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June 30 Berlusconi e la ComuniioneE’ buffo vedere i miei amici del Foglio d’accordo con l’Unità (perfino con Marco Travaglio) e con la Repubblica nel criticare l’esternazione di Berlusconi sulla comunione ai divorziati risposati. Tutti a fare i paladini dell’ortodossia dottrinale cattolica. Travaglio addirittura mescolando questa diatriba (sul divorzio e l’accesso ai sacramenti) con le polemiche delle stesse ore sulla Giustizia, così finendo per confondere peccati e reati (l’errore che in genere si rimprovera al fondamentalismo religioso). C’è un aspetto comico in questo perché per una volta Berlusconi ha detto – morettianamente - “qualcosa di sinistra” (quante volte i progressisti hanno criticato la Chiesa che – a loro dire – escluderebbe i divorziati). Ma l’Unità, pur di non convenire col Cav, si mette a sbandierare le parole del Papa in prima pagina (ne sbandiera solo alcune però, estrapolandole e quindi stravolgendo il vero significato). Poi, nella pagina dei commenti, lo stesso giorno l’Unità pubblica un editoriale dove, come al solito, si spara a zero su Benedetto XVI e lo si accusa di aver “accolto trionfalmente e da amico l’uomo, il grande nostro attuale presidente del Consiglio, la cui moralità indiscussa trionfa presso l’opinione pubblica di tutto il mondo”. Questa esecrazione moralistica dei pubblici peccatori da parte di gente che ritiene se stessa giusta, retta, onesta (e abilitata a giudicare i peccati altrui) ha un sapore molto familiare, perché è uno sport che tutti pratichiamo (io per primo), sui giornali e nella vita. Ma cosa vi ricorda l’uomo che sbandiera la propria rettitudine e giudica con disprezzo quel peccatore laggiù? Facile! Ricorda la parabola del fariseo e del pubblicano raccontata da Gesù, il quale però concluse che fu il peccatore che si batteva il petto e stava a testa bassa a salvarsi, non l’ “uomo onesto” (che, si badi bene, era veramente una persona perbene, osservante della Legge, anche sinceramente impegnato). Tutto questo ricorda anche le scandalizzate invettive di alcuni (non tutti) scribi e farisei contro Gesù reo di parlare con pubblicani e prostitute. Gesù, purissimo e buono, accetta anche l’invito a pranzo di pubblici peccatori, ha affetto per ciascuno di loro, e – con somma indignazione dei benpensanti – lascia che una povera donna di pessima fama gli baci i piedi bagnandoli con le sue lacrime di dolore. Erano in tanti a scandalizzarsi di questa libertà di Gesù dalle loro regole. Eppure a questi tali, a questa gente perbene, onesta e osservante della Legge, Gesù non risponde giustificandosi o arrampicandosi sui vetri, ma con un colpo da ko: “i pubblicani e le prostitute vi precederanno nel Regno di Dio” (Mt. 21,31). Doveva essere come un pugno nello stomaco (lo è pure per noi). E quando, secondo la Legge, pretendono di lapidare l’adultera e di avere il suo consenso, dice loro: “chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra”. Silenzio generale, imbarazzo e poi, uno ad uno, se ne vanno. Un giorno fissando negli occhi questa gente perbene (che giudicava gli altri e li disprezzava come peccatori) scandisce queste parole: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità… Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?” (Mt. 23). Si resta sinceramente sconcertati davanti a queste parole di fuoco di Gesù che tuona contro la gente perbene ed è invece dolce con i peccatori (che, in fin dei conti, sono davvero gente discutibile, gente che, come minimo, se l’è spassata). Non è che Gesù voglia invitare a essere peccatori, ma a essere umili e a non giudicare gli altri. Perché, diciamo la verità, per ciascuno di noi i disonesti, i profittatori, gli opportunisti e i puttanieri (o le puttane) sono sempre “gli altri”. E ognuno di noi istintivamente si mette nel novero delle persone che fanno il proprio dovere, le persone perbene. Ebbene, i santi fanno l’esatto opposto. Un giorno frate Masseo chiede a frate Francesco: “perché a te tutto il mondo viene dietro, e ogni persona pare che desideri di vederti, d'udirti, d'ubbidirti? Tu non sei un uomo bello nell’aspetto, tu non sei di grande scienza, tu non sei nobile; dunque perché a te tutto il mondo viene dietro?”. E Francesco: “Vuoi sapere perché a me tutto il mondo mi venga dietro? Questo io ho dagli occhi dell’Altissimo, che in ogni luogo contemplano i buoni e i rei: poiché quegli occhi santissimi non hanno veduto fra i peccatori nessuno più vile, nè più insufficiente, nè più grande peccatore di me; e perché per fare quell'operazione meravigliosa che egli intende fare, non ha trovato più vile creatura sopra la terra... cosicché si conosca che ogni virtù e ogni bene viene da lui e nessuna creatura si possa gloriare al suo cospetto”. Nel mondo alla rovescia che è il cristianesimo è meglio sentirsi nel novero dei peccatori. E mendicare grazia. Come diceva Péguy (un grande convertito che pure, per una sua situazione familiare complessa, non si avvicinava ai sacramenti): “le persone morali non si lasciano bagnare dalla grazia”. La morale le rende impermeabili. Al contrario di chi si riconosce miserabile: “Si spiega così il fatto che la grazia operi sui più grandi criminali