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    December 30

    Il segreto del Natale in quei canti popolari

     
    Chi ha fatto l’unità d’Italia, o meglio l’unità culturale e spirituale del popolo italiano? Cavour? Vittorio Emanuele II? La televisione? No. E’ stata fatta ben prima di loro. Per esempio da sant’Alfonso Maria de’ Liguori, autore della prima canzone popolare italiana che è “Tu scendi dalle stelle”. E’ una delle succose “rivelazioni” che riserva quello straordinario, esplosivo geniaccio che risponde al nome di Ambrogio Sparagna fondatore e direttore dell’Orchestra popolare italiana dell’Auditorium di Roma e grande esperto di musica popolare italiana.
    Creando dei canti in dialetto napoletano, sant’Alfonso nel Settecento andava fra i poveri del Regno di Napoli col suo cristianesimo felice e profondamente umano, “insegnava ai ‘lazzari’ i fondamenti del cristianesimo e li rendeva protagonisti dei cerimoniali liturgici”. Una di queste sue canzoni legate alla liturgia del Natale che divenne “famosissima” è “Quanne nascette ninno”, in italiano “Tu scendi dalle stelle” composta nel 1754. Ebbe un tale successo che nel 1769 fu pubblicata in tutto il territorio italiano e cominciò a essere cantata dal popolo, dovunque, dalle Alpi alla Sicilia. Diventò “il primo esempio di canzone italiana”. E anche un modello che dette vita a un genere nuovo di musica popolare.

    Grazie ai missionari redentoristi, ispirati a sant’Alfonso, analoghe espressioni musicali nacquero anche al Nord, nei dialetti locali. E infatti quest’anno, nel concerto di canti popolari natalizi che l’Orchestra di Sparagna eseguirà all’Auditorium di Roma dal 3 al 6 gennaio, ci sono molte “canzoni popolari” del Nord, soprattutto del Friuli.

    L’anno scorso fu un successo strepitoso. Ogni serata fece il tutto esaurito. E c’era la coda all’ingresso. Si tratta di un fenomeno culturale di enorme interesse perché Sparagna non solo ha cercato in tutti gli angoli del Bel Paese le canzoni con cui il popolo italiano esprimeva, nei diversi dialetti, il suo amore al Dio bambino, non solo li ha fatti rinascere, ma addirittura ha ricostruito certi strumenti popolari antichi, per riprodurre quei suoni e quei ritmi e far rivivere la stessa anima del popolo. Infatti i concerti dell’Orchestra popolare avvengono sempre in un clima molto coinvolgente, di vera allegria, di festa popolare, anche grazie ai ritmi caldissimi di queste canzoni che mettono voglia di ballare, battere le mani, cantare. Nulla da invidiare alla musica popolare sudamericana che poi, in fondo, nasce dalla stessa radice, dalla stessa fede, dalla stessa cattolicissima e solare allegria suscitata dal Dio fatto carne, volto, abbraccio, fiato, sguardo.

    Accadono cose sorprendenti attorno alla “musica sacra” di Sparagna. Nel concerto dell’anno scorso – appena uscito in Cd col titolo “La chiara stella” – si poteva vedere e sentire Simone Cristicchi che, con la sua bella voce, ma abituata a ben altri concetti, annunciava la nascita del Salvatore del mondo: “Fu dal Padre a noi mandato per divino decreto eterno/ per salvarci dall’inferno ed aprirci il cielo serrato”.

    Un’interpretazione bellissima, la sua, nient’affatto scontata. Fatta non solo con arte, ma con intensità. Cantare “E’ nato il Re divino disse ognuno al proprio cuore” con quella partecipazione fa pensare. S’intuisce che Sparagna, col suo carisma trascinante, ha aiutato gli artisti a riflettere su ciò che stanno cantando. A meditarlo. A capirlo. A sentirlo.

    E infatti lo sentono nelle vene pure gli ascoltatori. Comprendendo bene la differenza che c’è fra i cori di musica natalizia della tradizione anglosassone e protestante (sempre freddini e distaccati) e la festa di popolo che invece è la musica sacra nella tradizione cattolica.

    “Gran parte di questa produzione di musica sacra popolare è andata perduta. Fa eccezione” dice Sparagna “il repertorio di canti per zampogne, che rappresentano, nei casi in cui hanno conservato il tratto originario autentico, uno straordinario esempio di misticismo musicale popolare”.

    Il lavoro di Sparagna sarebbe piaciuto enormemente a Pier Paolo Pasolini che sentiva come un autentico “genocidio” la sparizione della millenaria identità popolare, cristiana e contadina, delle nostre terre. Pochi sanno che una delle sue ultime poesie, pubblicata nel marzo 1975, poco prima della morte, si intitolava “Saluto e augurio”. Era scritta in dialetto friulano ed era rivolta a un immaginario giovane di destra al quale il poeta confidava: “voglio farti un discorso che sembra un testamento”. E pur dicendo “non mi faccio illusioni su di te”, gli affidava questo immenso compito: “difendi i paletti di gelso, di ontano, muori di amore per le vigne. Per i fichi negli orti. I ceppi, gli stecchi. Difendi i campi tra il paese e la campagna, con le loro pannocchie, le vasche del letame abbandonate. Difendi il prato tra l’ultima casa del paese e la roggia. I casali assomigliano a Chiese: godi di questa idea, tienila nel cuore. La confidenza col sole e con la pioggia, lo sai, è sapienza santa. Difendi, conserva, prega!”. E infine: “Dentro il nostro mondo, dì di non essere borghese, ma un santo o un soldato: un santo senza ignoranza, un soldato senza violenza. Porta con mani di santo o soldato l’intimità col Re, Destra divina che è dentro di noi, nel sonno”.

    Non so cosa possano pensare di questo programma “conservatore”, oggi, destra, sinistra o centro. Forse ci sarebbe un certo consenso trasversale (immagino che pure i leghisti, nella loro versione migliore, esprimano questo stesso amore alla nostra terra e alle nostre tradizioni).

    Di fatto il lavoro di Sparagna – che sta salvando un patrimonio secolare e lo rappresenta, ad ogni Natale, all’Auditorium – è stato valorizzato sia dall’amministrazione di Veltroni che oggi da quella di Alemanno. Ed è un bene. E’ una gran cosa. Del resto la sua musica sacra popolare ci fa riscoprire che esisteva un popolo italiano molto prima che fosse costruito lo Stato italiano (che – purtroppo – fu fatto nel modo peggiore, cioè contro il popolo stesso e la sua cultura). E questo popolo sa che la sua storia, la sua fede e la sua anima sono le grandi risorse che gli hanno dato grandezza e che gli hanno permesso di sempre di risollevarsi e rinascere dopo ogni sciagura. La sua fede innanzitutto. Dov’è la speranza che non delude.

    Infatti ciò che le musiche dell’Orchestra popolare di Sparagna lasciano nel cuore, alla fine, è l’antica e sempre nuova commozione di un popolo per il suo Dio che diventa bambino, che si fa uno di loro, che è venuto a riempire tutte le solitudini e a caricarsi di tutti i dolori e le colpe del mondo. Perciò il popolo fa festa vera. Un ritmo vorticoso di festa ci prende quando si sente: “Voglio cantare la mamma di Dio/ Maria bellezza che in cielo ci sta/ stella, regina di grande splendore/ che porta agliu munnu la felicità”.

    Lui è la felicità, la positività, il senso della vita. Lui è la Bellezza di Dio, la musica del cielo. Giorni fa Oliver Sacks ha spiegato l’enorme potere terapeutico della musica, soprattutto per le patologie che riguardano il sistema nervoso, il cervello, come l’Alzheimer o l’ictus. Particolare consolazione danno i canti di Natale. Tanto che Sacks confida che trascorrerà la festa ascoltando l’Oratorio di Natale di Bach e andando a sentire “Il Messia” di Haendel alla Carnegie Hall.

    Ogni anno accade un fatto strano ed enorme. Ogni anno il mondo si ferma di fronte alla dolcezza di Dio bambino, che nasce e ci tende le braccia. E’ lui la sinfonia più bella che davvero cura l’anima e la guarisce definitivamente. Il popolo dei poveri e dei semplici – che non aveva la Carnegie Hall, ma aveva le sue fantastiche Cattedrali mediterranee - per secoli ha fatto festa al Figlio di Dio che è venuto a salvarli. E la loro musica felice – secondo gli angeli – può ben stare insieme a quella di Bach.

