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February 29 la bellezza dov'è?C’è qualcuno – fra i partiti che si azzuffano alle elezioni per poi spartirsi la torta del potere – che metterà al primo punto del suo programma la Bellezza, la difesa della Bellezza, il diritto alla Bellezza in questa Italia che fu (e dolentemente sarebbe ancora) la patria della Bellezza? E c’è qualcuno che se ne ricorderà soprattutto a Roma che è la città della Bellezza? Sicuramente no. Eppure la Bellezza non è un lusso, è il pane dei poveri, la loro unica ricchezza. La Bellezza non è fatta di lustrini e veline, povere ombre effimere di un teatro di cannibali (il volto di Madre Teresa era bellissimo e quello di Karol Wojtyla più bello di qualunque attorucolo hollywoodiano). La Bellezza dà senso alla vita. Ammoniva Dostoevskij nei “Demoni” (che è il suo romanzo più politico, quello dove profetizza l’orrore che l’ideologia provocherà nel Novecento): “Sappiate che l’umanità può fare a meno degli Inglesi, che può fare a meno della Germania, che niente è più facile per lei che fare a meno dei Russi, che per vivere non ha bisogno né di scienza né di pane, ma che soltanto la bellezza le è indispensabile, perché senza bellezza non ci sarà più niente da fare in questo mondo”.
Non c’è nessuno che abbia il senso tragico del momento che viviamo. Nessuno che si alzi di un centimetro sopra gli avvenimenti e ne sappia leggere la logica (suicida), il punto di approdo e di crollo. Non solo nella “classe dirigente” (si fa per dire) italiana. La tecnocrazia europea è assai peggiore. Eppure la gente lo sente, avverte che abbiamo perduto l’essenziale. Vorrei sentir dire a qualcuno le parole di Robert Kennedy: “Il dramma della gioventù americana è che sa tutto eccetto una cosa. E questa cosa è l’essenziale”. Continuerà a ignorarlo e ad affossarsi, la nostra gioventù, se – per esempio – le università saranno sempre nelle mani di minoranze fanatiche che inalberano cartelli dove sta scritto: “Non vogliamo padri” (come è accaduto all’Università di Roma per impedire l’arrivo del Papa). A volte mi viene in mente un’invettiva dell’autore del “Piccolo principe” che dice brandelli di verità: “Odio la mia epoca con tutte le mie forze. In essa l’uomo muore di sete e non esiste al mondo un problema più grande di questo: dare agli uomini un senso spirituale, un’inquietudine spirituale. Non si può vivere di frigoriferi, di bilanci e di politica. Non si può! Non si può vivere senza poesia, senza colore, senza amore. Lavorando unicamente per acquistare dei beni materiali finiremo con il fabbricarci una vera e propria prigione”. Un inferno. Popolato di demoni e beni di consumo. Di monnezza e di palline da golf perdute. Di vecchi abbarbicati al potere e di giovani incapaci della più piccola nobiltà d’animo. Di assatanati del sesso. Di incapaci di rispettare i deboli. Di ragazze ridotte a cose da possedere anche a costo di violentarle. Di figli ridotti a prodotti da “fabbricare” a proprio gusto o da scartare ed eliminare se “difettosi”. Di una cultura che esalta solo e sempre la brama di possesso, il potere e il denaro (e soprattutto la loro esibizione), mentre la vita reale della metà delle famiglie italiane sta sprofondando letteralmente nella povertà. E se ne approfitta per produrre parole parole parole… Giorni fa vedevo un programma d’informazione in tv che da anni fa la stessa puntata: non parla che delle bollette e delle buste paga, della finanziaria e della rata del mutuo. Da mesi e da anni. Oltretutto un parlare del tutto vano perché la gente, sempre più impoverita, non si sente dire la verità, non si sente dire “per colpa di chi”. E ora non riesce più neanche ad acquistare le medicine per curarsi. Nessuno ha il coraggio di dire la verità e nessuno la difende. Ma mi chiedo se la vita e il destino di un popolo sia tutto e solo lì, nelle bollette. Oltretutto questo popolo non fa più figli, perché fare figli significa essere condannati alla povertà; perciò fra venti anni il popolo italiano sarà vicino all’estinzione. Senza speranza. Dicono certi sondaggi che quello italiano è un popolo triste e senza speranza. Nel dopoguerra eravamo molto più poveri, addirittura fra le macerie, un paese in ginocchio. Ma avevamo una grande risorsa che ha fatto “il miracolo”. Qual era? Cosa abbiamo perduto? Perché nessuno sa dirlo? Beh, lo dirò io: la fede cristriana. Questo abbiamo perso. Cioè l’amore alla vita. “L’umanità è giunta a un punto vergognoso! Non siamo liberi da noi stessi. Io parlo perché tutti capiate che la vita è semplice e che per salvarvi, salvare voi stessi e salvare i vostri figli, la vostra discendenza, il vostro futuro, dovete ritornare al punto dove vi siete persi, dove avete imboccato la via sbagliata! Bisogna tornare al punto di prima, in-quel-punto dove voi avete imboccato la strada sbagliata”. E’ il “folle di Dio”, Domenico, nel film “Nostalghia” di Andrej Tarkovskij, che grida queste parole, poco prima di sacrificare se stesso sopra la statua del Marco Aurelio in Campidoglio. Ma in quale punto abbiamo “imboccato la via sbagliata”? A quale crocevia ci siamo smarriti? Sfogliando un libro di antiche icone russe, Alexander, il protagonista del “Sacrificio” (il successivo e ultimo film di Tarkovskij), si dice colpito da quelle splendide tavole per la “saggezza e spiritualità (…) profonda e virginale nello stesso tempo. Incredibile come una preghiera”. Ma aggiunge, con sconcerto: “tutto questo è andato perduto. Non siamo più neppure capaci di pregare”. Due sequenze con le quali Tarkovskij ci dice che si sono perdute (o abbandonate) al tempo stesso la Bellezza e la Fede. Che poi sono la stessa cosa. Pavel Edvokimov scrive: “Ciò che è bello è la presenza di Dio fra gli uomini”. Un cataclisma si è dunque consumato agli esordi del Novecento. Preparato da qualche secolo. Si è preteso di cancellare – anche al prezzo di stragi e persecuzioni bestiali – la presenza di Dio fra gli uomini. Così si è cancellato l’uomo. E si è cancellata anche la bellezza. Infatti non c’è più bellezza, neanche nelle chiese. Non c’è più la forma umana. E non c’è più neanche lo stupore per la realtà creata. Un filosofo straordinario come Wittgenstein diceva: “E ora descriverò l’esperienza di meravigliarsi per l’esistenza del mondo, dicendo: è l’esperienza di vedere il mondo come un miracolo”. Non è più così. I “miracoli” sono stati aboliti innanzitutto dai teologi che si scagliano contro i santi e pretendono di legare le mani alla bontà di Dio. Ebbe modo di prevedere questa china quel grande che era Franz Kafka quando notò: “Non ci sono più miracoli, ma solo istruzioni per l’uso”. Ci sono solo norme, regole, vademecum, anche nella Chiesa che pure è il luogo dei miracoli, che pure sarebbe cielo e terra nuova, dove i miracoli veramente accadono. Dice Tarkovskij: “non si è più capaci di ammettere, neppure per ipotesi, il miracolo”. Perduto il significato siamo precipitati tutti – uomini, popoli e cose create - nell’assurdo e quindi anche nel brutto. L’arte si è disumanizzata e ha celebrato la distruzione del “personaggio uomo” e della realtà creata. Sono diventate “opere d’arte” gli orinatoi e la “merda d’artista”. Così “l’abolizione della bellezza è la fine dell’intelligibilità del mondo” (F. Schuon). Ma è anche la fine del mondo. Antonio Socci (da “Libero”, 24 febbraio 2008) February 28 lettera aperta a Giuliano FerraraCaro Giuliano,
