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4月24日

Con la famiglia e contro i DICO

Che sia giunto il momento di darci una scossa?
Qualcosa sta forse cambiando in casa nostra?
Che sia questo il tempo di far vedere a tutti che la misura
è colma, che siamo stanchi di subire senza insorgere, di
essere offesi senza difenderci, di essere ridicolizzati
senza reagire?

Sembra proprio così.
Le organizzazioni laicali del mondo cattolico sono
intenzionate a scendere in piazza per difendere la famiglia,
organizzando a Roma un "Family day" ("un giorno della
famiglia", o "per la famiglia", si dice in italiano), dagli
assalti dei suoi nemici che in questi ultimi tempi si sono
fatti assai insidiosi.
La data prevista è il prossimo 12 maggio.

Le notizie che leggiamo sui giornali dicono di qualche
difficoltà nella realizzazione di questo evento, vuoi
organizzativa (si capisce: non siamo abituati a questo
genere di cose), vuoi perché qualche gruppo o associazione
teme che la manifestazione si riveli anti-governativa. E
loro, a questo governo, ci tengono molto.
Una preoccupazione, questa, che, a parere del sottoscritto,
fa pensare, perché lascia intendere che la difesa della
verità su un tema decisivo come quello della famiglia sia
subordinata alla tenuta di quello stesso governo che, se
passa la sua proposta dei "Dico", proprio alla famiglia
intende sferrare un attacco micidiale.

Speriamo che una grande, popolare manifestazione a favore
della famiglia mostri a quanti hanno la responsabilità
politica di prendere decisioni che il mondo cattolico,
almeno sul fronte dei principi "non negoziabili", è unito e
vuole farsi sentire.
Se verremo convocati a Roma, dobbiamo andarci numerosi più
che mai.

Il Timone una piccola parte nella buona battaglia in difesa
della famiglia l'ha svolta.
Sono quasi 50.000 ormai le copie diffuse in tutta Italia del
nostro dossier sui "Dico".
Continuano a giungerci richieste e tanti apprezzamenti.
Questi ultimi, come facciamo sempre, li giriamo al buon Dio,
al quale va ogni merito per quel poco di bene che riusciamo
a fare, nonostante la nostra pochezza.

«Non posso tacere la mia preoccupazione per le leggi sulle
coppie di fatto», ha detto Papa Benedetto XVI, tirandosi
addosso gli strali di tanti politici che col mondo cattolico
nulla hanno a che fare e suscitando serie apprensioni tra
quelli che cattolici lo sono, ma che sulla famiglia la
pensano diversamente dal Pontefice.
«Se si dice che la Chiesa non dovrebbe ingerirsi in questi
affari - ha proseguito il Papa - allora noi possiamo solo
rispondere: forse che l'uomo non ci interessa? I credenti,
in virtù della grande cultura della loro fede, non hanno
forse il diritto di pronunciarsi in tutto questo? Non è
piuttosto il loro - il nostro - dovere alzare la voce per
difendere l'uomo, quella creatura che, proprio nell'unità
inseparabile di corpo e anima, è immagine di Dio?».
La preoccupazione del Papa è la nostra!
Il suo amore per Dio e per l'uomo è il nostro.
Il suo dovere di alzare la voce lo facciamo nostro.

I lettori del Timone a Roma ci saranno.
In tanti.
Anche per affermare che è finita l'era di un mondo cattolico
complessato, in ginocchio, umiliato.

«Aiutati che il Ciel ti aiuta», recita un proverbio dei
nostri vecchi.
Che tutto sia nella mani di Dio noi lo crediamo
profondamente.
Ma un "aiutino" in favore della famiglia lo diamo
volentieri.
Poi il Cielo farà la sua parte.

Gianpaolo Barra,
Editoriale de "Il Timone" n. 62 - Aprile 2007
http://www.iltimone.org/rivistaEditoriale.php?idRec=85

riflessioni cattoliche

IN PRIMO PIANO
http://primopiano.totustuus.info/
B. XVI: Una società che perde la direzione, non sa più dove
andare
Una società nella quale la coscienza cristiana non vive più,
perde la direzione, non sa più dove andare, che cosa si può
fare e che cosa non si può fare, e finisce nel vuoto,
fallisce. Solo se la coscienza viva della fede illumina i
nostri cuori, possiamo anche costruire una società giusta.
Non è il Magistero che impone dottrine. È il Magistero che
aiuta perché la coscienza stessa possa ascoltare la voce di
Dio, la coscienza stessa possa conoscere quanto è bene, che
cosa è la volontà del Signore. È solo un aiuto affinché la
responsabilità personale, nutrita da una coscienza viva,
possa realmente funzionare e così contribuire a far sì che
la giustizia sia realmente presente nella nostra società: la
giustizia al proprio interno e la giustizia universale per
tutti i fratelli nel mondo di oggi. Oggi non c'è solo la
globalizzazione economica: c'è anche la globalizzazione
della responsabilità; questa universalità, per cui tutti
siamo responsabili di tutti..

IN LIBRERIA:
http://libreria.totustuus.info
JOSEPH RATZINGER, La figlia di Sion. La devozione a Maria
nella Chiesa
Questo libro, piccolo ma estremamente denso e ricco di
contenuti, è il risultato di tre conferenze che Joseph
Ratzinger tenne alla vigilia della sua nomina a Cardinale di
Monaco sul tema della devozione a Maria all'interno della
Chiesa. All'epoca, siamo nel bel mezzo degli anni '70 - l'originale
in lingua tedesca è infatti del 1977 - in una Chiesa
attraversata in pieno dalla crisi che seguì il Concilio
Vaticano II, la devozione mariana era attaccata da più
parti, spesse volte anche all'interno della Chiesa stessa. E
proprio in questo tormentato contesto, l'allora teologo
Ratzinger, si preoccupa di mostrare ed esplicare come la
devozione a Maria, fondata biblicamente e teologicamente,
non solo può avere spazio nella fede cattolica, ma è
fondamentale per la spiritualità dei cristiani.

RINO CAMMILLERI
http://www.rinocammilleri.it/
Cina
Il tiggì del 15 aprile 2007 mostrava, in Cina, la
distruzione pubblica di 42 milioni di pezzi di materiale
contraffatto. Però il "Corriere della Sera", la mattina,
aveva riportato che si trattava di materiale pornografico.
In effetti, cambia tutto. Bene, dunque. Si badi, sulla Cina
avremmo ben altre riserve. Né si tratta di bacchettoneria da
parte nostra. La pornografia serve a una sola cosa: a
masturbarsi. E scusate se non abbiamo usato perifrasi.
Ricordo personale: una puntata del talkshow di Gad Lerner
sul tema, invitato anche il sottoscritto fra gli altri. Ma
l'"intellettuale
cattolico" era relegato in terza fila e privo di microfono
al bavero. Al centro, venerata e omaggiata, una pornostar
(oggi si chiamano così) francese, che presentava un suo
libro (indovinate l'argomento).

13) MONS. ALESSANDRO MAGGIOLINI
http://www.alessandromaggiolini.it/bin/servlet/mediabox.servlets.prese
ntation.DettaglioInfo?idInfo=36143&url=dettaglioRassegna.jsp
Italiani ignoranti in religione? La colpa è solo dei preti
Siamo un paese di quasi analfabeti colti in fatto di
cattolicesimo. Spiace per Benedetto Croce, il quale
probabilmente conosceva un altro cristianesimo e quella
prima stella intellettuale che si chiama Eugenio Scalfari,
già introdotto in teologia, il quale scrisse con prosopopea
che nel Vangelo non c'è traccia del Padre Nostro... 25000
omelie domenicali dovrebbero cavare delle saggezze
altissime. E invece. Chissà: se invece di parlare di
buonismo e di pacifismo si ritrovasse il coraggio di dire,
anche da parte dei preti, che Gesù è il Verbo Incarnato e
Risorto, Salvatore di tutti gli uomini. Forse la vita
sarebbe anche più allegra.

14) VITTORIO MESSORI
http://www.et-et.it/articoli2007/a07d16.htm
Chi ha paura del vero Gesù. Ratzinger contro i "maestri del
sospetto".
Sin dalle prime righe della Premessa al suo Gesù di Nazaret,
Joseph Ratzinger (come preferisce essere indicato, scrivendo
qui come studioso privato) spiega perché, con una sorta di
urgenza, ha dedicato al libro "ogni momento libero" anche
dopo "l'elezione alla sede episcopale di Roma". , spiega
questa fretta usando un'espressione significativa, che
sembra in contrasto con i suoi toni sempre pacati ed
equilibrati. c'è oggi "una situazione drammatica per la
fede". Fede che sta dissolvendosi, se non si contrasta l'aggressione
- che viene anche da certa intellighenzia cattolica - alla
verità storica dei racconti evangelici.

4月23日

Inter campione (le prove della truffa)

   SPOGLIATOIO IN PILLOLE
   Georgatos, ex giocatore dell'Inter, ad aprile 2006, a proposito dei
   vecchi compagni dell?Inter, dichiara:
   "c'era chi prendeva pillole e si faceva iniezioni... gruppi di persone
   rifornivano i giocatori...ho capito cosa stava accadendo..."

   2005 ESTATE D'AFFARI
   Vendita fasulla dei diritti di sfruttamento del marchio Inter in modo
   da consentirle di truccare i bilanci per 158 milioni di Euro;
   si ricorda che non avrebbe potuto partecipare al campionato 2005-06
   (quello dello scudetto fittizio); ma Guido Rossi (toh, guarda chi
   c'è, sempre questo ex dirigente nerazzurro che assegna gli scudetti!)
   della COVISOC riammette l'Inter ed addirittura concede uno sconto
   (ricapitalizzazione di soli 40 milioni e non di 158, con decurtazione
   del 75% del malloppo)

   2006 UN BEL SOSPETTO
   lo Spezia un anno fa apparteneva a Moratti; è stata venduta ad una
   società  che appartiene ad una Fiduciaria parmense; nessuno conosce
   (chissà  perché) il proprietario attuale di tale Fiduciaria parmense;
   se si tratta di Moratti o di un suo parente fino al quarto grado, è
   illecito (punibile con la revoca dello scudetto revocato ad altri e
   retrocessione)

   2006 LO SCUDETTO DELL'ONESTA?
   Milano, 25^ giornata: Stankovic, sconfitto sul campo per 2-1 dalla
   Juventus, chiude a chiave gli spogliatoi di San Siro per nascondere
   l'inverosimile agli occhi dell'arbitro e degli atterriti assistenti
   (Dejan, nunsepofà ..., perchè lo fa solo Moggi)

   SEQUESTRO DI PERSONA?
   NO! Quale sequestro, il commissario ?davvero straordinario? Guido
   argonauta Rossi, già  consigliere dell'Inter nel quinquennio
   1995/1999, difensore dell'Inter (e di Milan e Juve) nel confonto sui
   diritti TV con la Fiorentina e il Consorzio Calcio Italia, dipendente
   Telecom in pensione (ora dinuovo a cavallo), ritiene di premiare chi
   si era sempre comportato correttamente e premia l'Inter!
   A tal proposito è opportuno riportare una dichiarazione
   dell'argonauta. "Il fatto che io sia stato per un brevissimo periodo
   [cinque anni, ndr] nel CdA dell'Inter e che io sia amico personale di
   Massimo Moratti non c'entra niente. Moratti da quando ho assunto
   questo incarico, per la sua estrema delicatezza, non mi ha più
   neanche telefonato..."
   Ps:
   Nel corso dello scandalo cosiddetto Moggiopoli, giungono a Guido
   Rossi da tutt'italia segnalazioni su comportamenti illeciti tenuti da
   altre squadre
(Inter, Milan, Roma, Lazio, Parma ecc.). L'argonauta
   decide di perseguire penalmente chi segnala tali comportamenti perchè
   "INTRALCIA IL LAVORO DELLA GIUSTIZIA!!!"