e risollevi i più miserabili peccatori”. Anche quando Gesù è in croce, viene dileggiato da qualche osservante della Legge, e viene “riconosciuto” dal ladrone che doveva aver praticato addirittura la lotta armata. E Gesù lo salva. La grazia è arrivata al suo cuore, attraverso le ferite della sua vita, ma non al cuore di chi era corazzato con la sua superba moralità. E’ solo questo atteggiamento umile e mendicante che ci è chiesto. Infatti il Papa, sull’accesso all’Eucaristia, non ha affatto detto “no tu no, che sei peccatore”, come qualcuno ha fatto credere. Ecco invece le sue splendide parole: “Quanti non possono ricevere la Comunione in ragione della loro situazione, trovano comunque nel desiderio della Comunione e nella partecipazione all'Eucaristia una forza e un'efficacia salvatrice”. Padre Pio raccomandava questa “comunione spirituale” ricordata dal Papa e considerata dal Concilio di Trento uno dei modi di comunicarsi (la Santa Messa peraltro è una forza di trasformazione e di salvezza per tutti, non solo per chi si comunica sacramentalmente). Basta sentire la fame e la sete di Lui. Mi sembra che nelle parole di Berlusconi (che in effetti ha sbagliato tono, dando l’impressione di pretendere) trasparisse il dolore e il desiderio di cui parlava il Papa. E la risposta del Pontefice è stata positiva e paterna, per i tanti che si trovano in questa stessa condizione. Questo episodio illumina il cuore del cristianesimo che il moralismo imperante ha quasi oscurato. Don Giussani lo spiegava così: “Cristo è amabile da noi esattamente così come siamo”. Peccatori, incoerenti, poveracci: né il limite nostro, né quello altrui può impedirci di volergli bene. E’ solo questo che Gesù ci chiede. Lui farà il resto. Dopo che Pietro lo rinnegò tre volte e poi pianse, quando Gesù, risorto, torna fra i suoi, non si mette a chieder conto del tradimento o a rimproverarlo: “Non ha detto: non peccare, non tradire, non essere incoerente. Non ha toccato nulla di questo. Ha detto: Simone, mi ami tu?”. Solo questo conta, non la nostra coerenza, ma l’affezione a Lui. La commozione al ricordo di Lui che ci ama così come siamo. Don Giussani ci scioglieva il cuore quando spiegava: “Cristo è colui che si compiace di noi, di me, dice san Pietro piangendo. Cristo è colui che si compiace di noi, di me, dice la Maddalena, la Samaritana, l’assassino. Cristo è colui che si compiace di me, e perciò mi perdona. Mi ama e mi perdona”. Antonio Socci Da “Libero”, 25 giugno 2008 June 29 riflessioniIN PRIMO PIANO: http://www.totustuus.net/modules.php?name=News&file=article&sid=2317 Benedetto XVI: un rinnovato invito ad annunciare con incessante coraggio La celebrazione dell'Anno paolino per tutta la Chiesa sarà un rinnovato invito ad annunciare con incessante coraggio la Buona Novella di Gesù Cristo. San Paolo non provava vergogna nel predicare il Vangelo. In esso vedeva la forza salvifica di Dio (cfr Rm 1, 16). Sono consapevole delle difficoltà di questa missione a voi affidata. Come i primi cristiani siete una piccola comunità in una grande popolazione non cristiana. IN LIBRERIA: http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24 Weigel: Benedetto XVI. La scelta di Dio Weigel identifica come filo conduttore della teologia di Ratzinger... l'insistenza per l'unicità della missione salvifica di Gesù Cristo, poiché "[…] senza l'incontro con il Signore, gli uomini e le donne non possono penetrare la profondità della loro umanità, dove si trova l'impronta di Dio. L'insistenza di Ratzinger affinché la Chiesa tornasse a focalizzarsi su Cristo nascondeva dunque un profondo interesse profondamente umanistico" LOBBYING ETICO" http://www.fattisentire.net/ Anno Paolino: Saulo di Tarso Il 28 giugno il Papa inaugurerà solennemente un altro giubileo: la Chiesa festeggia due millenni dalla nascita di Saulo di Tarso detto Paolo, l'"Apostolo delle genti", l'uomo che più di ogni altro ha diffuso il cristianesimo tra i popoli che abitavano le sponde del Mediterraneo; secondo i critici avversi, l'uomo che avrebbe "inventato" il cristianesimo, che senza di lui sarebbe rimasto un'oscura setta marginale del mondo ebraico. Un'occasione straordinaria per la Chiesa per riflettere sul proprio compito, sulla missione "ad gentes", sul rapporto fra il suo annuncio e le culture dei popoli che incontra, questioni tutte che si pongono in maniera drammatica e affascinante in questo terzo millennio che si è appena aperto. 12) "MAGISTERO PONTIFICIO" http://www.totustuus.biz/users/magistero Enciclica di S. S. Pio XI "Mens Nostra" del 20 Dicembre 1929, sull'importanza degli Esercizi Spirituali. «[...] procedendo sulle orme di questi Pontefici, abbiamo giudicato opportuno fare anche Noi qualche cosa per promuovere un'iniziativa dalla quale confidiamo possano derivare molti rilevanti vantaggi a favore del popolo cristiano. Intendiamo parlare della pratica degli Esercizi spirituali, che desideriamo vivamente venga diffusa in larga scala non solo fra l'uno e l'altro clero, ma anche fra le schiere dei cattolici laici, in modo che sia possibile lasciare ai Nostri diletti figli un ricordo di questo anno sacro. Ciò facciamo tanto più volentieri al tramonto di questo anno giubilare del Nostro Sacerdozio. Infatti, nulla di più lieto possiamo avere che ricordare le grazie celesti e le ineffabili consolazioni da Noi sperimentate negli Esercizi spirituali che fummo soliti frequentare assiduamente, tanto che essi segnarono quasi le varie tappe della Nostra vita sacerdotale. Da essi attingemmo luce e forza per conoscere e compiere la volontà divina, e con non minore soddisfazione ripensiamo al ministero sacerdotale da Noi esercitato per lunghi anni, nel corso del quale Ci fu concesso di dedicarCi più e più volte all'opera degli Esercizi spirituali, e potemmo constatare gl'immensi salutari effetti che ne derivano al bene delle anime». 