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    February 29

    la bellezza dov'è?

    C’è qualcuno – fra i partiti che si azzuffano alle elezioni per poi spartirsi la torta del potere – che metterà al primo punto del suo programma la Bellezza, la difesa della Bellezza, il diritto alla Bellezza in questa Italia che fu (e dolentemente sarebbe ancora) la patria della Bellezza? E c’è qualcuno che se ne ricorderà soprattutto a Roma che è la città della Bellezza? Sicuramente no. Eppure la Bellezza non è un lusso, è il pane dei poveri, la loro unica ricchezza. La Bellezza non è fatta di lustrini e veline, povere ombre effimere di un teatro di cannibali (il volto di Madre Teresa era bellissimo e quello di Karol Wojtyla più bello di qualunque attorucolo hollywoodiano). La Bellezza dà senso alla vita. Ammoniva Dostoevskij nei “Demoni” (che è il suo romanzo più politico, quello dove profetizza l’orrore che l’ideologia provocherà nel Novecento): “Sappiate che l’umanità può fare a meno degli Inglesi, che può fare a meno della Germania, che niente è più facile per lei che fare a meno dei Russi, che per vivere non ha bisogno né di scienza né di pane, ma che soltanto la bellezza le è indispensabile, perché senza bellezza non ci sarà più niente da fare in questo mondo”.

    Non c’è nessuno che abbia il senso tragico del momento che viviamo. Nessuno che si alzi di un centimetro sopra gli avvenimenti e ne sappia leggere la logica (suicida), il punto di approdo e di crollo. Non solo nella “classe dirigente” (si fa per dire) italiana. La tecnocrazia europea è assai peggiore. Eppure la gente lo sente, avverte che abbiamo perduto l’essenziale. Vorrei sentir dire a qualcuno le parole di Robert Kennedy: “Il dramma della gioventù americana è che sa tutto eccetto una cosa. E questa cosa è l’essenziale”. Continuerà a ignorarlo e ad affossarsi, la nostra gioventù, se – per esempio – le università saranno sempre nelle mani di minoranze fanatiche che inalberano cartelli dove sta scritto: “Non vogliamo padri” (come è accaduto all’Università di Roma per impedire l’arrivo del Papa).

    A volte mi viene in mente un’invettiva dell’autore del “Piccolo principe” che dice brandelli di verità: “Odio la mia epoca con tutte le mie forze. In essa l’uomo muore di sete e non esiste al mondo un problema più grande di questo: dare agli uomini un senso spirituale, un’inquietudine spirituale. Non si può vivere di frigoriferi, di bilanci e di politica. Non si può! Non si può vivere senza poesia, senza colore, senza amore. Lavorando unicamente per acquistare dei beni materiali finiremo con il fabbricarci una vera e propria prigione”.

    Un inferno. Popolato di demoni e beni di consumo. Di monnezza e di palline da golf perdute. Di vecchi abbarbicati al potere e di giovani incapaci della più piccola nobiltà d’animo. Di assatanati del sesso. Di incapaci di rispettare i deboli. Di ragazze ridotte a cose da possedere anche a costo di violentarle. Di figli ridotti a prodotti da “fabbricare” a proprio gusto o da scartare ed eliminare se “difettosi”. Di una cultura che esalta solo e sempre la brama di possesso, il potere e il denaro (e soprattutto la loro esibizione), mentre la vita reale della metà delle famiglie italiane sta sprofondando letteralmente nella povertà. E se ne approfitta per produrre parole parole parole…

    Giorni fa vedevo un programma d’informazione in tv che da anni fa la stessa puntata: non parla che delle bollette e delle buste paga, della finanziaria e della rata del mutuo. Da mesi e da anni. Oltretutto un parlare del tutto vano perché la gente, sempre più impoverita, non si sente dire la verità, non si sente dire “per colpa di chi”. E ora non riesce più neanche ad acquistare le medicine per curarsi. Nessuno ha il coraggio di dire la verità e nessuno la difende.

    Ma mi chiedo se la vita e il destino di un popolo sia tutto e solo lì, nelle bollette. Oltretutto questo popolo non fa più figli, perché fare figli significa essere condannati alla povertà; perciò fra venti anni il popolo italiano sarà vicino all’estinzione. Senza speranza. Dicono certi sondaggi che quello italiano è un popolo triste e senza speranza. Nel dopoguerra eravamo molto più poveri, addirittura fra le macerie, un paese in ginocchio. Ma avevamo una grande risorsa che ha fatto “il miracolo”. Qual era? Cosa abbiamo perduto? Perché nessuno sa dirlo? Beh, lo dirò io: la fede cristriana. Questo abbiamo perso. Cioè l’amore alla vita. “L’umanità è giunta a un punto vergognoso! Non siamo liberi da noi stessi. Io parlo perché tutti capiate che la vita è semplice e che per salvarvi, salvare voi stessi e salvare i vostri figli, la vostra discendenza, il vostro futuro, dovete ritornare al punto dove vi siete persi, dove avete imboccato la via sbagliata! Bisogna tornare al punto di prima, in-quel-punto dove voi avete imboccato la strada sbagliata”.

    E’ il “folle di Dio”, Domenico, nel film “Nostalghia” di Andrej Tarkovskij, che grida queste parole, poco prima di sacrificare se stesso sopra la statua del Marco Aurelio in Campidoglio. Ma in quale punto abbiamo “imboccato la via sbagliata”? A quale crocevia ci siamo smarriti? Sfogliando un libro di antiche icone russe, Alexander, il protagonista del “Sacrificio” (il successivo e ultimo film di Tarkovskij), si dice colpito da quelle splendide tavole per la “saggezza e spiritualità (…) profonda e virginale nello stesso tempo. Incredibile come una preghiera”. Ma aggiunge, con sconcerto: “tutto questo è andato perduto. Non siamo più neppure capaci di pregare”.

    Due sequenze con le quali Tarkovskij ci dice che si sono perdute (o abbandonate) al tempo stesso la Bellezza e la Fede. Che poi sono la stessa cosa. Pavel Edvokimov scrive: “Ciò che è bello è la presenza di Dio fra gli uomini”. Un cataclisma si è dunque consumato agli esordi del Novecento. Preparato da qualche secolo. Si è preteso di cancellare – anche al prezzo di stragi e persecuzioni bestiali – la presenza di Dio fra gli uomini.

    Così si è cancellato l’uomo. E si è cancellata anche la bellezza. Infatti non c’è più bellezza, neanche nelle chiese. Non c’è più la forma umana. E non c’è più neanche lo stupore per la realtà creata. Un filosofo straordinario come Wittgenstein diceva: “E ora descriverò l’esperienza di meravigliarsi per l’esistenza del mondo, dicendo: è l’esperienza di vedere il mondo come un miracolo”. Non è più così. I “miracoli” sono stati aboliti innanzitutto dai teologi che si scagliano contro i santi e pretendono di legare le mani alla bontà di Dio. Ebbe modo di prevedere questa china quel grande che era Franz Kafka quando notò: “Non ci sono più miracoli, ma solo istruzioni per l’uso”. Ci sono solo norme, regole, vademecum, anche nella Chiesa che pure è il luogo dei miracoli, che pure sarebbe cielo e terra nuova, dove i miracoli veramente accadono. Dice Tarkovskij: “non si è più capaci di ammettere, neppure per ipotesi, il miracolo”. Perduto il significato siamo precipitati tutti – uomini, popoli e cose create - nell’assurdo e quindi anche nel brutto. L’arte si è disumanizzata e ha celebrato la distruzione del “personaggio uomo” e della realtà creata. Sono diventate “opere d’arte” gli orinatoi e la “merda d’artista”. Così “l’abolizione della bellezza è la fine dell’intelligibilità del mondo” (F. Schuon). Ma è anche la fine del mondo.



    Antonio Socci
    (da “Libero”, 24 febbraio 2008)
     
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    February 28

    lettera aperta a Giuliano Ferrara

    Caro Giuliano,
    dopo averti dato il mio appoggio, dalle colonne del Corriere della sera, voglio darti ora un consiglio, anch’esso non richiesto: annuncia di non presentare più la tua lista perché hai già vinto la battaglia. Puoi cestinare questo invito all’istante. Ma ti prego almeno di ascoltare e rifletterci. Sai che ho applaudito con entusiasmo la tua (la nostra) bella battaglia culturale e morale contro il flagello del XX secolo, perché non è più possibile che la nostra generazione spazzi via un miliardo di vittime innocenti (50 milioni all’anno) facendo finta di nulla, volgendo la faccia dall’altra parte come se si trattasse di bazzecole (se non temiamo il giudizio di Dio, dovremmo almeno temere quello dei posteri, dei nostri pronipoti, che potranno avere vergogna o orrore di noi). Intelligente e generosissima è stata anche la tua idea della lista “pro life” per evitare che la campagna elettorale facesse sparire il dibattito sulla moratoria per la vita. Di fatto sei riuscito in un’operazione temeraria e splendida: imporre finalmente al centro del vaniloquio politico e mediatico un dramma vero, che gronda lacrime e sangue.

    Il risultato l’hai raggiunto. Splendidamente. La tua vittoria, anche personale, l’hai conseguita. Infatti oggi tutti – da Destra a Sinistra – ripetono di volere “la piena attuazione della legge 194” (anche nelle parti dov’è prevista la tutela della maternità e l’aiuto alle donne in difficoltà). Che poi è esattamente quello che vuoi tu. In effetti – qualora tu presentassi la lista – sarebbe assurdo che tu non chiedessi di cancellare o cambiare la 194: in Parlamento si va per questo, per modificare o fare le leggi. Siccome tu non dici e non vuoi questo, chiedere una rappresentanza parlamentare per volere ciò che vogliono tutti (la piena applicazione della 194) non avrebbe senso.

    Ci può essere un altro obiettivo prezioso: fare il ministro della Salute. Non so se tu davvero lo voglia, non so quanto sia una provocazione, ma di certo è un obiettivo raggiungibile e sarebbe molto utile per dare davvero piena attuazione alla legge. Però tu sai bene che – a questo punto – è più facile ottenere questo incarico (dai tuoi amici di centrodestra) ritirando la lista. Presentarla probabilmente sarebbe controproducente, farebbe saltare la cosa.

    Tu potresti fare questo discorso chiaro: “signori, ho le firme per presentare le mie liste e i miei candidati. Quindi non cambio idea facendo come la volpe all’uva. Potevo benissimo presentare tutte le liste. Se ora invece non lo faccio più, è perché sono già riuscito nel mio obiettivo di farvi aprire gli occhi su questa tragedia e di farvi prendere un impegno politico a tutela della maternità, della civiltà e del nostro futuro. Inoltre presentare adesso la lista sarebbe controproducente: non solo per l’eventuale incarico di ministro della Salute, con il quale voglio personalmente lavorare per questa riscossa della vita, ma anche perché il risultato della lista (nel migliore dei casi l’1per cento, ma diciamo pure il 4 per cento) potrebbe essere strumentalizzato da chi, all’indomani del voto, indicherà in quella piccola cifra il totale di coloro che sono contrari all’aborto. Così non è, ovviamente. Il popolo della vita è molto più vasto del risultato elettorale di una lista monotematica. Per evitare equivoci a questo punto non la presenterò. Come dicevamo nel 2005, in occasione del referendum sulla legge 40, “sulla vita non si vota”. Io voglio evitare – ora che ho vinto la battaglia – di regalare alla cultura abortista un argomento formidabile. Sarebbe del tutto controproducente. Rischierei di fare un grave danno alla causa della vita che invece voglio sostenere. Anzi, visto il consenso trasversale che la nostra battaglia ha guadagnato, trasformeremo la nostra iniziativa in una lobby di candiddati e parlamentari, di tutti gli schieramenti, disposti a sottoscrivere la nostra moratoria e a battersi per essa in parlamento”.

    Potresti anche chiedere, caro Giuliano, che questi candidati, una volta eletti, si impegnassero con un tot mensile a sostegno dei centri di aiuto alla vita a cui devolvere anche una sottoscrizione di chi avrebbe voluto sostenere la lista. Ricordo che sono i “centri di aiuti alla vita” del Movimento per la vita e della Cartias che in questi ultimi 30 anni hanno aiutato circa 80 mila donne in difficoltà permettendo a 80 mila bambini di nascere e vivere. Devolvere anche una piccola parte dei soldi che sarebbero stati spesi per la campagna elettorale a questi benemeriti centri, fatti da volontari e poveri di mezzi, certamente salverebbe più vite di quante ne salva una lista elettorale. D’altra parte la Chiesa stessa – che non ha mai rinunciato a dire la verità sull’aborto e a raggiungere l’obiettivo “zero aborti” – sa che la strada per arrivarci è innanzitutto questa dell’aiuto alla vita e alle donne. Non è la politica che risolverà questo dramma, ma un lungo sommovimento delle coscienze. Come quello che – dopo la venuta di Gesù, Figlio di Dio – portò, con il tempo, alla sparizione della schiavitù dalla terra.

