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    May 31

    padre Amorth

    Parla Padre Amorth, l'anti-satana

    L'intervista con Padre Gabriele Amorth, l'esorcista più conosciuto al mondo: "Vescovi e preti ignoranti s'affidano agli psichiatri".

    Nel 1972 Paolo VI affermò che «attraverso qualche fessura il fumo di satana è entrato nella Chiesa». Il 15 novembre dello stesso anno dedicò al demonio un intero discorso. L'intervento del Papa fece scalpore.

    Quel fumo è stato allontanato o ha invaso altre stanze?
    «Ha invaso altre stanze»

    A che cosa si riferisce?
    «Alla ignoranza assoluta dei preti e dei vescovi su queste tematiche per cui capita che, quando una persona si rivolge al suo vescovo per chiedere aiuto, viene sbattuto fuori dalla porta. Ci sono diversi esorcisti in crisi di identità che mandano tutti dagli psichiatri».

    I casi di possessioni però aumentano e il clero sembra sempre meno attrezzato?
    «È così. Quando una persona viene da me ed esprime i suoi disturbi chiedo subito se va a messa, se prega. Di solito le risposte sono negative. Niente messa, niente sacramenti, posizioni matrimoniali sballate».

    E lei come reagisce?
    «Di solito dico: "Figliolo caro, la prima condizione per guarire è quella di vivere in grazia di Dio. Un esorcismo non serve a niente se si vive in stato di peccato».

    Parla con foga padre Gabriele Amorth, principe degli esorcisti, mentre affronta uno dei fenomeni più inquietanti della nostra epoca. Malefici, possessioni diaboliche, fatture, sedute spiritiche, occultismo, rock satanico, scritture automatiche, invocazioni ai morti, magia nera o bianca. Insomma, lo "spiritismo fai da te". Padre Amorth non è affatto triste come si suppone. Al contrario. È persona gaia e dolce, serena e persino spiritosa. Scherza con chi scrive e con Mariarita Viaggi, l'ex-annunciatrice della Rai, oggi in forza a RaiUno, cantautrice e "scugnizza di Dio" come lo stesso Amorth la definisce. È grazie alla Viaggi, nata sensitiva che riesce a sintonizzarsi anche senza parole col famoso esorcista, che abbiamo ottenuto questa intervista. Padre Amorth, nato a Modena il 1 maggio 1925, ci riceve in una grande sede della società San Paolo a Roma. Un ufficio che assomiglia a una infermeria. Sulle pareti foto di san Padre Pio, del beato Alberione, una statuina della Madonna di Fatima e una effigie della Madonna di Medjugorje. «Io sono cotto di Medjugorje. Su questa apparizione ho scritto molto ed è il posto del mondo dove ci si confessa di più e avviene il maggior numero di conversioni». Mi dà un numero di "Tutto Maria" e un foglietto con i "Comandamenti di Dio". «Basta seguirli per salvarsi. Qui c'è la medicina per ogni male dell'anima».

    Senta, padre Amorth, lei è sempre stato critico nei confronti del nuovo Rituale degli esorcismi. Lo è ancora?
    «Lo sono ancora perché nessun cambiamento è stato fatto. Tranne una modifica: nel nuovo Rituale si proibiva di fare gli esorcismi nei casi di malefici che sono il novanta per cento. Il che significava impedire agli esorcisti di fare il loro mestiere».

    La modifica l'avete ottenuta per un intervento dell'allora cardinale Joseph Ratzinger.
    «Ratzinger per tre volte mi ha consultato. Da parte mia uso il vecchio Rituale e mi sento in perfetta regola».

    Quanti sono gli esorcisti in Italia?
    «Calcolo che siano circa trecento. Poi altri, ma temo abbiano scarsa preparazione».

    Sappiamo che Giovanni Paolo II è intervenuto qualche volta per liberare dei fedeli dal demonio. Con Benedetto XVI la battaglia del principe delle tenebre si è fatta ancora più dura?
    «Sì, Benedetto XVI è un Papa sensibilissimo su questa problematica, cosa rara e da ammirare perché i tedeschi, come i francesi, i portoghesi e gli spagnoli, ad esempio, non hanno esorcisti. Non ci credono i vescovi e i preti. E in quelle Chiese questa figura è scomparsa».

    La più grande vittoria del demonio non è forse quella di far credere che non esiste?
    «È una frase attribuita a Baudelaire. Fa credere di non esistere per agire con piena libertà, per tormentare e, a volte, distruggere una vita. Il calo vertiginoso della pratica religiosa ne è un sintomo. Si frequenta la Chiesa fino all'adolescenza poi si sparisce. Si azzera Dio nella propria vita».

    Eppure la vita terrena e pubblica di Gesù è stata una ininterrotta battaglia contro il male. Scacciare il demonio è stata une delle sue occupazioni principali.
    «Nel Vangelo tante volte Gesù caccia i demoni e dà il potere di vincerli. Prima agli Apostoli, poi ai settantadue discepoli e poi a tutti. Anche lei, con una preghiera privata, può scacciare i demoni. La preghiera pubblica è quella di un esorcista che agisce in nome della Chiesa. È un sacerdote nominato da un vescovo, non è detto però che sia più efficace. Ci sono tanti santi che, pur non essendo preti, erano esorcisti. San Benedetto da Norcia, santa Caterina da Siena, qui a Roma san Vincenzo Pallotti, san Padre Pio. Io sono amico del Rinnovamento Carismatico Cattolico e lo sono perché il cuore di questo movimento è Gesù Cristo e lo Spirito Santo, gli unici che hanno il potere di liberarci dal male».

    Il filone della magia nera, la presenza di satana hanno invaso gli schermi cinematografici e i concerti di massa. C'è un appeal oscuro, anche se fa cassetta. Fra l'altro, dietro tanti delitti abbiamo scoperto che c'è il dito del demonio.
    «Pensi alla suora uccisa a Chiavenna o a Erika e Omar, i due ragazzi di Novi Ligure. Le indagini hanno scoperto che questi ragazzi avevano libri satanici. E satana si trova benissimo con queste persone, perché fanno quello che lui vuole».

    Impressiona che siano soprattutto giovani.
    «Non si meravigli. Una volta mentre esorcizzavo una persona, invocavo l'intercessione di Giovanni Paolo II. Il demonio era furioso. Perché ce l'hai tanto con questo Papa? gli ho chiesto…».

    E la risposta quale è stata?
    «Perché mi ha strappato tanti giovani, perché ha rotto i miei piani.. Io credo si riferisse al crollo del comunismo».

    Può essere. Anche se oggi la società globale dei consumi quanto a "morte di Dio" non è da meno del socialismo reale.
    «Ha ragione. Il demonio usa ogni mezzo per strappare la gente da Dio. Leggi sul divorzio e leggi sull'aborto che - non dimentichiamo - è un omicidio legalizzato. Gioventù demotivata e senza ideali che, andando in discoteca, si lascia irretire dalle droghe leggere o pesanti. Giovani che incontrano una setta satanica e ci si infilano dentro».

    Cosa promette satana?
    «Basta leggere le tentazioni di Cristo. Promette tutti i beni terreni. Nella mia vita ho bruciato tante "consacrazioni" a satana scritte col sangue: "Tu sei il mio dio, io appartengo a te"».

