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February 26 pane e stracchinodomande del giornalista uno psichiatra molto bravo. Il conduttore del programma, dopo alcune domande di carattere generale sulla situazione giovanile, mi ha chiesto di descrivere le attività della chiesa a favore delle giovani generazioni ed il contenuto della proposta per i giovani di oggi, credenti e non credenti. La prima parte della domanda, quella sulle attività, era tutto sommato facile: le iniziative dei gruppi giovanili, la vita degli oratori, l’impegno della scuola cattolica e delle organizzazioni di volontariato sono sotto gli occhi di tutti. Più complesso è stato descrivere, in poche battute, i contenuti della proposta, anche se metodo e contenuti sono strettamente, anzi inscindibilmente collegati. L’insegnamento di Gesù mette al centro la persona, amata, voluta, chiamata da Dio. E’ buono tutto ciò che è al servizio delle persone, che le rende felici, che le fa stare bene, che dona loro una speranza che salva; ciò che conta è l’amore, l’amicizia, la gratuità, il don di sé. La Quaresima è un periodo di proposte forti; è un tempo in cui si tenta di ritornare all’essenziale della vita cristiana; con i giovani si parla di preghiera, di elemosina, di digiuno. Per me digiunare è tornare all’importanza della persona; digiunare è tornare alle cose sostanziali, alla semplicità. Da giovane non sono mai stato un frequentatore assiduo di locali; sì, qualche volta, il venerdì o il sabato sera. Con i miei amici mi divertivo a fare cose semplici; ci divertivamo di più ad andare su di un monte sopra Bogliasco, ad accendere un fuoco, osservare il colore rosso brillante della brace e cantare con gioia accompagnati da una chitarra. Era bello trascorrere le serate in casa a cucinare “improbabili” pastasciutte con gli amici e a giocare a “Trivial”. Non pochi sabati sera li ho trascorsi partendo di notte da un rifugio con la luce frontale accesa; amo dormire nel sacco a pelo, all’addiaccio, e lavarmi con l’acqua di un ruscello; quante volte ho fatto le stesse cose con i giovani che il Signore, la Chiesa ed i loro genitori mi avevano affidato. Sono certo che, anche molti giovani di oggi, preferirebbero un venerdì o un sabato notte trascorso sotto una tendina a igloo, cucinando con il fornelletto, a molti “after hour” trasgressivi. Oggi la mia più grande passione è arrampicare; parlo di cose semplici: una bella via di roccia, di gneiss, di IV e V grado, chiodatura sicura a 3 metri, pane e stracchino, il sole, il cielo blu, la roccia rossa e asciutta, gli amici. Dado, il mio compagno di cordata, ora è magistrato in Kosovo; questa estate siamo riusciti a progettare una scalata insieme. Da sempre preghiamo all’inizio ed alla fine della scalata. Per me digiunare è abbandonare tutto ciò che ci fa essere meno uomini: il peccato, le bugie, l’apparire, lo spreco, gli eccessi inutili, il tempo perso, le relazioni egoiste; digiunare è anche recuperare quella semplicità che ha il profumo di Dio. don Nicolò Anselmi February 24 SOCCI RICORDA DON GIUSSANI
February 23 riflessioni1) IN PRIMO PIANO: http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=42 Card. Caffarra: È stata uccisa una persona umana innocente E' stata uccisa una persona umana innocente, e per giunta con l'autorizzazione di un tribunale umano... Non lasciamoci confondere dalle pur legittime discussioni sulla Costituzione, sulle competenze degli organi costituzionali, e da cose di questo genere. Prima che cittadini di uno Stato, siamo uomini e donne partecipi della stessa umanità. Prima della legge scritta sulle Carte costituzionali e nei Codici, c'è la legge scritta nel cuore umano. Essa insegna che l'uccisione diretta e volontaria di un essere umano innocente è sempre gravemente immorale; lo è