    E’ un realismo faticoso, ma umile e autentico. Significa – per dirla alla maniera del tuo amico Sofri – capire che c’è un nodo da sciogliere con pazienza e non un chiodo da piantare con un colpo spettacolare. E’ ciò che, in politica, oppone il riformismo al massimalismo. E’ la pazienza del lavoro quotidiano. Perché la performance spettacolare non risolve il problema e talora rischia di aggravarlo. La “bella morte” è un mito della cultura nichilista, come la provocazione dannunziana.

    Per tanti di noi, anni fa, fu illuminante il discorso che l’allora cardinale Ratzinger tenne ad alcuni politici cattolici del suo Paese. Era un elogio del compromesso, contro integralismi e fanatismi. “Il primo servizio che la fede fa alla politica” disse Ratzinger “è dunque la liberazione dell’uomo dall’irrazionalità dei miti politici, che sono il vero rischio del nostro tempo. Essere sobri ed attuare ciò che è possibile e non reclamare con il cuore in fiamme l’impossibile, è sempre stato difficile; la voce della ragione non è mai così forte come il grido irrazionale. Il grido che reclama le grandi cose ha la vibrazione del moralismo; limitarsi al possibile sembra invece una rinuncia alla passione morale, sembra il pragmatismo dei meschini. Ma la verità è che la morale politica” concludeva Ratzinger “consiste precisamente nella resistenza alla seduzione delle grandi parole con cui ci si fa gioco dell’umanità dell’uomo e delle sue possibilità. Non è morale il moralismo dell’avventura, che intende realizzare da sé le cose di Dio. Lo è invece la lealtà che accetta le misure dell’uomo e compie, entro queste misure, l’opera dell’uomo. Non l’assenza di ogni compromesso, ma il compromesso stesso è la vera morale dell’attività politica”.

    La tua intelligenza e la tua generosità, caro Giuliano, hanno già conseguito una vittoria straordinaria. Tanti di noi ti sono e ti saranno grati, fra i laici come fra i credenti, se vorrai continuare insieme a noi questa bella avventura (hai potuto constatare quanto il popolo cattolico ti circondi di affetto e stima). Adesso prendi la decisione giusta e avrai fatto un autentico capolavoro.

    Antonio Socci

    (da “Libero”, 26 febbraio 2008)
     
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    February 27

    nuovi fascismi

    Sinora si è parlato di fascismo islamico e non è solo propaganda: l’ideologia dei gruppi radicali islamici è realmente simile al fascismo, anche perché ne è stata parecchio influenzata in passato. Vi sono ancora molti punti in comune, sia con il fascismo, sia con il nazismo: la nostalgia per un antico impero perduto (letto in chiave mitologica), il fuhrerprinzip (un unico capo a contatto diretto con il suo popolo), la disuguaglianza dei cittadini per nascita e l’anti-giudaismo religioso. Il fascismo islamico è pericolosissimo perché si prende sul serio ed è largamente condiviso dalle popolazioni mediorientali. Non ha la forza di espandersi, ma dispone di mezzi e della volontà per destabilizzare governi e condurre attentati. Le democrazie occidentali sono il suo principale nemico, proprio come i fascismi degli anni ’30.

    Il fascismo islamico non è solo. C’è anche un fascismo indiano, di cui si parla poco. I nazionalisti indù sono dell’idea che l’India debba essere rifondata su basi mono-religiose: una religione, un popolo, uno Stato. Rispettano più degli altri la divisione religiosa della società in caste chiuse, per cui anche loro sono convinti che gli uomini siano diseguali per nascita. Per ora non hanno mostrato la determinazione sufficiente a trasformare la più grande democrazia asiatica in una dittatura. Ma nel frattempo perseguitano tutte le minoranze religiose, tra cui soprattutto i cristiani.

    Sta emergendo un fascismo russo, sempre più rampante e simile ai predecessori europei degli anni ’30, anche se i suoi fautori sono stati tutti dei ferventi comunisti fino ai primi anni ‘90. Quattro i fattori in comune con il fascismo che conosciamo tutti: un’economia fondata su corporazioni controllate dallo Stato, un unico leader visto come un padre per la patria, un controllo assoluto su informazione ed educazione, una cultura fondata sulla nostalgia di un impero perduto (anche in questo caso visto in chiave mitologica e non storica). Putin ha già assimilato molti di questi elementi. Il fascismo russo è forse un pericolo potenzialmente peggiore rispetto al fascismo islamico. Contrariamente a quest’ultimo, la Russia è la seconda potenza militare del mondo. E ha tante armi nucleari.

    In America Latina, i nuovi regimi populisti, come quello di Chavez, di Morales e di Ortega (a cui si rifanno direttamente i partiti italiani della nuova sinistra massimalista), hanno meno a che spartire con il comunismo di stampo sovietico di un Castro o dello stesso Ortega prima maniera e sono semmai più vicini al regime fascista italiano. E’ evidente il rapporto personale di un unico capo con il suo popolo, senza intermediari politici, un’economia controllata direttamente dal governo, una forte tendenza all’autarchia, una retorica fondata sul recupero della propria tradizione nazionale: l’indipendenza dal colonialismo europeo e la rivisitazione mitologica di un’era beata pre-coloniale delle civiltà indio.

    Le democrazie occidentali non sono esenti da questo trend pericoloso. Prima di tutto l’Italia si dimostra culturalmente molto vulnerabile a questa mentalità. La globalizzazione e il mercato sono visti molto male. La risposta prevalente dei politici, non solo quelli di sinistra, ma anche di centro-destra, è quella protezionista, primo passo verso un’ideologia autarchica. Il sistema corporativo ereditato dal fascismo è ancora perfettamente intatto e nessuno lo vuole realmente riformare. Il rischio è tanto più forte quanto meno conosciamo la storia del fascismo e la sua reale natura ideologica. Decenni di disinformazione comunista hanno identificato il fascismo con il capitalismo. Abbiamo dimenticato che si tratta di un’ideologia socialista nazionale che differisce dal comunismo solo perché è su base locale e non internazionale.

    Il campanello di allarme suona anche negli Stati Uniti, dove tra i repubblicani (il partito più liberista da mezzo secolo) ha vinto nell’Iowa Mike Huckabee: religioso, teso a rinvigorire la tradizione religiosa americana anche nelle leggi, contrario alla globalizzazione, un candidato che si presenta come amico del popolo e nemico dei “poteri forti” identificati nelle grandi aziende e non nei grandi politici. L’Iowa conta molto poco nell’economia complessiva della politica americana, ma il dato più inquietante è una statistica: il 55% dei repubblicani e il 63% dei democratici sono contro la globalizzazione. Il che vuol dire, andando per esclusione, che sono per il protezionismo.

    Sul piano della cultura politica, il trend positivo della globalizzazione degli anni ’90 e dei primi anni 2000, partito con la fine del comunismo in Europa e la disgregazione dell'Urss, rischia dunque di invertirsi, dopo che per una quindicina d'anni non ha mai trovato alternative ideologiche. Negli anni ’90 e nei primi anni 2000, infatti, ci si divideva tra chi era più o meno favorevole alla globalizzazione, alla democrazia e ai diritti individuali. A parte numerose sacche di resistenza, non c’era nessuno che proponesse una dottrina opposta. Tutte le classi dirigenti che contavano erano d’accordo nel dire che la via giusta passasse per il ridimensionamento dei poteri dello Stato. E anche il centralismo statale era messo in discussione, a favore di un processo di frammentazione territoriale, molto timido nell’Europa occidentale, molto marcato in quella orientale.

    Adesso il centralismo dello Stato viene rivalutato ovunque. Ed è sempre più evidente la nuova sfida alla globalizzazione. Il pericolo per chi ama la libertà è sicuramente meno grave rispetto ai decenni passati. I fascismi resteranno sempre al plurale, non riusciranno mai a fondersi tra loro per formare un unico blocco anti-occidentale, proprio per la loro stessa natura ultra-sciovinista. Non sarà lo stesso pericolo della Guerra Fredda, dove un’ideologia internazionale sfidava il capitalismo in tutto il mondo. Tuttavia, se questo revival fascista continuerà, dovremmo attenderci un’impennata di violenza. Perché un regime fascista entra in conflitto con i suoi vicini con estrema facilità

    February 26

    svendopoli....

    asa Nostra - Inchiesta de L'Espresso

    di Marco Lillo

    Ministri, presidenti delle Camere, sindacalisti, politici. Attuali ed ex. Hanno acquistato attici e appartamenti da enti pubblici o da privati a prezzi di favore. Rendendo doppio il privilegio che spesso già avevano come inquilini. Ecco nomi e cifre dell'ultimo scandalo immobiliare

     

    Ci sono ministri e leader di partito, ex presidenti del Parlamento e della Repubblica, magistrati e giornalisti. La nazionale dell'acquisto immobiliare scontato è talmente vasta e assortita che ci si potrebbe fare un ottimo governo di coalizione. Si va dall'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga ai presidenti della Camera e del Senato del primo governo Prodi: Luciano Violante e Nicola Mancino.

    Dalla famiglia del presidente dell'Udc Pier Ferdinando Casini a quella del ministro della Giustizia Clemente Mastella passando per la figlia del deputato di An Francesco Proietti. C'è il candidato leader del Partito democratico, Walter Veltroni e il presidente del Senato Franco Marini. Non mancano la Borsa, con il presidente della Consob Lamberto Cardia e il mondo del lavoro con il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. C'è il senatore Udc Mario Baccini e il responsabile della Margherita in Sicilia Salvatore Cardinale. Situazioni diverse tra loro che talvolta convivono nello stesso palazzo.

    Prendiamo lo stabile Inpdai di via Velletri, a due passi da via Veneto. Al primo piano la moglie di Walter Veltroni ha comprato più o meno allo stesso prezzo pagato dall'ex sottosegretario Marianna Li Calzi che abita al quarto. Ma le due storie sono diverse. Li Calzi ha ottenuto il suo attico alla vigilia della svendita a seguito di una discussa procedura pubblica. Veltroni invece è nato nelle case dell'ente previdenziale dei dirigenti. L'Inpdai aveva affittato sin dal 1956 un appartamento al padre, dirigente Rai. Nel 1994 i Veltroni restituirono all'ente i due alloggi nei quali vivevano Walter e la mamma per averne in cambio uno più grande, il famoso primo piano di via Velletri da 190 metri quadrati che nel 2005 è stato acquistato dalla moglie del sindaco, Flavia Prisco, per 373 mila euro. Il prezzo è basso per effetto non di un'elargizione personale ma per il meccanismo degli sconti collettivi concessi a tutti allo stesso modo. Altra cosa ancora sono gli acquisti delle case dell'Ina ora finite a Generali e Pirelli. Questi colossi privati in alcuni casi si sono comportati come spietati alfieri del libero mercato.



    Altre volte hanno fatto prezzi bassi per blocchi di appartamenti finiti poi a famiglie dai nomi noti come Mastella e Casini. Scelte discutibili per società quotate in Borsa come Pirelli e Generali che dovrebbero puntare solo al profitto e che, evidentemente, hanno pensato di fare gli interessi dei propri azionisti cedendo appartamenti ai politici e ai loro amici a valori bassi. Insomma, ci sono differenze radicali tra venditore privato e ente pubblico ma anche all'interno delle due categorie. Se non bisogna far di tutta l'erba un fascio però ci sono due cose che accomunano i protagonisti della nostra inchiesta: sono potenti che hanno pagato troppo poco ieri per l'affitto e oggi per l'acquisto.

    Inoltre nella maggioranza dei casi in quegli immobili sono entrati grazie a conoscenze, entrature e amicizie. Questa disparità di trattamento con i comuni mortali non è una novità. Emerse con violenza populista nel 1996 durante il primo Governo Prodi grazie alla campagna 'Affittopoli' de 'il Giornale' di Vittorio Feltri. Oggi quegli stessi immobili affittati dieci anni fa ad equo canone sono stati svenduti definitivamente e il privilegio è stato reso eterno.