    Gloria, potenza, denaro, successo, sesso facile. Forse la tentazione più subdola è la visibilità a ogni costo.
    «Se ti prostri ad adorarmi, tutti i regni della terra saranno tuoi, dice il demonio a Gesù portato su un alto monte. "Sta scritto: adorerai solo il Signore Dio tuo", risponde Gesù. Vede, persino Gesù è stato messo alla prova. E quale prova! Dio ci ha dato il libero arbitrio e lo rispetta fino al punto di permetterci di fare il male».

    Quale è l'identikit di un posseduto?
    «Di essere completamente lontano da Dio. Sant'Alfonso Maria de' Liguori affermava che chi prega si salva, chi non prega si danna. Poi il "posseduto" fa dei piaceri e delle ricchezze un idolo, un vitello d'oro da adorare. Noi non abbiamo scampo. Fra cent'anni saremo o all'inferno o in paradiso. Ecco perché io faccio come Gesù. "Cosa devo fare per avere la vita eterna?" Gesù è diretto: "Osserva i dieci comandamenti"».

    Il demonio, Belzebù non le ha mai fatto del male?
    «A me no. La Madonna mi protegge col suo manto. Ho l'arcangelo Gabriele, come il mio nome, che mi protegge. Ho il mio angelo custode che mi fa da cane da guardia e non lascia passare niente».

    Padre Amorth, è sempre riuscito a sconfiggere il demonio?
    «Si fa una fatica immensa. Si può alleviare la sofferenza di una persona, ridurre al minimo una possessione diabolica, permettere alla vittima di tornare a una vita normale. Scacciare via il demonio non sempre riesce».

    C'è una preghiera che ci può mettere al riparo?
    «Tutte le preghiere sono buone. Io raccomando la messa, i sacramenti, la confessione settimanale per coloro che sono colpiti, quella mensile per tutti gli altri. Raccomando la preghiera mariana del rosario, la lettura quotidiana della Sacra Scrittura. Tutte le cose stanno in piedi se vengono alimentate. Lo stesso per l'amore. Se due si sposano e se alimentano il loro amore il matrimonio regge. Così è per la fede. E non si può credere a fasi alterne o costruirsi una propria religione. "Credo, ma non sono praticante" che vuol dire? Io non ho mai incontrato un diavolo ateo, tutti i diavoli credono e non sono praticanti, perché hanno disubbidito a Dio».

    Vuol dire che credere in Dio non serve a niente se….
    «Se non si è coerenti e praticanti. "Non chi dice: Signore, Signore, entra nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio"».

    Giuseppe De Carli

    26/05/2009

    Fonte: http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/05/26/1028802-parla_padre_amorth_anti_satana.shtml
    May 28

    grazie

    Grazie giovani educatori
    In una delle ultime domeniche un gruppo giovanile mi ha chiesto la disponibilità di celebrare una S. Messa per loro in occasione di un grande raduno. Ho accettato volentieri e ne ho approfittato per fare una gita a piedi nella natura; si trattava di giungere in un grosso prato a circa un’ora dal centro abitato. Salendo lungo il sentiero ho incontrato una giovane educatrice che consolava un bambino in lacrime; mi sono fermato ad ascoltare; il bambino voleva tornare a casa; mi sembrava si trattasse semplicemente di un po’ di nostalgia unita alla fatica ed alla stanchezza. Con una dolcezza ed una pazienza infinita la giovane ha convinto il bambino a rimettersi in marcia; io mi sono preso lo zainetto del piccolo e dopo un po’ abbiamo raggiunto il resto del gruppo che stava per iniziare un gioco.
    In mezzo al prato i giovani educatori, vestiti da pirati, stavano mettendo in scena una storia per dividere in squadre le persone che stavano sedute in cerchio intorno a loro; osservarli cantare, scherzare con i bambini, correre e urlare mi ha emozionato: erano una dozzina fra 20 e i 28 anni; pensare che erano lì, di domenica a spendersi gratuitamente per donare gioia, fraternità e amore a dei ragazzini mi ha riempito il cuore di gioia e di speranza.
    Migliaia di giovani ogni settimana, nei gruppi parrocchiali, negli oratori, nelle società sportive, nel volontariato donano tempo, energie fisiche ed affettive per i più piccoli e per chi ha bisogno. Lo fanno per svariati motivi: perché è bello, perché si sentono chiamati da Dio e dalla Chiesa, lo fanno per vocazione; un giovane, recentemente mi ha detto che non sa spiegare bene perché fa l’animatore…sente una forza, una voce che viene da dentro e lo spinge. Il servizio educativo è impegnativo e faticoso; in alcuni casi i genitori stessi dei ragazzi ostacolano l’operato gratuito dei giovani responsabili e può accadere che anche noi sacerdoti, talvolta, ci dimentichiamo di dire loro grazie; approfitto di queste righe per recuperare le occasioni perse: grazie a tutti i giovani che si impegnano a servizio del prossimo!
    Fortunatamente Dio non è distratto, non dimentica; sono certo che si commuove nel vedere la generosità di questi giovani e desidera riempire il loro cuore di gioia e amore. Il dono di sé, gratuito, disinteressato, sbalordisce. E’ questo il vero miracolo, permanente, che accade quotidianamente, come l’Eucarestia, nella chiesa e nella società. Molti giovani ne sono i protagonisti. Rendiamo grazie a Dio.

    don Nicolò Anselmi

    May 23

    Sport, danza, cucina in parrocchia

    Qualche giorno fa, un mio confratello, fra un discorso e l’altro mi ha confidato che prima di entrare in seminario aveva praticato, per un buon numero di anni, a livello agonistico, l’atletica leggera; il mondo dell’”anello di tartan” gli era rimasto nel cuore, là aveva incontrato amici ed aveva imparato tante cose. Proseguendo il dialogo ci siamo detti che talvolta alcuni sacerdoti ed alcuni educatori guardano con sospetto il mondo dello sport; io stesso, in un periodo in cui ero impegnato agonisticamente ad un certo livello, ho rischiato di essere allontanato da una associazione che amavo; se così fosse accaduto questo “respingimento” forse mi avrebbe allontanato dalla Chiesa stessa.
    Lo sport è un importante spazio vocazionale per molti ragazzi. Rosario e Paolo (tutti i nomi sono di fantasia), quando li ho conosciuti avevano 14 e 15 anni; ambedue faticavano a scuola. Rosario era stato bocciato due volte nelle medie e Paolo stava per lasciare l’Istituto tecnico industriale già a metà del primo anno. Quasi tutti i pomeriggi venivano sul piazzale della chiesa a tirare due calci al pallone; alle tre erano già lì; ogni tanto mi univo a loro; talvolta veniva anche Gerard un ragazzino africano, adottato; giocavamo a “porticine”, due contro due; tutti e tre erano piuttosto bravi; nessuno di loro frequentava la Messa domenicale. Paolo e Rosario non avevano ricevuto la Cresima. Paolo, nel quartiere, aveva la fama di essere un ladruncolo un po’ violento. Rosario viveva solo con la mamma ed era un tipo silenzioso e triste. Molte cose cambiarono quando cominciai ad invitarli a giocare a calcio insieme a me con i ragazzi più grandi; dopo qualche mese organizzammo una squadretta di ragazzi della loro età; Paolo cominciò a frequentare il gruppo degli adolescenti, a venire a Messa con gli altri ragazzi, suoi ex compagni di scuola. Rosario partecipava meno alla vita della parrocchia ma divenne presto il trascinatore della squadra.
    Mi accorsi, da subito, che la fatica a socializzare con gli altri rimaneva, che la distanza non era svanita ma qualcosa in loro, grazie al calcio, era rinato.
    Un racconto analogo potrei farlo per Sara; a 16 anni era una ballerina autodidatta di funky e hiphop davvero brava; non altrettanto potevo dire del suo andamento scolastico. Con il mio semplice appoggio, ha organizzato, da sola, una mini scuola di ballo gratuita frequentata da un bel gruppo di ragazzine, coetanee e più piccole; alla festa patronale lo spettacolo era assicurato, per giovani e adulti. Nel tempo anche il rendimento sui libri di Rosario, Sara e Paolo ebbe un’evoluzione: Rosario fu promosso, Paolo cambiò scuola e Sara si mise semplicemente a studiare.
    Loredana amava cucinare ed in parrocchia c’era spazio anche per lei.
    Talvolta nei nostri gruppi giovanili valorizziamo chi sa parlare, chi sa animare, chi sa leggere e studiare o fare un bel discorso; spesso è più facile trovare nelle nostre associazioni studenti universitari o liceali piuttosto che operai o apprendisti meccanici; alcuni doni cioè alcune vocazioni sembrano essere meno considerati e talvolta guardati con sospetto; Dio Padre non è sospettoso; il suo Amore, lo stesso con cui Gesù ha amato noi, il medesimo con cui dovremmo amarci gli uni gli altri, raggiunge tutti, allo stesso modo.   