13) "DIFENDERE LA VITA" http://www.difenderelavita.totustuus.it/ Il lavoro pro life nell'internet 1. Cosa fanno i prolifers in internet. 1.A) Informazione; 1.B) Formazione; 1.C) Preghiera e altro; 1.D) Pressione o lobbying . 2. L'attività di lobbying pro life attraverso internet; 2.E) la metodicità: regolari o occasionali; 2.F) il ruolo dell'eventuale sponsor; 2.G) internet solo come "vetrina" 14) Radici cristiane http://www.radicicristiane.it/interna.php?id_fondo=85 Guareschi: e succede un '48 Ecco perché in quelle cruciali consultazioni Candido diventa l'organo satirico ufficiale di parte democratica, come Don Basilio lo è dei frontisti. Dal Candido, ma anche a prescindere dal suo giornale, Guareschi si butta nella mischia elettorale del '48 rivelandosi il primo e più efficace "creativo" pubblicitario che la politica italiana del dopoguerra abbia mai avuto. 15) Luci sull'Est http://www.lucisullest.it/news.php?res=true CINA: le autorità negano responsabilità nel crollo delle scuole In un apposito seminario, nel Sichuan disastrato, vari esperti dicono che dalle maceria non si può capire se la scuola era mal costruita. La singolare opinione riportata in prima pagina dai quotidiani. Le autorità vogliono evitare qualsiasi inchiesta sulle scuole e Pechino non interviene. 16) Sito personale del Cardinale Carlo Caffarra http://www.caffarra.it 21 giugno 2008 - «Maschio o femmina: realtà o scelta?» - Brescia «Il dilemma posto nel titolo della mia riflessione ci introduce subito in medias res: la mascolinità e la femminilità che biologicamente istituiscono la forma umana, sono fatti semplicemente naturali oppure modi di essere propri della persona decisi esclusivamente dalla sua libertà? Cercherò di rispondere a questa domanda e sarà la prima parte della mia riflessione; nella seconda parte, più breve per ragioni di tempo, cercherò di mostrare la rilevanza che la risposta data ha sulla istituzione matrimoniale e familiare». 22 giugno 2008 - Natività di San Giovanni Battista - Roma «La nascita di Giovanni Battista, di cui la Chiesa fa solennemente memoria nella sua liturgia, è stata illustrata da grandi prodigi. Egli è stato donato a due genitori che già avanti negli anni avevano abbandonato ogni speranza della prole. Come abbiamo appena ascoltato, la nascita di Giovanni scioglie la lingua di suo padre reso muto dalla sua incredulità. Non soltanto gli è resa la parola, ma gli è dato la capacità di profezia circa il figlio appena nato. I vicini che vengono a conoscenza della nascita di Giovanni, "furono presi da grande timore", presagendo che qualcosa di grande stava per accadere in Israele. Veramente si realizza la profezia fatta dall'angelo a Zaccaria: "molti si rallegreranno della sua nascita, poiché egli sarà grande davanti al Signore"». Corrispondenza Romana http://www.corrispondenzaromana.it/letternew.php ABORTO: da correggere le linee guida sull'applicazione della Legge 40 Le linee guida alla Legge 40 che regola la fecondazione assistita sono oggetto di una verifica che culminerà probabilmente in un intervento correttivo. Così riferisce il ministro del Welfare nel suo intervento alla Commissione Sanità del Senato. 19) Fides - Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=20883&lan=ita Lineamenti curriculari per l'Educazione sessuale integrale Buenos Aires - Il Servizio alla Vita ha reso noto che i Lineamenti curriculari per l'Educazione sessuale integrale, contengono "una forte presenza della prospettiva di genere". L'organizzazione del movimento universitario "Fondare" ha affermato che queste iniziative sull'educazione sessuale partono da "una visione riduzionista dell'uomo e della sua sessualità, rinunciando a parlare del fine ultimo e proprio dell'educazione sessuale che è la formazione della persona per il dono sincero di sé all'interno del matrimonio". June 28 meujgorieMa proprio, a volte, nel momento in cui tutto sembra perduto giunge l’avvertimento che può salvarci…”