dopo averti dato il mio appoggio, dalle colonne del Corriere della sera, voglio darti ora un consiglio, anch’esso non richiesto: annuncia di non presentare più la tua lista perché hai già vinto la battaglia. Puoi cestinare questo invito all’istante. Ma ti prego almeno di ascoltare e rifletterci. Sai che ho applaudito con entusiasmo la tua (la nostra) bella battaglia culturale e morale contro il flagello del XX secolo, perché non è più possibile che la nostra generazione spazzi via un miliardo di vittime innocenti (50 milioni all’anno) facendo finta di nulla, volgendo la faccia dall’altra parte come se si trattasse di bazzecole (se non temiamo il giudizio di Dio, dovremmo almeno temere quello dei posteri, dei nostri pronipoti, che potranno avere vergogna o orrore di noi). Intelligente e generosissima è stata anche la tua idea della lista “pro life” per evitare che la campagna elettorale facesse sparire il dibattito sulla moratoria per la vita. Di fatto sei riuscito in un’operazione temeraria e splendida: imporre finalmente al centro del vaniloquio politico e mediatico un dramma vero, che gronda lacrime e sangue. Il risultato l’hai raggiunto. Splendidamente. La tua vittoria, anche personale, l’hai conseguita. Infatti oggi tutti – da Destra a Sinistra – ripetono di volere “la piena attuazione della legge 194” (anche nelle parti dov’è prevista la tutela della maternità e l’aiuto alle donne in difficoltà). Che poi è esattamente quello che vuoi tu. In effetti – qualora tu presentassi la lista – sarebbe assurdo che tu non chiedessi di cancellare o cambiare la 194: in Parlamento si va per questo, per modificare o fare le leggi. Siccome tu non dici e non vuoi questo, chiedere una rappresentanza parlamentare per volere ciò che vogliono tutti (la piena applicazione della 194) non avrebbe senso. Ci può essere un altro obiettivo prezioso: fare il ministro della Salute. Non so se tu davvero lo voglia, non so quanto sia una provocazione, ma di certo è un obiettivo raggiungibile e sarebbe molto utile per dare davvero piena attuazione alla legge. Però tu sai bene che – a questo punto – è più facile ottenere questo incarico (dai tuoi amici di centrodestra) ritirando la lista. Presentarla probabilmente sarebbe controproducente, farebbe saltare la cosa. Tu potresti fare questo discorso chiaro: “signori, ho le firme per presentare le mie liste e i miei candidati. Quindi non cambio idea facendo come la volpe all’uva. Potevo benissimo presentare tutte le liste. Se ora invece non lo faccio più, è perché sono già riuscito nel mio obiettivo di farvi aprire gli occhi su questa tragedia e di farvi prendere un impegno politico a tutela della maternità, della civiltà e del nostro futuro. Inoltre presentare adesso la lista sarebbe controproducente: non solo per l’eventuale incarico di ministro della Salute, con il quale voglio personalmente lavorare per questa riscossa della vita, ma anche perché il risultato della lista (nel migliore dei casi l’1per cento, ma diciamo pure il 4 per cento) potrebbe essere strumentalizzato da chi, all’indomani del voto, indicherà in quella piccola cifra il totale di coloro che sono contrari all’aborto. Così non è, ovviamente. Il popolo della vita è molto più vasto del risultato elettorale di una lista monotematica. Per evitare equivoci a questo punto non la presenterò. Come dicevamo nel 2005, in occasione del referendum sulla legge 40, “sulla vita non si vota”. Io voglio evitare – ora che ho vinto la battaglia – di regalare alla cultura abortista un argomento formidabile. Sarebbe del tutto controproducente. Rischierei di fare un grave danno alla causa della vita che invece voglio sostenere. Anzi, visto il consenso trasversale che la nostra battaglia ha guadagnato, trasformeremo la nostra iniziativa in una lobby di candiddati e parlamentari, di tutti gli schieramenti, disposti a sottoscrivere la nostra moratoria e a battersi per essa in parlamento”. Potresti anche chiedere, caro Giuliano, che questi candidati, una volta eletti, si impegnassero con un tot mensile a sostegno dei centri di aiuto alla vita a cui devolvere anche una sottoscrizione di chi avrebbe voluto sostenere la lista. Ricordo che sono i “centri di aiuti alla vita” del Movimento per la vita e della Cartias che in questi ultimi 30 anni hanno aiutato circa 80 mila donne in difficoltà permettendo a 80 mila bambini di nascere e vivere. Devolvere anche una piccola parte dei soldi che sarebbero stati spesi per la campagna elettorale a questi benemeriti centri, fatti da volontari e poveri di mezzi, certamente salverebbe più vite di quante ne salva una lista elettorale. D’altra parte la Chiesa stessa – che non ha mai rinunciato a dire la verità sull’aborto e a raggiungere l’obiettivo “zero aborti” – sa che la strada per arrivarci è innanzitutto questa dell’aiuto alla vita e alle donne. Non è la politica che risolverà questo dramma, ma un lungo sommovimento delle coscienze. Come quello che – dopo la venuta di Gesù, Figlio di Dio – portò, con il tempo, alla sparizione della schiavitù dalla terra. E’ un realismo faticoso, ma umile e autentico. Significa – per dirla alla maniera del tuo amico Sofri – capire che c’è un nodo da sciogliere con pazienza e non un chiodo da piantare con un colpo spettacolare. E’ ciò che, in politica, oppone il riformismo al massimalismo. E’ la pazienza del lavoro quotidiano. Perché la performance spettacolare non risolve il problema e talora rischia di aggravarlo. La “bella morte” è un mito della cultura nichilista, come la provocazione dannunziana. Per tanti di noi, anni fa, fu illuminante il discorso che l’allora cardinale Ratzinger tenne ad alcuni politici cattolici del suo Paese. Era un elogio del compromesso, contro integralismi e fanatismi. “Il primo servizio che la fede fa alla politica” disse Ratzinger “è dunque la liberazione dell’uomo dall’irrazionalità dei miti politici, che sono il vero rischio del nostro tempo. Essere sobri ed attuare ciò che è possibile e non reclamare con il cuore in fiamme l’impossibile, è sempre stato difficile; la voce della ragione non è mai così forte come il grido irrazionale. Il grido che reclama le grandi cose ha la vibrazione del moralismo; limitarsi al possibile sembra invece una rinuncia alla passione morale, sembra il pragmatismo dei meschini. Ma la verità è che la morale politica” concludeva Ratzinger “consiste precisamente nella resistenza alla seduzione delle grandi parole con cui ci si fa gioco dell’umanità dell’uomo e delle sue possibilità. Non è morale il moralismo dell’avventura, che intende realizzare da sé le cose di Dio. Lo è invece la lealtà che accetta le misure dell’uomo e compie, entro queste misure, l’opera dell’uomo. Non l’assenza di ogni compromesso, ma il compromesso stesso è la vera morale dell’attività politica”. La tua intelligenza e la tua generosità, caro Giuliano, hanno già conseguito una vittoria straordinaria. Tanti di noi ti sono e ti saranno grati, fra i laici come fra i credenti, se vorrai continuare insieme a noi questa bella avventura (hai potuto constatare quanto il popolo cattolico ti circondi di affetto e stima). Adesso prendi la decisione giusta e avrai fatto un autentico capolavoro. Antonio Socci (da “Libero”, 26 febbraio 2008) February 27 nuovi fascismiSinora si è parlato di fascismo islamico
e non è solo propaganda: l’ideologia dei gruppi radicali islamici è
realmente simile al fascismo, anche perché ne è stata parecchio
influenzata in passato. Vi sono ancora molti punti in comune, sia con
il fascismo, sia con il nazismo: la nostalgia per un antico impero
perduto (letto in chiave mitologica), il fuhrerprinzip (un unico capo a
contatto diretto con il suo popolo), la disuguaglianza dei cittadini
per nascita e l’anti-giudaismo religioso. Il fascismo islamico è
pericolosissimo perché si prende sul serio ed è largamente condiviso
dalle popolazioni mediorientali. Non ha la forza di espandersi, ma
dispone di mezzi e della volontà per destabilizzare governi e condurre
attentati. Le democrazie occidentali sono il suo principale nemico,
proprio come i fascismi degli anni ’30.