    don Nicolò Anselmi

    May 20

    riflessioni

    IN PRIMO PIANO:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=33
    Benedetto XVI: I Cristiani formano una minoranza della popolazione
    Forse a volte vi sembra che la vostra voce conti poco... La vostra situazione richiama alla mente quella della giovane vergine Maria, che condusse una vita nascosta a Nazareth, con ben poco per il suo quotidiano quanto a ricchezza e ad influenza mondana... Prendiamo forza dal cantico di Maria… Abbiate il coraggio di essere fedeli a Cristo
    IN LIBRERIA:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24
    La scoperta di Dio
    A lungo l'Italia ha avuto un grave ritardo nella traduzione dei risultati più importanti della sociologia delle religioni statunitense, soprattutto di quelli favorevoli alla religione, all'Occidente e agli Stati Uniti, considerati poco «politicamente corretti». Era stato così censurato quello che è probabilmente il più importante sociologo delle religioni vivente, Rodney Stark. Questo fino a ieri.

    "LOBBYING ETICO"
    http://www.fattisentire.org/
    Renault, auto divorzista?
    Le automobili Renault hanno deciso di proporsi al nostro paese tramite la pubblicità (cliccare su http://www.renault.it/ ) di un uomo sposatosi tre volte e che ha un quinto figlio da un rapporto occasionale. Se desiderate protestare contro questa pubblicità, vi invitiamo a scrivere ai responsabili della Renault attraverso il nostro sistema portalettere.

    8) Sito pesonale del Cardinale Carlo Caffarra
    http://www.caffarra.it/
    27 aprile 2009 - Decreto sulle limitazioni alla distribuzione della Comunione sulla mano
    «[...] considerata anche la frequenza in cui sono stati segnalati casi di comportamenti irriverenti nell'atto di ricevere l'Eucaristia, disponiamo che a partire da oggi nella Chiesa Metropolitana di S. Pietro, nella Basilica di S. Petronio e nel Santuario della B.V. di San Luca in Bologna i fedeli ricevano il Pane consacrato solamente dalle mani del ministro direttamente sulla lingua».

    9) Rino Cammilleri
    http://www.rinocammilleri.com/
    Indice
    L'«oscurantista» Chiesa cattolica, non contenta di aver creato l'Inquisizione, vi aggiunse l'Indice dei Libri Proibiti. Della terribilità del quale diamo adesso un saggio. Cartesio pubblicò il suo Discorso sul metodo nella calvinista Olanda nel 1637. I protestanti si accorsero subito di che cosa si trattava, tant'è che, due anni dopo, l'opera venne attaccata dall'università di Utrecht e, dopo altri due anni, severamente criticata da quella di Parigi. Utrecht fece di più: la vietò come atea. Nel 1647 l'università di Leyda condannò Cartesio come blasfemo. Lui, che intanto aveva avuto una figlia da una colf olandese (e l'aveva fatta battezzare con rito protestante), nel 1650 morì. Voi direte: e l'Indice che c'entra? Ecco qua: le opere di Cartesio vennero messe all'Indice solo nel 1663.

    9.bis) Antonio Socci
    http://www.antoniosocci.it/
    Il caso Berlusconi, l'abisso del nulla e la carezza del Nazareno…
    Il guaio in Italia è che tutto diventa un referendum prò o contro Berlusconi, qualunque sia il problema di cui si parla. Cosicché restano in scena solo le due fazioni e si perde di vista la realtà. Quello che non si vuole vedere oggi, per esempio, è che tutta la nostra società, tutta la nostra cultura e la mentalità dominante hanno un rapporto compulsivo col sesso e quindi con la realtà. Siamo tutti agitati e tristi, oscillanti tra l'euforia assatanata e la depressione, divoratori congestionati sempre...

    10) Il Timone
    http://www.iltimone.org/rivistaEditoriale.php?idRec=106
    Dieci anni
    Maggio 1999 - Maggio 2009: sono passati dieci anni da quando uscì il primo numero del Timone. Opera di un direttore intraprendente, ma inesperto, e di un gruppetto di giovani redattori, dinamici, laboriosi, anch'essi però privi di esperienza. Per stampare le prime 3.000 copie, tutte omaggiate perché non c'era un solo abbonato, si autotassarono. Non c'era un editore, non uno sponsor, non un deposito bancario cui attingere. Nessuna istituzione laica od ecclesiastica diede un euro.


    11) Radici cristiane
    http://www.radicicristiane.it/
    La vera malattia mortale del nostro tempo
    Ogni richiamo del Papa alla dottrina della Chiesa in materia morale costituisce ormai motivo di contestazione da parte delle lobby laiciste. È quanto è accaduto il 17 marzo quando, parlando con un giornalista francese sull'aereo che lo portava in Camerun, Benedetto XVI ha detto che il problema dell'AIDS non può essere risolto con la distribuzione di preservativi (in inglese "condom"); al contrario, ha aggiunto il Santo Padre, questi presentano il rischio di aumentare il problema.


    12) Luci sull'Est
    http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=4781
    La Turchia musulmana clandestina in Europa
    Le ragioni che vengono addotte a favore dell'adesione turca all'Ue sono principalmente di natura economica e politica: esse vanno dall'importanza di un maggiore e più sicuro approvvigionamento energetico alla necessità di allearsi con l'islam «moderato» turco, contro il fondamentalismo islamico. Contro queste ragioni, ne militano tuttavia altre ben più cogenti. Le esprime bene Alexandre del Valle, uno studioso italo-francese, consulente di alcuni uomini politici europei, che ha al suo attivo una serie di importanti volumi tra cui Le totalitarisme islamiste à l'assaut des démocraties (2002) tradotto in Italia.

