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October 31 santi e defuntiSanti e Defunti Ho ricevuto in questi giorni da un giovane a cui voglio molto bene una mail di invito per un “Halloween Party” (ndr All Halloween Eve = Vigilia di tutti i Santi) di beneficenza a favore di un progetto in Burkina Faso. Ho rifiutato l’invito perché sono giorni che mi sto preparando , come posso, a celebrare la Festa dei Santi e la commemorazione dei defunti. Mi piace pregare San Nicolò, il famoso vescovo di Myra, amico dei bambini; le origini di una parte della mia famiglia mi invitano a festeggiare SantaKlaus (ndr Sankt Ni-Klaus = San Nicolò) poi trasformato in Babbo Natale: immagino che San Nicolò, da simpaticone qual era, non se la sia presa; mi piace affidarmi a San Pietro, San Siro, San Bernardo, San Giovanni Bosco, Sant’Erasmo, patroni della parrocchie dove sono nato e dove sono vissuto, da laico e da prete. Mi piace pregare San Giorgio, patrono degli scout, il Beato Pier Giorgio Frassati, alpinista ed ingegnere come me, Santa Maria Maddalena per via di una piccola cappella a Lei dedicata nei boschi sopra casa mia, San Giuseppe, Madre Teresa di Calcutta e San Vincenzo de’ Paoli per il loro amore verso i poveri. Il 2 novembre è dedicato al ricordo di mio papà che dal cielo mi protegge e mi aiuta; a lui rivolgo le mie preghiere più insistenti, i casi difficili; con lui ricordo anche nonna Giulia che ha vissuto tanti anni in casa nostra, molti miei cari e don Francesco che mi ha aiutato tanto nel discernimento della mia vocazione. Da qualche anno, il giorno dei defunti, faccio memoria in modo particolare dei giovani che ho conosciuto morti nei modi più diversi: S. per tumore alla testa, S. e G. per un incidente di moto, E. per un melanoma, A. per overdose… Fra tutti mi ricorderò sempre di I. e S. che nel giro di pochi mesi di distanza l’uno dall’altro si sono tolti la vita; prego anche loro perchè sono vivi nella casa del Padre e, misteriosamente, vegliano su tutti noi; penso alle loro famiglie…. Questi sentimenti belli, bellissimi, dolci, teneri, emozionanti, così umani e così divini non voglio proprio che siano turbati da nulla di poco serio o addirittura di volgare e oscuro. I nostri bambini e ragazzi hanno il diritto di vedere, in noi adulti, l’amore per i nostri defunti e i nostri Santi. La festa di Halloween è anche un business: si spendono fiumi di soldi per organizzare feste, per ornare giardini, case e strade con assurde zucche illuminate. Due anni fa, passeggiando per il centro storico della mia città, mi è capitato di vedere una sgradevole esibizione di uomini travestiti da donna e donne travestite da uomini; la stessa sera ho incontrato ragazzi ubriachi stesi per terra e mostruose figure sataniche. Alcuni miei alunni, i giorni successivi, mi hanno raccontato spaventati di aver fatto sedute spiritiche durante la notte di Halloween. Vedo con piacere che le parrocchie e gli oratori hanno abbandonato questa festa: è più bello pensare ai santi e ai morti in paradiso! Buone feste! Auguri a tutti! Dio ci ama. don Nicolò Anselmi October 29 Ero gay, mi hanno curato ora sogno di avere un figlio"È successo tutto dopo un festino. Un amico stava preparando un esame di psicologia e ha dimenticato un mucchio di appunti sulla scrivania della mia stanza. Ho cominciato a leggere e ho scoperto della terapia riparativa. È iniziato tutto da lì».
Party notturni, alcol, sesso facile e promiscuo. Fino ai 27 anni Luca viveva di «festini» - come li chiama lui - di rapporti occasionali, consumati anche all'aperto, o come si dice in gergo di «cruising». «Questa era la mia vita e quella dei gay come me. Fino a quel momento», racconta disinvolto davanti a una tazza di tè, in un bar nel centro di Milano, dopo una giornata di lavoro. «Non ho fretta, no, ma poi devo prendere un treno per raggiungere mia moglie - dice sorridente -. Abitiamo fuori Milano. Stiamo così bene lontano dalla città». Non è una doppia vita quella che Luca ha deciso di raccontarci. È una nuova vita. Fino a qualche anno fa Luca di Tolve - che ora di anni ne ha 36 - faceva public relations per i locali omosex, era un attivista dell'Arcigay: si occupava di turismo e organizzava viaggi per la comunità. Un omosessuale convinto, insomma. «Convinto sì, credevo che quella fosse la mia condizione, irreversibile. Ero un egocentrico, palestrato, schiavo dei locali notturni, ossessionato dai soldi, convinto di provare attrazione unicamente per i maschi e finito nel vortice del sesso compulsivo». «Fino a quel momento». Cioè fino a che Luca non si è imbattuto nella “terapia riparativa” dell'americano Joseph Nicolosi. Da allora, dopo un percorso lungo cinque anni, lo scorso agosto è arrivato il matrimonio con Lisa (il nome è di fantasia), è nato il gruppo di auto-aiuto che Luca dirige, il gruppo Lot, di ispirazione cattolica, è esplosa l'idea di scrivere un'autobiografia e la convinzione che come lui molti potrebbero «riscoprire la loro parte maschile, ma soprattutto smetterla di soffrire». «Sì, perché - racconta Luca - quando ero omosessuale ero un infelice. Credevo di essere io lo sfortunato che non trovava l'anima gemella. Poi mi sono reso conto che attorno a me tutto era impostato in modo frivolo, superficiale, che ero circondato da infelici, molti dei quali ossessionati dalla pornografia e dal sesso. E poi la morte: l'ho vista consumarsi negli amici attorno a me e alla fine ho dovuto farci i conti anch'io dopo aver scoperto di essere sieropositivo». L'incubo Hiv Luca lo ha scoperto sulla sua pelle a 25 anni. «Altro che gaiezza tra gli omosessuali - dice ricordando gli anni della