    Per fare qualche esempio: Lamberto Cardia, presidente Consob, pagava 1 milione e 100 mila lire al mese di affitto nel 1996 e ha comprato nel 2002 a 328 mila euro 10 vani e due posti auto a due passi dal Palaeur. Maura Cossutta, onorevole dei Comunisti Italiani, pagava 1 milione e 50 mila lire allora e compra nel 2004 quattro camere, due bagni e balconi a due passi da San Pietro a 165 mila euro. Franco Marini pagava 1 milione e 700 mila lire allora e compra nel 2007 a un milione di euro due piani ai Parioli. A rendere 'svendopoli' ancora più odiosa di 'affittopoli' c'è il peggioramento drastico del mercato della casa. Il trattamento di favore diventa un'offesa insopportabile per chi è costretto a combattere ogni giorno con l'ufficiale giudiziario che vuole sfrattarlo.

    Per capire 'svendopoli' bisogna iniziare il nostro viaggio da via Clitunno, nel quartiere Trieste. In questa strada immersa nel verde, ci sono due palazzi che facevano parte del patrimonio Ina-Assitalia e che rappresentano bene il confine tra i sommersi e i salvati delle dismissioni. Lì abitava, prima della separazione, Pier Ferdinando Casini con la prima moglie Roberta Lubich e le due figlie minorenni. Nello stabile accanto abitava una coppia di dipendenti Assitalia: Davide Morchio e la moglie Maria Teresa.

    Negli anni Novanta le famiglie Morchio e Casini sono uguali: entrambi inquilini delle Generali, pagano un canone basso e sperano di poter comprare l'appartamento con lo sconto. Poi arrivano le vendite tanto attese e l'uguaglianza svanisce: la famiglia Lubich-Casini rileva a prezzi di saldo tutto il palazzo. Morchio insieme ad altre 19 famiglie deve andar via. Nessuna offerta per lui dalla nuova proprietà, che per ironia della sorte è Caltagirone, il nuovo suocero di Casini. Gran parte degli inquilini, come l'ex ministro verde Edo Ronchi che può permettersi di comprare lì vicino, lascia il campo. La famiglia Morchio invece resiste all'ufficiale giudiziario che chiede l'intervento della forza pubblica. "Abbiamo un contratto che ci dà il diritto di prelazione", spiega Davide Morchio, "ed è stato ignorato. Nel palazzo vicino hanno potuto comprare a prezzi di favore. È un'ingiustizia".

    Anche l'immobile dove vive la prima moglie di Casini è stato ceduto in blocco ma con una procedura atipica. Ha comprato a un prezzo basso, 1 milione e 750 mila euro, la Clitunno Spa, società creata appositamente da un manager bolognese di area Udc, amico di Casini e della prima moglie. Si chiama Franco Corlaita e ha già rivenduto tutto. Indovinate a chi? Alla famiglia Lubich. Nel novembre del 2006 la mamma di Roberta compra per 586 mila euro il secondo piano. Ad aprile del 2007 la prima moglie di Casini compra il piano terra, a 323 mila euro. Passano due mesi e il 21 giugno scorso l'operazione si chiude con la cessione alle due figlie minori di Casini del terzo piano (306 mila euro per 5 vani catastali) e del primo piano (8,5 vani per 586 mila euro).

    Casini partecipa all'atto (mediante un procuratore) in qualità di genitore anche se il notaio precisa che paga tutto la moglie. Per convincere il giudice tutelare ad autorizzare la stipula dell'atto, i genitori presentano una perizia da cui risulta che l'acquisto è 'molto conveniente'. Generali non fa una piega. Inutile dire che gli inquilini del palazzo vicino sono infuriati e ipotizzano una simulazione dietro questo strano giro. Nella sostanza, dicono, la famiglia Casini ha comprato con lo sconto e noi no. Alla beffa contro i vicini, si aggiunge quella agli inquilini, senza alcuna distinzione di rango. Al primo piano del palazzetto Lubich-Casini vive in affitto Roberto Barbieri, senatore del centrosinistra e presidente della Commissione parlamentare sui rifiuti. Paga un canone di ben 3 mila euro ma è stato trattato come gli altri. Nessuno gli ha detto che il suo appartamento è diventato della figlia di Casini. Nessuno gli ha proposto l'acquisto a 586 mila euro. Con tremila euro al mese avrebbe potuto accendere un mutuo per comprare. Invece a maggio del 2008 dovrà lasciare.

    Anche il caso della famiglia Mastella dimostra che non sempre le società private sono così cattive. Il ministro della Giustizia abita all'ottavo piano di un palazzo sul lungotevere Flaminio che ha fatto la stesa trafila di quello di via Clitunno. Da Ina-Assitalia a Initium, società di Pirelli e Generali. Initium è proprietaria anche dei condomini di via Nicolai alla Balduina, dove abita l'ex ministro Baccini e di via Visconti a Prati, dove vive Francesco Cossiga. Gli inquilini di questi palazzi non sono stati trattati come quelli di via Clitunno. Stavolta Initium ha concesso prelazione e sconto. Così nel 2004 Baccini ha comprato la sua reggia da 15 vani, due terrazze e 4 bagni per 875 mila euro e Cossiga è diventato proprietario di casa, soffitta e magazzino per 710 mila euro.

    Nel caso di Mastella però Initium ha fatto di più. Il 3 dicembre del 2004 nello studio del notaio Claudio Togna (dell'Udeur anche lui) c'era una riunione familiare. I Mastella al gran completo facevano la fila per stipulare atti e il povero Togna sfornava atti come una pizzeria di Ceppaloni. Sandra Mastella ha comprato l'appartamento dove dorme il marito e si è impegnata a prendere la residenza lì per ottenere le agevolazioni fiscali. Per lei un ottimo affare: 500 mila euro per un appartamento che include una veranda abusiva (condonata) e la terrazza su tre lati che guarda il Tevere e Monte Mario dall'ottavo piano. Subito dopo la moglie del ministro ecco arrivare i figli Elio e Pellegrino.

    Comprano altri quattro appartamenti, due a testa. I prezzi erano davvero allettanti. A Pellegrino vanno il primo piano da 4,5 vani per 175 mila euro e altri 6 vani al quarto piano per 300 mila euro. Va ancora meglio al fratello che si accaparra un terzo piano con 5,5 vani per soli 200 mila euro e un miniappartamento con ingresso, camera, bagno e terrazza a livello per 67.500 euro, nemmeno il costo di un box in periferia. Le case sono state pagate in gran parte grazie ai mutui concessi da San Paolo (400 mila euro alla moglie) e Bnl (un milione e 100 mila euro ai figli che dovranno versare una rata mensile di 6.430 euro). E che nessuno vada in giro più a dire che Initium è cattiva con gli inquilini.

    Anche Francesca Proietti, socia di Daniela Fini e figlia di Francesco, deputato di An e braccio destro di Gianfranco, ha comprato un appartamento a un prezzo d'occasione: 267 mila euro per un secondo piano con terrazza su tre lati, salone e due camere all'Eur. Sempre dal patrimonio ex Ina arrivano gli immobili di Nicola Mancino e Luciano Violante. L'ex magistrato torinese ha pagato con la moglie 327 mila euro nel 2003 un gioiello incastonato tra i Fori Imperiali e piazza Venezia: due terrazzette, tre livelli e una settantina di metri quadrati coperti.Nicola Mancino ha comprato insieme alla figlia Chiara nel 2001 una dimora da 10 vani più una soffitta autonoma su Corso Rinascimento, a due passi dal Senato per 1 miliardo e 550 mila lire del vecchio conio. Sempre dal gruppo Pirelli Giuliano Ferrara ha acquistato l'appartamento ex Ina da 7,5 vani in piazza dell'Emporio al Testaccio nel palazzo che un tempo veniva chiamato 'il Cremlino' per l'alta percentuale di comunisti. Ferrara, che un tempo tuonava contro De Mita per il suo affitto a Fontana di Trevi, ha rilevato un sesto piano con terrazzo a 890 mila euro.

    Molto più bassi i prezzi praticati dagli enti previdenziali. Grazie al doppio sconto (30 per cento più 15 a chi compra tutto il palazzo) le parlamentari Franca Chiaromonte e Maura Cossutta hanno stipulato un atto collettivo per due appartamenti in via della stazione San Pietro rispettivamente per 113 mila e 165 mila euro. Notevole anche il caso di Raffaele Bonanni. Il segretario della Cisl ha conquistato nel 2005 un grande appartamento dell'Inps al sesto piano in via del Perugino, nel cuore del quartiere Flaminio: otto vani a 201 mila euro. Con quella cifra in zona si compra solo un garage.

    L'anno scorso ha fatto il colpo del secolo anche l'ex ministro e deputato della Margherita siciliana Totò Cardinale. In via degli Avignonesi, una strada bellissima tra il Tritone e via Veneto, ha messo le mani su un terzo piano da otto vani con affaccio su via delle Quattro Fontane : un gioiellino da due milioni sul mercato libero portato via per 844 mila euro. L'ultimo è stato Franco Marini. Il presidente del Senato ha stipulato il rogito il 23 aprile scorso. Un milione di euro per aggiudicarsi la casa assegnata alla moglie dall'Inpdai in via Lima: due livelli per 14 vani nel cuore dei Parioli.

    Se Marini è il politico che ha pagato il prezzo più alto (per una casa che vale comunque il doppio) l'oscar del rapporto qualità-prezzo spetta al senatore UdcFrancesco Pionati. L'uomo che ha sfornato per anni pastoni per i telespettatori del Tg1 ha comprato un attico e superattico da favola in via Traversari. L'appartamento è aggrappato alla collina di Monteverde ed è affacciato su Trastevere. Grazie al solito doppio sconto ha speso un'inezia. L'allora mezzobusto del Tg uno aveva fatto ricorso al Tar per ridurre ulteriormente la valutazione e in Parlamento gli amici dell'Udc avevano presentato pure un'interrogazione parlamentare per contestare il prezzo esorbitante: 509 milioni di lire nel 2001 per 10 vani con doppia terrazza. Sì, un prezzo veramente scandaloso.
    ha collaborato Laura Venuti

    (30 agosto 2007)

     

    Quei figli di papà in via Arenula

    Il motto dell'Udeur è 'la famiglia prima di tutto'. Clemente Mastella lo ha applicato alla lettera quando si è trovato di fronte a una grande occasione: acquistare a un ottimo prezzo l'appartamento che ospita la redazione del giornale del partito. Invece di intestare tutto all'Udeur, il segretario ha preferito far comprare alla società dei figli, Elio e Pellegrino permettendo loro un vero affarone. Se vendessero oggi potrebbero incassare una plusvalenza da un milione di euro.

    Tutto inizia il 7 aprile del 2005 quando il consorzio che cura le vendite dell'Inail scrive all'Udeur, in qualità di inquilino, per offrirgli di acquistare l'appartamento dove ha sede il giornale del partito al prezzo di un milione e 452 mila euro più Iva. Prendere o lasciare. Mastella prende e fa bene. Stiamo parlando del quarto piano di Largo Arenula 34, pienissimo centro con affaccio su Largo Argentina. Un appartamento quasi identico, al primo piano dello stesso stabile, è stato ceduto nel 2006 dall'Inail a 1,4 milioni ed è stato rivenduto nel 2007 per 2 milioni e 350 mila più 100 mila euro di commissioni. La letterina che offre l'acquisto all'Udeur equivale a un assegno circolare che andrebbe incassato subito.

    La prelazione spetta al partito, che è intestatario del contratto di locazione. Stranamente invece l'Udeur comincia un balletto di sigle e lettere. Prima sembra che acquisti 'Il Campanile nuovo' la cooperativa che edita il giornale. Poi invece acquista la società 'Il campanile Srl'. Tra le due c'è una bella differenza. Nel lontano 2001 anche 'Il campanile Srl' era la casa editrice del quotidiano ma ora, a dispetto del nome, è diventata qualcosa di ben diverso. Dopo aver incassato 480 mila euro di contributi per coprire i costi affrontati per il quotidiano nel 2000-2001, ha ceduto il campo alla cooperativa, come vuole la nuova legge.