    13) Comitato verità e Vita
    http://www.comitatoveritaevita.it/
    Corte Costituzionale e fecondazione artificiale
    La sentenza della Corte Costituzionale sulla legge 40 sulla fecondazione artificiale ha abbattuto i "paletti" che il legislatore aveva posto nelle "misure a tutela dell'embrione". In sintesi: non c'è più un limite massimo di embrioni che possono essere prodotti in ogni tentativo, è venuto meno l'obbligo di tentare il trasferimento di tutti gli embrioni prodotti, è quindi possibile congelare alcuni o tutti gli embrioni ed, infine, questo congelamento può durare all'infinito, perché non esiste più anche l'obbligo di trasferire gli embrioni congelati "non appena possibile".

    14) Corrispondenza Romana
    http://www.corrispondenzaromana.it/new/letternew.php
    B. XVI sta capovolgendo il pensiero progressista su Israele e sugli ebrei
    Negli anni del postconcilio, la posizione del mondo cattolico si articolava attorno a due assi: chiusura verso lo stato di Israele e apertura incondizionata verso la religione ebraica. L'ostilità politica verso Israele, alleato degli Stati Uniti e dell'occidente, si alimentava al terzomondismo e al filo-marxismo diffusi negli ambienti cattolici. Il cedimento teologico era la rinuncia ad affermare l'identità cristiana, non solo davanti al giudaismo, ma di fronte a qualsiasi interlocutore, religioso o secolare che fosse, secondo una concezione di "dialogo ecumenico", che si traduceva generalmente, in puro e semplice "trasbordo".


    15) Segnalazione
    http://www.totustuus.net/
    Pubblicazione: L'EPOPEA DELL'ALCAZAR
    per la ricorrenza della B. Vergine Ausiliatrice (24/5), TT.net e' lieta di offrire ai suoi utenti registrati un testo utile a far memoria del 70° anniversario della vittoria della Spagna cattolica sulle forze disgregatrici: L'EPOPEA DELL'ALCAZAR. Presentazione: La Spagna è oggi come una robusta quercia soffocata dall'edera. Le radici sono ancora buone ma il parassita dell'ateismo le toglie il respiro e la vita. Cinque anni di questa infame repubblica hanno portato il paese allo sfacelo; e questo è un castigo di Dio per i nostri peccati. Solo il pentimento e la propaganda contro il nemico di Cristo possono salvarci....


    May 18

    africa

    Ogni estate, da circa dieci anni, con un gruppo di giovani, faccio un viaggio in terra di missione; andiamo a visitare o un sacerdote o una comunità di suore o di laici in qualche modo legati alla nostra diocesi. Ricordo che qualche anno fa andammo in Mozambico, a trovare un padre comboniano che annunciava Gesù in alcuni villaggi dell’entroterra, nel bacino dello Zambesi in prossimità del grande lago artificiale di Cahora Bassa.
    Durante un incontro fra il nostro gruppo composto da 13 persone ed un gruppo di ragazzi del luogo, avvenne un fatto che mai dimenticherò. Insieme a me erano partiti due giovani non credenti, invitati da due ragazzi che conoscevo; volevano fare un’esperienza africana, conoscere la gente e la realtà. Durante l’incontro, uno di loro si presentò dicendo di essere ateo; il missionario tradusse l’affermazione in lingua locale; immediatamente i giovani africani scoppiarono in una risata prolungata a cui fecero seguito alcune considerazioni; il missionario tradusse per noi le considerazioni dei giovani africani che ovviamente riguardavano l’affermazione della non esistenza di Dio; a quel punto i giovani mozambicani ci chiesero, nell’ipotesi che Dio non esistesse, chi avesse creato il fiume, quale uomo avesse costruito le montagne intorno al lago, chi fosse l’artista che ha posizionato le stelle, chi continua ad alimentare il calore del sole?
    In Africa nessuno è ateo: c’è chi è cristiano, chi musulmano; anche gli animisti, i quali parlano di uno spirito presente nella natura, sanno che c’è qualcuno al di sopra di tutto e di tutti che governa tutto e tutti. Secondo la maggior parte degli africani solo una persona pazza o che vuole scherzare può dire che Dio non esiste; quest’affermazione ha generato la risata dei giovani. La semplicità di questo ragionamento mi ha profondamente toccato. Anche in un recente viaggio in Etiopia ho visto tanti giovani partecipare alla festa della domenica delle Palme: migliaia di ragazzi religiosi forse anche perché semplici e concreti. Il profondo, semplice e robusto ragionamento teologico dei giovani del Mozambico nasce da uno stretto legame fra idee e realtà, fra l’osservazione ed il ragionamento, fra il fiume e Dio; non c’è nulla di virtuale, non ci sono bugie.
    L’incontro fra persone e fra culture è straordinariamente arricchente: abbiamo tanto da insegnare e tanto da imparare. Nella mia libreria c’è un pallone da calcio fatto con le foglie del banano tenute insieme da una rete di corda… me lo hanno regalato dei bambini Rwandesi pensando all’Italia campione del mondo nel 2006 con tanta speranza per i mondiali di calcio che nel 2010 saranno in Africa. Lo guardo ogni giorno: mi risveglia l’amore per l’Africa, gli africani, mi richiama alla semplicità.   

    don Nicolò Anselmi

    May 15

    Berlusconi e la carezza del Nazareno

     
     
    IL CASO BERLUSCONI, L’ABISSO DEL NULLA E LA CAREZZA DEL NAZARENO… 09.05.2009
    A volte per Berlusconi certe esagerate difese dei suoi “tifosi” sono quasi peggio degli attacchi dei nemici. Per non fare nomi, Carlo Rossella ha dichiarato al “Giornale” che la sinistra non può criticare la vita privata del premier perché così fan tutti, anche a sinistra, e non ha trovato di meglio che evocare vari esponenti comunisti e infine addirittura “le vergini offerte in omaggio a Mao Tse-Tung”. Mi pare che citare le perversioni di un regime come quello comunista cinese e del suo sanguinario tiranno, rappresenti una “difesa” del Cavaliere quasi peggiore dei roghi allestiti da Santoro.
    Il guaio in Italia è che tutto diventa un referendum prò o contro Berlusconi, qualunque sia il problema di cui si parla. Cosicché restano in scena solo le due fazioni e si perde di vista la realtà. Quello che non si vuole vedere oggi, per esempio, è che tutta la nostra società, tutta la nostra cultura e la mentalità dominante hanno un rapporto compulsivo col sesso e quindi con la realtà. Siamo tutti agitati e tristi, oscillanti tra l’euforia assatanata e la depressione, divoratori congestionati sempre insoddisfatti, frenetici consumatori di cose e di immagini, di televisione e di ideologie, di moralismi farisaici e di “occasioni” che ci facciano sentire vivi, di eccitanti (mentali o chimici), di successo, di soldi, smaniosi di “apparire” per accorgerci di esistere (sia i ragazzini di Maria de Filippi che le star della tv con il loro Ego arroventato).

    Più proclamano che esiste solo “l’io e le sue voglie” e che ogni desiderio deve diventare diritto garantito per legge, più siamo terrorizzati dall’invecchiamento, dalla malattia e dalla prospettiva della morte. Morte che non è un evento del futuro, ma che sconti vivendo, ogni giorno, nella decadenza del tuo corpo e nella fragilità della tua psiche: nella tragicità della condizione umana. Non c’è destra e sinistra qui. L’anima di tutti s’impiglia in questa solitudine e in questi rovi della foresta oscura. Così siamo tutti moralisti immorali. I giudizi sugli altri sono farisaici, ipocriti perché così fan tutti, ma le giustificazioni del tipo “così fan tutti” sono maleodoranti e malvestite. Eludono il problema. E’ comodo essere corrivi. Della condizione umana non sappiamo più parlare. Della nostra condizioni di moderni.