trasgressione -. Dopo quelle nottate estreme, tra cocaina e popper, torni a casa con un carico emozionale enorme ma con un senso di solitudine infinito. E oggi pago con la mia salute il peso enorme di quei comportamenti». Così Luca si presenta alla libreria Babele di Milano, specializzata nelle tematiche gay. «Gli appunti lasciati quella sera da un amico parlavano delle teorie di Nicolosi, del fatto che le pulsioni nei confronti dell'altro sesso spariscono se smetti di idolatrare gli uomini perché tu non riesci ad essere come loro, che l'omosessualità può nascere da un senso di rivalsa di un bimbo che vorrebbe avere più attenzioni da un padre assente. Insomma sono entrato in libreria ma il libro di Nicolosi non l'ho trovato. E lì ho capito che c'era una realtà che il mio mondo omosessuale cercava di tenere nascosta». Così Luca comincia a incuriosirsi, si indispone anche di fronte alle teorie di Nicolosi («insisto, ero un gay convinto, non è stato facile mettermi in discussione»), fino a che non decide di provare la terapia riparativa. «Non ero felice e volevo capire il perché. Ci ho messo cinque anni per realizzare di avere sofferto dell'assenza di un padre, di aver idealizzato i maschi perché li sentivo più forti di me e per cominciare a incuriosirmi dell'universo femminile», racconta Luca. Ma guai a parlargli di lavaggio del cervello: «Non ci sto. Sono una persona in grado di intendere e di volere come lo ero quando ero un gay. La vera violenza è dire che è impossibile uscire dall'omosessualità», si difende. E insiste: «Basta con questa accusa di omofobia. Chi discrimina è chi pensa che gay si nasce. Non esiste certo un gene. La mia scelta ha richiesto coraggio, anche perché non ho dovuto lottare solamente contro le mie abitudini, praticare l'astinenza per un periodo, ma ho dovuto rinunciare anche ai privilegi di una società in cui essere gay è trendy, ti serve a trovare un lavoro più facilmente e a fare soldi più in fretta», dice Luca attaccando la comunità omosessuale. Poi precisa: «Certo che ci sono gay che vivono la loro condizione con naturalezza e in tranquillità. Ma io voglio dire a tutti quelli che invece vivono il disagio che ho attraversato io che non devono vergognarsi, che possono rivolgersi a strutture che li aiutano e che alla fine possono trovare la felicità». Luca ci crede davvero: «Le strade sono tante, non c'è solo la terapia riparativa, ci sono i gruppi e i corsi living waters, la cristoterapia per chi - com'è successo a me - vuole trovare conforto e motivazione nella preghiera. Io voglio solo che si sappia che c'è un'omosessualità che è il frutto di un disagio e che può essere curata come si fa con la depressione o con i disturbi alimentari. Lo scriva, è importante», dice serio Luca. Che si addolcisce quando comincia a parlare di sua moglie: «L'idea di poter avere un bambino da una ragazza di cui sono innamorato mi elettrizza e mi commuove. L'ho conosciuta a Medjugorie. È stato come ricevere una grazia. Lisa mi ha accettato per quello che sono, col mio passato, senza pregiudizi e con grande amore. È bello che un rapporto si fondi sulla diversità. La favola della famiglia gay è politica, un modo per ottenere un riconoscimento. Ma i figli devono crescere con una madre e un padre, con degli esempi. Anch’io ora voglio pensare al futuro. Sono sieropositivo ma posso sottopormi a un trattamento, previsto dalla nostra legislazione e accettato anche dalla Chiesa, per avere un figlio sano. È la mia nuova vita. Non vedo l'ora». gaia.cesare@ilgiornale.it October 28 dimostrazione empirica dell'ignoranza dei manifestanti
la foto qui sopra è presa dal sito adnkronos alle15.22 del28/10/2008 cosa c'è di strano? che coloro che protestano dimostrano la loro ignoranza (ma questo già lo si sapeva ma ora abbiamo le prove!) notate infatti lo striscione bianco vi è la traduzione del nome della Gelmini, Maria Stella peccato che in inglese Maria NON si scriva Mery bensì Mary. TORNATE A STUDIARE GNURANT !!! annozero
October 27 italia vista da lontano
October 25 sugli anti-gelminiCORTEI, PD E SINDACATI Scuola, i riformisti del no di Ernesto Galli Della Loggia Che cosa realmente sanno della scuola, della causa per cui protestavano, gli studenti che l'altro giorno hanno affollato le vie e le piazze d'Italia? Probabilmente solo che il potere, cattivo per definizione (figuriamoci poi se è di destra!), vuole fare dei «tagli», termine altrettanto sgradevole per definizione, e imporre regole limitatrici della precedente libertà (grembiule, valore del voto di condotta), dunque sgradevoli anch'esse. Sapevano, sanno solo questo, non per colpa loro ma perché ormai da tempo in Italia, nel dibattito tra maggioranza e minoranza, e di conseguenza nel discorso pubblico, la realtà, i dati, non riescono ad avere alcun peso, dal momento che su di essi sembra lecito dire tutto e il contrario di tutto. Nulla è vero e nulla è falso, contano solo le opinioni e i fatti meno di zero. Esemplare di questo disprezzo per la realtà continua a essere il dibattito sulla scuola. C'è un ministro, Mariastella Gelmini, che dice che la scuola italiana non funziona. Porta delle cifre: sul numero eccessivo d'insegnanti, sull'eccessiva percentuale assorbita dagli stipendi rispetto al bilancio complessivo, sui risultati modesti degli studenti, sulla discutibile organizzazione della scuola nel Mezzogiorno; evoca poi fenomeni sotto gli occhi di tutti: l'allentamento della disciplina, gli episodi di vero e proprio teppismo nelle aule scolastiche. E alla fine fa delle proposte. Discutibilissime naturalmente, ma la caratteristica singolare dell'Italia è che nessuno, e men