   2006 SEMPRE A PROPOSITO DELLO SCUDETTO DELL'ONESTA?
   La senatrice Maria Burani Procaccini propone un'interrogazione al
   ministro dello sport Melandri. Avanza pesanti dubbi sul processo a
   Calciopoli e punta l'indice sul subcommiss ario della Figc, Paolo
   Nicoletti.
   "Scudetto 2005-2006 ai nerazzurri? Sarebbe uno scandalo visto che il
   vice commissario della Figc lavora per la famiglia Moratti".
   Paolo è il figlio dell'avvocato Francesco Nicoletti, originario di
   Dipignano, in provincia di Cosenza, trasferitosi negli Anni Sessanta a
   Milano per divenire stretto collaboratore e legale di fiducia di
   Angelo Moratti. Nicoletti, dunque, è legato da rapporti professionali
   con la Saras della famiglia Moratti.
   Questo è un altro di quelli che faranno un calcio nuovo.
   Passaporto falso di Recoba per passare da comunitario e superare i
   limiti al numero degli extra
   Moratti ha ottenuto da Guido Rossi (quello super partes) lo scudetto
   per un tributo all'onestà  nerazzurra e "ha dimenticato" che il suo
   direttore generale Lele Oriali ed il suo pupillo Alvaro Recoba hanno
   da pochissimo patteggiato una pena per aver falsificato il passaporto

   (Recoba non aveva antenati in Europa) e ricettato patente rubata
   (quella di Recoba) e sono stati condannati a 6 mesi di carcere
   ciascuno (tramutata in pena pecuniaria di 21.420 euro).
   Moratti forse non ricorda che c'è un tetto all'ingaggio di
   extracomunitari e superare quel tetto significa voler imbrogliare chi,
   regolarmente, ne utilizza il numero consentito.

   Ps: Nel 2001 il St Etienne è retrocesso in B a causa della
   penalizzazione di 7 punti e della multa comminata per i passaporti
   falsi del brasiliano Alex e dell'ucraino Levitsky (ha impiegato 3 anni
   per risalire in Ligue 1)
    Patente di Recoba risultata rubata alla motorizzazione di Latina
   (ricettazione)
   Kallon fermato per nandrolone (l?Inter dichiara che lo usava per i
   brufoli)
   Martins fermato dalla società  stessa per ematocrito alto prima di
   Cagliari-Inter
   Pagamento fideiussione fuori tempo 3 anni fa, ma poi, di nascosto,
   fatta risultare "regolare" tramite atto doloso
   (l?Inter sarebbe stata cancellata d al campionato ed oggi non
   esisterebbe più)
    L'Inter nel 2006 è da tre mesi sotto inchiesta dalla procura di
   Milano per plusvalenze, inchiesta ancora in corso
   L'Inter nel 2001 è stata sotto inchiesta dalla procura di Roma per
   plusvalenze, di quella inchiesta non si hanno più notizie
   Mancini, il moralizzatore, che accetta (a Firenze) il patentino
   preso illecitamente grazie al sistema di cui parla male
   Fidejussioni false firmate da Facchetti per la Reggina
   In una intervista del settimanale "OGGI" a Luciano Moggi:
   Ma è vero che esistono delle fideiussioni bancarie firmate da
   Facchetti per qualche società di calcio?
   Moggi: "L'ho scoperto leggendo una deposizione di Giuseppe Gazzoni
   Frascara, ex presidente del Bologna. Mi ha stupito molto. Gazzoni ha
   messo a verbale, davanti ai giudici, certe cose. Bisognerebbe
   chiederlo a lui, o a Facchetti o ai giudici. Certo è un bel mistero".
   Materazzi che, il 5 maggio 2002, chiede all'avversario in partita
   (la Lazio) di farli vincere
(e dire che i laziali ? a parte Poborsky -
   ci hanno pure provato...)
   Incontri, mai negati, di Facchetti con Nucini ? l?arbitro ha
   dichiarato di essere molto amico di Facchetti e di aver pranzato
   spesso con lui, si lamentava col ?brindellone? di ostacoli alla sua
   carriera e chiedeva raccomandazioni (complimenti, proprio un arbitro
   super partes, con lui le squadre che incontravano l'Inter erano
   sicuramente tutelate)
   - La Juventus per motivazioni simili ha avuto: retrocessione in B,
   meno 17 in classifica, revoca di 2 scudetti, mancata partecipazione
   per almeno 3 anni alla Champions, obbligo di fatto a vendere tutta la
   squadra titolare -
   Cene, mai negate, Facchetti-Bergamo a casa Bergamo, quando l?Inter
   andava a giocare in Toscana
(addirittura Bergamo dichiara che
   Facchetti si fermava anche a dormire a casa sua, dove spesso parlavano
   delle griglie arbitrali)
   Riportiamo l'inter vista a Bergamo nella trasmissione MATRIX di Enrico
   Mentana.
   Mentana domanda:
   "Signor Bergamo, in una telefonata con Moggi si parla di "una cena"
   con Giraudo a casa sua, Vorrei sapere oltre a loro ha invitato altri
   dirigenti a casa sua?"
   Bergamo risponde:
   "Certamente, venivano a casa mia molti dirigenti di società di calcio
   anche con le loro famiglie, in quanto legato da vecchie amicizie"
   Mentana:
   "Qual'era il dirigente che veniva più spesso a trovarla??"
   BERGAMO:
   "beh! per la verità , non posso nascondere che GIACINTO FACCHETTI e'
   stato quello che più degli altri RICEVEVO IN CASA"!
   - La Juventus per motivazioni simili ha avuto: retrocessione in B,
   meno 17 in classifica, revoca di 2 scudetti, mancata partecipazione
   per almeno 3 anni alla Champions, obbligo di fatto a vendere tutta la
   squadra titolare -

   Telefonate, innegabili, Facchetti-Pairetto. In una di queste si
   parla a lungo di biglietti di partite dell'Inter da consegnare a
   Pairetto
e pronti nella sede dell?Inter che passerà a ritirare un
   certo Santambrogio.
   - La Juventus per motivazioni simili ha avuto: retrocessione in B,
   meno 17 in classifica, revoca di 2 scudetti, mancata partecipazione
   per almeno 3 anni alla Champions, obbligo di fatto a vendere tutta la
   squadra titolare -

   Telefonate, mai negate, Moratti-Fazi
   - La Juventus per motivazioni simili ha avuto: retrocessione in B,
   meno 17 in classifica, revoca di 2 scudetti, mancata partecipazione
   per almeno 3 anni alla Champions, obbligo di fatto a vendere tutta la
   squadra titolare -
    Telefonate Inter-Bergamo, nella trasmissione di Antenna3 del
   11/09/2006 Bergamo dichiara di aver ricevuto telefonate dai dirigenti
   di tutte le squadre di A e si stupisce di come risultino intercettate
   solo le telefonate di Moggi
   
   Carta di identità di Daniele Bernazzani falsificata (abbassata
   l'età ) e scoperta durante mondiale Fifa per giovanili (complimenti
   per la sportività)
   Carta di identità di Massimo Pellegrini falsa (usato nome e
   cognome di altra persona) anche lui aveva superato il limite massimo
   di età  (ancora complimenti)

il papa pellegrino dal santo peccatore

di Antonio Socci

Agostino, studente a Cartagine, a 17 anni inizia a convivere – una “coppia di fatto” – con una giovane nordafricana che amerà per 14 anni avendo da lei anche un figlio (all’età di 18 anni). Chi è questo giovane “avventuriero” che in pochi anni diventa uno degli intellettuali più brillanti di Roma e di Milano? Si tratta di Agostino d’Ippona, colui che – convertendosi a 32 anni - diventerà uno dei più grandi santi della storia della Chiesa, il più grande fra i padri e dottori della Chiesa, colui alla cui tomba, a Pavia, Benedetto XVI oggi va a in pellegrinaggio (Ratzinger si laureò con una tesi su di lui e ha sempre considerato Agostino come il suo maestro).

Giuliano Vigini nel libro “Sant’Agostino”, che ha la prefazione proprio di Joseph Ratzinger, scrive che quella “unione di fatto ottiene il risultato di porre un freno al dilagare delle passioni amorose di Agostino e diventa un elemento equilibratore nella sua vita affettiva”. Nel 1998 il senatore Andreotti, presentando con il cardinal Ratzinger un libro sull’attualità di sant’Agostino, disse: “Mi ha colpito una cosa leggendo l’Enciclopedia Cattolica: laddove si parla di Sant’Agostino si dice testualmente che, quando andò a Cartagine, questo giovane diciassettenne ‘si piegava a una certa regola, unendosi senza matrimonio, con una grande fedeltà, alla donna madre del suo figlio’ ”. E’ il caso di ricordare che l’Enciclopedia Cattolica è un’opera assolutamente ortodossa, addirittura emblematica del pontificato di Pio XII. Quelle considerazioni la dicono lunga sulla saggezza della Chiesa che non è per niente impaurita dalla vita e dall’umano (come oggi caricaturalmente la si vuol rappresentare) e sa cosa è l’uomo senza la Grazia di Cristo.

In una delle sue prime interviste da papa, Benedetto XVI disse: “il cristianesimo, non è un cumulo di proibizioni, ma una opzione positiva…questa consapevolezza oggi è quasi completamente scomparsa”. Insomma la Chiesa è una possibilità di vita più umana, più appassionante e felice di qualunque esistenza senza Cristo.

Come scoprì e poi proclamò Agostino che, pur essendosi convertito giovane, a 32 anni, prima aveva sperimentato – scrive il Papa - “quasi tutte le possibilità dell’esistenza umana… Il suo temperamento passionale” ricorda Ratzinger “gli fece imboccare numerose strade”.

Ma di fronte a tutte le “avventure” che precedono il battesimo, Ratzinger non mette affatto la sordina, né le derubrica a errori su cui stendere un pietoso velo. Al contrario nella prefazione al libro di Vigini, per spiegare la grandezza dell’opera teologica di Agostino, l’attuale Papa scrive che “la sua teologia (di Agostino) non nacque a tavolino, ma venne sofferta e maturata nell’odissea della sua vita”.

