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4月24日 Con la famiglia e contro i DICOChe sia giunto il momento di darci una scossa? Qualcosa sta forse cambiando in casa nostra? Che sia questo il tempo di far vedere a tutti che la misura è colma, che siamo stanchi di subire senza insorgere, di essere offesi senza difenderci, di essere ridicolizzati senza reagire? Sembra proprio così. Le organizzazioni laicali del mondo cattolico sono intenzionate a scendere in piazza per difendere la famiglia, organizzando a Roma un "Family day" ("un giorno della famiglia", o "per la famiglia", si dice in italiano), dagli assalti dei suoi nemici che in questi ultimi tempi si sono fatti assai insidiosi. La data prevista è il prossimo 12 maggio. Le notizie che leggiamo sui giornali dicono di qualche difficoltà nella realizzazione di questo evento, vuoi organizzativa (si capisce: non siamo abituati a questo genere di cose), vuoi perché qualche gruppo o associazione teme che la manifestazione si riveli anti-governativa. E loro, a questo governo, ci tengono molto. Una preoccupazione, questa, che, a parere del sottoscritto, fa pensare, perché lascia intendere che la difesa della verità su un tema decisivo come quello della famiglia sia subordinata alla tenuta di quello stesso governo che, se passa la sua proposta dei "Dico", proprio alla famiglia intende sferrare un attacco micidiale. Speriamo che una grande, popolare manifestazione a favore della famiglia mostri a quanti hanno la responsabilità politica di prendere decisioni che il mondo cattolico, almeno sul fronte dei principi "non negoziabili", è unito e vuole farsi sentire. Se verremo convocati a Roma, dobbiamo andarci numerosi più che mai. Il Timone una piccola parte nella buona battaglia in difesa della famiglia l'ha svolta. Sono quasi 50.000 ormai le copie diffuse in tutta Italia del nostro dossier sui "Dico". Continuano a giungerci richieste e tanti apprezzamenti. Questi ultimi, come facciamo sempre, li giriamo al buon Dio, al quale va ogni merito per quel poco di bene che riusciamo a fare, nonostante la nostra pochezza. «Non posso tacere la mia preoccupazione per le leggi sulle coppie di fatto», ha detto Papa Benedetto XVI, tirandosi addosso gli strali di tanti politici che col mondo cattolico nulla hanno a che fare e suscitando serie apprensioni tra quelli che cattolici lo sono, ma che sulla famiglia la pensano diversamente dal Pontefice. «Se si dice che la Chiesa non dovrebbe ingerirsi in questi affari - ha proseguito il Papa - allora noi possiamo solo rispondere: forse che l'uomo non ci interessa? I credenti, in virtù della grande cultura della loro fede, non hanno forse il diritto di pronunciarsi in tutto questo? Non è piuttosto il loro - il nostro - dovere alzare la voce per difendere l'uomo, quella creatura che, proprio nell'unità inseparabile di corpo e anima, è immagine di Dio?». La preoccupazione del Papa è la nostra! Il suo amore per Dio e per l'uomo è il nostro. Il suo dovere di alzare la voce lo facciamo nostro. I lettori del Timone a Roma ci saranno. In tanti. Anche per affermare che è finita l'era di un mondo cattolico complessato, in ginocchio, umiliato. «Aiutati che il Ciel ti aiuta», recita un proverbio dei nostri vecchi. Che tutto sia nella mani di Dio noi lo crediamo profondamente. Ma un "aiutino" in favore della famiglia lo diamo volentieri. Poi il Cielo farà la sua parte. Gianpaolo Barra, Editoriale de "Il Timone" n. 62 - Aprile 2007 http://www.iltimone.org/rivistaEditoriale.php?idRec=85 riflessioni cattolicheIN PRIMO PIANO http://primopiano.totustuus.info/ B. XVI: Una società che perde la direzione, non sa più dove andare Una società nella quale la coscienza cristiana non vive più, perde la direzione, non sa più dove andare, che cosa si può fare e che cosa non si può fare, e finisce nel vuoto, fallisce. Solo se la coscienza viva della fede illumina i nostri cuori, possiamo anche costruire una società giusta. Non è il Magistero che impone dottrine. È il Magistero che aiuta perché la coscienza stessa possa ascoltare la voce di Dio, la coscienza stessa possa conoscere quanto è bene, che cosa è la volontà del Signore. È solo un aiuto affinché la responsabilità personale, nutrita da una coscienza viva, possa realmente funzionare e così contribuire a far sì che la giustizia sia realmente presente nella nostra società: la giustizia al proprio interno e la giustizia universale per tutti i fratelli nel mondo di oggi. Oggi non c'è solo la globalizzazione economica: c'è anche la globalizzazione della responsabilità; questa universalità, per cui tutti siamo responsabili di tutti.. IN LIBRERIA: http://libreria.totustuus.info JOSEPH RATZINGER, La figlia di Sion. La devozione a Maria nella Chiesa Questo libro, piccolo ma estremamente denso e ricco di contenuti, è il risultato di tre conferenze che Joseph Ratzinger tenne alla vigilia della sua nomina a Cardinale di Monaco sul tema della devozione a Maria all'interno della Chiesa. All'epoca, siamo nel bel mezzo degli anni '70 - l'originale in lingua tedesca è infatti del 1977 - in una Chiesa attraversata in pieno dalla crisi che seguì il Concilio Vaticano II, la devozione mariana era attaccata da più parti, spesse volte anche all'interno della Chiesa stessa. E proprio in questo tormentato contesto, l'allora teologo Ratzinger, si preoccupa di mostrare ed esplicare come la devozione a Maria, fondata biblicamente e teologicamente, non solo può avere spazio nella fede cattolica, ma è fondamentale per la spiritualità dei cristiani. RINO CAMMILLERI http://www.rinocammilleri.it/ Cina Il tiggì del 15 aprile 2007 mostrava, in Cina, la distruzione pubblica di 42 milioni di pezzi di materiale contraffatto. Però il "Corriere della Sera", la mattina, aveva riportato che si trattava di materiale pornografico. In effetti, cambia tutto. Bene, dunque. Si badi, sulla Cina avremmo ben altre riserve. Né si tratta di bacchettoneria da parte nostra. La pornografia serve a una sola cosa: a masturbarsi. E scusate se non abbiamo usato perifrasi. Ricordo personale: una puntata del talkshow di Gad Lerner sul tema, invitato anche il sottoscritto fra gli altri. Ma l'"intellettuale cattolico" era relegato in terza fila e privo di microfono al bavero. Al centro, venerata e omaggiata, una pornostar (oggi si chiamano così) francese, che presentava un suo libro (indovinate l'argomento). 13) MONS. ALESSANDRO MAGGIOLINI http://www.alessandromaggiolini.it/bin/servlet/mediabox.servlets.prese ntation.DettaglioInfo?idInfo=36143&url=dettaglioRassegna.jsp Italiani ignoranti in religione? La colpa è solo dei preti Siamo un paese di quasi analfabeti colti in fatto di cattolicesimo. Spiace per Benedetto Croce, il quale probabilmente conosceva un altro cristianesimo e quella prima stella intellettuale che si chiama Eugenio Scalfari, già introdotto in teologia, il quale scrisse con prosopopea che nel Vangelo non c'è traccia del Padre Nostro... 25000 omelie domenicali dovrebbero cavare delle saggezze altissime. E invece. Chissà: se invece di parlare di buonismo e di pacifismo si ritrovasse il coraggio di dire, anche da parte dei preti, che Gesù è il Verbo Incarnato e Risorto, Salvatore di tutti gli uomini. Forse la vita sarebbe anche più allegra. 14) VITTORIO MESSORI http://www.et-et.it/articoli2007/a07d16.htm Chi ha paura del vero Gesù. Ratzinger contro i "maestri del sospetto". Sin dalle prime righe della Premessa al suo Gesù di Nazaret, Joseph Ratzinger (come preferisce essere indicato, scrivendo qui come studioso privato) spiega perché, con una sorta di urgenza, ha dedicato al libro "ogni momento libero" anche dopo "l'elezione alla sede episcopale di Roma". , spiega questa fretta usando un'espressione significativa, che sembra in contrasto con i suoi toni sempre pacati ed equilibrati. c'è oggi "una situazione drammatica per la fede". Fede che sta dissolvendosi, se non si contrasta l'aggressione - che viene anche da certa intellighenzia cattolica - alla verità storica dei racconti evangelici. 4月23日 Inter campione (le prove della truffa) SPOGLIATOIO IN PILLOLE