    La srl 'Il campanile' sembrava destinata alla rottamazione quando Clemente Mastella la ricicla per comprare l'appartamento di largo Arenula. L'atto doveva essere fatto entro ottobre del 2005 ma prima di firmare il segretario cambia opportunamente i connotati alla società. Il Campanile, diventa una società della sua famiglia. Prima era intestata a Tancredi Cimmino, l'ex tesoriere che nell'aprile del 2006 si candida con Di Pietro e viene trombato. Dopo le elezioni, nel maggio del 2006, Cimmino cede tutto a Clemente Mastella (che già aveva un 10 per cento della società).

    Pochi giorni dopo il ministro della Giustizia gira le quote ai figli, Pellegrino ed Elio. Ora tutto è pronto per il grande acquisto. Il 10 luglio 2006 finalmente la società dei Mastella compra l'appartamento al quarto piano. Non basta. La srl cambia oggetto e si trasforma da semplice società editrice in azienda a tutto campo che può occuparsi di giornali ma anche di acquisizioni immobiliari, pubblicità, import-export, ristrutturazione di casali, attività turistiche e finanziarie. Poi muta anche il nome: ora si chiama 'Servizi e Sviluppo'. Una volta acquisita la sede, addio Campanile.

    Oggi i figli di Mastella sono proprietari dell'appartamento e il giornale (che aveva più diritto di loro a comprare) è solo l'inquilino. Alla fine di questo giro tortuoso sono due le cose che sorprendono: una società finanziata dallo Stato con 480 mila euro nel biennio 2000-2001 per editare la testata del partito è diventata nel 2006 l'immobiliare privata dei figli del leader, scavalcando ogni distinzione tra interessi pubblici e affari privati che, anche in un partito a conduzione familiare, dovrebbe restare sacra. Inoltre la società di Pellegrino ed Elio ha fatto l'affare della sua vita grazie alla rinuncia del partito di papà a esercitare un suo diritto.

    "Non c'è nulla di strano", dice il tesoriere dell'Udeur Pierpaolo Sganga, "l'acquisto è stato fatto senza alcuno sconto e senza alcun favoritismo, seguendo rigorosamente le procedure stabilite". Sganga annuncia che il partito sta per concludere un secondo colpo, ancora più grande, nello stesso palazzo. Anche i due appartamenti del secondo piano che ospitano la sede nazionale dell'Udeur presto saranno venduti all'inquilino. Un affarone che vale il doppio di quello già concluso: sono 21 vani contro i 9 dell'appartamento del quarto piano. Stavolta chi comprerà? Dalle carte depositate in conservatoria spunta una lettera dell'Inail del 2005 nella quale l'ente riconosce la prelazione per questi appartamenti, come per quello già venduto, alla solita società 'Il campanile Srl' oggi 'Servizi e Sviluppo' dei Mastella. A 'L'espresso' il tesoriere Sganga giura: "Comprerà l'Udeur".
    M. L.

    February 25

    riflessioni

    IN PRIMO PIANO:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=36
    Benedetto XVI: soggettivismo, relativismo, edonismo, il materialismo
    Come voi ben sapete per aver compiuto molte volte sotto la guida di
    Sant'Ignazio negli Esercizi Spirituali la meditazione "delle due
    bandiere", il nostro mondo è teatro di una battaglia fra il bene e il
    male, e vi sono all'opera potenti forze negative, che causano quelle
    drammatiche situazioni di asservimento spirituale e materiale dei
    nostri contemporanei contro cui avete più volte dichiarato di voler
    combattere, impegnandovi per il servizio della fede e la promozione
    della giustizia. Tali forze si manifestano oggi in molti modi, ma con
    particolare evidenza attraverso tendenze culturali che spesso
    diventano dominanti, come il soggettivismo, il relativismo,
    l'edonismo, il materialismo pratico. Per questo ho chiesto il vostro
    rinnovato impegno a promuovere e difendere la dottrina cattolica "in
    particolare sui punti nevralgici oggi fortemente attaccati dalla
    cultura secolare"... I temi, oggi continuamente discussi e messi in
    questione, della salvezza di tutti gli uomini in Cristo, della morale
    sessuale, del matrimonio e della famiglia, vanno approfonditi e
    illuminati nel contesto della realtà contemporanea, ma conservando
    quella sintonia con il Magistero che evita di provocare confusione e
    sconcerto nel Popolo di Dio.
    (Notizia sugli Esercizi Spirituali di totustuus.net:
    http://www.totustuus.biz/showthread.php?t=689)

    IN LIBRERIA:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24
    Tv accesa, cervello spento
    Anche se non ci esponiamo ad una sequenza ininterrotta di scene
    scabrose o grondanti sangue ad alto impatto emotivo, ma semplicemente
    stiamo molte ora davanti allo schermo a sorbirci fiction di bassa
    lega, talk-show dove si inscenano risse dialettiche per amor
    dell'auditel e reality in cui l'ospite d'onore è sempre madama
    volgarità, al termine della giornata avremo accumulato nel fondo
    della nostra psiche, con un lento ed impercettibile processo di
    sedimentazione, una buona dose di violenza e sesso e, quel che è
    peggio, non ce ne saremo neppure accorti.

    Mons. Luigi Negri
    http://www.totustuus.net/modules.php?
    name=News&file=article&sid=2181&mode=thread&order=1&thold=0
    I punti irrinunciabili di una politica cristiana
    Non credo che una certa legislazione sulla famiglia che si è cercato
    di portare avanti negli ultimi due anni sia in linea con quel
    riconoscimento della famiglia naturale così come è sancito dalla
    nostra Costituzione. Così come faccio fatica ad avvertire una qualche
    consonanza con chi ostentatamente contrasta qualsiasi discorso di
    autonomia scolastica e di libertà di educazione. Mi sembra difficile
    che un cattolico possa votare per chi è contro la sacralità della
    vita, l'unità della famiglia, il rispetto della libertà di educazione.

    Radici cristiane
    http://www.radicicristiane.it/interna.php?id_fondo=79
    L'essenza delle radici cristiane d'Europa
    di Mons. Brunero Gherardini: Con buona pace per i patiti d'una tale
    laicità, l'Europa non cessa d'esser un'entità "radicata": anzitutto,
    in un humus geografico, che pur non costituisce il più ed il meglio
    delle sue Radici; nella sophia della polis greca preesistente ai suoi
    contatti con la profezia giudaica e con l'idea cristiana; in questa
    medesima idea, lentamente e variamente assimilata e quindi tradotta
    in ragioni di vita e fonte di storia, cultura, diritto, rapporti
    socio-politici, religiosità e sue manifestazioni. Se si realizzasse
    il sogno anticlericale e liberal-massonico, si sarebbe dinanzi non
    già ad una "radicazione", ma ad una contraffazione.

    12) "CONTRO LA LEGGENDA NERA"
    http://www.kattoliko.it/leggendanera
    L'errore di Mounier
    di Augusto Del Noce
    http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?
    name=News&file=article&sid=1945
    Un'acuta disamina di Del Noce sugli errori di Emmanuel Mounier,
    iniziatore del «progressismo cattolico», e la sua interpretazione
    equivoca del fenomeno ateistico.

    13) Nuovo sito: Cristo nel freddo dell'Est
    http://www.cristonelfreddoest.net/
    da un programma di Luca de Mata
    ....la porta di Brandeburgo è stata occupata da due dittature
    tedesche. Ai dittatori nazionalsocialisti serviva da imponente
    scenario per le parate e le fiaccolate ed è stata murata dai tiranni
    comunisti. Poiché avevano paura della libertà, gli ideologi
    trasformarono una porta in un muro. Proprio in questo punto di
    Berlino si è manifestato a tutto il mondo il volto spietato del
    comunismo, al quale risultano sospetti i desideri umani di libertà e
    di pace. Esso teme però soprattutto la libertà dello spirito, che
    dittatori bruni e rossi volevano murare... (Giovanni Paolo II -
    giugno 1996 - Berlino)

    14) Il Timone.org
    http://www.iltimone.org/
    Legge islamica, in Europa è già una realtà
    Inserire alcuni elementi della legge islamica nel diritto dei Paesi
    occidentali? Le parole del primate anglicano Rowan Williams hanno
    provocato dure reazioni. Ciò che pare sfuggito agli osservatori è
    però il fatto che politici e giudici già da anni stanno inserendo la
    legge islamica nel nostro sistema giuridico.

    February 22

    scendere nel profondo

    Era una serata umida e fredda, nebbiosa. Il gruppo giovani si era dato appuntamento nella parrocchia più decentrata, all’estremità della valle. In quel periodo stavamo facendo un percorso di conoscenza delle altre religioni e quella sera erano state invitate alcune persone di un centro culturale buddista.
    Eravamo ad aspettarli sul piazzale e quando i tre ospiti scesero dalla macchina ebbi una sorpresa che mai dimenticherò: una delle tre persone era un giovane che conoscevo…Me lo aveva presentato circa un anno prima una suora dicendomi che desiderava parlare con un sacerdote ed eventualmente confessarsi. Aveva circa 25 anni. Il giovane mi raccontò che stava vivendo una situazione psicologica terribile, ed aveva tentato di suicidarsi per due volte senza però trovare il coraggio di farlo davvero; mi disse che era credente, cristiano.
    Ci incontrammo alcune volte, almeno quattro, poi non si fece più vivo. Non ricordo perché, ma non gli chiesi il numero di cellulare, e non riuscii più a rintracciare né lui né la suora che me lo aveva fatto conoscere.
    Quella sera ci salutammo con imbarazzo; dopo l’incontro con il gruppo giovani gli chiesi, con vergogna, come mai era diventato buddista. Mi rispose che nel buddismo aveva trovato quella pace che nella comunità cristiana nessuno era riuscito a comunicargli.
    Questa vicenda, oltre i sensi di colpa e la sensazione di malessere che provai, e che in un certo senso provo ancora oggi mentre ne parlo, per aver trascurato e perso una pecorella che una suora aveva ricondotto all’ovile, generò in me una riflessione sulla situazione di molte persone, anche giovani, che, ferite dallo stress e dalla frammentazione, alla ricerca di pace, di speranza e di unità, si avvicinano a forme di religiosità orientali o New Age, abbandonando le loro antiche radici cristiane.
    Il giovane quella sera raccontò, ed in un certo senso ero contento per lui, che nel buddismo stava bene perché, anche se non c’ è Dio, aveva almeno trovato l’assenza di sofferenza, una certa pace.
    La preghiera è anche per me un’oasi di pace, uno stare sereno con noi stessi ma non da soli, nella compagnia dolce e misericordiosa di Dio; essa è scendere con la luce dello Spirito Santo nella profondità ultima della nostra coscienza ed incontrare qualcuno, il volto amorevole di Gesù. Qualche volta mi capita di fare io a Gesù la stessa domanda che Lui ha rivolto a Pietro: “Mi ami?” Per tre volte! e gioire per la risposta.
    Quando oso andare nel fondo della mia coscienza, quando riesco a superare la vertigine del silenzio e la paura dell’incontro fra me stesso ed il Signore trovo anche luce nelle risposte morali: ” Cosa devo fare? Cosa è giusto per me e per gli altri?”. Lì nasce il desiderio di una vita più semplice e composta, più vera, buona e giusta. La preghiera autentica non è intimismo; in essa nasce il desiderio della santità, del digiuno che sfocia nell’elemosina, nella condivisione dei beni, nell’impegno per la giustizia, i poveri, la pace.
    Nella preghiera si accende una luce sull’essere ma anche sull’agire.
    San Ignazio di Loyola, fondatore dei gesuiti e maestro di spiritualità, insegna che prima di pregare è bene mettersi comodi, “sentirsi”, lungo tutto il corpo, pacificarsi… ma non si ferma ovviamente a queste indicazioni quasi fosse una seduta yoga… invita ad essere attenti al tocco dello Spirito, alla carezza di Dio, al passaggio dell’Amore. Senza preghiera, calma, interiorità, tutto il nostro agire, il nostro servire i poveri, lo studiare la Bibbia, l’educare i bambini, perfino il celebrare la S.Messa alla fine rischiano di rimanere esterni ed estranei a noi stessi, e, dopo un po’, stucchevoli e noiosi; chi ha delle responsabilità e non dedica tempo al silenzio, alla meditazione e, se credente, alla preghiera profonda, rischia fortemente di sbagliare strada e di farla sbagliare anche alle pecorelle a lui affidate.
    “Maestro, donaci, in questo tempo di Quaresima, lo straordinario coraggio di una sosta quotidiana, prolungata e intensa, serena, in tua compagnia; insegnaci a pregare ed aiutaci ad insegnarlo agli altri”.