Marcel Proust CAPITOLO 1 – Erzegovina, Mercoledì 24 giugno 1981 Bijakovici, frazione di Medjugorje, comune di Citluk, provincia di Mostar. Ore 17,40. “Sveglia! Svegliati Vicka, corri dormigliona, o farai tardi a scuola!”. Grida così Zdenka verso sua sorella che apre gli occhi di soprassalto. Ma è un caldo pomeriggio di giugno e le scuole sono chiuse. Zdenka se la spassa, divertita dal suo scherzo e anche Vicka, il bersaglio dello burlona, scoppia a ridere. Protesta di non essere una dormigliona: il fatto è che le ripetizioni di matematica del mattino e poi il viaggio di ritorno da Mostar, in quel pullman affollato e caldissimo, l’hanno spossata. E comunque meno male che Zdenka l’ha svegliata perché deve andare a fare una passeggiata con Ivanka e Mirijana ed è in gran ritardo. Le hanno lasciato un messaggio: “Quando ti svegli vieni da Jakov. Siamo lì” Vicka esce di corsa, con la sua solita allegria addosso e vola verso quella casa, ma la madre di Jakov, la signora Jaka Colo, zia di Mirijana, le dice: “No, Vicka, non sono più qui, si sono già incamminate. Mi hanno detto che devi raggiungerle: hanno preso la strada sterrata che va verso le case dei Cilici”. “Grazie, le seguo subito”, risponde Vicka. Lei è di questo piccolo villaggio. Le sue due amiche hanno qui a Bijakovici le radici familiari, ma finora hanno vissuto altrove. Mirjana, bionda, occhi azzurri, è di Sarajevo, dove frequenta il liceo e abita con i genitori e un fratello: viene qua in campagna dai nonni per trascorrere le vacanze estive. Ivanka, alta, un volto bello e dolce, capelli lunghi, abitava a Mostar fino a due mesi fa, quando è morta all’improvviso la sua giovane madre Jagoda, cosicché lei è dovuta venire ad abitare dalla nonna, con il fratello più grande e la sorella più piccola, perché il padre Ivan, operaio, è emigrante in Germania. Dunque Vicka – un sorriso solare e un temperamento ilare – fatti 200-300 metri a passo svelto scorge subito, un po’ più avanti, le sue amiche. Sono con la piccola Milka, la figlia di Filippo Pavlovic. Ma – che strano - stanno ferme sul ciglio della strada. Tutte e tre fissano intensamente qualcosa e sembrano fortemente impaurite. Arrivata ad alcuni metri di distanza Vicka sta per chiedere loro: “ma che state guardando?”. Non fa in tempo a pronunciare queste parole che realizza: devono aver visto una vipera (lì sul Podbordo è sempre pieno). Milka la vede e le grida: “sbrigati! Vieni a vedere: c’è la Madonna!”. In poche frazioni di secondo, Vicka terrorizzata schizza via e per scappare più velocemente lascia pure le scarpe. Però, mentre corre a tutta velocità per la paura, si rende conto di ciò che le tre amiche le hanno detto. “La Madonna?”. Si ferma, scoppia a piangere, un po’ frastornata, chiedendosi perché mai si sono messe a scherzare così, con quella battuta stupida sulla Vergine, per prendere in giro la povera Vicka. E’ arrabbiata e confusa. Non sa che fare. Riflette: “Non dicono mai cose blasfeme, non sarebbero nemmeno capaci di essere così volgari”. In quel momento stanno passando due ragazzi, Ivan Ivankovic e Ivan Dragicevic. Portano dei sacchetti pieni di mele: “Vicka vuoi una mela? Sono buone, assaggiale”. Vicka appena li vede – infischiandosene delle mele – urla: “venite a vedere: la Madonna!”. Il più giovane dei due Ivan dice all’altro: “lascia stare, questa è pazza, non sa neanche cosa dice…”. Ma la ragazza li implora, con le lacrime agli occhi, di accompagnarla lassù dalle sue amiche. Si raccomanda: “Ivan accompagnami, ti prego. Non la vedremo, ma andiamo lo stesso”. Si mettono a camminare tutti e tre a passo spedito. I due ragazzi sono un po’ interdetti da questa storia, ma vogliono mostrarsi sicuri di sé e tranquilli. Trovano le ragazze ancora incantate che appena si accorgono che Vicka è tornata con i due accompagnatori indicano loro dove guardare. Adesso tutti la vedono, è proprio all’inizio della collina, saranno duecento metri: è una giovane donna, ha un bimbo in braccio e una corona sulla testa e fa cenno di avvicinarsi. I due ragazzi terrorizzati buttano i sacchetti con le mele, scavalcano il recinto e fuggono via di gran carriera. Le ragazze, stavolta con Vicka sbalordita ed estasiata, restano lì a guardare una meravigliosa giovinetta che continuamente copre e scopre il bimbo che ha in braccio, facendo cenno di avvicinarsi. “Ci chiama… chi va da Lei?”, sussurra qualcuna delle ragazze. Ma nessuno il coraggio di fare un passo avanti. Non sanno che fare, che pensare. Così, dopo qualche minuto, la giovane donna scompare. Le quattro studentesse sgomente e piene di meraviglia si voltano l’una verso l’altra. Ivanka è certa che si sia trattato della Madonna. In effetti quel velo sulla testa, la corona, il bambino, i piedi su quella nuvoletta, sollevata da terra... Ma sono tutte sbalordite. Nessuno di loro ha mai sentito dire che la Madonna appaia sulla terra e che appaia così (sono cresciute sotto un regime comunista e non hanno mai sentito parlare nemmeno in casa, dove pure si prega, di Lourdes o di Fatima). Lo stupore e il terrore tuttavia convivono con un incontenibile entusiasmo. Sono circa le 18. Vicka di nuovo scappa via di corsa seguita da Milka. Mirijana dice a Ivanka: “Chissà che cosa succede. Forse è meglio che scappiamo anche noi”. Non ha neanche finito di pronunciare queste parole che già stanno correndo verso il paese. Tutte col fiatone e il cuore che scoppia per l’emozione. Vicka e Milka entrano di corsa in casa di quest’ultima e investono la madre con il racconto di quello che hanno visto sul Podbrdo. Poi Vicka va a casa sua e scarica la sua fortissima emozione con un pianto liberatorio, distesa sul divano. Anche Mirjana, di solito molto seria e controllata, ha il cuore in subbuglio, non riesce a contenersi, ha bisogno di dire a tutti quello che le è capitato. Corre verso la casa dei nonni e degli zii, entra dai vicini. Trova due ragazzette davanti alla televisione e le investe: “abbiamo visto la Madonna! Era sul Podbrdo, noi eravamo per la strada che va verso il monte Crnica e l’abbiamo vista!”