando venne introdotta la tecnologia del Dna ricombinante. E bisogna riconoscere che finora non è avvenuta alcune catastrofe, mentre si sono registrati grandissimi progressi a favore dell'uomo. OPUS DEI... TUTTA LA VERITA' http://www.escriva.it Omelia pronunciata da mons. Paul Youssef Matar, arcivescovo maronita di Beirut, nella S. Messa di ringraziamento per la canonizzazione del fondatore: http://www.escriva.it/Canondat11.htm Le parole di introduzione del card. Van Thuan alla terza sessione del congresso per il centenario della nascita di san Josemaría: http://www.escriva.it/Congrdat05.htm Vi ricordiamo che tramite il nostro sito è possibile leggere il "pensiero del giorno" di san Josemaría: http://www.escriva.it/Pens.htm Rino Cammilleri http://www.totustuus.biz/showthread.php?p=1840#post1840 I MARTIRI SPAGNOLI. In esclusiva per i forum di totustuus.net, riprende la pubblicazione degli "ANTIDOTI": Il 28 ottobre in piazza San Pietro il pontefice beatificherà quasi cinquecento persone in un sol colpo. Wojtyla, che pure fu recordman di beatificazioni e canonizzazioni, arrivò a un massimo di duecentotrentatré in un solo gruppo, nel 2001. E, guarda caso, anche allora si trattava di martiri della guerra civile spagnola. Adesso tocca a Benedetto XVI continuare l'opera sul martirologio di quella guerra, che vide la peggiore persecuzione anticristiana della storia dai tempi di Diocleziano (parole di uno storico laico, Hugh Thomas). Ora, poiché il secolo appena trascorso è stato il più intriso di sangue di cristiani (sono stati calcolati sui settanta milioni i cristiani uccisi in odio alla fede in venti secoli; ebbene, oltre il cinquanta per cento è stato trucidato nel solo ventesimo secolo), è ovvio che la Chiesa non può fare altro che contare i suoi morti. Per quelli della guerra civile spagnola, che sono oltre diecimila, si può dire che ha appena iniziato. 15) Il Timone http://www.iltimone.org/newsArt.php?idArt=39 Il carisma del Papa, le paure del Corriere Sulla prima pagina del Corriere della Sera di venerdì 26 ottobre 2007, Sergio Romano si chiede nell'editoriale ("Il carisma e le paure") il motivo della crescente popolarità di Benedetto XVI, tanto più evidente quando si consideri che è "molto meno esuberante e carismatico del suo predecessore". Con Romano su una cosa possiamo concordare: l'uomo moderno, occidentale, è confuso e smarrito. Ma lo è proprio perché i laici - ma sarebbe meglio dire laicisti - hanno difeso i loro (dis)valori così bene da averli imposti a tutta la società occidentale. Tanto per citare le cose elencate da Romano: fecondazione artificiale, eutanasia, unioni di fatto e legami omosessuali, catastrofismo ambientalista. Il problema dei laici non sta dunque nel non saper difendere i propri valori, ma è proprio nei valori che propugnano. Quando si sceglie il relativismo come valore fondamentale, l'esito è inevitabilmente il nichilismo, il dubbio, lo scetticismo. E quindi confusione, tensione, violenza, distruzione. ANTONIO SOCCI" http://www.antoniosocci.it/Socci/index.cfm? circuit=Main&name=CaricaOggetto&modalita=view&rnd=0.658627894311&id=54 3 In difesa di padre Pio Se Gesù tornasse e fosse visto anche oggi mentre cammina sulle acque, certi giornali l'indomani titolerebbero: "Clamoroso. Gesù di Nazareth non sa nemmeno nuotare". Come certi dotti che, avendo Gesù guarito un paralitico, lo accusarono di aver compiuto il miracolo di sabato, giorno festivo. Finisce nel ridicolo il pregiudizio che nega l'evidenza. Un tempo lo usavano contro Gesù, poi contro i santi, come padre Pio. Ho appena consegnato alla Rizzoli (e sarà in libreria il 14 novembre prossimo) il mio libro su questo grande santo e su alcune cose sconvolgenti che ha compiuto e - avendo consultato decine di volumi, compresi quelli della causa di beatificazione - ho fatto una indigestione di fango. E' impressionante la varietà di accuse, insinuazioni e calunnie che per mezzo secolo gli sono state rovesciate addosso. 19) Corrispondenza Romana http://www.corrispondenzaromana.it/ CINA: il bluff della "società armoniosa" auspicata da Hu Jintao La "società armoniosa" che il leader Hu Jintao auspica "prevede una maggior partecipazione di tutte le fasce della popolazione allo sviluppo della Cina", ma limitarsi all'enunciato è "uno dei più grandi bluff nella storia del Partito comunista cinese", come il suggerire "una riconciliazione sociale" in un Paese che "vede almeno 200 rivolte violente al giorno con scontri fra popolazione e polizia". Duro il commento di padre Bernardo Cervellera su "AsiaNews", Agenzia del Pontifico Istituto Missioni Estere, ai lavori del XVII Congresso del PCC durante il quale "si parla di "libertà religiosa" e di "rispetto per tutte le fedi", mentre nel Paese continuano persecuzioni e violenze contro membri delle comunità religiose, con vescovi scomparsi, isolati, morti in circostanze oscure; attivisti protestanti trascinati nei lager o picchiati". 100 anni e non li dimostraIl Timone settembre-ottobre 2007 http://www.iltimone.org/ Lodata da Benedetto Croce e Giovanni Gentile, temuta dai cattolici in odore di eresia, limpida come un manuale. E' la magistrale Pascendi dominaci gregis, l'enciclica con cui l'8 ottobre 1907 Papa Pio X condannò duramente il Modernismo di Alessandro Gnocchi Il 13 settembre 1907, cinque giorni dopo la pubblicazione della "Pascendi dominici gregis", il laicissimo Benedetto Croce firmava sul Giornale d'Italia un elogio dell'enciclica con cui Papa Pio X condannava il modernismo. Don Benedetto, coerente con il fatto di non potersi non dire cristiano pur continuando a non esserlo, aveva titolato l'articolo "Insegnamenti cattolici di un non cattolico". In ogni caso, arrivava al sodo circa il destino dei modernisti, ai quali non rimaneva che «andare innanzi o tornare indietro. Ossia, o ricongiungersi ritardatari alle schiere dei pensatori non confessionali: o, dopo essersi dibattuti vanamente per qualche tempo, ricadere nel cattolicesimo tradizionale». Giovanni Gentile, l'altro sommo esponente dell'idealismo italiano, nel volume Il modernismo e i rapporti fra religione e filosofia, faceva altrettanto, se non di più, e scriveva: «in verità l'enciclica "Pascendi dominici gregis" è una magistrale esposizione e una critica magnifica dei principi filosofici di tutto il modernismo. (...). L'autore dell'enciclica ha visto fino in fondo e interpretato esattamente, da critico enunctae naris ("di naso fino", ndr), la dottrina giacente nelle esigenze filosofiche, teologiche, apologetiche, storiche, critiche, sociali dell'indirizzo modernista». Sarebbe stato difficile non riconoscere l'importanza di quel documento, data la sua chiarezza da manuale. Sul piano filosofico, spiega San Pio X, il modernismo ritiene impossibile esaminare il problema di Dio. «Tutto il fondamento della filosofia religiosa - scrive nella Pascendi - è riposto dai modernisti nella dottrina, che chiamano dell'agnosticismo. Secondo questa, lai ragione umana è ristretta interamente entro il campo dei fenomeni, che è quanto dire di quel che apparisce e nel modo in che apparisce: non diritto, non facoltà naturale le concedono di passare più oltre. Per lo che non è dato a lei d'innalzarsi a Dio, nel di conoscerne l'esistenza, sia pure per intromessa delle cose visibili. E da ciò si deduce che Dio, riguardo alla scienza, non può affatto esserne oggetto diretto; riguardo alla storia non deve mai riputarsi come soggetto istorico». Dunque, secondo i modernisti, la fede nascerebbe da un semplice bisogno esistenziale e non sarebbe altro che un sentimento. La rivelazione stessa sarebbe un sentimento elaborato dal credente. Su questo piano, Cristo è solo il modello più riuscito: è l'individuo la cui coscienza ha prodotto un sistema al quale i cristiani ritengono di dover sottostare. «Né credasi già che diversa sia la sorte della religione cattolica - dice ancora Pio X. - Anzi in tutto pari alle altre: imperocché non altrimenti essa è nata, che per processo di vitale immanenza nella coscienza di Cristo, uomo di elettissima natura, quale mai altro simile si vide né mai si troverà. Nell'udir tali cose Noi trasecoliamo di fronte ad affermazioni cotanto audaci e sacrileghe!». Per il modernista la realtà divina ha un senso solo nell'anima del credente, non ha carattere oggettivo. E in proposito Pio X scrive: «Nel sentimento religioso, si deve riconoscere quasi una certa intuizione del cuore; la quale mette l'uomo in contatto immediato colla realtà