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December 30 riflessioni di fine annoIN PRIMO PIANO:
http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=27 Benedetto XVI: Maria accoglie Gesù. E noi? Possiamo immaginare con quanta preparazione interiore, con quanto amore Maria sia andata incontro a quell'ora. Il breve accenno: "Lo avvolse in fasce" ci lascia intravedere qualcosa della santa gioia e dello zelo silenzioso di quella preparazione. Erano pronte le fasce, affinché il bimbo potesse essere accolto bene. Ma nell'albergo non c'è posto. In qualche modo l'umanità attende Dio, la sua vicinanza. Ma quando arriva il momento, non ha posto per Lui. È tanto occupata con se stessa, ha bisogno di tutto lo spazio e di tutto il tempo in modo così esigente per le proprie cose, che non rimane nulla per l'altro - per il prossimo, per il povero, per Dio. E quanto più gli uomini diventano ricchi, tanto più riempiono tutto con se stessi. Tanto meno può entrare l'altro. IN LIBRERIA: http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24 J. Ratzinger, Cantate al Signore un canto nuovo. Saggi di cristologia e liturgia È nota la passione per la liturgia che da sempre anima il cardinale Joseph Ratzinger, oggi papa Benedetto XVI, e i suoi sforzi - sulla scia, del resto, di importanti pronunciamenti magisteriali dei predecessori, come l'enciclica Ecclesia de Eucharistia, con cui il servo di Dio Giovanni Paolo II (1978-2005) ha idealmente chiuso il suo lungo pontificato - volti alla retta comprensione e alla degna celebrazione della santa messa e dei sacramenti, nonché al recupero della dimensione contemplativa e trascendente dei sacri riti, messa in ombra da storpiature sociologiche in base alle quali la liturgia sarebbe qualcosa da "animare" piuttosto che da ricevere dall'alto. È tuttavia inesatto pensare che dietro tali preoccupazioni ci siano prevalentemente ragioni estetiche o ansie rubriciste. Lex orandi lex credendi: il modo in cui preghiamo chiama in causa direttamente Colui che preghiamo. Ovvero le modalità del culto che rendiamo a Gesù di Nazareth, in parte esprimono l'idea che abbiamo di Lui. "LOBBYING ETICO" http://www.fattisentire.net/ India: Natale di persecuzione per i cristiani Tre persone sono state uccise; 13 chiese bruciate; 2 case parrocchiali distrutte; decine di feriti, molti dei quali in gravissime condizioni; un orfanotrofio cristiano vandalizzato; treni bloccati per ore; auto della polizia bruciate: è il bilancio provvisorio di un attacco a tutto campo dell'organizzazione fondamentalista Vishva Hindu Parishad (Vhp) cominciato alla vigilia di Natale e continuato per tutto il giorno di ieri. La polizia ha decretato il coprifuoco in molti villaggi, ma non riesce ancora a controllare tutta la situazione. La scintilla della deflagrazione è cominciata a Bramunigam di Phulbani (Orissa) il 24 dicembre, quando Swami Lakhananda Sarswati, un leader locale del Vhp, 80enne, insieme alle sue guardie del corpo, hanno visitato una zona cristiana, dove i fedeli avevano issato delle tende per la celebrazione del Natale, distrutte in precedenza da 300 membri del Vhp... Nel distretto di Phulbani si è scatenato l'inferno. Molti membri del Vhp, con armi da fuoco, hanno attaccato 13 chiese, proibito ai cristiani di celebrare il Natale e sparato su alcuni fedeli. Mons. Luigi Negri http://www.totustuus.biz/showthread.php?p=3973 Mons. Negri: "Con le campagne pro-gay vince il mondo dell'irreale" Qui si tratta del riconoscimento statale del valore della pratica omosessuale e la pretesa di convincere con soldi pubblici chi la pensa diversamente. Davvero il mondo anticristiano vuole l'eliminazione radicale della concezione cristiana della vita attraverso la costruzione di un mondo dell'irrealtà, che si pretende essere l'unico vero, da imporre a tutti come l'unico possibile... In Italia vedo un clima di acceso anticristianesimo, come dimostrano i recenti attacchi a qualsiasi segno che richiami al Natale per ciò che esso è, la nascita di Gesù. 13) "MONS. ALESSANDRO MAGGIOLINI" http://www.alessandromaggiolini.it/bin/servlet/mediabox.servlets.prese ntation.DettaglioInfo?idInfo=41168&url=dettaglioRassegna.jsp Il Natale un mistero a cui aderire A ben guardare, l'umanità ha atteso secoli, prima di ricevere il Redentore: viveva nel peccato, marciva nella colpa, soffocava in un'aria greve e irrespirabile, ma non aveva nemmeno il coraggio di mendicare, o di pretendere addirittura, che arrivasse il Liberatore... Ciò che ha nulla a che fare con la Befana, con Babbo Natale o cincischierie del genere: queste cose si comprano al supermercato, magari giocando sul prezzo per tirarlo più basso possibile. E poi, non saziano un unghia di cuore: lasciano l'animo dell'uomo freddo, ghiacciato, tremebondo, solitario come era prima. E la disperazione fa capolino senza annunciarsi. Anche nei piccoli. I quali almeno si perdono e si spaventano della solitudine in cui spesso vivono. 14) "Rino Cammilleri " http://www.rinocammilleri.it/ Natale Natale. La festa più bella diventata la più odiosa. Scervellarsi per scegliere i regali, pigiarsi con la gente nei negozi, rimetterci la tredicesima. Riempirsi la casa e riempire l'altrui di cose inutili. Chi non ha famiglia o ha contrasti all'interno di essa odia questa festa vieppiù. Il politically correct ha raggiunto il capolavoro del ridicolo sfrattando Cristo dal di Lui compleanno, così che si festeggia e si sta in ferie senza motivo. Luci e neon e palline colorate e finta allegria fino alle 20,00 del 24 sera, poi di colpo il silenzio. Poi due giorni di negozi chiusi e città fantasma. Natale coi film di Pieraccioni e De Sica e Boldi. Qualcuno si spara. Qualcun altro spara ai parenti. 15) "Antonio Socci" http://www.antoniosocci.it/Socci/index.cfm? circuit=Main&name=CaricaOggetto&modalita=view&rnd=0.19589891635&id=569 I soldi di Lenin e di Mao Non solo fu una rivoluzione sanguinaria, il "colpo di mano" di una minoranza, quella comunista in Russia, che scatenò i demoni del genocidio su tutto il pianeta. Ma fu anche una "rivoluzione del Kaiser". Perché ora - con i documenti pubblicati da "Der Spiegel" - sono finalmente saltate fuori le prove. Si sapeva che la Germania imperiale, in piena Grande guerra, nell'aprile 1917, spedì - col famoso treno - Lenin in Russia per aggredire la neonata democrazia e costringere quel Paese e uscire dal Primo conflitto mondiale (usò il capo comunista come un virus mortale). 16) "Per la libertà di educazione" http://www.totustuus.biz/users/educazione/Attualita.html Se troppa scuola fa male Fu l'Italietta sabauda e massonica a creare un modello di insegnamento obbligatorio statale, capillare nel territorio e diffuso per ogni ceto sociale... Tutto nella scuola, niente al di fuori della scuola... il modello pedagogico marxista viene progressivamente assunto come valido anche in larghe fette del mondo cattolico. I "miti" della scuola progressista conquistano il cuore e la mente di politici, intellettuali, presidi di formazione cattolica. E fra questi miti, su tutti trionfa il "tempo pieno". Esso si fonda sull'idea - di impronta tipicamente hegeliana - che l'intera crescita umana e culturale del bambino debba essere guidata e gestita dallo Stato attraverso la scuola, e che il resto - a cominciare dalla famiglia - abbia un ruolo residuale, accidentale, sostanzialmente inadeguato, insufficiente... È il capovolgimento della dottrina cattolica della "sussidiarietà". 17) "RADICI CRISTIANE" http://www.radicicristiane.it/interna.php?id_fondo=74 Allargato l'archivio articoli Lo scorso 26 ottobre, sul "Corriere della Sera", Sergio Romano ha dedicato un editoriale al carisma e alla popolarità di Benedetto XVI, attestata dal crescente afflusso di pellegrini a San Pietro, in numero ancora maggiore di quanto ne registrava Giovanni Paolo II. L'articolo di Romano si conclude con un invito ai "laici" a "difendere i loro valori (.) con altrettanto zelo e altrettanto vigore" del nuovo Pontefice. Un altro noto organo di informazione internazionale, il settimanale "The Economist", ha pubblicato, nel mese di novembre, un dossier di venti pagine, intitolato In God's name, in cui, con malcelata inquietudine, si analizza il peso e il ruolo che la religione sta sempre più assumendo nelle vicende politiche e sociali del XXI secolo. 