che meno l'opposizione, men che meno il sindacato della scuola che pure si prepara a uno sciopero generale di protesta, sembra interessato a discutere di niente. Né dell'analisi né di possibili rimedi alternativi a quelli proposti. Cosa pensa ad esempio dei dati presentati dal ministro Gelmini il ministro ombra dell'istruzione del Pd, la senatrice Garavaglia? Sono veri? Sono falsi? E cosa indicano a suo giudizio? Che la scuola italiana funziona bene o che funziona male? E se è così, lei e il suo partito che cosa propongono? Non lo sappiamo, e bisogna ammettere che per delle forze politiche e sindacali che si richiamano con forza al riformismo si tratta di un atteggiamento non poco contraddittorio. Riformismo, infatti, dovrebbe significare prima di tutto la consapevolezza di che cosa va cambiato, e poi, di conseguenza, la capacità di indicare i cambiamenti del caso: le riforme appunto. Non significa dire solo no alle riforme altrui, e basta. Infatti, alla fine, dato il silenzio circa qualsiasi misura nel merito, l'unica proposta che rimane sul tappeto da parte del Partito democratico e del sindacato appare essere virtualmente solo quella di lasciare le cose come stanno. Naturalmente nessuno si prende la responsabilità di dirlo esplicitamente, ma ancor meno nessuno osa esprimere il minimo suggerimento concreto. In realtà, a proposito della scuola una proposta precisa è stata ed è avanzata di continuo dall'opposizione politico-sindacale. Alla scuola — ci viene detto — servono più soldi (nel discorso pubblico italiano, di qualsiasi cosa si tratti, servono sempre o «ben altro» o «più soldi»). Insomma, la colpa del malfunzionamento della scuola starebbe nelle poche risorse di cui essa dispone: ciò che almeno serve politicamente a rendere ancor più deplorevole la recente decisione del ministro del Tesoro di togliergliene delle altre. Peccato però che pure in questo caso, per dirla con le parole di uno studioso che non milita certo nel campo della destra, Carlo Trigilia, sul Sole-24 ore di martedì scorso, dall'opposizione «non è stata elaborata alcuna proposta di manovra finanziaria che spiegasse se e come era possibile coniugare rigore finanziario e scelte concrete diverse da quelle del governo». Dunque neppure sul come e dove trovare quei benedetti soldi l'opinione pubblica ha la minima indicazione su cui discutere, su cui fare confronti e alla fine farsi un'idea. Questo non tenere conto dei fatti, dei dati concreti, questo continuo scansare la realtà, finiscono così per diventare uno dei principali alimenti della diffusa ineducazione politica degli italiani. Nel caso della scuola contribuiscono a far credere a tanti, a tanti insegnanti, a tanti studenti, di vivere in un Paese governato da ministri sadici, nemici dell'istruzione, che chissà perché rifiutano di distribuire risorse che invece ci sono; contribuisce a far credere a tante scuole, a tante Università, che i problemi possono risolversi con la messa in scena spettrale — più o meno per il quarantesimo anno consecutivo! — dell'ennesimo corteo, dell'ennesima «okkupazione». Corriere della Sera - 13 ottobre 2008 USA torna il razzismo
October 24 ecco cosa disse FAcci su TRavaglio: mitico Facci...facci sognareRoma - Il presunto collega Marco Travaglio è stato condannato a 8 mesi di prigione e 100 euro di multa perché diffamò Cesare Previti, al quale andrà anche un risarcimento di 20mila euro che sarà probabilmente sborsato dall’Espresso. Il settimanale, infatti, il 3 ottobre 2002 ospitò un articolo diffamatorio sicché la direttrice Daniela Hamaui, a ruota, è stata condannata a 5 mesi e 75 euro che è una pena piuttosto elevata, se rapportata al di lei cosiddetto «omesso controllo». Ma siamo solo al primo grado, e la pena in ogni caso è stata sospesa per entrambi. La diffamazione è il reato a mezzo stampa per eccellenza, spesso fisiologico a chi scrive di cose giudiziarie: nel caso di Travaglio, tuttavia, la condanna lo trasforma in un classico bersaglio del suo stesso metodo. Il reato è del 2002, ma giudicato nel 2008, dunque è presumibile che andrà in prescrizione prima del giudicato; il reato, inoltre, ricade tra quelli coperti dall’indulto approvato nel 2006; il reato, infine, stando al suo gergo da film con Thomas Milian, trasforma Travaglio in un «pregiudicato» poiché in precedenza era stato condannato sì come diffamatore, ma solo in sede civile. Condannato, oltretutto, sempre per azione di Previti: nel 2000, per un suo articolo pubblicato sull’Indipendente nel 1995, il tribunale l’aveva già condannato al pagamento di 79 milioni che gli furono progressivamente decurtati dal reddito mensile. Nel febbraio scorso, poi, nella sua Torino, Travaglio è stato condannato a risarcire Mediaset e Fedele Confalonieri per alcune ingiurie pubblicate sull’Unità del 16 luglio 2006; la notizia di questa condanna registrò tra l’altro un curioso episodio: un collaboratore dell’Espresso, Daniele Mastellarini, scrisse sul suo blog che «Travaglio, che è sempre molto preciso sulle condanne altrui, scrive che “dovrò pagare 10mila euro più le spese al dottor Fedele Confalonieri”, mentre in realtà sono 12.000 e dimentica la pubblicazione dell’estratto sul Corriere della Sera, che ha un costo non indifferente. Travaglio non riporta anche la condanna a risarcire Mediaset per 14.000 euro, e soprattutto non dice che davanti al giudice ha definito la propria rubrica “di carattere satirico”». Questo scrisse Mastellarini prima che il suo rapporto con l’Espresso, senza nessuna spiegazione, avesse a interrompersi. Altre querele, come una di Antonio Socci, Travaglio le ha scansate chiedendo pubblicamente