stessa di Dio, e tale gl'infonde una persuasione dell'esistenza di Lui e della Sua azione sì dentro, sì fuori dell'uomo, da sorpassar di gran lunga ogni convincimento scientifico. Asseriscono pertanto una vera esperienza, e tale da vincere qualsivoglia esperienza razionale; la quale se da taluno, come dai razionalisti, è negata, ciò dicono intervenire perché non vogliono porsi costoro nelle morali condizioni, che son richieste per ottenerla. Or questa esperienza, poi che l'abbia alcuno conseguita, è quella che lo costituisce propriamente e veramente credente. Quanto siamo qui lontani dagli insegnamenti cattolici!». L'enciclica esamina anche i rapporti tra scienza e fede e mette subito il dito sulla piaga. Secondo i modernisti, la scienza è libera di fronte alla fede, che ne è invece soggetta. Ciò per il semplice fatto che Dio è immanente all'uomo e le rappresentazioni della realtà divina sono simboliche. «Così dunque-spiega l'enciclica - si evince essere la scienza affatto libera dalla libera fede; la fede invece, tuttoché si decanti estranea alla scienza, essere a questa sottoposta. Le quali cose tutte, Venerabili Fratelli, sono diametralmente contrarie a ciò che insegnava il Nostro Antecessore Pio IX: "Essere dovere della filosofia, in materia di religione, non dominare ma servire, non prescrivere ciò che si debba credere, ma abbracciarlo con ragionevole ossequio, né scrutar l'altezza dei misteri di Dio, ma piamente ed umilmente venerarla" (Breve al Vescovo di Breslavia, 15 giugno 1857). I modernisti invertono del tutto le parti». Il lavoro minuzioso sui singolari errori condotto nella "Pascendi" non deve far perdere di vista che il nucleo del modernismo, secondo Pio X, consiste in una sovversione che li somma e li supera tutti: il cambiamento radicale della nozione di verità, mediante l'accettazione del principio di immanenza che sta a fondamento del pensiero moderno. La conseguenza di quest'errore è la professione della variabilità della dottrina in ciò che essa ha di immutabile. Che fare? «La prima cosa adunque per ciò che spetta agli studi - risponde l'enciclica - vogliamo e decisamente ordiniamo che a fondamento degli studi sacri si ponga la filosofia scolastica. Bene inteso che, "se dai Dottori scolastici furono agitate questioni troppo sottili o fu alcun che trattato con poca considerazione; se fu detta cosa che mal si affaccia con dottrine accertate dei secoli seguenti, ovvero in qualsivoglia modo non ammissibile; non è nostra intenzione che tutto ciò debba servir d'esempio da imitare anche ai di nostri" (Leone XIII, Enc. Aeterni Patris). Ciò che conta anzi tutto è che la filosofia scolastica, che Noi ordiniamo di seguire, si debba precipuamente intendere quella di San Tommaso di Aquino: intorno alla quale tutto ciò che il Nostro Predecessore stabilì, intendiamo che rimanga in pieno vigore, e se è bisogno, lo rinnoviamo e confermiamo e severamente ordiniamo che sia da tutti osservato. Se nei Seminar! si sia ciò trascurato, toccherà ai Vescovi insistere ed esigere che in avvenire si osservi. Lo stesso comandiamo ai Superiori degli Ordini religiosi. Ammoniamo poi quelli che insegnano, di ben persuadersi, che il discostarsi dall'Aquinate, specialmente in cose metafisiche, non avviene senza grave danno». I successivi insegnamenti del Magistero, che hanno arricchito e approfondito il solco tracciato da Pio X, confermano l'attualità della "Pascendi dominici gregis". Che ha cento anni e non li dimostra. 28 oktober la lezione del 28 ottobre
24 oktober bagnasco e il pdIl segretario della Cei: "Partecipazione garantita dall'apparato ex Pci. Che delusione le suore alle urne". "Vita e famiglia sono emergenze come il calo delle nascite" Roma - «Ci troviamo di fronte a una campagna di mistificazione che vuole presentare come un privilegio le condizioni per l'esercizio della missione della Chiesa». Dopo settimane di attacchi sulle esenzioni fiscali e sui «privilegi», il segretario della Conferenza episcopale italiana, Giuseppe Betori, ribatte alle critiche. E con il Giornale parla del fenomeno Grillo, delle primarie del Pd, del ruolo dei cattolici in politica in un Paese, l'Italia, dove la grande maggioranza dei cittadini, afferma, «ha fiducia nella Chiesa». Esiste un distacco sempre maggiore tra il Paese reale e la «casta» dei politici. La Chiesa avverte questo distacco? «Direi che la parola "casta" non riesce a fotografare adeguatamente una realtà che è più complessa. Ma esiste certamente una reazione verso atteggiamenti "di casta" che la politica ha assunto. Il punto non è però la condanna dei privilegi, quanto piuttosto la percezione sempre più radicale di una lontananza della politica dai problemi reali dei cittadini. Quando la gente è provocata sui problemi veri, su temi sensibili, risponde. Lo abbiamo visto nel caso del referendum sulla fecondazione assistita e nel caso del Family day». Come giudica l'affluenza alle primarie del Pd? «Dimostra che non c'è solo disaffezione: quando la possibilità di partecipare è reale, le persone partecipano. Non vorrei però esaltare oltre misura l'affluenza alle primarie. Esiste ancora l'apparato dell'ex Pci, poi Pds e ora Ds e se i militanti sono chiamati, rispondono come un tempo. Questa capacità di mobilitazione fa parte della tradizione di una certa parte politica. Mi sarei stupito di un risultato diverso». Cosa ne pensa delle suore che sono andate a votare per le primarie? «Sinceramente, non mi ha fatto piacere. A noi dicono che facciamo ingerenza ogni qual volta interveniamo, poi si esalta la partecipazione di religiosi a una consultazione che riguarda la vita interna di un partito. Noi non partecipiamo alla vita dei partiti e interveniamo soltanto quando sono messi in gioco alcuni grandi valori umani. Quanto al Pd, non prendiamo alcuna posizione: sarà giudicato sulla base dei fatti». Come favorire una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita pubblica? «È un problema culturale, stanno venendo meno i valori condivisi, manca l'idea di un bene comune. Nei prossimi giorni parleremo proprio di questo, durante la Settimana sociale. Come Chiesa siamo in ritardo nel diffondere la dottrina sociale e nel preparare i credenti a questa partecipazione, ma questa è la via». Come giudica il fenomeno Grillo? «Rappresenta il segnale di un malessere. Non mi sembra che la soluzione al problema del distacco dei cittadini dalla politica passi per queste strade senza un riscontro opportuno di partecipazione nelle strutture della nostra società. Il fenomeno non va sottovalutato ma neanche cavalcato». In queste ultime settimane siete stati oggetto di critiche forti per le esenzioni fiscali. La Chiesa in Italia è privilegiata? «Credo che ci troviamo di fronte a una campagna di mistificazione che vuole presentare come un privilegio le condizioni per l'esercizio della missione della Chiesa come di altri soggetti che operano nel sociale. Non credo che si tratti di una campagna preordinata, ma confesso che questo mi preoccupa ancor di più, perché sarebbe più comodo individuare pochi responsabili. In fondo, la Chiesa fa una grande elemosina, un'attività caritativa strutturata. Punirla, come punire gli altri soggetti che intervengono nel sociale, significa punire la società stessa. Non penso si possa mettere una tassa sull'elemosina! Esiste una cultura egemone che non rispetta la presenza sociale della Chiesa, non la tollera, non la vuole». È vero o no che sono esenti dall'Ici anche gli immobili della Chiesa destinati a fini commerciali? «Se per fini commerciali si intende fini di lucro, nessuno stabile a fini di lucro è esente dall'Ici. Sono esentati gli immobili usati per finalità sociali, quelli della Chiesa come quelli di altri soggetti, come i sindacati e le associazioni. Non abbiamo timore di dire che tutto ciò che non soggiace all'Ici e ha fini di lucro deve soggiacerci e nei Comuni ci sono uffici competenti per fare queste verifiche. Altra cosa sono le Caritas, che possono ricevere finanziamenti da parte dei Comuni per le mense e sono obbligate a rilasciare fatture commerciali: non è un'attività lucrosa e non fa concorrenza ai ristoranti». La Chiesa italiana riceve un miliardo di euro con l'otto per mille... «Si dimentica che è la conseguenza del passato incameramento da parte dello Stato dei beni degli ordini religiosi. Lo Stato si era impegnato a mantenere il clero con la "congrua". L'otto per mille è per così dire una de-statalizzazione: non è più lo Stato a