18) Il Timone http://www.iltimone.org/ La rivincita di Dio Si informa che l'archivio articoli è stato arricchito con vari numeri, anche del 2007, consultabili previa registrazione gratuita. Ad esempio questo: Card. Giacomo BIFFI: Il senso cristiano della malattia L'ideale generalizzato della nostra società, il mitico personaggio cantato da tutte le voci amplificate del nostro tempo, non è l'eroe o il santo, non è cioè uno che sa donarsi e agire per gli altri: è piuttosto chi è capace di vivere al meglio per sé. È l'uomo giovane, sano, bello e soprattutto efficiente, che dispone della massima attitudine ad affermarsi e a godere; è l'uomo che s'impone, produce, consuma; è l'uomo "in forma", che nella sua "forma" trova non solo le premesse del successo, ma addirittura il significato esauriente del suo stesso esistere. Corrispondenza Romana http://www.corrispondenzaromana.it/index.php?option=com_archivio In Croazia aborti ridotti dell'88,5 per cento in quindici anni Seppure la legge sulle interruzioni volontarie di gravidanza sia la stessa, dal crollo del comunismo al 2005 gli aborti in Croazia sono diminuiti dell'88,5%. Nel 1989, ultimo anno del regime comunista in Croazia, si sono avuti 40.000 aborti, mentre nel 2005 gli aborti sono stati 4.600... Secondo il Presidente del Centro per la Famiglia croato, gran parte di questo cambiamento culturale è dovuto al lavoro fatto dai cattolici negli anni Settanta e Ottanta, ma soprattutto dopo la caduta del comunismo. Filmati, volantini, brochure, libri sono stati diffusi in migliaia di copie sotto il comunismo e in milioni dopo la caduta del regime. 22) Fides - Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=15083&lan=ita Dossier: Elenco degli Operatori Pastorali Sacerdoti, Religiosi, Religiose e Laici Uccisi nell'anno 2007 Elenco degli Operatori Pastorali Sacerdoti, Religiosi, Religiose e Laici Uccisi nell'anno 2007 -- Panorama dei continenti - Un elenco mai concluso - Cenni biografici e circostanze della morte - Quadro riassuntivo dell'anno 2007 - Gli Operatori Pastorali uccisi dal 1980 al 2007 - Link correlati December 28 Genova G8: le verità dimenticate scomode alla sinistraG8 di Genova ricordiamoci come davvero è andata per non far trionfare la menzogna.
Vi ricordate il G8 di Genova?
Dalle notizie che passano ora sembra che i delinquenti siano stati i poliziotti e i carabinieri che in quei giorni erano là.
Sembra quasi che Placanica sia il colpevole e Giuliani l’innocente, la biancaneve di turno.
Come forse ricorderete non è proprio così, non proprio pacifisti furono i cortei e i loro preparativi.
A dimostrazione di quanto dico vi segnalo alcuni video presi dall’emittente "Primocanale" situata in Genova.
Il 05/06/2001 è la prima data che prenderò in esame, questo è quanto viene detto a Genova da forze dell’ordine e anti-g8 Come si può notare già allora si prevedevano possibili atti violenti e proprio per questo i Carabinieri si stavano preparando, ciò a dimostrare la volontà dei facinorosi di creare volontariamente azioni come quelle poi andatesi a creare per di più va segnalato come a quell’epoca avessero firmato un protocollo in cui dichiaravano al Social Forum genovese di starsene buoni. (abbiam visto poi…)
Il 23/06/2001 gli attivisti sembrano tut’altro che pacifici e son passati solo 18 giorni dalle dichiarazioni del video precedente. Il 30/06/2001 gli attivisti fanno le prove generali, non c’è che dire fanno proprio i pacifisti
il 03/07/2001 Agnoletto dimostra di che risma è: pessima. Attaccando la zona rossa dimostra di voler fomentare violenza e poi avete visto bene nel video precedente la "non-violenza" cosa sia. Domanda: ma per essere violenti bisogna avere il carroarmato? Le mazze e gli scudi non lo sono, le travi e gli estintori non sono oggetti che se usati in modo improprio fanno violenza? http://www.primocanale.it/viewvideo.php?id=573811/07/2001 altre persone sempre del Social Forum 8 giorni dopo ci ricordano quella che è la mentalità di questi "non-violenti" loro creano gli scontri, ma dicono che si difendono. Fanno cioè passare per aggressori gli altri quando in realtà sono loro a cercarsi le grane. http://www.primocanale.it/viewvideo.php?id=1047E siamo al G8 21/07/2001 il giorno dopo i primi scontri, la morte di Giuliani e il casino che ne è seguito Gli scontri cercati dagli autonomi sono durati dalle 14:30 alle 00:00 La situazione sanitaria il giorno dopo è questa http://www.primocanale.it/viewvideo.php?id=3086Come si può notare è già pesante se pensate a come sono vestiti i poliziotti e i carabinieri i facinorosi sono riusciti a mandarne 53 in ospedale di cui 1 ricoverato non è roba da poco, ma il social forum è fatto di pacifisti….meno male… 23/07/2001 il G8 è finito, i Genovesi sono inviperiti perché anche i manifestanti che non parteciparono agli scontri si sono macchiati di muta complicità con i vandali anziché isolarli e questo va sottolineato sembra ce basti avere una bandiera arcobaleno per essere uomini di pace ma non è così anche questo silenzio è un atto di violenza. http://www.primocanale.it/viewvideo.php?id=912825/07/2001 altri Genovesi, altro dissenso verso i manifestanti. http://www.primocanale.it/viewvideo.php?id=166423/10/2007 ecco le richieste sacrosante al processo per i fatti dei video di cui sopra http://www.primocanale.it/viewvideo.php?id=14832speriamo giustizia sia fatta. December 27 riflessioni post-natalizieIN PRIMO PIANO:
http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=27 Benedetto XVI: non bisogna illudersi! Non bisogna illudersi: i problemi che pone il secolarismo del nostro tempo e la pressione delle presunzioni ideologiche alle quali tende la coscienza secolaristica con la sua pretesa esclusiva alla razionalità definitiva, non sono piccoli. Noi lo sappiamo, e conosciamo la fatica della lotta che in questo tempo ci è imposta. Ma sappiamo anche che il Signore mantiene la sua promessa: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28,20). In questa lieta certezza, accogliendo la spinta delle riflessioni di Aparecida a rinnovare anche noi il nostro essere con Cristo, andiamo fiduciosamente incontro al nuovo anno. Andiamo sotto lo sguardo materno dell'Aparecida, di Colei che si è qualificata come "la serva del Signore". La sua protezione ci rende sicuri e pieni di speranza. Amici di Joseph Ratzinger:
http://www.ratzinger.it/ Testo integrale della: Nota dottrinale su alcuni aspetti dell'evangelizzazione Si verifica oggi... una crescente confusione che induce molti a lasciare inascoltato ed inoperante il comando missionario del Signore (cf. Mt 28, 19). Spesso si ritiene che ogni tentativo di convincere altri in questioni religiose sia un limite posto alla libertà. Sarebbe lecito solamente esporre le proprie idee ed invitare le persone ad agire secondo coscienza, senza favorire una loro conversione a Cristo ed alla fede cattolica: si dice che basta aiutare gli uomini a essere più uomini o più fedeli alla propria religione, che basta costruire comunità capaci di operare per la giustizia, la libertà, la pace, la solidarietà. Inoltre, alcuni sostengono che non si dovrebbe annunciare Cristo a chi non lo conosce, né favorire l'adesione alla Chiesa, poiché sarebbe possibile esser salvati anche senza una conoscenza esplicita di Cristo e senza una incorporazione formale alla Chiesa IN LIBRERIA: http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24 Omosessualismo: L'identità di genere (Quaderno del Timone) E' naturale, ad esempio, che chi nasce maschio (identità sessuale) si sviluppi come uomo (identità