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31 maart cattolici nell'unioneIl caso Binetti-Bobba: "Prodi nasconde i Pacs sotto le «unioni civili» " di Massimo Introvigne (il Giornale, 28 marzo 2006) Per alcuni sociologi la dissonanza cognitiva è il fenomeno per cui, smentiti dai fatti, gruppi religiosi o politici non ammettono l'errore né cessano la propaganda, ma al contrario gridano più forte, nella speranza di convincere anzitutto se stessi. Si sono visti così gruppi che avevano annunciato date per la fine del mondo diventare più attivi nella propaganda dopo il fallimento della profezia. In un'evidente situazione di dissonanza cognitiva si trovano l'ex presidente del comitato Scienza e Vita Paola Binetti, benemerita per avere contribuito alla sconfitta dei laicisti nel referendum sulla procreazione assistita, e il presidente dell'associazione di lavoratori cattolici Acli Luigi Bobba. Entrambi si sono candidati per la Margherita e hanno scoperto - dopo mesi, ma non è mai troppo tardi - di essere saliti sullo stesso treno di Vladimir Luxuria, dell'Arcigay e dei fanatici dell'eutanasia all'olandese. Anziché scendere dal treno - del resto, è troppo tardi - i due si sono messi a strillare per convincersi di non avere sbagliato, assicurando perfino per iscritto e per lettera che la loro presenza in Parlamento garantirà un'Italia senza quei Pacs, le unioni civili legalmente riconosciute anche fra omosessuali, tanto sgraditi alla gerarchia ecclesiastica. Gli attacchi dei radicali fanno il loro gioco, dando risonanza alla lettera e creando l'illusione che i due contino qualcosa. Da una parte la lettera ripete un'ovvietà, ma partecipa a un gioco delle tre carte inventato da Prodi e Rutelli: nel programma dell'Unione non c'è la parola Pacs, e forse questa parola non sarà usata neppure dopo le elezioni. Sapendo che la parola evoca la Francia e il suo laicismo, Prodi ha deciso di inserire nel suo programma esattamente la stessa cosa usando però un nome diverso, «unioni civili», secondo quella retorica dell'eufemismo per cui l'aborto, per esempio, in Italia va sempre chiamato «interruzione volontaria della gravidanza». Se Binetti e Bobba vogliono dire che basteranno loro due a fare argine, in caso di vittoria dell'Unione, all'assalto di qualche centinaio di deputati che voteranno per i Pacs chiamandoli con un altro nome, hanno bisogno o di uno psichiatra che li curi dalle manie di grandezza o di un corso accelerato sul modesto ruolo che la vita politica italiana assegna - specie a sinistra - ai peones pescati nella società civile, che servono per la campagna elettorale ma non contano nulla in Parlamento. La vicenda rivela però un malessere più profondo. Da anni il mondo dei laici cattolici italiani è diviso tra una cupola che s'inchina alla sinistra sulla base di un'interpretazione progressista del Concilio Vaticano II - teorizzata da quella «scuola di Bologna» che ha prodotto Romano Prodi - e una base che la pensa diversamente ma che stenta a trovare rappresentanza culturale e politica. Con il referendum sulla procreazione assistita la base, seguendo i vescovi e il Papa piuttosto che i leader di rito bolognese, si è ribellata alla cupola e l'ha sconfitta. Come è avvenuto in passato, la reazione della cupola è stata quella di cooptare qualche leader della base in rivolta sperando così di rabbonirla. Questa volta il gioco non dovrebbe funzionare: perché al referendum non hanno vinto la Binetti o Bobba, ma la gerarchia ecclesiastica e un popolo cattolico che si è stufato dei suoi leader di cartapesta Chiesa sotto 2 bandierePurtroppo vi è chi - pur di conquistarsi un benchè minimo spazio di visibilità - non esita a immaginare una mobilitazione elettorale, costituita da un "tam tam cattolico" a favore di vita e famiglia. La realtà, purtroppo, è opposta a quella dipinta da "Libero" del 28/3. Da parte nostra, abbiamo sinteticamente descritto le "pernacchie elettorali" fatte da cattolici al Papa. Stesso situazione è stata colta dall'acuto Marco Tosatti su "La Stampa" (Cfr. "Cdl