scusa. Ma torniamo a ciò che in una botta sola trasformerebbe Travaglio in pregiudicato o prescritto o indultato. L’articolo del 2002 era sottotitolato così: «Patto scellerato tra mafia e Forza Italia. Un uomo d’onore parla a un colonnello dei rapporti di Cosa Nostra e politica. E viene ucciso prima di pentirsi». E già qui il cosiddetto «sottinteso sapiente» pare chiaro. Lo sviluppo, poi, è ignobile: classico copia & incolla a tesi dove un pentito mafioso spiega che Forza Italia fu regista di varie stragi e fece un patto elettorale con Cosa Nostra. Il pezzo di Travaglio farebbe schifo già così, ma la sua disonestà intellettuale deve ancora dare il meglio. Vediamo. Il pentito del caso, Luigi Ilardo, raccontò queste cose che finirono in un rapporto redatto nel 1993. Ma Ilardo venne freddato da due killer nel 1996, talché «quello che avrebbe potuto diventare un altro Buscetta non parlerà più. Una fuga di notizie, quasi certamente di provenienza “istituzionale”, ha avvertito Cosa Nostra del pericolo incombente». Chi ha raccolto le confidenze del pentito, si legge, è il colonnello dei carabinieri Michele Riccio, in seguito coinvolto in un processo su presunti blitz antidroga pilotati. Riccio, nel 2001, viene convocato nello studio del suo avvocato Carlo Taormina assieme a Marcello Dell’Utri e al tenente Carmelo Canale, entrambi imputati per concorso esterno in associazione mafiosa. Taormina negherà, ma secondo Riccio in quello studio si predisposero cose losche: aggiustare deposizioni, scagionare Dell’Utri, cose del genere. Poi l’infamia. Travaglio cita un verbale reso da Riccio, sempre nel 2001: «In quell’occasione, come in altre, presso lo studio dell’avv. Taormina era presente anche l’onorevole Previti». E praticamente finisce l’articolo: l’ombra di Previti si allunga dunque su traffici giudiziari, patti con Cosa Nostra, regie superiori e occulte. Il dettaglio, l’infamia, è che Travaglio non mette il seguito della frase. Eccola per intero: «In quell’occasione, come in altre, presso lo studio dell’avv. Taormina era presente anche l’onorevole Previti. Il Previti però era convenuto per altri motivi, legati alla comune attività politica con il Taormina, e non era presente al momento dei discorsi inerenti la posizione giudiziaria di Dell’Utri». Questo è il presunto collega che questa sera arringherà le folle ad Annozero. Questo è Travaglio. October 22 Travaglio CONDANNATO x diffamazioneE’ noto ai più che tra Marco Travaglio e Filippo Facci non corra buon sangue e che entrambi non perdano l’occasione per mandare l’altro a quel paese. Ciò premesso, reputo di una pericolosità estrema – anche se più di un sospetto già lo avevo – quello che Facci ha scritto l’altro giorno sul Giornale, all’indomani della condanna (in primo grado) ad otto mesi di carcere inflitta al Travaglio per diffamazione nei confronti dell’avvocato Cesare Previti. “Pericolosità”, è bene chiarirlo, in quanto l’umorista del gruppo di De Benedetti costruisce su questa caratteristica gran parte del proprio successo editoriale e, quindi, economico. Scrive Facci: «Travaglio cita un verbale reso da Riccio (il colonnello dei Carabinieri coinvolto in un processo su presunti blitz antidroga “pilotati”, ndr), sempre nel 2001: «In quell’occasione, come in altre, presso lo studio dell’avv. Taormina era presente anche l’onorevole Previti». E praticamente finisce l’articolo: l’ombra di Previti si allunga dunque su traffici giudiziari, patti con Cosa Nostra, regie superiori e occulte.». Fin qui non ci sarebbe nulla di grave, ma il bello viene dopo, quando cioè lo stesso Facci riporta l’intera frase della deposizione del colonnello: «In quell’occasione, come in altre, presso lo studio dell’avv. Taormina era presente anche l’onorevole Previti. Il Previti però era convenuto per altri motivi, legati alla comune attività politica con il Taormina, e non era presente al momento dei discorsi inerenti la posizione giudiziaria di Dell’Utri». In questa sede non si vuole far riferimento alla vicenda specifica, quanto al modus operandi del complice di Di Pietro e Santoro e alla sua indubbia capacità di aggiustare le verità o presunte tali. Infatti leggendo la prima citazione si potrebbe evincere che Previti “non poteva non sapere” perché era lì, partecipava; leggendo invece l’intera locuzione traspare in maniera evidente che la realtà è ben diversa dall’asserita verità del Travaglio. Il quale, avendo evidentemente ben noto l’intero testo della deposizione, ne ha riportato la parte che a lui più era gradita, troncandone il resto. Satira? Forse, ma non mi sembra. Informazione? Non mi pare, ma al peggio non c’è mai fine. Da: www.giustiziagiusta.info October 19 cofferati e la scelta difficile
October 17 orgoglioNon molti giorni fa mi sono ritrovato a discutere con due carissimi amici circa l’esistenza dell’inferno. La ragazza sosteneva che l’infinita misericordia di Dio, la sua bontà immensa, rendevano impossibile l’ipotesi di una dannazione eterna; il ragazzo sottolineava l’esistenza della libertà umana che, comunque, può rifiutare l’amore ed il perdono, lasciando la persona chiusa in se stessa, accecata dall’orgoglio. A questo proposito notavo che in questo periodo il Papa più volte è tornato sul tema dell’orgoglio come origine di molte divisioni e sofferenze, e più volte ha parlato dell’umiltà come il modo di agire di Dio e quindi pienamente umano. Ho ascoltato recentemente la testimonianza di un giovane tossicodipendente; anche lui ha parlato dell’orgoglio, dell’incapacità di chiedere scusa e di ammettere di aver sbagliato, come l’origine di tanti suoi guai. Tornando al dibattito teologico, con