Aggiunge perfino che “non sono le teorie bensì le persone quelle che rendono credibile un modo di vivere” e Agostino “è così umano, così credibile proprio perché la sua vita non ebbe un andamento lineare e le sue risposte non furono solo teorie”. Ma come possono il Papa e la Chiesa indicare come esempio un uomo che ha percorso tante vie di peccato? Quello che in realtà indicano come esempio è il suo desiderio inappagato di verità e felicità. Perché - spiega Ratzinger – Agostino fu sempre leale col suo cuore e non si accontentò mai di “felicità” fittizie, finché non gli si rivelò la vera Felicità (ed era Gesù Cristo stesso). “Solo questo egli non poté e non volle mai” scrive Ratzinger “accontentarsi di una normale esistenza piccolo-borghese. La ricerca della verità bruciava in lui con troppa passione perché egli potesse accontentarsi di spendere la vita in modo convenzionale”. In effetti Agostino riconosceva (anche per tutte le sue peripezie intellettuali oltreché esistenziali) cos’era la vita in se stessa: “tutto quello su cui posavo lo sguardo era morte… Ero infelice, in un profondissimo tedio della vita e la paura della morte… Io costituivo per me stesso un luogo desolato, dove non potevo stare e da cui non potevo fuggire. Non c’era sollievo né respiro in nessun luogo”.

Da questo “nulla” – come racconta nelle Confessioni – fu portato alla vita vera attraverso una serie di incontri decisivi a Milano con persone innamorate di Cristo: con Ambrogio, con Simpliciano e una quantità di giovani che – perfino in accordo con le ex fidanzate – decidevano di scegliere la castità e la vita in comunità come gli apostoli (era il primo monachesimo). E’ lì che Agostino sente l’attrattiva di Gesù più forte dei piaceri carnali “perché ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposi in te”. Così esplode in un nuovo sorprendente impeto di adesione: “mi avevi infatti così convertito a Te, che io non pensavo più a cercarmi una moglie”. Quindi “fummo battezzati” (lui, con il figlio e gli amici) “e si dileguò da noi l’inquietiudine della vita passata. Tu, che fai abitare in una casa i cuori umani, il Tuo perdono sprona il cuore a non assopirsi nella disperazione, a non dire ‘non posso’, a vegliare invece nell’amore, investito dalla Tua misericordia, forza di me debole”.

La figura di Agostino è straordinariamente moderna. Su di lui esce in media nel mondo un libro al giorno. La sua riscoperta nella Chiesa, grazie a Benedetto XVI, potrà avere effetti straordinari. In che direzione? Nella “Sacramentum caritatis” il Papa ha scritto: “Con acuta conoscenza della realtà umana, sant'Agostino ha messo in evidenza come l'uomo si muova spontaneamente, e non per costrizione, quando si trova in relazione con ciò che lo attrae e suscita in lui desiderio”.

E’ un cambiamento di mentalità che Ratzinger da tempo chiede ai cattolici e che potrebbe trasformare la percezione che i moderni hanno della Chiesa. Don Giacomo Tantardini, che all’Università di Padova da ben dieci anni tiene un ciclo di lezioni sulla figura e l’opera di Agostino, ha indicato quella frase del papa come decisiva: “il tempo della Chiesa è caratterizzato proprio da questa dinamica: l’incontro con un’attrattiva presente che corrisponde al desiderio dell’uomo”.

In particolare “sant’Agostino arriva a dire, seguendo san Paolo, che tutta la dottrina cristiana senza la delectatio e la dilectio, senza l’attrattiva amorosa della grazia, è lettera che uccide. Non è la cultura, neppure la dottrina cristiana, che può stabilire un rapporto con un uomo per il quale il cristianesimo è un passato che non lo riguarda. È qualcosa che viene prima della cultura. Questo qualcosa che viene prima sant’Agostino lo chiama delectatio e dilectio, cioè l’attrattiva amorosa della grazia… Questo diletto, questa felicità è il motivo e la ragione per cui si diventa e si rimane cristiani”.

Queste lezioni di Tantardini sono raccolte adesso in libro, “Il cuore e la grazia in S.Agostino” (Città nuova) che sarà presentato il 27 novembre prossimo a Padova dal patriarca di Venezia Angelo Scola, personalità molto rappresentativa della Chiesa di Benedetto XVI. Esse “costituiscono un ‘caso’ di grande interesse culturale” secondo l’agostiniano Nello Cipriani. “L’idea che si diventa e si rimane cristiani perché si prova un piacere nell’aderire a Gesù Cristo non è solo di Agostino ma anche di don Giussani, autore di un libro intitolato ‘L’attrattiva Gesù’. Io credo che don Giacomo Tantardini” scrive Cipriani “abbia colto la profonda consonanza esistente tra l’esperienza cristiana vissuta e proposta tanti secoli fa da sant’Agostino e quella proposta oggi da don Giussani”. Le sue pagine aiutano “gli ascoltatori e i lettori a scoprire o a riscoprire la bellezza e la gioia di un’autentica esperienza cristiana, che, al di là delle dottrine teologiche e dei riti religiosi, è soprattutto un incontro personale con Cristo, che, sempre vivo e presente, è capace ancora oggi di suscitare una profonda attrattiva nel cuore dell’uomo”.
E’ questo che Benedetto XVI annuncia a tutti.

Da “Libero”, 21 aprile 2007


4月22日

benedetto a pavia

Il viaggio di Benedetto XVI a Pavia ha un significato speciale che provo a spiegare nell’articolo sottostante questa nota. Oggi il mondo cattolico e la Chiesa rischiano – senza neanche accorgersene – di essere di fatto “pelagiani” (l’antica eresia combattuta da Agostino), come Ratzinger – da cardinale – ebbe a ripetere varie volte. Sarà molto interessante leggere gli interventi del Papa.
Nel frattempo consiglio di leggere sant’Agostino che rappresenta uno straordinario aiuto per dare ragione della nostra fede. Pensate – ad esempio – a tutte le polemiche scatenate da vari libri (di scarso rigore scientifico) sulla figura di Gesù e sulla storicità e attendibilità dei Vangeli. Ci sono da dare naturalmnte molte risposte nel merito (documentandosi), ma la risposta principale può e deve darla qualunque cristiano. La prova che Gesù è veramente risorto ed è vivo sta nell’esperienza, nella possibilità oggi di fare esperienza della sua presenza viva fra noi, presenza tangibilissima.

Agostino, 1600 anni fa, scriveva che, certo, noi oggi non siamo nella Giudea dell’anno 30, quando era possibile incontrare Gesù. Ma non è diverso da allora. E’ esattamente tutto come allora. Sant’Agostino si rivolge così ai pagani: “la nascita dalla Vergine, i miracoli, la passione, la resurrezione, l’ascensione di Cristo e tutte le cose divine da Lui dette e fatte, tutto questo voi non l’avete visto, perciò vi rifiutate di crederlo. Guardate dunque, volgetevi, pensate a ciò che vedete e che non vi è narrato come fatto del passato, ma vi è mostrato come realtà del presente… Tutte quelle cose che riguardo a Cristo sono state già fatte e sono passate, non le avete viste, ma non potete negare di vedere queste che sono presenti nella sua Chiesa”. Infatti “anche oggi comunque accadono miracoli nel suo nome” (De fide rerum invisibilium). Il grande santo, padre della Chiesa, dice in una sua omelia: “nelle nostre mani abbiamo le Sacre Scritture, nei nostri occhi i fatti”. Basta aprire gli occhi e il cuore…
4月20日

Il Family Day: occasione unica e «vera»

«Il Family Day non giova». È la tesi sostenuta anche da
alcuni sacerdoti e sigle del mondo cattolico. Le ragioni
addotte sono diverse. Da un lato si ritiene che i Dico non
danneggino il matrimonio (cosa che invece Avvenire sta
dimostrando da mesi); dall'altro che una manifestazione
porti allo scontro e cancelli il dialogo sociale.

Certamente è importante che il Family day non si trasformi
in un Gay pride alla rovescia. Gli insulti, le parodie
(anche blasfeme), le manifestazioni di disprezzo, che molto
spesso caratterizzano i cortei gay, vanno banditi dal Family
Day.

Ma, detto ciò, il Family Day può essere un'occasione unica,
quasi storica, a disposizione di quella parte silenziosa
della società civile che viene quasi sempre ignorata dai
media, i quali, invece, garantiscono una sovraesposizione
impressionante solo agli esponenti della cultura
radical-libertaria (o alle poche sigle dissenzienti del
mondo cattolico). Durante la campagna referendaria sulla
fecondazione artificiale, leggendo la grande stampa e i
sondaggi, guardando le televisioni, sembrava che la
stragrande maggioranza del Paese volesse una legislazione
molto più permissiva rispetto alla legge 40. Invece sappiamo
come è andata: solo il 24 % ha votato, e solo il 20 % voleva
modificare la normativa vigente: il peggior risultato
referendario nella storia della nostra Repubblica.

Una grande manifestazione a sostegno del matrimonio è
un'opportunità formidabile per dare la parola ad un
popolo a cui non viene mai data voce (a parte le
meritorie prese di posizione del Forum delle famiglie,
a cui, comunque, viene dato ben poco spazio, pur
rappresentando circa tre milioni di famiglie),
che viene spesso ignorato, che cresce le nuove generazioni
in mezzo a molte difficoltà, con amore, laboriosità e
dedizione e che è assolutamente contrario ai Dico.

Un popolo che chiede da tempo la fine di un regime di
discriminazione fiscale che penalizza le famiglie con i
figli, che sono la più importante risorsa del paese, perché
una società che non procrea si suicida. Un popolo che i
politici non potranno più far finta di non vedere.

I media mettono in scena quasi solo matrimoni che si
sfasciano e famiglie che si disgregano: è vero che queste
disgregazioni avvengono, ma esistono altresì moltissimi
matrimoni riusciti, dove, come è inevitabile, le difficoltà
ci sono, ma vengono superate e dove l'amore resiste nel
tempo e si approfondisce per tutta la vita. Il Family Day
sarà il loro palcoscenico.

Se poi ciò che preoccupa queste sigle cattoliche (ma
speriamo di sbagliarci) è preservare il dialogo piuttosto
che il matrimonio, va detto che il dialogo è sì un metodo
fecondo di confronto, ma non può essere di per sé il fine,
bensì solo un mezzo per il reperimento della verità. Sia
permesso ricordare a questi cattolici che Gesù interviene
molte volte (con l'espressione "in verità, in verità vi
dico") per indicare la preminenza della verità e che egli
addita se stesso come quella meta dell'uomo che è "via,
verità e vita".

di Giacomo Samek Lodovici
in «Avvenire», "è famiglia", 13.04.2007
4月19日

Dichiarazione dei redditi: 5 per mille al volontariato cattolico

Benché l'attuale Governo non abbia ancora riconosciuto le devoluzioni
fatte nel 2006, è anche quest'anno possibile destinare una quota
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche pari al 5 per mille
come sostegno al volontariato, anche non cattolico. La scelta di
destinazione del 5 per mille e quella dell'8 per mille non sono in
alcun modo alternative fra loro e questa scelta, come per l'8 per
mille, non comporta ulteriori esborsi per il contribuente.

Il contribuente può assegnare direttamente questa quota ad
un'associazione riconosciuta dalla Agenzia delle entrate (
http://www.agenziaentrate.gov.it ). Per farlo basta mettere sui
modelli di dichiarazione dei redditi la propria firma e il codice
fiscale dell'Organizzazione di Volontariato scelta.

Totus tuus raccomanda di devolvere la propria quota esclusivamente al
volontariato cattolico.

Vi sono molte realtà più meritevoli della nostra. Se tuttavia
desiderate aiutarci inserite il nostro codice fiscale
972 793 101 51
nell'apposita casella della vostra dichiarazione dei redditi.