o Ulivo? La Chiesa sotto due bandiere" http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp? ID_blog=25&ID_articolo=732&tp=C ) . Nella prospettiva di aiutarvi a chierire la posta in gioco ai vostri amici cattolici indecisi, vi segnaliamo dieci punti del programma elettorale de "La rosa nel pugno" (http://www.rosanelpugno.it/rosanelpugno/files/pieghevoleRetro.jpg e http://www.rosanelpugno.it/rosanelpugno/?q=node/47), in arrivo per posta nelle nostre case e da far avere ai vostri amici indecisi. Nell'introduzione, molto significativamente, si può leggere: "Radicali e socialisti si impegnano a trasformare i singoli obiettivi in proposte anche legislative da depositare in Parlamento nelle prossime settimane. Tali proposte rappresenteranno al tempo stesso il cuore delle nostre indicazioni programmatiche rivolte all'Unione, la base comune per l'azione parlamentare della prossima legislatura". Eccovi dunque i primi dieci punti di chi sarà il "momento dinamico" all'interno della "statica" Unione. Si tratta di un vero e proprio programma legislativo contro l'uomo. 1 - Divorzio breve: semplificazione delle procedure e drastica riduzione dei tempi per l'ottenimento del divorzio. 2 - PACS/coppie di fatto: istituzione del registro delle unioni civili di coppie dello stesso sesso o di sesso diverso. Possibilità di regolare per via contrattuale alcuni profili della vita in comune. 3 - No al finanziamento della scuola privata. No ad ogni forma di finanziamento alla scuola privata e confessionale, nel rispetto più rigoroso del dettato costituzionale sulla libertà di istruzione privata senza alcun onere per lo Stato 4 - Superamento del Concordato e dell'otto per mille, dei privilegi dell'esenzione Ici, di quelli per gli insegnanti di religione scelti dal vescovo. 5 - Droga: abolizione immediata delle norme che prevedono sanzioni penali per il consumo. Legalizzazione dei derivati della cannabis; sperimentazione della somministrazione controllata di eroina come avviene in Olanda e in Svizzera; uso terapeutico della marijuana. Revisione delle convenzioni internazionali sulle droghe. 6 - Aborto/Pillola del giorno dopo/RU486/Informazione sessuale e contraccettiva: possibilità di ricorso all'aborto farmacologico; facilitazione dell'accesso ai metodi contraccettivi e della pillola del giorno dopo. 7 - Ricerca scientifica e fecondazione assistita: libertà di ricerca e procreazione medicalmente assistita sul modello britannico. 8 - Eutanasia e testamento biologico: legalizzazione, regolamentazione e controllo della somministrazione, nei casi terminali, di farmaci contro il dolore anche se a elevato rischio. Interruzione del mantenimento artificiale in vita, nei casi di coma profondo e irreversibile, e comunque in quelli in cui non ci sia ulteriore aspettativa di vita che non sia puramente vegetativa: la scelta deve essere espressamente indicata in un apposito testamento biologico da prevedere per ogni cittadino. 9 - Prostituzione: legalizzazione. 10 - Scuola primaria e secondaria: mantenimento del valore legale dei titoli di studio ( = controllo statalistico sull'educazione primaria e secondaria) [Fine sintesi] Buona distribuzione a tutti! FattiSentire.net chiunque vinca non cambierà nulla?Il Piemonte tassa i cittadini per aiutare i trans Grazie a Mercedes Bresso, eletta con voto anche di cattolici, chiunque voglia cambiar sesso, può farlo in Piemonte, con assistenza di ottimo livello, grandi luminari della medicina, tecnologie avanzatissime, tanto il conto lo paga Pantalone. Non è vero che chiunque vinca non cambierà niente. L'esempio paradigmatico proviene dal Piemonte, regione passata nelle mani del sinistra-centro. Ebbene, il 25 maggio 2005, un mese dopo le elezioni, una delle prime iniziative della Regione divenuta rossa è stata quella di far pagare ai contribuenti la transgressività. Grazie a Mercedes Bresso, chiunque voglia cambiar sesso, può farlo in Piemonte, con assistenza di ottimo livello, grandi luminari della medicina, tecnologie avanzatissime, tanto il conto lo