    Don Nicolò Anselmi

    February 21

    danza lenta

    Hai mai guardato i bambini in un girotondo?

    O ascoltato il rumore della pioggia

    quando cade a terra?

    O seguito mai lo svolazzare

    irregolare di una farfalla?

    O osservato il sole allo

    svanire della notte?

    Faresti meglio a rallentare.

    Non danzare così veloce.

    Il tempo è breve.

    La musica non durerà.

    Percorri ogni giorno in volo?

    Quando dici "Come stai?"

    ascolti la risposta?

    Quando la giornata è finita

    ti stendi sul tuo letto

    con centinaia di questioni successive

    che ti passano per la testa?

    Faresti meglio a rallentare.

    Non danzare così veloce

    Il tempo è breve.

    La musica non durerà.

    Hai mai detto a tuo figlio,

    "lo faremo domani?"

    senza notare nella fretta,

    il suo dispiacere?

    Mai perso il contatto,

    con una buona amicizia

    che poi finita perché

    tu non avevi mai avuto tempo

    di chiamare e dire "Ciao"?

    Faresti meglio a rallentare.

    Non danzare così veloce

    Il tempo è breve.

    La musica non durerà.

    Quando corri cosi veloce

    per giungere da qualche parte

    ti perdi la metà del piacere di andarci.

    Quando ti preoccupi e corri tutto

    il giorno, come un regalo mai aperto . . .

    gettato via.

    La vita non è una corsa.

    Prendila piano.

    Ascolta la musica.

    February 19

    Sono stato un ingenuo scudo umano per Saddam

    tratto da: Daily Telegraph (quotidiano britannico), 23.03.2003

    Ho voluto unirmi agli scudi umani in Baghdad perché era un'azione concreta che dava la possibilità al movimento contro la guerra di porsi all'attenzione del mondo. Era una vocazione: scudi umani volontari si sacrificavano per le loro opinioni politiche - un'azione personalmente molto più difficile che andare alle manifestazioni di Washington o Londra. Era semplice: sali sull'autobus e mostri te stesso.

    Ed è precisamente quello che ho fatto la mattina di sabato 25 gennaio. Sono un fotografo ebreo-americano di 23 anni che vive a Islington, nel nord est di Londra. Avevo già viaggiato per il Medioriente: da studente, ero stato nella Cisgiordania palestinese durante l'Intifada. Ero stato anche in Afghanistan come fotografo per il Newsweek.

    Gli scudi umani mi attraevano per via delle mie idee contro la guerra, ma quando me ne sono andato via da Baghdad cinque settimane dopo le mie idee erano cambiate drasticamente. Non voglio dire che sono a favore della guerra, no - le mie idee in proposito sono ambivalenti - ma desidero fortemente che Saddam sia rimosso.

    Sull'autobus sentivano umana simpatia per i civili iracheni, anche se non ne conoscevamo nessuno. Il gruppo era più interessato a protestare contro il governi americano e inglese, piuttosto che a essere solidale con gli iracheni.

    Sono rimasto scioccato quando ho incontrato per la prima volta un iracheno a favore della guerra a Baghdad, un tassista che mi stava riportando all'hotel la sera tardi. Gli ho spiegato che ero americano, come noi scudi facciamo sempre, "Bush bad, war bad, Iraq good". Mi guardò con un'espressione incredula.

    Quando capì che ero serio, rallentò e cominciò a parlare in un inglese approssimativo sui mali del regime di Saddam. Fino a quel momento avevo soltanto sentito parlare con rispetto del presidente, ma adesso quest'uomo mi stava dicendo come tutti i soldi del petrolio andassero nel portafoglio di Saddam e che se ti opponevi a lui venivi ucciso insieme a tutta la famiglia.

    Mi spaventò. Prima pensai che forse era la polizia segreta che cercava di incastrarmi, ma in seguito ebbi l'impressione che volesse che l'aiutassi a scappare. Mi sentii così male. Gli dissi: "Senti, sono solo un imbecille che viene dagli Stati Uniti, non sono delle Nazioni Unite, non sono della Cia - non posso proprio aiutarti".

    Naturalmente avevo letto che gli iracheni odiavano Saddam Hussein, ma questo era reale. Qualcuno me l'aveva detto in faccia. Lo raccontai a qualche giornalista che conoscevo. Mi dissero che sono cose che capitano: gente che spontaneamente in segreto e in modo emotivo implora i visitatori di liberarli dal tirannico Iraq di Saddam.

    Ero sempre più preoccupato per come il regime iracheno stava limitando sempre più i movimenti degli scudi, così qualche giorno dopo ho lasciato Baghdad diretto in Giordania insieme ad altre cinque persone. Una volta al di là del confine ci siamo sentiti abbastanza tranquilli da chiedere all'autista cosa ne pensasse del regime e della minaccia di bombardamenti aerei.

    "Non lo sentite Powell sulla radio "Voice of America?" ci disse. "Ovviamente gli americani non vogliono bombardare i civili. Vogliono bombardare i palazzi del governo e quelli di Saddam. Noi vogliamo che l'America bombardi Saddam".

    Noi stavamo li', ad ascoltare, a bocca aperta. Jake, uno degli scudi, non faceva altro che dire "Oh Santo Cielo", man mano che l'autista descriveva gli orrori del regime. Jake era così scioccato per come era stato ingenuo. Tutti noi lo eravamo. Non era venuto in mente a nessuno che gli iracheni potessero volere la guerra.

    La dichiarazione più enfatica dell'autista fu: "Tutti gli iracheni vogliono questa guerra". Sembrava convinto che le perdite civili sarebbero state minime; aveva una tale fiducia nella macchina da guerra americana da rispettare le promesse. Sicuramente aveva molta più fiducia di quanta ne avevamo avuta noi.

    Forse la cosa più devastante che abbiamo imparato è stata che la maggior parte degli iracheni è convinta che Saddam ci abbia pagato per farci venire a protestare in Iraq. Anche se abbiamo spiegato che non era assolutamente così, penso che nessuno ci abbia creduto. In seguito l'autista mi chiese: "Sul serio, quanto vi ha dato Saddam per venire?"

    Tutto ciò ci ha colpiti a livello emotivo e viscerale: era il vero volto della vita in Iraq. Dopo la prima conversazione, ho rivisto completamente le mie idee sulla situazione irachena. La mia comprensione è cambiata a livello intellettuale, emotivo e psicologico. Ricordo l'esperienza di vedere il ritratto egocentrico di Saddam dappertutto e ho cercato di mettermi nei panni di qualcuno che era stato costretto a vederlo ogni giorno negli ultimi 20 anni.

    Lo scorso martedì notte sono andato a fotografare le manifestazioni contro la guerra in Parliament Square. Migliaia di persone urlavano "No War" ma senza pensare alle implicazioni per gli iracheni. Alcuni di loro bevevano e ballavano la Samba e litigavano con la polizia. Era come se i manifestanti parlassero di un paese diverso, dove il governo fosse normale e accettabile. Mi ha fatto veramente arrabbiare.

    Chiunque abbia mezzo cervello capisce che Saddam Hussein deve essere tolto di mezzo. E' straordinariamente ironico che i manifestanti contro la guerra marcino per difendere un governo che impedisce alla sua gente di esercitare quello stesso diritto.
     
    Daniel PEPPER
    February 18

    riflessioni

    IN PRIMO PIANO:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=36
    Benedetto XVI: sempre più forte è l'influenza della secolarizzazione
    In un'epoca in cui sempre più forte è l'influenza della
    secolarizzazione e, d'altra parte, si avverte un diffuso bisogno di
    incontrare Dio, non venga meno la possibilità di offrire spazi di
    intenso ascolto della sua Parola nel silenzio e nella preghiera.
    (Notizia sugli Esercizi Spirituali di totustuus.net:
    http://www.totustuus.biz/showthread.php?t=689 )
    AMICI DI JOSEPH RATZINGER"
    http://www.ratzinger.it/
    Un solo rito romano
    Lettera del 2003, dell'allora Card. Joseph Ratzinger, in cui
    sostiene, come teologo privato, che in futuro preferirebbe un solo
    Rito romano, più o meno come l'attuale Rito Extraordinario. Le
    decisioni del recente Motu proprio, intese a liberalizzare l'uso del
    Messale antico, potrebbero pertanto implicare che tale rito non deve
    essere solo eccezione.
    Messa in latino:
    http://lastefani.it/settimanale/article.php?
    directory=080211&block=3&id=1
    Il germoglio a Bologna
    Il latino a messa non è solo un affare per nostalgici. Anzi, in una
    parrocchia del centro storico di Bologna la lingua ufficiale della
    Chiesa è tutt'altro che morta, sta germogliando... Il solenne suono
    di un antico organo accoglie chi fa il suo ingresso in chiesa, e tra
    i banchi, quasi tutti occupati, vi sono poche donne con un velo di
    pizzo bianco sul capo. Ma si siedono anche famiglie e soprattutto
    ragazzi in età da liceo, con jeans a vita bassa e acconciature alla
    moda.

    6) IN LIBRERIA:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24
    La donna a una dimensione - Femminismo antagonista ed egemonia
    culturale
    Un nuovo tipo di femminismo che, grosso modo, a far tempo dalla metà
    degli anni '90, è diventato dominante nel movimento riuscendo anche
    ad acquistare una vera e propria egemonia culturale all'interno dei
    maggiori organismi internazionali come ONU, UNESCO e Comunità
    economica europea. Tale nuovo femminismo -che l'autrice qualifica
    come 'antagonista'- costituisce qualcosa di radicalmente diverso
    dalla mera rivendicazione della parità dei diritti che formava
    l'oggetto del femminismo esploso in Occidente verso la fine degli
    anni '60.

     Mons. Luigi Negri
    http://www.fattisentire.net/modules.php?
    name=News&file=article&sid=2833
    Gli anni della contestazione
    La lunga marcia del laicismo, del secolarismo, aveva già prodotto i
    suoi frutti avvelenati. Il liberalismo azionista, il marxismo: quella
    era la cultura egemone. Non parlo solo dei libri di testo, parlo
    anche degli insegnanti. Dante, la musica, l'arte sembravano un
    ricordo del passato, visti in quest'ottica... Con quel mondo -
    ricorda don Luigi - noi ci siamo confrontati lealmente, sinceramente;
    ma ne abbiamo ricevuto, dico dalle frange più estreme, solo odio.

    17) "MONS. ALESSANDRO MAGGIOLINI"
    http://www.alessandromaggiolini.it/bin/servlet/mediabox.servlets.prese
    ntation.DettaglioInfo?idInfo=42148&url=dettaglioRassegna.jsp
    La vita va salvata e promossa dal momento in cui può continuare
    Tra i vari scienziati alcuni sostengono la possibilità assistenziale
    e diagnostica dell'ostetricia almeno dopo la 23esima settimana di
    gravidanza, con dati statistici. Ciò significa che per il neonato vi
    è la possibilità di presentarsi alla luce come vitale , e in quanto
    tale può e deve essere rianimato. Tali interventi in vista del
    prolungamento della vita vanno attuati anche nel caso di opposizione
    della madre in quanto " prevale l'interesse del nascituro".

    18) Radici cristiane
    http://www.radicicristiane.it/interna.php?id_fondo=79
    L'essenza delle radici cristiane d'Europa
    di Mons. Brunero Gherardini: Con buona pace per i patiti d'una tale
    laicità, l'Europa non cessa d'esser un'entità "radicata": anzitutto,
    in un humus geografico, che pur non costituisce il più ed il meglio
    delle sue Radici; nella sophia della polis greca preesistente ai suoi
    contatti con la profezia giudaica e con l'idea cristiana; in questa
    medesima idea, lentamente e variamente assimilata e quindi tradotta
    in ragioni di vita e fonte di storia, cultura, diritto, rapporti
    socio-politici, religiosità e sue manifestazioni. Se si realizzasse
    il sogno anticlericale e liberal-massonico, si sarebbe dinanzi non
    già ad una "radicazione", ma ad una contraffazione.

    19) Vittorio Messori per ilTimone.org
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=News&file=article&sid=2175
    Come si convertono gli atei e gli agnostici
    Che i credenti non lo dimentichino: certi confronti non vanno
    condotti sul piano della teologia ma della psicologia. Dietro
    le "ragioni" presentate come oggettive e portate in campo dagli
    avversari della fede, ci sono grovigli personali per sciogliere i
    quali serve si l'esperto; ma non di religioni, bensì di abissi
    psicologici.