    E’ stato detto in questa tempesta: “come una persona che non sta bene”. Nessuno di noi sta bene. Pochissimi stanno bene con se stessi e sono pieni di pace e di gioia. Sono persone speciali di cui i mass media in genere non si occupano.

    Ma fra questi pochi ci sono anche personaggi conosciuti: padri e maestri così sono stati per esempio, per la nostra generazione, don Luigi Giussani, Karol Wojtyla (come pure Joseph Ratzinger) o un monaco come don Divo Barsotti. Ho fra le mani un libro su di lui, “Sull’orlo di un duplice abisso”. Leggo questo suo pensiero che spiega perché ci aggrappiamo furiosamente alle cose, perché ci avventiamo disperatamente sulla carne del mondo: “Nel buddismo l’uomo che si appoggia alle cose è paragonato a un uomo che precipita giù per un precipizio che sprofonda nel mare, trova un ciuffo d’erba e ci si attacca: sotto c’è l’abisso, sopra non può più salire. Ma attaccato a questo ciuffo d’erba c’è un topo che rosicchia le radici dell’erba: vi immaginate il terrore dell’uomo che sta per precipitare giù in questo abisso? Ecco” proseguiva don Barsotti “l’uomo vive questo. Noi cerchiamo di dimenticarlo ma viviamo questo, perché c’è la morte e, nella morte, questo abisso che è come il nulla. Invece, ecco Dio: Lui ti porta sulle sue ali. C’è l’abisso – sì, anche quando c’è Dio c’è l’abisso – ma tu sei portato sulle ali dell’aquila… Ecco la vita dell’anima: si vola sopra gli abissi e si va verso Dio, come l’aquila va verso il sole”.

    Tutta la nostra vita (a cominciare dai nostri peccati) grida questo desiderio del Sole, questo bisogno di significato che ci sottragga all’abisso del nulla. Siamo mendicanti del senso dell’esistenza e dell’amore, cioè abbiamo una sete inestinguibile di Dio. Oggi sui media dilaga un freudismo da quattro soldi secondo cui Dio sarebbe una sublimazione del sesso. Ma l’evidenza della realtà dice esattamente l’opposto. Il sesso, il potere e il possesso: sono loro i surrogati a cui chiediamo di farci dimenticare la morte e tutti i suoi preavvisi, come l’invecchiamento. E’ l’ossessione del sesso e del possesso che ci serve a esorcizzare il nostro limite, la nostra paura, la nostra incertezza di esistere, il nostro inappagato desiderio di essere amati, voluti, la nostra sete di felicità. Cioè la nostra fame di Dio.

    La prova è che quei surrogati non ci bastano mai. Anzi, siamo sempre più scontenti e agitati. Il vero desiderio che ci abita, fin dentro a tutte le nostre fibre, l’unico bisogno assoluto che abbiamo e che è inestirpabile e inestinguibile è Dio, perché noi siamo fatti per l’infinito, per una felicità senza limiti e tutto ci lascia insoddisfatti. Diceva sant’Agostino, che era stato un gran peccatore carnale: “O Signore, ci hai creai per te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te”.

    Ma figuratevi se i giornali si accorgono di questa attesa del cuore umano e di padri che ci aiutano a capirla, come don Barsotti. “Tutto cospira a tacere di noi” (Rilke). I divi delle vanità mediatiche sono gli Enzo Bianchi, non coloro che insegnano a gustare, nel silenzio delle colline sopra Firenze, l’abisso sulle ali di Dio e che ti fanno incontrare la carezza del Nazareno.

    Eppure è di questa che abbiamo bisogno, tutti. Ecco, auguro a tutti noi, a Berlusconi e alla sua signora Veronica, a me e a te, amico che leggi, a Santoro e a Rossella, soprattutto a ogni essere umano che fatica nella solitudine delle nostre città, ai miei figli e a tutti i ragazzi e le ragazze (belle e meno belle), questa grande fortuna, la più grande che può capitare nella vita: sperimentare la carezza del Nazareno. Che abbia ancora pietà di noi. Che faccia riposare i nostri cuori smarriti al calore, alla bontà del suo sguardo.

    “Egli” dice la grande poesia del salmo “ti libererà dal laccio del cacciatore, dalla peste che distrugge./ Ti coprirà con le sue penne/ sotto le sue ali troverai rifugio./ La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza;/ non temerai i terrori della notte/ né la freccia che vola di giorno,/ la peste che vaga nelle tenebre,/ lo sterminio che devasta a mezzogiorno./…Egli darà ordine ai suoi angeli/ di custodirti in tutti i tuoi passi./ Sulle loro mani ti porteranno/ perché non inciampi nella pietra il tuo piede./ Camminerai su aspidi e vipere,/ schiaccerai leoni e draghi”.



    Antonio Socci

    Da “Libero” 9 maggio 2009
    May 13

    relativismo imperante

     
    Viene dal cardinale Giuseppe Siri in una straordinaria intervista del 1970 dove preconizza la necessità per la Chiesa di guardare agli uomini della Chiesa dell’Est europeo…
    C’è un’espressione – “dittatura del relativismo” – pronunciata dal cardinale Ratzinger il 18 aprile 2005, alla messa “pro eligendo romano pontefice”, che è passata alla storia e che entusiasmò anche laici come Giuliano Ferrara e Marcello Pera. Sintetizza il pensiero del cardinale bavarese sul momento che viviamo ed è anche il “programma” per il quale proprio lui fu scelto come nuovo papa.

    Le sue parole suonavano così: “Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero... La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde - gettata da un estremo all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individualismo radicale; dall’ateismo ad un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo e così via”.

    Aggiungeva: “Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare ‘qua e là da qualsiasi vento di dottrina’, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie. Noi, invece, abbiamo un’altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É lui la misura del vero umanesimo. ‘Adulta’ non è una fede che segue le onde della moda e l’ultima novità; adulta e matura è una fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo”.

    Da lui viene “il criterio per discernere tra vero e falso, tra inganno e verità”. L’espressione “dittatura del relativismo” ha un precedente clamoroso (chissà se Ratzinger lo conosceva e vi si è ispirato): fu coniata infatti dal cardinale Giuseppe Siri, arcivescovo di Genova, uno degli uomini più autorevoli della Chiesa da Pio XII a Giovanni Paolo II (nel 1975 fu l’autore di una memorabile “Nota per il clero” sul “progressismo” che fa letteralmente a pezzi il cattoprogressismo).

    Siri – che è stato fra i papabili più quotati in ben quattro conclavi – nel 1970 dette una intervista a “Renovatio”, la rivista che aveva fondato, alla cui direzione aveva chiamato don Gianni Baget Bozzo (da lui stesso ordinato). Sarebbe interessante sapere se proprio don Gianni era l’intervistatore, certamente ha la paternità del titolo di quella straordinaria conversazione che fu “La dittatura dell’opinione” (nel testo del cardinale è chiamata anche dittatura del relativismo). Va detto, en passant, che testi del genere, insieme ai libri del cardinale, meriterebbero di essere ripubblicati, per la forza profetica e la profondità che hanno (ma l’editoria sembra orientata solo su teologi e cardinali “progressisti”).