anche quando la morte fosse causata da semplice omissione di un atto che invece avrebbe potuto tenerlo in vita. LOBBYING ETICO" http://www.fattisentire.net/ Salvate il matrimonio !!! Superior stabat lupus è l'incipit di una notissima favola di Fedro. È anche la frase che meglio ricorda l'arroganza di chi si considera il più forte e trova ogni pretesto per divorare il più debole. Sempre ovviamente in nome della giustizia. Invitiamo a scrivere ai politici della propria circoscrizione attraverso il "sistema portalettere" di FattiSentire.net, utilizzabile all'indirizzo http://www.fattisentire.net/modules.php?name=invio_mail2 Luci sull'Est http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=4503 Colloquio tra il Papa e il presidente della Camera dei Deputati Usa ABORTO: il Papa ricorda al presidente della Camera dei Deputati Usa Nancy Pelosi che i cattolici sono tenuti a difendere la vita dal concepimento alla morte naturale. 16) Corrispondenza Romana http://www.corrispondenzaromana.it/new/letternew.php I vescovi dell'Europa centro-orientale e il socialismo I giovani devono conoscere il vero volto del comunismo. È quanto hanno rilevato nel comunicato finale i partecipanti all'incontro che ha riunito il 10 febbraio scorso, a Zagabria, i cardinali e i presidenti delle 13 Conferenze episcopali dell'Europa centro- orientale sul tema "La missione della Chiesa nei Paesi del Centro-Est europeo a vent'anni dal crollo del sistema comunista, 1989-2009". 17) Contro la leggenda nerahttp://www.kattoliko.it/leggendanera/ Le contraddizioni della filosofia della Rivoluzione di Augusto Del Noce http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php? name=News&file=article&sid=1996 Razionalismo come negazione del soprannaturale e cominciamento di un'epoca nuova di fuoriuscita dell'umanità da uno stato di minorità, questi i due caratteri del pensiero rivoluzionario. I fautori della Rivoluzione, mossi dalla negazione di Dio, hanno realizzato esattamente l'opposto di un ordine nuovo e giusto: il risultato di questa eterogenesi dei fini è la dissoluzione. Del Noce mette in luce le contraddizioni e le due linee della filosofia illuministica, l'antitesi delle idee di Rivoluzione e Provvidenza. February 19 SCOPERTA DELLA VOCAZIONETra le mie foto preferite, quelle che tengo in mezzo ai libri che uso più spesso, ne ho una di circa 6-7 anni fa in cui sto facendo il bagno nel Lago Superiore di Roburent, valle Stura ai piedi dell’Oronaye. Con me nell’acqua gelida, c’è Paolino, un mio caro amico; con lui e con altri ragazzi stavamo facendo un campo mobile in tenda. Paolo sa suonare l’organo, è un buon nuotatore, canta, cammina e se la cava bene anche sugli sci; per molti anni è stato il mio chierichetto durante la S.Messa della domenica. Paolo ha un sorriso stupendo, dolcissimo, quel sorriso semplice, luminoso, gratuito che solo i ragazzi “down” hanno; quando siamo insieme e lo guardo, spesso mi chiedo quale progetto di santità abbia in mente Dio per lui; mi sono convinto che in fondo la sua vocazione sia quella di educatore, forse inconsapevole. Paolo mi ha insegnato tantissime cose: l’attenzione all’altro, al rispetto dei tempi e dei movimenti, dei desideri, della stanchezza di chi ti è vicino. La scoperta della propria vocazione è certamente la questione più importante della vita. Tanti, tantissimi giovani sono distratti e disorientati da altri problemi; la volontà di Dio è il principio unificante della mia vita. Quando dico queste cose ad un giovane, immediatamente nasce la domanda su come scoprire la propria vocazione; la domanda equivale a quella su come ascoltare la voce di Dio; volendo tentare una risposta, direi che prima di tutto è necessario affinare i sensi spirituali; è necessario essere persone raccolte, attente, con gli occhi