paga Pantalone. Presso l'ospedale delle Molinette, in collaborazione con l'Università di Torino, è stato, infatti, creato il Centro interdipartimentale disturbi identità di genere, CidiGeM, che, nonostante le troppe parole, significa semplicemente: cambiamento del sesso per chi ha problemi mentali. La questione - va rimarcato - non attiene ovviamente alle opzioni sessuali, più o meno sane o patologiche, che ogni cittadino è libero di prescegliere, riguardando, invece, la liceità della tassazione, ora aggravata, in Piemonte, anche dalla pubblica assistenza, all'agognato cambiamento di sesso. Il sinistra-centro non ha badato ai costi: il progetto sanitario, ad uso e consumo dei soli transessuali, vede la collaborazione dell'istituto di Urologia 2, diretta dal professor Dario Fontana; dell'istituto di Endocrinologia e malattie metaboliche, diretto dal professor Ezio Ghigo; dell'istituto di psichiatria 1, direttore professor Filippo Bogetto. Da notare di passaggio che i costi della Regione aumenteranno in maniera esponenziale, per l'implicito effetto domino: dovranno essere costruiti nuovi ambulatori, bagni, corsie. Al momento, sono stati eseguiti soltanto interventi chirurgici da maschio a femmina, ma le aspiranti al percorso contrario, appresa la buona nuova del servizio gratuito, sono già numerose. Per anni, i magistrati di prima pagina ci hanno epicamente ricordato il loro stoico impegno nel controllo di legalità. Ebbene, se c'è un giudice a Torino, che dirimi almeno la seguente dicotomia: se è vero che esiste - anche se a lungo disattesa - la legge del 1982, che autorizza i passaggi di sesso a spese del contribuente, è altrettanto vero che vige una norma opposta, che vieta interventi in assenza di malformazioni o patologie. Come la mettiamo? di Giancarlo Lehner Il Giornale n. 71 del 25-03-06 26 maart cupola laicistaComunque finisca, la campagna elettorale in corso avrà il merito di avere mostrato con un'evidenza straordinaria da che parte stanno in Italia tutti i «poteri forti», la cui scelta di campo a favore della sinistra è franca, esplicita, spesso perfino tracotante. Per la prima volta gli stessi poteri si manifestano apertamente all'interno del mondo cattolico italiano, dove dal Concilio Vaticano II una «cupola» di intellettuali e di teologi occupa un gran numero di posizioni di potere, dalle cattedre ai settimanali e mensili più venduti, e opera in strettissima simbiosi con gli altri «poteri forti» che dal cattolicesimo e dai suoi valori sono lontanissimi ma che di questa «cupola» cattolica sono compagni di merende e di finanziamenti elargiti attraverso le banche e le inserzioni pubblicitarie. Non è stato solo il Corriere della Sera a schierarsi per l'Unione; anche il più diffuso settimanale cattolico, Famiglia Cristiana, è passato dall'implicito all'esplicito con una serie di editoriali che attaccano duramente il Polo e Berlusconi, mentre il mensile Jesus (stessa catena editoriale) arriva a criticare la Conferenza Episcopale per le sue posizioni sul referendum in tema di procreazione assistita. Pietro Scoppola, che firma l'attacco su Jesus, fa parte di quella «scuola di Bologna» da cui esce anche Romano Prodi e che ha interpretato il Concilio Vaticano II come una rottura con tutta la tradizione precedente e come una resa della Chiesa di fronte non alla laicità ma al laicismo dominante. Da questa interpretazione del Concilio - e dalla «scuola di Bologna» - nasce l'intreccio di cultura, ma anche di interessi, fra «cupola» intellettuale cattolica e potentati economico-politici favorevoli alla sinistra e al laicismo. L'emersione di questa economia religiosa sommersa, che per anni ha preferito comandare dall'ombra, avviene per due motivi. Il primo è che proprio il referendum sulla procreazione assistita ha dimostrato che la «cupola», nonostante il denaro e il potere, non controlla più il mondo cattolico italiano, che non ha seguito i teorici del «cattolicesimo adulto» alla Prodi ma il magistero del Papa e del cardinale Ruini. Il secondo motivo è che