dare questo sostegno, sono i cittadini che liberamente scelgono. E il 90 per cento degli italiani ha fiducia nella Chiesa e sceglie di destinarle l'otto per mille. A proposito del rapporto Chiesa e soldi, sa quanto risparmia lo Stato grazie al servizio offerto dalle scuole paritarie cattoliche? Sei miliardi di euro». Qual è oggi il compito dei cattolici in politica? «Oggi è uguale a quello di ieri, il Vangelo è lo stesso, la dottrina sociale è il patrimonio di riferimento. Sono diverse le condizioni. Non c'è più una casa unica dei cattolici in politica, che ha servito il Paese in maniera straordinaria, ma verso la quale ora è inutile provare nostalgia o immaginare di ricostruirla. I cattolici sono impegnati in schieramenti diversi ma devono essere uniti sui riferimenti comuni e sui valori. Oggi molti temi al centro del dibattito politico riguardano l'inizio e la fine della vita umana, e toccano direttamente la dimensione della fede. Forse oggi è più difficile essere politici cattolici, c'è una responsabilità maggiore in rapporto ai valori fondamentali». Il cattolico in politica spesso rivendica la propria autonomia dalle gerarchie. «L'autonomia non può essere intesa come mancanza di comunione con i pastori. Essere autonomi non significa rifiutarsi di ascoltare l'insegnamento della Chiesa, ma agire con la propria responsabilità senza coinvolgere direttamente la Chiesa nell'agone politico. Autonomia non significa interpretare in modo solitario i valori della fede». L'Italia può ancora dirsi un Paese «cattolico»? «Credo che sia ancora cattolico. Non condivido l'idea di chi sostiene che oggi i cattolici sono minoranza e devono ragionare da minoranza. Finché la gente si dice cattolica, chi sono io per affermare il contrario?». Ammetterà però che poi molti non seguono le regole morali della Chiesa... «C'è sempre stato, purtroppo, il problema della divaricazione tra l'appartenenza alla Chiesa e alcuni comportamenti morali. Non credo però che in altre epoche la situazione fosse tanto migliore. Oggi, diversamente dal passato, c'è una cultura egemone che ha perso ogni riferimento alla fede e alla tradizione cristiana». Da parte della Chiesa non c'è troppa insistenza sui temi della vita della famiglia, mentre altri, come la giustizia sociale o lo stesso annuncio evangelico, rischiano di passare in secondo piano? «Vita e famiglia sono oggi un'emergenza sociale. C'è uno sradicamento dei principi stessi che sono alla base della nostra convivenza. Dunque non si possono sempre trattare tutti i temi allo stesso modo. C'è però anche un altro problema: quando la Chiesa parla di Gesù, della missionarietà delle parrocchie, fa meno notizia. Purtroppo questo ha fatto passare anche all'interno del mondo cattolico l'idea che noi parliamo soltanto di vita e famiglia. Mentre la nostra priorità è il primato di Dio». La preoccupa il fenomeno della denatalità nel nostro Paese? «Per molti anni siamo stati gli unici a parlarne, insieme all'allora presidente Ciampi. Ora ci si comincia ad accorgere del problema, ma non vediamo segni di risposta concreti. Non si tratta di un problema solo economico, aspetto che pure non va sottovalutato. C'è anche una crisi della speranza. Purtroppo l'uomo contemporaneo non si ama e in base a una certa filosofia evoluzionistica si considera come l'ultima specie di un'evoluzione casuale, senza senso. Dunque anche la vita è senza senso. Questo è l'humus dentro cui nidifica l'incapacità di trasmettere la vita». Il Giornale n. 245 del 2007-10-17 23 oktober ma in che mondo viviamo??
22 oktober riflessioniIN PRIMO PIANO: http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=26 Benedetto XVI: Diritti umani solo se fondati nel diritto naturale. Il 60° anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo.. potrà costituire un'utile occasione per l'Italia di offrire il proprio apporto alla creazione, in campo internazionale, di un giusto ordine al cui centro ci sia sempre il rispetto per l'uomo, per la sua dignità e per i suoi inalienabili diritti. A tale Dichiarazione si guarda come ad una sorta di impegno morale assunto dall'umanità intera. Ciò ha una sua profonda verità soprattutto se i diritti descritti nella Dichiarazione sono considerati come aventi fondamento non semplicemente nella decisione dell'assemblea che li ha approvati, ma nella natura stessa dell'uomo e nella sua inalienabile dignità di persona creata da Dio. è importante che gli Organismi internazionali non perdano di vista il fondamento naturale dei diritti dell'uomo. Ciò li sottrarrà al rischio, purtroppo sempre latente, di scivolare verso una loro interpretazione solo positivistica. Se ciò accadesse, gli Organismi internazionali risulterebbero carenti dell'autorevolezza necessaria per svolgere il ruolo di difensori dei diritti fondamentali della persona umana e dei popoli, principale giustificazione del loro stesso esistere ed operare. 2) I nuovi Forum di approfondimento: http://www.totustuus.biz/ In arrivo nota chiarificatrice sul Motu Proprio E' vero, stiamo redigendo un documento-istruzione sulla giusta interpretazione del Motu Proprio 'Summorum Pontificum' che ha liberalizzato la Messa secondo i libri liturgici di San Pio V cosi' come modificati dal Beato Giovanni XXIII". Lo afferma. Monsignor Camille Perl, Segretario della Pontificia Commissione 'Ecclesia Dei', che aggiunge: "Pur non essendo una Congregazione, abbiamo ricevuto la facoltà di preparare questa nota per la definizione di alcuni aspetti del Motu Proprio papale quale, ad esempio, quello del gruppo stabile. Agenzia Fides - "Propaganda Fide" - Città del Vaticano http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=14167&lan=ita Conferenza Episcopale del Venezuela: campagna sulla riforma della Costituzione La Conferenza Episcopale del Venezuela ha lanciato una campagna di informazione sull'iniziativa di Riforma della Costituzione che sta portando avanti il governo. I Vescovi hanno già mostrato diverse volte le loro preoccupazioni per l'annuncio di questa riforma. L'abbozzo di modifica di 33 dei 350 articoli della Carta costituzionale del 1999 è stato presentato lo scorso 15 agosto all'Assemblea Nazionale. I Vescovi si sono riuniti agli inizi di settembre per analizzare il contenuto e la portata di questa riforma costituzionale e preparare una bozza di un messaggio che sarà diretto al popolo venezuelano la prossima settimana, dopo una Assemblea Straordinaria dell'Episcopato Venezuelano 13) "OPUS DEI... TUTTA LA VERITA' http://www.escriva.it/ "Il Padre com'era" - don Alvaro del Portillo, che visse al suo fianco per decenni, ci racconta l'eroica quotidianità di san Josemaría: http://www.escriva.it/Alvdat06.htm Discorso rivolto da Giovanni Paolo II ai partecipanti al congresso per il centenario della nascita di san Josemaría: http://www.escriva.it/Congrdat04.htm Iscrivendosi al gruppo: http://groups.google.it/group/Escriva è possibile ricevere via mail notizie e approfondimenti sull'Opus Dei. 14) "MONS. ALESSANDRO MAGGIOLINI" http://www.alessandromaggiolini.it/bin/servlet/mediabox.servlets.prese ntation.DettaglioInfo?idInfo=39701&url=dettaglioRassegna.jsp (Il Timone) Catechismo o Bibbia? Dio ci scampi: la Bibbia va letta e riletta, forse saputa a memoria e trasformata in preghiera. Ma non ci si illuda che la comprensione della Parola del Signore si esaurisca con i testi biblici. V'è tutto un lavoro da compiere per semplificare ciò che il Signore comunica e per assaporare l'insegnamento di Dio a cui si accompagna la Sua Presenza. In sintesi: catechismo di San Pio X, Catechismo della Dottrina Cattolica, Compendio del Grande Catechismo, formulette come giaculatorie e di preghiere da recitare mattina e sera. Non si butta nel cesto della carta straccia ciò che ci ha formato nella fede cristiana e che può essere ancora utile. E le novità che si possono apprendere non permettono la disinvoltura di chi si dà delle arie rispetto alla sapienza dei nonni e dei vecchi parroci. 