    Antonio Socci

    Da Libero 24 dicembre 2008

    P.S. Vincenzo Sansonetti (che ringrazio) sull’ultimo numero di “Oggi” ha dedicato alcune pagine al mio libro “Indagine su Gesù”. Di fronte al mare di incredibile disinformazione di certi libri, ideologicamente “contro” Gesù, è sempre più indispensabile una conoscenza vera e profonda del “caso” che ha rivoluzionato la storia umana. Grazie a tutti voi per la vostra attenzione e i commenti che mi avete inviato.
    December 29

    rifleessioni x fine anno

    IN PRIMO PIANO:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=39
    Benedetto XVI: contro la verità, contro lo Spirito creatore
    Qui si tratta di fatto della fede nel Creatore e dell'ascolto del
    linguaggio della creazione, il cui disprezzo sarebbe
    un'autodistruzione dell'uomo e quindi una distruzione dell'opera
    stessa di Dio. Ciò che spesso viene espresso ed inteso con il
    termine "gender", si risolve in definitiva nella autoemancipazione
    dell'uomo dal creato e dal Creatore. L'uomo vuole farsi da solo e
    disporre sempre ed esclusivamente da solo ciò che lo riguarda. Ma in
    questo modo vive contro la verità, vive contro lo Spirito creatore.

    Rino Cammilleri
    http://www.rinocammilleri.com/
    Sarajevo
    L'ottimo Gian Micalessin ci informa… che quest'anno i bambini di
    Sarajevo non potranno festeggiare il Natale. Deda Mraz (Nonno Gelo) è
    stato cacciato da un'oscura funzionaria musulmana che l'ha vietato
    negli asili pubblici della capitale e del distretto. Già nel 1996,
    dopo la guerra, il «padre della patria» bosniaca, Alija Izbegovic,
    aveva tentato di abolire Natale e Capodanno ma non c'era riuscito.
    Adesso lo si vieta per semplice via amministrativa. Le autorità
    locali, del resto, non nascondono la loro intenzione di introdurre
    nelle scuole materne corsi di religione islamica. Qualcosa mi dice
    che Giovanni Paolo II aveva ben altro per la testa quando invocò
    l'«intervento umanitario» nella ex Jugoslavia.
    Radici cristiane
    http://www.radicicristiane.it/notizia.php/id/64/La-Regina-di-Spagna:-
    no-alle-nozze-omosessuali
    La Regina di Spagna: no alle nozze omosessuali
    La moglie del Re Juan Carlos rompe il tradizionale riserbo e, in un
    libro, attacca indirettamente Zapatero intervenendo anche su aborto
    ed eutanasia. «Posso capire, accettare e rispettare che ci siano
    persone di un'altra tendenza sessuale, ma che si sentano orgogliosi
    di essere gay? Che sfilino sui dei carri alle manifestazioni? Se
    tutti noi non gay facessimo le stesse sfilate collasseremmo il
    traffico».

    23) Luci sull'Est
    http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=4367
    Gaudete!
    Christus est natus! ex Maria Virgine gaudete!

    15) Difendere la vita
    http://www.difenderelavita.totustuus.it/
    La Ru486 ha ucciso ancora. Perché insistere?
    Della Ru486 sappiamo che è una pillola abortiva. Pochi dicono
    chiaramente cosa comporta il suo impiego, o spiegano le modalità
    attraverso cui induce l'aborto. E, ciò che più conta, nessuno parla
    delle 16 donne morte in seguito alla sua assunzione negli ultimi
    anni. O meglio sarebbe dire 17, visto che da poco è affiorata in
    Inghilterra la notizia di una nuova vittima dell'aborto chimico che
    si insiste a voler introdurre anche in Italia come forma più sicura e
    meno invasiva.

    16) Corrispondenza Romana
    http://www.corrispondenzaromana.it/new/letternew.php
    Il Vaticano "scomunica" Madrid
    A "intaccare" le profonde radici cristiane della Spagna, infine, il
    progetto di una nuova legge per favorire il pluralismo religioso e la
    creazione di un osservatorio con il compito, tra gli altri, di
    formare funzionari e agenti pubblici (polizia, militari, medici) in
    modo da renderli più attenti in materia di diritti religiosi. Passi
    in avanti verso l'uguaglianza, per alcuni. Abbastanza per far
    insorgere la Chiesa di Roma che, dopo aver criticato senza mezzi
    termini l'operato del governo socialista di Zapatero, accusa la
    Spagna di "statolatria", ovvero l'ingerenza dello Stato nella vita
    personale di ognuno.
    December 28

    ev1 auto del futuro o del passato? (da http://apocalisseitalia.blogspot.com)

    (Foto: EV-1)

    La EV-1 e' la prima macchina completamente elettrica messa in commercio nel 1996 da una grande casa costruttrice, la General Motors. Con la EV-1 non dovevi pagare la tangente ai petrolieri ogni volta che uscivi di casa e infatti era troppo bello per durare. La EV-1 non esiste più.

    La General Motors prima le ha create, poi le ha boicottate e infine le ha distrutte. Una a una, sotto la pressa, comprese quelle nuove mai usate.

    La prima macchina completamente elettrica e' stata commercializzata in California e Arizona sotto il marchio Saturn. La EV-1 era una biposto prodotta dal 1996 al 1999 (1117 unita') con un motore trifase alternato da 102 kW e con una velocita' massima (bloccata) di circa 130km/h, capace di andare da 0 a 50 km/h in 3 secondi.

    Le batterie assicuravano una autonomia tra 80 e 120 km e si caricavano al 100% in sole 3 ore (80% in 1.5 ore). Il costo di ricarica da rete elettrica variava da 0.45$ a 1.5$ a seconda del gestore. Un costo ridicolo paragonato alla macchina a benzina che in quei tempi avrebbe speso 5$ di carburante per la stessa distanza. Ma erano altri tempi appunto e 5$ di allora sarebbero 12$ di oggi. Non solo, la EV-1 non era soggetta alla volonta' del primo sceicco arabo che si sveglia la mattina di luna storta e chiudeva i rubinetti delle condutture. Non male vero ? Non si andava nemmeno dal meccanico a cambiare l'olio, i filtri e le candele; un'altra tangente in meno da pagare.

    Tutto molto bello ma la EV-1 non esiste più dalla fine del 2003. Le macchine che erano state date solo in 'lease' (affitto) e sono state ritirate dalla GM a fine contratto. Anche coloro che la avevano guidata la dovettero ridare indietro senza estensioni o possibilita' di acquisto. Le macchine sono state ammassate in un parcheggio prima e spedite in Arizona poi, dove le hanno prima schiacciate una a una e poi tritate fino a farle diventare polvere.

    Perché e' finita cosi'? La versione ufficiale e' che costava troppo: da 33 a 43 mila dollari. E' tanto?
    Era il 1996 e la GM monto' su questa macchina accessori che certo non la rendevano competitiva, alcuni di questi accessori sono di serie solo adesso: doppio airbag, lettore cd, antenna integrata nel tetto, ABS, A/C, controllo della trazione, accesso senza chiave, cerchi in lega e scocca in alluminio. Inoltre c'era molto lavoro manuale visto che era prodotta inpochi pezzi. Dunque se volevano fare una macchina costosa ci sono riusciti. La GM sosteneva anche che quella macchina non piaceva e che agli americani piacevano gli SUV, infatti abbandono' la EV-1 e si mise a fare gli Hummer. Il riusltato di quella scelta sbagliata si vede bene oggi , nel 2008. Il petrolio costa piu' di 100$ al barile, le vendite degli SUV sono a picco, la GM abbandona gli Hummer e i concorrenti della Toyota non riescono a stare dietro la richiesta delle ibride Prius.

    La versione non ufficiale e' che la legge che imponeva di vendere macchine a emissione zero fu cambiata proprio sotto pressione delle case costruttrici e dei petrolieri. Le case costruttrici non avrebbero più fatto manutenzione tramite i concessionari e i petrolieri non avrebbero piu' venduto benzina alle pompe.

    La macchina del futuro e' quella del passato, un futuro senza benzina non solo e' possibile, ma anzi, e' stato gia' sperimentato.

    Fonti: Wikipedia, EV1 Club

    Posted by wanadobee at 2:03 PM
    Labels:

    1 comments:

    Luca Pantaleo said...

    Come Eolo (mi pare si chiamava così), un'altra macchina ecologica che fece scalpore qualche anno fa eppoi finì nel dimenticatoio, tra catene di S. Antonio create ad arte (anche questo è agghiacciante), processi in corso, vendite e acquisizioni, smentite e conferme. Insomma, una gran confusione. Alla fine, nonostante le smentite ufficiali, pare proprio che stia per essere commercializzata anche Eolo, si parla di fine 2008/inizio 2009.