    Alcune perle da quell’intervista. “Gli uomini si ritengono liberi: è questa loro opinione, di essere liberi perché è scritto nei testi giuridici, il massimo momento e manifestazione della loro servitù. In realtà molti vivono sotto una dittatura: la dittatura dell’opinione”.

    Spiega ancora Siri: “La prima e fondamentale dottrina del potere di questo mondo è l’affermazione: non c’è verità… La differenza principale tra ‘civitas mundi’ e ‘civitas Dei’ non sta sul contenuto, ma sull’esistenza della verità. Se non c’è nulla di vero, allora l’unico principio che conta è l’utile”.

    La diagnosi del prelato prosegue: “Il dramma è che tanti non capiscono nulla del loro tempo. L’uomo è oppresso dalle potenze di questo mondo, dai loro miti. La Chiesa non è con il mondo: la Chiesa è con l’uomo, essa è la voce della libertà che nasce dallo Spirito Santo. La Chiesa non può essere là dove regnano le forme ciniche o quelle eversive e nichiliste dei padroni di questo mondo e di questo tempo...” Siri giudica “la cultura di massa asservita ad interessi ben precisi”, essa “rappresenta una selezione precisa di un’immagine d’uomo senza profondità perché senza spirito”. Uomo quindi “manipolabile da un efficace sistema di persuasori occulti”. Con la collaborazione di “quei teologi della cultura di massa che hanno lanciato lo slogan della morte di Dio con il medesimo tipo di diffusione di un prodotto commerciale”.

    Esiste, anche in teologia, una tecnica per sostituire alla verità l’opinione? Siri la vede nell’ “attuale pubblicistica religiosa, letteraria, filosofica”. La “tecnica del relativismo” diventa molto efficace, spiega il prelato, specialmente “riducendo ogni questione dottrinale negli schemi di destra e di sinistra. Tutto si relativizza, tutto diviene questione di opinione e mezzo di potere”.

    Più avanti aggiunge: “il relativismo è la condizione per la manipolazione dell’uomo”, per la “mitizzazione del suo comodo e della sua utilità: che è la via della sua servitù, della sua tristezza, della sua angoscia, della sua noia, della sua follia”. Ed è qui che insorge “il problema della salute mentale come un problema dell’uomo d’oggi” prodotto dal “disordine dello spirito” della cultura dominante. Che paradossalmente si presenta come “un’ideologia del benessere”.

    Essa trasmette “un’immagine dell’uomo senza profondità e senza significato, dell’uomo senza spirito e senza Dio” ed “è diffusa oggi da una catena imponente di mezzi di diffusione del pensiero, che impongono con la forza del loro apparato la loro immagine del mondo come se fosse la realtà stessa… L’uomo viene così condotto alla disperazione, perché il piacere, colto giorno per giorno, svanisce giorno per giorno”.

    In questa profetica intervista – datata 1970 – Siri considera già il problema ecologico in questa prospettiva spirituale: “Il potere delle tenebre conduce l’uomo alla morte... il deterioramento del pianeta, dell’aria, dell’acqua, conduce l’umanità al suicidio. Ma chi imporrà legge agli interessi, alla caccia del lucro?”.

    Peraltro “la dittatura dell’opinione in cui viviamo si ripercuote anche nella vita ecclesiastica… Oggi, ogni teologo che passi per iconoclasta, liberatore, innovatore, è subito captato da un’editoria compiacente, che diffonde per tutti i canali dei mezzi di massa questo dissenso confortevole, questa iconoclastia per amor del comodo e del successo. Il divismo di teologi, di scrittori, di figure della protesta: ecco un dolore, una sofferenza per la Chiesa di oggi: coloro che denigrano il passato della Chiesa per affermare che è proprio dal rinnegamento di esso che la Chiesa riemergerà più autentica”.

    Siri riconosce che “la presente situazione della Chiesa è una delle più gravi della sua storia, perché questa volta non è la persecuzione esteriore a impugnarla, ma la perversione dall’interno. Più grave”. Parla perfino di “coloro che usano della loro funzione ecclesiastica per sovvertire la Chiesa”. Parla di abusi nella liturgia e dell’ideologia ecumenista. Afferma: “La cosa più urgente è restaurare nella Chiesa la distinzione tra verità ed errore”. Ma aggiunge: “ci sono tanti segni, che indicano che i demolitori della Chiesa hanno fatto il loro tempo”.

    E qui ha un’intuizione che è “profetica”: bisogna guardare agli uomini della Chiesa dell’Est, quella provata dalla persecuzione comunista: “Noi siamo in un tempo di prova e nei tempi di prova è più facile vedere la tenebra che la luce. Ma la luce è presente: la potenza stessa della tenebra è un mezzo di purificazione... Noi sappiamo che il Signore conduce le cose in bene… La nostra umana debolezza, l’isolamento, il senso di sconfitta apparirà cambiato dalla potenza di Dio, in segno della gloria della sua città...”.

    Ecco la “profezia” di Siri: “Ho sempre notato che in genere gli errori teologici derivano da inquinamenti marxisti. È una storia lunga. Ma finora non ho trovato sulla mia strada uomini cosi puri nella fede come quelli che hanno esperimentato nella vita quella teoria. Sono stati vaccinati”.

    Otto anni dopo il Conclave chiamerà al papato proprio un uomo dall’Est, che addirittura abbatterà il moloch dei sistemi comunisti con la forza di una testimonianza inerme. Siri diceva nel 1970: “Nel momento in cui tutto umanamente sembra perduto, allora è il tempo dello Spirito Santo: che conduce al nulla i potenti di questo mondo e trova vie impensate per mostrare agli uomini la divinità della Chiesa, della sua opera di santificazione e di santità”.

    Così è stato.



    Antonio Socci

    May 12

    riflessioni

    IN PRIMO PIANO:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=31
    Benedetto XVI: La legge naturale è una guida riconoscibile da tutti
    Quest'abilità di discernere, questo intervento radicale, rende ogni persona in grado di cogliere la "legge naturale", che non è altro che una partecipazione alla legge eterna: (San Tommaso d'Aquino, ST I-II, 91, 2). La legge naturale è una guida riconoscibile da tutti, sulla base della quale tutti possono reciprocamente comprendersi e amarsi.

     IN LIBRERIA:
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24
    Guida alle messe; quelle da non perdere: dove e perché
    «Sai che differenza c'è tra un liturgista e un terrorista? Che con il secondo si può trattare...». La battuta, ferocissima contro la benemerita categoria degli esperti di liturgia, fece ridere di gusto l'allora cardinale Ratzinger, che prima di diventare Papa, inascoltato, chiese più volte tolleranza verso i tradizionalisti, criticando al contempo la messa «degenerata in show» che non di rado veniva celebrata nelle chiese cattoliche. Dittatura di certi liturgisti, creatività esuberante di certi sacerdoti che presiedono le funzioni rubando la scena al vero Protagonista per mettere, per lo più inconsapevolmente, se stessi o l'assemblea al centro dell'attenzione.