spalancati, le orecchie distese per riconoscere la voce di Dio. I peccati, l’attaccamento egoista ai beni materiali, al prestigio, alle persone annebbiano i sensi e rendono più difficile l’ascolto di Dio. Da due anni a questa parte cerco di confessarmi tutte le settimane e mi regalo un’ora di silenzio al giorno, mezz’ora al mattino e mezz’ora al pomeriggio; sono sincero, non sempre ci riesco, ma quando lo faccio, ringrazio il Signore. Ripensando alla mia vita devo ammettere che non sempre è stato facile capire la volontà di Dio; fortunatamente sono stato spesso aiutato, confortato e addirittura guidato da persone che sentivano la voce di Dio meglio di me. Spesso ho chiesto consigli a persone sagge, che mi volevano bene e mi dicevano la verità anche se dolorosa; chi non è sincero non vuole bene davvero, vuole bene solo a se stesso: solo la verità rende liberi. Una volta intuita la propria vocazione entrano in ballo coscienza e volontà; dico coscienza e volontà perché seguire o non seguire la chiamata di Dio implica una responsabilità verso noi stessi e verso gli altri. La nostra vita, lo sappiamo bene, non è solo nostra, è di tutti; è fatta per essere donata perché tutti ne possano godere. Seguire la propria vocazione è, in un certo senso, un dovere verso la collettività. Se sarò un medico scadente, un sacerdote mediocre, un contadino pigro, una mamma sbadata, un politico disonesto, un giornalista superficiale, un insegnante svogliato, un operaio disattento, un impiegato furbacchione impoverirò il mondo. Educarci, crescere, formarsi è un dovere anche verso chi incontreremo sulla strada dell’amore; gli altri hanno il diritto di incontrare persone che cercano, ogni giorno con l’aiuto di Dio, di essere vere. Paolo è stato ed è ancora un grande dono per la mia vita. Certe volte mi manca un po’…fortunatamente ho una fotografia in mezzo ai libri che uso più spesso. don Nicolò Anselmi February 17 riflessioni IN PRIMO PIANO:
http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=42 Benedetto XVI: la vita dell'uomo non è un bene disponibile Cari fratelli e sorelle, ci rendiamo conto sempre più che la vita dell'uomo non è un bene disponibile, ma un prezioso scrigno da custodire e curare con ogni attenzione possibile, dal momento del suo inizio fino al suo ultimo e naturale compimento. La vita è mistero che di per se stesso chiede responsabilità, amore, pazienza, carità, da parte di tutti e di ciascuno... Domandiamo alla Madonna di volgere il suo sguardo materno su ogni ammalato e sulla sua famiglia, per aiutarli a portare con Cristo il peso della croce. IN LIBRERIA: http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24 O'Brien, Il libraio Pawel è un uomo afflitto. Soffre. Delle sofferenze tipiche dell'uomo moderno. Vive in una solitudine volontaria. Patisce un senso di vuoto che lo inibisce all'amore, perché a sua volta non si sente amato. E ha paura. Una paura paralizzante. Però a un certo punto il Male invade anche il suo piccolo mondo ordinato, fino a spezzarlo. Fino a destarlo. Prima l'imprevisto lo sconvolge, poi ecco la conversione. Che porterà al sacrificio. Pawel, infatti, salverà da morte certa David, lasciandogli come testamento parole che molti anni dopo gli cambieranno la vita. "Bisogna stare desti". "LOBBYING ETICO" http://www.fattisentire.net/ Salvate il matrimonio !!! Superior stabat lupus è l'incipit di una notissima favola di Fedro. È anche la frase che meglio ricorda l'arroganza di chi si considera il più forte e trova ogni pretesto per divorare il più debole. Sempre ovviamente in nome della giustizia. Invitiamo a scrivere ai politici della propria circoscrizione attraverso il "sistema portalettere" di FattiSentire.net, utilizzabile all'indirizzo http://www.fattisentire.net/modules.php?name=invio_mail2 Mons. Luigi Negri http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/default.asp?id=427 All'indomani della morte di Eluana Englaro Nella tragedia che si è consumata sotto i nostri occhi e che riempie di sgomento la nostra coscienza di cristiani e di uomini di buona volontà, accolgo volentieri l'invito ad una pausa silenziosa. Ma nel silenzio non deve vincere l'ipocrisia, questa enorme ipocrisia che altera i dati della realtà e che fa circolare menzogne anziché l'obiettiva realtà degli eventi e delle posizioni.. 