Georgatos, ex giocatore dell'Inter, ad aprile 2006, a proposito dei vecchi compagni dell?Inter, dichiara: "c'era chi prendeva pillole e si faceva iniezioni... gruppi di persone rifornivano i giocatori...ho capito cosa stava accadendo..." 2005 ESTATE D'AFFARI Vendita fasulla dei diritti di sfruttamento del marchio Inter in modo da consentirle di truccare i bilanci per 158 milioni di Euro; si ricorda che non avrebbe potuto partecipare al campionato 2005-06 (quello dello scudetto fittizio); ma Guido Rossi (toh, guarda chi c'è, sempre questo ex dirigente nerazzurro che assegna gli scudetti!) della COVISOC riammette l'Inter ed addirittura concede uno sconto (ricapitalizzazione di soli 40 milioni e non di 158, con decurtazione del 75% del malloppo) 2006 UN BEL SOSPETTO lo Spezia un anno fa apparteneva a Moratti; è stata venduta ad una società che appartiene ad una Fiduciaria parmense; nessuno conosce (chissà perché) il proprietario attuale di tale Fiduciaria parmense; se si tratta di Moratti o di un suo parente fino al quarto grado, è illecito (punibile con la revoca dello scudetto revocato ad altri e retrocessione) 2006 LO SCUDETTO DELL'ONESTA? Milano, 25^ giornata: Stankovic, sconfitto sul campo per 2-1 dalla Juventus, chiude a chiave gli spogliatoi di San Siro per nascondere l'inverosimile agli occhi dell'arbitro e degli atterriti assistenti (Dejan, nunsepofà ..., perchè lo fa solo Moggi) SEQUESTRO DI PERSONA? NO! Quale sequestro, il commissario ?davvero straordinario? Guido argonauta Rossi, già consigliere dell'Inter nel quinquennio 1995/1999, difensore dell'Inter (e di Milan e Juve) nel confonto sui diritti TV con la Fiorentina e il Consorzio Calcio Italia, dipendente Telecom in pensione (ora dinuovo a cavallo), ritiene di premiare chi si era sempre comportato correttamente e premia l'Inter! A tal proposito è opportuno riportare una dichiarazione dell'argonauta. "Il fatto che io sia stato per un brevissimo periodo [cinque anni, ndr] nel CdA dell'Inter e che io sia amico personale di Massimo Moratti non c'entra niente. Moratti da quando ho assunto questo incarico, per la sua estrema delicatezza, non mi ha più neanche telefonato..." Ps: Nel corso dello scandalo cosiddetto Moggiopoli, giungono a Guido Rossi da tutt'italia segnalazioni su comportamenti illeciti tenuti da altre squadre (Inter, Milan, Roma, Lazio, Parma ecc.). L'argonauta decide di perseguire penalmente chi segnala tali comportamenti perchè "INTRALCIA IL LAVORO DELLA GIUSTIZIA!!!" La senatrice Maria Burani Procaccini propone un'interrogazione al ministro dello sport Melandri. Avanza pesanti dubbi sul processo a Calciopoli e punta l'indice sul subcommiss ario della Figc, Paolo Nicoletti. "Scudetto 2005-2006 ai nerazzurri? Sarebbe uno scandalo visto che il vice commissario della Figc lavora per la famiglia Moratti". Paolo è il figlio dell'avvocato Francesco Nicoletti, originario di Dipignano, in provincia di Cosenza, trasferitosi negli Anni Sessanta a Milano per divenire stretto collaboratore e legale di fiducia di Angelo Moratti. Nicoletti, dunque, è legato da rapporti professionali con la Saras della famiglia Moratti. Questo è un altro di quelli che faranno un calcio nuovo. Passaporto falso di Recoba per passare da comunitario e superare i limiti al numero degli extra Moratti ha ottenuto da Guido Rossi (quello super partes) lo scudetto per un tributo all'onestà nerazzurra e "ha dimenticato" che il suo direttore generale Lele Oriali ed il suo pupillo Alvaro Recoba hanno da pochissimo patteggiato una pena per aver falsificato il passaporto (Recoba non aveva antenati in Europa) e ricettato patente rubata (quella di Recoba) e sono stati condannati a 6 mesi di carcere ciascuno (tramutata in pena pecuniaria di 21.420 euro). Moratti forse non ricorda che c'è un tetto all'ingaggio di extracomunitari e superare quel tetto significa voler imbrogliare chi, regolarmente, ne utilizza il numero consentito. Ps: Nel 2001 il St Etienne è retrocesso in B a causa della penalizzazione di 7 punti e della multa comminata per i passaporti falsi del brasiliano Alex e dell'ucraino Levitsky (ha impiegato 3 anni per risalire in Ligue 1) Patente di Recoba risultata rubata alla motorizzazione di Latina (ricettazione) Kallon fermato per nandrolone (l?Inter dichiara che lo usava per i brufoli) Martins fermato dalla società stessa per ematocrito alto prima di Cagliari-Inter Pagamento fideiussione fuori tempo 3 anni fa, ma poi, di nascosto, fatta risultare "regolare" tramite atto doloso (l?Inter sarebbe stata cancellata d al campionato ed oggi non esisterebbe più) L'Inter nel 2006 è da tre mesi sotto inchiesta dalla procura di Milano per plusvalenze, inchiesta ancora in corso L'Inter nel 2001 è stata sotto inchiesta dalla procura di Roma per plusvalenze, di quella inchiesta non si hanno più notizie Mancini, il moralizzatore, che accetta (a Firenze) il patentino preso illecitamente grazie al sistema di cui parla male Fidejussioni false firmate da Facchetti per la Reggina In una intervista del settimanale "OGGI" a Luciano Moggi: Ma è vero che esistono delle fideiussioni bancarie firmate da Facchetti per qualche società di calcio? Moggi: "L'ho scoperto leggendo una deposizione di Giuseppe Gazzoni Frascara, ex presidente del Bologna. Mi ha stupito molto. Gazzoni ha messo a verbale, davanti ai giudici, certe cose. Bisognerebbe chiederlo a lui, o a Facchetti o ai giudici. Certo è un bel mistero". Materazzi che, il 5 maggio 2002, chiede all'avversario in partita (la Lazio) di farli vincere (e dire che i laziali ? a parte Poborsky - ci hanno pure provato...) Incontri, mai negati, di Facchetti con Nucini ? l?arbitro ha dichiarato di essere molto amico di Facchetti e di aver pranzato spesso con lui, si lamentava col ?brindellone? di ostacoli alla sua carriera e chiedeva raccomandazioni (complimenti, proprio un arbitro super partes, con lui le squadre che incontravano l'Inter erano sicuramente tutelate) - La Juventus per motivazioni simili ha avuto: retrocessione in B, meno 17 in classifica, revoca di 2 scudetti, mancata partecipazione per almeno 3 anni alla Champions, obbligo di fatto a vendere tutta la squadra titolare - Cene, mai negate, Facchetti-Bergamo a casa Bergamo, quando l?Inter andava a giocare in Toscana (addirittura Bergamo dichiara che Facchetti si fermava anche a dormire a casa sua, dove spesso parlavano delle griglie arbitrali) Riportiamo l'inter vista a Bergamo nella trasmissione MATRIX di Enrico Mentana. Mentana domanda: "Signor Bergamo, in una telefonata con Moggi si parla di "una cena" con Giraudo a casa sua, Vorrei sapere oltre a loro ha invitato altri dirigenti a casa sua?" Bergamo risponde: "Certamente, venivano a casa mia molti dirigenti di società di calcio anche con le loro famiglie, in quanto legato da vecchie amicizie" Mentana: "Qual'era il dirigente che veniva più spesso a trovarla??" BERGAMO: "beh! per la verità , non posso nascondere che GIACINTO FACCHETTI e' stato quello che più degli altri RICEVEVO IN CASA"! - La Juventus per motivazioni simili ha avuto: retrocessione in B, meno 17 in classifica, revoca di 2 scudetti, mancata partecipazione per almeno 3 anni alla Champions, obbligo di fatto a vendere tutta la squadra titolare - Telefonate, innegabili, Facchetti-Pairetto. In una di queste si parla a lungo di biglietti di partite dell'Inter da consegnare a Pairetto e pronti nella sede dell?Inter che passerà a ritirare un certo Santambrogio. - La Juventus per motivazioni simili ha avuto: retrocessione in B, meno 17 in classifica, revoca di 2 scudetti, mancata partecipazione per almeno 3 anni alla Champions, obbligo di fatto a vendere tutta la squadra titolare - Telefonate, mai negate, Moratti-Fazi - La Juventus per motivazioni simili ha avuto: retrocessione in B, meno 17 in classifica, revoca di 2 scudetti, mancata partecipazione per almeno 3 anni alla Champions, obbligo di fatto a vendere tutta la squadra titolare - Telefonate Inter-Bergamo, nella trasmissione di Antenna3 del 11/09/2006 Bergamo dichiara di aver ricevuto telefonate dai dirigenti di tutte le squadre di A e si stupisce di come risultino intercettate solo le telefonate di Moggi Carta di identità di Daniele Bernazzani falsificata (abbassata l'età ) e scoperta durante mondiale Fifa per giovanili (complimenti per la sportività) Carta di identità di Massimo Pellegrini falsa (usato nome e cognome di altra persona) anche lui aveva superato il limite massimo di età (ancora complimenti) il papa pellegrino dal santo peccatoredi Antonio