di genere), e chi nasce femmina si sviluppi come donna. Riconosciamo la naturalità di questo sviluppo anche se accade che esistano casi in cui il sesso fenotipico sia incerto o abbia dei caratteri del sesso opposto, o se esistono persone che per ferite relazionali faticano a riconoscersi in una identità sessuale; davanti a questi fenomeni reagiamo come di fronte a chi nasce con il labbro leporino, o sviluppa con la crescita una fobia sociale. Non li consideriamo cioè fenomeni che autorizzano a pensare ad una natura diversa, o all'inesistenza di uno sviluppo naturale, ma come un problema ed un disturbo dello sviluppo naturale. Eppure, come vedremo, la ribellione a questa legge di natura si esprime attraverso una precisa ideologia che nega questo legame. "LOBBYING ETICO" http://www.fattisentire.net/ Accelerare il divorzio fa male ai matrimoni La commissione Giustizia ha adottato come testo base un articolato del senatore del Pd, Massimo Brutti, che ha nell'articolo 1 il suo punto saliente: per ottenere il divorzio basta un solo anno (rispetto ai tre attuali) e questo accorciamento vale ugualmente per le coppie con e senza figli. Brutti ha fatto intendere che si potrebbero anche abbreviare i tempi a soli sei mesi, nel caso in cui non ci siano figli ed entrambi i coniugi vogliano consensualmente prendere ognuno la propria strada. 13) "MONS. ALESSANDRO MAGGIOLINI" http://www.alessandromaggiolini.it/bin/servlet/mediabox.servlets.prese ntation.DettaglioInfo?idInfo=41099&url=dettaglioRassegna.jsp La dificile arte di educare e farsi educare Educatore è ogni persona che in qualsiasi modo e per qualsiasi titolo è incaricata della promozione umana e religiosa di altre persone. In senso stretto, educatore è colui che ha assunto il compito di formare i valori fondamentali e la struttura essenziale di chi ha vicino e che gli è affidato. Se si vuole distinguere i piani del lavoro educativo, occorre identificare l'istruzione, in primo luogo, e la formazione del carattere, poi. 14) Mons. Luigi Negri http://www.sanmarinonotizie.com/default.asp? id=1&opr=5&content=14256&mnu= La Messa antica per una fede che divenga presenza nella società . ha accolto con gratitudine e responsabilità il Motu proprio "Summorum Pontificum" riconoscendo nelle direttive proposte dalla Santità Vostra una più ampia possibilità di educazione del popolo cristiano ad una fede che divenga realmente forma della persona e presenza viva nell'intera società. La nostra Diocesi non ha potuto non sentire pena per un persistente silenzio di troppo mondo cattolico che sembra rivelare quanto meno disagio se non distanza dalle Vostre direttive, e non può non indicare come fonte di preoccupazione prese di posizione pubbliche che sono suonate problematiche nei confronti del magistero di Vostra Santità. 15) "Rino Cammilleri " http://www.rinocammilleri.it/ In esclusiva per i forum di totustuus.net, riprende la pubblicazione degli "ANTIDOTI": Cile Leggo, ancora sul mensile "Il Timone" del dicembre 2007 (fatevene mandare una copia gratis: info@iltimone.org), che in Cile le tre grandi catene di farmacie (Salcobrand, Ahumada e Cruz Verde) sono state multate dal governo socialista di Michelle Bachelet per 33.000.000 pesos ciascuna (circa 66.000 dollari) per essersi rifiutate di vendere la cosiddetta "pillola del giorno dopo" in ossequio alle direttive dei vescovi. Penso che dovremo prepararci a quel che il papa ha chiamato "martirio delle vita ordinaria", perché i governi si vanno sempre più orientando in senso anticristiano e tra non molto ciascuno di noi sarà chiamato a dover compiere delle scelte eroiche per rimanere coerente con quello in cui crede. Il Timone http://www.iltimone.org/newsArt.php?idArt=53 Il Papa fa lezione sull'educazione dei giovani "Penso ai giovani di oggi, cresciuti in un ambiente saturo di messaggi che propongono falsi modelli di felicità. Questi ragazzi e ragazze rischiano di perdere la speranza perché sembrano spesso orfani del vero amore, che riempie di significato e di gioia la vita". Così il Papa ci ha dato nell'Angelus dell'8 dicembre una grande lezione sull'educazione, indicandoci Maria come luce per il nostro cammino. Una lezione che vale la pena riprendere. 18) "Tomas Josef M. Tyn O. P." http://www.totustuus.biz/users/tyn/ Omelia su san Lorenzo Giustiniani Che cosa ci suggerisce questo pensiero di venerare la nostra cara Madre celeste sopra tutto sotto il titolo di Madre ed avvocata particolare dei sacerdoti? La festa del Santo di oggi, San Lorenzo Giustiniani, che era il primo patriarca di Venezia, un presule secondo il Cuore del Signore, il Pontefice in eterno secondo l'ordine di Melchidesech. Cari fratelli, oggi, nella festa di San Lorenzo Giustiniani e nella festa del Cuore Immacolato di Maria, preghiamo la Beata Vergine perché si faccia avvocata per la Chiesa tutta intera, perché impetri da Dio Onnipotente, dalla Trinità Santissima per la Santa Chiesa sacerdoti santi, sacerdoti mediatori tra Dio e l'uomo, sacerdoti secondo il Cuore di Cristo, sacerdoti consapevoli, come il festeggiato di oggi, l'illustre patriarca di Venezia San Lorenzo, di essere stati scelti in mezzo agli uomini, ma non dagli uomini, bensì da Dio stesso! 19) Sito personale del Cardinale Carlo Caffarra http://www.caffarra.it 16 dicembre 2007 - Terza Domenica di Avvento Durante queste settimane di Avvento ci incontriamo spesso con la figura di Giovanni il Battista e colla sua predicazione. Egli è un momento fondamentale nella storia della nostra salvezza, come risulta chiaramente dalle parole di Gesù appena ascoltate: "Egli è colui, del quale è scritto: ecco, io mando davanti a te il mio messaggero che preparerà la tua via davanti a te". 20) "Sviluppo e Popolazione -SviPop " http://www.svipop.org/ "Donne, smettete di trovare sexy gli uomini in Ferrari" Se le donne vogliono combattere contro il riscaldamento globale devono smetterla di ammirare gli uomini al volante della Ferrari ed essere attratte invece da uomini eco-compatibili. Incredibile, ma lo ha pubblicamente affermato sir David King, il capo degli scienziati del governo britannico, secondo cui è necessario un radicale cambiamento culturale. Forse una Rivoluzione, sul modello di Mao e Pol Pot? 21) Corrispondenza Romana http://www.corrispondenzaromana.it/index.php?option=com_archivio L'omelia del Cardinal Dias a Lourdes L'apparizione della Vergine a Lourdes, come le altre apparizioni mariane, "rientra nella lotta permanente, e senza esclusione di colpi, tra le forze del bene e le forze del male, cominciata all'inizio della storia umana e che proseguirà fino alla fine". Lo ha detto il cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli, durante la messa celebrata a Lourdes per inaugurare, come inviato speciale del Papa, l'Anno celebrativo del centocinquantesimo anniversario delle apparizioni. 22) Fides - Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=15045&lan=ita Il mistero dell'Incarnazione e del Natale nei riti romano e bizantino Alcuni liturgisti sono stati turbati dall'affermazione del Papa, contenuta nel Motu proprio "Summorum Pontificum", che esiste un solo rito romano in due forme, ordinaria e straordinaria: la ritengono una interpretazione storica 'nuova', probabilmente perché si è identificato toutcourt rito romano con rito latino... Il fatto è che il rito romano detto 'di san Pio V' ha continuato ad esistere, parallelamente a quello 'del servo di Dio, Paolo VI'. Ora torna ad affiancarsi. In realtà il rito romano antico dovrebbe essere chiamato 'Liturgia di Gregorio Magno'. Questi sono i fatti, il resto è ideologia. December 24 Idee regalo x NatalePedalando per le strade della capitale più di una volta lo sguardo mi si è fermato sulla pubblicità di una catena di grandi magazzini; le immagini che raffigurano persone in atteggiamenti affettuosi sono accompagnate da uno slogan che suona più o meno così: “il valore di un regalo è più grande del suo prezzo”.