i due giovani siamo andati insieme a leggere cosa diceva a proposito dell’inferno il Catechismo della Chiesa Cattolica, davvero interessante ed illuminante al riguardo ( non riporto la citazione per invitarvi ad andarlo a leggere; è disponibile su internet e, ovviamente nelle librerie: se ne parla ad esempio ai punti 678, 679 ). In questo periodo sto leggendo gli scritti di un Santo che parla di Dio “pazzamente innamorato dell’uomo”, che ama sempre e comunque tutti…anche il diavolo. Rimango senza parole al pensiero che anche se solo una persona soffrirà eternamente, se anche un solo nostro fratello rifiuterà l’amore di Dio, gli altri saranno eternamente tristi e sofferenti; un giorno comunicai questa osservazione ad un vescovo, un grande teologo; con umiltà mi rispose che a noi è chiesto di annunciare sempre e comunque il “pazzo”, infinito amore di Dio, di mostrare con la ragione che solo in Lui si trova il senso di tutto, senza tuttavia pretendere di possederne il mistero. Quella mezz’ora di ricerca teologica mi è piaciuta molto e mi ha fatto rivivere alcune belle discussioni durante le ore di religione. Fra non molto tempo sarà Natale e a tutti i giovani, come prete, chiedo un regalo che economicamente non costa nulla: chiedetemi di approfondire con voi la teologia, la verità della fede, chiedetemi una “confessione”, magari seduti su un prato d’alta montagna, domandatemi di recitare con voi un rosario per un amico, di accompagnarvi da un povero, di meditare insieme su un brano della parola di Dio o di celebrare una S. Messa su una spiaggia o di offrirvi un parere per una vostra importante scelta di vita, una parola o un silenzio per il vostro cuore ferito. Grazie, credo a nome di tutti i preti, se mi farete un regalo così e scusatemi da subito se non capirò immediatamente l’importanza della vostra richiesta e sarò distratto da altre cose: abbiate pazienza e misericordia, come Dio l’ha con noi. don Nicolò Anselmi October 14 riflessioniIN PRIMO PIANO:
http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=33 Benedetto XVI: la freddezza e la ribellione di cristiani incoerenti Quanto denuncia la pagina evangelica interpella il nostro modo di pensare e di agire... Interpella, in modo speciale, i popoli che hanno ricevuto l'annuncio del Vangelo. Se guardiamo la storia, siamo costretti a registrare non di rado la freddezza e la ribellione di cristiani incoerenti... E' spontaneo pensare, in questo contesto, al primo annuncio del Vangelo, da cui scaturirono comunità cristiane inizialmente fiorenti, che sono poi scomparse e sono oggi ricordate solo nei libri di storia. Non potrebbe avvenire la stessa cosa in questa nostra epoca? Nazioni un tempo ricche di fede e di vocazioni ora vanno smarrendo la propria identità, sotto l'influenza deleteria e distruttiva di una certa cultura moderna. "LOBBYING ETICO" http://www.fattisentire.net/ Mai più un'altra Eluana! Di fronte al risorgere della tentazione di staccare la spina ad Eluana, invitiamo a scrivere ai politici della propria circoscrizione attraverso il "sistema portalettere" di FattiSentire.net, utilizzabile all'indirizzo http://www.fattisentire.net/modules.php? name=invio_mail2 10) Sito personale del Cardinale Carlo Caffarra http://www.caffarra.it 3 ottobre 2008 - Lezione magistrale "Humanae vitae: attualità di un'Enciclica" «L'Enciclica Humanae Vitae [HV] ha avuto in questi quarant'anni trascorsi dalla sua pubblicazione un destino singolare: ad una discussione di intensità sconosciuta per qualsiasi documento pontificio precedente è seguito un silenzio pressoché totale. Il percorso - dalla discussione al silenzio - può essere sinteticamente narrato nel modo seguente. Nel primo ventennio dopo la pubblicazione, la riflessione e/o la contestazione riguardava la praticabilità della norma morale insegnata da HV e l'autorevolezza dell'insegnamento. In tale contesto venne elaborato la teoria della gradualità della legge, progressivamente supportata dalle teorie etiche del consequenzialismo e del teleologismo. La discussione sull'HV si è progressivamente, e logicamente, approfondita fino all'elaborazione di teorie etiche generali dalle quali derivava un'interpretazione del testo, che negava l'incondizionatezza della norma ivi insegnata. [...]». 4 ottobre 2008 - Solennità di S. Petronio «[...] L'umile successore di S. Petronio intende parlare a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, mosso esclusivamente dall'amore e dalla passione per il bene di questa città. Non attribuitemi altre motivazioni [...]». 5 ottobre 2008 - XXVII Domenica per Annum - Convegno Catechisti 11) Mons. Alessandro Maggiolini http://www.alessandromaggiolini.it/bin/servlet/mediabox.servlets.prese ntation.DettaglioInfo?idInfo=47737&url=dettaglioRassegna.jsp Magdi Cristiano Allam, profeta del dopodomani Segnalo Magdi Cristiano Allam - che attraverso l'uso vero della ragione e il recupero limpido di una educazione infantile, è approdato all'incontro con Gesù e con la Sua Chiesa - , egli si pone tra noi non tanto come un profeta del domani, probabilmente mussulmano, ma come un profeta del dopodomani, a cui speriamo di giungere, dopo l'ubriacatura e la dissoluzione registrata nella cultura contemporanea. E qui deve riprendere il vigore umano e di fede di tutti i cattolici. Rino Cammilleri http://www.totustuus.net/modules.php?name=News&file=article&sid=2424 Un santo a Caporetto Caporetto: stampa e tiggì hanno ricordato che là c'erano due personaggi che avrebbero avuto una posizione di primo piano nella guerra seguente, Rommel e Badoglio. Il primo avrebbe imparato proprio là la disistima per gli italiani; il secondo vi anticipò la sua attitudine alle decisioni sciagurate... Ma nessuno si è ricordato che a Caporetto c'era anche un santo canonizzato, Erminio Pampuri, non ancora il Fatebenefratello s. Riccardo. La grande ritirata di Caporetto costò a moltissimi l'umiliazione, ad altri la degradazione, ad alcuni il plotone d'esecuzione per vera o supposta codardia; lo stesso comandante in capo dell'esercito italiano, Cadorna, venne silurato. Invece, Pampuri ci guadagnò una medaglia al valore.. 