15) "Luci sull'Est" http://www.lucisullest.it/ Fatima: il richiamo alla conversione Al via un nuovo progetto di Luci sull'Est: oltre 250.000 copie di un DVD con la storia di Fatima. A Fatima la Madre di Dio ha parlato ai tre pastorelli e, tramite loro, al mondo intero. La Madonna li ha incaricati di comunicare soprattutto la sua profonda afflizione dinanzi all'empietà ed alla corruzione degli uomini. E se questi non si emenderanno - ha ammonito la Santa Vergine - seguirà un terribile castigo. Quindi ogni buon cristiano che ami Maria deve sentirsi, su ispirazione della grazia di Dio, in qualche modo chiamato a comunicare al mondo l'afflizione di Nostra Signora ed il suo potente richiamo alla penitenza, all'offerta dei propri sacrifici per riparare al male ed ottenere misericordia e conversione per il mondo intero. Con questo spirito abbiamo intrapreso il nuovo progetto: l'incisione e la diffusione di un DVD con la storia di Fatima. "Sviluppo e popolazione" http://www.svipop.org/ Nobel per la Pace ad Al Gore: una vergogna e una follia 12-10-2007 - Il Premio Nobel per la Pace assegnato ad Al Gore e all'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) è una vergogna e una follia. Si dà un premio per la pace a chi vive di menzogne e a chi sparge a piene mani terrorismo psicologico. E' un riconoscimento a chi vuole la fine dell'Occidente e impedire lo sviluppo ai Paesi poveri. 19) "HAZTEOIR.ORG - LOBBYING ETICO - SPAGNA." http://www.epcno.org/epcno/ Campagna contro l'educazione zapaterista E' noto che l'Educazione per la Cittadinanza (EpC) è una nuova materia scolastica inserita dal Governo Zapatero come parte irrinunciabile della Riforma del sistema scolastico. I Regi Decreti stabiliscono i contenuti minimi di questa materia, con un profondo contenuto morale e ideologico. Il Governo inganna l'opinione pubblica quando presenta la EpC come riferita alla Costituzione e ai Diritti Umani: essa è molto più che ciò. Respingiamo l'EpC, perché forma bambini e adolescenti nella morale del Governo di turno, mette al margine i genitori, impone laicismo, relativismo, positivismo giuridico e la "ideologia del genere". Per tuttoe queste ragione è sorta dalla società un movimento civico contrario a questa materia, con i genitori obiettori quali punta di lancia di questa battaglia per le libertà e i diritti fondamentali. 19 oktober islam alla conquista dei libri di scuolaL'ISLAM HA CONQUISTATO ANCHE I LIBRI DI SCUOLA Nei libri di storia e geografia di una sezione di scuola media il cristianesimo non appare nemmeno. In compenso, le pagine sull'Islam si sprecano. E il libro delle vacanze inizia con "Lode a Maometto". Proponiamo una notizia ad Al-Jazeera. Mondadori, la più grande casa editrice italiana, nel suo settore scolastico dev'essere stata conquistata con una splendida azione di cavalleria araba da qualche emiro, ma forse c'erano anche dei cammelli. I libri di storia per i ragazzini si chiamano "Scambi tra civiltà", autrice Vittoria Calvani. La quale scrive bene ed ha un'idea chiara di questi ultimi millenni: la parte del leone buono e generoso la fanno i musulmani. Maometto è l'eroe pieno di virtù. E Gesù? Gesù ha il suo bel posto nel Corano, e si accontenti: è stato generosamente adottato dall'Islam insieme agli altri profeti biblici. La proliferazione militare dell'Islam è «prodigiosa» e ha una motivazione: il fascino umano dei conquistatori. I non credenti (così sono qualificati cristiani ed ebrei) sotto il regime degli imam e dei sultani non hanno di che lamentarsi. Basta che paghino una tassa in più e la fanno franca, i fortunelli. Certo, ci sono dei problemi: l'islam ammette la schiavitù, ma chi non ha qualche difetto? E via così. Il cristianesimo? Niente. Un fenomeno in fondo minore. Più da vicino. La reclame è: «libri per la scuola che si rinnova». Prima media, volume uno. Qualche dato banalmente numerico. La trattazione dell'Impero Romano e da pagina 62 fino a 85. Totale 23 pagine. Quelle dedicate all'Impero Islamico e alla "Civiltà araba" vanno da pagina 160 a pagina 197. Totale 37 pagine. Radici islamiche battono radici latine. Nessun capitolo intitolato alla "Civiltà cristiana" o al "Cristianesimo" o a "Gesù Cristo". Il capitolo di Gesù è su internet Al di là della quantità. anche il giudizio pende da quella parte. Nei capitoli intitolati «Islam» e «Maometto» i paragrafi trascritti nell'indice sono di sperticata ammirazione. Ne citiamo alcuni, caratterizzati da leccapiedismo linguistico: «La religione accoglie i profeti della Bibbia e Gesù» (secondo me, stavano bene anche a casa loro); «I dissidenti si riuniscono nella casa di Cadigia e di Maometto» (i dissidenti, parola magica, che evoca mitezza e inermità, quando Maometto era notoriamente un predone); «L'arcangelo Gabriele consegna a Maometto il Corano» (non male come fatto storico accertato, neanche Tariq Ramadan osa sostenerlo, ma ai nostri figli Mondadori la passa come notizia sicura); «Maometto predica le virtù delle origini ma e costretto all'egira (esilio) (anche qui, lo cacciano perché buono). Un titolo dedicato magari alla strage degli ebrei? Figuriamoci. Cristo non è considerato? Certo che in questo oggettivo libro di storia si parla del Nazareno. Ecco il capitolo apposito: «Il Corano su Gesù e il Jihad». Procediamo svelti. Un altro capitolo: «Quale fu il segreto della prodigiosa espansione islamica?». Uno pensa: l'abilità nell'agitare la scimitarra, l' organizzazione guerresca. La risposta è questa, e la citiamo ancora: «Umanità nella conquista». Ci invadono, sgozzano: e sono umani, grazie. Meno male che Carlo Martello non la pensava in questa maniera e neanche Isabella di Castiglia. Altro capitolo: «I non credenti devono solo pagare una tassa». In quel «solo» c'è un mondo di tolleranza e di bontà. Cosa sarà mai. Altri titoli: «La scolarizzazione, base del successo dell'Islam». Beh, qui diamo ragione alla professoressa Calvani. Se tutti i libri sono di questo tipo, la scuola e una garanzia di vittoria (per le moschee). E il cattolicesimo? Nel libro non c'è. Se uno vuole sapere qualcosa sul cristianesimo nella storia, bisogna accedere a internet, «se interessa» e «extra-testo». Mica male come discriminazione. Come dire: un optional. Il motore è islamico, se volete le tendine cattoliche fate domanda. Premio Mecca per la Geografia Il libro di geografia che merita il premio Mecca è invece edito da Nuova Italia, «L'iper libro del mondo». Autore Giulio Mezzetti. Non si scappa. Uno deve studiare l'islam sia in storia sia in geografia. Mentre nei volumi dedicati all'Italia e all'Europa il cristianesimo è ignorato, in quello dedicato ai «Popoli della terra», cioè al resto del mondo, si dedicano sezioni del volume all'islam e al buddismo. Te lo sei sorbito in prima media. Eccolo che ritorna in terza media. Tre capitoli qui sono per Maometto, vero eroe universale, di storia, geografia, religione, di tutto e di più. Uno dice: parlando dell'America, almeno di quella latina, si suggerirà qualcosa sul cattolicesimo o sui Pentecostali. Niente. Persino i compiti delle vacanze ti addentano il polpaccio per ricordarti chi comanda. Vedi "Melazzurra" di Nicola e Nicco, edizione Petrini. E' un quaderno per l'estate, e ha questo capitolo: "Arabi, crociati e monaci. Comincia con questo paragrafo: «Lode a Maometto». Non abbiamo scelto queste perle in una produzione sconfinata. I volumi sono adottati tutti in un'unica sezione, normalissima, in Brianza. Si chiama signora Patrizia la ricercatrice che ha rinvenuto questa dispar condicio pro-islamica. Lavora ed è madre di due bambine che vanno a scuola in provincia di Lecco. Invece di chiedere alle figlie solo che voto hanno preso, se hanno fatto gli esercizi di matematica e sono state brave, ha guardato i libri di testo e quello dei compiti delle vacanze. E si e accorta che siamo morti, non insegniamo più niente che sia un senso della vita, qualcosa di solido su cui piantare il futuro. Va bene così? Forse sì. Non si protesta nemmeno più. Patrizia mi dice che la Lega sembrava interessata, si è fatta inviare il materiale di questa resa per un'interrogazione parlamentare ma, dice la signora, non è accaduto niente. E' come se avessimo consumato le forze. Invece Patrizia si ribella. Grazie. Renato Farina – LIBERO 2 ottobre 2007 15 oktober riflessioniIN PRIMO PIANO: Benedetto XVI: Un'etica valida per tutti gli uomini di ogni epoca. http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=31 Con la dottrina della legge morale naturale si raggiungono due finalità essenziali: da una parte, si comprende che il contenuto etico della fede cristiana non costituisce un'imposizione dettata dall'esterno alla coscienza dell'uomo, ma una norma che ha il suo fondamento nella stessa natura umana; dall'altra, partendo dalla legge naturale di per sé accessibile ad ogni creatura razionale, si pone con essa la base per entrare in dialogo con tutti gli uomini di buona volontà e, più in generale, con la società civile e secolare. Ma proprio