l'interpretazione del Concilio che è al cuore della «scuola di Bologna» e del suo potere è stata presa di petto dal regnante Pontefice, in particolare in un magistrale discorso del 22 dicembre scorso. Qui Benedetto XVI ha denunciato come falsa «l'ermeneutica della discontinuità e della rottura» (fra il Concilio e la tradizione della Chiesa) che «si è potuta avvalere della simpatia dei mass-media» ma «ha causato confusione». In termini meno diplomatici - e certo meno appropriati a un discorso pontificio - l'allora cardinale Joseph Ratzinger, conversando con giornalisti, aveva a suo tempo definito l'«ermeneutica della discontinuità» come «un'idea stupida». E - sempre a un amico giornalista - il futuro Benedetto XVI aveva confidato che un principio che lo aveva sempre guidato, e che pensava gli fosse spesso tornato utile, era quello secondo cui «un'idea cattolica non può essere stupida, e un'idea stupida non può essere cattolica». L'«idea stupida» ha ancora molto potere nel mondo cattolico italiano, ma teme di perderlo se dopo il referendum anche le elezioni confermassero che la «cupola» non rappresenta la base. Di qui lo schieramento esplicito con Prodi e l'Unione, che però svela questa «cupola» teologico-giornalistica come semplice portatrice d'acqua dei «poteri forti» laicisti. Massimo Introvigne (c) il Giornale, 21 marzo 2006 25 maart VOGLIONO METTERE LE MANI SULLA CHIESA !!!!!
24 maart sai chi votare? fai un giro quivi consiglio questo link per vedere quale partito rappresenta meglio le vostre opinioni.
il voto è importante e farci rappresentare da chi la pensa come noi (indipendentemente dall'idea polica che si ha) è importante per avere un parlamento che rispecchi il pensiero degli italiani.
fateci un giro, lo merita
notizie utiliGiungono voci e copie di lettere diffuse all'interno di alcune Diocesi italiane che invitano a votare Romano Prodi. Non entro in merito alla questione se è nelle facoltà di un Vescovo quella di schierarsi apertamente e chiedere ai parroci di votare un candidato che si presenta con uno schieramento politico e con un programma apertamente anticattolico, ma ci sono alcuni elementi che dovrebbero essere presi in considerazone riguardo al candidato premier Romano Prodi. 1) Come denunciato chiaramente nel libro scritto da Lucetta Scaraffia, Eugenia Roccella e Assuntina Morresi "CONTRO IL CRISTIANESIMO - L'ONU e l'Unione Europea come nuova ideologia" (pagine 210 Edizioni Piemme, 2005) in qualità di Commissario Europeo, Romano Prodi ha finanziato con almeno 32 milioni di euro, le associazioni ed i gruppi che praticano aborti, sterilizzazioni e pratiche contraccettive nei Paesi in Via di Sviluppo. Si tratta di associazioni non solo antivita, ma apertamente anticattoliche, alcune di queste hanno chiesto di buttare fuori dall'ONU la Santa Sede, altre hanno accusato la Santa Sede di essere "omofobica " e contro l'emancipazione femminile perchè considera l'omosessualità un peccato e perchè non permette il sacerdozio femminile. 2) In occasione del Referendum sulla legge 40, relativo alla fecondazione assistita, Romano Prodi si è comportanto esattamente al contrario di quanto chiesto dallo schieramento cattolico. E' andato a votare, e non ha mai detto chiaramente che cosa ha votato. Ancora adesso non risponde alle domande su questo tema. Come si fa a votare una persona così poco trasparente? E' però stato reso esplicito da personaggi autorevoli del suo schieramento politico (l'ultimo è Massimo D'Alema) che appena al governo e con la maggioranza parlamentare, cambieranno la legge 40 esattamente come avevano richiesto con i referendum. 3) In merito alla difesa della vita e della famiglia, il 25 luglio scorso Romano Prodi, al margine delle riunione programmatica dell'Unione ha dichiarato che "Aborto e divorzio sono un Patrimonio dell'Unione". Dichiarazione ripresa da tutti i mezzi di comunicazione e ripetuta sui telegiornali della TV nazionale. Attualmente in Italia vengono abortiti più di 136.000 Bambini ogni anno, 372 ogni giorno e sono più di 200 le separazioni quotidiane e più di 100 i divorzi ogni giorno. Chi può pensare che tutta questa sofferenza sia un "patrimonio"? E quali altri tipi di "patrimonio" Prodi vorrà propinarci? 