13) Luci sull'Est http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=4150 STORIA: i martiri sconosciuti del comunismo Molti cristiani hanno sofferto innumerevoli pene negli anni del comunismo che ha imperversato nell'Europa dell'Est, e al cui crollo ha contributo in maniera decisiva Giovanni Paolo II. Ricardo Estarriol, giornalista cattolico e inviato per quasi 40 anni nei paesi dell'ex blocco sovietico, parla di questi martiri sconosciuti del XX sec.. 14) Corrispondenza Romana http://www.corrispondenzaromana.it/letternew.php CHIESA CATTOLICA: i nuovi segni dei tempi L'amministrazione della comunione in bocca a fedeli in ginocchio da parte di Benedetto XVI «non è un esperimento, ma qualcosa sulla quale il Santo Padre ha sicuramente riflettuto, pregato e si è consultato. Si tratta di qualcosa che si poteva già trovare nei suoi scritti da cardinale, quando insisteva sulla riverenza dovuta al Santissimo. Lui, quindi, ha fatto un gesto che poi è quello che la Chiesa ha seguito in precedenza per secoli». Lo afferma il Segretario della Congregazione per il Culto Divino, mons. Malcolm Ranjith Patabendige, in una intervista rilasciata alla rivista Radici Cristiane. 15) Sviluppo e popolazione http://www.svipop.org/sezioniTematicheArticolo.php?idArt=390 Vita e famiglia, c'e' bisogno della tua firma "Un appello internazionale per il rispetto della dignità umana e della famiglia": si intitola così la petizione lanciata dal Catholic Family and Human Rights Institute (C-Fam) che sta raccogliendo in questi giorni decine di migliaia di firme in tutto il mondo, grazie a una rete di associazioni che la sta facendo circolare nei diversi Paesi. E' la risposta al tentativo che verrà fatto all'Assemblea Generale dell'ONU di chiedere il diritto fondamentale all'aborto. Il CESPAS vi invita a firmare la petizione del C-Fam.. October 12 birraLa scorsa settimana, prendendo la metropolitana, ho notato un gruppo di 5 ragazzi seduti sugli scalini; tutti, anche le due ragazze, avevano tra le mani una lattina di birra; li ho notati anche per il fatto che ostruivano il passaggio rendevano difficile la discesa ad alcuni anziani. Circa un’ora e mezza più tardi, sono ripassato dalla stessa scala e li ho trovati ancora lì, con altre bottiglie e lattine di birra. Mi è venuta in mente la parabola raccontata da Gesù degli operai dell’ultima ora; mi è sembrato che anche questi giovani quasi dicessero: “Siamo qui, nessuno ci chiama”. La fantasia e la memoria si è subito messa in moto alla ricerca di cosa avrei potuto proporre a quei giovani, ai giovani in questa situazione. Tutti, oggi, abbiamo bisogno di semplicità e di concretezza, di messaggi che tocchino il cuore e ci sveglino da quello stordimento prodotto dal rumore, dalle luci, dai falsi idoli, dall’alcool, dalla cannabis e dalla frenesia. Lungo la strada che andava a Damasco 2000 anni fa Saulo di Tarso ha ricevuto una scossa tremenda incontrando il Signore Risorto, che gli ha permesso di mettere in crisi le proprie certezze ed iniziare un cambiamento di vita. Ce ne vorrebbero molte di queste strade, oggi, per ognuno di noi e per ogni giovane. Tante le volte sono stato aiutato da una casa del Piccolo Cottolengo di don Orione: con semplicità e concretezza accompagnavo i ragazzi a stare con i nostri fratelli e sorelle malati, i pazzi, i deformi e a concludere con una preghiera per loro e per noi. Recitare il Padre Nostro tenendo stretta una mano deforme o imboccare un tetraplegico è una emozione indimenticabile, una scossa niente male! Un salto di qualità l’ho fatto quando ho capito che andare al “Cottolengo” era importante per me, che ci sarei andato comunque, anche se loro non venivano. Così pure per la preghiera : ho imparato a fare le cose perché ci credo io e a queste cose invito i giovani. Natale non è lontanissimo e le cose ben fatte vanno pensate e preparate. Dio Padre ci ha stupito, ci ha dato una bella scossa mandandoci il Suo Figlio. Natale è una grande occasione per stupire qualche giovane annoiato invitandolo a darci una mano a preparare una grande festa con i poveri e i nostri genitori, un regalo per i carcerati, una visita per gli anziani, una raccolta di generi alimentari, un concerto multietnico, uno spettacolo per l’Africa, una raccolta di vestiti, una preghiera per la pace ed una per la conversione per i trafficanti di droga; un giorno ho sentito letto la frase “ nessuno è così povero e così sofferente da non avere qualcosa da dare agli altri; sogno il giorno in cui tutte le celebrazione eucaristiche saranno esperienze indimenticabili, abbaglianti manifestazioni di Gesù Risorto, come quella di Damasco. don Nicolò Anselmi October 11 vi annoiate?Vi annoiate in ufficio? Vi state annoiando in ufficio? Battete la noia in modo intelligente e costruttivo accettando una di queste sfide. SFIDE DA 1 PUNTO 1) Fai un giro dell'ufficio di corsa alla massima velocità. 2) Ignora le prime cinque persone che ti dicono buongiorno. 3) Porta la tua tastiera da un collega e chiedi 'Vuoi fare cambio?'. 