Per approfondire: http://www.totustuus.net/modules.php?
name=Sections&op=viewarticle&artid=98

FS.net
4月18日

Domenica prossima è la festa della Divina Misericordia, istituita da Giovanni Paolo II facendo seguito a quanto Gesù rivelò alla mistica polacca santa Faustina Kowalska. In particolare ricordo quest parole del Signore affidate a suor Faustina:
“Desidero che i miei Sacerdoti annunzino questa mia grande misericordia per le anime peccatrici. Il peccatore non tema di avvicinarsi a Me. Anche se l’anima fosse come un cadavere in piena putrefazione, se umanamente non ci fosse più rimedio, non è così davanti a Dio. Le fiamme della misericordia mi consumano, desidero effonderla sulle anime degli uomini. Io sono tutto amore e misericordia. Un’anima che ha fiducia in Me è felice, perché Io stesso mi prendo cura di lei. Nessun peccatore, fosse pure un abisso di abiezione, mai esaurirà la mia misericordia, poiché più vi si attinge più aumenta. Figlia mia, non cessare di annunziare la mia misericordia, facendo questo darai refrigerio al mio Cuore consumato da fiamme di compassione per i peccatori. Quanto dolorosamente mi ferisce la mancanza di fiducia nella mia bontà! Per punire ho tutta l’eternità, adesso invece prolungo il tempo della misericordia per loro. Anche se i suoi peccati fossero neri come la notte, rivolgendosi alla mia misericordia, il peccatore mi glorifica e onora la mia Passione. Nell’ora della sua morte Io lo difenderò come la stessa mia gloria. Quando un’anima esalta la mia bontà, Satana trema davanti ad essa e fugge fin nel profondo dell’inferno. Il mio cuore soffre perché anche le anime consacrate ignorano la mia Misericordia e mi trattano con diffidenza. Quanto mi feriscono! Se non credete alle Mie parole, credete almeno alle Mie piaghe!”
4月17日

BERTINOTTI E SANTA MARIA DELLA VITTORIA

 

di Antonio Socci

“Chi controlla il passato” diceva Orwell “controlla il futuro”. Per questo i comunisti sono sempre stati molto disinvolti nel riscrivere la storia a proprio uso e consumo e magari nello “sbianchettare” le immagini scomode del passato. Il presidente della Camera Fausto Bertinotti ha “rimosso” dalla sala di Montecitorio dove riceve le delegazioni una tela rappresentante la battaglia di Lepanto, quella vittoria cristiana che nel 1571 ci salvò dall’invasione turca.

Pare che Bertinotti ne fosse imbarazzato per spirito pacifista. Ma che accadeva se nessuno si opponeva ai musulmani? Lo si vede nella cattedrale di Otranto, in Puglia, dove si conservano le ossa degli 800 uomini (per primo il vescovo Stefano Pendinelli) a cui i saraceni di Maometto II, 90 anni prima di Lepanto, tagliarono ferocemente la testa, mentre i loro figli e le loro mogli finirono in schiavitù. Il 15 marzo 1570, alla vigilia di Lepanto, l’impero turco, smanioso di conquistare tutto il Mediterraneo, dichiarò guerra anche alla Serenissima invadendo Cipro, territorio di Venezia: “Nicosia” scrive Alberto Leoni “si trasformò in mattatoio dove furono trucidate con crudele fantasia 20 mila persone. I superstiti, 2 mila donne e ragazzi, vennero destinati all’harem”. E l’altra città dell’isola, Famagosta, subì lo stesso macello con il comandante, il grande Marco Antonio Bragadin, che fu torturato orrendamente. Gli tagliarono orecchie e naso e infine fu scorticato vivo: “non emise un lamento, mormorando il ‘Miserere’ fino a che il cuore cedette quando il coltello del boia era arrivato all’ombelico”. E’ la storia gloriosa di Venezia cristiana.

Non rendendo onore a questo passato, l’attuale sindaco di Venezia, Cacciari (oltretutto post-comunista), è arrivato a dichiarare che è stata la religione cristiana, non l’Islam, che “si è imposta agli altri con la violenza” (parole che fanno indignare). Queste carneficine musulmane preannunciavano cosa sarebbe capitato all’Italia se i turchi fossero riusciti a invaderla. Senza la battaglia di Lepanto e senza quella vittoria dei cristiani non ci sarebbe oggi nessuna democrazia in Italia (ma avremmo qualche sultano al potere). Senza quella vittoria cristiana non ci sarebbe neanche il Parlamento in Italia. Soprattutto – e questo dovrebbe far meditare Bertinotti – senza quella vittoria cristiana non ci sarebbe la sua poltrona di Presidente della Camera. Né la libertà di essere comunisti.

Insomma quella tela sulla battaglia di Lepanto è simbolo della libertà italiana almeno quanto la festa del 25 aprile (in entrambi i casi il Paese era sotto invasione barbarica). Si vuol forse abolire anche il 25 aprile? Hanno dichiarato che la decisione di rimuovere la tela “è stata presa in sintonia con la linea di dialogo e di pace”. Con questa filosofia pacifista Bertinotti rischia di prospettare pure l’abolizione del 25 aprile che celebra la liberazione armata dell’Italia da parte dei partigiani e degli Alleati.

Perché la vittoria militare del 25 aprile deve essere ricordata con una festa nazionale e di quella di Lepanto imbarazza perfino una tela? Forse perché la prima fu una vittoria (anche) dei comunisti, mentre quella di Lepanto fu una vittoria tutta cristiana sulla minaccia islamica. Dunque via la tela. Così – fa sapere Bertinotti – “si è voluto mandare un segnale di novità e diversità”.

E quale novità? L’ostilità anticattolica dei comunisti è una novità? E’ roba stravecchia. Arrivare a rimuovere la tela su Lepanto è un gesto di fanatismo ideologico. I comunisti ormai da tempo cercano di usare l’argomento “musulmani” in modo strumentale, per dare addosso ai cristiani. Nessun islamico aveva chiesto la rimozione di quella tela (e, nel caso, doveva rassegnarsi: ci volevano invadere! Casomai dovrebbero chiedere scusa). Per non urtare gli islamici dovremmo forse abolire la Divina Commedia (rea di parlar male di Maometto) e poi cancellare tutte le immagini sacre perché l’Islam le ritiene “blasfeme”?

Il problema in realtà è la Sinistra. Che evoca il “dialogo” con i musulmani per cancellare la memoria cristiana, ma non certo quando lancia battaglie laiciste come quella sui Dico. “Come mai”, si è chiesto padre Samir, “quando si è trattato di togliere alcuni segni visibili della tradizione cristiana (il crocifisso, il presepio, ecc…) hanno utilizzato l’argomento dei musulmani da non offendere (come se il presepio fosse un offesa per loro!), e quando si tratta di questioni così fondamentali per loro (come la famiglia e i Dico) non se ne parla?”. Questo mondo progressista “li sta strumentalizzando, utilizzandoli per confortare una sua opinione solo quando fa comodo. Questo non è rispetto, ma manipolazione”.

Peraltro “censurare” Lepanto è pure sintomo di ignoranza storica. Un celebre protagonista di quella battaglia, Miguel de Cervantes, disse che quel 7 ottobre fu uno dei giorni più grandi della storia del mondo. Lo storico Fernand Braudel scrive che “la vittoria segnò la fine di una miseria. La vittoria cristiana sbarrò la strada a un avversario che si annunziava molto oscuro e vicino. Prima di far dell’ironia su Lepanto, seguendo le orme di Voltaire, è forse ragionevole considerare il significato immediato della vittoria. Esso fu enorme”.

Lepanto è diventato un tabù per i comunisti perché ricorda 14 secoli di minaccia islamica e di tentativi di invasione dell’Europa. E perché a opporsi oggi all’aggressione islamica (che punta sempre a fare di noi l’Eurabia) sono gli odiati (dalla Sinistra) “amerikani”. Inoltre perché nel 1571 era stato il papa Pio V a coalizzare i (divisi) sovrani dell’Europa nella Lega Santa e a organizzare la difesa. E fu lui a organizzare anche un immenso esercito di preghiere con le Confraternite del Rosario. Il Papa – che seppe misteriosamente della vittoria quel giorno stesso (si dice che ebbe una visione della Vergine) – proclamò da allora il 7 ottobre “Festa della Madonna del Rosario” o anche “Santa Maria della Vittoria”.

Un evento storico clamoroso: il Papa letteralmente salvò l’Italia (e l’Europa) grazie all’aiuto della Madre di Dio. Fu una delle “ingerenze” con cui la Chiesa ha protetto da secoli l’Italia e l’Europa dall’orrore e dalla distruzione (come nelle elezioni italiane del 1948). Dev’essere questo che urta oggi i comunisti che accusano di nuovo il Papa e la Chiesa di “ingerenza”. Sì, è vero: la Chiesa ha sempre difeso l’Italia.

Proprio mentre scrivevo queste note ho ricevuto una mail da un certo “Centro culturale Lepanto” che, con toni assai polemici, afferma: “In questi ultimi tempi, le forze laiciste hanno lanciato una nuova e più grave campagna di odio contro la Santa Chiesa Cattolica ed il suo Pastore Benedetto XVI. Giornali, libri, televisioni, pellicole cinematografiche, cartelloni e spot pubblicitari rovesciano continuamente torrenti di calunnie, accuse, insulti e derisioni sul Papa, sul Clero e sull’intera Chiesa, pretendendo d’isolarla, emarginarla e metterla a tacere… Questa campagna di odio cerca d’intimidire i cattolici, spingendoli a relegarsi nel chiuso delle chiese e a rinunciare a testimoniare e difendere la Fede nella vita pubblica. E' una campagna che potrebbe preludere a quella persecuzione violenta descritta nell'ormai noto ‘terzo segreto’ di Fatima”.

Infine però gli estensori ricordano la protezione della Madonna. Certa come nel passato. Post scriptum: per il 30 aprile prossimo, festa di S. Pio V, pare che Benedetto XVI voglia promulgare il “Motu proprio” che restituisce alla Chiesa la sua grande liturgia latina, detta appunto “di S. Pio V”. Il Papa di Lepanto, che salvò l’Italia anche con la forza del Rosario. Storia da meditare anche per i cattolici.

Da “Libero”, 13 aprile 2007

4月16日

spunti settimanali

IN PRIMO PIANO:
http://primopiano.totustuus.info/
Card. Caffarra: i DICO e il dovere della coerenza
Vorrei però richiamare in particolare l'attenzione sulle
parole che la Nota rivolge a chi ha il dovere di fare le
leggi, e professa la fede cristiana nella Chiesa cattolica.
Per avere una comprensione esatta del testo della Nota è
necessario tenere presente la dottrina cattolica circa la
coscienza morale, il Magistero della Chiesa, ed il rapporto
fra le due realtà (cfr. per es. Lett. Enc. Veritatis
splendor 64,2; EE8/1664), riassunta per altro nelle sue
linee essenziali nel Catechismo della Chiesa Cattolica (§§
1776-1794). La vera laicità rende possibile a chiunque,
credenti compresi, di proporre la propria concezione di vita
buona mediante argomentazioni razionali e quindi da tutti
condivisibili. Il richiamo alla coerenza fatto nella Nota è
quindi assai pertinente. La coerenza infatti non significa
richiamarsi a poteri estranei all'impegno politico, né
confessionalismo. Significa offrire il proprio originale
contributo perché anche mediante l'ordinamento giuridico sia
promossa e difesa la singolare preziosità del matrimonio e
della famiglia, e quindi la dignità della persona. Cristiani
incoerenti impoverirebbero l'argomentazione e la
deliberazione pubblica, privandole gradualmente di una
visione dell'uomo che è generatrice di vero umanesimo.