Da buon genovese, ingiustamente accusato di “eccessiva parsimonia nello spendere” confusa con una “oculata saggezza nell’uso dei soldi”, ho iniziato a pensare, stimolato dalla necessità di fare qualche regalo nell’imminenza del Natale; ho pensato che oggi, nel nostro mondo, c’è una cosa preziosissima, da regalare, considerata da tutti di grande valore, che viene gestita con attenzione: questa cosa è il tempo. Non è una novità. Un antico adagio dice che “il tempo è denaro”. Se è vera questa equivalenza fra tempo e denaro, allora possiamo provare a trovare alcuni modi per fare dei regali “temporali”. Fra le altre cose mi sembra che il modo di spendere il proprio tempo sia qualificante per la persona, dica molto di chi siamo.
Un primo regalo, grande, (costo orario consigliato 1 ora), può essere quello di una visita a chi soffre o è solo; nella scala del mio caseggiato, in un ricovero per anziani, in ospedale, un mio amico o compagno di studio magari sta attraversando un momento difficile e gradirebbe molto una nostrea visita; da soli o, meglio ancora, in coppia; magari anche in gruppo tentando di coinvolgere qualche amico bagnarsi la mano nell’acqua benedetta e fare un segno nel ricordo del nostro battesimo (durata consigliata pochi secondi).
Un altro regalo serio e interessante può essere quello di regalare a chi ne ha bisogno, una preghiera, un rosario o un po’ di Adorazione Eucaristica (costo orario consigliato mezz’ora). Si tratta di infilarsi in una chiesa, fare un segno di croce ben fatto (costo temporale 4 secondi; contare mentalmenete), cercare la lampada rossa che indica la presenza reale di Gesù nell’Eucaristia, salutarlo con una genuflessione ben fatta (costo temporale consigliato: 3 secondi: contare mentalmente).
Un terzo regalo me lo ha fatto venire in mente un vescovo. Istruzioni per l’acquisto: accendere il computer, avviare un browser internet, andare sui blogs più frequentati o su altri spazi e scrivere un augurio natalizio ricordando che Dio è amore per tutti, che Gesù di Nazareth 2000 anni fa è nato, è morto, è risorto ed è il Figlio di Dio (costo orario minimo 20 minuti.) Questo sarebbe un regalo di verità per molti. Dopo i blogs anonimi qualcuno potrebbe trovare coraggio e cominciare a scrivere sui settimanali cattolici o sui quotidiani cittadini, negli spazi per le lettere al direttore.
Un regalo invece lo vorrei chiedere ai personaggi importanti della nostra Italia. Mi è venuto in mente mentre ho partecipato al minuto di silenzio, fatto all’inizio della partita Fiorentina – Inter di qualche settimana fa, nel ricordo della scomparsa della moglie di Prandelli, l’allenatore della squadra gigliata; n quel minuto spero che i credenti, calciatori e tifosi, abbiano pregato!
Ho notato che molti sportivi entrano in campo facendo un segno di croce. A loro, agli attori della TV e del cinema, ai ministri e agli onorevoli, agli industriali ed ai giornalisti, a chi ha avuto la gioia e il merito di diventare famoso ed ha ricevuto il dono della Fede chiedo il regalo di partecipare alla S. Messa nella propria parrocchia, anche se piccola, con tutti gli altri fratelli “meno famosi” agli occhi degli uomini, a confessarsi e a fare la S. Comunione come tutti gli altri; molti già lo fanno…Sarebbe un grande dono per voi stessi e per tutti, un incoraggiamento! Non costa nulla in denaro, 1 ora in termini di tempo.
Tanti altri regali ho in mente. Non li scrivo, li lascio alla vostra fantasia. Ho già speso forse troppo tempo… Un caro augurio per un Santo Natale. Don Nicolò Anselmi December 21 aperturisom o vera integrrazione?Cultura. Marta Sordi Non aperturismo ma capacità di riconoscere il genio degli altri. Gli antichi latini hanno un'altra lezione da impartire a noi ciechi multiculturalisti moderni Marta Sordi è professore emerito di Storia antica dell'Università Cattolica di Milano. Le sue pubblicazioni sul mondo greco e su quello romano, sugli etruschi e sul cristianesimo dei primi secoli riempiono gli scaffali di una libreria. Oggi una grave malattia alle ossa limita un po' la sua mobilità. Talvolta, quando la invitano a un convegno, si limita a mandare un intervento. Lei, però, sopporta la sua sofferenza non solo con cristiana rassegnazione, ma con una letizia che è il segno di una fede profonda. E se la carne è debole, lo spirito è sempre quello, lucido e battagliero, pronto ad appassionarsi per la storia a cui ha dedicato una vita, con lo stesso entusiasmo con cui, tantissimi anni fa, ha cominciato. Così quando Tempi le ha chiesto un'intervista ha acconsentito prontamente. Professoressa Sordi, lei ha speso tutta la vita a studiare le vicende dei greci e dei romani. Che cosa può dire di averne ricavato? Moltissimo. La scoperta del metodo storico, all'università, col professor Alfredo Passerini, è stata una svolta per la mia vita, non solo sul piano culturale, ma anche per la mia fede. Sul piano culturale, perché arrivai all'università spinta da un'antica passione per gli etruschi, ma allora a Milano non c'erano cattedre di etruscologia, così finii per specializzarmi in storia greca, e mi incantò il metodo: la possibilità di leggere le fonti antiche, scoprendo attraverso un'attenta valutazione di ogni sfumatura la realtà che ci sta dietro. Per esempio, Passerini ci insegnò a riscoprire l'autentica figura di Tiberio negli scritti di Tacito. Tacito è fieramente avverso a Tiberio, e ne presenta un ritratto fortemente negativo. Ma una lettura attenta permette di distinguere i fatti da quelle che sono interpretazioni dello storico, e di scoprire così, al di là del filtro di chi riferisce, la figura di un grande imperatore. Tutto il mio lavoro di studiosa della storia antica è stato fedele a questa lezione: la possibilità di risalire, grazie a una lettura attenta, e tutte le volte che è possibile comparata, delle fonti, al dato contemporaneo che ne è all'origine. Certo, il metodo storico non attinge a una certezza assoluta, però può raggiungere una certezza "probabile", cioè che può essere provata. Prima accennava al fatto che questa scoperta è stata determinante anche per la sua vita personale. Certo, per la mia convinzione religiosa. Io sono cresciuta nella fede cattolica, e non l'ho mai abbandonata. Ma la scoperta del metodo storico è servita a rafforzarla, a renderla consapevole. Un primo passo in questa direzione era già avvenuto al liceo. Io ho frequentato il liceo scientifico italiano a Bucarest, dove ci eravamo trasferiti per ragioni di lavoro del babbo proprio negli anni della guerra, tra il 1941 e il 1945. A Bucarest avevamo un professore di filosofia crociano, che ci spiegava tutto in termini di immanentismo, ma in maniera molto rispettosa di chi invece, come me, credeva nella trascendenza di Dio: ecco, nel confronto con le posizioni di quel professore mi convinsi della razionalità di quelli che la tradizione cristiana chiama "preambula fidei", la certezza razionale dell'esistenza di Dio, della sua trascendenza e del suo carattere personale. Ma all'università, grazie al metodo storico, mi si aprirono davanti quelli che potrei chiamare i "preambula fidei" della fede cristiana in senso specifico, della fede nella divinità di Gesù. Ci vuole spiegare meglio? Guardi, ricordo una discussione con una compagna non credente, che una volta mi disse: «Ma come fai proprio tu che sei una storica a credere a queste cose?». Proprio perché sono una storica, risposi, sono portata a credere alla verità della pretesa di Cristo di essere Dio. Certo, la fede non può essere ridotta a un'operazione storiografica, è un salto qualitativo. Però lo studio storico, puntuale dei Vangeli ce ne mostra la storicità, l'attendibilità, ci mostra che quel Gesù di Nazareth è davvero esistito ed è stato un uomo con determinate caratteristiche. Riconoscerne la pretesa divina, ripeto, è un'altra cosa, però lo studio storico dei Vangeli favorisce, direi prepara il salto dell'adesione di fede: o quell'uomo, quell'uomo concreto, realmente esistito, che i Vangeli ci mostrano, era un ciarlatano, un pazzo, o era quel che diceva di essere, era Dio. È estremamente illogico affermare, come tanti fanno, che Cristo sia stato un grande profeta, un riformatore e quant'altro, e negare che fosse Dio: se non è quel che diceva di essere non sta in piedi nemmeno il resto. Il