     


    February 15

    TEOLOGIA DEL PAESAGGIO…A MARGINE DI VELTRONI A SPELLO

    La scelta di Veltroni di iniziare il suo viaggio in Italia dal paese umbro forse è solo una questione scenografica, ma se la si considera accanto alla decisione di scaricare comunisti, verdi e radicali è comunque positiva e significativa… Ecco allora qualche suggerimento di riflessione, prendendo spunto dal paesaggio umbro…
    L’inizio contiene l’essenza. Che significa per Veltroni la scelta simbolica di Spello, aggrappata sul Subasio come Assisi? Vuole parlare dal cuore d’Italia al cuore dell’Italia. Ma l’Umbria non è solo il cuore geografico: è il cuore teologico. Franco Rodano fu il primo a dare una lettura teologico-politica di questa terra. Scrive le sue “Lettere dalla Valnerina”, da “questo fiume chiaro, ai piedi di questi monti così domestici (e segretamente selvaggi), tra questi campi che hanno assorbito la storia, perché sono stati coperti e ricoperti, ma non devastati, dalla lunghissima pazienza operosa dell’uomo”.

    Egli guarda la storia ponendosi “in questa mia valle e nei suoi poveri campi ancora amorosamente coltivati… nella netta geometria di questi poderi, che sono prodotto antico di una lunghissima storia, di una millenaria capacità contadina (conservata dalla Controriforma) di vivere il lavoro non solo come duro travaglio disseminato di ‘spine e triboli’, ma anche come accurata e paziente ricerca, al tempo stesso, e del necessario e del bello”. Dove “il limite dell’uomo, accolto tranquillamente, accettato, come aspetto istitutivo dell’umana ‘natura’ può essere sentito e reso anche come bellezza: così, appunto, esso ci è rivelato, da mani umili ed esperte, nella scacchiera verde e bruna di questa campagna”.

    La campagna umbra contiene la stessa “apologia della realtà” del Cantico delle creature che Rodano esalta perché ne viene fuori un uomo che “lavora sul dato perché questo è bello”, che coglie la positività del limite. Rodano contrappone S. Francesco, “un umbro cristiano del XII secolo” a Hegel. “Il limite per Hegel è negativo, ma necessario”, mentre per Francesco “il limite è positivo, per ciò è necessario ed è (ecco la cosa più importante) bello”. Rodano non lo sapeva, ma sfiorava così l’interpretazione più autentica del Cantico francescano, che non fu un idillio ecologista, ma un inno teologico anticataro: nel catarismo tornava l’antica gnosi, l’idea della realtà come Male, della creazione come una trappola crudele. La stessa contrapposizione di spirito e materia, di naturale e soprannaturale che connoterà il protestantesimo e la filosofia moderna.

    L’uomo hegeliano e luterano sente il limite e la realtà come negativi. Attenzione perché secondo Mario Tronti (il suo splendido saggio, che qui seguo, uscì sulla “Rivista Trimestrale” n. 3-4/87) questo è il cuore del “problema teorico politico”. Non a caso “il movimento operaio, organizzato sotto il rigoroso segno marxista del comunismo” ha messo le radici nei paesi “tridentini”, mentre ha avuto quasi completo insuccesso nei Paesi nati dal Protestantesimo. Come si spiega?

    Tronti ragiona così sulla falsariga di Rodano: “La scissione tra la ‘natura’ e la ‘grazia’, per dirla con Marx tra il ‘mondano’ e il celeste’, per dirla con il Genesi tra i giorni del lavoro e quello del riposo, tra i sei giorni del’uomo e il giorno di Dio, questa lacerazione tra la vita della creatura e la vita dell’eletto, si è approfondita e diffusa nei luoghi storici della Protesta”.

    Invece la “umanissima scommessa marxiana” vuole che l’uomo giunga “alla conquista di sé medesimo come assoluto”. Ma “dove si colloca quella condizione politica” si chiede Tronti, chiosando Rodano “in cui gli uomini sono messi in grado di avvertire la propria natura come un ‘bene’? Non certo nei paesi riformati, dove ‘l’uomo è stato risolto come una mera realtà empirica, fenomenica’, fino a non possedere più ‘alcuna essenza propria’, fino ad essere solo un ‘esistente’. Il Protestantesimo, ma in particolare il calvinismo, riduce l’uomo, attraverso il filtro religioso, a ‘semplice mezzo di appagamento di qualcos’altro’, lo svuota a ‘specchio passivo dell’unica essenza riconosciuta, quella di Dio’, assolutizza ed esalta la figura alienata dell’uomo, le conferisce un significato positivo perché ‘l’assume a strumento dell’incomunicabile e incomprensibile gloria di Dio’. Così, il calvinismo diventa ‘la forma di confessione religiosa più omogenea all’assetto capitalistico, dal momento che questo è fondato a sua volta sulla alienazione del lavoro – e, attraverso di esso, sull’alienazione dell’uomo – in funzione di un’entità economicisticamente generica e astratta qual è il capitale’ ”. Fin qui Rodano e Tronti. Siamo agli antipodi del Sismondi, l’economista e storico ginevrino, calvinista, che infatti con la sua “Storia delle repubbliche italiane del Medio evo” decretò che il cattolicesimo aveva corrotto il carattere civile degli italiani. Per lui la disgrazia dell’Italia è stata quella di non aver avuto una riforma protestante.

    Gli eredi orecchianti di questa concezione sono stati gli Scalfari e i Pannella. “Protestanti” che, se evocano s. Francesco, lo fanno per contrapporlo alla Chiesa, in una hegeliana opposizione di carisma e istituzione. Ne fanno quasi un precursore di Lutero, quanto di più lontano ci sia da Francesco d’Assisi, interpretato invece cattolicamente da Rodano (che infatti lo lega a san Paolo), in perfetta armonia con la riforma tridentina.

    Nella Bibbia infatti lo Spirito non è contrapposto alla materia, ma è il soffio che fa fiorire il deserto e che dà vita umana al fango. E nella Chiesa sia il santo che la gerarchia sono entrambi suscitati e sostenuti dallo Spirito. Francesco era un innamorato di Cristo, non un ecopacifista.

    In fondo questa partenza umbro-rodaniana di Veltroni coincide pure con l’addio all’ecologismo e al pacifismo ideologici. E non a caso Tronti, alla fine di quel saggio, citava (nientemeno) Carl Schmitt che in “Cattolicesimo romano e forma politica” scrive: “Al concetto cattolico-romano di natura è del tutto estranea questa separazione fra un mondo razionalisticamente tecnicizzato dal lavoro umano ed una natura romanticamente inviolata”. Per i popoli cattolici “la natura non è l’opposto dell’artificio e dell’operare umano; piuttosto lavoro umano e crescita organica, natura e ratio sono un’unità”. Infatti “come il dogma tridentino non conosce la lacerazione protestante fra natura e grazia, così la Chiesa cattolica romana non concepisce tutti quei dualismi, fra natura e spirito, natura e intelletto, natura e arte, natura e macchina, e neppure il loro pathos alterno”.

    “Se la Chiesa avesse accettato di non essere niente più che il polo ‘animato’ contrapposto alla mancanza d’anima sarebbe stata dimentica di se stessa: sarebbe diventata infatti solo un piacevole complemento del capitalismo, un istituto sanitario per curare i dolori della libera concorrenza, la gita domenicale o la vacanza estiva, dell’uomo metropolitano”. Schmitt aggiunge: “Rousseauiani e romantici possono certo godere del cattolicesimo, vedendovi una grandiosa rovina o un pezzo d’antiquariato sicuramente autentico e, seduti ‘nella poltrona delle conquiste dell’Ottantanove’, anche di esso possono fare un articolo di consumo per una borghesia relativistica”. Ma il cattolicesimo è “una specifica mentalità, interessata a guidare normativamente la vita sociale degli uomini”.

    La stessa mentalità che ha dato forma alla campagna e ai borghi umbri o al Cantico di frate Sole. Tronti alla fine cita opportunamente Romano Guardini: “Non dobbiamo irrigidirci contro il ‘nuovo’, tentando di conservare un bel mondo condannato a sparire… A noi è imposto il compito di dare una forma a questa evoluzione… rimanendo tuttavia sensibili, con cuore incorruttibile, a tutto ciò che di distruttivo e di non-umano è in esso… Ciò che ci occorre è una tenica più forte, più ponderata, più ‘umana’ ”.
    Il Pd veltroniano è questo?



    Antonio Socci

    Da “Il Foglio”, 12 febbraio 2008


    fotologo_n
    February 13

    ecco lo splendido w.e. a Roma in video

     
     
    grazie a Manu della SDS che lo ha realizzato.
    peccato pensare che sono già ricordi!!!

    riflessioni

    IN PRIMO PIANO:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=31
    Benedetto XVI: ecumenismo, permangono ostacoli concreti e oggettivi
    Gravi ed oggettive ragioni vi hanno impedito di compiere insieme
    questo pellegrinaggio alla Sede di Pietro. L'ultima visita "ad
    limina" dei Vescovi greco-cattolici risale al 1937. Ora, dopo che le
    vostre rispettive Chiese hanno ritrovato la piena libertà, voi siete
    qui a rappresentare comunità rinate e vibranti nella fede, che mai
    hanno smesso di sentirsi in piena comunione con il Successore di
    Pietro... Vi è un'ulteriore preoccupazione che vi sta a cuore ed è
    l'impegno ecumenico. Bisogna umilmente riconoscere che in questo
    campo permangono ostacoli concreti e oggettivi.
    IN LIBRERIA:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24
    Giacomo Biffi, Memorie e digressioni di un italiano cardinale
    Noi siamo la somma di quello che siamo stati: per cio` dopo questa
    lettura e` probabile che abbia a conoscermi un po' meglio. Ma perche´
    mai gli altri dovrebbero ambire di conoscermi? Insomma, li scrivo o
    non li scrivo questi benedetti ricordi?... scegliere dal guazzabuglio
    dei giorni trascorsi (e di registrare con sobrietà) quelle parole e
    quei fatti che, a diverso titolo, mi sembreranno meritevoli di essere
    salvati dalla dimenticanza. E sarà la cura primaria. Non mi propongo
    però di essere semplicemente un cronista: l'intendimento dichiarato
    di queste mie scorribande nel passato è di ricavarne anche qualche
    luce per il mio residuo presente.
    Mons. Luigi Negri
    http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/template/detailNews.asp?
    IDFolder=175&IDSezione=165&IDOggetto=2396
    La verità è che si vuol distruggere la famiglia
    La questione fondamentale è che la società è fondata sulla famiglia,
    eterosessuale, unita, stabile, feconda, capace di educazione e di
    responsabilità culturale e sociale. I DI.CO. tendono a compromettere
    radicalmente l'esistenza di questa cellula sana della società per
    sostituirla, di fatto e di diritto, con aggregazioni consumistiche ed
    utilitarie. La Chiesa sta difendendo la laicità della società. Coloro
    che hanno fatto i Comitati per la difesa della Costituzione la stanno
    distruggendo nei suoi capisaldi fondamentali.

    MONS. ALESSANDRO MAGGIOLINI"
    http://www.alessandromaggiolini.it/bin/servlet/mediabox.servlets.prese
    ntation.DettaglioInfo?idInfo=42113&url=dettaglioRassegna.jsp
    Non si può piegare la parola dei Vescovi
    Siamo di fronte a qualcosa che assomiglia a una sciarada. Il
    Presidente della Repubblica avrebbe parlato in maniera singolare. E
    qui inizia la polifonia. La Stampa: "La Cei preme: si trovi un
    accordo". Il Messaggero: "I Vescovi tifano per l'accordo. E'
    indispensabile la riforma elettorale". Ancora la Stampa: "La Cei:
    meglio la fine del maggioritario". Corriere della sera: "La Cei
    invoca l'intesa: Prevalga il bene comune". Ecc. Che cosa significa,
    in questo caso, il "bene comune"? Anche San Tommaso avrebbe vergato
    la Summa Teologica per favorire l'esplorazione di Marini? Il
    Manifesto: "Anche i Vescovi benedicono il dialogo". Il Mattino: "Un
    accordo per il paese". "I vescovi con Napolitano", il Sole 24 ore. "I
    vescovi: soluzione con l'accordo di tutte le parti". Anche il
    Giornale farnetica: "Vescovi, industriali e sindacati: quell'asse
    contro le elezioni". Una delle due: o i vescovi sostengono di
    avvicinarsi presto alle elezioni, o in realtà, si occupano di altro.