    August 25, 2008 5:08 PM

    December 24

    sofferenza davanti al presepe

    La cosa che più mi ha toccato, direi in modo indelebile, in queste settimane sono state le lacrime di una ragazza di circa diciassette anni; durante la confessione mi ha raccontato, che i suoi genitori si stavano separando; le ho promesso, ovviamente, che l’avrei ricordata nella nelle mie preghiere.
    In questi giorni, sostando davanti al presepe con il cuore inumidito da quelle lacrime, ho parlato lungamente con la Madonna e San Giuseppe.
    Loro non si sono separati né divorziati, non hanno mai provato il dolore che viene da questa esperienza e nemmeno Gesù ha mai pianto lacrime di questo tipo.
    Dopo aver presentato loro la situazione della ragazza, che è quella di molti giovani, ho sentito Maria e Giuseppe commossi e quasi imbarazzati; ho avvertito il battito del loro cuore traboccante di compassione per tanti uomini e donne, papà e mamme, mariti e mogli.
    I genitori di Gesù non hanno avuto un figlio drogato o in carcere; non hanno mai sperimentato cosa volesse dire una figlia paralizzata a letto dopo un incidente di moto e non sono passati attraverso le difficoltà di seguire un figlio con dei disagi psichici o dei limiti intellettivi. Non sono passati attraverso la tragedia del piangere un figlio suicida; alcune mamme e papà ci sono passati.
    Mi sembrava quasi che Maria mi dicesse che non sapeva cosa volesse dire desiderare un figlio e non riuscire ad averlo, naturale o adottivo, perché loro avevano avuto Gesù, la cui storia li ha pur fatti soffrire tremendamente.
    Le parole silenziose di Maria e Giuseppe mi sono sembrate riassumibili in un “grazie” sussurrato; grazie perché le sofferenze di tante famiglie completano le sofferenze della Santa Famiglia .
    Per molte persone il Natale è una festa tremenda perché i regali e il clima di festa spingono le famiglie a riunirsi, spesso con tanta fatica.
    Vorrei unirmi alle vostre preghiere, Maria e Giuseppe, per tutti gli uomini e le donne che stanno vivendo in vario modo il dolore della separazione. Vorrei pregare per i giovani, i ragazzi, i bambini che vivono ugualmente la stessa grande sofferenza dei loro genitori.
    Maria e Giuseppe, Vi chiedo di donare a chi si trova in una situazione familiare disgregata la certezza che Dio li ama follemente, che il Signore è presente nella loro vita e nel loro dolore, che la comunità cristiana, pur con tanti limiti, li vuole accogliere.
    Dall’esperienza ho capito che chi soffre ha come “una marcia in più”, ha capito qualcosa di più della vita, può testimoniare e insegnare tante cose e, soprattutto, può partecipare alla salvezza del mondo unendo la propria croce a quella di Gesù.
    A tutti l’augurio di un Natale gioioso e pieno di speranza, sotto lo sguardo di Maria e Giuseppe.  

    don Nicolò Anselmi

    December 22

    riflessioni x natale

    IN PRIMO PIANO:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=36
    Benedetto XVI: La legge naturale è un denominatore comune a tutti gli
    uomini
    Da sempre la Chiesa ribadisce che i diritti fondamentali, al di là
    della differente formulazione e del diverso peso che possono
    rivestire nell'ambito delle varie culture, sono un dato universale,
    perchè insito nella stessa natura dell'uomo. La legge naturale,
    scritta dal Creatore nella coscienza umana, è un denominatore comune
    a tutti gli uomini e a tutti i popoli; è una guida universale che
    tutti possono conoscere e sulla base della quale tutti possono
    intendersi..
    Amici di Joseph Ratzinger
    http://www.ratzinger.it/
    Istruzione Dignitas Personae
    La presente Istruzione si rivolge ai fedeli e a tutti coloro che
    cercano la verità. Essa comprende tre parti: la prima richiama alcuni
    aspetti antropologici, teologici ed etici di importanza fondamentale;
    la seconda affronta nuovi problemi riguardanti la procreazione; la
    terza prende in esame alcune nuove proposte terapeutiche che
    comportano la manipolazione dell'embrione o del patrimonio genetico
    umano.
    IN LIBRERIA:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24
    Chi sono i nemici della scienza?
    I protagonisti di questo scardinamento sostanziale e sistematico
    della scuola hanno nomi ben definiti; essi sono lo scientismo
    dozzinale, un aziendalismo pacchiano e di maniera…, la cultura
    declinata nella forma della spettacolarizzazione ad ogni costo, il
    pedagogismo vuoto e pretenzioso, un'enfasi fuori luogo sull'elemento
    della "valutazione oggettiva"… infine, un metodologismo altrettanto
    supponente che presume di surrogare il collasso e lo spezzettamento
    delle conoscenze attraverso il ricorso alla formula magico-misterica
    delle competenze o a quella ben più equivoca delle abilità.

     Sito personale del Cardinale Carlo Caffarra
    http://www.caffarra.it/
    13 dicembre 2008 - Catechesi ai giovani in preparazione al Santo
    Natale
    «Carissimi amici, questa sera vorrei indicarvi la via per
    diventare "qualcuno", e cessare di essere semplicemente "qualcosa":
    per diventare una persona vera. C'è bisogno da parte vostra, questa
    sera, di una grande attenzione, perché diremo cose assai importanti».
    14 dicembre 2008 - Terza Domenica di Avvento
    «Cari fedeli, anche in questa terza domenica di Avvento la Chiesa
    desidera che noi consideriamo la persona, la missione e la parola di
    Giovanni il Battista. Quale è stata la missione di Giovanni? Perché
    la Chiesa custodisce fedelmente la sua memoria e la sua catechesi?
    Riascoltiamo il santo Vangelo: "Venne un uomo mandato da Dio". È la
    prima risposta alla nostra domanda: Giovanni è un profeta, un uomo
    cioè venuto in mezzo a noi "mandato da Dio"».
    15 dicembre 2008 - «Dio e ragione: nemici, estranei, alleati?»
    «"Potremmo dire che questo è l'atteggiamento veramente filosofico:
    guardare oltre le cose penultime e mettersi in ricerca di quelle
    ultime, vere": così Benedetto XVI nell'incontro con il mondo della
    cultura al Collegio dei Bernardini a Parigi.
    Queste parole ispireranno tutta la mia riflessione, che intendo
    articolare nel modo seguente.
    Nel primo punto cercherò di verificare se il "guardare oltre le cose
    penultime", il "mettersi alla ricerca delle cose ultime" sia
    un'esigenza ed un'attitudine ragionevole.
    Nel secondo punto cercherò di mostrarvi come le "cose ultime" mandino
    un preciso messaggio, facciano sentire la loro voce nell'intimo della
    persona umana attraverso la categoricità dell'incondizionata esigenza
    etica».

    13) Mons. Luigi Negri
    http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/default.asp?id=456
    Realismo & coraggio di don Sandro
    Ci vuole il coraggio di guidare oggi questo popolo che non è ancora
    morto mentre tutti, attorno a noi, o si augurerebbero che morisse o
    hanno fatto di tutto perché morisse. Penso a quello straordinario
    potere massmediatico che dileggia quotidianamente la fede e i suoi
    princìpi fondamentali davanti agli occhi di milioni e milioni di
    telespettatori ai quali viene, sostanzialmente, imposta quasi senza
    colpo ferire una mentalità atea, edonistica, materialista e, quindi,
    tutto sommato, antiumana. Ma ci vuole coraggio nella Chiesa e di
    questo coraggio Maggiolini è stato un campione perché non si è mai
    piegato al politicamente corretto, non si è mai piegato
    all'ecclesialmente corretto.

    14) Rino Cammilleri
    http://www.rinocammilleri.com/
    Tommaso
    … certi bassorilievi scoperti in Cina, a Kong Wang,
    rappresenterebbero l'apostolo Tommaso e la Madonna col Bambino….
    allora l'evangelizzazione della Cina è coeva a quella di Roma;
    dunque, il cristianesimo non sarebbe un «culto straniero», cosa che
    in passato giustificò sul piano legale le persecuzioni. Staremo a
    vedere.

    15) Vittorio Messori
    http://www.et-et.it/
    Sono pronto a morire per la fede
    Sai che oggi è di moda una lettura dei fatti violentemente
    antireligiosa, in modo particolare anticristiana, in modo
    particolarissimo anticattolica. C'è addirittura il solito ex-
    seminarista, divenuto professore di matematica, che scrive libri per
    dimostrare che non si può essere persone intelligenti, moderne,
    raziocinanti e prendere al contempo sul serio la fede e ascoltare con
    fiducia la Chiesa. Per questo, sull'ultima pagina della copertina del
    mio libro l'editore ha voluto scrivere "Un cristiano non è un
    cretino".

    16) Radici cristiane
    http://www.radicicristiane.it/notizia.php/id/65/Omosessualità:-
    proselitismo-gay-
    Omosessualità: proselitismo gay?
    Alcuni giorni fa i romani hanno potuto notare con grande sorpresa e
    sbalordimento sugli autobus della linea ATAC della capitale la
    comparsa di grandi manifesti pubblicitari in favore
    dell'omosessualità e contro chi, come la Chiesa Cattolica e la stessa
    stragrande maggioranza dei cittadini, la considera un comportamento
    improprio, immorale o semplicemente da non promuovere.