Socci Agostino, studente a Cartagine, a 17 anni inizia a convivere – una “coppia di fatto” – con una giovane nordafricana che amerà per 14 anni avendo da lei anche un figlio (all’età di 18 anni). Chi è questo giovane “avventuriero” che in pochi anni diventa uno degli intellettuali più brillanti di Roma e di Milano? Si tratta di Agostino d’Ippona, colui che – convertendosi a 32 anni - diventerà uno dei più grandi santi della storia della Chiesa, il più grande fra i padri e dottori della Chiesa, colui alla cui tomba, a Pavia, Benedetto XVI oggi va a in pellegrinaggio (Ratzinger si laureò con una tesi su di lui e ha sempre considerato Agostino come il suo maestro). Giuliano Vigini nel libro “Sant’Agostino”, che ha la prefazione proprio di Joseph Ratzinger, scrive che quella “unione di fatto ottiene il risultato di porre un freno al dilagare delle passioni amorose di Agostino e diventa un elemento equilibratore nella sua vita affettiva”. Nel 1998 il senatore Andreotti, presentando con il cardinal Ratzinger un libro sull’attualità di sant’Agostino, disse: “Mi ha colpito una cosa leggendo l’Enciclopedia Cattolica: laddove si parla di Sant’Agostino si dice testualmente che, quando andò a Cartagine, questo giovane diciassettenne ‘si piegava a una certa regola, unendosi senza matrimonio, con una grande fedeltà, alla donna madre del suo figlio’ ”. E’ il caso di ricordare che l’Enciclopedia Cattolica è un’opera assolutamente ortodossa, addirittura emblematica del pontificato di Pio XII. Quelle considerazioni la dicono lunga sulla saggezza della Chiesa che non è per niente impaurita dalla vita e dall’umano (come oggi caricaturalmente la si vuol rappresentare) e sa cosa è l’uomo senza la Grazia di Cristo. In una delle sue prime interviste da papa, Benedetto XVI disse: “il cristianesimo, non è un cumulo di proibizioni, ma una opzione positiva…questa consapevolezza oggi è quasi completamente scomparsa”. Insomma la Chiesa è una possibilità di vita più umana, più appassionante e felice di qualunque esistenza senza Cristo. Come scoprì e poi proclamò Agostino che, pur essendosi convertito giovane, a 32 anni, prima aveva sperimentato – scrive il Papa - “quasi tutte le possibilità dell’esistenza umana… Il suo temperamento passionale” ricorda Ratzinger “gli fece imboccare numerose strade”. Ma di fronte a tutte le “avventure” che precedono il battesimo, Ratzinger non mette affatto la sordina, né le derubrica a errori su cui stendere un pietoso velo. Al contrario nella prefazione al libro di Vigini, per spiegare la grandezza dell’opera teologica di Agostino, l’attuale Papa scrive che “la sua teologia (di Agostino) non nacque a tavolino, ma venne sofferta e maturata nell’odissea della sua vita”. Aggiunge perfino che “non sono le teorie bensì le persone quelle che rendono credibile un modo di vivere” e Agostino “è così umano, così credibile proprio perché la sua vita non ebbe un andamento lineare e le sue risposte non furono solo teorie”. Ma come possono il Papa e la Chiesa indicare come esempio un uomo che ha percorso tante vie di peccato? Quello che in realtà indicano come esempio è il suo desiderio inappagato di verità e felicità. Perché - spiega Ratzinger – Agostino fu sempre leale col suo cuore e non si accontentò mai di “felicità” fittizie, finché non gli si rivelò la vera Felicità (ed era Gesù Cristo stesso). “Solo questo egli non poté e non volle mai” scrive Ratzinger “accontentarsi di una normale esistenza piccolo-borghese. La ricerca della verità bruciava in lui con troppa passione perché egli potesse accontentarsi di spendere la vita in modo convenzionale”. In effetti Agostino riconosceva (anche per tutte le sue peripezie intellettuali oltreché esistenziali) cos’era la vita in se stessa: “tutto quello su cui posavo lo sguardo era morte… Ero infelice, in un profondissimo tedio della vita e la paura della morte… Io costituivo per me stesso un luogo desolato, dove non potevo stare e da cui non potevo fuggire. Non c’era sollievo né respiro in nessun luogo”. Da questo “nulla” – come racconta nelle Confessioni – fu portato alla vita vera attraverso una serie di incontri decisivi a Milano con persone innamorate di Cristo: con Ambrogio, con Simpliciano e una quantità di giovani che – perfino in accordo con le ex fidanzate – decidevano di scegliere la castità e la vita in comunità come gli apostoli (era il primo monachesimo). E’ lì che Agostino sente l’attrattiva di Gesù più forte dei piaceri carnali “perché ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposi in te”. Così esplode in un nuovo sorprendente impeto di adesione: “mi avevi infatti così convertito a Te, che io non pensavo più a cercarmi una moglie”. Quindi “fummo battezzati” (lui, con il figlio e gli amici) “e si dileguò da noi l’inquietiudine della vita passata. Tu, che fai abitare in una casa i cuori umani, il Tuo perdono sprona il cuore a non assopirsi nella disperazione, a non dire ‘non posso’, a vegliare invece nell’amore, investito dalla Tua misericordia, forza di me debole”. La figura di Agostino è straordinariamente moderna. Su di lui esce in media nel mondo un libro al giorno. La sua riscoperta nella Chiesa, grazie a Benedetto XVI, potrà avere effetti straordinari. In che direzione? Nella “Sacramentum caritatis” il Papa ha scritto: “Con acuta conoscenza della realtà umana, sant'Agostino ha messo in evidenza come l'uomo si muova spontaneamente, e non per costrizione, quando si trova in relazione con ciò che lo attrae e suscita in lui desiderio”. E’ un cambiamento di mentalità che Ratzinger da tempo chiede ai cattolici e che potrebbe trasformare la percezione che i moderni hanno della Chiesa. Don Giacomo Tantardini, che all’Università di Padova da ben dieci anni tiene un ciclo di lezioni sulla figura e l’opera di Agostino, ha indicato quella frase del papa come decisiva: “il tempo della Chiesa è caratterizzato proprio da questa dinamica: l’incontro con un’attrattiva presente che corrisponde al desiderio dell’uomo”. In particolare “sant’Agostino arriva a dire, seguendo san Paolo, che tutta la dottrina cristiana senza la delectatio e la dilectio, senza l’attrattiva amorosa della grazia, è lettera che uccide. Non è la cultura, neppure la dottrina cristiana, che può stabilire un rapporto con un uomo per il quale il cristianesimo è un passato che non lo riguarda. È qualcosa che viene prima della cultura. Questo qualcosa che viene prima sant’Agostino lo chiama delectatio e dilectio, cioè l’attrattiva amorosa della grazia… Questo diletto, questa felicità è il motivo e la ragione per cui si diventa e si rimane cristiani”. Queste lezioni di Tantardini sono raccolte adesso in libro, “Il cuore e la grazia in S.Agostino” (Città nuova) che sarà presentato il 27 novembre prossimo a Padova dal patriarca di Venezia Angelo Scola, personalità molto rappresentativa della Chiesa di Benedetto XVI. Esse “costituiscono un ‘caso’ di grande interesse culturale” secondo l’agostiniano Nello Cipriani. “L’idea che si diventa e si rimane cristiani perché si prova un piacere nell’aderire a Gesù Cristo non è solo di Agostino ma anche di don Giussani, autore di un libro intitolato ‘L’attrattiva Gesù’. Io credo che don Giacomo Tantardini” scrive Cipriani “abbia colto la profonda consonanza esistente tra l’esperienza cristiana vissuta e proposta tanti secoli fa da sant’Agostino e quella proposta oggi da don Giussani”. Le sue pagine aiutano “gli ascoltatori e i lettori a scoprire o a riscoprire la bellezza e la gioia di un’autentica esperienza cristiana, che, al di là delle dottrine teologiche e dei riti religiosi, è soprattutto un incontro personale con Cristo, che, sempre vivo e presente, è capace ancora oggi di suscitare una profonda attrattiva nel cuore dell’uomo”. E’ questo che Benedetto XVI annuncia a tutti. Da “Libero”, 21 aprile 2007 4月22日 benedetto a pavia