    7) "LOBBYING ETICO"
    http://www.fattisentire.net
    Renault, auto divorzista?
    Le automobili Renault hanno deciso di proporsi al nostro paese tramite la pubblicità (cliccare su http://www.renault.it/ ) di un uomo sposatosi tre volte e che ha un quinto figlio da un rapporto occasionale. Se desiderate protestare contro questa pubblicità, vi invitiamo a scrivere ai responsabili della Renault attraverso il nostro sistema portalettere.

    8) Sito personale del Cardinale Carlo Caffarra
    http://www.caffarra.it/
    5 maggio 2009 - Intervento alla presentazione del libro di Marcello Pera "Perché dobbiamo dirci cristiani. Il liberalismo, l'Europa, l'etica"
    «Ogni volta che leggo un libro, e questo appartiene ai pochi che vale la pena leggere interamente, alla fine mi faccio sempre una domanda: a quale interrogativo fondamentale esso intende rispondere? Quale problema risolvere? Se non vado errato, la domanda fondamentale del libro è la seguente: come impedire che crolli la "casa" - l'ethos direbbero i greci - che l'Occidente ha costruito come dimora degna dell'uomo? Il problema cioè che il libro intende risolvere è di ridare stabilità ad un edificio che sta mostrando crepe talmente pericolose da preludere al crollo».

    9) Mons. Luigi Negri
    http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/default.asp?id=456
    Il premier non è santo, ma almeno è contro i Dico
    Il punto è un altro: nessuna epoca è immune da situazioni immorali, da vicende personali poco edificanti. È per questo che ciò che i cittadini, più che i cattolici, dovrebbero chiedere a un personaggio politico, a un presidente del Consiglio, è che lavori per il bene della polis. È che lavori per il bene comune del suo popolo, della sua gente. Che lo scopo del suo agire sia il bene di tutti. Poi, certo, se la dirittura morale dì questa persona è simile a quella di san Luigi di Francia o di Carlo D'Asburgo bene. Anzi, benissimo. Ma di per sé questa dirittura morale non è a tutti i costi necessaria.

    10) Rino Cammilleri
    http://www.rinocammilleri.com/
    Abruzzo
    «L'italo-americano di origine abruzzese Robert Triozzi, ex comandante dei vigili del fuoco dell'Onu, oggi comandante del Programma di sviluppo dei vigili del fuoco…», ha così dichiarato: «Nessuna nazione al mondo è in grado di attivare una macchina come quella dei soccorsi messa in moto in Abruzzo. Nessuna»… E il super-esperto internazionale continua: «Parliamo di perfezione dei fabbricati giapponesi dimenticando che a Kobe, nel 1995, uno dei primi edifici a crollare fu la centrale dei vigili del fuoco. E che una denuncia sui difetti di costruzione delle Torri Gemelle fu depositata nel 1968 dal comandante dei pompieri di New York». Ma donde la sua foga? Ecco il titolo del pezzo: «Santoro sbaglia, nessun paese sa domare il caos come l'Italia».

    11) Antonio Socci
    http://www.antoniosocci.it/
    Storia di una frase clamorosa
    C'è un'espressione – "dittatura del relativismo" – pronunciata dal cardinale Ratzinger il 18 aprile 2005, alla messa "pro eligendo romano pontefice", che è passata alla storia e che entusiasmò anche laici come Giuliano Ferrara e Marcello Pera. Sintetizza il pensiero del cardinale bavarese sul momento che viviamo ed è anche il "programma" per il quale proprio lui fu scelto come nuovo papa. Le sue parole suonavano così: "Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti...

    12) Luci sull'Est
    http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=4762
    Il mondo inquina la Chiesa
    Bisogna fare attenzione a una realtà di fatto: che questo `mondo', interpretato nel senso evangelico, insidia anche la Chiesa, contagiando i suoi membri e gli stessi ministri ordinati e sotto questa parola mondo, San Giovanni indica e vuol chiarire una mentalità, una maniera di pensare e di vivere che può inquinare anche la Chiesa, e di fatto la inquina, e dunque richiede costante vigilanza e purificazione.

    13) Corrispondenza Romana
    http://www.corrispondenzaromana.it/new/letternew.php
    Il Santo Padre e i problemi dell'Africa
    Queste stelle di vergini e martiri brillano nel firmamento della Chiesa, mentre le "pornostar" sono destinate a spegnersi nel buio dell'eternità. Due concezioni del mondo oggi si affrontano: la prima si richiama al modello della purezza cattolica, la seconda al disordine sessuale, simboleggiato dal "condom". I preservativi aggravano il male che vogliono evitare perché costituiscono un invito alla pratica del sesso, presentato come "sicuro" e, implicitamente, "necessario". Il messaggio che essi veicolano è che è impossibile rinunciare al piacere sessuale, e anzi è doveroso fruirne, purché ciò avvenga senza rischio fisico. Nessuno ricorda l'esistenza di un rischio morale ben più grave della sofferenza temporanea del corpo: il peccato, che conduce alla perdizione eterna, ovvero alla eterna sofferenza dell'anima..

    14) Segnalazione
    http://www.corneliofabro.org/
    Pubblicazione: "Introduzione all'Esistenzialismo"
    Cornelio Fabro. Opere Complete – Volume 7. Questa pubblicazione segna un nuovo sviluppo del pensiero tomista di Cornelio Fabro. Lo scopo dell'A. è raggiungere una sincera conoscenza della novissima filosofia o filosofia esistenzialista per «operare un incontro del vecchio con il nuovo». Il volume, scritto nel 1942 e pubblicato nel 1943, può essere annoverato fra i primi nel suo genere in Italia. Importante e suggestiva la divisione tematica (temi, struttura e fondamenti dell'E.) e la Nota Bibliografica.
    May 11

    lotta spirituale

    In ogni esistenza una lotta spirituale quotidiana
    Domenica 3 maggio, IV domenica dopo Pasqua, è stata la Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni, per tutte le vocazioni ma in particolare per le persone chiamate alla vita consacrata: sacerdoti, diaconi permanenti, frati e suore, monaci, missionari e altre persone che vivono la loro consacrazione volutamente nella segretezza.
    La giornata delle vocazioni è un’occasione importante per riflettere sulla vita.
    Dopo 17 anni di vita sacerdotale credo di aver capito che la vita è la risposta ad una chiamata di Dio, che ci ama e ci vuole felici; questa convinzione è per me illuminante e liberante; da sola dovrebbe bastare a dare pace alla mia esistenza.
    Mi rendo conto, tuttavia, ogni giorno che passa, che la vita ha le caratteristiche di una lotta, di un combattimento spirituale e vocazionale quotidiano.
    Mentre scrivo ho in mente alcuni incontri recenti con giovani che, come posso, accompagno nel loro cammino spirituale.
    Ho nel cuore la lotta di una coppia di giovani conviventi che stanno combattendo per abbandonare definitivamente la droga; la sofferenza tremenda di una giovane, prossima al matrimonio che sta lottando con la tentazione di non perdonare una infedeltà del fidanzato; porto con me la fatica e la delusione spirituale di un confratello sacerdote e quella di una giovane suora vittime ambedue di gelosie in comunità; soffro per la separazione di una giovane coppia di miei amici appena sposati, per il malessere di un novizio causato dal comportamento di alcuni compagni; condivido la sofferenza di due giovani che non riescono ad avere bambini, e non volendo ricorrere a tecniche di fecondazione assistita, vivono da anni nella preghiera e nella speranza.
    E’ importante che nelle battaglie legate alla propria vocazione siano presenti il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo e la Beata Vergine Maria.
    Quante volte nella lotta mi è capitato di invocarli, anche chiamandoli “mamma” e “papà”; è noto che volendo insegnare agli apostoli a pregare, Gesù abbia usato un’espressione che andrebbe tradotta “Papà Nostro” anziché “Padre Nostro”.
    Quasi per incanto, invocando la loro presenza, la speranza, l’amore e la luce prevalgono sulle tenebre: Gesù ha vinto la morte definitivamente.
    E’ importante imparare ed insegnare ad invocare una persona vera, viva, un nome, un volto…come ha fatto Pietro quando, dopo esser stato chiamato da Gesù a camminare sulle acque, dopo alcuni passi “si impaurì e cominciando ad affondare urlò: Signore salvami!”.
    La lotta spirituale e vocazionale porta sempre con sé una sofferenza; è quella che offro tutti i giorni sull’altare con il pane ed il vino, per me e a nome di tutti i fratelli e le sorelle: è una sofferenza che mi riempie di gioia e mi fa sentire con Gesù.
    Vivere la propria vocazione da credenti, certi della presenza dello Spirito Santo, è impegnativo; vorrei pregare per tutti coloro che, non avendo la Fede, sono ugualmente chiamati a vivere situazioni di difficoltà e di sofferenza  