MONS. ALESSANDRO MAGGIOLINI"
http://www.alessandromaggiolini.it/bin/servlet/mediabox.servlets.presentation.DettaglioInfo?idInfo=35915&url=dettaglioRassegna.jsp
Sessualità depravata e confusione forse voluta
Come si ricorda l'inizio avvenne con i PACS, vale a dire con
Patto Civile di Solidarietà. Poi si giunse ai Dico: diritti
e doveri delle persone stabilmente conviventi. Non si sa a
quali formule si giungerà. Il nocciolo della questione,
almeno all'inizio, consisteva nel distinguere delle
convivenze libere da qualsiasi vincolo, tranne che da quello
di poter abbandonare lo pseudoconiuge secondo il capriccio
del momento. La grande - enorme - diversità tra libere
convivenze e PACS o Dico consisteva nel fatto che i PACS o i
Dico erano istituti appartenenti all'ordine giuridico
pubblico, mentre l'alternativa era l'assumere delle
iniziative senza nessuna norma giuridica.

14) "MONS. LUIGI NEGRI "
http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=127561
Una grande congiura di carattere ideologico
Si tratta di una grande operazione, di una grande congiura
di carattere ideologico, che utilizza l'impero
mass-mediatico per scardinare, sradicare quella tendenza,
quella tensione a Gesù Cristo, che ciascun uomo porta
naturalmente iscritta in sé, perché nel cuore di ogni uomo
sta la grande domanda di senso, di verità, di bellezza e di
giustizia, che nessuna ideologia e nessuna tecnologia potrà
mai produrre. Quindi, si tratta di un'operazione
terribilmente compiuta a freddo, attraverso l'uso di mezzi
economici e tecnologici immensi, ma che si potrebbe trovare
di fronte un grande interlocutore, un grande oppositore: l'oppositore
del popolo cristiano che vive la sua identità con gioia, con
letizia, con forza, determinato ad annunziare Cristo a tutti
gli uomini.

15) "RINO CAMMILLERI"
http://www.rinocammilleri.it/beyondengine/frontend/exec.php?id_content_element=455
Scimmie
Il parlamento delle Baleari è il primo a mondo ad aver
riconosciuto i "diritti umani" delle scimmie, sebbene nelle
Baleari di scimmie non ce ne sia neanche l'ombra. A quanto
pare, alla Spagna il "modello Zapatero" non basta più e
cerca di rendersi simile al "modello Almodovar", una
grottesca sodoma e gomorra in cui tutto quel che può
riferirsi al buonsenso sia capovolto. Il progetto di stilare
carte sui diritti delle scimmie dovrà estendersi, secondo i
balearesi, al mondo intero, tant'è che lo si sta proponendo
in sede europea.

ANTONIO SOCCI"
http://www.antoniosocci.it/Socci/index.cfm?circuit=Main&name=CaricaOggetto&modalita=view&rnd=0.976001632086&id=474
Caso Bagnasco. Minacce ai preti: una specialità dei
comunisti
Le scritte apparse a Genova contro il vescovo, attuale
presidente della Cei ("Bagnasco a morte", "Bagnasco attento,
ancora fischia il vento") corredate da falce e martello,
stella delle Br e "P38", sembrano sottovalutate o snobbate.
Haidi Giuliani, senatrice di Rifondazione comunista (e madre
di Carlo Giuliani) ha dichiarato che sono "scritte stupide",
ma "non è da darci tutta questa rilevanza, anche perché can
che abbaia non morde". Forse la senatrice Giuliani ha
dimenticato che in Italia, nel recente passato, alcuni che
abbaiavano minacce poi hanno anche morso. E ferocemente.
Parlo dell'estremismo rosso degli anni Settanta che - senza
essere stato fermato al tempo dei proclami - diventò
terrorismo politico ferendo gravemente la nostra democrazia.

4月14日

cacciari e il libro del papa

 
premesso che personalmente non trovo folle chiamare Cacciari in Vaticano, trovo interessante il ragionamento fatto sulla filosofia tenuta dal professore veneto.
 
 
FOLLIA IN VATICANO: CHIAMANO CACCIARI A PRESENTARE IL LIBRO DEL PAPA

di Antonio Socci

C’è un famoso detto attribuito a un papa che recita: “chi sa fa, chi non sa insegna, chi non sa insegnare dirige. Chi non sa neanche dirigere, fa il politico e governa”. In effetti Massimo Cacciari non sa cosa sia il cristianesimo, non avendolo praticato e sperimentato, tuttavia da anni lo insegna sui giornali e cerca di dirigere il Papa e la Chiesa, facendo il politico.

Ora il sindaco di Venezia ha un’occasione straordinaria per insegnare al Pontefice il suo mestiere: è stato chiamato a presentare il libro di Ratzinger, “Gesù di Nazareth”, il 13 aprile prossimo, nell’Aula del Sinodo, in Vaticano, insieme col cardinale di Vienna Schoenborn e con il valdese professor Garrone. Il tutto coordinato dal direttore della Sala stampa vaticana, padre Lombardi.

Cacciari potrà spiegare per esempio un fondamentale dogma della fede cattolica che Benedetto XVI ignora di sicuro. E’ vero che Ratzinger è un raffinatissimo teologo, è vero che è stato per venti anni il “custode” dell’ortodossia cattolica (all’ex S. Uffizio) ed è vero che è perfino Papa e quindi nessuno più di lui conosce le verità della dottrina cattolica, eppure il Santo Padre ignora che fra i “dogmi” della sua fede c’è quello della “reincarnazione”. A dire il vero lo ignorano tutti da duemila anni. Ma lo scoop si deve appunto a Cacciari che in una memorabile intervista alla Repubblica dell’11 settembre 2006 pare aver dichiarato: “secondo la teologia islamica l’ateismo è insito nella rivelazione della cristianità. Dipende dal dogma della reincarnazione”.

La reincarnazione? E’ l’opposto del cristianesimo, ma non è male come battuta di spirito. Sarà stato un lapsus o un errore del giornalista, ma è divertente che sia capitato a uno che si picca di impartire sempre lezioni a tutti. Innanzitutto al Papa. A bacchettare Ratzinger, come fosse uno scolaretto, il sindaco di Venezia cominciò già alla vigilia della sua elezione, quando bocciò l’espressione “dittatura del relativismo”. Poi subito dopo quella stessa elezione protestò perché i cardinali non avevano seguito le sue tassative indicazioni di eleggere il cardinal Martini che era amico suo e nel quale egli avvertiva il travaglio di essere cattolico, mentre in Ratzinger – lamentava il barbuto pensatore – il dogma è certezza.

Dopo il discorso di Ratisbona Cacciari ha di nuovo bacchettato il Pontefice: “Ratzinger è incorso in una gaffe”, “è stata un’imprudenza, bene avrebbe fatto ad argomentare meglio le sue idee”. Insomma bocciato. E bocciato pure Ruini e bocciata Oriana Fallaci che – a suo dire - avrebbe “parlato a vanvera, senza usare minimamente la ratio”. Infatti la “ratio” è una esclusiva del sindaco di Venezia. Che la sfoggia sempre. Come quando insegna che la religione che “si è imposta agli altri con la violenza” è quella cristiana, mentre “l’Islam al contrario, non ha mai usato il ‘modello assimilazionistico’ ”. Fantastico. Questa fa il paio con la trovata della “reincarnazione”.

Il mese scorso, quando il Papa tornò sul tema delle “radici cristiane” dell’Europa, Cacciari riprese a tuonare dalla Repubblica: “concezione reazionaria”. Intimò poi al pontefice di non fare più “predicozze” e bocciò la critica all’intolleranza laicista: “un’accusa priva di fondatezza”. Infine, quando Ruini – su indicazione del papa – annunciò la Nota della Cei sui Dico, scagliò l’ennesimo anatema: “atteggiamento teocratico”, “la Chiesa tradisce se stessa”.

Ora va a discettare in Vaticano. Non sapendo risolvere da sindaco il problema dell’acqua alta, prova a risolvere da filosofo le domande sull’Altissimo. C’è stato un tempo in cui il pensatore della laguna aveva fatto innamorare vescovi e preti per aver scritto “L’Angelo necessario” (Adelphi). Molti, fermandosi al titolo, o leggendolo senza comprenderlo a fondo, lo considerarono un trattato di angelologia cattolica e videro Cacciari quasi come un convertito.

Poi la New Age ha cominciato a diffondere una certa moda degli angeli in salsa gnostica, Cacciari è stato letto più attentamente e si è capito che il suo libro è tutt’altro che cattolico. La rivista dei gesuiti, Civiltà Cattolica l’ha ironicamente definito “filosofo ombrosamente pensoso” e in ambiente cattolico sono cominciate a circolare addirittura “demonizzazioni” di Cacciari.

Maurizio Blondet, all’epoca giornalista di Avvenire, iniziava un suo libro sul “potere iniziatico” (titolo: “Gli ‘Adelphi’ della dissoluzione”) proprio riportando un’inquietante frase che Cacciari gli rivolse durante un’intervista: “Il Papa deve smettere di fare il katéchon!”. E poi spiegò la “parolaccia”, si tratta di “ciò che trattiene l’Anticristo dal manifestarsi pienamente”. Ne parla san Paolo nell’inquietante sua profezia sull’Anticristo. Blondet la prese male: “come si può chiedere al Papa di non opporsi al Male? Mi domandai anche: perché Cacciari desidera accelerare l’avvento dell’Anticristo?”.

Chissà, forse non si capirono. Fatto sta che Cacciari ammalia alcuni cattolici e ne fa inorridire altri. Nel sito dell’Azione cattolica un lungo argomentato articolo del 2004 illustra i contenuti pericolosi del pensiero di Cacciari che cirolano acriticamente nelle sacrestie. Torna l’accento sullo “gnosticismo”, l’antico nemico della Chiesa, l’origine di tutte le eresie anticristiane, soprattutto per il suo dualismo che finisce per identificare il Bene e il Male, Dio e Satana, in un inaccettabile Uno.

L’antropologa Cecilia Gatto Trocchi – studiosa del mondo occulto e magico - nel 1996 dedica “a Massimo” il suo libro “Il risorgimento esoterico”, scritto in risposta al volume di Cacciari “Dell’Inizio”. La Gatto Trocchi confronta “L’Angelo necessario” di Cacciari con un libro di Giovanni Papini che contiene questo capitolo: “Il Diavolo è necessario?”. Papini riprendeva antiche teorie gnostiche, condannate dalla Chiesa, secondo cui Satana svolgerebbe un ruolo affidatogli da Dio e alla fine anche lui sarebbe stato salvato.

“Massimo Cacciari aderisce appassionatamente alla tesi fondamentale del pensiero gnostico”, afferma la studiosa. Secondo la quale infine il filosofo veneziano sarebbe molto vicino ai temi della New Age. Formulati però in modo colto. Egli arriverebbe a identificare “il nuovo Messia con il Filius perditionis…”. Letture allarmate che si trovano riprese da un recente volume sui movimenti esoterici di Roberta Grillo, presidente del Gris della diocesi di Milano.