4月20日 Il Family Day: occasione unica e «vera»«Il Family Day non giova». È la tesi sostenuta anche da alcuni sacerdoti e sigle del mondo cattolico. Le ragioni addotte sono diverse. Da un lato si ritiene che i Dico non danneggino il matrimonio (cosa che invece Avvenire sta dimostrando da mesi); dall'altro che una manifestazione porti allo scontro e cancelli il dialogo sociale. Certamente è importante che il Family day non si trasformi in un Gay pride alla rovescia. Gli insulti, le parodie (anche blasfeme), le manifestazioni di disprezzo, che molto spesso caratterizzano i cortei gay, vanno banditi dal Family Day. Ma, detto ciò, il Family Day può essere un'occasione unica, quasi storica, a disposizione di quella parte silenziosa della società civile che viene quasi sempre ignorata dai media, i quali, invece, garantiscono una sovraesposizione impressionante solo agli esponenti della cultura radical-libertaria (o alle poche sigle dissenzienti del mondo cattolico). Durante la campagna referendaria sulla fecondazione artificiale, leggendo la grande stampa e i sondaggi, guardando le televisioni, sembrava che la stragrande maggioranza del Paese volesse una legislazione molto più permissiva rispetto alla legge 40. Invece sappiamo come è andata: solo il 24 % ha votato, e solo il 20 % voleva modificare la normativa vigente: il peggior risultato referendario nella storia della nostra Repubblica. Una grande manifestazione a sostegno del matrimonio è un'opportunità formidabile per dare la parola ad un popolo a cui non viene mai data voce (a parte le meritorie prese di posizione del Forum delle famiglie, a cui, comunque, viene dato ben poco spazio, pur rappresentando circa tre milioni di famiglie), che viene spesso ignorato, che cresce le nuove generazioni in mezzo a molte difficoltà, con amore, laboriosità e dedizione e che è assolutamente contrario ai Dico. Un popolo che chiede da tempo la fine di un regime di discriminazione fiscale che penalizza le famiglie con i figli, che sono la più importante risorsa del paese, perché una società che non procrea si suicida. Un popolo che i politici non potranno più far finta di non vedere. I media mettono in scena quasi solo matrimoni che si sfasciano e famiglie che si disgregano: è vero che queste disgregazioni avvengono, ma esistono altresì moltissimi matrimoni riusciti, dove, come è inevitabile, le difficoltà ci sono, ma vengono superate e dove l'amore resiste nel tempo e si approfondisce per tutta la vita. Il Family Day sarà il loro palcoscenico. Se poi ciò che preoccupa queste sigle cattoliche (ma speriamo di sbagliarci) è preservare il dialogo piuttosto che il matrimonio, va detto che il dialogo è sì un metodo fecondo di confronto, ma non può essere di per sé il fine, bensì solo un mezzo per il reperimento della verità. Sia permesso ricordare a questi cattolici che Gesù interviene molte volte (con l'espressione "in verità, in verità vi dico") per indicare la preminenza della verità e che egli addita se stesso come quella meta dell'uomo che è "via, verità e vita". di Giacomo Samek Lodovici in «Avvenire», "è famiglia", 13.04.2007 4月19日 Dichiarazione dei redditi: 5 per mille al volontariato cattolicoBenché l'attuale Governo non abbia ancora riconosciuto le devoluzioni fatte nel 2006, è anche quest'anno possibile destinare una quota dell'imposta sul reddito delle persone fisiche pari al 5 per mille come sostegno al volontariato, anche non cattolico. La scelta di destinazione del 5 per mille e quella dell'8 per mille non sono in alcun modo alternative fra loro e questa scelta, come per l'8 per mille, non comporta ulteriori esborsi per il contribuente. Il contribuente può assegnare direttamente questa quota ad un'associazione riconosciuta dalla Agenzia delle entrate ( http://www.agenziaentrate.gov.it ). Per farlo basta mettere sui modelli di dichiarazione dei redditi la propria firma e il codice fiscale dell'Organizzazione di Volontariato scelta. Totus tuus raccomanda di devolvere la propria quota esclusivamente al volontariato cattolico. Vi sono molte realtà più meritevoli della nostra. Se tuttavia desiderate aiutarci inserite il nostro codice fiscale 972 793 101 51 nell'apposita casella della vostra dichiarazione dei redditi. Per approfondire: http://www.totustuus.net/modules.php? name=Sections&op=viewarticle&artid=98 FS.net 4月18日
4月17日 BERTINOTTI E SANTA MARIA DELLA VITTORIAdi Antonio Socci “Chi controlla il passato” diceva Orwell “controlla il futuro”. Per questo i comunisti sono sempre stati molto disinvolti nel riscrivere la storia a proprio uso e consumo e magari nello “sbianchettare” le immagini scomode del passato. Il presidente della Camera Fausto Bertinotti ha “rimosso” dalla sala di Montecitorio dove riceve le delegazioni una tela rappresentante la battaglia di Lepanto, quella vittoria cristiana che nel 1571 ci salvò dall’invasione turca. Pare che Bertinotti ne fosse imbarazzato per spirito pacifista. Ma che accadeva se nessuno si opponeva ai musulmani? Lo si vede nella cattedrale di Otranto, in Puglia, dove si conservano le ossa degli 800 uomini (per primo il vescovo Stefano Pendinelli) a cui i saraceni di Maometto II, 90 anni prima di Lepanto, tagliarono ferocemente la testa, mentre i loro figli e le loro mogli finirono in schiavitù. Il 15 marzo 1570, alla vigilia di Lepanto, l’impero turco, smanioso di conquistare tutto il Mediterraneo, dichiarò guerra anche alla Serenissima invadendo Cipro, territorio di Venezia: “Nicosia” scrive Alberto Leoni “si trasformò in mattatoio dove furono trucidate con crudele fantasia 20 mila persone. I superstiti, 2 mila donne e ragazzi, vennero destinati all’harem”. E l’altra città dell’isola, Famagosta, subì lo stesso macello con il comandante, il grande Marco Antonio Bragadin, che fu torturato orrendamente. Gli tagliarono orecchie e naso e infine fu scorticato vivo: “non emise un lamento, mormorando il ‘Miserere’ fino a che il cuore cedette quando il coltello del boia era arrivato all’ombelico”. E’ la storia gloriosa di Venezia cristiana. Non rendendo onore a questo passato, l’attuale sindaco di Venezia, Cacciari (oltretutto post-comunista), è arrivato a dichiarare che è stata la religione cristiana, non l’Islam, che “si è imposta agli altri con la violenza” (parole che fanno indignare). Queste carneficine musulmane preannunciavano cosa sarebbe capitato all’Italia se i turchi fossero riusciti a invaderla. Senza la battaglia di Lepanto e senza quella vittoria dei cristiani non ci sarebbe oggi nessuna democrazia in Italia (ma avremmo qualche sultano al potere). Senza quella vittoria cristiana non ci sarebbe neanche il Parlamento in Italia. Soprattutto – e questo dovrebbe far meditare Bertinotti – senza quella vittoria cristiana non ci sarebbe la sua poltrona di Presidente della Camera. Né la libertà di essere comunisti. Insomma quella tela sulla battaglia di Lepanto è simbolo della libertà italiana almeno quanto la festa del 25 aprile (in entrambi i casi il Paese era sotto invasione barbarica). Si vuol forse abolire anche il 25 aprile? Hanno dichiarato che la decisione di rimuovere la tela “è stata presa in sintonia con la linea di dialogo e di pace”. Con questa filosofia pacifista Bertinotti rischia di prospettare pure l’abolizione del 25 aprile che celebra la liberazione armata dell’Italia da parte dei partigiani e degli Alleati. Perché la vittoria militare del 25 aprile deve essere ricordata con una festa nazionale e di quella di Lepanto imbarazza perfino una tela? Forse perché la prima fu una vittoria (anche) dei comunisti, mentre quella di Lepanto fu una vittoria tutta cristiana sulla minaccia islamica. Dunque via la tela. Così – fa sapere Bertinotti – “si è voluto mandare un segnale di novità e diversità”. E quale novità? L’ostilità anticattolica dei comunisti è una novità? E’ roba stravecchia. Arrivare a rimuovere la tela su Lepanto è un gesto di fanatismo ideologico. I comunisti ormai da tempo cercano di usare l’argomento “musulmani” in modo strumentale, per dare addosso ai cristiani. Nessun islamico aveva chiesto la rimozione di quella tela (e, nel caso, doveva rassegnarsi: ci volevano invadere! Casomai dovrebbero chiedere scusa). Per non urtare gli islamici dovremmo forse abolire la Divina Commedia (rea di parlar male di Maometto) e poi cancellare tutte le immagini sacre perché l’Islam le ritiene “blasfeme”? Il problema in realtà è la Sinistra. Che evoca il “dialogo” con i musulmani per cancellare la memoria cristiana, ma non certo quando lancia battaglie laiciste come quella sui Dico. “Come mai”, si è chiesto padre Samir, “quando si è trattato di togliere alcuni segni visibili della tradizione cristiana (il crocifisso, il presepio, ecc…) hanno utilizzato l’argomento dei musulmani da non offendere (come se il presepio fosse un offesa per loro!), e quando si tratta di questioni così fondamentali per loro (come la famiglia e i Dico) non se ne parla?”