    don Nicolò Anselmi

    May 08

    campagna contro la pubblicità prodivorzio di Renault

    Le automobili Renault hanno deciso di proporsi al nostro paese tramite la pubblicità (cliccare su http://www.renault.it/ ) di un uomo sposatosi tre volte e che ha un quinto figlio da un rapporto occasionale.
    Che si tratti di subalternità alla cultura dominante o di un subdolo tentativo di corrodere ulteriormente le radici del nostro popolo, poco importa.
    Infatti, "la pubblicità da' l'impressione che sia normale cambiare moglie quattro volte, come è normale conservare una Renault. Cambiare auto, anche se è una Renault, non ha conseguenze particolari. Invece, le conseguenze in caso di divorzio, con bambini abbandonati, sono ben diverse" (
    Mons. Fihey, vescovo di Coutances e d' Avranches, in Normandia).

    Se desiderate protestare contro questa pubblicità, vi invitiamo a scrivere ai responsabili della Renault attraverso il nostro sistema portalettere:
    http://www.fattisentire.org/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=70

    Invitiamo i webmaster ad inserire nel proprio sito o blog la gif di questa "e-campagna" utilizzando queste istruzioni:
    <div align="center"><br />
    <a href="http://www.fattisentire.net/"><img alt="" align="center" border="0" src="http://www.fattisentire.net/referendum_banner.gif" /></a> </div>

    May 07

    diritti umani

    No al doppiopesismo mondiale sui diritti umani

    PRIMO PIANO
    Di Piero Laporta prlprt@gmail.com


    il commento


    Il Papa viene attaccato per le parole sull'Aids, ma nessuno dice nulla sulla pena di morte in Cina

    Mentre il dibattito sembrava focalizzarsi sul preservativo, la Cina ha conquistato gli onori della cronaca, da par suo. La Cina ha il record mondiale delle esecuzioni capitali, col 72 per cento dei 2390 giustiziati del 2008. La Cina oscura il web. La rete si lascia oscurare volentieri. Pechino si compiace col Sud Africa che nega l'ingresso al Dalai Lama. La repressione cinese in Tibet continua più sanguinosa e crudele che mai. Il papa non è il responsabile dell'Aids, almeno su questo si potrà concordare. Il Papa si è limitato a dire «Non si può risolvere l'Aids con la distribuzione di preservativi: al contrario, il rischio è di aumentare il problema». Si è scatenato il finimondo. Quando, dopo poche ore, le agenzie battono cinque notizie sulla Cina, come quelle che abbiamo dato, nessuno dei governanti tedeschi, francesi, olandesi, intransigenti col Papa, dice una sola parola contro prolungata condotta antidemocratica e delittuosa del governo cinese. In questo clima scivola via nella generale distrazione, anche il fatto che in via MacMahon, 77, a Milano, non a Shangai, a Milano, un cinese ha organizzato un albergo, chiamiamo così, sotterraneo, stipando 60 cinesi in 200 metri quadri, a solo 100 euro mensili a cinese. Sorvoliamo sulle condizioni igieniche e sulla presenza di neonati. Nessuno pone la domanda: come mai i cinesi accettano di vivere in queste condizioni subumane, in Italia, nel cuore di una città civilissima come Milano? Risposta: le condizioni di vita lasciate in Cina sono peggiori di quelle scoperte a Milano e di quelle, chissà quante, non ancora scoperte e tuttavia operanti in Italia e in Europa. Ma nessuno parla, nessuno si indigna. Tutta la vigoria pedagogica sciorinata contro il Papa è miracolosamente dissolta. Meno di un anno fa, approssimandosi le Olimpiadi, nessuno s'accorse dello sfruttamento dei bambini cinesi che fabbricavano le mascotte olimpiche; nessuno s'accorse che le stupefacenti architetture olimpiche s'ergevano sulla distruzione di interi quartieri e con la deportazione dei malcapitati abitanti; nessuno s'accorse dell'imbavagliamento dei giornalisti, degli attivisti democratici, delle personalità religiose. La polemica becera e volgare contro il Papa muta in servilismo da kapò, quando invece si dovrebbe insorgere per l'assassinio degli uomini, per l'oltraggio alle libertà, per lo sfregio alla comunità umana. I neoliberisti, che oltraggiano il Papa, non s'accorgono che la Cina ha realizzato la trasformazione più devastante. “Non vi piace il comunismo? Allora lo eliminiamo” Anzi, essa dice “Cancelliamo non solo la Rivoluzione culturale e la vittoria contro il Kuomintang, ma anche la Rivoluzione bolscevica, quella francese e quella americana. Torniamo al lavoratore sottoposto alla macchina, parte passiva del ciclo produttivo, finalizzato unicamente al guadagno”. È il paradosso: quando il comunismo è sconfitto e rinnegato, la produzione e le sue leggi diventano le leggi della società, secondo una perfetta sintesi marxista. E fior di liberisti – quelli intransigenti con Papa - plaudono al paradosso offerto dai comunisti cinesi: il salario è variabile totalmente sottoposta alla produzione, del tutto sconnessa dalla dignità dell'uomo, dipendente unicamente dai rapporti di forza enormemente squilibrati fra la produzione, in quanto sistema globale, e il prestatore d'opera incatenato alla sua individualità e alla sua indipendenza, alla sua libertà. Evviva la libertà. E mentre di inneggia ad essa, un uomo può vivere entro una superficie pari a quella d'un ascensore, si possono soffocare tutte le libertà primarie, si possono imprigionare, schiacciare e uccidere quelli che dissentono, si possono negare tutti i principi di civiltà ereditati dalla nostra storia, si può ristabilire lo schiavismo, si possono uccidere (o sceglieranno di uccidersi) le persone malate che ostacolano o rallentano il ciclo produttivo, si può incoraggiare l'aborto che restituisce alla catena di montaggio le braccia altrimenti vocate a cullare. Si può fare tutto in nome della libertà e della produzione, e poco importa che questo “tutto” sia entro le viscere più marce della crisi economica che ci attanaglia. Tanto l'unico colpevole è lui, Benedetto XVI.