a motivo dell'influsso di fattori di ordine culturale e ideologico, la società civile e secolare oggi si trova in una situazione di smarrimento e di confusione: si è perduta l'evidenza originaria dei fondamenti dell'essere umano e del suo agire etico e la dottrina della legge morale naturale si scontra con altre concezioni che ne sono la diretta negazione. Tutto ciò ha enormi e gravi conseguenze nell'ordine civile e sociale. IN LIBRERIA: http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24 Manifesto dei conservatori Che il nostro mondo sia avviato al disastro non è una novità, ma questo non è nemmeno un destino ineludibile. Per Scruton, infatti, il migliore antidoto è la conservazione. Non la conservazione gelosa di un passato che ha fatto il proprio tempo e che per forza di cose non può tornare, ma la conservazione nobile di ciò che di più nobile vi è nell'uomo. Vale a dire un senso comune, per quanto minimo, che renda ancora possibile riconoscersi in un linguaggio fungibile. Il senso comune, infatti, non è la communis opinio nel senso della somma dei vari "secondo me". È invece l'intuizione fondamentale dell'essere in tutti i suoi gradi di analogia, l'esperienza elementare di sé e del mondo che coincide con la percezione del reale esistente come primo e originario atto conoscitivo dell'essere umano. Il conservatore oggi, suggerisce bene Scruton, altri non è che questo conoscersi. E il suo maestro più efficace resta Eliot, il poeta che poetò con Questa coscienza. TRACCE DI OMELIE: http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=11 Omelia del 14 ottobre 2007 - Ventottesima Domenica del Tempo Ordinario "L'obbedienza della fede" ci aiuta a leggere unitariamente i testi di questa domenica. I dieci lebbrosi si fidano della parola di Gesù e si mettono in cammino per presentarsi ai sacerdoti, affinché questi ultimi riconoscano che essi sono stati guariti dalla lebbra (vangelo). Naaman il siro obbedisce alle parole di Eliseo, alle istanze dei suoi servi, immergendosi sette volte nel Giordano, per cui viene guarito (prima lettura). L'obbedienza della fede fa sì che Paolo finisca in catene e debba soffrire non pochi patimenti (seconda lettura). E' tutta un'altra storia:" http://www.totustuus.biz/users/altrastoria/medioevo.htm Il vincolo feudale Si può dire che l'attuale società è fondata sul sistema salariale. Sul piano economico, i rapporti tra uomo e uomo si riconducono ai rapporti tra capitale e lavoro: lo schema dei rapporti sociali consiste nel compiere un dato lavoro, e nel riceverne in cambio una certa somma. Il denaro ne è la linfa vitale, poiché eccettuate rare eccezioni, una determinata attività si trasforma dapprima in denaro, per poi divenire l'uno o l'altro degli oggetti necessari alla vita. Per capire il Medioevo bisogna immaginare una società che vive secondo un modello completamente diverso, da cui la nozione di lavoro salariato, ed in parte addirittura quella di denaro, sono assenti o del tutto secondari. La base dei rapporti umani, è la duplice nozione di fedeltà, da una parte, e di protezione, dall'altra. 13) "Agenzia Fides - "Propaganda Fide" - Città del Vaticano" http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=14083&lan=ita Motu proprio e questione ecclesiologica La crisi della liturgia comincia quando non è concepita e vissuta come adorazione in Gesù Cristo della Trinità e come celebrazione di tutta la Chiesa cattolica e non di una comunità particolare, di cui i Vescovi e i sacerdoti sono ministri, cioè servi, non padroni. Il lamento continuo di taluni liturgisti sulla mancata attuazione della riforma e gli espedienti per renderla attraente, indicano che si è smarrito lo spirito della liturgia, riducendola ad un'autocelebrazione della comunità particolare. 14) "Corrispondenza Romana " http://www.corrispondenzaromana.it/ Il caso di Cagliari: un passo verso l'eugenetica Il tribunale di Cagliari infligge un primo colpo alla discussa ed ambigua legge 40 sulla procreazione assistita. I magistrati sardi hanno infatti detto sì alla diagnosi preimpianto, mettendo così in discussione uno dei punti-cardine della legge.Ora dopo la decisione del giudice l'ospedale e il medico incaricato controlleranno lo stato dell'embrione, verificando se può essere colpito da talassemia. Solo nel caso in cui l'embrione sia sano il medico procederà all'impianto e alla gravidanza. Secondo l'Associazione Scienza e Vita "la sentenza rappresenta un caso di eugenetica". Secondo l'Associazione, "non è vero che in qualche modo la legge 40 prevede la diagnosi genetica preimpianto sugli embrioni umani. È vero esattamente il contrario: la legge 40 vieta la diagnosi genetica preimpianto anche se non la menziona espressamente" 15) Sito personale del Cardinale Carlo Caffarra http://www.caffarra.it 4 ottobre 2007 - Solennità di san Petronio - UNA CIVILTA' AL TRAMONTO Questo messaggio del Congresso - "chi è in Cristo è una nuova creatura" - ci introduce nel "cuore" del dramma della nostra città. Quante volte nella sua ormai più che millenaria storia ha dovuto rinnovarsi per non morire, e in un certo senso risorgere per non congedarsi dalla storia! Questo che viviamo è uno di questi momenti. C'è ancora nel cuore di ogni bolognese la volontà di non rassegnarsi a che la sua città imbocchi il viale del tramonto? C'è ancora nel cuore di ogni bolognese un amore così appassionato alla sua città da non permettere che essa, per secoli maestra di umanità, si congedi dalla storia? C'è ancora nel cuore dei padri il desiderio di trasmettere ai figli in un processo veramente educativo l'identità di un popolo, senza lasciarsi insidiare da un concetto, da un'esperienza, corrotti, di tolleranza che permette tutto ed il contrario di tutto? => 29 settembre 2007 - Convegno dell'Azione Cattolica => 29 settembre 2007 - Festa di San Michele Arcangelo => 29 settembre 2007 - Inaugurazione del primo "segno"del Congresso Eucaristico Diocesano => 30 settembre 2007 - Congresso diocesano "Iniziare alla vita cristiana" 16) "LE PAGINE DI EUGENIO CORTI" http://www.eugeniocorti.it "Perché è fallito il comunismo nell'URSS?", un interessante studio di Eugenio, originariamente pubblicato nel 1976 http://www.kattoliko.it/Corti/Scart_10.htm "Controcorrente, fedele a una tradizione di bellezza e verità", una bella intervista rilasciata nel 2006 http://www.kattoliko.it/Corti/Art_32.htm 14 oktober sinistra incolta
12 oktober Ue assedio alla famiglia«È un assedio al diritto di famiglia» Marta Cartabia: effetto diretto sui Paesi che prevedono unioni registrate Da noi influenzerebbe la legislazione in materia «Un nuovo caso di 'assedio' improprio alle legislazioni nazionali in materia di famiglia». Marta Cartabia, ordinario di diritto costituzionale all'Università di Milano Bicocca, giudica sbagliate e preoccupanti le conclusioni dell'avvocato generale della Corte di giustizia europea sul caso di un omosessuale tedesco che rivendica la pensione di reversibilità del convivente registrato. Domanda. L'avvocato generale sostiene che – per evitare discriminazioni indirette ai danni degli omosessuali – la pensione deve essere concessa. Nelle stesse conclusioni, però, dichiara che «spetta al giudice nazionale verificare se la posizione giuridica dei coniugi sia simile a quella dei componenti delle unioni civili registrate». Cosa significa? Risposta. È una formula volutamente ambigua. Se l'avvocato generale avesse portato a logica conclusione la sua argomentazione – mol to 'militante' – avrebbe dovuto dire: 'Per evitare discriminazioni gli Stati membri devono equiparare unioni gay e matrimoni'. Ma questa si sarebbe configurata come un'ingerenza troppo palese nelle prerogative dei Parlamenti nazionali. Perciò dice: se gli ordinamenti nazionali prevedono istituti di unione registrata per gli omosessuali, simili al matrimonio, non possono poi non estendere ai conviventi i singoli diritti spettanti ai coniugi, come la pensione di reversibilità, perché lo vieta il principio di non discriminazione. D. La Corte di giustizia accoglierà questa tesi? E in tal caso quali potrebbero essere le conseguenze? R. Il parere dell'avvocato si inserisce in un filone già emerso diverse volte nella giurisprudenza comunitaria. È probabile, quindi, che la sentenza vada in questa direzione. Se così fosse essa avrà un effetto diretto e generale. Perciò, in ogni Stato membro nel quale la legislazione preveda unioni di fatto registrate – come i Pacs in Francia – i giudici