Il fascismo islamico non è solo. C’è anche un fascismo indiano, di cui si parla poco. I nazionalisti indù sono dell’idea che l’India debba essere rifondata su basi mono-religiose: una religione, un popolo, uno Stato. Rispettano più degli altri la divisione religiosa della società in caste chiuse, per cui anche loro sono convinti che gli uomini siano diseguali per nascita. Per ora non hanno mostrato la determinazione sufficiente a trasformare la più grande democrazia asiatica in una dittatura. Ma nel frattempo perseguitano tutte le minoranze religiose, tra cui soprattutto i cristiani. Sta emergendo un fascismo russo, sempre più rampante e simile ai predecessori europei degli anni ’30, anche se i suoi fautori sono stati tutti dei ferventi comunisti fino ai primi anni ‘90. Quattro i fattori in comune con il fascismo che conosciamo tutti: un’economia fondata su corporazioni controllate dallo Stato, un unico leader visto come un padre per la patria, un controllo assoluto su informazione ed educazione, una cultura fondata sulla nostalgia di un impero perduto (anche in questo caso visto in chiave mitologica e non storica). Putin ha già assimilato molti di questi elementi. Il fascismo russo è forse un pericolo potenzialmente peggiore rispetto al fascismo islamico. Contrariamente a quest’ultimo, la Russia è la seconda potenza militare del mondo. E ha tante armi nucleari. In America Latina, i nuovi regimi populisti, come quello di Chavez, di Morales e di Ortega (a cui si rifanno direttamente i partiti italiani della nuova sinistra massimalista), hanno meno a che spartire con il comunismo di stampo sovietico di un Castro o dello stesso Ortega prima maniera e sono semmai più vicini al regime fascista italiano. E’ evidente il rapporto personale di un unico capo con il suo popolo, senza intermediari politici, un’economia controllata direttamente dal governo, una forte tendenza all’autarchia, una retorica fondata sul recupero della propria tradizione nazionale: l’indipendenza dal colonialismo europeo e la rivisitazione mitologica di un’era beata pre-coloniale delle civiltà indio. Le democrazie occidentali non sono esenti da questo trend pericoloso. Prima di tutto l’Italia si dimostra culturalmente molto vulnerabile a questa mentalità. La globalizzazione e il mercato sono visti molto male. La risposta prevalente dei politici, non solo quelli di sinistra, ma anche di centro-destra, è quella protezionista, primo passo verso un’ideologia autarchica. Il sistema corporativo ereditato dal fascismo è ancora perfettamente intatto e nessuno lo vuole realmente riformare. Il rischio è tanto più forte quanto meno conosciamo la storia del fascismo e la sua reale natura ideologica. Decenni di disinformazione comunista hanno identificato il fascismo con il capitalismo. Abbiamo dimenticato che si tratta di un’ideologia socialista nazionale che differisce dal comunismo solo perché è su base locale e non internazionale. Il campanello di allarme suona anche negli Stati Uniti, dove tra i repubblicani (il partito più liberista da mezzo secolo) ha vinto nell’Iowa Mike Huckabee: religioso, teso a rinvigorire la tradizione religiosa americana anche nelle leggi, contrario alla globalizzazione, un candidato che si presenta come amico del popolo e nemico dei “poteri forti” identificati nelle grandi aziende e non nei grandi politici. L’Iowa conta molto poco nell’economia complessiva della politica americana, ma il dato più inquietante è una statistica: il 55% dei repubblicani e il 63% dei democratici sono contro la globalizzazione. Il che vuol dire, andando per esclusione, che sono per il protezionismo. Sul piano della cultura politica, il trend positivo della globalizzazione degli anni ’90 e dei primi anni 2000, partito con la fine del comunismo in Europa e la disgregazione dell'Urss, rischia dunque di invertirsi, dopo che per una quindicina d'anni non ha mai trovato alternative ideologiche. Negli anni ’90 e nei primi anni 2000, infatti, ci si divideva tra chi era più o meno favorevole alla globalizzazione, alla democrazia e ai diritti individuali. A parte numerose sacche di resistenza, non c’era nessuno che proponesse una dottrina opposta. Tutte le classi dirigenti che contavano erano d’accordo nel dire che la via giusta passasse per il ridimensionamento dei poteri dello Stato. E anche il centralismo statale era messo in discussione, a favore di un processo di frammentazione territoriale, molto timido nell’Europa occidentale, molto marcato in quella orientale. Adesso il centralismo dello Stato viene rivalutato ovunque. Ed è sempre più evidente la nuova sfida alla globalizzazione. Il pericolo per chi ama la libertà è sicuramente meno grave rispetto ai decenni passati. I fascismi resteranno sempre al plurale, non riusciranno mai a fondersi tra loro per formare un unico blocco anti-occidentale, proprio per la loro stessa natura ultra-sciovinista. Non sarà lo stesso pericolo della Guerra Fredda, dove un’ideologia internazionale sfidava il capitalismo in tutto il mondo. Tuttavia, se questo revival fascista continuerà, dovremmo attenderci un’impennata di violenza. Perché un regime fascista entra in conflitto con i suoi vicini con estrema facilità February 26 svendopoli....asa Nostra - Inchiesta de L'Espresso di Marco Lillo Ministri, presidenti delle Camere, sindacalisti, politici. Attuali ed ex. Hanno acquistato attici e appartamenti da enti pubblici o da privati a prezzi di favore. Rendendo doppio il privilegio che spesso già avevano come inquilini. Ecco nomi e cifre dell'ultimo scandalo immobiliare
Ci sono ministri e leader di partito, ex presidenti del Parlamento e della Repubblica, magistrati e giornalisti. La nazionale dell'acquisto immobiliare scontato è talmente vasta e assortita che ci si potrebbe fare un ottimo governo di coalizione. Si va dall'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga ai presidenti della Camera e del Senato del primo governo Prodi: Luciano Violante e Nicola Mancino.