    17) Luci sull'Est
    http://www.lucisullest.it/
    Infine il mio Cuore Immacolato trionferà!
    Abbiamo ricevuto una notizia piena di grazia e fatta per essere
    accolta con trasporto: Gesù Cristo, Figlio di Dio, nasce in Betlemme
    di Giuda. La mia anima si è sciolta a queste parole: lo spirito
    ribolle in me, spinto come sono ad annunciarvi tanta felicità. Gesù
    significa Salvatore. Che cosa è più necessario di un Salvatore a
    quelli che erano perduti, più desiderabile a degli infelici, più
    vantaggioso per quelli che erano accasciati dalla disperazione?

    18) "LOBBYING ETICO"
    http://www.fattisentire.net/
    Mai più un'altra Eluana!
    Ci rivolgiamo a tutta l'opinione pubblica, ai mondi della cultura e
    della scienza, del diritto e dell'economia, dell'informazione e del
    sociale perché spinga il Parlamento ad emanare opportune disposizioni
    legislative intese ad impedire il ripetersi dell'onnipotenza di certa
    Magistratura. Invitiamo a scrivere ai politici della propria
    circoscrizione attraverso il "sistema portalettere" di
    FattiSentire.net, utilizzabile all'indirizzo
    http://www.fattisentire.net/modules.php?name=invio_mail2

    19) Difendere la vita
    http://www.difenderelavita.totustuus.it/
    La Ru486 ha ucciso ancora. Perché insistere?
    Della Ru486 sappiamo che è una pillola abortiva. Pochi dicono
    chiaramente cosa comporta il suo impiego, o spiegano le modalità
    attraverso cui induce l'aborto. E, ciò che più conta, nessuno parla
    delle 16 donne morte in seguito alla sua assunzione negli ultimi
    anni. O meglio sarebbe dire 17, visto che da poco è affiorata in
    Inghilterra la notizia di una nuova vittima dell'aborto chimico che
    si insiste a voler introdurre anche in Italia come forma più sicura e
    meno invasiva.

    20) Comitato verità e Vita
    http://www.comitatoveritaevita.it/
    SACCONI: Un atto di coraggio e di verità
    Un uomo politico che antepone il rispetto della retta coscienza e
    della verità all'opportunismo e alla viltà è una notizia. Una bella
    notizia. Mentre su una ragazza indifesa e innocente si allunga
    l'ombra della menzogna e dell'omicidio – organizzato "gratuitamente"
    dai soliti nemici della vita – ecco che irrompe sulla scena politica
    il coraggio di Maurizio Sacconi.

    21) Corrispondenza Romana
    http://www.corrispondenzaromana.it/new/letternew.php
    CHIESA CATTOLICA: promulgata la Dignitas Personae
    Inscrivendosi a pieno titolo nella tradizione del Magistero della
    Chiesa in materia morale, l'Istruzione «di natura dottrinale» (n. 1),
    ribadisce il valore imperituro dello «spirito del giuramento di
    Ippocrate» (n. 2), a fronte di «una prospettiva sostanzialmente
    eugenetica» (n. 2). La prima parte del documento ricorda che il
    Magistero della Chiesa nelle questioni morali attinge «alla luce sia
    della ragione sia della fede» (n. 3), contro certo biblicismo
    fideista di stampo protestante, penetrato anche nel pensiero
    cattolico.

    22) Contro la leggenda nera
    http://www.kattoliko.it/leggendanera/
    Il «Manifesto della razza» del 1938 e i cattolici
    di Giovanni Sale S.I.
    http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?
    name=News&file=article&sid=1989
    Negli ultimi anni del suo pontificato Pio XI condusse una forte
    battaglia contro la politica eugenetica e razziale dell'Asse
    nazifascista. Papa Ratti giudicò il Manifesto della razza del 1938
    contrario alla dottrina cristiana, al diritto naturale e ad ogni
    elementare senso di umanità.

    December 19

    amore di Dio

    La settimana scorsa ho avuto la fortuna di fare gli “Esercizi Spirituali”, un ritiro prolungato di preghiera di alcuni giorni.
    Per una settimana non ho incontrato nessuno se non i miei tre compagni di avventura e il sacerdote che ci guidava; confesso però che dopo pranzo rispondevo a qualche SMS, in particolare a quelli sofferenti di una giovane di 19 anni: ha qualche problemino fisico e dei grossi problemi familiari; vive sola con la mamma che, lei pure sofferente, con alti e bassi, si è data al “bere”. Parlando del Natale la giovane mi chiede con insistenza dove stia nascendo Gesù oggi, perché proprio non riesce a vederlo, non riesce a capire se autodefinirsi credente o meno.
    Mi ripete con insistenza che si sente confusa, soprattutto sola; giorni fa ho letto una riflessione del Papa che diceva che l’origine di ogni sofferenza è la solitudine; e’ una situazione di tutti, giovani e adulti.
    La domanda dove sia Gesù, analoga a quella della folla del Vangelo “vogliamo vedere Gesù”, è certamente graffiante.
    La mia esperienza mi suggerisce immediatamente alcune risposte.
    Gesù è vivo nella Chiesa, nella comunità cristiana, nei Sacramenti, in modo speciale nell’Eucarestia; Gesù è nella Parola di Dio e nel prossimo.
    Mentre scrivo queste cose sulla tastiera del telefonino, capisco che devo continuare l’elenco.
    Osservando la mia vita con uno sguardo semplice, mi viene da dire che, in realtà, sono riuscito a trovare Gesù Risorto ovunque.
    Sono certo che l’amore di Dio ci raggiunge continuamente, in ogni istante, non solo quando prego al mattino, la sera o quando faccio la S. Comunione.
    Talvolta ho sentito l’amore di Dio attraverso l’acqua con cui mi lavo al mattino, nella presenza di un fratello sconosciuto nello scompartimento del treno seduto di fronte a me, nel cappuccino imbevibile con cui facevo colazione in una casa in cui sono stato per molto tempo: anche quella bevanda, in alcuni momenti, mi ha mostrato il sorriso di Dio che mi invitava a riflettere sull’essenzialità e il dono.
    Sento l’amore di Dio nella voce triste di mia sorella che ha bisogno di essere consolata e nell’inchiostro della penna che mi sta dando la possibilità di scrivere.
    Mi sono sentito amato quando ho visto uno scoiattolo ed una cornacchia saltellare tra il fango e la neve. Quando ci penso mi viene da ridere, ma una volta che mi ero perso, anche un cartello stradale mi è sembrato un segno dell’amore di Dio.
    Non sempre mi capita di sentire il caldo abbraccio di Dio in ogni cosa; forse perché in questi giorni ho pregato un po’ di più.
    In qualche campo estivo mi è stato insegnato, al termine della giornata, a ringraziare per tre cose belle che mi erano successe durante il giorno; quando ero più giovane lo facevo; ora, da prete, mi sforzo di chiedere perdono per i miei peccati; anche in essi è possibile vedere l’amore di Dio; sono stato scortese con mia madre: grazie Signore perché me l’hai donata.
    Padre buono, il Bambino di Nazareth e una mamma alcolizzata sono segni del tuo amore che ci spinge ad amare sempre di più…   