. Questo mondo progressista “li sta strumentalizzando, utilizzandoli per confortare una sua opinione solo quando fa comodo. Questo non è rispetto, ma manipolazione”. Peraltro “censurare” Lepanto è pure sintomo di ignoranza storica. Un celebre protagonista di quella battaglia, Miguel de Cervantes, disse che quel 7 ottobre fu uno dei giorni più grandi della storia del mondo. Lo storico Fernand Braudel scrive che “la vittoria segnò la fine di una miseria. La vittoria cristiana sbarrò la strada a un avversario che si annunziava molto oscuro e vicino. Prima di far dell’ironia su Lepanto, seguendo le orme di Voltaire, è forse ragionevole considerare il significato immediato della vittoria. Esso fu enorme”. Lepanto è diventato un tabù per i comunisti perché ricorda 14 secoli di minaccia islamica e di tentativi di invasione dell’Europa. E perché a opporsi oggi all’aggressione islamica (che punta sempre a fare di noi l’Eurabia) sono gli odiati (dalla Sinistra) “amerikani”. Inoltre perché nel 1571 era stato il papa Pio V a coalizzare i (divisi) sovrani dell’Europa nella Lega Santa e a organizzare la difesa. E fu lui a organizzare anche un immenso esercito di preghiere con le Confraternite del Rosario. Il Papa – che seppe misteriosamente della vittoria quel giorno stesso (si dice che ebbe una visione della Vergine) – proclamò da allora il 7 ottobre “Festa della Madonna del Rosario” o anche “Santa Maria della Vittoria”. Un evento storico clamoroso: il Papa letteralmente salvò l’Italia (e l’Europa) grazie all’aiuto della Madre di Dio. Fu una delle “ingerenze” con cui la Chiesa ha protetto da secoli l’Italia e l’Europa dall’orrore e dalla distruzione (come nelle elezioni italiane del 1948). Dev’essere questo che urta oggi i comunisti che accusano di nuovo il Papa e la Chiesa di “ingerenza”. Sì, è vero: la Chiesa ha sempre difeso l’Italia. Proprio mentre scrivevo queste note ho ricevuto una mail da un certo “Centro culturale Lepanto” che, con toni assai polemici, afferma: “In questi ultimi tempi, le forze laiciste hanno lanciato una nuova e più grave campagna di odio contro la Santa Chiesa Cattolica ed il suo Pastore Benedetto XVI. Giornali, libri, televisioni, pellicole cinematografiche, cartelloni e spot pubblicitari rovesciano continuamente torrenti di calunnie, accuse, insulti e derisioni sul Papa, sul Clero e sull’intera Chiesa, pretendendo d’isolarla, emarginarla e metterla a tacere… Questa campagna di odio cerca d’intimidire i cattolici, spingendoli a relegarsi nel chiuso delle chiese e a rinunciare a testimoniare e difendere la Fede nella vita pubblica. E' una campagna che potrebbe preludere a quella persecuzione violenta descritta nell'ormai noto ‘terzo segreto’ di Fatima”. Infine però gli estensori ricordano la protezione della Madonna. Certa come nel passato. Post scriptum: per il 30 aprile prossimo, festa di S. Pio V, pare che Benedetto XVI voglia promulgare il “Motu proprio” che restituisce alla Chiesa la sua grande liturgia latina, detta appunto “di S. Pio V”. Il Papa di Lepanto, che salvò l’Italia anche con la forza del Rosario. Storia da meditare anche per i cattolici. Da “Libero”, 13 aprile 2007 4月16日 spunti settimanaliIN PRIMO PIANO: http://primopiano.totustuus.info/ Card. Caffarra: i DICO e il dovere della coerenza Vorrei però richiamare in particolare l'attenzione sulle parole che la Nota rivolge a chi ha il dovere di fare le leggi, e professa la fede cristiana nella Chiesa cattolica. Per avere una comprensione esatta del testo della Nota è necessario tenere presente la dottrina cattolica circa la coscienza morale, il Magistero della Chiesa, ed il rapporto fra le due realtà (cfr. per es. Lett. Enc. Veritatis splendor 64,2; EE8/1664), riassunta per altro nelle sue linee essenziali nel Catechismo della Chiesa Cattolica (§§ 1776-1794). La vera laicità rende possibile a chiunque, credenti compresi, di proporre la propria concezione di vita buona mediante argomentazioni razionali e quindi da tutti condivisibili. Il richiamo alla coerenza fatto nella Nota è quindi assai pertinente. La coerenza infatti non significa richiamarsi a poteri estranei all'impegno politico, né confessionalismo. Significa offrire il proprio originale contributo perché anche mediante l'ordinamento giuridico sia promossa e difesa la singolare preziosità del matrimonio e della famiglia, e quindi la dignità della persona. Cristiani incoerenti impoverirebbero l'argomentazione e la deliberazione pubblica, privandole gradualmente di una visione dell'uomo che è generatrice di vero umanesimo. MONS. ALESSANDRO MAGGIOLINI" http://www.alessandromaggiolini.it/bin/servlet/mediabox.servlets.presentation.DettaglioInfo?idInfo=35915&url=dettaglioRassegna.jsp Sessualità depravata e confusione forse voluta Come si ricorda l'inizio avvenne con i PACS, vale a dire con Patto Civile di Solidarietà. Poi si giunse ai Dico: diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi. Non si sa a quali formule si giungerà. Il nocciolo della questione, almeno all'inizio, consisteva nel distinguere delle convivenze libere da qualsiasi vincolo, tranne che da quello di poter abbandonare lo pseudoconiuge secondo il capriccio del momento. La grande - enorme - diversità tra libere convivenze e PACS o Dico consisteva nel fatto che i PACS o i Dico erano istituti appartenenti all'ordine giuridico pubblico, mentre l'alternativa era l'assumere delle iniziative senza nessuna norma giuridica. 14) "MONS. LUIGI NEGRI " http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=127561 Una grande congiura di carattere ideologico Si tratta di una grande operazione, di una grande congiura di carattere ideologico, che utilizza l'impero mass-mediatico per scardinare, sradicare quella tendenza, quella tensione a Gesù Cristo, che ciascun uomo porta naturalmente iscritta in sé, perché nel cuore di ogni uomo sta la grande domanda di senso, di verità, di bellezza e di giustizia, che nessuna ideologia e nessuna tecnologia potrà mai produrre. Quindi, si tratta di un'operazione terribilmente compiuta a freddo, attraverso l'uso di mezzi economici e tecnologici immensi, ma che si potrebbe trovare di fronte un grande interlocutore, un grande oppositore: l'oppositore del popolo cristiano che vive la sua identità con gioia, con letizia, con forza, determinato ad annunziare Cristo a tutti gli uomini. 15) "RINO CAMMILLERI" http://www.rinocammilleri.it/beyondengine/frontend/exec.php?id_content_element=455 Scimmie Il parlamento delle Baleari è il primo a mondo ad aver riconosciuto i "diritti umani" delle scimmie, sebbene nelle Baleari di scimmie non ce ne sia neanche l'ombra. A quanto pare, alla Spagna il "modello Zapatero" non basta più e cerca di rendersi simile al "modello Almodovar", una grottesca sodoma e gomorra in cui tutto quel che può riferirsi al buonsenso sia capovolto. Il progetto di stilare carte sui diritti delle scimmie dovrà estendersi, secondo i balearesi, al mondo intero, tant'è che lo si sta proponendo in sede europea. ANTONIO SOCCI" http://www.antoniosocci.it/Socci/index.cfm?circuit=Main&name=CaricaOggetto&modalita=view&rnd=0.976001632086&id=474 Caso Bagnasco. Minacce ai preti: una specialità dei comunisti Le scritte apparse a Genova contro il vescovo, attuale presidente della Cei ("Bagnasco a morte", "Bagnasco attento, ancora fischia il vento") corredate da falce e martello, stella delle Br e "P38", sembrano sottovalutate o snobbate. Haidi Giuliani, senatrice di Rifondazione comunista (e madre di Carlo Giuliani) ha dichiarato che sono "scritte stupide", ma "non è da darci tutta questa rilevanza, anche perché can che abbaia non morde". Forse la senatrice Giuliani ha dimenticato che in Italia, nel recente passato, alcuni che abbaiavano minacce poi hanno anche morso. E ferocemente. Parlo dell'estremismo rosso degli anni Settanta che - senza essere stato fermato al tempo dei proclami - diventò terrorismo politico ferendo gravemente la nostra democrazia. 4月14日 cacciari e il libro del papapremesso che personalmente non trovo folle chiamare Cacciari in Vaticano, trovo interessante il ragionamento fatto sulla filosofia tenuta dal professore veneto.