. Le due ragazze ammutolite spengono la tv, ascoltano il racconto di Mirjana, una di loro, Jela, corre a chiamare la madre: “Mamma! Mamma!”. Sua madre sta dicendo il rosario con i figli piccoli e le fa cenno di tacere. Finita la preghiera viene a sentire cos’ha Jela da chiamare con tanta agitazione e sente anche lei il racconto di Mirijana. Ascolta commossa e subito senza incertezze si convince che Mirjana non sta raccontando una frottola. Poi Mirjana arriva a casa dei suoi. E qui ripete ancora alla zia ciò che è accaduto pochi minuti fa sulla collina. La donna è perplessa davanti alle sue parole. Le sembra tutto incredibile, ma d’altra parte conosce Mirjana. Sa che è sempre stata una ragazza particolarmente seria, matura, razionale, affidabile. Non sa che dirle. Così prende il telefono a chiama sua sorella, la madre di Mirjana, a Sarajevo. “Milena ti devo dire una cosa, ma non so come spiegarti”. La donna, all’altro capo del filo, si sente piegare le gambe temendo qualche disgrazia; afferra una sedia e mette a sedere. La zia riprende: “Mirjana è qui e dice di aver visto la Madonna. Sul Podbrdo”. La donna, dall’altro capo del filo, ha qualche attimo di esitazione. Poi chiede alla sorella: “ma in che stato è Mirjana? Ti sembra normale o fuori di testa?”. La zia risponde: “Beh, mi sembra normale, come sempre”. “Allora”, riprende la madre, “dev’essere accaduto veramente qualcosa. Io conosco mia figlia e lei non è una che s’inventa delle bugie: specialmente su queste cose non scherza”. Questa sera a Bijakovici non si parlerà d’altro. Decine di volte le ragazze ripetono cosa e come è accaduto. A casa di Milka torna anche sua sorella maggiore, Marija, che nel pomeriggio è andata a una festa di amici, in un paese vicino. Trova un’incredibile confusione. Tutti parlano di questa faccenda. Molti ne ridono, altri ci credono e chiedono perché mai le ragazze dovrebbero inventarsi una cosa simile. Marija resta molto impressionata dal racconto della sua sorellina, che non ritiene una capace di mentire così spudoratamente (e poi su cose simili). I fatti vengono riferiti per filo e per segno. Tutto è cominciato poco prima che Miriana e Ivanka fossero raggiunte da Vicka. Le due amiche camminavano parlando delle piccole cose delle adolescenti. A un certo punto Ivanka si volta verso la collina: vede qualcosa che brilla e - mentre Mirjana continua a camminare - si sofferma un attimo per fissare meglio lo sguardo, così si accorge di quella figura. Sorpresa e incantata dice, quasi fra sé: “Ma quella è la Madonna!”. La studentessa di Sarajevo segue piuttosto i suoi pensieri e tira diritto: “eh sì, figurati, ora la Madonna non ha altro da fare che venire a vedere cosa facciamo noi”. Razionale e seria, Mirjana neanche si è voltata: pensa che Ivanka abbia scorto in lontananza una abitante di Bijakovici che magari sta pascolando delle capre, e l’abbia scambiata, chissà perché, per la Madonna. E poi trova quasi irrispettoso parlar così della Madonna. Non le passa neanche per la mente che lei, che sta in cielo, possa apparire sulla terra, oltretutto lì, a loro. Nessuno mai le ha parlato di apparizioni della Vergine. Per lei è semplicemente assurdo. Neanche ammette l’idea. Ivanka riprende a camminare dietro a Mirjana, la segue silenziosa, ma ancora piena di meraviglia e di interrogativi. Pensa di essersi sbagliata o immaginata tutto, ma non riesce a togliersi dalla testa quella figura. Scendendo verso le case le due adolescenti si imbattono in una ragazzina del paese, Milka Pavlovic, che chiede il loro aiuto: “venite, per favore, ad aiutarmi a riprendere le pecore?”. A questo punto Ivanka implora le due ragazze di tornare con lei in quel punto della strada, a vedere se c’è ancora quella che lei ha chiamato “la Madonna”. Arrivate lì Ivanka dice concitata: “Guardate! In quel punto, lassù sulla collina. E’ veramente la Madonna!”. Ora tutte e tre vedono quella giovane donna e restano lì imbambolate. Mirjana si rende subito conto che c’è qualcosa di strano: la ragazza indossa un abito lungo non della nostra epoca, ha un velo in testa e poi sta, con un bimbo piccolo, su una collinetta piena di sassi, spine e vipere dove non sale mai nessuno. E infine il suo aspetto. Sembra sospesa nell’aria, ha una corona sulla testa. Restano ammutolite. E tacciono le ragazze col cuore in tumulto, pieno di emozioni contraddittorie che vanno dall’entusiasmo alla paura. Finché – come abbiamo detto – arriva Vicka (abbiamo già visto cosa è accaduto al suo arrivo). Tutta questa storia la sera del mercoledì 24 giugno a Biakovici passa di bocca in bocca, viene raccontata e ripetuta decine di volte: nelle case, sulla strettissima stradina che corre nel mezzo delle abitazioni, nei cortili, nelle stalle, negli orti. E tutti dicono la loro. I familiari dei ragazzi, un po’ sgomenti e disorientati, cercano di calmarli e convincerli a non pensarci più, ritenendo quasi irrispettosa verso la religione questa vicenda. Qualcuno pensa che i ragazzi non mentano e, sia pure con molta meraviglia, crede