cristianesimo è una religione che ha un fondamento storico, non è semplicemente credere in Dio ma che Dio si è incarnato in una persona storica. La storicità dei Vangeli, accertabile col metodo storico, è una sorta di "preambulum" alla fede in Cristo. I suoi studi, però, non si sono limitati alle origini cristiane. Perché è sbagliato, artificiale separare il cristianesimo e la civiltà che ne è seguita dal mondo classico. C'è una continuità evidente tra la civiltà antica e il cristianesimo: il mondo antico si apre, accoglie il cristianesimo. Roma è il luogo in cui il cristianesimo si diffonde non solo perché l'impero, come si è sempre osservato, offriva le strade e la sicurezza attraverso cui il messaggio cristiano poteva viaggiare, ma soprattutto perché la mentalità romana era pronta ad accogliere quel messaggio. Sono segni impressionanti di questa attesa quelli che poi saranno chiamati i "canti dell'Avvento" del mondo romano, la quarta egloga di Virgilio e il carme 64 di Catullo. Il primo saluta il prossimo avvento di una nuova era, nella quale «sarà cancellato l'antico delitto». Il secondo canta la nostalgia per il mondo degli eroi, cioè per un mondo in cui gli dèi vivevano insieme agli uomini, distrutto dal nostro peccato, «e la luce si è spenta», conclude. Il mondo romano aveva in sé, potremmo dire, i "preambula fidei", cui mancava solo la religione. Ma anche in questa molti (il citato Catullo per esempio, ma non solo) parlavano già del "divino", la "divinità": stavano già superando la concezione degli dèi omerici per aprirsi all'idea di un Dio unico. Il cristianesimo è dilagato perché il mondo antico era un mondo in attesa di qualche cosa. Per questo dobbiamo recuperare la continuità con quel mondo. Per questo e non solo. Un altro aspetto che sarebbe assolutamente da recuperare è quell'atteggiamento che si potrebbe definire "multiculturale" dei romani, i quali erano sempre pronti ad accogliere tutto quel che di buono trovavano presso altri popoli. Sottolineo: quel che trovavano di buono, diversamente dall'apertura indiscriminata dei giorni nostri, che considera tutto equivalente. I romani ebbero un senso fortissimo dell'importanza di acquisire tutto quel che di buono trovavano presso altri popoli, e non si facevano problemi a riconoscerlo. Quel che prendevano da altri lo riconoscevano come merito altrui. È proprio qui tra l'altro che fa leva sant'Ambrogio in una famosa risposta a Simmaco. Questi aveva immaginato una personificazione di Roma che chiedeva che le fossero lasciati gli dèi che le avevano dato tante vittorie: «Non mi pento di convertirmi anche se in tarda età», fa rispondere pressappoco Ambrogio alla medesima Roma, «perché, come ho sempre fatto, sto abbracciando una concezione migliore». Questa è stata la grande caratteristica dei romani, che li differenzia nettamente dai greci, che invece non si seppero aprire: la capacità di accogliere tutto ciò che riconoscevano migliore. A proposito di greci, finora non ne abbiamo parlato. Cosa dobbiamo conservare della loro eredità? La democrazia. La democrazia è un'invenzione greca, e in particolare ateniese, come rivendica con orgoglio Pericle nel grande discorso che Tucidide gli mette in bocca nel secondo libro de La guerra del Peloponneso. E ha due caratteristiche che non dovremmo dimenticare. La prima è che è una democrazia meritocratica: tutti sono uguali, non c'è differenza dovuta alla ricchezza o alla nascita, ma non tutti hanno le stesse competenze, e le cariche fondamentali vanno distribuite secondo la competenza. La seconda è l'obbedienza alle leggi, e soprattutto alle leggi non scritte, quelle degli dèi. È questo il fondamento che rende possibile una società democratica. Per i greci però questa era limitata ai cittadini, e la cittadinanza dipendeva strettamente dalla nascita. Uno straniero non poteva diventare cittadino: questa è stata la debolezza di Atene. Roma invece seppe passare dall'urbs alla civitas, dalla città su base etnica a quella fondata sull'adesione a valori condivisi, a un ordinamento comune. Le sta proprio a cuore questa predisposizione degli antichi romani all'integrazione. Perché è il cuore della tradizione occidentale. Come spiega Claudio, imperatore del I secolo, quando introduce alcuni galli, nemici sconfitti da meno di un secolo, nel novero dei senatori: «I miei antenati, il più antico dei quali, Clauso, di origine sabina, fu accolto contemporaneamente tra i cittadini romani e nel patriziato, mi esortano ad agire con gli stessi criteri nel governo dello Stato, trasferendo qui quanto di meglio vi sia altrove. Cos'altro costituì la rovina di spartani e ateniesi, per quanto forti sul piano militare, se non il fatto che respingevano i vinti come stranieri? Romolo, il fondatore della nostra città, ha espresso la propria saggezza quando ha considerato molti popoli, nello stesso giorno, prima nemici e poi concittadini». E Sallustio ne La congiura di Catilina spiega che la caratteristica di Roma sta nell'aver fatto una civitas di "gente diversa", grazie alla concordia. "Concordia" è un concetto giuridico/politico che caratterizza tutta la vicenda di Roma. Indica che "genti diverse" possono convivere (e arricchirsi reciprocamente) quando riconoscono un comune ordinamento, quando accettano le stesse leggi. Roma nasce da un incontro fra diversi (i romani in senso proprio, i sabini, gli etruschi) che imparano gli uni dagli altri il meglio e che sono riuniti dall'obbedienza a una norma comune. Anche il mito della fondazione di Roma da parte di Enea, cioè di uno straniero, allude a questo. Roma porta questa struttura nel suo Dna. La nostra cultura dovrebbe reimpararla. di Persico Roberto Tempi num.48 del 29/11/2007 December 19 È Natale, che "scemenza" parlare di Gesùmercoledì 12 dicembre 2007, 07:00
Caro Direttore, sono un Vostro lettore «da sempre» ed invio la presente per segnalarvi quello che a mio avviso, è un fatto molto grave avvenuto in questi giorni nella scuola elementare Villani di Firenze, ove mio figlio Alessandro di anni 9 frequenta la classe IV C. La maestra di disegno ha nei giorni scorsi invitato gli alunni a fare un disegno che rappresentasse il Natale e mio figlio si stava quindi accingendo a rappresentare la «Natività di Cristo» quando è intervenuta detta maestra «vietando» al bambino di disegnare «Gesù bambino». Mio figlio è rimasto molto amareggiato da questa vicenda, anche perché non è riuscito a comprendere la ragione di tale assurdo divieto ed ha riferito il proprio turbamento a noi genitori. Pensando l'incidente si fosse verificato per un equivoco, mia moglie si è quindi recata personalmente a parlare con la maestra di disegno ma questa, appresa la ragione del colloquio, si è «inalberata» affermando che sarebbe «una scemenza» (testuali parole) voler rappresentare la nascita di Gesù Cristo ed associarla al Natale (ma a cos'altro andrebbe associato il Natale? Al solstizio di inverno?), poiché in tal modo si rischierebbe di offendere il sentimento religioso di chi non è cristiano. In ogni caso, a detta della maestra di disegno medesima, le insegnanti sarebbero obbligate ad impedire qualsivoglia rappresentazione religiosa, anche nei disegni e addirittura gli insegnanti di «Religione» non potrebbero parlare di Gesù Cristo agli alunni. Richiesta di indicare quale mai fosse la norma cui faceva riferimento, la maestra medesima ha girato le spalle e se ne è andata senza neppure salutare. Il giorno dopo, anche l'insegnante di Italiano è intervenuta in classe sull'argomento, dicendo agli alunni che «le maestre sono stufe delle "scemenze" delle loro mamme». Non ho parole per commentare l'accaduto. Non condivido che nelle nostre scuole il Natale non sia più rappresentato come quando ero bambino io (quarant'anni fa) con recite e canti dedicati alla nascita di Gesù, ma ritengo che costituisca un vero atto di violenza morale impedire ad un bambino di 9 anni di rappresentare in un disegno la Natività, specie in un disegno che la maestra stessa ha detto doveva essere dedicato al Natale e portato a casa dalle rispettive famiglie. Walter Vecchi C'è da chiedersi se queste maestre siano le stesse che partecipano ogni anno alla marcia di Assisi e appendono fuori dalla finestra le bandiere con l'arcobaleno !! CHE SCEMENZA ESSERE TROPPO INTELLETTUALI !!