FOLLIA IN VATICANO: CHIAMANO CACCIARI A PRESENTARE IL LIBRO DEL PAPA di Antonio Socci C’è un famoso detto attribuito a un papa che recita: “chi sa fa, chi non sa insegna, chi non sa insegnare dirige. Chi non sa neanche dirigere, fa il politico e governa”. In effetti Massimo Cacciari non sa cosa sia il cristianesimo, non avendolo praticato e sperimentato, tuttavia da anni lo insegna sui giornali e cerca di dirigere il Papa e la Chiesa, facendo il politico. Ora il sindaco di Venezia ha un’occasione straordinaria per insegnare al Pontefice il suo mestiere: è stato chiamato a presentare il libro di Ratzinger, “Gesù di Nazareth”, il 13 aprile prossimo, nell’Aula del Sinodo, in Vaticano, insieme col cardinale di Vienna Schoenborn e con il valdese professor Garrone. Il tutto coordinato dal direttore della Sala stampa vaticana, padre Lombardi. Cacciari potrà spiegare per esempio un fondamentale dogma della fede cattolica che Benedetto XVI ignora di sicuro. E’ vero che Ratzinger è un raffinatissimo teologo, è vero che è stato per venti anni il “custode” dell’ortodossia cattolica (all’ex S. Uffizio) ed è vero che è perfino Papa e quindi nessuno più di lui conosce le verità della dottrina cattolica, eppure il Santo Padre ignora che fra i “dogmi” della sua fede c’è quello della “reincarnazione”. A dire il vero lo ignorano tutti da duemila anni. Ma lo scoop si deve appunto a Cacciari che in una memorabile intervista alla Repubblica dell’11 settembre 2006 pare aver dichiarato: “secondo la teologia islamica l’ateismo è insito nella rivelazione della cristianità. Dipende dal dogma della reincarnazione”. La reincarnazione? E’ l’opposto del cristianesimo, ma non è male come battuta di spirito. Sarà stato un lapsus o un errore del giornalista, ma è divertente che sia capitato a uno che si picca di impartire sempre lezioni a tutti. Innanzitutto al Papa. A bacchettare Ratzinger, come fosse uno scolaretto, il sindaco di Venezia cominciò già alla vigilia della sua elezione, quando bocciò l’espressione “dittatura del relativismo”. Poi subito dopo quella stessa elezione protestò perché i cardinali non avevano seguito le sue tassative indicazioni di eleggere il cardinal Martini che era amico suo e nel quale egli avvertiva il travaglio di essere cattolico, mentre in Ratzinger – lamentava il barbuto pensatore – il dogma è certezza. Dopo il discorso di Ratisbona Cacciari ha di nuovo bacchettato il Pontefice: “Ratzinger è incorso in una gaffe”, “è stata un’imprudenza, bene avrebbe fatto ad argomentare meglio le sue idee”. Insomma bocciato. E bocciato pure Ruini e bocciata Oriana Fallaci che – a suo dire - avrebbe “parlato a vanvera, senza usare minimamente la ratio”. Infatti la “ratio” è una esclusiva del sindaco di Venezia. Che la sfoggia sempre. Come quando insegna che la religione che “si è imposta agli altri con la violenza” è quella cristiana, mentre “l’Islam al contrario, non ha mai usato il ‘modello assimilazionistico’ ”. Fantastico. Questa fa il paio con la trovata della “reincarnazione”. Il mese scorso, quando il Papa tornò sul tema delle “radici cristiane” dell’Europa, Cacciari riprese a tuonare dalla Repubblica: “concezione reazionaria”. Intimò poi al pontefice di non fare più “predicozze” e bocciò la critica all’intolleranza laicista: “un’accusa priva di fondatezza”. Infine, quando Ruini – su indicazione del papa – annunciò la Nota della Cei sui Dico, scagliò l’ennesimo anatema: “atteggiamento teocratico”, “la Chiesa tradisce se stessa”. Ora va a discettare in Vaticano. Non sapendo risolvere da sindaco il problema dell’acqua alta, prova a risolvere da filosofo le domande sull’Altissimo. C’è stato un tempo in cui il pensatore della laguna aveva fatto innamorare vescovi e preti per aver scritto “L’Angelo necessario” (Adelphi). Molti, fermandosi al titolo, o leggendolo senza comprenderlo a fondo, lo considerarono un trattato di angelologia cattolica e videro Cacciari quasi come un convertito. Poi la New Age ha cominciato a diffondere una certa moda degli angeli in salsa gnostica, Cacciari è stato letto più attentamente e si è capito che il suo libro è tutt’altro che cattolico. La rivista dei gesuiti, Civiltà Cattolica l’ha ironicamente definito “filosofo ombrosamente pensoso” e in ambiente cattolico sono cominciate a circolare addirittura “demonizzazioni” di Cacciari. Maurizio Blondet, all’epoca giornalista di Avvenire, iniziava un suo libro sul “potere iniziatico” (titolo: “Gli ‘Adelphi’ della dissoluzione”) proprio riportando un’inquietante frase che Cacciari gli rivolse durante un’intervista: “Il Papa deve smettere di fare il katéchon!”. E poi spiegò la “parolaccia”, si tratta di “ciò che trattiene l’Anticristo dal manifestarsi pienamente”. Ne parla san Paolo nell’inquietante sua profezia sull’Anticristo. Blondet la prese male: “come si può chiedere al Papa di non opporsi al Male? Mi domandai anche: perché Cacciari desidera accelerare l’avvento dell’Anticristo?”. Chissà, forse non si capirono. Fatto sta che Cacciari ammalia alcuni cattolici e ne fa inorridire altri. Nel sito dell’Azione cattolica un lungo argomentato articolo del 2004 illustra i contenuti pericolosi del pensiero di Cacciari che cirolano acriticamente nelle sacrestie. Torna l’accento sullo “gnosticismo”, l’antico nemico della Chiesa, l’origine di tutte le eresie anticristiane, soprattutto per il suo dualismo che finisce per identificare il Bene e il Male, Dio e Satana, in un inaccettabile Uno. L’antropologa Cecilia Gatto Trocchi – studiosa del mondo occulto e magico - nel 1996 dedica “a Massimo” il suo libro “Il risorgimento esoterico”, scritto in risposta al volume di Cacciari “Dell’Inizio”. La Gatto Trocchi confronta “L’Angelo necessario” di Cacciari con un libro di Giovanni Papini che contiene questo capitolo: “Il Diavolo è necessario?”. Papini riprendeva antiche teorie gnostiche, condannate dalla Chiesa, secondo cui Satana svolgerebbe un ruolo affidatogli da Dio e alla fine anche lui sarebbe stato salvato. “Massimo Cacciari aderisce appassionatamente alla tesi fondamentale del pensiero gnostico”, afferma la studiosa. Secondo la quale infine il filosofo veneziano sarebbe molto vicino ai temi della New Age. Formulati però in modo colto. Egli arriverebbe a identificare “il nuovo Messia con il Filius perditionis…”. Letture allarmate che si trovano riprese da un recente volume sui movimenti esoterici di Roberta Grillo, presidente del Gris della diocesi di Milano. Probabilmente è un eccesso di allarmismo e di complottismo. Bisogna capire che Cacciari usa le categorie teologiche e le dottrine antiche, ma se ne infischia dello “spirito”, è sempre di storia e di politica che parla: deve spiegare a se stesso com’è possibile che una persona intelligente sia stata comunista e come si “giustifica” l’orrore che è stato il comunismo. Affronta dunque da filosofo il problema del male e lo risolve all’opposto di Ratzinger che in “Fede, verità, tolleranza” demoliva proprio la tesi della “necessità” del Male. Ecco cosa scriveva il cardinale: “Il male non è affatto – come reputava Hegel, e Goethe vuole mostrarci nel Faust – una parte del tutto di cui abbiamo bisogno, bensì la distruzione dell’Essere. Non lo si può rappresentare, come fa il Mefistofele del Faust, con le parole: ‘io sono una parte di quella forza che perennemente vuole il male e perennemente crea il bene’. Il bene avrebbe bisogno del male e il male non sarebbe affatto realmente male, bensì proprio una parte necessaria della dialettica del mondo. Con questa filosofia sono state giustificate le stragi del comunismo, che era edificato sulla dialettica di Hegel, vòlta in prassi politica da Marx. No, il male non appartiene alla ‘dialettica’ dell’Essere, ma lo attacca alla radice”. In pratica: il comunismo non è stato un “male necessario”, ma solo un Male devastante. Da “Libero” 5 marzo 2007 4月13日 UN CONSIGLIO PER QUESTI GIORNI: PENSARE A GESU’, GUARDARLO…..GUARDARLO INGINOCCHIARSI DI FRONTE A NOI !!!!!