    don Nicolò Anselmi

    December 18

    interessante riflessione

    SALUTARSI
    Ogni giorno feriale, alle 7, compreso il sabato, insieme ad un gruppo di confratelli e ad un vescovo, celebriamo la S.Messa nella cappella annessa alla casa in cui viviamo; in genere partecipano la comunità delle suore che gestiscono la casa, un gruppo di laici del vicinato, una parte del personale che lavora nella casa ed una folta comunità di suore, nostre vicine; spesso con loro sono presenti alcuni giovani che si preparano a vivere esperienze missionarie in comunità dell'istituto.
    In questi ultimi mesi erano presenti 5 giovani, 2 ragazzi e 3 ragazze; si capiva che alcuni di loro non erano italiani perchè seguivano le parole della celebrazione leggendo da un libro.
    Un giorno, dopo alcune settimane che li vedevo, ho deciso di conoscerli personalmente. Dopo essermi tolto in fretta i paramenti in sacrestia, ho raggiunto Brand, mi sono presentato ed anche lui ha fatto lo stesso; ho scoperto che era americano, sposato da pochi mesi con Rachel e che insieme si stavano preparando per andare a Timor est, in una scuola. Dopo alcune battute mi ha chiesto di confessarsi, in inglese. Siamo diventati amici; il giorno dopo mi ha presentato sua moglie e gli altri tre ragazzi, una coppia di sposini polacchi anche'essi in partenza per Timor, e una giovane italiana che era in attesa dei documenti per il Brasile. Pochi giorni fa ho celebrato per loro una S.Messa, il giorno prima della partenza dei primi quattro; in quell'occasione ho avuto anche la possibilità di conoscere le suore, simpatiche, gentili. In molti mesi me ne ero fatto un'idea diversa. E' bastato un saluto, due parole scambiate con Brand, per iniziare un cammino.
    Alcune settimane fa è stato organizzato a Roma un laboratorio di studio su “I Giovani e l' Eucarestia domenicale”. Con mio grande stupore, durante la tre giorni a cui hanno partecipato, giovani, sacerdoti, religiosi e religiose, adulti, liturgisti ed un vescovo, l'idea prevalente emersa è stata quella di rendere le nostre assemblee domenicali più accoglienti e meno impersonali: molti ammettevano che, anche fra giovani, a messa, spesso non ci si saluta, non si sorride, talvolta si va alla ricerca dei posti vuoti e lontani da altri, non ci si guarda negli occhi; pochi sono coloro che si trattengono dopo la S.Messa sul sagrato, a parlare; molti arrivano in ritardo e scappano all'inizio del canto finale. Dov'è la famiglia parrocchiale, la comunità che scoppia di gioia per la presenza del Signore risorto? Questa osservazione, nella sua semplicità mi ha veramente colpito.
    Capisco che non è facile salutare tutti, sorridere sempre, ma tra sorelle e fratelli cristiani dovrebbe essere possibile; abbiamo così tante cose in comune: la Fede, la Parola di Dio, la legge dell'Amore....
    Sull'autobus, sull'ascensore, in coda alla posta non è facile...cominciamo a farlo a Messa! “Ciao, che bello vederti qui; come stai? Ti chiedo una preghiera per una situazione che mi sta molto a cuore...”; anche poche parole talvolta fanno piacere.
    Recentemente mi è capitato di leggere nella preghiera il testo degli Atti degli Apostoli in cui Barnaba andò a cercare Paolo, che si era isolato, per coinvolgerlo nell'attività missionaria. Forse Paolo non aspettava altro che essere accolto, ricordato, pescato e coinvolto.
    La Messa natalizia di mezzanotte può essere un'occasione da non perdere per fare qualcosa di bello e accogliente per persone che ordinariamente frequentano poco la chiesa, nel nome di Gesù che tutti vuole incontrare.  

    don Nicolò Anselmi
    December 15

    grande socci e buone notizie del natale

     
     
    Pansa, Scalfari e non solo: affascinati da Gesù… 12.12.2008
    Giampaolo Pansa non finisce mai di stupire. E’ appena uscito “Tracce” (il mensile di Comunione e liberazione) dove si trova una sua commovente confessione personale sul Natale. Prende spunto da due citazioni di Benedetto XVI e di don Luigi Giussani, la cui frase, scrive Pansa, “va dritta al cuore, non solo all’intelligenza. Mi ci ritrovo tantissimo, come mio modo di essere”.
    Prima Pansa ha rievocato la sua infanzia, quando faceva il chierichetto. Poi è venuto al suo presente di grande giornalista laico. Confida: “Oggi, la sera, quando vado a dormire, con mia moglie preghiamo i nostri genitori”. Diverse volte, negli anni scorsi, Giampaolo mi ha raccontato questo suo gesto di religiosità laica, compiuto da non credente. Da sempre i popoli hanno sentito i propri avi come intermediari col Mistero. Stavolta però, su “Tracce”, Pansa ha aggiunto qualcosa di più e di stupefacente. Dice che con sua moglie parla di Dio, “ma non di un Dio anziano, col barbone. No, di un Dio bambino, buono, tenero. Penso a Dio con quelle fattezze, perché mi sembra più disposto a perdonare le mie sciocchezze, i miei peccati”.

    Già qui Pansa coglie, istintivamente, il cuore del cristianesimo. E aggiunge: “Ho sempre pensato che ci fosse il nulla dopo la morte. Ora ne sono sempre meno convinto. Preferirei che ci fosse il famoso giudizio”. E ancora: “Natale è Dio che viene sulla terra, ma che resta perennemente bambino, che è buono”. Ricordando quando faceva il presepio da piccolo, con la sorella, rammenta la tenerezza per quel fanciullo che nasceva da profugo, a quel freddo. Poi spiega: “Ecco, io sono rimasto a quel bambino lì, in quella capanna. Il Papa parla di ragione e ragionevolezza. Beh, io forse non sono un ‘uomo ragionevole’. Lavoro molto con il cuore, con il mio bisogno. Non so se questa parabola mi porterà ad essere credente. Ma se dovessi riscoprire Dio credo che sarei guidato da quel bambino, dal Dio di Natale, dal Dio della nascita. E sarei spinto dal bisogno che ho di Lui. Lo avverto in un modo prepotente, soprattutto la sera, dopo aver lavorato tutta la giornata. Ho bisogno di Lui. Anche soltanto dieci anni fa non ci pensavo”.

    Confesso di essere ammutolito a queste parole. Pansa ci ha abituato al suo anticonformismo, alla sua totale libertà intellettuale: sia quella che traspare dai suoi articoli (dove dice sempre verità scomode), sia quella drammatica dei suoi libri storici con i quali ha demolito una retorica cinquantennale che esigeva omertà sul mare di sangue del nostro passato. Ma oggi la sua libertà morale supera l’ultimo tabù, quello che, nella società dei salotti senza tabù, nessuno mai osa violare: mettere il proprio cuore a nudo, confessare francamente l’immensa domanda di cui siamo fatti, lo struggente bisogno di perdono e di amore che “siamo”. E il “bisogno di Lui” che abbiamo, come dice Pansa.

    E’ rarissimo, soprattutto fra gli intellettuali, trovare un coraggio così. Nella mia generazione ricordo soltanto Giovanni Testori (e prima, in parte, Cesare Pavese e Pier Paolo Pasolini). Per capire il coraggio di Pansa nel demolire l’ultimo tabù del nostro tempo, si può leggere sulle stesse pagine di Tracce la risposta sul cristianesimo di Ezio Mauro, direttore della “Repubblica”. Si vede che Mauro ha studiato, con una certa pignoleria, l’argomento. Ha una sua cultura teologica. Giustamente sottolinea “il fatto storico di Gesù Cristo”. Aggiunge pure che “questa presenza e queste parole hanno segnato la civiltà occidentale. E hanno segnato il modo in cui siamo cresciuti ed educati ed è una presenza importante dentro la nostra società”. Ma tutto questo è una constatazione – per così dire – politica o culturale. Di fronte alla quale, per Mauro, non ci sono gli incasinatissimi esseri umani che siamo noi, ma ci sono due categorie astratte di persone – credenti e “non credenti” – che sono costituite a priori. Sembra che si sia nati già credenti o già non credenti. Sembra che non esistano ragioni né per gli uni né per gli altri. Sembra che non vi siano domande, né cambiamenti possibili. Quello di Mauro è il mondo di oggi: il mondo del partito preso. Conclude dicendo che lui non crede. Ma non ci dice perché. Non ci dice niente delle sue domande, del suo cammino o – per dirla con Pansa - di cosa pensa la sera, dopo una giornata di lavoro. E’ l’Italia dei giornali. Dove esistono destra e sinistra, juventini e interisti, romanisti e laziali, etero e omo (che han preso il posto di uomini e donne), laici e credenti: tutte marionette di un teatrino di ombre, tutti Gabibbi dei salotti televisivi. Ma dove è difficilissimo vedere o ascoltare uomini, cioè creature di carne, che non sanno chi sono, che cercano veramente, che fanno domande o che cambiano (idee e vita) e fanno un cammino e scoprono e si sorprendono e si commuovono.

    Viviamo un mondo virtuale, ma non virtuoso: irreale. L’irrompere del “fatto” di Gesù è lo choc più forte che riporti alla realtà. Che è palpitante, viva, contraddittoria, dolente. Fra coloro che rispondono a “Tracce” colpisce il filosofo Pietro Barcellona, il quale prima fa una constatazione analoga a quella di Mauro, una constatazione culturale (“La nascita di Gesù per me, che non sono credente, è il più grande evento della storia dell’uomo. Questa nascita è di una portata immensa”), ma poi si mette in gioco, esce dalla contrapposizione ideologica “credenti/non credenti” e fa parlare la sua umanità: “La frase del Papa (‘occorre l’umiltà dell’uomo che risponde al’umiltà di Dio’) è di una portata immensa perché è un punto di partenza. Comunque, questa nascita per me rimane un problema aperto, anzi un problema di carne che brucia”.