Nessuno capisce che il grado del sapere di un uomo è una funzione del grado del suo essere. Quando il sapere surclassa eccessivamente l'essere, diviene teorico, astratto...può diventare addirittura nocivo, perché invece di servire la vita e di aiutare la gente nella lotta contro le difficoltà, un sapere di questo tipo comincia a spiegare tutto: perciò può arrecare soltanto difficoltà nuove, nuovi guai e calamità di ogni genere che prima non esistevano. G.I. Gurdjieff December 17 UN MISTERO CHE ALLARMA IL PAPA
giovani di speranzaOgni giorno i nostri giornalisti ci raccontano storie giovanili drammatiche.. di violenza tremenda: omicidi, violenze, orge sataniche… Da pochi giorni ho pianto un giovane genovese, suicida a 17 anni. Chi è abituato ad andare al di là delle parole sa bene che dietro certi gesti c’è sempre un disagio e dietro al disagio c’è sempre una situazione di solitudine, perché essere soli è la cosa peggiore che possa capitare ad una creatura che è fatta per amare ed essere amata, immagine di Dio Amore, trinitario.
Quando chiesero a Gesù quale fosse la cosa più importante della vita, il primo dei Comandamenti, egli rispose con decisione: il comandamento dell’Amore, per Dio, per il prossimo, per se stessi, e nel dubbio che qualcuno avesse frainteso, raccontò una parabola in cui un samaritano “si prese cura” di una persona “bastonata” dalla vita.
“Prendersi cura”… che bella questa espressione… Nel racconto evangelico “prendersi cura” diventa accompagnare la persona sofferente in una locanda. Gli studiosi della Bibbia con sicurezza affermano che questa “locanda”, nel pensiero di Gesù, fosse la Chiesa, cioè una comunità.
Nel mondo giovanile la chiesa è spesso rappresentata da un gruppo giovanile. Un gruppo giovanile può essere la risposta al bisogno di crescita, di cura, di amore che abita il cuore di tutti i giovani.
Non posso immaginare la mia giovinezza senza una comunità.
Ma come far vivere un gruppo? Un mio amico psichiatra mi ricorda sempre che psicologicamente siamo strutturati secondo uno schema settimanale: ciò che importante va fatto almeno tutte le settimane! Lui dice che l’ideale per un gruppo giovanile sarebbe incontrarsi almeno una volta tutte le settimane. Dalla mia esperienza mi sono accorto che la vita di una comunità dipende dall’impegno nella vita spirituale di ogni singolo. Dalla mia esperienza vedo che se in un gruppo giovanile qualcuno, due o tre persone, comincia una vita spirituale seria, magari accompagnata da un padre spirituale, quel gruppo non si ferma più, perché lo Spirito Santo lo spinge e diventa un gruppo di “santi” che cambiano davvero il mondo intorno a loro.
La preghiera comune, la disponibilità a raccontare la propria vita, la voglia divertirsi, cenare, giocare, scherzare insieme sono momenti necessari. E’ importante pensare e realizzare insieme qualche gesto concreto per gli altri, per la città. Il lavoro, gli affetti, lo studio, i problemi veri mi sembrano ambiti di confronto che non possono mancare, il bisogno di speranza di tanti giovani ha bisogno di volti adulti; nel gruppo giovanile c’è posto la testimonianza di testimoni adulti, di un vita cristiana felice, sia professionalmente che vocazionalmente.
Gesù ha iniziato così, raccogliendo intorno a sé una comunità di 12 persone…
E’ appena iniziato l’anno dell’Annuncio, secondo del triennio dell’Agorà. Forse la sfida di una comunità giovanile in cui ci si vuole bene, che supera ogni individualismo, è il primo annuncio di cui il mondo di oggi ha bisogno… voi cosa ne dite?
PS. Ho appena messo il punto per concludere l’articolo; mi viene in mente, con un brivido, una frase che mi ha detto un giovane animatore, dopo che ho, durante un incontro, commentato il “si prese cura” del parabola del Buon Samaritano. “Scusa don, ma chi si prende cura di noi educatori? Voi preti dove siete, come facciamo a rintracciarvi per essere ascoltati e magari perdonati con il sacramento?” Ho pensato, con un brivido, ai miei ritmi di vita…
Don Nicolò Anselmi December 14 Aborto, la stranacristiana confonde le ideeLEGGE 194, QUALCUNO CONFONDE LE IDEE December 12 ke tempo ke faMa secondo voi in montagna fa freddo? per saperlo clikare sulla foto allegata.....rabbrividiamo :D UN IMPRESSIONANTE DETTAGLIO
December 11 Troppo scemo per essere vero....Troppo scemo per essere vero invece no è tutto vero, mai come ora si può dire robe da Turchi!
Di cosa sto parlando? leggete l'articolo qui sotto tratto da "Repubblica", quando si dice offendere l'intelligenza.....e poi vogliono entrare in Europa...ecco perchè non lo franno mai!!!