4月12日 la stirpe di Giuda e il family daySiamo cattolici però non marceremo Credenti in rivolta IL MATRIMONIO NON C'ENTRA "La legge Bindi-Pollastrini, attribuisce soltanto alcuni diritti ai conviventi" NON SIAMO MINORATI "I fedeli impegnati in politica sono considerati dalla Cei incapaci d'intendere e volere" "Noi al Family Day non ci saremo". Aumenta il dissenso nella Chiesa per la crociata sulla famiglia e cresce il fronte dei cattolici "sì Dico", cioè sacerdoti diocesani, comunità di base, associazioni e movimenti ecclesiali che diserteranno la chiamata della gerarchia e degli stati maggiori del laicato alla "guerra santa" contro la regolarizzazione delle unioni di fatto. Sono in molti, nelle diocesi e nel laicato, a ritenere che la prova di forza, l'esibizione "muscolare" di 100 mila cattolici in piazza, non giovi alla causa di un istituto (il matrimonio religioso) la cui crisi non accenna ad arrestarsi. No alla kermesse, spiega don Vittorio Cristelli, capofila dei "dissenzienti" in Trentino: "Le manifestazioni di piazza, anche per esigenze di spettacolarizzazione, si caricano di simboli polemici e di sceneggiature satiriche, che estremizzano le tematiche e personalizzano lo scontro". E anche tra i movimenti che hanno firmato il manifesto del "Family Day" si aprono lacerazioni interne. Nelle ACLI per esempio, l'adesione del gruppo dirigente nazionale alla manifestazione del 12 maggio ha fatto infuriare una fetta consistente della base. Una contrarietà che in alcuni casi si è tradotta persino in pronunciamenti ufficiali, come il clamoroso sì ai Dico della presidenza provinciale delle ACLI di Arezzo: "Il DDL Bindi-Pollastrini non tocca l'istituto del matrimonio e non ne crea uno simile, ma prende atto di una situazione e attribuisce alcuni diritti non alle convivenze in quanto tali ma ai conviventi, in quanto persone". Mentre i cattolici del centrosinistra, dai diessini Mimmo Lucà e Giorgio Tonini agli ex-popolari della Margherita Pierluigi Castagnetti e Antonello Soro provano ad attenuare l'effetto della nota Cei sul DDL Bindi-Pollastrini, nella galassia "bianca" e tra i preti "pro-Dico" sono sempre meno quelli disposti a smussare gli angoli. Non si mobilita affatto contro la legge sulle unioni dì fatto, per esempio, il parroco spoletino don Gianfranco Formenton che invece di sfilare a piazza San Giovanni chiama alla "disobbedienza civile i cattolici impegnati in politica e cresciuti nei valori del cattolicesimo democratico". Un "contro-Family Day", praticamente, "in nome del rispetto di tutti, della maturità e della coscienza dei fedeli impegnati in politica considerati, politicamente, dei minorati incapaci di intendere e di volere, cattolicamente". Family Day e nota Cei, rincara la dose il parroco aquilano don Aldo Antonelli, dimostrano la "talebanizzazione della Chiesa e l'ideologizzazione della teologia". E a "una gerarchia che non ha occhi per vedere se non se stessa" corrisponde l'"ammutinamento omertoso e interessato di politici abituati all'adulazione e alla prostrazione". La genuflessione, osserva don Antonelli, è "lo sport dominante nei due rami del Parlamento". Diserta il Family Day anche don Beppe Scapino, parroco a Ivrea "I Dico non sviliscono la proposta religiosa del matrimonio e non cercano di sostituirsi ad essa". Anche l'adesione dell'Azione cattolica al Family Day suscita malumori. Una parte della dirigenza, a livello locale e nazionale, è in subbuglio. A Torino, l'appello a favore dei Dico di un gruppo di credenti è stato sottoscritto, tra gli altri, dai responsabili dei Settore Adulti dell'Ac torinese Nino Cavallo e Paola Gariglio e dall'amministratore diocesano Stefano Vanzini (tutti e tre membri della presidenza diocesana). Oltre a loro, il presidente del Meic locale Beppe Elia e gli ex responsabili di Ac-ragazzi Domenico Raimondi, Elena Gariglio, Roberta Russo, l'ex responsabile Giovani Luca Bobbio e altri consiglieri. "Sintomo di un malumore diffuso - evidenzia l'agenzia cattolica Adista -, che ha trovato una sponda anche a livello nazionale". GIA. GAL. Universo dei dissenso cattolico NON HANNO FIRMATO IL MANIFESTO DEL FAMILY DAY: Pax Christi (presidente Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara) Beati i Costruttori di Pace (presidente don Albino Bizzotto) Libera (presidente don Luigi Ciotti) Comunità di San Benedetto (presidente don Andrea Gallo) Comunità di Sammartini (fondatore mons. Giovanni Nicolini) FUCI (Federazione universitaria cattolica italiana) Meic (movimento ecclesiale di impegno, culturale) Associazione "Giovanni XXIII" (presidente don Oreste Benzi) Centro nuovo modello di sviluppo (presidente Franco Gesualdi) Rete Lilliput (cattolici no global, leader don Vitaliano della Sala) HANNO FIRMATO IL MANIFESTO MA SI SONO SPACCATE TRA BASE E VERTICI ACLI (la presidenza provinciale delle ACLI di Arezzo si oppongono con un documento alla presidenza nazionale che ha firmato il manifesto del Family day) Azione cattolica italiana il presidente nazionale Luigi Alici, ma manifestano contro il Family day i responsabili del Settore Adulti dell'Ac di Torino Nino Cavallo e Paola Gariglio, l'amministratore diocesano Stefano Vanzini (tutti e tre membri della presidenza diocesana a Torino). (C) La Stampa, 3-4-2007 4月10日 riflessioni pasqualiIN PRIMO PIANO:
http://primopiano.totustuus.info/ Benedetto XVI: quando il compromesso si trasforma in male comune Una comunità che si costruisce senza rispettare l'autentica dignità dell'essere umano, dimenticando che ogni persona è creata ad immagine di Dio, finisce per non fare il bene di nessuno. Ecco perché appare sempre più indispensabile che l'Europa si guardi da quell'atteggiamento pragmatico, oggi largamente diffuso, che giustifica sistematicamente il compromesso sui valori umani essenziali, come se fosse l'inevitabile accettazione di un presunto male minore. Tale pragmatismo, presentato come equilibrato e realista, in fondo tale non è, proprio perché nega quella dimensione valoriale ed ideale, che è inerente alla natura umana. NOTA BENE: Causa attacchi di hackers iraniani, il Primo piano sarà visibile solo nel corso della settimana. IN LIBRERIA: http://libreria.totustuus.info/ Per l'onore - aristocratici tedeschi contro Hitler, MARION DONHOFF E' la coinvolgente e drammatica testimonianza dell'eroismo di una parte della gerarchia tedesca in uno dei momenti più oscuri della storia dell'uomo: quello del nazionalsocialismo. L'autrice, la contessa Marion Donhoff, ricorda nel suo libro quei suoi amici, che per amore dell'uomo e di ciò che di grande vi è nella vita, non hanno avuto paura di sacrificare la loro "tranquillità", la loro carriera, la loro stessa vita. MOTIVI DI CREDIBILITA' http://www.floscarmeli.org/modules.php?name=News&file=article&sid=308 LA RESURREZIONE DI GESÙ È CREDIBILE Le numerose apparizioni La mirabile trasformazione degli Apostoli Il modo in cui furono trovati i panni della sepoltura CHE GESÙ NON SIA RISORTO NON È CREDIBILE Esclusione della frode e dell'errore Smascherata la menzogna del Sinedrio DIFENDERELAVITA.NET" http://difenderelavita.totustuus.it/ Famiglia sotto attacco, ecco perché diciamo no ai pacs Un documento lungo e puntuale, compilato mettendo insieme competenze e sensibilità diverse, che ora viaggia nel territorio provinciale di Verona di parrocchia in parrocchia, di centro culturale in centro culturale. "Le ragioni della famiglia" è stato elaborato congiuntamente e approvato dall'Associazione delle famiglie (Afi) e dall'Unione giuristi cattolici di Verona, dal Centro diocesano di pastorale familiare e dalla Consulta diocesana delle aggregazioni laicali. "Di fronte all'attacco alla famiglia di cui si sono cominciati a percepire i contorni nei mesi scorsi - spiega Antonio Zerman, vicepresidente nazionale Afi, che con il collega e amico Daniele Udali (Afi Verona) ha promosso la stesura del documento - volevamo fornire alla nostra comunità uno strumento per riflettere sulla centralità della famiglia nella società. Le argomentazioni che riportiamo nel testo sono quanto più oggettive e razionali possibile, lasciando in sottofondo le questioni più strettamente legate alla fede. Il nostro è un supporto all'approfondimento che abbiamo ritenuto indispensabile offrire ai cittadini". Il testo è stato diffuso nelle parrocchie e nelle associazioni, e sta già dando i suoi frutti: incontri e conferenze sulle "Ragioni della famiglia" si stanno moltiplicando di giorno in giorno. 