    Oggi sembra venuto il tempo in cui l’urto del “fatto” di Gesù si fa più facilmente largo nei cuori. Cosicché capita di leggere sulla Repubblica di una conferenza tenuta alla Luiss da Eugenio Scalfari durante la quale, ad un certo punto, il fondatore del quotidiano “confessa di essere da sempre ‘profondamente colpito e innamorato della figura di Gesù e delle sue predicazioni evangeliche, pur non credendo nell’Assoluto’ ”. E poi aggiunge che questo fascino per la figura di Gesù è un “terreno comune” su cui credenti e non credenti , laici e cattolici, “possono incontrarsi, dialogare”, persino “collaborare”.

    Sarebbe interessante saperne di più, capire meglio. Si ha la sensazione che vi sia spesso, in molti, un’attrazione trattenuta, imbrigliata. Come di uno che sbarcasse su un bellissimo continente sconosciuto e, pur essendone incantato, affascinato, avesse paura di inoltrarvisi (paura di esserne travolto? Di dover ribaltare le proprie idee, la propria immagine di sé?). Così si fa un po’ di violenza a se stessi e si rimane sulla soglia, ci si nasconde in un’etichetta.

    Spesso questo fascino di Gesù Gesù ci raggiunge attraverso lo stupore per l’umanità eccezionale dei suoi amici. Uomini del nostro tempo che hanno nel volto la sua stessa Bellezza. Pippo Corigliano ha raccontato di aver ricevuto, quando è morto Karol Wojtyla, la telefonata di Antonio Ramenghi, vicedirettore dell’ Espresso: “mi disse che la direttrice del settimanale, Donatella Hamaui e gli altri membri della direzione, desideravano vegliare brevemente la salma del Santo Padre ma per motivi di lavoro non potevano attendere in fila per una giornata intera… Come sono imprevedibili i sentieri della Provvidenza! Chi l’avrebbe detto, vent’anni prima, che mi sarei trovato con l’intera direzione dell’Espresso a pregare nella Basilica di San Pietro!”.

    Quel papa polacco aveva stupito i cuori di tutti. Anche all’Espresso. E, come dicevano i filosofi greci, “la meraviglia è l’origine del conoscere”. Ma poi la conoscenza piena è un’avventura da sperimentare, un cammino che ha bisogno di andare avanti nella scoperta. Con il Natale entra nel mondo la Realtà. Solo facendosi violenza si riesce a chiudere gli occhi o a reprimere il suo fascino a un’emozione episodica.



    Antonio Socci
    December 09

    DiPietro, i rimborsi elettorali e l'asso pigliatutto

    visto che DiPietro fa il puritano è giusto ricordare che di cose sporche ne ha fatte anche lui per altro la causa di cui si parla l'ha persa....
     
    Tonino, il «grano» e le grane

    LAURA MARAGNANI

    Italia dei valori. L’associazione fondata da Di Pietro ha solo tre soci e oltre 22 milioni di rimborsi. Sui quali si pronuncerà il giudice.




    È solo un parente, forse neppure serpente. Di certo non è povero e non porta solo voti ma anche qualche problema. Si parla dell’Italia dei valori di Antonio Di Pietro, unico partito a cui finora è stato consentito l’apparentamento con il Partito democratico di Walter Veltroni. Il 27 febbraio l’Idv sarà protagonista, per un gioco del destino, in tribunale e in Parlamento. Sempre per lo stesso motivo: i rimborsi elettorali, e il loro uso.Il tribunaleCerto, è ancora tutto da provare e il 27 febbraio, al tribunale di Roma, il gip Carla Santese dovrà solo decidere se approfondire le indagini, archiviare l’inchiesta (come ha chiesto il pm Giancarlo Amato) o rinviare a giudizio gli indagati. Ipotesi di reato: articoli 476, 479, 640 bis e 646 del Codice penale. Traduzione: falso in atti pubblici, appropriazione indebita e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. La notizia che nel fascicolo 4620/07 c’è il nome di Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture, rischia di abbattersi sulla campagna elettorale del Partito democratico. Con Di Pietro è indagata Silvana Mura, deputata e tesoriere dell’Italia dei valori. Il partito di Tonino correrà con il suo simbolo, il gabbiano, ma comunque non farà piacere a membri del Pd, già molto perplessi sull’alleanza con l’ex pm e zittiti da Veltroni perché «Di Pietro porta voti», scoprire che i magistrati si stanno interessando proprio ai rimborsi elettorali (22 milioni e mezzo di euro) che, grazie al volo di quel gabbiano, l’Idv ha ottenuto. Come già ricostruito da Panorama nei numeri scorsi, i parlamentari Di Pietro e Mura sono l’anima dell’Italia dei valori fin dalla fondazione, il 26 novembre 2000, nello studio del notaio Bruno Cesarini di Roma. Giuridicamente si tratta di un’associazione non riconosciuta, senza fini di lucro, che per statuto «intende contribuire a contrastare abusi e ogni tipo di reato contro la pubblica amministrazione». Per farne parte ci vuole però un atto notarile e l’espressa accettazione del presidente. Un movimento ermetico al punto che dal 26 novembre 2000 a oggi i soci non hanno mai superato l’esorbitante numero di... tre.Chi sono? Il presidente è sempre lui: Di Pietro, l’ex pm di Mani pulite poi passato alla politica. Il tesoriere è Silvana Mura, un’ex commerciante di accessori e abbigliamento a Chiari (Brescia) che nelle interviste si racconta «amica di famiglia» di Tonino. L’unico incarico mobile è quello del segretario: inizialmente era Mario Di Domenico, amico e avvocato personale di Di Pietro. Poi qualcosa è andato storto, Di Domenico nel 2003 si è dimesso («Dopo aver constatato irregolarità notevoli nella gestione economica» come ha fatto mettere a verbale davanti al magistrato) e da collaboratore di Di Pietro è diventato collaboratore della giustizia, da per Tonino a contro Tonino. A fare da segretario, il 26 luglio 2004, è così arrivata Susanna Mazzoleni, moglie di Di Pietro e madre dei suoi figli Anna e Antonio. All’Idv si fa tutto in famiglia. Di Pietro, il presidente, nomina il tesoriere. Silvana Mura, l’amica di famiglia, in qualità di tesoriere prepara i bilanci. Di Pietro li approva. L’ultima parola spetta all’assemblea dei soci, ossia a Tonino, a Mura e a Mazzoleni. E il partito? Il partito si chiama sempre Italia dei valori, ha lo stesso presidente dell’associazione, Antonio Di Pietro, e lo stesso tesoriere, Silvana Mura; ma giuridicamente è una cosa ben diversa dall’associazione Idv che prende i soldi. Un essere giuridico a due teste. Al partito infatti può iscriversi chiunque, ora anche via internet, ma in base allo statuto diventa un semplice «aderente». A decidere su linea politica, candidature, alleanze, e soprattutto sui bilanci, è solo ed esclusivamente il presidente, Di Pietro. Un presidente con poteri assoluti, tanto che nello scorso ottobre Giuseppe Tarantola, presidente della prima sezione del tribunale civile di Milano, ne era rimasto stupefatto: lo statuto «consente al fondatore di approvare i rendiconti preventivi e consuntivi per milioni di euro» senza praticamente alcun controllo. «Una società personale» l’ha definita Marco Pannella dai microfoni di Radio radicale. Il marchio è fondamentale, proprietà di Di Pietro: registrato a Genova il 1° agosto 2000, numero Ge2000C000346, con classe di protezione numero 38, 41 e 42, ossia come «marchio d’impresa personale». Grazie a quel simbolo, dal 2001 a oggi all’associazione Idv, coi suoi tre soci, sono stati attribuiti 22 milioni e mezzo di euro. I giudici decideranno, se mai si arriverà al processo, se c’è stata truffa o appropriazione indebita. Il ParlamentoQuei 22 milioni di euro stanno diventando perfino un problema di diritto parlamentare internazionale. Nel «cucuzzaro» ci sono anche i 5 milioni di euro che da anni vengono rivendicati da Achille Occhetto, Giulietto Chiesa ed Elio Veltri, gli esponenti del Cantiere che nel 2004 avevano fatto lista comune con l’Idv per le europee. Di Pietro, forte del possesso del simbolo, non ha mai riconosciuto loro alcun diritto al rimborso elettorale. Così, il 27 febbraio, anche l’Ufficio di presidenza della Camera aprirà un dossier su Di Pietro: il 21 gennaio a Montecitorio è arrivata, firmata dal pool dei legali di Occhetto e soci, una diffida ufficiale al Parlamento italiano a procedere a ulteriori versamenti all’Idv. C’è perfino il rischio che, per la prima volta nella storia della Repubblica, venga recapitato a Montecitorio un decreto ingiuntivo. Paradosso: a illustrare la vicenda ai colleghi dell’ufficio di presidenza sarà un alleato elettorale di Di Pietro, Pierluigi Castagnetti, vicepresidente della Camera ed esponente del Pd. E sempre al malcapitato Castagnetti toccherà annunciare che la Corte europea dei diritti, sulla vicenda Occhetto-Di Pietro-Camera dei deputati, ha aperto un procedimento per «violazione dei diritti politici fondamentali».Di Pietro porterà anche voti, come sostengono i sondaggi di Veltroni. Ma con il grano spesso arrivano anche le grane.  