4) Per un'ora, rivolgiti a chiunque ti parli come se si chiamasse Bob'. SFIDE DA 3 PUNTI 1) Lascia la cerniera dei pantaloni aperta finché qualcuno te lo fa notare e digli 'Mi spiace, la preferisco cosi' .2) Cammina lateralmente fino alla fotocopiatrice. 3) Dì al tuo capo 'Mi piace il tuo stile' e sparagli con le dita a pistola. SFIDE DA 5 PUNTI 1) Inginocchiati di fronte alla macchinetta del caffè e bevi a canna. 2) Alla fine di un incontro di lavoro, suggerisci che sarebbe bello, per una volta, concludere cantando l'inno nazionale (3 punti extra se davvero inizi a cantare). 3) Ripetere la seguente conversazione per 10 volte con la stessa persona: 'L'hai sentito? Cosa? Non importa, è sparito adesso'. 4) Entra nell'ufficio di qualcuno che non conosci e, mentre ti guardano con crescente irritazione, accendi e spegni la luce per 10 volte. Dopo i consigli per l'ufficio... ecco quelli per il supermercato... 1 ) Recupera 24 scatole di preservativi e mettili a caso nei carrelli degli altri clienti mentre non guardano. 2 ) Programma tutte le sveglie del reparto casa in modo che suonino a intervalli di 5 minuti. 3 ) Lascia una striscia di succo di pomodoro per terra in direzione del bagno. 4 ) Avvicinati a un impiegato e digli con tono serio: 'Codice 3 nel reparto casa'. E osserva la sua reazione. 5 ) Quando ti si avvicina una dipendente e ti chiede se ti può aiutare, inizia a piangere e chiedile 'Perché non mi lasciate in pace?'. 6 ) Fissa la telecamera per la sicurezza e usala come specchio mentre peschi nel tuo naso. 7 ) Mentre guardi i coltelli da macelleria, chiedi alla dipendente se sa dove sono gli antidepressivi. 8) Vai in giro per il supermercato con aria sospettosa mentre fischietti la musica di Mission Impossible. 9) Nasconditi dietro i vestiti e quando la gente si avvicina per dare un'occhiata dì a voce bassa 'prendimi, prendimi'. 10) Quando annunciano qualcosa al megafono, aggomitolati in posizione fetale e grida 'ancora quelle voci!!'. 11) Entra in un camerino e grida a voce alta: 'Ehi! Non c'è carta!!!!' October 10 importante appelloMOLTO IMPORTANTE: Contro l'aborto delle Nazioni Unite Il C-FAM (l'unico pro-vita di gruppo che lavora esclusivamente sulla politica sociale delle Nazioni Unite) sta raccogliendo le firme per presentare alle Nazioni Unite, e al fine di prevenire, dalla pressione dei grandi gruppi pro-aborto, che dichiara nel 60 ° Anniversario della Dichiarazione dei diritti dell'uomo il 10 dicembre il "diritto all'aborto" come un diritto di più. Partecipa alla campagna per arrestare i progressi di coloro che vogliono continuare a uccidere bambini non ancora nati con l'impunità. La tua firma può essere decisivo. Un saluto. http://www.facebook.com/l.php?u=http://www.c-fam.org%2Fpublications%2Fid.103%2Fdefault.asp -------------------- October 09 salvate la basilica
October 08 se si rinuncia alla libertà
October 07 sondaggio interessante popolo pdl
October 06 riflessioni IN PRIMO PIANO: http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=33 Benedetto XVI: difficoltà a comprendere il messaggio della Chiesa Come mai oggi il mondo, ed anche molti fedeli, trovano tanta difficoltà a comprendere il messaggio della Chiesa, che illustra e difende la bellezza dell'amore coniugale nella sua manifestazione naturale? Certo, la soluzione tecnica anche nelle grandi questioni umane appare spesso la più facile, ma essa in realtà nasconde la questione di fondo, che riguarda il senso della sessualità umana e la necessità di una padronanza responsabile, perché il suo esercizio possa diventare espressione di amore personale. La tecnica non può sostituire la maturazione della libertà, quando è in gioco l'amore. Anzi, come ben sappiamo, neppure la ragione basta: bisogna che sia il cuore a vedere. Mons. Luigi Negri http://www.totustuus.net/modules.php?name=News&file=article&sid=2415 L'UNITA' MALFATTA Intervista - apparsa su Il Timone, ottobre 2008 - di Roberto Beretta a mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino. Che ricorda le ragioni che hanno diviso gli italiani, durante e dopo l'unificazione. Sono motivi culturali, perché riguardano i fondamenti della vita civile. IN LIBRERIA: http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24 Joseph Thorborn. Il quarto segreto Quando cominci a leggere Il quarto segreto sei scettico e un po' stufo di questi sacri misteri. Poi ti lasci incantare…. Immaginate. Immaginate che il terzo segreto di Fatima abbia una coda. Una parte di profezia che il vecchio Papa non ha voluto svelare. Parla dei figli di Maometto e dei «fratelli che invaderanno silenziosamente la terra crociata rendendo putrida l'aria»...Mettete che il virus della spagnola finisca nelle mani di una casa farmaceutica diretta da uno dei capi di un'antica setta salafita… E il virus diventa l'arma dell'invasione islamica. Opus Dei... tutta la verità http://www.escriva.it/ Il Fondatore Il 2 ottobre 1928, nostro Padre «vide» l'Opus Dei. Usò sempre il verbo «vedere», e l'evento fa parte del suo rapporto personalissimo con Dio. Tuttavia è centrale anche per noi e per la vita della Chiesa, perché la santità stessa di nostro Padre si struttura sul carisma di fondatore. Sappiamo che in quel giorno egli era a Madrid e stava facendo, in solitudine, gli esercizi spirituali. Il tutto rientra, evidentemente, in un disegno provvidenziale. 