13) Rino Cammilleri http://www.rinocammilleri.com/ Comunisti … taluni rimarranno nel Prc con lo stesso nome della corrente Rifondazione per la Sinistra. Cavallari chiede anche di tenere presenti le correnti interne: l'area di Ernesto Ferrero, Essere Comunisti, Sinistra Comunista, FalceMartello, Controcorrente. Conclude Cavallari: «Qui più che un'analisi politica servirebbe un'analista». Aggiungo io: tutte queste sigle, e le altre della sinistra, trovano, però, immediatamente l'unanimità quando c'è da dare addosso alla Chiesa. Sì, un'analista. E poi l'esorcista. 14) Antonio Socci http://www.antoniosocci.it/ Eluana e noi… Il quale Napolitano – detto per inciso – ha manifestato la sensibilità alla vita che può avere chi come lui viene dalla storia comunista, di dirigente del comunismo internazionale del Novecento. 15) Il Timone http://www.iltimone.org/rivistaEditoriale.php?idRec=103 A Voi... Ci sono ragioni culturali. Il Timone è uno strumento da impiegare per la buona battaglia apologetica. Che è urgente e che si svolge anche in casa nostra. Volete una prova? Troverete in questo numero la lettera di una mamma che ha utilizzato un articolo del nostro Cardinale Biffi per rispondere ad una colossale stupidata proferita nella classe del figlio proprio dal professore di religione. 16) Contro la leggenda nera http://www.kattoliko.it/leggendanera/ La Repubblica: la corazzata nichilista di Francesco Agnoli http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php? name=News&file=article&sid=1995 Breve storia del gruppo editoriale Repubblica-Espresso e del suo fondatore: Eugenio Scalari. Un progetto culturale che non lascia spazio a Dio e che viene da lontano. Da non trascurare i contatti con la Massoneria. 17) Luci sull'Est http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=4485 Pechino chiude le zone abitate da tibetani La autorità cinesi hanno di nuovo interdetto ai turisti esteri ampie zone di Gansu, Sichuan e Qinghai dove risiedono comunità tibetane. Il divieto durerà almeno sino alla fine di marzo, per impedire a osservatori e giornalisti di essere presenti quando, tra un mese, cadranno gli anniversari della rivolta anticinese in Tibet del 10 marzo 1959 e delle proteste esplose il 14 marzo 2008 e represse nel sangue. 18) Difendere la vita http://www.difenderelavita.totustuus.it/ Video pro life Un commovente video da YouTube: canzone pro life con sottotitoli in italiano. 19) Comitato verità e Vita http://www.comitatoveritaevita.it/ Eluana Englaro: Verita' E Vita presentera' una denuncia per omicidio volontario Quella di Eluana Englaro non è stata una morte naturale. La verità è molto semplice: è stata uccisa. E quando qualcuno viene ucciso, la giustizia degli uomini ha il dovere di indagare le responsabilità penali personali di coloro che hanno commesso il fatto criminoso. Per questo motivo – senza alcuna esitazione e senza alcun ripensamento – confermiamo quanto annunciato nelle scorse settimane: Verità e Vita presenterà quanto prima una denuncia alla Procura della Repubblica di Udine con... 20) Corrispondenza Romana http://www.corrispondenzaromana.it/new/letternew.php Hanno ucciso Eluana Englaro L'uccisione di Eluana pesa sulla coscienza di tutti coloro che in questi mesi hanno riempito le nostre orecchie