al loro racconto. Ma la maggior parte ironizza: sarà stato un ufo (“perché non l’avete acchiappato?”), sarà stato un fantasma, sarà stato qualcuno che voleva fare uno scherzo. Anche fra i parenti le reazioni sono queste. Quando Ivanka torna a casa e dice alla nonna di aver visto la Madonna, l’anziana contadina le risponde: “Va là, che cosa dici? Sarà qualcuno che custodiva le pecore sul colle e che si è messo una pila elettrica sulla testa”. Anche Mirjana, in mancanza dei genitori, ne parla con la nonna che ha un buon consiglio: “Ma prendi il rosario e prega e lascia la Madonna in paradiso”. E proprio così farà la ragazza, anche perché avverte un gran bisogno di starsene sola. Si chiude in camera – dove il sonno, quella notte, non la raggiungerà – e prega tutta la notte. L’unico modo per calmare un po’ il cuore e avere pace. Ivan arriva a casa e non dice niente a nessuno. Si chiude in se stesso, com’è nel suo carattere, a rimuginare sulle mille domande che gli passano per la testa: “ma è impossibile!”, continua a ripetersi. Però è accaduto. E gli viene la paura: “se venisse ora nella mia stanza? Dove scapperei?”. Per tutti i ragazzi sarà una nottata in bianco. Ma questa notte sono tanti a Bijakovici che si rigirano nel letto. Da “Mistero Medjugorje” (ed. Piemme) di Antonio Socci Il corpo è un dono meravigliosoDon, sono preoccupata: mia sorella sta diventando troppo magra, non mangia più. Andrà in vacanza con le sue amiche…le stanno dietro…speriamo bene; ho avuto già una compagna di classe con problemi di questo tipo. Ci ha messo tantissimo a uscirne. Ho tanta paura.” In tanti anni di attività giovanile ho conosciuto almeno una ventina di persone con problemi alimentari, ho partecipato a giornate di studio e letto alcuni articoli su anoressia, bulimia e “dintorni”. Mi colpì ad un convegno l’affermazione di una psicologa: “fate in modo che i giovani percepiscano che voi vi siete accorti di loro, della loro sofferenza ”. Oggi il problema è così diffuso che in tutte le scuole superiori italiane si fanno corsi di educazione alimentare per adolescenti. Credo che il mondo dell’anoressia sia tanto complesso quanto misterioso è l’animo umano. Gli esperti dicono che i comportamenti anoressici, talvolta, sono la reazione ad un sentirsi poco amati, trascurati, o la volontà di punire qualcuno o addirittura il rifiuto del proprio aspetto fisico. La trascuratezza e la disattenzione negli affetti, l’assenza di tenerezza nei rapporti è un vero flagello per la vita di coppia, per famiglia, per le comunità religiose, per la società; talvolta è difficile scambiarsi un saluto per la strada ed anche a Messa, talvolta, si avverte freddezza e distacco. Un bacio casto, un abbraccio vero, una gesto delicato, un pensiero gentile sono merce rara. Gesù amava con gli occhi “fissatolo lo amò”. Mi commuove anche immaginare la dolcezza con cui Gesù accolse la peccatrice e mi vengono i brividi al pensiero di quanto fu fortunato Giovanni che appoggiò teneramente il capo sul petto di Gesù. Non c’è nulla di più umano di un bacino, una carezza, una strizzata d’occhio, un sorriso di gioia, una mano nella mano…. Una mia ex alunna con la quale abbiamo percorso insieme un tratto significativo di strada spirituale, quando mi incontra, mi getta sempre le braccia al collo: questo gesto mi emoziona, sempre, anche se reagisco con rigidità. A proposito di corporeità, ormai l’estate è arrivata e per molti giovani, c’è il terrore di mettersi in costume da bagno. L’ho provato e lo provo tuttora anche io: la pancetta un po’ “molliccia” mi disturba; riesco a vincermi, dopo tanto cammino spirituale di conoscenza e di accettazione di me stesso, ma capisco che non è semplice: c’è una sorta di religione del corpo che spinge in direzione opposta, creando stress, ansie, problemi psicologici, collaborando all’opera del “grande ingannatore”. Mi aiuta la convinzione che ognuno di noi ha una sua radicale bellezza derivante dalla nostra somiglianza con Dio: Dio è bello e quindi, noi che siamo una Sua immagine, siamo belli. Dio ha dato a noi, come a Gesù, un corpo: un dono incredibilmente grande ed incredibilmente impegnativo. San Giovanni Bosco diceva ai suoi salesiani che non basta voler bene ai ragazzi, è necessario che essi se ne accorgano; il pensiero non basta: è bello sentire con le orecchie qualcuno che ti dice “ti amo”, vedere i suoi occhi e il suo sorriso d’amore, ricevere una carezza. Carissimo Angelo custode, tu non hai un corpo e non hai mai potuto provare la gioia di prendere fra le mani il volto di un povero, di lavare un malato, di abbracciare un amico, di baciare la persona che si ama; aiutami a usare il mio corpo per la lode di Dio e la costruzione del Suo Regno d’amore. Don Nicolò Anselmi June 27 Quirinale e lodo salva premier
June 26 Veltroni minoritario si alle acon i magistrati
June 25 riflessioniIN PRIMO PIANO:
http://www.totustuus.net/modules.php?name=News&file=article&sid=2317 B. XVI: Per un generoso rilancio missionario Invito voi e l'intera Diocesi a prepararvi all'Anno Paolino, che inizierà prossimamente. Esso potrà essere l'occasione per un generoso rilancio missionario, per un più profondo annuncio della Parola di Dio, accolta, meditata e tradotta in apostolato fecondo, come avvenne appunto per l'Apostolo delle genti. Conquistato da Cristo, Paolo visse interamente per Lui e per il suo Vangelo, spendendo la sua esistenza sino al martirio. Vi assista la Madonna, Madre della Chiesa e Vergine dell'ascolto. IN LIBRERIA: http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24 Cantavamo Dio è morto. Il '68 dei cattolici Se solo ci limitassimo a guardarci una volta tanto attorno e a scoprire l'autentica vittima: la generazione perduta, se non letteralmente cancellata, stretta fra quelli del Sessantotto e quelli di oggi, quelli del palmare e della discoteca. Sì, perché tra gli attuali cinquanta-sessantenni e gli attuali venti-trentenni c'è un anello che manca: quello dei trenta-quarantenni, gli sventurati figli dei Figli dei Fiori e dei Rivoluzionari Immaginari, l'esercito innumerevole e disperato dei poveri ragazzi che hanno frequentato la scuola devastata dal teppismo dei sessantottini e dall'ignavia vigliacca dei loro genitori (e dei loro professori) e magari le chiese che una cattiva ma estesa interpretazione del Vaticano II aveva ridotto a centri di cattiva sociologia umanitaria... Quel che a molti sfugge è il carattere vampirizzante della generazione del Sessantotto. "LOBBYING ETICO" http://www.fattisentire.net/ Il sesso chiedi e gusta spiegato ai ragazzini delle scuole medie Strano posto, il territorio della provincia di Milano: se in una famiglia a una bambina capita di ritrovarsi sotto il banco a scuola un disegno pornografico con annessa legenda secondo la quale lei fa sesso a pagamento con suo fratello, quei genitori si vedranno portare via i figli perché non hanno esercitato a dovere la loro responsabilità di adulti. Se invece altri adulti insegnano a dei ragazzini di 13-14 anni come si pratica il sesso orale, spiegano che in caso di gravidanza possono ricorrere all'aborto senza parlare coi loro genitori o che l'età giusta per avere i primi rapporti sessuali è 15-16 anni, a questi adulti non succederà niente di male, anzi: lo Stato li pagherà per il loro lavoro, perché quello che stanno facendo si chiama, proprio così, "educazione sessuale". Mons. Luigi Negri http://www.totustuus.net/modules.php?name=News&file=article&sid=2317 Monsignor Negri e la politica Occorre tradurre in politica la dottrina sociale della Chiesa. Cioè far sì che quelli che il Santo Padre ha definito come valori inderogabili e che riguardano la vita, la famiglia, l'educazione e che sono valori al contempo laici e cattolici, passino da una rivendicazione di ordine culturale a una attuazione politica, pratica, reale. 11) "Rino Cammilleri " http://www.rinocammilleri.it/ Militari Fin da bambino sono stato attratto dai supereroi (e lo sono ancora). Figuratevi la mia gioiosa sorpresa quando ho scoperto che la storia della santità cristiana era zeppa di avventure ben più mirabolanti. Con la non piccola differenza che queste erano (e sono) vere. Come potevo, dunque, non dedicare uno dei miei primissimi libri a I Santi Militari (forse il primo in assoluto)?... Chi ama l'avventura e il sorprendente non può non entusiasmarsi, come me, alla vicenda, per esempio, di san Bartolomeo da Corleone, che nel XVI secolo, prima di farsi frate (e finire a combattere coi diavoli, come Padre Pio), era considerato "la prima lama della Sicilia", con tanto di sfidanti che venivano da ogni dove a cercare di togliergli il "titolo". 12) "DIFENDERE LA VITA" http://www.difenderelavita.totustuus.it/ Ru486, sono gli studi scientifici a condannarla E' di questi giorni la pubblicazione di un lavoro scientifico sulla Ru486 che fornisce al dibattito in corso nel nostro Paese un prezioso contributo. Si tratta di dati spesso taciuti dai media, che sembrano pubblicizzare la Ru come un prodotto sicuro ed efficace e probabilmente ripeteranno il leitmotiv nei prossimi giorni, in occasione dell'imminente visita in Italia di Etienne-Emile Baulieu, cui si deve la temeraria invenzione. 13) Radici cristiane http://www.radicicristiane.it/interna.php?id_fondo=83 L'Europa, "apostata da se stessa" Un mondo senza speranza è un mondo senza valori e senza certezze, immerso nell'edonismo e nel relativismo. La civiltà europea può e deve sopravvivere, perché nulla è irreversibile nella storia. Ma la sopravvivenza dell'Europa e della sua civiltà è legata alla riconquista della speranza, che non può essere separata dalle due altre grandi virtù della fede e della carità, che solo in Cristo trovano la loro fonte e il loro fondamento. 