Per capire 'svendopoli' bisogna iniziare il nostro viaggio da via Clitunno, nel quartiere Trieste. In questa strada immersa nel verde, ci sono due palazzi che facevano parte del patrimonio Ina-Assitalia e che rappresentano bene il confine tra i sommersi e i salvati delle dismissioni. Lì abitava, prima della separazione, Pier Ferdinando Casini con la prima moglie Roberta Lubich e le due figlie minorenni. Nello stabile accanto abitava una coppia di dipendenti Assitalia: Davide Morchio e la moglie Maria Teresa. Nel caso di Mastella però Initium ha fatto di più. Il 3 dicembre del 2004 nello studio del notaio Claudio Togna (dell'Udeur anche lui) c'era una riunione familiare. I Mastella al gran completo facevano la fila per stipulare atti e il povero Togna sfornava atti come una pizzeria di Ceppaloni. Sandra Mastella ha comprato l'appartamento dove dorme il marito e si è impegnata a prendere la residenza lì per ottenere le agevolazioni fiscali. Per lei un ottimo affare: 500 mila euro per un appartamento che include una veranda abusiva (condonata) e la terrazza su tre lati che guarda il Tevere e Monte Mario dall'ottavo piano. Subito dopo la moglie del ministro ecco arrivare i figli Elio e Pellegrino. (30 agosto 2007)
Quei figli di papà in via Arenula Il motto dell'Udeur è 'la famiglia prima di tutto'. Clemente Mastella lo ha applicato alla lettera quando si è trovato di fronte a una grande occasione: acquistare a un ottimo prezzo l'appartamento che ospita la redazione del giornale del partito. Invece di intestare tutto all'Udeur, il segretario ha preferito far comprare alla società dei figli, Elio e Pellegrino permettendo loro un vero affarone. Se vendessero oggi potrebbero incassare una plusvalenza da un milione di euro.
February 25 riflessioniIN PRIMO PIANO: http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=36 Benedetto XVI: soggettivismo, relativismo, edonismo, il materialismo Come voi ben sapete per aver compiuto molte volte sotto la guida di Sant'Ignazio negli Esercizi Spirituali la meditazione "delle due bandiere", il nostro mondo è teatro di una battaglia fra il bene e il male, e vi sono all'opera potenti forze negative, che causano quelle drammatiche situazioni di asservimento spirituale e materiale dei nostri contemporanei contro cui avete più volte dichiarato di voler combattere, impegnandovi per il servizio della fede e la promozione della giustizia. Tali forze si manifestano oggi in molti modi, ma con particolare evidenza attraverso tendenze culturali che spesso diventano dominanti, come il soggettivismo, il relativismo, l'edonismo, il materialismo pratico. Per questo ho chiesto il vostro rinnovato impegno a promuovere e difendere la dottrina cattolica "in particolare sui punti nevralgici oggi fortemente attaccati dalla cultura secolare"... I temi, oggi continuamente discussi e messi in questione, della salvezza di tutti gli uomini in Cristo, della morale sessuale, del matrimonio e della famiglia, vanno approfonditi e illuminati nel contesto della realtà contemporanea, ma conservando quella sintonia con il Magistero che evita di provocare confusione e sconcerto nel Popolo di Dio. (Notizia sugli Esercizi Spirituali di totustuus.net: http://www.totustuus.biz/showthread.php?t=689) IN LIBRERIA: http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24 Tv accesa, cervello spento Anche se non ci esponiamo ad una sequenza ininterrotta di scene scabrose o grondanti sangue ad alto impatto emotivo, ma semplicemente stiamo molte ora davanti allo schermo a sorbirci fiction di bassa lega, talk-show dove si inscenano risse dialettiche per amor dell'auditel e reality in cui l'ospite d'onore è sempre madama volgarità, al termine della giornata avremo accumulato nel fondo della nostra psiche, con un lento ed impercettibile processo di sedimentazione, una buona dose di violenza e sesso e, quel che è peggio, non ce ne saremo neppure accorti. Mons. Luigi Negri http://www.totustuus.net/modules.php? name=News&file=article&sid=2181&mode=thread&order=1&thold=0 I punti irrinunciabili di una politica cristiana Non credo che una certa legislazione sulla famiglia che si è cercato di portare avanti negli ultimi due anni sia in linea con quel riconoscimento della famiglia naturale così come è sancito dalla nostra Costituzione. Così come faccio fatica ad avvertire una qualche consonanza con chi ostentatamente contrasta qualsiasi discorso di autonomia scolastica e di libertà di educazione. Mi sembra difficile che un cattolico possa votare per chi è contro la sacralità della vita, l'unità della famiglia, il rispetto della libertà di educazione. Radici cristiane http://www.radicicristiane.it/interna.php?id_fondo=79 L'essenza delle radici cristiane d'Europa di Mons. Brunero Gherardini: Con buona pace per i patiti d'una tale laicità, l'Europa non cessa d'esser un'entità "radicata": anzitutto, in un humus geografico, che pur non costituisce il più ed il meglio delle sue Radici; nella sophia della polis greca preesistente ai suoi contatti con la profezia giudaica e con l'idea cristiana; in questa medesima idea, lentamente e variamente assimilata e quindi tradotta in ragioni di vita e fonte di storia, cultura, diritto, rapporti socio-politici, religiosità e sue manifestazioni. Se si realizzasse il sogno anticlericale e liberal-massonico, si sarebbe dinanzi non già ad una "radicazione", ma ad una contraffazione. 12) "CONTRO LA LEGGENDA NERA" http://www.kattoliko.it/leggendanera L'errore di Mounier di Augusto Del Noce http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php? name=News&file=article&sid=1945 Un'acuta disamina di Del Noce sugli errori di Emmanuel Mounier, iniziatore del «progressismo cattolico», e la sua interpretazione equivoca del fenomeno ateistico. 13) Nuovo sito: Cristo nel freddo dell'Est http://www.cristonelfreddoest.net/ da un programma di Luca de Mata ....la porta di Brandeburgo è stata occupata da due dittature tedesche. Ai dittatori nazionalsocialisti serviva da imponente scenario per le parate e le fiaccolate ed è stata murata dai tiranni comunisti. Poiché avevano paura della libertà, gli ideologi trasformarono una porta in un muro. Proprio in questo punto di Berlino si è manifestato a tutto il mondo il volto spietato del comunismo, al quale risultano sospetti i desideri umani di libertà e di pace. Esso teme però soprattutto la libertà dello spirito, che dittatori bruni e rossi volevano murare... (Giovanni Paolo II - giugno 1996 - Berlino) 14) Il Timone.org http://www.iltimone.org/ Legge islamica, in Europa è già una realtà Inserire alcuni elementi della legge islamica nel diritto dei Paesi occidentali? Le parole del primate anglicano Rowan Williams hanno provocato dure reazioni. Ciò che pare sfuggito agli osservatori è però il fatto che politici e giudici già da anni stanno inserendo la legge islamica nel nostro sistema giuridico. February 22 scendere nel profondoEra una serata umida e fredda, nebbiosa. Il gruppo giovani si era dato appuntamento nella parrocchia più decentrata, all’estremità della valle. In quel periodo stavamo facendo un percorso di conoscenza delle altre religioni e quella sera erano state invitate alcune persone di un centro culturale buddista. Eravamo ad