con il loro assordante silenzio: credenti e non credenti, intellettuali e gente comune, laici e vescovi, che – forse per codardia – hanno taciuto, abbandonando questa vittima muta al suo destino. L'uccisione di Eluana pesa – soprattutto – sulla coscienza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. È stato lui a rifiutarsi di firmare un decreto che avrebbe letteralmente salvato la vita di questa donna. Questione di due-tre giorni: i due-tre giorni che sono serviti per ucciderla. February 16 ELUANA E NAPOLITANOLa scelta di don Aldo Trento (Cfr. http://www.totustuus.net/modules.php? name=News&file=article&sid=2588&mode=&order=0&thold=0) è effettivamente molto significativa perché rispecchia la frattura che questa tragica vicenda ha determinato tra il sentire diffuso, che appartiene a noi come alla maggior parte della popolazione, e le istituzioni. Ricordiamo che l'uccisione di Eluana Englaro è stata sancita dal decreto di volontaria giurisdizione (non da sentenza) di una Corte di Appello, sulla base di un pronunciamento creativo della Cassazione che, per l'occasione, ha cambiato radicalmente i propri precedenti orientamenti sul tema. In base a queste decisioni ci si è visti d'un tratto "autorizzati" a togliere la vita a una disabile, seguendo un protocollo clinico anch'esso inventato di sana pianta dai giudici, fattisi così medici oltre che legislatori: una morte somministrata meticolosamente come cura (che follia!), entro una concezione quasi zoologica delle potestà pubbliche verso la vita e la salute dei cittadini. Tutta una costruzione totalmente estranea, anzi apertamente in contrasto con l'ordinamento vigente e coi canoni di civiltà. Non è senza significato, infatti, che dall'autorevole e laico comitato Verità e Vita muova ora la denuncia per omicidio volontario http://www.comitatoveritaevita.it/repository/CS_N.70_10-02-2009.pdf, che a me parrebbe fondata stante che nessuna disposizione penale prevede una scriminante in qualche modo riconducibile alle suddette invenzioni dei giudici civili. http://www.comitatoveritaevita.it/repository/Diffida_alle_case_di_cura _03-02-2009.pdf A fronte di ciò, il decreto legge apprestato dal Governo unanime, espressione di larghissima maggioranza parlamentare, e nell'esercizio del potere legislativo che ad esso compete nei casi di urgenza, ha trovato ostacolo insormontabile nel "gran rifiuto", tassativo e non ritrattabile, alla emanazione da parte del Presidente della Repubblica: altra scelta senza precedenti, sia nella forma che nella sostanza, anche per la labilità delle motivazioni addotte, come spiega il costituzionalista prof. Olivetti, in sintonia, tra i tanti, con presidenti emeriti della Consulta quali Baldassarre e Mirabelli. E' palese quindi che – al di là della "controversia" giuridica (che a questo punto passa in secondo piano) – la scelta del Presidente Giorgio Napolitano, se pur diversamente ispirata nella sua intenzione dichiarata e certamente sincera, nel reprimere il potere legislativo del Governo ha mostrato una eminente connotazione politica- ideologica, lacerante e divisiva. Egli è apparso partigiano delle soluzioni e delle forzature dettate dal decreto giudiziario "rivoluzionario" delle Corti per il caso singolo a preferenza (!) dello svolgersi lineare del potere legislativo, infliggendo così una profonda frattura nel quadro istituzionale e, ancor più, tra la popolazione; in una prospettiva, peraltro, oggettivamente di scontro verso i cattolici e la Chiesa che tanta parte hanno nella società. Ora l'art. 87 della nostra - e sottolineo nostra - Costituzione dice che il Presidente della Repubblica "rappresenta l'unità della nazione" e in ciò sta il valore più alto ed essenziale dell'istituzione. Per questo, ricevuta la carica, il Presidente non appartiene più