    12) Radici cristiane
    http://www.radicicristiane.it/interna.php?id_fondo=77
    La virtù teologale che ci solleva dalla paura del futuro
    Queste ideologie hanno esercitato un influsso sugli stessi cristiani.
    Per il Papa è quindi necessaria "un'autocritica dell'età moderna in
    dialogo col cristianesimo e con la sua concezione della speranza",
    ma "bisogna che nell'autocritica dell'età moderna confluisca anche
    un'autocritica del cristianesimo moderno, che deve sempre di nuovo a
    comprendere se stesso a partire dalle proprie radici". Il pensiero
    corre a quei cattolici che, a partire dagli anni '60 - la "nuova era"
    che sembrava dischiusa dal "Papa buono" Giovanni XXIII e dal
    Presidente americano Kennedy - credettero fermamente
    nell'irreversibilità della storia, nello "spirito dei tempi",
    nell'abbraccio tra la Chiesa e il mondo moderno, proprio nel momento
    in cui il colosso di argilla della modernità iniziava a sgretolarsi.

    13) Il Timone
    http://www.iltimone.org/newsArt.php?idArt=63
    La Chiesa dice no al teologo fai-da-te Vito Mancuso
    "Non è teologia cristiana ma gnosi" e così una dozzina di dogmi
    vengono "negati" o "svuotati". Così Osservatore Romano e Civiltà
    Cattolica stroncano il libro del "teologo" Vito Mancuso "L'anima e il
    suo destino", che in Italia ha venduto 80mila copie. Eppure... i
    numerosi lettori che hanno acquistato "L'anima e il suo destino",
    però, trovano in apertura del volume la prefazione di un altro
    arcivescovo di grandissima fama, il cardinale e gesuita Carlo Maria
    Martini, il quale raccomanda vivamente la lettura del medesimo libro

    14) Corrispondenza Romana
    http://www.corrispondenzaromana.it/
    B. XVI: "la fecondazione artificiale è contro la dignità umana"
    Comitato Verià e Vita Ci vuole una moratoria anche sulla fecondazione
    artificiale. A cominciare dagli ospedali cattolici. "Con la
    fecondazione artificiale extra-corporea, é stata infranta la barriera
    posta a tutela della dignità umana".

    15) Fides - Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli
    http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=15612&lan=ita
    Risorse economiche, ma per diffondere il Catechismo
    Certamente il Signore non si è preoccupato di analizzare le sfide -
    come oggi si ama dire - del mondo pagano, ma che l'uomo fosse
    liberato dalla soggezione del maligno. Per contrastare ciò non serve
    l'analisi sociologica ma la potenza del Vangelo, capace di fugare
    satana e di salvare ogni uomo... Allora, un po' più di energie e
    risorse economiche, impiegate da parte di organizzazioni cattoliche
    per i valori, nei simposi su pace e non-violenza, non meriterebbero
    d'essere investite nella diffusione del Vangelo? Forse è ora di
    smettere di subire il ricatto di un potere che finanzia le attività
    culturali, solo se sono "neutre", cioè solo se tacciono di Cristo,
    magari parlando di ogni altra cultura o religione.

     



    February 12

    L'amore è una cosa meravigliosa

    In questi giorni sarà proiettato nelle sale cinematografiche italiane un film durante il quale Nanni Moretti ed Isabella Ferrari interpretano una scena erotica pesante; ne hanno parlato tutti i giornali. Chiacchierando con un gruppetto di giovani è venuto fuori che la scena è già in versione integrale su YouTube e che già il TG nazionale che qualche sera fa ha dedicato pochi secondi alla guerra civile in Kenia e molti minuti alla presentazione del film e della scena in particolare; una giovane me ne ha parlato via e-mail definendola terribile: i due attori fanno l’amore in piedi, vestiti, senza guardarsi in faccia…
    Capisco che la scena vada letta e inserita nel contesto del film, ma confesso che anch’io sono rimasto stupito e disturbato: da un bravo regista e coraggioso idealista come Moretti e da un volto sensibile e delicato come la Ferrari mi sarei aspettato una scena romantica, soffusa, tenera… magari un momento d’amore aperto alla vita, ad un figlio.
    Sono convinto che gli attori, gli uomini di spettacolo abbiano un grande impatto culturale e quindi una grande responsabilità educativa verso i giovani. Spesso sono i più deboli, i più poveri culturalmente ad essere segnati da questi cattivi insegnamenti e vengono travolti da fantasie erotiche che diventano dipendenza e sfociano nella violenza. Sarebbe bello che qualcuno di questi professionisti facesse obiezione di coscienza e si rifiutasse di girare scene erotiche volgari e distruttive. Caro Nanni e cara Isabella contiamo sulla vostra passione educativa!
    La riflessione che vorrei fare non vuole essere legata né al film né ai due attori che peraltro riconosco essere grandi professionisti; vorrei solo invitare a riflettere sull’argomento. Lo sappiamo bene: fare l’amore è il gesto più bello ed importante del mondo; voluto Dio, ha un che di sacro, di spirituale: tutti noi veniamo da lì, da quell’incontro d’amore fra papà e mamma. Moltissimi giovani lo considerano una cosa così grande che si impegnano alla verginità fino al matrimonio; tanti altri dopo avere vissuto con superficialità o debolezza la propria vita sessuale ritornano ad una vita casta; la Grazia del Sacramento del Perdono li ricrea e li rinnova totalmente.
    La sapienza e la bontà di Dio hanno previsto anche dei periodi di non fecondità della donna perché, pur rimanendo aperti alla vita ed al dono di un figlio, i coniugi potessero scegliere il momento più adatto per dirsi il loro amore e per essere genitori responsabili.
    Molte persone osservano che i consacrati non possono e non devono parlare di sessualità corporea perché non la vivono. Mi sento di poter dire che noi la conosciamo e la stimiamo così bella e importante che ogni giorno la offriamo sull’altare, doniamo a Dio ed alla nostra comunità il nostro celibato, con fatica e con gioia. Per questo preghiamo per chi svaluta questi gesti.
    Il mondo a luci rosse è un business, è denaro. Gesù ci ricorda che non si può servire due padroni perché se si ama si odierà l’altro: non si può servire Dio e il denaro. In tempi di laicità, poiché Gesù è vero Dio e vero uomo, parafrasando il Vangelo si potrebbe affermare che non si può servire l’uomo e il denaro. Da che parte stiamo?
    Tra pochi giorni sarà S. Valentino, festa degli innamorati… ed è appena iniziata la Quaresima, tempo di riflessione, di preghiera, di ritorno a Dio, di Grazia. 

    Don Nicolò Anselmi

    Mastella e la sinistra "onesta"

    clemente_mastella

     

    LEGGERE BENE…..
     Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua
     moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. 
    Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. 
    Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più.
     Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente
     che, come i più informati sanno, si chiama Udeur.
     L’Udeur, in quanto partito votato dall’1,4% degli
     italiani adulti, ha diritto ad un giornale
     finanziato con denaro pubblico. 
    Si chiama “Il Campanile”, con sede a Roma, in Largo Arenula 34. 
    Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce
     1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate.
     Lo testimoniano il collega Marco Lillo
     dell’Espresso, che ha fatto un’inchiesta specifica,
     sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due
     passi dal parlamento, sia un’altro nei pressi di Largo Arenula. 
    Dice ad esempio il primo: “Da anni ne ricevo qualche
     copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!”. 
    A che serve allora -direte voi- un giornale come quello? 
    Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. 
    Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000 euro. 
    E che farà di tutti quei soldi, che una persona
     normale non vede in una vita intera di lavoro? 
    Insisterete ancora voi. 
    Che farà? 
    Anzitutto l’editore, Clemente Mastella, farà un
     contratto robusto con un giornalista di grido, un
     giornalista con le palle, uno di quelli capace di
     dare una direzione vigorosa al giornale, unopinionista, insomma.
     E così ha fatto. 
    Un contratto da 40.000 euro all’anno. 
    Sapete con chi?
    Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente
     all’Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche
     segretario del partito. 
    Ma è sempre lui, penserete! 
    Che c’entra? 
    Se è bravo! 
    Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. 
    Ma andiamo avanti. 
    Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio,
     bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti,
     nel territorio, vicini alla gente. 
    Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. 
    Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte. 
    Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella,
     Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell’ordine. 
    Tra l’altro, Elio Mastella è appassionato di voli. 
    Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo
     di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al
     padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico
     del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli.

    Ed Elio Mastella, che ci faceva sull’aereo di Stato?
     
    L’esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva!
    Quindi, tornando al giornale. 
    Le destinazioni.
     Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile?
    Gli ultimi biglietti d’aereo (con allegato
     soggiorno) l’editore li ha finanziati per Pellegrino
    Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella,
     che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina,
     alla festa sulla neve dell’Udeur. 
    Siamo nell’aprile del 2006. 
    Da allora -assicura l’editore- non ci sono più stati
     viaggi a carico del giornale. 
    Forse anche perché è cominciata la curiosità del
     magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore
     della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le
     inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.
    Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? 
    Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente
     Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni
     settimana, fino a togliergli l’inchiesta?
     Ve lo ricordate? 
    Bene, proprio lui! 
    Infine, un giornale tanto rappresentativo deve
     curare la propria immagine. 
    Infatti Il Campanile ha speso 141.000 euro per
     rappresentanza e 22.000 euro per liberalità, che
     vuol dire regali ai conoscenti. 
    Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria
     Serio e al Torronificio del Casale, aziende di
     Summonte, il paese dei cognati del ministro
    Antonietta 
    Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il
     deputato Udeur 
    Pasquale  Giuditta. 
    Ma torniamo un attimo agli spostamenti. 
    La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà
     di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000 euro al
     mese,
    cioè una volta e mezzo quello che guadagna un
     metalmeccanico. 
    Sapete dove? 
    Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino
     a Benevento, che sta proprio dietro l’angolo della
     villa del Ministro, quella con il parco intorno e
     con la piscina a forma di cozza. 
    E sapete a chi va il conto?
    Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. 
    Miracoli dell’ubiquità. 
    La prossima volta vi racconto la favola della
     compravendita della sede del giornale. 
    A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario,
     l’Inail, e a quanto è stata affittata all’editore,
     Clemente Mastella. 
    Chi l’ha comprata, chiedete? 
    Due giovani immobiliaristi d’assalto: Pellegrino ed Elio Mastella. 


     Mauro Montanari-Corriere d’Italia/News ITALIA PRESS 


     BISOGNA FARLE GIRARE QUESTE COSE PER TUTTI SIA A
     DESTRA CHE SINISTRA.
    GRAZIE

    February 07

    la mia personalità

    ecco l'ennesimo test sulla personalità (lo ammetto mi piacciono e mi divertono)

    Sei un EDIFICATORE/direttore

    Sei un leader, una persona affidabile, coerente, perseverante e precisa. Sai anche risultare molto piacevole nella vita sociale. Riesci a gestire gli altri agevolmente sia nel lavoro che nella tua vita privata.

    Ad una grande efficienza, associ criteri di giudizio molto alti. Ti occupi dei tuoi doveri con serietà, ti concentri sviluppando i tuoi pensieri in maniera concreta.

    Sei una persona con valori tradizionali. Ti senti a tuo agio in mezzo alla gente ed ami comunicare con gli altri. Ti impegni a supportare la tua famiglia e i tuoi amici, sei inoltre protettivo con le persone che ami.

    Rispetti i programmi, le routine e le regole. Il comportarsi in maniera rispettabile ed appropriata in tutte le situazioni è per te molto importante anche se al tempo stesso conservi le caratteristiche del grande pensatore quale sei. Come risultato, in te coesistono originalità e convenzionalità.

    Sei un buon leader. Hai la capacità di acquisire i benefici del rango che ti si addice molto più velocemente di altri. Sei capace di gestire elegantemente i tuoi possedimenti. Talvolta tendi ad isolarti per occuparti dei tuoi interessi personali.


    Come si suddivide la tua personalità
    Alcune delle caratteristiche delle quattro tipologie di personalità, possono trovarsi in ognuno di noi, ma quasi sempre esiste una personalità che prevale sulle altre. Chiameremo questa la personalità primaria o dominante .

    Il Profilo Personale individua inoltre la tua tipologia di personalità secondaria. Alcuni aspetti di questo tipo di personalità ti appartengono ma in misura minore rispetto alla tua personalità dominante.