OMA - La maglia dell'Inter finisce sotto accusa. Non la tradizionale casacca a strisce nere e blu, ma quella bianca con la croce rossa sul davanti, adottata in occasione del centenario della società. E che si ispira il simbolo della città di Milano. A sentirsi offeso da quello che definisce "un attentato all'Islam" è un avvocato turco, Barsia Kaska, che ha chiesto alla Uefa di multare la società di Moratti che ha indossato la maglia biancorossa in occasione della partita di Champions contro il Fenerbahce a San Siro lo scorso 27 novembre. "Ricorda il simbolo dei Templari" tuona Kaska. Una campagna a cui si sono accodati diversi mezzi di informazione turchi che hanno accompagnato la foto della maglia con le immagini del monaci soldati. Un ordine nato dopo la prima crociata del 1096, che arrivò a Gerusalemme e cacciò i musulmani. "Quella croce ricorda giorni sanguinosi" dice Kaska che ha chiesto alla Uefa e alla Fifa di revocare i tre punti conquistati dall'Inter contro il Fenerbahce, perché avrebbe manifestato "una forma esplicita di superiorità razzista di una religione". Dei sentimenti suscitati dalla maglia interista è testimonianza un editoriale di Mehemt Y.Yilmaz, famoso commentatore turco, dal titolo netto: "Perché lo Uefa lo ha permesso?". Riferendosi appunto alla casacca con la croce. Per chiarire meglio la questione, però, vale la pena di tornare indietro di qualche anno. Precisamente al 1928 quando l'Fc Internazionale si fuse con l'Unione Sportiva Milanese. La maglia era bianca rossocrociata, e marchiata da un fascio littorio. Una divisa che venne sostituita poco dopo da quella a strisce nerazzurre. In occasione del centenario, l'Inter ha deciso di riproporla. E mai il club di Moratti avrebbe pensato di scatenare un caso calcistico-religioso. (10 dicembre 2007) December 09 Magdalena Neuner http://www.magdalena-neuner.de/ vi segnalo questo link di una campionessa di biathlon che alle prossime olimpiadi farà davvero bene....un vero talento! scommettiamo?! catena?Volevo ringraziare tutti quelli che in questi anni mi hanno mandato e-mail a catena, perché grazie alla vostra generosità: 1. Non vado più al cinema, talmente ho paura di sedermi su una siringa infettata dal virus dell'HIV. 2. Ho versato tutti i miei soldi sul conto di 'Amy Bruce', una bambina che è stata malata all'ospedale almeno 7000 volte, (buffo che questa bambina abbia 7 anni dal 1995...). 3. Il mio nuovo Nokia di ultima generazione non è mai arrivato, come del resto i biglietti x viaggio gratis a Disneyland. 4. Ho saputo circa 1750 volte che hotmail avrebbe cancellato il mio account e messenger sarebbe divenuto a pagamento (cosa assolutamente fittizia). 5. Ho speso 200 euro nell'arco di 12 minuti al casino on-line. 6. Ho cercato di adottare dei cuccioli di golden retriver che altrimenti sarebbero stati soppressi (ma che in realtà non sono mai stati uccisi e ora forse sono morti di vecchiaia). 7. Mi sono mobilitato contro il famoso sito bonsaikitten.com che se leggete bene è tutto una bufala. 8. Conosco il modo per essere felice e non più single per tutta la mia vita basta scrivere il nome di una persona su un foglio pensando forte a lei e poi grattarsi il sedere tre volte davanti allo specchio) 9. Ho accumulato almeno 80.000 anni di sfighe per via delle catene che non ho inoltrato (e quindi ho un a miagliaia di tutankamon ke mi stanno maledicendo...) A tutti un GRANDISSIMO RINGRAZIAMENTO IMPORTANTE: se non rinvii questa mail entro 10 secondi ad almeno 15 persone, un dinosauro divorerà la tua famiglia e la tua anima gemella (anche se non l'hai mai trovata, sicuramente esiste) domani alle 17.34... guarda che è vero!! Non sto scherzando!! December 08 Benigni e l'amoreLa settimana scorsa Roberto Benigni ha tenuto incollati al televisore (per 2 ore e 40 finalmente senza break pubblicitari) circa dieci milioni di italiani. Molti di loro giovani, a giudicare dagli sms che ho ricevuto “sto guardando Benigni, parla d’amore, è bellissimo”, “Benigni è un grande”, “che bello” rigorosamente senza firma né punteggiatura. Fra i telespettatori c’ero anch’io. Attraverso il quinto canto dell’Inferno, ci ha parlato della cosa più bella e importante della vita: l’amore. Lo ha fatto con una delicatezza ed una profondità che ha toccato il cuore di tutti. Ci ha parlato della bellezza… ci ha fatto emozionare con il bello della poesia. Ha parlato dell’amore come la questione centrale dell’uomo di sempre, l’unica realtà interessante per cui merita vivere. Lo ha fatto soprattutto parlando dell’amore fra un uomo e una donna, fra Paolo e Francesca, parlando della carne e dello spirito, dell’eros e dell’agape. Mi è venuto spontaneo pensare infatti alla prima enciclica di Benedetto XVI “Deus caritas est”; anche lui ha inizialmente parlato di eros e di agape, continuando poi con l’amicizia, l’amore per i poveri, fino all’amore politico per la società, per tutti. Sono stato colpito da molte delle frasi pronunciate da Benigni, ma in particolare da una: “Se sbagliamo il rapporto con il sesso e con l’amore, sbagliamo tutta la nostra vita. I lussuriosi sono quelli che hanno scelto il buio degli istinti”.
Non si tratta di essere sessuofobi. Si tratta di conoscere un po’ dell’animo umano ed alcune storie vere. Cominciando dal mondo degli adulti, in cui spesso una fisicità quotidiana esageratamente coinvolgente stanca psicologicamente. Viene il dubbio che solo la novità possa aiutarci a superare questa noia del sesso e allora si cerca altrove, o altre cose… e le coppie si sfasciano.
So che spesso un'uso precoce della sessualità negli adolescenti è lascia segni, graffi pesanti nella vita delle persone. Chi ha degli amici veri non ha bisogno di rapporti morbosi ed esclusivi.
Vorrei poter dire qualcosa anche sulla pornografia, mai così vicina a chiunque: su internet, alla televisione, in edicola, sui cellulari.
Quante persone ho visto diventare schiave di queste immagini, quasi fino alla pazzia. Si tratta di dipendenze simili a quelle delle droghe. Recentemente un mio caro amico mi ha parlato di come la cocaina sia collegata a follie sessuali e quindi al mercato della pornografia: “in certi momenti, mi raccontava, quando facevo uso di cocaina, vedevo due o tre film pornografici al giorno”.
Non sarebbe male recitare qualche Santo Rosario per la conversione dei nostri fratelli direttori di queste multinazionali della pornografia, seminatrici di morte, ed insieme non sarebbe una cattiva idea boicottare le riviste, i quotidiani, le TV che si alimentano di questo mercato.
Se Dio è amore, il diavolo è prima di tutto l’anti-amore, è lo svilimento della cosa più bella della vita. Più di una volta ho visto la presenza del maligno in questi discorsi.
Non posso nascondere a me stesso che la battaglia fra istinto e ragione, il possesso di passioni regolate dalla razionalità, siano fatti complessi, non facili da affrontare quotidianamente per tutti, anche per i consacrati.
Ancora una volta la nostra speranza è prima di tutto in Dio, nella sua grazia, nel suo amore. Parlo di me, così non sbaglio: quando nella preghiera mi sento amato da Dio, anche concretamente, attraverso l’amore del fratello, del prossimo, nell’amicizia vera, sono meno dipendente dai miei bisogni affettivi, soprattutto fisici.
Sperimento che la presenza di Gesù in me che si realizza nell’Adorazione o nell’Eucaristia quotidiana (!), nella Riconciliazione frequente, anche settimanale (!) (i biografi di Giovanni Paolo II dicono che si confessava ogni venerdì alle 15, in ricordo della morte di Gesù) la mia prudenza è la prudenza di Gesù, la mia forza diventa la sua forza…
Amare è cercare il bene dell’altro. La seconda ancora di salvezza e di gioia sono coloro che amiamo, il compagno o la compagna della nostra vita, gli amici veri, veri fratelli e sorelle che camminano con noi e ci riempiono il cuore di cose belle, dell'amore vero, fino al punto che non c’è più spazio per la spazzatura.
Amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la forza e il prossimo come se stessi, vale più di ogni comandamento. Fa’ questo e vivrai!