nazionali potrebbero automaticamente riconoscere alle coppie gay la pensione di reversibilità. D. E in Italia cosa succederebbe: si rischia un effetto a cascata? R. Nell'immediato non accadrebbe nulla, perché non esiste una legge sulle unioni registrate. Ma nel momento in cui il Parlamento affrontasse la questione, la sentenza della Corte europea non potrebbe essere ignorata. E quindi fatalmente il diritto alla pensione di reversibilità finirebbe per essere riconosciuto anche ai conviventi gay registrati. D. Ma la pensione di reversibilità non è un istituto tipico ed esclusivo dei rapporti coniugali? R. Sì, a quanto mi consta è così. Non solo: qui lo si tratta impropriamente come fosse un diritto umano universale, quando invece, persino nella giurisprudenza delle singole Corti costituzionali questo, come tutti i diritti sociali di prestazione, viene sempre assai prudentemente bilanciato con altri interessi, tenendo in conto – come d'altro canto fanno i governi – i costi dell'eventuale allargamento a nuovi soggetti beneficiari. D. Recentemente la Corte costituzionale tedesca aveva sentenziato che le unioni civili non erano anticostituzionali, proprio perché distinte dalla famiglia fondata sul matrimonio. La tesi dell'avvocato generale ribalta questa concezione dicendo che sono «sostanzialmente simili». Non c'è un conflitto? R. Una 'guerra' costituzionale, direi. L'uguaglianza fissata nelle Costituzioni è sempre una 'ragionevole equiparazione' non un 'appiattimento egualitario' di cose che simili non sono. Da parte delle istituzioni europee – che ricordiamo non hanno alcuna competenza sul diritto di famiglia degli Stati membri – viene esercitata un'indebita pressione che a lungo andare impedirà di fatto di distinguere in melius la famiglia da altre formazioni sociali. FRANCESCO RICCARDI (C) Avvenire, 10-10-2007 11 oktober Bagnasco: Europa ritrova l'animaDa Fatima l'appello del presidente Cei: «Dai valori autentici l'identità comune» DAL NOSTRO INVIATO A FATIMA MIMMO MUOLO È come essere arrivati ad un bivio. «O l'Europa ritrova la sua anima o non farà molta strada». Monsignor Angelo Bagnasco usa questa immagine per esprimere una convinzione diffusa nell'episcopato continentale. L'arcivescovo di Genova ha partecipato, da giovedì a domenica, all'assemblea annuale del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), che si è svolta a Fatima in occasione del 90° anniversario delle apparizioni mariane. Per il presule era la prima partecipazione alla riunione, da quando è stato eletto presidente della Cei. A che punto è, secondo la valutazione dei vescovi, la costruzione della casa comune europea? L'Europa ha bisogno di ritrovare la sua anima, anzi non ne può fare a meno. L'economia, gli interessi, la politica e la scienza, infatti, non hanno mai costituito un popolo. È, invece, un patrimonio di ideali alti, spirituali e morali, che crea identità, senso di appartenenza e costruisce una casa comune. Ciò che serve in questo momento è da un lato un'Europa più attenta a non annullare od omologare le culture e dall'altro più rispettosa dei tempi delle popolazioni. Sono convinto, infatti, che se i popoli non assorbono e non fanno proprio il desiderio della casa comune, non lo si può imporre loro dall'alto. Invece si ha l'impressione che alcune forze spingano per l'omologazione. In materia di famiglia, ad esempio, che non a caso è stata al centro delle attenzioni dei presidenti delle Conferenze episcopali in questa riunione. In effetti sul tema della famiglia c'è stata un'ampia panoramica. Abbiamo parlato tutti e ognuno di noi ha presentato la situazione del proprio Paese. Il tratto comune emerso con chiarezza è l'avanzare di una linea di aggressione dei valori fondamentali, vita e famiglia soprattutto, in nome della libertà assoluta e del principio di non discriminazione. Certo, si tratta di valori molto importanti anche per noi cristiani, ma che richiedono di essere coniugati con la verità della persona umana. Viene qui in primo piano la questione antropologica, che è veramente decisiva. Oggi si cerca di ridurre questa verità ad un prodotto storicistico e culturale, e dunque continuamente cangiante, anziché assumerla come un dato ontologico e perciò oggettivo. È proprio questa mutazione antropologica che sta alla base di alcune legiferazioni a livello nazionale, e di talune raccomandazioni a livello comunitario, che però rischiano di cambiare radicalmente il tessuto sociale. Come si pone in questo contesto la situazione italiana da lei presentata in assemblea? In Italia, nonostante le difficoltà su diversi piani – da quello legislativo, con la presentazione dei disegni di legge dei quali si è molto parlato nei mesi scorsi, alle contraddizioni di costume che sono sotto gli occhi di tutti – l'ethos di fondo tutto sommato è ancora segnato da un radicato senso della famiglia e del rispetto della vita. Sono certo che in questo siamo aiutati dalla vicinanza anche geografica del Santo Padre, il cui magistero costituisce un punto di riferimento ideale per tutti, credenti e non credenti. E ciò aiuta a mantenere viva la luce della coscienza e ad alimentare quell'umanesimo cristiano ancora molto presente nella nostra storia e nella nostra vita. L'assemblea del Ccee ha parlato anche del dopo Sibiu. Come viene visto il futuro del cammino ecumenico? È necessario che per amore dei popoli europei le Chiese cristiane cerchino di parlare con una sola voce, per difendere e promuovere la dignità della persona e la famiglia fondata sul matrimonio. Una necessità resa più urgente da quell'aggressione di cui parlavo prima. Perciò bisogna fare un passo avanti ulteriore, arrivando a porre in essere segni concreti e inequivocabili, per testimoniare quei valori etici che non riguardano solo la morale cattolica, ma il buon senso comune e la natura umana in quanto tale. (C) Avvenire, 10/10/07 09 oktober unicef/onu pro-abortoL'UNICEF a sostegno di una nuova campagna ONU per l'aborto di Samantha Singson Una nuova iniziativa globale, che include un invito a legalizzare l'aborto, è stata lanciata a New York la scorsa settimana da diverse agenzie dell'ONU e Organizzazioni non governative (ONG). Tra i patrocinatori dell'iniziativa – denominata Deliver Now for Women and Children (Agisci ora per donne e bambini) – c'è anche il Fondo delle Nazioni Unite per i bambini (UNICEF), un'agenzia che ufficialmente continua a negare ogni proprio sostegno all'aborto sotto qualsiasi forma esso sia. Presentata come una campagna facente parte dei Millennium Development Goals (gli Obiettivi del Millennio decisi dall'ONU nel 2000) per sensibilizzare sulla salute delle donne e dei bambini, il programma di "Deliver Now" prevede tra l'altro un invito all' "aborto sicuro", che è sinonimo di aborto legale. La campagna è coordinata dalla Partnership for Maternal, Newborn & Child Health, diretta da Kul Gautam, vice direttore esecutivo dell'UNICEF e assistente del Segretario generale dell'ONU, e i cui membri comprendono tra gli altri: la Fondazione Bill & Melinda Gates, la International Planned Parenthood Federation (IPPF), le agenzie per lo sviluppo di Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Bangladesh, nonché Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e Fondo ONU per la Popolazione (UNFPA). La campagna elenca un numero di serie malattie che hanno conseguenze sulla salute materna e conclude che "la maggior parte delle morti potrebbe essere prevenuta se le donne avessero accesso a cure professionali". Deliver Now considera tra le "quality care" (cure qualificate) "servizi prima e durante la gravidanza, nascita e periodo post-parto, così come l'aborto sicuro". Il sito web di Deliver Now presenta questa durissimo slogan: "Oltre 10milioni di morti l'anno. Troppe per poterle ignorare". Questa enorme cifra è la sintesi di due dati: il numero di bambini morti ogni anno per qualsiasi causa, all'incirca 10 milioni, e il numero di donne morte per cause legate alla maternità, una cifra (altamente sospetta) che diverse agenzie dell'Onu fissano a 500mila. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la mortalità infantile è calcolata da fonti ufficiali che comprendono i dati di nascite e morti derivate da registrazioni, censimenti e/o rilevamenti nelle famiglie. Dall'altra parte, le statistiche sulla mortalità materna, nel migliore dei casi, sono stime quantomeno discutibili. Secondo l'OMS - la fonte principale delle statistiche sulla mortalità materna – "i dati sulla mortalità materna e altre cause di morte sono spesso indisponibili o, quando disponibili, sono inaffidabili a causa delle deficienze nei sistemi di registrazione dei dati". Joseph Chemie, ex capo della Divisione Demografica dell'ONU (organismo statistico ufficiale), afferma che la cifra di 500mila usata per le morti materne non può essere verificata e perciò rifiuta di usarla. Le ONG pro-family all'ONU temono che l'attenzione sproporzionata all'aborto sicuro, basata su dati inaffidabili riguardo alla mortalità materna, distolga attenzione e risorse dai veri rischi per la salute delle donne incinte nei Paesi in via di sviluppo, che – secondo gli esperti – sono emorragie, eclampsia e travaglio ostruito. Per stessa ammissione dell'UNFPA, nel Rapporto del 2004, i più importanti mezzi per ridurre la mortalità materna non sono l'accesso ai contraccettivi e all'aborto legale, ma la presenza di personale sanitario preparato e l'accesso alle cure ostetriche d'emergenza. I sostenitori dell'aborto spesso legano "aborto insicuro" e mortalità materna per spingere alla legalizzazione del cosiddetto aborto "sicuro". I critici fanno notare che in Polonia, dove l'aborto è stato drasticamente limitato nel 1993, il paese ha mostrato da allora un rapido calo nel tasso di aborto e anche della mortalità materna. In Irlanda, dove l'aborto è tuttora illegale, si registra uno dei più bassi tassi di mortalità materna al mondo. Al contrario, negli Stati Uniti, dove dal 1973 è possibile l'aborto su richiesta, quest'anno c'è stato un aumento della mortalità materna. Il prossimo appuntamento della campagna Deliver Now è la "Women Deliver Conference" che si svolgerà a Londra dal 18 al 20 ottobre, fortemente centrata sui diritti all'aborto. Svipop, 6-10-2007 http://www.svipop.org/sezioniTematicheArticolo.php?idArt=258 unicef pro-abortoL'UNICEF a sostegno di una nuova campagna ONU per l'aborto 08 oktober paolini e S.Francesco "ecologista"Ci mancava il diario cattoambientalista Ha ragione da vendere Michele Brambilla quando, da queste pagine, bacchetta il quotidiano della Conferenza episcopale per la sorprendente apertura di credito a Beppe Grillo e al suo poco oxfordiano movimento. Ma l'infortunio di Avvenire ha i suoi perché. Il comico genovese ha nel suo menù un piatto che sembra fatto apposta per sedurre certe frange del mondo cattolico. Stiamo parlando del suo ambientalismo duro e puro. Oggi non pochi cattolici engagé si sono arruolati nell'esercito dell'ecologismo più becero e ideologizzato. Al punto da farne l'architrave della morale e dell'educazione dei fanciulli. Ne è una prova lampante il DiarioG 2008, l'agenda scolastica tradizionalmente pubblicata da il Giornalino, lo storico settimanale a fumetti per ragazzi edito dalla Periodici San Paolo (quella di Famiglia cristiana). Il DiarioG 2008, diffuso capillarmente in molte scuole cattoliche, è interamente dedicato alla tutela dell'ambiente e si apre con le parole ineccepibili di Benedetto XVI: «Non vivete da egoisti e non abusate della Terra». Come sanno tutti, al Papa non verrebbe mai in mente di risolvere il problema ambientale sfoltendo il numero degli esseri umani. Peccato che, leggendo il DiarioG, ci si imbatta in concetti di questo genere: «Uno dei principali problemi dell'Asia è la sovrappopolazione. Ne è un esempio l'India: se il Paese del Gange non prende accorgimenti per controllare la crescita demografica, la sua popolazione nel 2050 potrebbe superare quella della Cina». Nessuna parola sul fatto che nella Repubblica popolare gli «accorgimenti» siano stati presi, imponendo alle coppie la regola del figlio unico. Il DiarioG pullula di luoghi comuni sulla «bomba demografica» e sull'uomo «cancro del Pianeta» che farebbero la gioia del professor Sartori, il politologo che ogni anno, in agosto, si lamenta perché c'è troppa gente in spiaggia e dunque troppi uomini nel mondo: alla faccia del «crescete e moltiplicatevi». Ecco come, magari senza volerlo, un editore cattolico tira la volata alle idee di Malthus, il pastore anglicano passato alla storia come teorico della sovrappopolazione e clamorosamente smentito dai fatti. Già, i fatti: ma i fatti non interessano all'ideologia verde, che trasuda da molte pagine del DiarioG. I nostri figli possono così scoprire che «l'uomo ruba spazio agli uccelli», compiendo una serie di delitti imperdonabili: «tagliando boschi per fare spazio all'agricoltura, prosciugando paludi, costruendo abitazioni lungo le coste, invadendo le montagne con villaggi turistici». «Per non dimenticare - aggiunge severo il DiarioG - le malattie di cui soffre l'ambiente a causa dell'uomo», come ad esempio l'uso dell'insetticida, che «toglie il pane di bocca»... agli uccelli. Straziante. Insomma: il bambino che legge il DiarioG finisce con il buscarsi un impressionante senso di colpa, che avrebbe fatto la gioia di Freud. La mamma ti mette la bistecca nel piatto? Prima di mangiarla, pensaci, perché «per ottenere un chilo di carne di manzo occorrono 15 mila litri di acqua». La plastica? È «nemica dell'ambiente». I fertilizzanti? «Nemici dei fiori». Seguono i consigli del perfetto piccolo balilla verde: «Se puoi, iscriviti a qualche associazione ambientalista»; a Natale «addobba un albero finto, così eviterai il taglio di un abete»; se usi il deodorante «controlla che non contenga clorofluorocarburi». Arriva perfino l'istigazione alla delazione: «Controlla anche la lacca per capelli della tua mamma o della tua nonna, se la usano». E vi risparmiamo l'immancabile appello per la foca monaca, le balene, i castori, gli orsi bianchi, la foresta amazzonica, il clima che cambia per colpa - naturalmente - dell'uomo. Poteva mancare, in questo trionfo del politicamente corretto, il Francesco d'Assisi in versione animalista? No che non poteva: egli è senza dubbio «il santo ecologista» per il suo «sviscerato amore per gli animali e per la natura». Amen. Mario Palmaro - Alessandro Gnocchi (C) Il Giornale, 26 settembre 2007 07 oktober e il 5 x mille????Nel testo della Legge Finanziaria 2008 diffuso dal Ministero dell'Economia e delle Finanze non c'è traccia della riproposizione del 5 per mille per il 2008 Forum del Terzo Settore: ci sentiamo presi in giro. Così il Governo Prodi ripaga chi lo ha votato. _____ L'art. 84 della Legge Finanziaria 2008 presenta solo l'innalzamento (parziale, da 250 a 400 mln.: e il resto dove finirà? Ndr) del tetto per la Finanziaria 2007. Nel testo della Legge Finanziaria 2008 diffuso dal Ministero dell'Economia e delle Finanze non c'è traccia della riproposizione per il 2008 del 5 x mille. "Siamo stati presi in giro - questo il primo duro commento di Maria Guidotti e Vilma Mazzocco, portavoce del Forum del Terzo Settore - e con noi i 16 milioni di cittadini che hanno creduto a questo strumento di sussidiarietà fiscale". "L'anno scorso il 5 x mille era stato "dimenticato" quest'anno è stato cancellato. E ciò – sottolineano Mazzocco e Guidotti - nonostante Ministri, Sottosegretari e Parlamentari avessero a più riprese manifestato apprezzamento ed assicurato la riconferma anche nella Finanziaria 2008". "La sua mancata riproposizione segna una brusca interruzione di quel rapporto di fiducia e dialogo instauratosi tra cittadini e istituzioni". "Un rapporto – concludono le portavoce - che si era già incrinato con gli ingiustificati ritardi nella ripartizione del 5xmille relativi alle dichiarazioni del 2006 e che ora riteniamo irrimediabilmente compromesso". [Sebbene il Forum del Terzo Settore sia egemonizzato politicamente da componenti vicine all'area del Governo, la stragrande maggioranza delle associazioni di volontariato è espressione della carità cattolica, Ndr] di Redazione (redazione@vita.it) 04/10/2007 05 oktober forum famiglie e le promesse di ProdiDopo Family day torneremo a mobilitarsi per fisco e welfare Roma, 2 ott. (Apcom) - "Quella che il governo ha presentato è per la famiglia la Finanziaria delle promesse mancate. Gli entusiasmi dettati dal Family day, dalla Conferenza di Firenze, dalle disponibilità consentite dall'extragettito sono miseramente naufragati nel nulla più assoluto tanto caro alle minoranze che nel Paese e nei Palazzi della politica si battono per lo svuotamento della famiglia": lo scrive il Forum delle famiglie, cartello di associazioni che organizzò il Family day la scorsa primavera. "Non possono certo essere considerati una provvidenza per la famiglia gli sgravi sull'Ici indifferenziati nella loro