a nessun partito, a nessuno schieramento, ma è chiamato piuttosto a garantire il corretto e libero esercizio della sovranità popolare, attraverso i suoi organi costituzionali. Questa immagine sembra ora perduta e molto difficilmente recuperabile. A mio sommesso parere il guaio è fatto e non c'è rimedio. L'ipotesi di dimissioni andrebbe seriamente presa in considerazione dal Colle, vista la enorme gravità del caso che mette in gioco gli stessi principi fondativi della convivenza civile (il diritto indisponibile alla vita di ogni ammalato e sofferente!), allo scopo di restituire al paese una rappresentanza apicale che possa tornare a unire, e nella quale tutti possano serenamente riconoscersi come cittadini della Repubblica. In questa direzione possono muoversi, insieme all'opinione pubblica, anche tutti i parlamentari che lo hanno eletto, sia quanti hanno già, durante il drammatico svolgersi degli eventi, apertamente deplorato la sua condotta, sia quanti, pur non avendolo fatto, hanno a cuore l'unità della nazione e la vita sana (non comatosa né vegetativa) delle istituzioni democratiche. justum dei forum di http://www.totustuus.biz/ February 13 Eluana e noi
![]() ![]() February 12 GESTI D'AMORE CHE NON FANNO NOTIZIAIn una delle parrocchie dove ho svolto il mio ministero di prete vive una coppia di giovani sposi; hanno una bimba che ormai ha circa quattro anni. Hanno evidenti difficoltà economiche e qualche problema di salute. Tutta la comunità si è mobilitata, in modo più o meno segreto, per aiutarli. Sono anni che li seguo come posso; la loro vita è costellata di ricoveri, perdite di lavoro, prestiti e aiuti economici, litigi, rappacificazioni, crolli psicologici; cadute e riprese che sembrano non finire mai. Sono certo che tutti viviamo esperienze simili, tra i parenti o con amici; situazioni di persone singole o famiglie che continuamente aiutiamo e sosteniamo ma che sembra non riescano mai a uscire definitivamente dai guai. Nel silenzio, a riflettori spenti, ogni giorno nelle nostre famiglie e nelle nostre parrocchie avvengono migliaia di piccoli quotidiani gesti d’amore, donati e ricevuti che non fanno notizia ma costruiscono il mondo. Penso che l’altruismo sia ben più diffuso e radicato dell’egoismo; c’è davvero più gioia nel dare che nel ricevere. Alcune volte ho la sensazione precisa che qualcosa, o meglio, qualcuno, metta i bastoni fra le ruote a chi sta tentando di rialzarsi. Il Tentatore, il diavolo, è una realtà della nostra esistenza. Più volte al giorno chiediamo a Dio di liberarci da lui! La parola finale del Padre Nostro « liberaci dal male » è la traduzione di una parola di origine greca che più frequentemente vuol dire « maligno » piuttosto che « male » : Padre liberaci dal male, cioè dal maligno. Mi capita spesso di riconoscere l’azione del diavolo nella mia vita e in quella delle persone; si fa presente in prossimità delle scelte, delle risposte vocazionali, nei momenti in cui la vita sta per ripartire. È stato così con Gesù, all’inizio della Sua attività pubblica; i padri della Chiesa dicono che il diavolo tentò Gesù anche quando si avvicinava alla croce, l’estremo atto di fedeltà alla propria vocazione. Penso che la cattiveria del diavolo faccia tanto soffrire Dio Padre che ne è il creatore. La tradizione biblica, la Genesi e l’Apocalisse, ci insegnano che una donna schiaccerà la testa del serpente antico: la donna è prima di tutto la Chiesa; la comunità cristiana, l’amore fraterno sconfiggeranno il diavolo; la donna è ovviamente un richiamo anche alla Beata Vergine Maria, icona della Chiesa; a lei affidiamo tutte le persone sulle quali il tentatore lavora. Molti giovani sanno della potenza della Madonna e pregano « l’antico » Rosario, magari la sera, dopo aver giocato a calcetto o dopo una pizza