aspettarli sul piazzale e quando i tre ospiti scesero dalla macchina ebbi una sorpresa che mai dimenticherò: una delle tre persone era un giovane che conoscevo…Me lo aveva presentato circa un anno prima una suora dicendomi che desiderava parlare con un sacerdote ed eventualmente confessarsi. Aveva circa 25 anni. Il giovane mi raccontò che stava vivendo una situazione psicologica terribile, ed aveva tentato di suicidarsi per due volte senza però trovare il coraggio di farlo davvero; mi disse che era credente, cristiano. Ci incontrammo alcune volte, almeno quattro, poi non si fece più vivo. Non ricordo perché, ma non gli chiesi il numero di cellulare, e non riuscii più a rintracciare né lui né la suora che me lo aveva fatto conoscere. Quella sera ci salutammo con imbarazzo; dopo l’incontro con il gruppo giovani gli chiesi, con vergogna, come mai era diventato buddista. Mi rispose che nel buddismo aveva trovato quella pace che nella comunità cristiana nessuno era riuscito a comunicargli. Questa vicenda, oltre i sensi di colpa e la sensazione di malessere che provai, e che in un certo senso provo ancora oggi mentre ne parlo, per aver trascurato e perso una pecorella che una suora aveva ricondotto all’ovile, generò in me una riflessione sulla situazione di molte persone, anche giovani, che, ferite dallo stress e dalla frammentazione, alla ricerca di pace, di speranza e di unità, si avvicinano a forme di religiosità orientali o New Age, abbandonando le loro antiche radici cristiane. Il giovane quella sera raccontò, ed in un certo senso ero contento per lui, che nel buddismo stava bene perché, anche se non c’ è Dio, aveva almeno trovato l’assenza di sofferenza, una certa pace. La preghiera è anche per me un’oasi di pace, uno stare sereno con noi stessi ma non da soli, nella compagnia dolce e misericordiosa di Dio; essa è scendere con la luce dello Spirito Santo nella profondità ultima della nostra coscienza ed incontrare qualcuno, il volto amorevole di Gesù. Qualche volta mi capita di fare io a Gesù la stessa domanda che Lui ha rivolto a Pietro: “Mi ami?” Per tre volte! e gioire per la risposta. Quando oso andare nel fondo della mia coscienza, quando riesco a superare la vertigine del silenzio e la paura dell’incontro fra me stesso ed il Signore trovo anche luce nelle risposte morali: ” Cosa devo fare? Cosa è giusto per me e per gli altri?”. Lì nasce il desiderio di una vita più semplice e composta, più vera, buona e giusta. La preghiera autentica non è intimismo; in essa nasce il desiderio della santità, del digiuno che sfocia nell’elemosina, nella condivisione dei beni, nell’impegno per la giustizia, i poveri, la pace. Nella preghiera si accende una luce sull’essere ma anche sull’agire. San Ignazio di Loyola, fondatore dei gesuiti e maestro di spiritualità, insegna che prima di pregare è bene mettersi comodi, “sentirsi”, lungo tutto il corpo, pacificarsi… ma non si ferma ovviamente a queste indicazioni quasi fosse una seduta yoga… invita ad essere attenti al tocco dello Spirito, alla carezza di Dio, al passaggio dell’Amore. Senza preghiera, calma, interiorità, tutto il nostro agire, il nostro servire i poveri, lo studiare la Bibbia, l’educare i bambini, perfino il celebrare la S.Messa alla fine rischiano di rimanere esterni ed estranei a noi stessi, e, dopo un po’, stucchevoli e noiosi; chi ha delle responsabilità e non dedica tempo al silenzio, alla meditazione e, se credente, alla preghiera profonda, rischia fortemente di sbagliare strada e di farla sbagliare anche alle pecorelle a lui affidate. “Maestro, donaci, in questo tempo di Quaresima, lo straordinario coraggio di una sosta quotidiana, prolungata e intensa, serena, in tua compagnia; insegnaci a pregare ed aiutaci ad insegnarlo agli altri”. Don Nicolò Anselmi February 21 danza lentaHai mai guardato i bambini in un girotondo? O ascoltato il rumore della pioggia quando cade a terra? O seguito mai lo svolazzare irregolare di una farfalla? O osservato il sole allo svanire della notte? Faresti meglio a rallentare. Non danzare così veloce. Il tempo è breve. La musica non durerà. Percorri ogni giorno in volo? Quando dici "Come stai?" ascolti la risposta? Quando la giornata è finita ti stendi sul tuo letto con centinaia di questioni successive che ti passano per la testa? Faresti meglio a rallentare. Non danzare così veloce Il tempo è breve. La musica non durerà. Hai mai detto a tuo figlio, "lo faremo domani?" senza notare nella fretta, il suo dispiacere? Mai perso il contatto, con una buona amicizia che poi finita perché tu non avevi mai avuto tempo di chiamare e dire "Ciao"? Faresti meglio a rallentare. Non danzare così veloce Il tempo è breve. La musica non durerà. Quando corri cosi veloce per giungere da qualche parte ti perdi la metà del piacere di andarci. Quando ti preoccupi e corri tutto il giorno, come un regalo mai aperto . . . gettato via. La vita non è una corsa. Prendila piano. Ascolta la musica. February 19 Sono stato un ingenuo scudo umano per Saddamtratto da: Daily Telegraph (quotidiano britannico), 23.03.2003
Ho voluto unirmi agli scudi umani in Baghdad perché era un'azione concreta che dava la possibilità al movimento contro la guerra di porsi all'attenzione del mondo. Era una vocazione: scudi umani volontari si sacrificavano per le loro opinioni politiche - un'azione personalmente molto più difficile che andare alle manifestazioni di Washington o Londra. Era semplice: sali sull'autobus e mostri te stesso. Ed è precisamente quello che ho fatto la mattina di sabato 25 gennaio. Sono un fotografo ebreo-americano di 23 anni che vive a Islington, nel nord est di Londra. Avevo già viaggiato per il Medioriente: da studente, ero stato nella Cisgiordania palestinese durante l'Intifada. Ero stato anche in Afghanistan come fotografo per il Newsweek. Gli scudi umani mi attraevano per via delle mie idee contro la guerra, ma quando me ne sono andato via da Baghdad cinque settimane dopo le mie idee erano cambiate drasticamente. Non voglio dire che sono a favore della guerra, no - le mie idee in proposito sono ambivalenti - ma desidero fortemente che Saddam sia rimosso. Sull'autobus sentivano umana simpatia per i civili iracheni, anche se non ne conoscevamo nessuno. Il gruppo era più interessato a protestare contro il governi americano e inglese, piuttosto che a essere solidale con gli iracheni. Sono rimasto scioccato quando ho incontrato per la prima volta un iracheno a favore della guerra a Baghdad, un tassista che mi stava riportando all'hotel la sera tardi. Gli ho spiegato che ero americano, come noi scudi facciamo sempre, "Bush bad, war bad, Iraq good". Mi guardò con un'espressione incredula. Quando capì che ero serio, rallentò e cominciò a parlare in un inglese approssimativo sui mali del regime di Saddam. Fino a quel momento avevo soltanto sentito parlare con rispetto del presidente, ma adesso quest'uomo mi stava dicendo come tutti i soldi del petrolio andassero nel portafoglio di Saddam e che se ti opponevi a lui venivi ucciso insieme a tutta la famiglia. Mi spaventò. Prima pensai che forse era la polizia segreta che cercava di incastrarmi, ma in seguito ebbi l'impressione che volesse che l'aiutassi a scappare. Mi sentii così male. Gli