4) In merito ai PACS ed alle Unioni civili, Prodi ha scritto una lettera a Grillini in rappresentanza dell'ARCIGAY, impegnandosi ufficialmente a realizzarli una volta al governo. 5) Sull'utilizzo e la diffusione della pillola abortiva Ru486, il Ministro Francesco Storace ha messo in guardia sui rischi connessi all'introduzione della RU486 e agìto per limitare i danni della "sperimentazione", evitando anche la possiblità di importare da altri stati la pillola killer come in quasi tutte le regioni rosse stavano facendo. Interpelleato in materia Prodi ha dichiarato che si tratta solo di una questione di «tecnica sanitaria» ( Avvenire, 1-2-2006 pag. 7) -Per quanto riguarda le politiche del Governo Berlusconi non tocca a me indicare quali i benefici per i cattolici, ma ne cito alcuni a memoria. 1) mentre in tutta Europa, specialmente in Spagna, si vogliono cacciare dalle scuole gli insegnanti di religione, in Italia è stato fatto un concorso e sono stati assunti in ruolo. CGIL e cobas stanno raccogliendo le firme per cancellare concorso e legge. 2) Ha confermato la legge di esenzione dell'ICI per gli enti ecclesiali di utilità religiosa e sociale. (L'Unione vuole tassare tutte le propietà della Chiesa cattolica e degli enti ecclesiastici.) 3) Ha fatto votare la Legge 40 sulla fecondazione assistita e l'ha difesa nel referendum. Ha sostenuto la scuola privata, ha varato la possibilità di detrarre dalle tasse le donazioni a enti non profit fino al 10% del reddito (e fino a 70.000 euro) e la possibilità di devolvere il 5 per mille del reddito agli enti non profit, università, servizi sociali, specificando anche a chi si vuole devolvere. Ha garantito il bonus per i nuovi nati. Per questi motivi con tutto il rispetto della sua dichiarata cattolicità non posso votare Romano Prodi, sarebbe un peccato anche contro le indicazioni del Santo Padre che ha più volte indicato di leggere e valutare i programmi dei vari partiti e confrontarli con i valori e la dottrina cattolica." 22 maart da http://spaces.msn.com/ginlemon84/Contro i 120 libri, per lo più dispregiativi, sul Cavaliere, la bibliografia su Romano Prodi è magrissima. «Non esistono in libreria libri critici contro il Prof. o comunque si possono contare sulle dita di una mano. Ce n'è uno, del 2000, che ha vissuto una storia emblematica. Si intitola Prodeide, è stampato da una casa editrice che non c'è più, e l'ha curato Antonio Selvatici, un giornalista che oggi vende case». Ex giornalista, perché dopo la biografia non autorizzata di Prodi, «gli hanno fatto terra bruciata intorno». Nel luglio 1993 fu sentito come testimone della vicenda Sme dal pm Antonio Di Pietro, oggi suo alleato. Di Pietro sbattè i pugni sul tavolo: «E i soldi alla Dc chi glieli dava? Lei era capo dell'Iri, possibile che non mi sappia riferire niente?». «Prodi terrorizzato, andò pare a chiedere conforto al presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Qualche giorno dopo arrivò a più miti consigli anche il procuratore capo Francesco Saverio Borrelli: guarda caso al successivo interrogatorio di Prodi, Di Pietro non era neanche più presente». Le pagelle di Prodi presidente della Commissione europea sono pessime. Il giudizio della (oggi) alleata Emma Bonino sulla gestione Prodi degli affari Ue: «Cervello piatto». Il Financial Times: «La sua performance è stata orrenda». Sempre il FT: «È un dilettante, catapultato su una poltrona troppo importante per lui». Le Monde su Prodi a Bruxelles: «Una commissione in pieno caos». Il Times di Londra titolò: «Il problema Prodi». Il tedesco Die Welt: «Impacciato, dal linguaggio piatto, un uomo che perde spesso il filo del discorso dando l'impressione di non sapere bene di cosa stia parlando». LE VERITA' VANNO RACCONTATE TUTTE SEMPRE i segnali a cui fa riferimento RuiniNella prolusione al Consiglio Permanente della Cei di due giorni