Probabilmente è un eccesso di allarmismo e di complottismo. Bisogna capire che Cacciari usa le categorie teologiche e le dottrine antiche, ma se ne infischia dello “spirito”, è sempre di storia e di politica che parla: deve spiegare a se stesso com’è possibile che una persona intelligente sia stata comunista e come si “giustifica” l’orrore che è stato il comunismo. Affronta dunque da filosofo il problema del male e lo risolve all’opposto di Ratzinger che in “Fede, verità, tolleranza” demoliva proprio la tesi della “necessità” del Male. Ecco cosa scriveva il cardinale: “Il male non è affatto – come reputava Hegel, e Goethe vuole mostrarci nel Faust – una parte del tutto di cui abbiamo bisogno, bensì la distruzione dell’Essere. Non lo si può rappresentare, come fa il Mefistofele del Faust, con le parole: ‘io sono una parte di quella forza che perennemente vuole il male e perennemente crea il bene’. Il bene avrebbe bisogno del male e il male non sarebbe affatto realmente male, bensì proprio una parte necessaria della dialettica del mondo. Con questa filosofia sono state giustificate le stragi del comunismo, che era edificato sulla dialettica di Hegel, vòlta in prassi politica da Marx. No, il male non appartiene alla ‘dialettica’ dell’Essere, ma lo attacca alla radice”.

In pratica: il comunismo non è stato un “male necessario”, ma solo un Male devastante.

Da “Libero” 5 marzo 2007

4月13日

UN CONSIGLIO PER QUESTI GIORNI: PENSARE A GESU’, GUARDARLO…..GUARDARLO INGINOCCHIARSI DI FRONTE A NOI !!!!!

Sto leggendo un libro eccezionale di don Eugenio Bernardi: “La Passione di Gesù (cattura, incriminazione e condanna di un innocente)”, pubblicato da Cantagalli. E’ impossibile fare una recensione. E’ un libro da gustare pagina per pagina… Expertus potest credere quid sit Jesum diligere…

E’ la ricostruzione degli ultimi giorni, della settimana santa, momento per momento, con fedeltà assoluta a tutti i dettagli dei Vangeli.

Cito solo un solo dettaglio. Quando Gesù, durante l’ultima cena, a un certo punto si alza, prende dell’acqua, un telo e si china per lavare i piedi ai discepoli, fa un gesto che li sorprende e li sconvolge. Perché era il compito riservato agli schiavi (per esempio quando Abramo riceve i suoi tre ospiti offrì di far loro lavare i piedi dai suoi schiavi Gen 18, 4). Ebbene, “Gesù presta di persona questo umile servizio”. Qualcosa di immenso. Lui, Dio fatto uomo, dice: “non sono venuto per essere servito, ma per servire” (Mt 20, 28).

E’ già vertiginoso. Però non avevo mai pensato a un particolare che don Bernardi mette in rilievo: Lui, per fare questo, si inginocchia davanti a ciascuno di loro. Lui, il Figlio di Dio Onnipotente, il Verbo di Dio, Colui al quale il Padre ha dato tutto in mano, si inginocchia (capite?) davanti a me, a te che leggi, a ciascuno di noi…. Non ha solo annichilito se stesso facendosi uomo, non solo ha accettato e voluto patire per noi ogni sorta di strazio, di tortura e umiliazione, infine la morte, espiando al posto nostro, ma si è inginocchiato davanti a ciascuno di noi, si è umiliato a tal punto…Per mendicare l’amore di un essere umano, di questa nullità piena di cattiveria e meschinità….
Ma cos’è mai un uomo agli occhi di Dio? Quanto vale ciascuno di noi per essere considerato così dal Creatore?
4月12日

la stirpe di Giuda e il family day

Siamo cattolici però non marceremo
Credenti in rivolta

IL MATRIMONIO NON C'ENTRA "La legge Bindi-Pollastrini,
attribuisce soltanto alcuni diritti ai conviventi"
NON SIAMO MINORATI "I fedeli impegnati in politica sono
considerati dalla Cei incapaci d'intendere e volere"
"Noi al Family Day non ci saremo". Aumenta il dissenso nella
Chiesa per la crociata sulla famiglia e cresce il fronte dei
cattolici "sì Dico", cioè sacerdoti diocesani, comunità di
base, associazioni e movimenti ecclesiali che diserteranno
la chiamata della gerarchia e degli stati maggiori del
laicato alla "guerra santa" contro la regolarizzazione delle
unioni di fatto.

Sono in molti, nelle diocesi e nel laicato, a ritenere che
la prova di forza, l'esibizione "muscolare" di 100 mila
cattolici in piazza, non giovi alla causa di un istituto (il
matrimonio religioso) la cui crisi non accenna ad
arrestarsi.
No alla kermesse, spiega don Vittorio Cristelli, capofila
dei "dissenzienti" in Trentino: "Le manifestazioni di
piazza, anche per esigenze di spettacolarizzazione, si
caricano di simboli polemici e di sceneggiature satiriche,
che estremizzano le tematiche e personalizzano lo scontro".
E anche tra i movimenti che hanno firmato il manifesto del
"Family Day" si aprono lacerazioni interne. Nelle ACLI per
esempio, l'adesione del gruppo dirigente nazionale alla
manifestazione del 12 maggio ha fatto infuriare una fetta
consistente della base. Una contrarietà che in alcuni casi
si è tradotta persino in pronunciamenti ufficiali, come il
clamoroso sì ai Dico della presidenza provinciale delle ACLI
di Arezzo: "Il DDL Bindi-Pollastrini non tocca l'istituto
del matrimonio e non ne crea uno simile, ma prende atto di
una situazione e attribuisce alcuni diritti non alle
convivenze in quanto tali ma ai conviventi, in quanto
persone".

Mentre i cattolici del centrosinistra, dai diessini Mimmo
Lucà e Giorgio Tonini agli ex-popolari della Margherita
Pierluigi Castagnetti e Antonello Soro provano ad attenuare
l'effetto della nota Cei sul DDL Bindi-Pollastrini, nella
galassia "bianca" e tra i preti "pro-Dico" sono sempre meno
quelli disposti a smussare gli angoli.

Non si mobilita affatto contro la legge sulle unioni dì
fatto, per esempio, il parroco spoletino don Gianfranco
Formenton che invece di sfilare a piazza San Giovanni chiama
alla "disobbedienza civile i cattolici impegnati in politica
e cresciuti nei valori del cattolicesimo democratico". Un
"contro-Family Day", praticamente, "in nome del rispetto di
tutti, della maturità e della coscienza dei fedeli impegnati
in politica considerati, politicamente, dei minorati
incapaci di intendere e di volere, cattolicamente".

Family Day e nota Cei, rincara la dose il parroco aquilano
don Aldo Antonelli, dimostrano la "talebanizzazione della
Chiesa e l'ideologizzazione della teologia". E a "una
gerarchia che non ha occhi per vedere se non se stessa"
corrisponde l'"ammutinamento omertoso e interessato di
politici abituati all'adulazione e alla prostrazione". La
genuflessione, osserva don Antonelli, è "lo sport dominante
nei due rami del Parlamento".

Diserta il Family Day anche don Beppe Scapino, parroco a
Ivrea "I Dico non sviliscono la proposta religiosa del
matrimonio e non cercano di sostituirsi ad essa".

Anche l'adesione dell'Azione cattolica al Family Day suscita
malumori. Una parte della dirigenza, a livello locale e
nazionale, è in subbuglio. A Torino, l'appello a favore dei
Dico di un gruppo di credenti è stato sottoscritto, tra gli
altri, dai responsabili dei Settore Adulti dell'Ac torinese
Nino Cavallo e Paola Gariglio e dall'amministratore
diocesano Stefano Vanzini (tutti e tre membri della
presidenza diocesana).

Oltre a loro, il presidente del Meic locale Beppe Elia e gli
ex responsabili di Ac-ragazzi Domenico Raimondi, Elena
Gariglio, Roberta Russo, l'ex responsabile Giovani Luca
Bobbio e altri consiglieri. "Sintomo di un malumore
diffuso - evidenzia l'agenzia cattolica Adista -, che ha
trovato una sponda anche a livello nazionale".

GIA. GAL.

Universo dei dissenso cattolico
NON HANNO FIRMATO IL MANIFESTO DEL FAMILY DAY:
Pax Christi (presidente Tommaso Valentinetti, arcivescovo di
Pescara)
Beati i Costruttori di Pace (presidente don Albino Bizzotto)
Libera (presidente don Luigi Ciotti)
Comunità di San Benedetto (presidente don Andrea Gallo)
Comunità di Sammartini (fondatore mons. Giovanni Nicolini)
FUCI (Federazione universitaria cattolica italiana)
Meic (movimento ecclesiale di impegno, culturale)
Associazione "Giovanni XXIII" (presidente don Oreste Benzi)
Centro nuovo modello di sviluppo (presidente Franco
Gesualdi)
Rete Lilliput (cattolici no global, leader don Vitaliano
della Sala)

HANNO FIRMATO IL MANIFESTO MA SI SONO SPACCATE TRA BASE E
VERTICI
ACLI (la presidenza provinciale delle ACLI di Arezzo si
oppongono con un documento alla presidenza nazionale che ha
firmato il manifesto del Family day)
Azione cattolica italiana il presidente nazionale Luigi
Alici, ma manifestano contro il Family day i responsabili
del Settore Adulti dell'Ac di Torino Nino Cavallo e Paola
Gariglio, l'amministratore diocesano Stefano Vanzini (tutti
e tre membri della presidenza diocesana a Torino).

(C) La Stampa, 3-4-2007
4月10日

riflessioni pasquali

IN PRIMO PIANO:
http://primopiano.totustuus.info/
Benedetto XVI: quando il compromesso si trasforma in male
comune
Una comunità che si costruisce senza rispettare l'autentica
dignità dell'essere umano, dimenticando che ogni persona è
creata ad immagine di Dio, finisce per non fare il bene di
nessuno. Ecco perché appare sempre più indispensabile che
l'Europa si guardi da quell'atteggiamento pragmatico, oggi
largamente diffuso, che giustifica sistematicamente il
compromesso sui valori umani essenziali, come se fosse
l'inevitabile accettazione di un presunto male minore. Tale
pragmatismo, presentato come equilibrato e realista, in
fondo tale non è, proprio perché nega quella dimensione
valoriale ed ideale, che è inerente alla natura umana.
NOTA BENE: Causa attacchi di hackers iraniani, il Primo
piano sarà visibile solo nel corso della settimana.
 
IN LIBRERIA:
http://libreria.totustuus.info/
Per l'onore - aristocratici tedeschi contro Hitler, MARION
DONHOFF
E' la coinvolgente e drammatica testimonianza dell'eroismo
di una parte della gerarchia tedesca in uno dei momenti più
oscuri della storia dell'uomo: quello del
nazionalsocialismo. L'autrice, la contessa Marion Donhoff,
ricorda nel suo libro quei suoi amici, che per amore dell'uomo
e di ciò che di grande vi è nella vita, non hanno avuto
paura di sacrificare la loro "tranquillità", la loro
carriera, la loro stessa vita.