dissi: "Senti, sono solo un imbecille che viene dagli Stati Uniti, non sono delle Nazioni Unite, non sono della Cia - non posso proprio aiutarti". Naturalmente avevo letto che gli iracheni odiavano Saddam Hussein, ma questo era reale. Qualcuno me l'aveva detto in faccia. Lo raccontai a qualche giornalista che conoscevo. Mi dissero che sono cose che capitano: gente che spontaneamente in segreto e in modo emotivo implora i visitatori di liberarli dal tirannico Iraq di Saddam. Ero sempre più preoccupato per come il regime iracheno stava limitando sempre più i movimenti degli scudi, così qualche giorno dopo ho lasciato Baghdad diretto in Giordania insieme ad altre cinque persone. Una volta al di là del confine ci siamo sentiti abbastanza tranquilli da chiedere all'autista cosa ne pensasse del regime e della minaccia di bombardamenti aerei. "Non lo sentite Powell sulla radio "Voice of America?" ci disse. "Ovviamente gli americani non vogliono bombardare i civili. Vogliono bombardare i palazzi del governo e quelli di Saddam. Noi vogliamo che l'America bombardi Saddam". Noi stavamo li', ad ascoltare, a bocca aperta. Jake, uno degli scudi, non faceva altro che dire "Oh Santo Cielo", man mano che l'autista descriveva gli orrori del regime. Jake era così scioccato per come era stato ingenuo. Tutti noi lo eravamo. Non era venuto in mente a nessuno che gli iracheni potessero volere la guerra. La dichiarazione più enfatica dell'autista fu: "Tutti gli iracheni vogliono questa guerra". Sembrava convinto che le perdite civili sarebbero state minime; aveva una tale fiducia nella macchina da guerra americana da rispettare le promesse. Sicuramente aveva molta più fiducia di quanta ne avevamo avuta noi. Forse la cosa più devastante che abbiamo imparato è stata che la maggior parte degli iracheni è convinta che Saddam ci abbia pagato per farci venire a protestare in Iraq. Anche se abbiamo spiegato che non era assolutamente così, penso che nessuno ci abbia creduto. In seguito l'autista mi chiese: "Sul serio, quanto vi ha dato Saddam per venire?" Tutto ciò ci ha colpiti a livello emotivo e viscerale: era il vero volto della vita in Iraq. Dopo la prima conversazione, ho rivisto completamente le mie idee sulla situazione irachena. La mia comprensione è cambiata a livello intellettuale, emotivo e psicologico. Ricordo l'esperienza di vedere il ritratto egocentrico di Saddam dappertutto e ho cercato di mettermi nei panni di qualcuno che era stato costretto a vederlo ogni giorno negli ultimi 20 anni. Lo scorso martedì notte sono andato a fotografare le manifestazioni contro la guerra in Parliament Square. Migliaia di persone urlavano "No War" ma senza pensare alle implicazioni per gli iracheni. Alcuni di loro bevevano e ballavano la Samba e litigavano con la polizia. Era come se i manifestanti parlassero di un paese diverso, dove il governo fosse normale e accettabile. Mi ha fatto veramente arrabbiare. Chiunque abbia mezzo cervello capisce che Saddam Hussein deve essere tolto di mezzo. E' straordinariamente ironico che i manifestanti contro la guerra marcino per difendere un governo che impedisce alla sua gente di esercitare quello stesso diritto. Daniel PEPPER February 18 riflessioniIN PRIMO PIANO:
http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=36 Benedetto XVI: sempre più forte è l'influenza della secolarizzazione In un'epoca in cui sempre più forte è l'influenza della secolarizzazione e, d'altra parte, si avverte un diffuso bisogno di incontrare Dio, non venga meno la possibilità di offrire spazi di intenso ascolto della sua Parola nel silenzio e nella preghiera. (Notizia sugli Esercizi Spirituali di totustuus.net: http://www.totustuus.biz/showthread.php?t=689 ) AMICI DI JOSEPH RATZINGER"
http://www.ratzinger.it/ Un solo rito romano Lettera del 2003, dell'allora Card. Joseph Ratzinger, in cui sostiene, come teologo privato, che in futuro preferirebbe un solo Rito romano, più o meno come l'attuale Rito Extraordinario. Le decisioni del recente Motu proprio, intese a liberalizzare l'uso del Messale antico, potrebbero pertanto implicare che tale rito non deve essere solo eccezione. Messa in latino:
http://lastefani.it/settimanale/article.php? directory=080211&block=3&id=1 Il germoglio a Bologna Il latino a messa non è solo un affare per nostalgici. Anzi, in una parrocchia del centro storico di Bologna la lingua ufficiale della Chiesa è tutt'altro che morta, sta germogliando... Il solenne suono di un antico organo accoglie chi fa il suo ingresso in chiesa, e tra i banchi, quasi tutti occupati, vi sono poche donne con un velo di pizzo bianco sul capo. Ma si siedono anche famiglie e soprattutto ragazzi in età da liceo, con jeans a vita bassa e acconciature alla moda. 6) IN LIBRERIA: http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24 La donna a una dimensione - Femminismo antagonista ed egemonia culturale Un nuovo tipo di femminismo che, grosso modo, a far tempo dalla metà degli anni '90, è diventato dominante nel movimento riuscendo anche ad acquistare una vera e propria egemonia culturale all'interno dei maggiori organismi internazionali come ONU, UNESCO e Comunità economica europea. Tale nuovo femminismo -che l'autrice qualifica come 'antagonista'- costituisce qualcosa di radicalmente diverso dalla mera rivendicazione della parità dei diritti che formava l'oggetto del femminismo esploso in Occidente verso la fine degli anni '60. Mons. Luigi Negri
February 15 TEOLOGIA DEL PAESAGGIO…A MARGINE DI VELTRONI A SPELLO
February 13 ecco lo splendido w.e. a Roma in videograzie a Manu della SDS che lo ha realizzato.
peccato pensare che sono già ricordi!!! riflessioniIN PRIMO PIANO:
http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=31 Benedetto XVI: ecumenismo, permangono ostacoli concreti e oggettivi Gravi ed oggettive ragioni vi hanno impedito di compiere insieme questo pellegrinaggio alla Sede di Pietro. L'ultima visita "ad limina" dei Vescovi greco-cattolici risale al 1937. Ora, dopo che le vostre rispettive Chiese hanno ritrovato la piena libertà, voi siete qui a rappresentare comunità rinate e vibranti nella fede, che mai hanno smesso di sentirsi in piena comunione con il Successore di Pietro... Vi è un'ulteriore preoccupazione che vi sta a cuore ed è l'impegno ecumenico. Bisogna umilmente riconoscere che in questo campo permangono ostacoli concreti e oggettivi. IN LIBRERIA:
http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24 Giacomo Biffi, Memorie e digressioni di un italiano cardinale Noi siamo la somma di quello che siamo stati: per cio` dopo questa lettura e` probabile che abbia a conoscermi un po' meglio. Ma perche´ mai gli altri dovrebbero ambire di conoscermi? Insomma, li scrivo o non li scrivo questi benedetti ricordi?... scegliere dal guazzabuglio dei giorni trascorsi (e di registrare con sobrietà) quelle parole e quei fatti che, a diverso titolo, mi sembreranno meritevoli di essere salvati dalla dimenticanza. E sarà la cura primaria. Non mi propongo però di essere semplicemente un cronista: l'intendimento dichiarato di queste mie scorribande nel passato è di ricavarne anche qualche luce per il mio residuo presente. Mons. Luigi Negri