    December 06

    grazie a ettore x il bel articolo

    Disinformazione anticlericale

     

    In questi giorni abbiamo visto in atto una mirabile campagna diffamatoria, un gioiello della disinformazione anticlericale. Basta fare un piccolo passo falso, una piccola sfida contro le vuote ideologie post-positiviste di Ue e Onu e subito il putiferio. E’ stato proposta la depenalizzazione universale dell’omosessualità. Benissimo. Così ogni stato aderente dovrebbe, almeno in teoria, adattare in questo senso la sua legislazione. Ma come si fa a depenalizzare una cosa che non costituisce reato in nessun paese europeo? Mistero. Forse sarebbe il caso di rivolgersi ai paesi che effettivamente combattono l’omosessualità come reato: cosa c’entrano gli altri? In realtà si tratta solo dell’ennesimo tentativo da parte di Ue e Onu di imporre a tutti i paesi una politica zapateriana con la minaccia di scatenare contro i ribelli violentissime campagne denigratorie. Non permettere i matrimoni gay sarà presto considerata una discriminazione omofoba, e queste misure servono proprio per creare queste pressioni. Il Vaticano, inoltre, non ha rifiutato la proposta in sé. Ha solo chiesto che venisse specificato l’unicità del matrimonio eterosessuale o che comunque la mozione non avrebbe riguardato in alcun modo la questione dei matrimoni gay lasciando libertà di coscienza per ogni stato. Tutto qui. E ovviamente è scattata la trappola. E allora via i titoli trionfalistici che riportano come dichiarazioni dirette cose del tipo “Il Vaticano: l’omosessualità resti reato” e “Il Vaticano vuole la forca per i gay”. Ovviamente tutte frasi mai dette. E tutto questo mentre dichiarazione vaticane dell’Ansa cercavano, invano, di spiegare il motivo del rifiuto. Ma nulla da fare. Altrimenti non sarebbe una trappola. Il fondamentalismo anticlericale comincia ad assumere caratteristiche simili a quello islamico, come per esempio l’ipersensibilità. Nei paesi dove gli omosessuali vengono perseguitati, in realtà, lo sono anche i cristiani. Ma dei cristiani non importa niente a nessuno. A stento se ne parla, eppure sono anche di più delle vittime omosessuali. Chissà perché, però, nessuno propone la depenalizzazione del cristianesimo. Forse, perché, allora bisognerebbe prendersela non solo col Bangladesh ma anche con i colossi di Cina (la patria dell’anticlericalismo fanatico, per questo membro permanente dell’Onu e partner commerciale dell’Ue) e India. O forse perché preparano la penalizzazione del cattolicesimo se questo non si sottometterà all’urlo “Viva Zapatero”.

     

    Anche Ferrara ha ben colto la vera sostanza della questione, in quest’articolo:

     

    Ferrara: Onu e Ue nemici del Vaticano

     

    Per la chiesa cattolica, l’Onu e il Parlamento europeo sono terre infide, e vedremo tra breve perché. L’ultimo agguato onusiano è scattato sulla questione della cura dei disabili e della promozione di un loro status di eguali in terra, tema carissimo alle chiese e missioni di tutto il mondo, infaticabili nella difesa dei diritti dei deboli. Con diabolica astuzia, mentre concordavano con gli uomini del Papa un documento di promozione della dignità dei disabili, i burocrati ideologizzati delle Nazioni Unite inserivano nel testo un paio di articoli sui “diritti riproduttivi” e sui “servizi per la salute sessuale” che suonano pro abortisti. Paradosso bestiale: l’Onu promuove la dignità dei disabili e insieme la pratica di pianificazione familiare che incentiva l’aborto seriale eugenetico di bambini con imperfezioni e disabilità varie. Il Vaticano non ha firmato, i giornali hanno scritto che il Vaticano è contro i disabili.
    Era accaduto lo stesso per gli omosessuali, due giorni prima. La burocrazia degli sherpa europei, nata e allevata nel Parlamento e nella commissione di Bruxelles, aveva steso un manifesto contro la criminalizzazione dei gay per conto della presidenza pro tempore francese. Lo aveva scritto in modo tale da obbligare il Vaticano a dissociarsi, scatenando una gigantesca campagna mediatica mondiale contro l’omofobia oscurantista di Ratzinger. La chiesa non ha alcuna indulgenza verso la vergogna disumana della persecuzione degli omosessuali nel mondo, ma non accetta che attraverso il linguaggio radicale dei diritti eguali si introducano le idee guida che possono portare al matrimonio omosessuale o all’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali.

     

    Segue qui: http://blog.panorama.it/opinioni/2008/12/05/ferrara-onu-e-ue-nemici-del-vaticano/

    December 04

    notizie dall'agorà

    GIOVANI E ADULTI
    Sono appena ritornato a casa da un corso di formazione di 4 giorni; gli allievi erano circa 120 giovani che svolgono un servizio all’interno del “Progetto Policoro”, un’iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana per la promozione della cultura del lavoro nelle diocesi del Sud d’Italia.
    Questi “stage” nazionali si svolgono due volte l’anno per tre anni e, con alcuni di questi giovani ormai ci conosciamo abbastanza bene : abbiamo giocato, pregato, discusso, pranzato insieme; alcuni di loro si sono confidati, molti si sono confessati; il Sacramento del Perdono dà gioia ai giovani e dà gioia a noi sacerdoti: ci sentiamo utili.
    I giovani che ho incontrato sono in gamba, con grandi risorse umane, culturali e spirituali, selezionati all’interno delle loro diocesi e scelti dai Vescovi; sono giovani desiderosi di futuro per se stessi e per tanti loro amici; giovani entusiasti che sognano un posto di lavoro; molti sperano di aprire una cooperativa; alcuni non vedono l’ora di sposarsi e di avere un figlio.
    Conosco tanti altri ragazzi che guardano al loro futuro con gioia e speranza; vorrei dire che tutti i giovani sono così: tutti desiderano essere felici.
    Mi è capitato di sentito anche parole di sconforto: “Non ci riuscirò mai! Dovrò andare al Nord, oppure lavorare in nero per 300 euro al mese!”.
    Ogni giorno che passa mi convinco che, spesso, dietro a molti problemi dei giovani sono gli adulti; ho la sensazione che gran parte della fatica delle giovani generazioni derivi dall’ingordigia degli adulti, dal desiderio di comandare, dall’incapacità di fare un passo indietro.
    Nella politica, come nella società civile, troppi adulti, talvolta addirittura anziani, occupano per lungo tempo posti che potrebbero essere affidati a giovani.
    Mi sembra impossibile che un adulto non capisca che c’è più gioia nel dare che nel ricevere, non veda la bellezza di un giovane che si apre alla vita.
    Quale emozione più bella si prova nel trasmettere la propria esperienza a chi ha voglia continua di imparare? Affidare ad un giovane un progetto affiancandolo, sostenendolo e vedere nel suo sguardo la gioia del “risultato” non può che essere il giusto epilogo di una carriera lavorativa ben riuscita.
    Conosco celebri studi di avvocati che hanno centinaia di clienti; perché non lasciare qualche pratica ad un giovane?
    Brillanti studi di architettura monopolizzano appalti e progetti; perché non lasciare spazio a qualche giovane laureato?
    Amo giocare a pallone. Quando ero piccolo mi piaceva segnare; a tutti i costi volevo giocare punta, centravanti o ala sinistra visto che sono mancino.
    Oggi mi diverto di più a veder “segnare” gli altri, mi piace fare loro un assist intelligente e vederli esultare.
    Cari adulti, specialmente voi che contate nella società, ho un’idea natalizia: regalate ai giovani un po’ di spazio, fateli venire avanti! Non temete, Gesù Bambino vi riempirà di gioia; anche la sua famiglia ha sperimentato certe difficoltà: “Mi dispiace, non c’è spazio per voi nell’albergo”.
    Quel bambino, qualche anno dopo ha detto che “chi cerca la propria vita, il proprio prestigio, la perde; chi invece dona la propria vita, la trova”.
    Buon Natale a tutti…

    don Nicolò Anselmi

    December 03

    corte incostituzionale

    Corte Incostituzionale PDF Stampa E-mail
    Scritto da Davide Giacalone   
    Sunday 23 November 2008
    Image
    Giovedì scorso avete tutti potuto apprezzare la risposta che il Presidente della Corte Costituzionale ha inviato ad un mio pezzo. Criticavo il fatto che sarebbe rimasto in quel posto per soli tre mesi, mentre la Costituzione prevede una presidenza di tre anni, rinnovabile fino a sei. Flick ha fatto osservare di esserne consapevole, di averlo detto e di avere criticato tale costume.