MOTIVI DI CREDIBILITA'
http://www.floscarmeli.org/modules.php?name=News&file=article&sid=308

LA RESURREZIONE DI GESÙ È CREDIBILE
Le numerose apparizioni
La mirabile trasformazione degli Apostoli
Il modo in cui furono trovati i panni della sepoltura

CHE GESÙ NON SIA RISORTO NON È CREDIBILE
Esclusione della frode e dell'errore
Smascherata la menzogna del Sinedrio

DIFENDERELAVITA.NET"
http://difenderelavita.totustuus.it/
Famiglia sotto attacco, ecco perché diciamo no ai pacs
Un documento lungo e puntuale, compilato mettendo insieme
competenze e sensibilità diverse, che ora viaggia nel
territorio provinciale di Verona di parrocchia in
parrocchia, di centro culturale in centro culturale. "Le
ragioni della famiglia" è stato elaborato congiuntamente e
approvato dall'Associazione delle famiglie (Afi) e
dall'Unione giuristi cattolici di Verona, dal Centro
diocesano di pastorale familiare e dalla Consulta diocesana
delle aggregazioni laicali. "Di fronte all'attacco alla
famiglia di cui si sono cominciati a percepire i contorni
nei mesi scorsi - spiega Antonio Zerman, vicepresidente
nazionale Afi, che con il collega e amico Daniele Udali (Afi
Verona) ha promosso la stesura del documento - volevamo
fornire alla nostra comunità uno strumento per riflettere
sulla centralità della famiglia nella società. Le
argomentazioni che riportiamo nel testo sono quanto più
oggettive e razionali possibile, lasciando in sottofondo le
questioni più strettamente legate alla fede. Il nostro è un
supporto all'approfondimento che abbiamo ritenuto
indispensabile offrire ai cittadini". Il testo è stato
diffuso nelle parrocchie e nelle associazioni, e sta già
dando i suoi frutti: incontri e conferenze sulle "Ragioni
della famiglia" si stanno moltiplicando di giorno in giorno.

13) "MONS. LUIGI NEGRI "
http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/template/detailNews.asp?
IDFolder=175&IDSezione=165&IDOggetto=2396
I DI.CO. tendono a compromettere radicalmente l'esistenza
della famiglia
Ma le generazioni cui pensano i DI.CO., quelle per cui
l'omosessualità e l'eterosessualità saranno equivalenti, che
si impegneranno in coppie senza nessuna identità e
stabilità, senza gratuità e capacità di dedizione,
recuperando anche gli anni della convivenza per la pensione
o per le mutue: a queste generazioni è proposta una "misura
bassa" della vita.Staranno anche bene materialmente, saranno
pieni di cose e forse anche di complessi: diciamo la verità,
aveva ragione il Card. Biffi, saranno "sazi e disperati". Se
questa è la sfida, la storia non potrà non vedere da che
parte si è situata la Chiesa: con la persona e con il
popolo. Per la loro verità e libertà.

14) "PER LA LIBERTA' DI EDUCAZIONE"
http://www.totustuus.biz/users/educazione/Attualita.html
Il centro-sinistra spagnolo vuole violare le coscienze:
Il 1° marzo 2007 la Conferenza episcopale spagnola ha emesso
un comunicato in cui ha espresso dure critiche ai decreti
attuativi della Loe, la legge organica per l'educazione
elaborata dal governo socialista e approvata dal parlamento
nel 2005. "sono alcuni insegnamenti concreti che, sotto il
nome di Educazione alla cittadinanza, costituiscono una
grave lesione del diritto dei genitori a determinare
l'educazione morale che desiderano per i figli". Essi, nel
modo in cui appaiono programmati, "significano l'imposizione
del relativismo e dell'ideologia del genere". I vescovi
incoraggiano i genitori a difendere il diritto di
determinare l'educazione morale dei figli con tutti i mezzi
legittimi a loro disposizione. Inclusa, anche se non
esplicitamente, l'obiezione di coscienza e il rifiuto di
partecipare alle lezioni.

4月3日

riflessioni

IN PRIMO PIANO:
http://primopiano.totustuus.info/
Bagnasco: Difendere la famiglia dai pacs
Interesse principale e fine esclusivo di ogni intervento
della Chiesa cattolica. è la promozione e la tutela della
dignità della persona e della sua centralità etica, la quale
si esplicita in principi che non sono negoziabili perché
espressione e contenuto stesso di tale dignità. Da questa
concezione e da tali principi derivano in special modo. il
riconoscimento e la promozione della famiglia, come
relazione fondamentale e naturale tra un uomo e una donna
che si apre ai figli, e la sua difesa dai frequenti
tentativi di relativizzarla, rendendola giuridicamente
uguale o equivalente ad altre forme di unione.
"LOBBYING ETICO"
http://www.fattisentire.net/
Pacs. Santoro, vergogna della RAI
E-Campagna: "Con Striscia e Mediaset ho chiuso". Michele
Santoro, ex eurodeputato per l'Ulivo, si è segnalato per
l'ennesimo gesto di violenza mediatica: stavolta ai danni di
un suo collega di partito. La colpa di Mastella? Essere
favorevole alla famiglia. FattiSentire.net ritiene tuttavia
inutile scrivere lettere di protesta a "RAI-Kabul". Propone,
invece, di protestare nei confronti dell'atteggiamento
fazioso della ben più seguita "Striscia la notizia", curata
dal fazioso progressista Antonio Ricci e condotta dallo
sporcaccione Ezio Greggio. Infatti, sull'agguato di Santoro
a Mastella, Striscia ha addirittura dato ragione a Santoro,
giungendo a costruire un video dove appariva con una
parrucca color celeste. Per protestare scrivere da:
http://www.mediaset.it/brand/canale5/programma/schedaprogramma_715.sht
ml?form_16

12) MONS. LUIGI NEGRI
http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/template/detailNews.asp?
IDFolder=204&IDSezione=&IDOggetto=2402
"Sacramentum Caritatis"
Mi è accaduto di dire che questo documento è la
dimostrazione di una grande intuizione di Giovanni Paolo II:
"la riforma nella tradizione". Le indicazioni liturgiche che
il Papa propone in questo documento sono una ripresa molto
efficace e puntuale della grande tradizione liturgica della
Chiesa; sono una ripresa e una riproposizione dell'autentica
riforma varata con il Concilio Ecumenico Vaticano II che il
Papa riconsegna alla Chiesa in modo oggettivo, senza nessun
cedimento tradizionalistico, superando in qualche modo tutti
gli abusi che si erano determinati nel vivo dell'esperienza
della Chiesa.

13) "MONS. ALESSANDRO MAGGIOLINI"
http://www.alessandromaggiolini.it/bin/servlet/mediabox.servlets.prese
ntation.DettaglioInfoidInfo=35518&url=dettaglioRassegna.jsp
Ecco perché dobbiamo bocciare i Dico
E' comunque chiarissimo- afferma il papa - che l'Eucarestia
non è mai atto meramente privato, senza conseguenze sulle
nostre relazioni sociali". Come ogni atto liturgico, e ancor
più, tale disciplina, secondo il Papa, vale "ovviamente per
tutti i battezzati, ma si impone con particolare urgenza nei
confronti di coloro che, per la posizione sociale o politica
che occupano, devono prendere decisioni a proposito di
valori fondamentali, come il rispetto e la difesa della vita
umana, dal concepimento fino alla morte naturale, la
famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, la libertà
di educazione dei figli e la promozione del bene comune in
tutte le sue forme.

14) "DIFENDERE LA VITA"
http://difenderelavita.totustuus.it/
PACS, la tabella dei "SI DICE... MA NON è VERO!"
1° SI DICE che i PACS servono per dare dei diritti a persone
che ne sono escluse. MA NON E' VERO: I diritti dei
conviventi sono già garantiti dal diritto privato in quanto
diritti individuali, ad esempio: Se muore uno dei
conviventi, l'altro può succedergli nel contratto d'affitto,
basta che entrambi stipulino il contratto con il
proprietario. Se si vuole che un immobile appartenga a
entrambi, basta che entrambi ne divengano acquirenti. Le
politiche di aiuto ai singoli possono essere ampliate
rimanendo nella sfera del diritto privato.

15) "P. PIERO GHEDDO"
http://www.gheddopiero.it/articoli/atlantide0612.htm
EDUCAZIONE E SVILUPPO
Da più di mezzo secolo studio e seguo con viaggi sul campo i
problemi dello sviluppo nel sud del mondo. Ho notato un
fatto strano. In Occidente il tema "fame nel mondo" (e
"sviluppo dei popoli poveri") è venuto alla ribalta alla
metà del secolo scorso con l'indipendenza dalla
colonizzazione. Dopo gli anni sessanta, la cultura
umanistica è stata sconfitta dalla cultura tecnologica ed
economicista degli organismi dell'Onu e dei governi
occidentali: ad esempio, John Kennedy si proponeva di
sviluppare l'America Latina con l"Alleanza per il
Progresso", un "Piano Marshall" basato sugli aiuti (20
miliardi di dollari) e il commercio (Trade not Aid); e poi,
dalla corrente leninista-maoista che attribuiva le radici
del sottosviluppo al colonialismo e all'imperialismo
capitalista: gli esempi sono infiniti, da Mao a Che Guevara,
che proponevano la rivolta contro l'Occidente, fino ai no
global di oggi ("Non popoli poveri, ma impoveriti", "Loro
sono poveri perché noi siamo ricchi").

4月2日

SE I CRISTIANI CAPISSERO QUAL E’ LA LORO FORZA

Nei giorni scorsi Benedetto XVI è tornato ad auspicare il riconoscimento delle “radici cristiane” da parte di questa Europa laicista e ostile. Romano Prodi si è affrettato a dire che lui – da presidente della Commissione europea – fece di tutto per includere questa menzione nel testo della Costituzione. Naturalmente è vero l’esatto contrario. Non fece nulla, come ha dimostrato l’on. Mario Mauro, vice Presidente del Parlamento europeo. Anche allora a Prodi interessava solo mantenere la poltrona. Tutto passava in subordine. Sebbene le radici cristiane d’Europa fossero tutt’altro che una cosa confessionale: “è semplice osservanza della verità” come scrisse il laico Benedetto Croce nel famoso saggio “Perché non possiano non dirci cristiani”.
Tuttavia va detto che in queste “battaglie” anche noi cristiani rischiamo di dimenticare l’essenziale. E cioè che il mistero cristiano non è affidato alle nostre deboli forze. Ma alla Grazia e alla potenza di Cristo, Signore della storia, che specialmente attraverso l’amore di Sua Madre, guida anche il nostro tempo e la nostra generazione a Sé. Perfino una piccola vicenda “europea” come la genesi della bandiera mostra come e quanto sia grande questa Signoria di Cristo sulla storia. Sebbene i potenti di questo mondo credano di essere più forti e di poter cancellare la presenza cristiana nel mondo.