http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/template/detailNews.asp? IDFolder=175&IDSezione=165&IDOggetto=2396 La verità è che si vuol distruggere la famiglia La questione fondamentale è che la società è fondata sulla famiglia, eterosessuale, unita, stabile, feconda, capace di educazione e di responsabilità culturale e sociale. I DI.CO. tendono a compromettere radicalmente l'esistenza di questa cellula sana della società per sostituirla, di fatto e di diritto, con aggregazioni consumistiche ed utilitarie. La Chiesa sta difendendo la laicità della società. Coloro che hanno fatto i Comitati per la difesa della Costituzione la stanno distruggendo nei suoi capisaldi fondamentali. MONS. ALESSANDRO MAGGIOLINI"
February 12 L'amore è una cosa meravigliosaIn questi giorni sarà proiettato nelle sale cinematografiche italiane un film durante il quale Nanni Moretti ed Isabella Ferrari interpretano una scena erotica pesante; ne hanno parlato tutti i giornali. Chiacchierando con un gruppetto di giovani è venuto fuori che la scena è già in versione integrale su YouTube e che già il TG nazionale che qualche sera fa ha dedicato pochi secondi alla guerra civile in Kenia e molti minuti alla presentazione del film e della scena in particolare; una giovane me ne ha parlato via e-mail definendola terribile: i due attori fanno l’amore in piedi, vestiti, senza guardarsi in faccia… Capisco che la scena vada letta e inserita nel contesto del film, ma confesso che anch’io sono rimasto stupito e disturbato: da un bravo regista e coraggioso idealista come Moretti e da un volto sensibile e delicato come la Ferrari mi sarei aspettato una scena romantica, soffusa, tenera… magari un momento d’amore aperto alla vita, ad un figlio. Sono convinto che gli attori, gli uomini di spettacolo abbiano un grande impatto culturale e quindi una grande responsabilità educativa verso i giovani. Spesso sono i più deboli, i più poveri culturalmente ad essere segnati da questi cattivi insegnamenti e vengono travolti da fantasie erotiche che diventano dipendenza e sfociano nella violenza. Sarebbe bello che qualcuno di questi professionisti facesse obiezione di coscienza e si rifiutasse di girare scene erotiche volgari e distruttive. Caro Nanni e cara Isabella contiamo sulla vostra passione educativa! La riflessione che vorrei fare non vuole essere legata né al film né ai due attori che peraltro riconosco essere grandi professionisti; vorrei solo invitare a riflettere sull’argomento. Lo sappiamo bene: fare l’amore è il gesto più bello ed importante del mondo; voluto Dio, ha un che di sacro, di spirituale: tutti noi veniamo da lì, da quell’incontro d’amore fra papà e mamma. Moltissimi giovani lo considerano una cosa così grande che si impegnano alla verginità fino al matrimonio; tanti altri dopo avere vissuto con superficialità o debolezza la propria vita sessuale ritornano ad una vita casta; la Grazia del Sacramento del Perdono li ricrea e li rinnova totalmente. La sapienza e la bontà di Dio hanno previsto anche dei periodi di non fecondità della donna perché, pur rimanendo aperti alla vita ed al dono di un figlio, i coniugi potessero scegliere il momento più adatto per dirsi il loro amore e per essere genitori responsabili. Molte persone osservano che i consacrati non possono e non devono parlare di sessualità corporea perché non la vivono. Mi sento di poter dire che noi la conosciamo e la stimiamo così bella e importante che ogni giorno la offriamo sull’altare, doniamo a Dio ed alla nostra comunità il nostro celibato, con fatica e con gioia. Per questo preghiamo per chi svaluta questi gesti. Il mondo a luci rosse è un business, è denaro. Gesù ci ricorda che non si può servire due padroni perché se si ama si odierà l’altro: non si può servire Dio e il denaro. In tempi di laicità, poiché Gesù è vero Dio e vero uomo, parafrasando il Vangelo si potrebbe affermare che non si può servire l’uomo e il denaro. Da che parte stiamo? Tra pochi giorni sarà S. Valentino, festa degli innamorati… ed è appena iniziata la Quaresima, tempo di riflessione, di preghiera, di ritorno a Dio, di Grazia. Don Nicolò Anselmi Mastella e la sinistra "onesta"
LEGGERE BENE…..
February 07 la mia personalitàecco l'ennesimo test sulla personalità (lo ammetto mi piacciono e mi divertono) Sei un EDIFICATORE/direttore Sarà vero? Sei un leader, una persona affidabile, coerente, perseverante e precisa. Sai anche risultare molto piacevole nella vita sociale. Riesci a gestire gli altri agevolmente sia nel lavoro che nella tua vita privata. Ad una grande efficienza, associ criteri di giudizio molto alti. Ti occupi dei tuoi doveri con serietà, ti concentri sviluppando i tuoi pensieri in maniera concreta. Sei una persona con valori tradizionali. Ti senti a tuo agio in mezzo alla gente ed ami comunicare con gli altri. Ti impegni a supportare la tua famiglia e i tuoi amici, sei inoltre protettivo con le persone che ami. Rispetti i programmi, le routine e le regole. Il comportarsi in maniera rispettabile ed appropriata in tutte le situazioni è per te molto importante anche se al tempo stesso conservi le caratteristiche del grande pensatore quale sei. Come risultato, in te coesistono originalità e convenzionalità. Sei un buon leader. Hai la capacità di acquisire i benefici del rango che ti si addice molto più velocemente di altri. Sei capace di gestire elegantemente i tuoi possedimenti. Talvolta tendi ad isolarti per occuparti dei tuoi interessi personali. Come si
suddivide la tua personalità
Alcune delle
caratteristiche delle quattro tipologie di personalità, possono trovarsi in
ognuno di noi, ma quasi sempre esiste una personalità che prevale sulle altre.
Chiameremo questa la personalità primaria o dominante .
Il Profilo Personale individua inoltre la tua tipologia di personalità secondaria. Alcuni aspetti di questo tipo di personalità ti appartengono ma in misura minore rispetto alla tua personalità dominante. Edificatore, 30%: In generale è una persona molto benvoluta. È molto attaccato alla casa e alla famiglia. Ha un carattere calmo e raramente soffre di ansietà; è coerente, leale e protettivo. Pioniere, 24%: Si distingue per la sua energia, creatività e spontaneità. È sempre alla ricerca di novità e del proprio piacere, non ha paura di rischiare. È dotato di un intelletto curioso e non è per niente facile fargli cambiare opinione. Negoziatore, 17%: Imbattibile nel vedere la realtà nella sua interezza, riesce molto bene nelle pianificazioni a lungo termine. Intuitivo, flessibile e dotato di grandi capacità verbali e sociali. È inoltre una persona fantasiosa ed empatica. Direttore, 29%: È una persona audace, originale, piena di inventiva e molto diretta. Particolarmente portato per il pensiero astratto e per le scadenze a breve termine. Ama la competizione e la dialettica, è una persona decisa ed efficiente. il Santo Padre e la QuaresimaNella cerimonia di inizio della Quaresima Benedetto XVI sottolinea il duplice significato del rito, di invito al cambiamento interiore, alla conversione e alla penitenza, e di richiamo alla precarietà dell’esistenza umana. Il digiuno non ha motivi fisici o estetici, ma vuole educare “a quelle salutari rinunce che affrancano il credente dalla schiavitù del proprio io”.