applicazione e calcolati sui metri quadrati invece che sul numero di persone che su quei metri quadrati vivono", prosegue il Forum in un comunicato. "Come non può andare oltre all'assistenzialismo se non addirittura all'elemosina l'una tantum di 150 euro per i membri delle famiglie con reddito annuo inferiore ai 7500 euro. Siamo anni luce lontani dai 2500 euro per ogni bambino sotto i tre anni promessi in campagna elettorale, confermati nella Conferenza nazionale sulla famiglia e di recente ribaditi pubblicamente dal ministro Bindi". "Si trattava ancora di misure assolutamente minimali, ma che avrebbero costituito almeno dei segnali di attenzione alla famiglia ed all'emergenza demografica. Giacché come Prodi e Padoa Schioppa sanno benissimo, l'Italia è afflitta dal deficit demografico molto più che dal deficit dei conti pubblici", prosegue il Forum. "Per le famiglie la Finanziaria non ha dunque reso disponibile neppure un euro ma non ha avuto neppure l'intelligenza di dare dei segnali di apprezzamento ed equità. Per questo le famiglie e molte delle associazioni del Family day torneranno nei prossimi mesi a mobilitarsi con l'obbiettivo specifico di ottenere un fisco più giusto ed un welfare più a misura di famiglia". http://notizie.alice.it/notizie/politica/2007/10_ottobre/02/finanziar ia:_forum_associazioni_familiari,_promesse_mancate,13228548.html 04 oktober flop contro le scuole paritarieScuola, referendum flop 03 oktober anche x il TAR la famiglia è solo quella classicaIn Italia non c'è una legge sulle coppie di fatto né pare ci siano, al momento, le condizioni per approvarne una. Nel frattempo però, alcuni Comuni italiani hanno studiato delle scorciatoie per considerare "famiglia" anche altri tipi di unione, differenti da quella prevista dalla Costituzione. Il Comune di Padova è uno di questi, e l'avvocato Giovanni Artini ha denunciato il suo comportamento davanti al Tar del Veneto. Che ha analizzato approfonditamente la questione, fornendo indicazioni utili per il dibattito in corso. Che cosa aveva predisposto il Comune di Padova? Il Consiglio Comunale di Padova aveva deciso di rilasciare, attraverso l'ufficio anagrafe, l'"Attestazione di famiglia anagrafica basata su vincoli di matrimonio o parentela o affinità o adozioni o tutela o vincoli affettivi", conferendo a questi documenti valore di pubblica attestazione di famiglia. Inoltre ha sollecitato il Parlamento affinché affrontasse il tema delle unioni di fatto. Da qui il Tar Veneto, nella sentenza, ha ritenuto che vi fosse «sussistenza», al riguardo, di una «forte carica ideologica», da parte del Comune. Quali sono i riferimenti giuridici su cui si basa il ricorso? È stata chiesta in primo luogo la dichiarazione di nullità, ritenendo che l'Amministrazione comunale non avesse alcun potere di emanare provvedimenti in materia d'anagrafe, vista la competenza legislativa dello Stato in questa materia, espressamente prevista dall'articolo 117 della Costituzione. Inoltre, in via subordinata, si è chiesto l'annullamento dei provvedimenti e dei moduli comunali perché ritenuti comunque illegittimi. Il Tar che cosa ha deciso? I giudici hanno ritenuto che la nullità, per incompetenza assoluta del Comune, non potesse trovare accoglimento. Infatti, il ricorso è stato accolto solo in parte, perché nella sentenza è stato sostenuto che l'Amministrazione comunale possiede comunque «indubbi spazi di discrezionalità» lasciati liberi dalla legge. Tuttavia, i Giudici amministrativi hanno comunque deciso di annullare i moduli predisposti dal Comune di Padova, con i quali l'Amministrazione comunale ha evidentemente tentato di dare un rilievo pubblicistico alle varie forme di convivenza, "giocando" anche sull'utilizzo improprio della locuzione "famiglia anagrafica", che in realtà è già prevista dall'ordinamento ma solo per meri scopi statistici, ossia al fine di raccogliere e schedare la popolazione residente nel territorio comunale. Il Tar ha così riconosciuto che la modulistica in questione, «per effetto di ben evidenti errori ed omissioni in essa presenti e presumibilmente compiuti con intenzionalità, induce in effetti i terzi in quell'equivoco» sul quale ho fondato il ricorso, ossia «la confusione tra famiglia nucleare e famiglia anagrafica fondata su vincoli affettivi». La sentenza stabilisce che il sindaco «dovrà pertanto sollecitamente eliminare le difformità della modulistica in esame rispetto all'ordinamento vigente». Difformità e correzioni, queste, che sono state puntualmente descritte e indicate in ben quattro pagine della sentenza. Quali sono i principi fondamentali della pronuncia? Il Tar ha, in maniera innovativa, riconosciuto «un interesse anche soltanto morale» del ricorrente a che la famiglia anagrafica, non importa se a connotazione etero od omo sessuale, non si tramuti, da istituto essenzialmente strumentale alla raccolta sistematica delle persone che hanno fissato nel Comune la propria residenza, a vero e proprio «modello di organizzazione sociale equipollente alla famiglia fondata sul matrimonio». Conseguentemente è stato riconosciuto un interesse oppositivo a qualsiasi ipotesi di omologazione, anche solo documentale, tra la famiglia nucleare e quella anagrafica fondata sulla mera dichiarazione della sussistenza di vincoli affettivi comunque diversi dal matrimonio, dalla parentela, o dall'affinità, nonché dai vincoli discendenti dall'adozione e dalla tutela. Secondo il Tar su cosa si basa questa differenza fondamentale? La sentenza si sofferma a puntualizzare la macroscopica e insuperabile differenza tra la «famiglia anagrafica» – che è un istituto giuridico esclusivamente finalizzato alla «raccolta sistematica dell'insieme delle posizioni» e che «risulta ben più elastica nella sua costituzione e dissoluzione, e che può essere formata anche da un'unica persona – e quella che il Tar chiama famiglia "nucleare" o "civile", ossia la famiglia tradizionale vera e propria, composta da persone unite in matrimonio con effetti civili riconosciuti, che risulta presupposta e tutelata nel nostro ordinamento interno dagli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione, dagli articoli 144 e 146 del codice civile e dall'articolo 570 del codice penale, oltre che dalle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute , come l'articolo 12 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e l'articolo 16 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Infine, secondo i giudici amministrativi, resta comunque ancora imprescindibile punto fermo di ogni società umana la "famiglia" fondata sul matrimonio, a tutt'oggi definibile, come i romani già dicevano «coniunctio mari et feminae, et consortium omnis vitae, divini et umani iuris communicatio». Su quest'ultimo punto – che condivido in toto – ogni aggiunta mi sembra pleonastica. Questa pronuncia come potrebbe incidere nell'attuale dibattito sui Dico e Cus? Il mio auspicio è che possa contribuire a mettere in luce, facendo ancora una volta chiarezza, la radicale distinzione che esiste, e che deve esistere – anche perché riconosciuta e garantita costituzionalmente – tra la vera famiglia, quella tradizionale, fondata sul matrimonio, e le altre forme di convivenza: sicché, proprio in applicazione del fondamentale principio di uguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione, non vengano trattate in modo uguale o comunque simile, situazioni che di fatto sono essenzialmente diverse. Infatti l'uguaglianza è violata non solo quando si discrimina ingiustamente situazioni eguali, ma anche allorquando si equiparano indebitamente due situazioni che sono diseguali. La decisione ha qualche valore per gli altri comuni che hanno emanato delibere analoghe? La decisione spiega i suoi effetti solo ed esclusivamente nei confronti del Comune di Padova, ma potrebbe essere un utile riferimento come prezioso "precedente" affinché i singoli Comuni che avevano intenzione di provvedere analogamente, non provvedano in ordine sparso ognuno per conto proprio istituendo delle vere e proprie anagrafi "parallele" onde evitare non solo di creare il rischio di una gran confusione in questa delicata materia, ma anche il rischio, ben più sentito dai funzionari pubblici, dell'applicazione delle sanzioni previste dal cosiddetto nuovo codice della privacy e della conseguente assunzione di una responsabilità per danno erariale. Ilaria Nava Avvenire (22 settembre 2007) |
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