I RETROSCENA “CELESTI” DI QUELLA BANDIERA

di Antonio Socci

“Una mistificazione orchestrata all’interno delle istituzioni comunitarie”. Ci va giù duro l’on. Mario Mauro, vice Presidente del Parlamento europeo (che ha appena sbugiardato Prodi sulla storia delle “radici cristiane”). Cosa è successo? Nel sito ufficiale della Ue c’è una pagina dedicata alla bandiera dell’Unione: il vessillo blu, con dodici stelle dorate in cerchio, che sventola su tutti gli edifici pubblici d’Europa: “Essa rappresenta il simbolo dell'unità e dell'identità dell'Europa”. Ma il suo significato nel sito viene spiegato con un brodino sciocco di “politically correct” e buoni sentimenti: “La corona di stelle dorate rappresenta la solidarietà e l'armonia tra i popoli d'Europa. Il numero delle stelle non dipende dal numero degli Stati membri. Le stelle sono dodici in quanto il numero dodici è tradizionalmente simbolo di perfezione, completezza ed unità”. E poco sotto si torna sul significato di quel dodici: “In varie tradizioni, il dodici è un numero simbolico che rappresentata la completezza. Si tratta inoltre ovviamente del numero dei mesi dell'anno e delle ore indicate sul quadrante dell'orologio. Il cerchio è tra l'altro un simbolo di unità”.

Sennonché la genesi di quel simbolo dice un’altra cosa. Fu scelto fra più di cento proposte in concorso dal Consiglio d’Europa nel 1955. Mauro – riprendendo un articolo di Vittorio Messori – ricorda che a disegnarlo fu il pittore Arsène Heitz che si ispirò - da cattolico – al cerchio di dodici stelle che incoronano l’immagine della Madonna nella famosa “Medaglia miracolosa” che egli portava al collo.

Secondo questa versione Heitz rivelò solo in seguito il significato di quel simbolo. Tuttavia ormai la sua genesi iconografica è acquisita e – secondo Mauro – nasconderla oggi rientra in quella ideologica ostilità alla storia cristiana che pervade la tecnocrazia europea, quella stessa che – grazie al fanatico anticlericalismo di Chirac - ha accanitamente rifiutato la menzione delle “radici cristiane” nella Costituzione europea.

Tuttavia siamo proprio sicuri che coloro che scelsero quel simbolo non avessero in mente – come il pittore Heitz – proprio la corona della Vergine? Carlos Eduardo Cossermelli ha pubblicato uno studio, “La bandiera europea”, dove rivela come andarono le cose. La diatriba iniziale sul numero delle stelle fu risolta dal Segretario Generale Léon Marchal che suggerì il 12 pensando esattamente alla figura di Maria nel dodicesimo capitolo dell’Apocalisse (quello che si legge per la festa dell’Assunta).

Il belga Paul Lévy, presidente della commisione giudicatrice (che era ebreo, che era assai sensibile al simbolismo biblico del numero 12 e che ebbe un ruolo decisivo nella scelta) racconta cosa accadde subito dopo l’approvazione: “In quel momento, Léon Marchal, il Segretario Generale che lasciò la sala, passando la soglia mi ha detto piano: ‘Abbiamo ritrovata la questua della messa dell’Assunzione!’. Era vero e non ci avevo pensato. Fu più tardi che il figlio di Léon Marchal scrisse su ‘Le Monde’ che era a questo che il suo defunto padre aveva pensato, poiché il XII capitolo dell’Apocalisse comincia così: ‘Un gran segno apparve nel cielo, una donna con il sole per manto, la luna sotto i piedi e sulla testa una corona di dodici stelle’ ”.

Ecco svelato quel simbolo. E’ la storia della salvezza dall’Antico al Nuovo Testamento di cui Maria, “figlia di Sion” e “Regina del cielo e della terra”, rappresenta il punto d’incontro: le dodici tribù di Israele e poi i dodici apostoli, infine le dodici porte della Gerusalemme celeste.

Ma chi era Paul Michel Gabriel Lévy, l’uomo decisivo nella scelta? Sarà un altro “caso”, ma nacque un 27 novembre, giorno della festa di Nostra Signora della Medaglia miracolosa. Grande intellettuale ebreo, chiuso dai nazisti nel lager di Braendonk, fuggì, nel 1942 divenne cattolico, arrivò in Inghilterra ed ebbe un ruolo fondamentale per liberare i prigionieri dai campi di sterminio (fu lui che portò gli americani a Dachau). Lévy - secondo padre Caillon – pare aver presieduto anche la commissione per la “vetrata dell’Europa, nel fondo della cattedrale di Strasburgo. Questa vetrata rappresenta la Vergine che allontana le mani per separare i popoli che si sono sempre battuti sul Reno. Nella parte superiore della vetrata vedrete ancora le dodici stelle della medaglia miracolosa e dell’Apocalisse”. Che la bandiera dell’Europa si scopra essere il simbolo regale della Regina della Pace è significativo: in effetti doveva rappresentare l’unione (finalmente) di quell’Europa che aveva scatenato in pochi anni due devastanti guerre mondiali. In quegli anni Cinquanta la classe dirigente europea, quella che ha dato origine all’unione, era perlopiù cattolica e sapeva bene che solo ritrovando le antiche radici cristiane l’Europa poteva costruire un futuro di pace. E non aveva affatto paura di menzionare la parola “Dio”.

Nella cerimonia di inaugurazione del vessillo, il 13 dicembre 1955, il ministro irlandese che presiedeva il Consiglio d’Europa disse solennemente: “signori, ho l’onore di presentarvi questa bandiera… che sventoli a lungo, liberamente e in pace con la benedizione di Dio”. Per una di quelle “strane” coincidenze che abbondano in questa storia, l’approvazione della bandiera avvenne “casualmente” l’8 dicembre 1955. Ma l’8 dicembre per la Chiesa cattolica è la festa dell’Immacolata Concezione, coincidenza che ci riporta di nuovo alle apparizioni della Medaglia miracolosa (Parigi 1830). Infatti a Caterina Labouré la Vergine apparve con un Serpente sotto ai piedi. La Madre di Cristo incaricò Caterina di coniare e diffondere la Medaglia dove fossero rappresentate le dodici stelle dell’Apocalisse e la scritta: “Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te”. Per la Chiesa l’Immacolata che schiaccia il Serpente rappresenta anche la missione attuale di Maria che libera l’umanità delle ideologie sataniche della modernità.

E’ una lotta iniziata con la Rivoluzione francese quando la Cattedrale di Notre Dame, nel cuore di Parigi e dell’Europa fu profanata e trasformata in tempio della Dea Ragione. L’Europa anticristiana e pagana che nacque da lì è quella che finì in macerie nel 1945. Col dopoguerra nel segno di Maria rinacque invece l’Europa pacifica dei popoli cristiani.

Sarà un’altra coincidenza, ma i Trattati di Roma che si sono appena celebrati e che segnarono l’atto di nascita dell’Europa unita furono firmati il 25 marzo 1957, festa dell’Annunciazione a Maria e dell’Incarnazione del Verbo divino.

Negli ultimi anni si è accentuata la deriva laicista dell’Europa. Chirac sbeffeggiò il premier italiano Berlusconi quando – a nome di otto paesi europei – chiese la menzione delle radici ebraico-cristiane nella Costituzione. La menzione non ci fu, ma la Costituzione è naufragata proprio in Francia. Forse per ritrovarne lo spirito bisogna far caso al giorno in cui è stata approvata solennemente la Carta. Lo notò padre Livio Fanzaga di Radio Maria: “alle ore 22, fra il 18 giugno 2004, festa del Sacro Cuore di Gesù, e il 19 giugno festa del Cuore Immacolato di Maria. L’Europa nasce stretta fra questi due cuori”.

In effetti è qui, sul continente che ha evangelizzato il mondo, che oggi si gioca la battaglia decisiva del cristianesimo. Infatti il pontificato di Benedetto XVI punta tutto sull’Europa, indicando l’Italia come l’esempio da seguire. Nelle letture della liturgia di quel 18 giugno si leggeva: “Ecco io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura”. Chi vincerà? Stalin chiedeva: quante divisioni ha il papa? Non sapeva che la Chiesa dispone davvero di forze invisibili. E poi c’è la profezia fatta dalla Madonna a Fatima: “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà”. E non parlava solo del suo trionfo sul comunismo.


Da “Libero”, 30 marzo 2007
4月1日

da pacs alle adozioni ai gay

PACS: in Gran Bretagna agenzie cattoliche costrette ad
affidare bambini ai gay

Ha destato scalpore la notizia, apparsa sul quotidiano
"Indipendent" del 21 gennaio 2007, del tentativo fatto dal
Segretario di Stato per le Comunità Ruth Kelly di esentare
le agenzie di adozione cattoliche dalla normativa corrente
che prevede - in omaggio alla dichiarazione dei diritti
umani di Bruxelles del 2 giugno 2005 - che le coppie
omosessuali non possano essere escluse dal processo di
adozione.
Le disposizioni della nuova Legge sull'Uguaglianza
sanciscono, tra le altre cose, l'equivalenza degli
orientamenti sessuali in materia di adozioni. Ciò significa
che non sarà permesso a nessuno di rifiutare l'affidamento
in adozione di fanciulli a coppie omosessuali, in quanto
atto gravemente discriminatorio.

Il tentativo del Segretario di Stato Kelly, scrive indignato
l'articolista dell'"Indipendent", costituirebbe un atto
discriminatorio gravemente lesivo dei "diritti" dei gay.
In realtà, a causa di questa normativa, non solo le agenzie
cattoliche, ma quasi tutte quelle ispirate dalle varie
confessioni religiose presenti nel Regno Unito, inclusi i
mussulmani, si vengono a trovare nella stessa difficile
posizione. Ecco quindi il tentativo di dispensarle da un'azione
tanto ripugnante alla coscienza dei credenti.
Messa in minoranza dal Gabinetto e attaccata dalla stampa
liberale, la Kelly, cattolica praticante, ha dovuto far
marcia indietro.

Dare le dimissioni da ministro sarebbe stato un atto di
eroismo troppo sublime per essere contemplato, ma non sono
mancati gli articoli che lo hanno richiesto a gran voce e
sostenuto, facendo uso dell'antica logica protestante
secondo cui i cattolici sono inadatti ai posti di governo
perché settari, indottrinati e quindi non sufficientemente
equanimi nella gestione della cosa pubblica.

Il Cardinale arcivescovo di Londra, Primate di Inghilterra e
Galles, ha già annunciato che - rebus sic stantibus - le
agenzie cattoliche dovranno prima o poi chiudere per non
dover sottostare ad una normativa tanto ripugnante ed
offensiva per la coscienza dei credenti.
Il fatto è ancora più deplorevole dal momento che esse sono
le più attive e le più numerose e che il loro merito è
riconosciuto dai loro stessi avversari "ideologici".

Il fallito tentativo ministeriale di fare un'eccezione a
favore loro, come pure delle altre agenzie ispirate da
gruppi di fede diversa, ha rappresentato una grande
delusione ma non tale da far si che i fedeli si perdessero d'animo.
Essi invece hanno dato il via ad una imponente raccolta di
firme per una petizione già depositata presso la residenza
del Primo Ministro che reitera la richiesta di esenzione
dalla nuova legge per le agenzie di adozione cosiddette
"confessionali".

Si spera, con tale mezzo, di stimolare la discussione,
alzare il profilo del dibattito e far comprendere ai
governanti quanto fortemente sentita sia tra il pubblico, la
necessità di rispettare l'integrità delle coscienze. Solo
così si potrà evitare che gli orfani, gli elementi più
vulnerabili della società, vengano a soffrire a causa del
malinteso filantropismo e della falsa tolleranza del moderno
imperante laicismo.(CR/986 del 31 marzo 2007)

http://www.corrispondenzaromana.it/

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