Roma (AsiaNews) – L’imposizione delle Ceneri, che ha segnato anche per Benedetto XVI l’odierna giornata di inizio della Quaresima ha in sé il duplice significato di invito al cambiamento interiore, alla conversione e alla penitenza, e di richiamo alla precarietà dell’esistenza umana. Il significato del rito delle Ceneri è stato evidenziato oggi dal Papa nel corso della celebrazione che ha presieduto nella basilica romana di Santa Sabina, prima tradizionale “stazione quaresimale” cui prende parte anche il vescovo si Roma. Una cerimonia di sapore antico, con la lunga processione di cardinali, vescovi, sacerdoti, religiosi e fedeli che, in un pomeriggio grigio e a tratti spruzzato di pioggia, si è snodata, col Papa, dalla chiesa benedettina di Sant’Anselmo a Santa Sabina. Qui è stato il Jozef Tomko, cardinale titolare di Santa Sabina, ad imporre le ceneri a Benedetto XVI, che ha poi compiuto lo stesso gesto su alcuni dei presenti. “Con la processione penitenziale – ha detto il Papa all’omelia - siamo entrati nell’austero clima della Quaresima ed introducendoci nella celebrazione eucaristica abbiamo pregato perché il Signore aiuti il popolo cristiano ad ‘iniziare un cammino di vera conversione per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male’ (Orazione Colletta). Nel ricevere le ceneri sul capo, riascolteremo ancora un chiaro invito alla conversione che può esprimersi in una duplice formula: ‘Convertitevi e credete al vangelo’, oppure: ‘Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai’”. Benedetto XVI ha poi sottolineato che “l’odierna liturgia ed i gesti che la contrassegnano formano un insieme che anticipa in modo sintetico la fisionomia stessa dell’intero periodo quaresimale”, tempo “per lasciarci riconciliare con Dio in Cristo Gesù”. “La liturgia del Mercoledì delle Ceneri – ha proseguito - indica nella conversione del cuore a Dio la dimensione fondamentale del tempo quaresimale. Questo è il richiamo assai suggestivo che ci viene dal tradizionale rito dell’imposizione delle ceneri. Rito che riveste un duplice significato: il primo relativo al cambiamento interiore, alla conversione e alla penitenza, mentre il secondo richiama la precarietà dell’umana condizione, come è facile cogliere dalle due diverse formule che accompagnano il gesto”. Ora, “abbiamo quaranta giorni per approfondire questa straordinaria esperienza ascetica e spirituale”. Gesù stesso indica quali sono gli “strumenti utili per compiere l’autentico rinnovamento interiore e comunitario: le opere di carità (l’elemosina), la preghiera e la penitenza (il digiuno). Sono le tre pratiche fondamentali care pure alla tradizione ebraica, perché contribuiscono a purificare l’uomo davanti a Dio (cfr Mt 6,1-6.16-18). Tali gesti esteriori, che vanno compiuti per piacere a Dio e non per ottenere l’approvazione e il consenso degli uomini, sono a Lui accetti se esprimono la determinazione del nostro cuore a servire Lui soltanto, con semplicità e generosità”. “Il digiuno, al quale la Chiesa ci invita in questo tempo forte, non nasce certo da motivazioni di ordine fisico od estetico, ma scaturisce dall’esigenza che l’uomo ha di una purificazione interiore che lo disintossichi dall’inquinamento del peccato e del male; lo educhi a quelle salutari rinunce che affrancano il credente dalla schiavitù del proprio io; lo renda più attento e disponibile all’ascolto di Dio e al servizio dei fratelli. Per questa ragione il digiuno e le altre pratiche quaresimali sono considerate dalla tradizione cristiana ‘armi’ spirituali per combattere il male, le passioni cattive e i vizi” February 06 68 luoghi comuni dal ‘68 tratto da: Pepe. Giornale di provocazione e passione umana, anno II, luglio 2004, p. 3.
Antonio IANNACCONE
68 attualissime sentenze che vengono dal ‘68, l'evidenza che quelle idee plagiano ognuno di noi, ancora oggi 1) L'Occidente ruba all'Est e al Sud del mondo 2) Il comunismo è una teoria buona applicata male 3) Il modo migliore per aiutare i poveri è ripartire meglio le ricchezze 4) La guerra in Vietnam è stata un errore 5) Fate l'amore non fate la guerra 6) Che Guevara è buono 7) Cuba è un paradiso con qualche inevitabile difetto 8) Sesso, droga e rock-and-roll 9) Khomeini è stato un rivoluzionario 10) Quella cinese è un'altra cultura: non possiamo giudicarla 11) L'Islam è un'altra cultura: non possiamo giudicarla 12) L'Occidente ha una cultura che si impone sulle altre: non possiamo accettarla 13) Il Cattolicesimo non è una cultura 14) Tutte le culture hanno pari valore 15) Non si può esportare la democrazia dove ci sono delle dittature 16) La guerre degli Stati Uniti sono fatte per il petrolio e le ricchezze 17) Le guerre dei nemici degli Stati Uniti sono fatte per il popolo 18) Il cane non è un tuo possesso: se lo fai morire il bastardo sei tu 19) Il bambino che hai nel ventre è un tuo possesso: puoi farlo morire 20) Mao è stato un grande uomo con qualche difetto 21) Lenin è stato un grande uomo con qualche difetto 22) Stalin è stato un grande uomo con qualche difetto 23) Stalin (versione rivista) è l'unico colpevole di tutti gli orrori del comunismo 24) Nessuno dei dittatori che si dichiarano comunisti è stato un vero comunista 25) Tutti i dittatori che si dichiarano fascisti/nazisti sono stati veri fascisti/nazisti 26) No al matrimonio indissolubile 27) Sì al matrimonio indissolubile per gli omosessuali 28) La vecchiaia è una vergogna 29) Le manifestazioni di piazza hanno sempre ragione 30) Il progresso ha sempre ragione 31) La tradizione è un peso 32) Esistono due Chiese: una dei potenti una degli umili 33) Il Cattolicesimo è solo aiutare i poveri 34) Gesù è stato il primo contestatore sociale 35) Gesù è stato un ribelle 36) Di Gesù è importante il messaggio, non lui e quello che diceva di essere 37) Io ho sempre più diritti 38) Io ho sempre meno doveri 39) Il male è essere fascisti 40) Il male è essere borghesi 41) Il bene è la natura incontaminata 42) Il bene è l'uomo al suo stato di natura 43) La società perfetta è una fratellanza senza alienazioni 44) La religione è una alienazione 45) L'uomo civilizzato è la rovina dell'ambiente 46) I giovani hanno sempre ragione 47) La Sinistra è moralmente superiore 48) La Sinistra è intellettualmente superiore 49) La libertà è evasione dalla realtà 50) La libertà è sperimentare sensazioni diverse 51) La libertà è trasgredire 52) La droga è una libertà 53) Qualunque pratica di sesso è una libertà 54) Essere cattolici è una forma di oscura schiavitù 55) L'uomo non è al centro dell'universo 56) Il Medio Evo è stato un periodo oscuro 57) Esiste solo quello che è soggetto alla Ragione 58) La famiglia è una palla al piede 59) Non educazione, solo istruzione 60) Ogni maestro è un padrone 61) Il padre è un padrone 62) Carpe diem 63) Ad un vecchio malato non conviene vivere 64) Ad un handicappato non conviene vivere 65) Il peccato è un'invenzione per colpevolizzare le persone 66) L'uomo non è responsabile del male: al più ha un'anomalia biologica 67) L'uomo non è responsabile di nulla: al più è vissuto in cattivi ambienti sociali 68) Dio non ha importanza February 05 gratuità
Nei giorni passati ho partecipato a due convegni: quello Nazionale di Pastorale Giovanile a Salsomaggiore e quello degli assistenti scout Agesci ad Assisi. February 04 che peronaggio di "Hero" sei?The Heroes Personality Test Your Score: Mr. Bennet You scored 62 Idealism, 41 Nonconformity, 83 Nerdiness Congratulations, you're Mr. Bennet! You are one mysterious person with mysterious motives. Despite all the mystery, it's clear that you believe what you do is for the greater good, and you are obviously a well-educated person in your field. Your best quality: Dedication to your work/organization/etc. Your worst quality: Keeping too many secrets My test tracked 3 variables How you compared to other people your age and gender:
You scored higher than 99% on Idealism You scored higher than 99% on Nonconformity You scored higher than 99% on Nerdiness http://www.okcupid.com/tests/take?testid=4885834462883321217
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