con gli amici, sullo scooter e in bici, per se stessi, per coloro a cui vogliono bene, per tutti, a riflettori spenti, senza far rumore. don Nicolò Anselmi February 10 Eluana è mortaEluana è morta Cari amici, domani è la giornata del ricordo. Oltre alle Foibe, aggiungiamo alla memoria nostra e dei nostri figli la vergogna che oggi l'Italia deve subire per mano dei servi del relativismo e del nichilismo. La battaglie di FattiSentire.net continueranno, anche per Eluana. Innanzi tutto "Napolitano non è il mio Presidente", che vi invitiamo a dilatare ancora più, perchè il suo fine educativo non scompare con la morte di Eluana. Tornato perciò su http://apps.facebook.com/causes/posts/125326 cliccate quindi su "Invite" ed invitate tutti i vostri amici, ma proprio tutti, ad aderire ancora più di prima a questa e-campagna. Invece di inutili raccolte di firme, dire che "napolitano non è il mio presidente" è divenuta cosa attualissima. Inoltre, vi ricordiamo che è in corso un'altra importante e-campagna - "Salvate il mio matrimonio" - sul sito di Fattisentire.net. Per ora null'altro, se non - per chi è cattolico - la preghiera per la nostra povera Patria e per Eluana. David, di FattiSentire.net February 09 Bagnasco su EluanaEsito da scongiurare Più buio attorno a noi. E la vita più insidiata Eluana ha cominciato il cammino forzato verso la morte perché iniquamente privata del cibo e dell'acqua. E se non avverranno fatti nuovi, questo appare il suo ingiusto destino. Benché ormai molti riconoscano che per quanto in stato vegetativo persistente, la giovane donna non è attaccata ad alcuna macchina, respira cioè liberamente. Per cui non c'è nessuna spina da staccare' come si cerca di far credere, ma per vivere avrebbe bisogno come tutti - solo di essere alimentata, non potendo farlo da sola. Resta però un'altra 'spina', destinata ad acutizzarsi nella nostra società. E non solo tra i credenti o dentro la medesima sensibilità culturale, ma in corrispondenza a una domanda che non può essere censurata: come è possibile far morire una persona in nome di una sentenza? Come si può tollerare che passi nella mentalità comune una pretesa nuova necessità, e cioè il diritto di morire, invece di sostenere e garantire, anche nelle situazioni estreme, il diritto alla vita? Giacchè qui non si può che far riferimento all'eutanasia, che 'è una falsa soluzione al dramma della sofferenza, una soluzione non degna dell'uomo', come ha ricordato di recente Benedetto XVI, il quale ha aggiunto che 'la vera risposta non può essere infatti dare la morte, per quanto 'dolce', ma testimoniare l'amore che aiuta ad affrontare il dolore e l'agonia in modo umano' ( Angelus del 1° febbraio 2009). In verità, una domanda si affaccia insistente alla coscienza: non dare più il cibo e l'acqua ad una persona, come si deve chiamare se non omicidio? Di fronte al dramma della vita debole o ferita, l'unica risposta ragionevole e umana che traduce lo struggimento interiore che tutti prende è quella delle Suore di Lecco. Per quindici anni esse hanno accolto amorevolmente Eluana, veglian dola giorno e notte ed esprimendo fino alla fine il desiderio di ge nerarla ancora ogni giorno con l'amore. Così hanno mostrato, non a parole, come si reagisce all'imprevedibilità del dolore e come si attesta l'indisponibilità della vita. Una luce si sta spegnendo, la luce di una vita. E l'Italia è più buia. Un grande vuoto aleggia, destinato ad accrescersi nei giorni che seguiranno. E non solo perché Eluana non sarà più tra noi, ma perché la cultura egemone avrà ancora una volta negato la realtà, quella del limite, la realtà del dolore che la ragione – pur cercando di alleviarlo – ha sempre considerato parte stessa della vita. La realtà della sofferenza che la fede non esalta in sé, ma che nella croce