    A me la critica era sfuggita, e nelle sue parole, che vi ho riproposto, non l’ho poi trovata. Ma questo è secondario, non smetterò di cercare.

    Mi pare prevalente, però, che egli abbia accettato di buon grado, pur sapendo che la sua nomina fa a cazzotti con il testo che, in via teorica, quei giudici dovrebbero tutelare. Ora vi dico cosa succederà, se questo deprecabile andazzo non sarà interrotto.

    A febbraio del 2009 il nuovo presidente, secondo l’insano principio dell’anzianità, sarà Francesco Amirante, che resterà in carica per ventidue mesi, quindi sempre meno del dovuto ai Padri Costituenti, fino al dicembre del 2010. Gli succederà Ugo De Siervo, che ci resterà quattro mesi, fino all’aprile del 2011. Quindi sarà la volta di Paolo Maddalena, che presiederà la Corte in modo fulmineo, come Flick, per tre mesi, fino al luglio del 2011. Potrei andare avanti, elencando altre Pic-Presidenze, quelle che non le senti quando entrano. Dopo una simile cura alla Fregoli della Costituzione resterà meno di quel che c’è, mentre il prestigio della Corte sarà ridotto a camera di lancio per la pensione dei Presidenti Emeriti. Tutto maiuscolo, anche se si tratta di una situazione minuscola, che più minuscola non si potrebbe.

    Dice Flick che è la “prassi largamente prevalente”. E’ vero, ma a questo si è potuti giungere perché, spiace dirlo, la si è composta senza dar troppo peso alla schiena dritta ed allo spessore umano. Spero che almeno uno dei candidati non-presidenti riesca a trovare la dignità per dire: no, non mi presto. In ogni caso, quel che abbiamo già visto misura la decadenza, forse la scomparsa, di una cosa che si chiama “senso dello Stato”. Sorridetene pure, ma senza quello è difficile che ci sia una politica degna. E’ escluso che ci siano persone nel cui petto batta più che la prosopopea e l’amor proprio. E stiamo parlando dei vertici, di persone cui è comunque assicurato un ricco futuro.

    www.davidegiacalone.it

    Pubblicato da Libero

    December 01

    riflessioni

     IN PRIMO PIANO:
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    Benedetto XVI: il mondo è luogo teologico della loro vocazione
    Permettetemi un'ultima riflessione riguardante l'indole secolare che
    è caratteristica dei fedeli laici. Il mondo, nella trama della vita
    familiare, lavorativa, sociale, è luogo teologico, ambito e mezzo di
    realizzazione della loro vocazione e missione. Ogni ambiente,
    circostanza e attività in cui ci si attende che possa risplendere
    l'unità tra la fede e la vita è affidato alla responsabilità dei
    fedeli laici.
    IN LIBRERIA:
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    Le radici gnostiche della cultura della droga
    Rivoluzione psichedelica è un libro importante, che sarebbe utile far
    conoscere ai cattolici. Si tratta di un impressionante resoconto
    dell'opera di quei cattivi maestri che, a partire dagli anni
    Cinquanta, diffusero nella cultura l'imperativo dell'edonismo
    assoluto, il diritto al godimento senza limiti e l'idea che potesse
    esistere una specie di religiosità atea.
    LOBBYING ETICO"
    http://www.fattisentire.net/
    Un ruggito rosso porpora
    Oggi – dopo che il Vaticano II è stato qualificato esplicitamente
    come un `concilio pastorale' e ha denominato `pastorale' una sua
    costituzione (la Gaudium et spes) – il termine ritorna spesso nella
    vita della Chiesa: `consiglio pastorale', `piano pastorale', `vicario
    pastorale', `teologia pastorale'", ragiona Biffi: "Capita però che
    l'uso reiterato dei vocaboli a proposito di un argomento si
    accompagni all'indebolimento della sua comprensione effettiva e sia
    occasione di qualche confusione. Così, ad esempio, ci si compiace di
    parlare di `comunità', quasi per nostalgia, adesso che
    sociologicamente prevale l'individualismo e il disimpegno". Insomma
    l'autocoscienza e la tradizione della chiesa ridotte a parole in
    libertà, fino agli esiti grotteschi che Biffi individua e distilla
    con rara puntualità.

     Radici cristiane
    http://www.radicicristiane.it/fondo.php/id/112/ref/6/Fede,-Morale-e-
    Teologia/Riflessioni-sull-Immacolata
    card. Jorge Medina Estévez: Riflessioni sull'Immacolata
    Difficile capire la pienezza della grazia santificante nella Madonna
    se non si capisce la sua antitesi: cioè, la gravità del peccato e le
    sue conseguenze. Così possiamo intendere anche perché Ella è il
    modello perfetto per tutto il genere umano, essendo il più eletto
    frutto della Redenzione di Suo Figlio.

    14) Luci sull'Est
    http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=4290
    E' in atto una cristofobia
    "Sono tempi duri e difficili quelli che viviamo e nessuno può
    prevedere cosa ci preserva il futuro". Lo ha detto ieri il card.
    Antonio Cañizares Llovera, arcivescovo di Toledo, in occasione della
    solennità di Gesù Cristo, Re dell'universo, quando ha rinnovato la
    consacrazione dell'arcidiocesi di Toledo al Sacro Cuore di Gesù. La
    festa ha anche dato l'opportunità al cardinale anche di commentare la
    sentenza di un giudice del tribunale di Valladolid, Alejandro
    Valentin, che ha ordinato a una scuola pubblica della città, "Macias
    Picavea", di rimuovere i crocifissi affissi alle pareti, malgrado la
    posizione contraria del consiglio scolastico.

    15) Difendere la vita
    http://www.difenderelavita.totustuus.it/
    Per la Cassazione far morire è «affare privato»
    L'ultima e definitiva decisione della Corte di cassazione a sezioni
    unite del 13 novembre scorso sul caso Englaro è una decisione di tipo
    procedurale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, perché il
    soggetto che l'ha proposto – il Pubblico Ministero presso la Corte di
    appello di Milano – non aveva titolo per farlo, a giudizio della
    Suprema Corte. Un vizio di procedura, dunque, è quello che conduce
    alla irrevocabile decisione di sospendere l'alimentazione, affinché
    Eluana Englaro muoia.

    16) Rino Cammilleri
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=News&file=article&sid=2481
    SANTI, RELIQUIE E PADRIPII
    Pare che Padre Pio stesso (ma, secondo chi scrive, è tutto da
    verificare) abbia espresso, quand'era in questo mondo, il desiderio
    non essere né riesumato né traslato dalla cripta della vecchia chiesa
    di Santa Maria delle Grazie. Quest'ultima motivazione, fosse vera,
    dovrebbe da sola chiudere il discorso e dar ragione all'Associazione.
    Purtuttavia, anche in questo caso c'è un problema: i fedeli. Sono già
    più di settecentomila quelli che si sono prenotati per visitare la
    salma quando verrà esposta. Settecentomila.

    17) Corrispondenza Romana
    http://www.corrispondenzaromana.it/new/letternew.php
    STATI UNITI: i cattolici devono prepararsi al peggio
    Questo è quello che i cattolici dovranno aspettarsi: 1) finanziamento
    dell'aborto 2) ricerca sulle cellule staminali embrionali 3) giudici
    della cultura della morte saranno insediati a livello della
    magistratura federale; 4) dottrina dell'imparzialità nei dibattiti
    radiofonici e televisivi anche sulle questioni importanti per i
    cattolici; 5) l'aborto come un diritto fondamentale, che il governo
    dovrà condonare e promuovere e i cattolici sovvenzionare con i soldi
    delle loro imposte; 6) l'obiezione di coscienza per gli ospedali
    cattolici sarà abolita. Inoltre: sarà emanato un progetto di legge
    nazionale sui "diritti gay", che conferirà uno status speciale agli
    uomini e alle donne omosessuali, e creerà una nuova classe protetta a
    livello federale basata sugli orientamenti sessuali.

    18) Contro la leggenda nera
    http://www.kattoliko.it/leggendanera/
    La coscienza cristiana e i problemi della conquista nella formazione
    dell'America latina
    di Fidel González-Fernández
    http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?
    name=News&file=article&sid=1983
    La straordinaria epopea di un popolo formato dalla coscienza
    cattolica. Francisco de Vitoria, la Scuola di Salamanca e la matrice
    cattolica dei diritti umani. Falsa la «leggenda nera» del genocidio
    degli Indios diffusa da protestanti e illuministi contro il
    Cattolicesimo e la colonizzazione spagnola in America.