11) Rino Cammilleri http://www.totustuus.net/modules.php?name=News&file=article&sid=2416 La vocazione dell'apologeta Tutto nacque da una discussione animata, una delle miriadi in tutti questi anni. L'interlocutore, il solito agnostico scettico, uno di quei tantissimi mezzi acculturati che credono di sapere tutto. Diceva Jean Guitton che la Verità si trova ai due estremi della cultura: la coglie solo il sommo sapiente o il perfetto ignorante. Sì, perché ancora una volta è l'umiltà a svolgere il ruolo principale. C'è chi si accorge di non aver capito niente solo dopo avere indagato tutto, magari in una vita... Infatti, quelli che accorrono a Betlemme ad ammirare l'Evento sono gli appartenenti a due precise categorie: i pastori e i Magi. I primi, ignorantissimi, non li facevano nemmeno testimoniare in tribunale. Ma andarono tutti e subito. I secondi arrivarono solo dopo due anni, vennero in soli tre, sbagliarono strada e provocarono con la loro ingenuità la strage degli Innocenti. 12) Vittorio Messori http://www.et-et.it/articoli2008/a08i30.html Ottant'anni dopo, in crescita (a dispetto di tutto) Grazie non solo alla benevolenza di due papi particolarmente amici come gli ultimi due ma , soprattutto, grazie all'impegno degli associati (sacerdoti, numerari, soprannumerari, aggregati: i laici sono il 98 per cento) l' Opus Dei non ha conosciuto né lo sbandamento teologico né l'emorragia postconciliare di tante altre realtà ecclesiali. Non solo non ha subito l'uscita di un numero significativo di membri, ma ne ha aumentato il numero, con il suo ritmo lento, silenzioso, ma costante: si è ormai ad 85.000, in tutti i continenti, divisi in modo quasi eguale tra uomini e donne. La caduta del comunismo non ha significato, per la Chiesa in generale, la ripresa che molti si attendevano: decenni di ateismo di Stato hanno devastato popoli interi. Eppure, in questa situazione difficile, l'Opera è quella che ha forse raccolto maggior frutto, mettendo radici salde anche all'Est, Russia compresa. 13) Radici cristiane http://www.radicicristiane.it/articoli.php/id/1/Editoriali La "morte cerebrale" e il mistero della vita Tutti possono consentire sulla definizione, in negativo, della morte come "fine della vita". Ma che cos'è la vita? La biologia attribuisce la qualifica di vivente ad un organismo che ha in sé stesso un principio unitario e integratore che ne coordina le parti e ne dirige l'attività. Gli organismi viventi sono tradizionalmente distinti in vegetali, animali ed umani. La vita della pianta, dell'animale e dell'uomo, pur di natura diversa, presuppone, in ogni caso, un sistema integrato, animato da un principio attivo e unificatore. La morte dell'individuo vivente, sul piano biologico, è il momento in cui il principio vitale che gli è proprio cessa le sue funzioni. 14) Luci sull'Est http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=4152 INDIA: Lalji Nayak, martire per la fede in Orissa Con un coltello ficcato nel collo, minacciato di morte, non ha rinunciato alla fede cristiana. Ma vi sono anche altri che sotto minacce sono stati costretti a convertirsi all'induismo. Cristiani feriti assaliti anche in ospedale. Nel distretto di Kandhamal altri tre villaggi attaccati. I missionari di Madre Teresa vogliono tornare per prendersi cura dei lebbrosi e dei tubercolotici. 15) "LOBBYING ETICO" http://www.fattisentire.net/ Kandhamal, fanatici indù incendiano la casa delle suore di Madre Teresa La sera del 25 settembre fondamentalisti hanno attaccato e dato alle fiamme la casa delle Missionarie della Carità nel villaggio di Sukananda. Suor M. Suma, superiora regionale, prega per i "persecutori" perché si pentano delle violenze e possano "far pace con Dio" per le loro azioni... 16) Difendere la vita http://www.difenderelavita.totustuus.it/ Le «nuove» staminali adulte convincono l'America Il mondo delle cellule staminali si riunirà allo stesso tavolo, lunedì e martedì prossimi a Madison, la capitale del Wisconsin, per il 2008 World StemCell Summit, l'appuntamento annuale di maggior rilievo in America per il settore. Con gli occhi puntati su un solo, epocale evento: la scoperta di Yamanaka e Thomson, alla fine dello scorso anno, sulla possibilità di trasformare cellule della pelle in cellule in tutto simili a quelle embrionali, e cioè in grado di rigenerare i tessuti nei quali sono impiantate. 17) Fides - Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=23230&lan=ita Due teorie nate dal biblicismo Si sostiene che il rito postconciliare della Santa Messa sia più ricco di Letture, di Preghiere Eucaristiche, mentre il Messale detto di Pio V sarebbe povero e poco accurato. E' una tesi anacronistica perché non tiene conto della distanza di quattro secoli; sarebbe come accusare, analogamente, i "Sacramentari" anteriori di alcuni secoli a quello di Pio V. 18) Contro la leggenda nera http://www.kattoliko.it/leggendanera/ La questione religiosa nella crisi dell'Asse. (1942-43) La religione all'origine della crisi dell'Asse? L'attacco del filosofo e Accademico d'Italia Francesco Orestano alla filosofia materialista tedesca e alla politica antireligiosa nazista provocò notevoli tensioni all'interno dell'alleanza italo-germanica. La confutazione dell'apologia filonazista di Monsignor Alois Hudal, vescovo affascinato da Hitler ma isolato e osteggiato dai pontefici. 19) Sviluppo e popolazione http://www.svipop.org/sezioniTematicheArticolo.php?idArt=383 Il riscaldamento globale scioglie anche Lehman Brothers Lehman Brothers era davvero una banca strana: solo l'anno scorso aveva pubblicato un voluminoso e influente rapporto che prevedeva l'evoluzione del clima da qui al 2100, ma non era stata capace di prevedere che sarebbe fallita nel giro di un anno. E ciò che nessuno fa notare è quanto Lehman Brothers fosse legata alla lobby del clima e ad Al Gore, con pesanti investimenti nel Carbon Trading previsto dal Protocollo di Kyoto. October 05 Bibbia giorno e notte
La Bibbia giorno e notte |
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