di Cristo si illumina di significato e di valore. Si percepisce la sensazione che la fiducia reciproca venga meno perché di fatto è venuto meno quel favor vitae, che è da sempre alla base delle relazioni interpersonali. Una parola tuttavia di grave preoccupazione dobbiamo dirla circa la concatenazione di circostanze che vanno producendo un tale i naccettabile esito. Questa vicenda dolorosa, che vede al centro una persona che tutti sentiamo affettuosamente 'nostra', ci ha resi più insicuri. Non perdiamo l'occasione per riaffermare in modo più convinto e corale il sì alla vita; per fare, come società, un passo decisivo ed esemplare sulla via di un umanesimo reale e non parolaio. Per questo non possiamo tacere. + Angelo Bagnasco February 04 IN GIRO X L'EUROPA DA MISSIONARILa scorsa settimana Matteo è partito per l’Erasmus; è andato a Glasgow per il secondo anno della laurea specialistica in ingegneria navale. Matteo era molto attivo nella pastorale giovanile della sua diocesi. Conosco molti giovani che in questi anni sono andati per Erasmus in università europee: Spagna, Paesi Bassi, Regno Unito, Francia, Scandinavia. Con alcuni di loro ho fatto un cammino spirituale: capi scout, giovani di Ac, ragazzi di parrocchia. Con altri rimango in contatto via email durante la loro permanenza all’estero. Molte organizzazioni private addirittura propongono agli studenti di trascorrere il quarto anno della scuola superiore all’estero, negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Irlanda, in Australia o in Nuova Zelanda, per imparare l’inglese. I giovani che partono per queste esperienze sono in genere in gamba, bravi dal punto di vista dello studio, con alle spalle una famiglia che li segue, consenziente e disponibile ad affrontare una spesa non indifferente. Al loro ritorno, dopo 6 o 9 mesi, i giovani hanno in genere una valutazione globalmente positiva dell’esperienza: hanno imparato la lingua, incontrato nuovi amici, visto un mondo diverso. Dal punto di vista culturale invece, succede che non siano soddisfatti; religiosamente, moralmente, affettivamente finiscono anche per vivere esperienze rischiose, in taluni casi quasi devastanti. Spesso i giovani si trovano in ambienti dove la religione è messa davvero da parte e dove i costumi morali sono ancora più liberi dei nostri. Ho incontrato uno studente italiano in Erasmus a Copenaghen, a “Cristiania”: il nome sembra quello di un luogo “cristiano”, ma in realtà è un parco dove nostro Signore Gesù Cristo è presente, sofferente, fra le bancarelle di hashish e marijuana. Un anno, con un gruppo di ragazzi, abbiamo fatto un campo estivo in Olanda; celebravamo la Messa tutti i giorni fra noi. La domenica decidemmo di andare in una parrocchia; ci trovavamo in Zelanda, una regione del sud, in campagna. Dopo aver cercato a lungo in molti villaggi, abbiamo trovato una celebrazione eucaristica in un pensionato per anziani; il sacerdote olandese ci disse che aveva la cura pastorale di una zona di molti chilometri quadrati. I giovani che partono con Erasmus potrebbero essere dei veri missionari per l’Europa; Erasmus potrebbe essere un anno di risposta a una chiamata missionaria. Un giovane che faceva il catechista o l’educatore in parrocchia non potrebbe continuare a prestare servizio nella Chiesa a Helsinki o a Bruxelles? Forse basterebbe poco: un po’ di adorazione eucaristica seguita da una cena insieme e una catechesi... In alcune grandi città europee ci sono sacerdoti e comunità italiane che potrebbero aprire le loro chiese; alcuni già lo fanno. Non sono preoccupato per Matteo, voglio sostenerlo. Sento che Gesù ci chiama alla missione e che dobbiamo fare di più, con la preghiera e con gesti semplici e concreti. don Nicolò Anselmi |
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