Don Nicolò Anselmi December 07 ABORTO: L'INDAGINE, CON RU486 MORTALITA' 10 VOLTE MAGGIOREPROMED GALILEO RIESAMINA STUDI SU PILLOLA A CONFRONTO CON IVG CHIRURGICA Roma, 6 dic. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Il tasso di mortalita' associato all'aborto farmacologico e' 10 volte maggiore rispetto all'intervento chirurgico, a parita' di eta' gestazionale. E' quanto emerge da una metanalisi effettuata dalla societa' medico-scientifica interdisciplinare Promed Galileo, i cui risultati sono stati presentati oggi alla Camera dei deputati, e che punta dunque il dito contro la sicurezza della Ru486 (mifepristone). December 06 DALLA TELEVISIONE ALLA POLITICA : IN TV DENUNCIAVA GLI SPRECHI, NEL PALAZZO NON BADA A SPESERoma - Tempo addietro, quando conduceva Mi manda Rai3 giunsero a chiamarlo «l’angelo custode dei consumatori». Oggi gli affibbiano del «Ponzio Marrazzo» per l’affabilità tutta veltroniana di dirottare nel nulla le richieste di quelli che gli si fanno sotto. Annuì sentitamente alle richieste di Frosinone di avere il terzo aeroporto del Lazio. Ma altrettanto fece con Latina e Viterbo. Predicò il «no» a Storace spiegando che l’esponente di An avrebbe ammassato sulla Regione decine di rigassificatori, ma poi si è trovato a dir di sì ad un impianto turbogas ad Aprilia (forse perché progettata da una società facente capo alla Cir di Carlo De Benedetti), che la cittadinanza, insorta e inviperita, ha per ora bloccato. Più che un governatore, solido e decisionista, Pierino Marrazzo pare uno di quegli animaletti di peluche che, posti sul finestrino posteriore delle auto, continuano ad annuire, beati. È carattere, che volete? Tant’è che pochi hanno dimenticato il contradditorio in un albergo dei Parioli quando, presentando la sua candidatura alla guida della Regione, davanti alle domande assassine di Curzi, Giannino e Taradash, replicava serafico: «Hai ragione». Oppure: «Non hai torto». E perfino: «Forse mi sono spiegato male». Ad Europa, il giornale della Margherita che gli chiedeva se fosse cattolico, rispose sciorinando tutte le foglie dell’Ulivo: «Mi definirei un riformista cattolico di formazione socialista». Anche i bravi ragazzi però, hanno le loro pene. Quella più ingombrante è il deficit della sanità regionale: preso possesso del palazzo nell’aprile 2005, si affrettò a far sapere, un pizzico alterato, che c’era «un buco di 425 milioni lasciato da Storace!». Ma il rattoppo riuscì male perché da quel momento le cifre presero a vorticare. 1 miliardo di euro, poi 2 e così via. Prodi minacciò il commissariamento un paio di mesi or sono parlando di 4 miliardi, ma oggi pare che si superi quota 9 e niente e nessuno sa prevedere cosa sarà a fine anno visto che ogni settimana si scopre un extra-deficit. «Tutela dei diritti del cittadino e trasparenza» il suo slogan elettorale. Della prima si è visto poco. Della seconda si discute in questi giorni, al di là delle cenette riservate e costose. Perché Marrazzo un vizietto bruttino - che da bravo ragazzo mira a celare - ce l’ha: quello di gettare palate e palate di euro nel mondo per lui evidentemente intrigante dell’informazione. Prendete i 13 addetti alla comunicazione della Regione: giusto qualche giorno fa ha fatto approvare una delibera che aumenta di 243mila euro i loro compensi annuali: si va da un minimo di 8mila a un massimo di 40mila euro in più per i fortunati aedi della Regione. Peccato che il sito web su cui dovrebbero pur scrivere qualcosina risulti un tantino datato: l’ultima news ha la data del 14 settembre 2005. Vivo cordoglio per la morte di un carabiniere a Latina. È altra l’informazione che ha nel cuore. E che nutre abbondantemente. A Urlo-Romasud, pubblicazione semiclandestina, ha destinato 12mila euro. Al Velino ne andrebbero 90mila, a Radio Roma nord, ben 144mila, mentre valeva 84mila la pubblicità destinata ai supplementi del Manifesto, e 420mila l’abbonamento annuo alla Adn-Kronos, dove per qualche tempo bazzicava anche il fratello Giampiero, precario al pari della moglie del nostro, Roberta Serdoz, ora contrattualizzata da La7. L’elenco potrebbe continuare ancora: pure Il Tempo e Libero hanno ricevuto pubblicità dalla Regione. Ma anche in un altro campo d’applicazione Marrazzo non si fa pregare: i sussidi alle sagre della bruschetta (15mila euro a Lariano) o alle feste del vino (Velletri, 50mila euro). Un’esponente del partito di Diliberto, lo scorso anno, protestò per le regalie a pioggia - in cui figuravano la nuova sede di Legambiente (450mila euro) o i 100mila euro concessi alla società «Pace e Mediterraneo» di Velletri, per un totale di ben 68,5 milioni di euro - ma venne zittita dai mugugni del centrosinistra. Tanto paga Pantalone, no? E così tra rigassificatori promessi e negati, tra discariche al limite e immobilismo preventivato, tante promesse non seguite da fatti, Marrazzo continua a muovere il capino, beato. Manco la minaccia dei Monte dei Paschi, che se non riavrà a fine mese 800 milioni forniti per alleviare il buco sanitario farà scattare la tagliola dell’11% di interesse (il che vuol dire 8 milioni di euro al mese in più) gli leva il sorriso. Come Piero Badaloni (ma possibile che per far risaltare il Veltroni di turno, il centrosinistra proponga solo mezzi busti della sinistra Rai per la regione Lazio?) tira a campare. Sarebbe il caso di tornare a chiamare Rai3 e chieder loro non di mandarlo, ma di riprenderselo. Al più presto. December 05 la Chiesa e le ricchezze (dalla newsletter agorà)Sabato 24 e domenica 25 novembre ho partecipato alle celebrazioni del Concistoro per la creazione di 23 nuovi cardinali. La piazza la basilica di San Pietro erano uno sfavillio di luci, di colori, di oro e di porpora. Le opere d’arte brillavano in tutta la loro bellezza. La ricchezza delle musiche e degli allestimenti avrebbe rapito chiunque. A poche diecine di metri dal colonnato un fratello “senzafissadimora” seduto su un gradino e con un cartone aperto di vino a fianco, mentre passavo, indicando con il dito la facciata di San Pietro mi ha detto ad alta voce “Cerca Gesù”, omettendo il prosieguo della frase che, immagino, sarebbe stata “..non lo troverai là!”. Un po’ di tempo fa ho partecipato ad un interessante convegno giovanile. La platea era composta da moltissimi giovani, il relatore era molto in gamba. Secondo il più classico degli schemi, dopo l’intervento il chi parlava si è reso disponibile a rispondere ad alcune domande, scritte su bigliettini e consegnate al moderatore, forse per evitare stranezze e per superare l’imbarazzo dell’uso del microfono davanti ad un pubblico numeroso. Spesso in queste occasioni succede che, qualunque cosa dica il relatore, alcune domande sono sempre le stesse: il senso della sofferenza, come scoprire che cosa il Signore vuole da me, come parlare di Dio a chi non crede; questo fenomeno non credo sia frutto di superficialità o di distrazione da parte dei giovani, credo piuttosto che sia invece la più naturale espressione di ciò che veramente abita il cuore dei giovani e che viene sempre fuori, dal nord al sud: un bisogno di speranza, di fede, di amore di verità. Fra le domande tipiche e in tema con l’argomento del convegno è venuta fuori quella riguardante la Chiesa e l’uso della ricchezza. Perché non vendere tutto e darlo ai poveri? Il relatore è stato colto di sorpresa; ce l’ha messa tutta nella sua risposta, ma non ha per nulla soddisfatto i due giovani che erano al mio fianco. Tornando a Roma in treno ho pensato a cosa avrei risposto io. Mi è venuta in mente che una domanda simile fu rivolta anche a Gesù: fu Giuda a pronunciarla di fronte al gesto della peccatrice che “sprecò” un prezioso profumo versandolo sul capo di Gesù. “certamente i soldi spesi per quel profumo potevano essere dati ai poveri”. Eppure Gesù la lascia fare. Si dice che anche San Francesco che lasciò tutto ai poveri desiderava che i tabernacoli fossero d’oro, perché chi ama dona le cose più belle e preziose all’amato. Le cattedrali…quanti soldi spesi… quanti ospedali in Africa si sarebbero potuti costruire… ma quante persone hanno incontrato la Fede di fronte all’Eucaristia nelle nostra cattedrali ed hanno poi collaborato a costruire ospedali e scuole… La questione è complessa, non c’è dubbio… mi viene da dire che forse in un modo più semplicistico sono ben spesi tutti soldi finalizzati alla costruzione del Regno di Dio, sono sprecate e peccaminose le ricchezze accumulate e spese per altri fini, per la vanità personale, per il piacere di possedere. Il problema invoca quindi un grande discernimento personale e comunitario. Non resta altro da fare che metterci in ginocchio per adorare la povertà e la grandezza dell’Eucaristia, che chiedere perdono dei nostri egoismi e della nostra avidità; non ci resta altro da fare che sedersi intorno a un tavolo e decidere insieme circa l’uso della ricchezza dopo aver invocato lo Spirito di Sapienza e di Fortezza perché ci aiuti nel sempre nuovo ed entusiasmante cammino della conversione, sotto lo sguardo della Provvidenza che misteriosamente guarda e opera in Africa ed in Europa, in Asia ed in America, nelle favelas di Addis Abeba e nelle gioiellerie di New York. Don Nicolò Anselmi |
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