13) "MONS. LUIGI NEGRI " http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/template/detailNews.asp? IDFolder=175&IDSezione=165&IDOggetto=2396 I DI.CO. tendono a compromettere radicalmente l'esistenza della famiglia Ma le generazioni cui pensano i DI.CO., quelle per cui l'omosessualità e l'eterosessualità saranno equivalenti, che si impegneranno in coppie senza nessuna identità e stabilità, senza gratuità e capacità di dedizione, recuperando anche gli anni della convivenza per la pensione o per le mutue: a queste generazioni è proposta una "misura bassa" della vita.Staranno anche bene materialmente, saranno pieni di cose e forse anche di complessi: diciamo la verità, aveva ragione il Card. Biffi, saranno "sazi e disperati". Se questa è la sfida, la storia non potrà non vedere da che parte si è situata la Chiesa: con la persona e con il popolo. Per la loro verità e libertà. 14) "PER LA LIBERTA' DI EDUCAZIONE" http://www.totustuus.biz/users/educazione/Attualita.html Il centro-sinistra spagnolo vuole violare le coscienze: Il 1° marzo 2007 la Conferenza episcopale spagnola ha emesso un comunicato in cui ha espresso dure critiche ai decreti attuativi della Loe, la legge organica per l'educazione elaborata dal governo socialista e approvata dal parlamento nel 2005. "sono alcuni insegnamenti concreti che, sotto il nome di Educazione alla cittadinanza, costituiscono una grave lesione del diritto dei genitori a determinare l'educazione morale che desiderano per i figli". Essi, nel modo in cui appaiono programmati, "significano l'imposizione del relativismo e dell'ideologia del genere". I vescovi incoraggiano i genitori a difendere il diritto di determinare l'educazione morale dei figli con tutti i mezzi legittimi a loro disposizione. Inclusa, anche se non esplicitamente, l'obiezione di coscienza e il rifiuto di partecipare alle lezioni. 4月3日 riflessioniIN PRIMO PIANO:
http://primopiano.totustuus.info/ Bagnasco: Difendere la famiglia dai pacs Interesse principale e fine esclusivo di ogni intervento della Chiesa cattolica. è la promozione e la tutela della dignità della persona e della sua centralità etica, la quale si esplicita in principi che non sono negoziabili perché espressione e contenuto stesso di tale dignità. Da questa concezione e da tali principi derivano in special modo. il riconoscimento e la promozione della famiglia, come relazione fondamentale e naturale tra un uomo e una donna che si apre ai figli, e la sua difesa dai frequenti tentativi di relativizzarla, rendendola giuridicamente uguale o equivalente ad altre forme di unione. "LOBBYING ETICO" http://www.fattisentire.net/ Pacs. Santoro, vergogna della RAI E-Campagna: "Con Striscia e Mediaset ho chiuso". Michele Santoro, ex eurodeputato per l'Ulivo, si è segnalato per l'ennesimo gesto di violenza mediatica: stavolta ai danni di un suo collega di partito. La colpa di Mastella? Essere favorevole alla famiglia. FattiSentire.net ritiene tuttavia inutile scrivere lettere di protesta a "RAI-Kabul". Propone, invece, di protestare nei confronti dell'atteggiamento fazioso della ben più seguita "Striscia la notizia", curata dal fazioso progressista Antonio Ricci e condotta dallo sporcaccione Ezio Greggio. Infatti, sull'agguato di Santoro a Mastella, Striscia ha addirittura dato ragione a Santoro, giungendo a costruire un video dove appariva con una parrucca color celeste. Per protestare scrivere da: http://www.mediaset.it/brand/canale5/programma/schedaprogramma_715.sht ml?form_16 12) MONS. LUIGI NEGRI http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/template/detailNews.asp? IDFolder=204&IDSezione=&IDOggetto=2402 "Sacramentum Caritatis" Mi è accaduto di dire che questo documento è la dimostrazione di una grande intuizione di Giovanni Paolo II: "la riforma nella tradizione". Le indicazioni liturgiche che il Papa propone in questo documento sono una ripresa molto efficace e puntuale della grande tradizione liturgica della Chiesa; sono una ripresa e una riproposizione dell'autentica riforma varata con il Concilio Ecumenico Vaticano II che il Papa riconsegna alla Chiesa in modo oggettivo, senza nessun cedimento tradizionalistico, superando in qualche modo tutti gli abusi che si erano determinati nel vivo dell'esperienza della Chiesa. 13) "MONS. ALESSANDRO MAGGIOLINI" http://www.alessandromaggiolini.it/bin/servlet/mediabox.servlets.prese ntation.DettaglioInfoidInfo=35518&url=dettaglioRassegna.jsp Ecco perché dobbiamo bocciare i Dico E' comunque chiarissimo- afferma il papa - che l'Eucarestia non è mai atto meramente privato, senza conseguenze sulle nostre relazioni sociali". Come ogni atto liturgico, e ancor più, tale disciplina, secondo il Papa, vale "ovviamente per tutti i battezzati, ma si impone con particolare urgenza nei confronti di coloro che, per la posizione sociale o politica che occupano, devono prendere decisioni a proposito di valori fondamentali, come il rispetto e la difesa della vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale, la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, la libertà di educazione dei figli e la promozione del bene comune in tutte le sue forme. 14) "DIFENDERE LA VITA" http://difenderelavita.totustuus.it/ PACS, la tabella dei "SI DICE... MA NON è VERO!" 1° SI DICE che i PACS servono per dare dei diritti a persone che ne sono escluse. MA NON E' VERO: I diritti dei conviventi sono già garantiti dal diritto privato in quanto diritti individuali, ad esempio: Se muore uno dei conviventi, l'altro può succedergli nel contratto d'affitto, basta che entrambi stipulino il contratto con il proprietario. Se si vuole che un immobile appartenga a entrambi, basta che entrambi ne divengano acquirenti. Le politiche di aiuto ai singoli possono essere ampliate rimanendo nella sfera del diritto privato. 15) "P. PIERO GHEDDO" http://www.gheddopiero.it/articoli/atlantide0612.htm EDUCAZIONE E SVILUPPO Da più di mezzo secolo studio e seguo con viaggi sul campo i problemi dello sviluppo nel sud del mondo. Ho notato un fatto strano. In Occidente il tema "fame nel mondo" (e "sviluppo dei popoli poveri") è venuto alla ribalta alla metà del secolo scorso con l'indipendenza dalla colonizzazione. Dopo gli anni sessanta, la cultura umanistica è stata sconfitta dalla cultura tecnologica ed economicista degli organismi dell'Onu e dei governi occidentali: ad esempio, John Kennedy si proponeva di sviluppare l'America Latina con l"Alleanza per il Progresso", un "Piano Marshall" basato sugli aiuti (20 miliardi di dollari) e il commercio (Trade not Aid); e poi, dalla corrente leninista-maoista che attribuiva le radici del sottosviluppo al colonialismo e all'imperialismo capitalista: gli esempi sono infiniti, da Mao a Che Guevara, che proponevano la rivolta contro l'Occidente, fino ai no global di oggi ("Non popoli poveri, ma impoveriti", "Loro sono poveri perché noi siamo ricchi"). 4月2日 SE I CRISTIANI CAPISSERO QUAL E’ LA LORO FORZA
4月1日 da pacs alle adozioni ai gayPACS: in Gran Bretagna agenzie cattoliche costrette ad |
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