fa, il Card. Ruini ha fatto riferimento a "Segnali senza dubbio preoccupanti giungono da vari Consigli regionali, dove sono state presentate, e in qualche caso approvate, proposte riguardanti le unioni di fatto che equiparano in larga misura i loro diritti a quelli delle famiglie legittime". Ecco un articolo che indica alcuni di queste "segnali". Unioni di fatto, è gara a sinistra a chi offre di più. Avvenire, 18.03.06, p. 9. I temi laicisti continuano a dettare i tempi del dibattito politico nel centrosinistra. Se nel confronto televisivo fra Prodi e Berlusconi la scottante questione dei pacs è stata, forse volutamente, dimenticata, appare evidente come in realtà sia al centro delle proposte di buona parte delle forze di opposizione. Un fronte che sembra espandersi di giorno in giorno. Ultimo leader a pronunciarsi in ordine di tempo è stato il segretario dei Ds Piero Fassino, sulle orme di quanto affermato nei giorni precedenti da Massimo D'Alema. "La vittoria dell'Unione significa una legge per i diritti degli italiani che convivono, sia etero che omosessuali, e che non devono essere considerati cittadini di serie "b"", aveva sottolineato il presidente della Quercia. Ieri, nel presentare a Milano i candidati omosessuali nelle liste diessine, il segretario è stato esplicito: "Noi pensiamo che la soluzione dei "pacs" sia la più adeguata, tutelerebbero i diritti dei conviventi in caso di testamento, reversibilità della pensione, successione nel contratto d'affitto, assistenza in ospedale o in carcere... Serve una legge che consenta alle coppie di fatto di vivere con serenità e certezza. Sarà una delle priorità del centrosinistra, se vincerà le elezioni. Un impegno reso esplicito dalle candidature omosessuali che riproporremo anche nelle amministrative. Un impegno che insieme ad altri, come la difesa della 194 e la modifica della legge sulla fecondazione assistita, punta alla riaffermazione della laicità dello Stato". Concetto confermato dai candidati omosessuali presenti alla manifestazione. "Appena rieletto in Parlamento il mio primo atto sarà la presentazione della proposta di legge sui pacs", ha detto il leader storico dell'Arcigay Grìllini, in lista nella circoscrizione Milano l. E Anna Paola Concia, portavoce di Gayleft, ha aggiunto: "La vera battaglia si farà dopo i1 9 aprile quando si costruirà una buona legge". In altro contesto, Paolo Cento dei Verdi ha spiegato che il compromesso raggiunto nel programma di Prodi non è adeguato e "anche in Italia occorre aprire ai "pacs", come nella Spagna di Zapatero". E il leader del Sole che ride Pecoraio Scanio, così come Grillini, nei giorni scorsi sottolineava che non appena si riapriranno le Camere "presenteremo una proposta sui pacs per riconoscere ogni forma di unione". Parole in tutto coincidenti con quelle di giovedì sera a "Porta a porta", formulate da Boselli della Rosa nel pugno e Bertinotti di Rifondazione. Il fatto che non coincidano con le posizioni della Margherita e dell'Ueur, e solo in minima parte con quelle del programma di coalizione, ha spinto ieri la portavoce di Fi Elisabetta Gardini a chiedere a Prodi "di spiegare una volta per tutte qual è la vera posizione dell'Unione sui temi etici e sociali: se la sua di "cattolico adulto", o quella di Fassino, Grillini e Rosa nel pugno. Per quanto ci riguarda la politica è fatta di priorità. E la CdL ha messo al primo punto del proprio programma la famiglia naturale, quella formata da un uomo e una donna, alla quale fa riferimento la nostra Costituzione". Luca Volonté dell'Udc si chiede a quali "contorsionismi" dovrà sottoporsi Prodi "per impedire la laicità a senso unico garantita dai nuovi guardiani "rossi e gay", alba di un'ideologia totalitaria". Secondo Pedrizzi di An, infatti, non ci sono dubbi: "L'impegno strenuo per il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, così come per la legalizzazione dell'eutanasia, è frutto di un'esigenza ideologica e non sociale". come e xkè sparì excalibur
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