    Edificatore, 30%:  In generale è una persona molto benvoluta. È molto attaccato alla casa e alla famiglia. Ha un carattere calmo e raramente soffre di ansietà; è coerente, leale e protettivo.

    Pioniere, 24%:  Si distingue per la sua energia, creatività e spontaneità. È sempre alla ricerca di novità e del proprio piacere, non ha paura di rischiare. È dotato di un intelletto curioso e non è per niente facile fargli cambiare opinione.

    Negoziatore, 17%:  Imbattibile nel vedere la realtà nella sua interezza, riesce molto bene nelle pianificazioni a lungo termine. Intuitivo, flessibile e dotato di grandi capacità verbali e sociali. È inoltre una persona fantasiosa ed empatica.

    Direttore, 29%:  È una persona audace, originale, piena di inventiva e molto diretta. Particolarmente portato per il pensiero astratto e per le scadenze a breve termine. Ama la competizione e la dialettica, è una persona decisa ed efficiente.



    Sarà vero?

    il Santo Padre e la Quaresima

    Nella cerimonia di inizio della Quaresima Benedetto XVI sottolinea il duplice significato del rito, di invito al cambiamento interiore, alla conversione e alla penitenza, e di richiamo alla precarietà dell’esistenza umana. Il digiuno non ha motivi fisici o estetici, ma vuole educare “a quelle salutari rinunce che affrancano il credente dalla schiavitù del proprio io”.

    Roma (AsiaNews) – L’imposizione delle Ceneri, che ha segnato anche per Benedetto XVI l’odierna giornata di inizio della Quaresima ha in sé il duplice significato di invito al cambiamento interiore, alla conversione e alla penitenza, e di richiamo alla precarietà dell’esistenza umana. Il significato del rito delle Ceneri è stato evidenziato oggi dal Papa nel corso della celebrazione che ha presieduto nella basilica romana di Santa Sabina, prima tradizionale “stazione quaresimale” cui prende parte anche il vescovo si Roma.

    Una cerimonia di sapore antico, con la lunga processione di cardinali, vescovi, sacerdoti, religiosi e fedeli che, in un pomeriggio grigio e a tratti spruzzato di pioggia, si è snodata, col Papa, dalla chiesa benedettina di Sant’Anselmo a Santa Sabina. Qui è stato il Jozef Tomko, cardinale titolare di Santa Sabina, ad imporre le ceneri a Benedetto XVI, che ha poi compiuto lo stesso gesto su alcuni dei presenti.

    “Con la processione penitenziale – ha detto il Papa all’omelia - siamo entrati nell’austero clima della Quaresima ed introducendoci nella celebrazione eucaristica abbiamo pregato perché il Signore aiuti il popolo cristiano ad  ‘iniziare un cammino di vera conversione per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male’ (Orazione Colletta). Nel ricevere le ceneri sul capo, riascolteremo ancora un chiaro invito alla conversione che può esprimersi in una duplice formula: ‘Convertitevi e credete al vangelo’, oppure: ‘Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai’”.

    Benedetto XVI ha poi sottolineato che “l’odierna liturgia ed i gesti che la contrassegnano formano un insieme che anticipa in modo sintetico la fisionomia stessa dell’intero periodo quaresimale”, tempo “per lasciarci riconciliare con Dio in Cristo Gesù”.

    “La liturgia del Mercoledì delle Ceneri – ha proseguito - indica nella conversione del cuore a Dio la dimensione fondamentale del tempo quaresimale. Questo è il richiamo assai suggestivo che ci viene dal tradizionale rito dell’imposizione delle ceneri. Rito che riveste un duplice significato: il primo relativo al cambiamento interiore, alla conversione e alla penitenza, mentre il secondo richiama la precarietà dell’umana condizione, come è facile cogliere dalle due diverse formule che accompagnano il gesto”.

    Ora, “abbiamo quaranta giorni per approfondire questa straordinaria esperienza ascetica e spirituale”. Gesù stesso indica quali sono gli “strumenti utili per compiere l’autentico rinnovamento interiore e comunitario: le opere di carità (l’elemosina), la preghiera e la penitenza (il digiuno). Sono le tre pratiche fondamentali care pure alla tradizione ebraica, perché contribuiscono a purificare l’uomo davanti a Dio (cfr Mt 6,1-6.16-18). Tali gesti esteriori, che vanno compiuti per piacere a Dio e non per ottenere l’approvazione e il consenso degli uomini, sono a Lui accetti se esprimono la determinazione del nostro cuore a servire Lui soltanto, con semplicità e generosità”.

    “Il digiuno, al quale la Chiesa ci invita in questo tempo forte, non nasce certo da motivazioni di ordine fisico od estetico, ma scaturisce dall’esigenza che l’uomo ha di una purificazione interiore che lo disintossichi dall’inquinamento del peccato e del male; lo educhi a quelle salutari rinunce che affrancano il credente dalla schiavitù del proprio io; lo renda più attento e disponibile all’ascolto di Dio e al servizio dei fratelli. Per questa ragione il digiuno e le altre pratiche quaresimali sono considerate dalla tradizione cristiana ‘armi’ spirituali per combattere il male, le passioni cattive e i vizi”

    February 06

    68 luoghi comuni dal ‘68

     tratto da: Pepe. Giornale di provocazione e passione umana, anno II, luglio 2004, p. 3.
    Antonio IANNACCONE
    68 attualissime sentenze che vengono dal ‘68, l'evidenza che quelle idee plagiano ognuno di noi, ancora oggi

    1) L'Occidente ruba all'Est e al Sud del mondo
    2) Il comunismo è una teoria buona applicata male
    3) Il modo migliore per aiutare i poveri è ripartire meglio le ricchezze
    4) La guerra in Vietnam è stata un errore
    5) Fate l'amore non fate la guerra
    6) Che Guevara è buono
    7) Cuba è un paradiso con qualche inevitabile difetto
    8) Sesso, droga e rock-and-roll
    9) Khomeini è stato un rivoluzionario
    10) Quella cinese è un'altra cultura: non possiamo giudicarla
    11) L'Islam è un'altra cultura: non possiamo giudicarla
    12) L'Occidente ha una cultura che si impone sulle altre: non possiamo accettarla
    13) Il Cattolicesimo non è una cultura
    14) Tutte le culture hanno pari valore
    15) Non si può esportare la democrazia dove ci sono delle dittature
    16) La guerre degli Stati Uniti sono fatte per il petrolio e le ricchezze
    17) Le guerre dei nemici degli Stati Uniti sono fatte per il popolo
    18) Il cane non è un tuo possesso: se lo fai morire il bastardo sei tu
    19) Il bambino che hai nel ventre è un tuo possesso: puoi farlo morire
    20) Mao è stato un grande uomo con qualche difetto
    21) Lenin è stato un grande uomo con qualche difetto
    22) Stalin è stato un grande uomo con qualche difetto
    23) Stalin (versione rivista) è l'unico colpevole di tutti gli orrori del comunismo
    24) Nessuno dei dittatori che si dichiarano comunisti è stato un vero comunista
    25) Tutti i dittatori che si dichiarano fascisti/nazisti sono stati veri fascisti/nazisti
    26) No al matrimonio indissolubile
    27) Sì al matrimonio indissolubile per gli omosessuali
    28) La vecchiaia è una vergogna
    29) Le manifestazioni di piazza hanno sempre ragione
    30) Il progresso ha sempre ragione
    31) La tradizione è un peso
    32) Esistono due Chiese: una dei potenti una degli umili
    33) Il Cattolicesimo è solo aiutare i poveri
    34) Gesù è stato il primo contestatore sociale
    35) Gesù è stato un ribelle
    36) Di Gesù è importante il messaggio, non lui e quello che diceva di essere
    37) Io ho sempre più diritti
    38) Io ho sempre meno doveri
    39) Il male è essere fascisti
    40) Il male è essere borghesi
    41) Il bene è la natura incontaminata
    42) Il bene è l'uomo al suo stato di natura
    43) La società perfetta è una fratellanza senza alienazioni
    44) La religione è una alienazione
    45) L'uomo civilizzato è la rovina dell'ambiente
    46) I giovani hanno sempre ragione
    47) La Sinistra è moralmente superiore
    48) La Sinistra è intellettualmente superiore
    49) La libertà è evasione dalla realtà
    50) La libertà è sperimentare sensazioni diverse
    51) La libertà è trasgredire
    52) La droga è una libertà
    53) Qualunque pratica di sesso è una libertà
    54) Essere cattolici è una forma di oscura schiavitù
    55) L'uomo non è al centro dell'universo
    56) Il Medio Evo è stato un periodo oscuro
    57) Esiste solo quello che è soggetto alla Ragione
    58) La famiglia è una palla al piede
    59) Non educazione, solo istruzione
    60) Ogni maestro è un padrone
    61) Il padre è un padrone
    62) Carpe diem
    63) Ad un vecchio malato non conviene vivere
    64) Ad un handicappato non conviene vivere
    65) Il peccato è un'invenzione per colpevolizzare le persone
    66) L'uomo non è responsabile del male: al più ha un'anomalia biologica
    67) L'uomo non è responsabile di nulla: al più è vissuto in cattivi ambienti sociali
    68) Dio non ha importanza
    February 05

    gratuità

    amicizia_02

     

    Nei giorni passati ho partecipato a due convegni: quello Nazionale di Pastorale Giovanile a Salsomaggiore e quello degli assistenti scout Agesci ad Assisi.
    Dietro ai volti dei convegnisti, responsabili, preti, suore, ho visto quelli di migliaia di decine di educatori che, gratuitamente ed ogni settimana, si impegnano nei gruppi, nelle associazioni, con i giovani; settimane intere trascorse a correre e a giocare; notti spese a preparare i giochi per i campi estivi, ore e soldi donati in telefonate ed incontri per riavvicinare un ragazzo.
    Vorrei abbracciarli tutti, a tutti dire “grazie!”.
    La gratuità, oggi e sempre, commuove, colpisce.
    Le cose indimenticabili della vita sono gratuite, lo sappiamo bene: l’abbraccio di un amico, il bacio di una persona cara, la visita ad un anziano, la preghiera per un ammalato, il perdono di Dio e la rinascita dell’uomo nel Sacramento della Confessione, la partecipazione alla Santa Messa sono gratis!!
    Da buon appassionato di alpinismo permettetemi di ricordare che anche un cielo stellato, il riflesso della luna sul ghiacciaio, una cascata di ghiaccio, un garofano di montagna nato fra le fessure di una roccia, il volo di un falco, il tramonto sul mare lontano…beh anche questi spettacoli sono gratuiti.
    La vita nella natura in particolare è una cura gratuita per tante malattie da stress.
    Il servizio gratuito mette in crisi un mondo in cui l’utile ed il denaro hanno un ruolo enorme.
    Per molte persone il servizio è diventato un lavoro retribuito, come ad esempio nelle strutture ecclesiali e nelle associazioni.
    Fra queste persone ci siamo anche noi sacerdoti.
    In realtà ogni lavoro è un servizio all’uomo, alla società, al bene comune: il panettiere, l’insegnante,il chirurgo e l’autista del bus svolgono servizi assolutamente necessari…
    La gratuità viene fuori anche nello straordinario non pagato, nella passione con cui faccio il mio lavoro, nel non perdere tempo, nel non sprecare risorse che non mi appartengono, nell’amare i colleghi anche se non mi è richiesto.
    Quando si cita la frase di Gesù amatevi “come” io vi ho amato ho sempre sentito commentare la parola “come”pensando alla Croce.
    Da oggi integrerò la mia meditazione sul tema della croce con gli avverbi gratuitamente e fortunatamente.
    Fra pochi giorni sarà Quaresima, tempo di preghiera, di digiuno, di elemosina, tempo di gratuità…

    Don Nicolò Anselmi

    February 04

    che peronaggio di "Hero" sei?

    mr bennet
     

    The Heroes Personality Test

    Your Score: Mr. Bennet

    You scored 62 Idealism, 41 Nonconformity, 83 Nerdiness

    Congratulations, you're Mr. Bennet! You are one mysterious person with mysterious motives. Despite all the mystery, it's clear that you believe what you do is for the greater good, and you are obviously a well-educated person in your field.

    Your best quality: Dedication to your work/organization/etc.

    Your worst quality: Keeping too many secrets

    My test tracked 3 variables How you compared to other people your age and gender:

     

    You scored higher than 99% on Idealism

    You scored higher than 99% on Nonconformity

    You scored higher than 99% on Nerdiness

    http://www.okcupid.com/tests/take?testid=4885834462883321217