14) Luci sull'Est http://www.lucisullest.it/news.php?res=true Intervista al sen. Pera sul no dell'Irlanda al Trattato di Lisbona "È la vendetta cristiana, la storica risposta dei credenti all'Europa senza Dio". Il no irlandese al trattato di Lisbona è "l'inevitabile reazione alla cancellazione delle radici cristiane dalla Costituzione e alle eurodirettive, prive di legittimazione democratica, che stravolgono le legislazioni nazionali sui temi bioetici", attacca il senatore teocon del Pdl, Marcello Pera. 15) E' tutta un'altra storia http://www.totustuus.biz/users/altrastoria/comunismo.htm Cina: la lunga marcia del cattolicesimo La persecuzione verso i cristiani in Cina non avviene solo con l' arresto di vescovi, sacerdoti e laici o con il controllo delle liturgie e delle ordinazioni episcopali. Ve n' è una più sottile: la manipolazione della storia, il sotterramento della lunga tradizione della fede e del suo contributo alla cultura della Cina. 16) Il Timone http://www.iltimone.org/ BRUXELLES CONTRO I POPOLI EUROPEI Il no del popolo irlandese al Trattato della UE è il sintomo di un malessere più grande che attraversa l'Europa. Tra le questioni da sottolineare c'è la percezione di una intrusione delle istituzioni europee che attaccano i valori condivisi da tante parte del popolo europeo, come famiglia e vita. Come dimostra la denuncia di costituzionalisti e associazioni, riportata da Il Giornale, e il riferimento fatto dal Papa nel suo discorso a Brindisi. Corrispondenza Romana http://www.corrispondenzaromana.it/letternew.php il no dell'Irlanda al Trattato di Lisbona C'è chi afferma che 4 milioni di irlandesi, meno dell'1 per cento della popolazione del continente, non possono bloccare la volontà di 497 milioni di cittadini europei. La verità è però un'altra, sottolineata dal Presidente ceco Vaclav Haus: i politici europei hanno permesso ai cittadini di esprimere la loro opinione in un solo Paese in Europa, e in questo Paese sono stati bruscamente contraddetti. 19) Fides - Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=20555&lan=ita L'Arcobaleno: sincretismo o pace? Questa bandiera sventolò per la prima volta a San Francisco nella marcia del Gay pride del 25 giugno 1978. Comunque al di là di chi sia stato il primo ad ostentare tale simbolo resta il fatto incontestabile che si presenta come il più adatto a rappresentare un idea, oggi molto in voga, secondo la quale non ci sarebbe alcuna verità assoluta: tutte le opinioni hanno la medesima dignità e quindi meritevoli di spazio. June 23 grazie locandiereDi fronte all’uscita di una delle sedi della Conferenza Episcopale Italiana qui a Roma c’è un cavalcavia sopra all’Aurelia; superato il cavalcavia, una rampa scende sulla sinistra in direzione del centro. Quasi in fondo alle rampe, tutte le sere si ritrovano, illuminate da un’anonima luce gialla dei fanali stradali, un gruppo di ragazze, minorenni che si prostituiscono Poco più in alto, nella penombra, alcune donne, sulla strada, nella medesima situazione. Qualche sera fa sono passato in macchina con un mio carissimo amico d’infanzia su quella rampa; ho rallentato leggermente per guardare i volti delle ragazze: erano tre e avranno avuto 15-16 anni. Due ore dopo, ho riportato il mio amico all’albergo e le ragazze non c’erano più. Ho provato una sensazione terribile immaginandole in chissà quale situazione sgradevole, vergognosa, disumana. Come un lampo mi sono sentito protagonista della parabola del buon samaritano, nella parte del sacerdote che tira dritto di fronte a chi soffre. Altre volte mi sono trovato in situazioni simili; ne ricordo in particolare due. Un giorno, sugli scalini del centro di pastorale giovanile della mia diocesi trovai, sdraiata, una ragazza tossicodipendente, “fatta” come si dice in gergo. Le sono stata vicino fino a quando si è sentita un po’ meglio; mi ha confidato la sua disperazione dicendo che si guadagnava la dose “vendendosi”. A quel punto avevo bisogno di una “locanda del buon samaritano” dove portarla. Mi è venuta in mente una comunità di suore che vive nel centro storico, nel quartiere dei “trans”. L’ho accompagnata fino là; sono stato con loro, abbiamo cenato e pregato insieme; le suore l’hanno accolta ed io ho lasciato loro una piccola offerta ringraziandole infinitamente ed assicurando loro un ricordo nella Santa Messa. Ho rivisto la ragazza alcuni mesi dopo; stava meglio, era stata una settimana in ospedale per togliersi l’astinenza e mi diceva di essere in ricerca….Da allora non ne ho saputo più nulla. Una seconda volta, sempre al centro, mi ha raggiunto una ragazza dell’est, disperata, dicendomi che il suo compagno la obbligava a prostituirsi picchiandola, che era scappata e aveva paura. La accompagnai in una comunità di suore che avevo conosciuto da viceparroco. L’hanno tenuta nascosta per alcuni giorni poi le hanno offerto un alloggio protetto in una città a parecchi chilometri di distanza. Grazie suore! Forse ve lo diciamo poco! Grazie sorelline! Spesso siete voi e il vostro cuore il primo rifugio caldo e sicuro per tanti disperati, giovani e adulti. Le vostre case sono la locanda per tantissimi sofferenti, del mondo delle favelas e delle periferie cittadine, degli ospedali e della strada. Grazie! Tante ragazze dicono che la Chiesa è maschilista , che le donne non possono accedere al sacerdozio e quindi al potere, dimenticando che nel cuore di Dio ciò che conta è il servizio, che chi vuol essere primo sia l’ultimo; forse dovremmo ascoltarvi di più, darvi più spazio…scusate…se non ci foste voi…se immediatamente tutte le suore del mondo sparissero!Grazie! Siamo contenti che il Signore vi abbia chiamato e grazie perché avete risposto; grazie per la bellezza, la delicatezza, la femminilità dei vostri modi di essere e fare; grazie per il vostro vivere insieme, per la vostra preghiera, per il vostro volervi bene fra mille difficoltà e per il vostro servizio d’amore; in un mondo che ha bisogno di speranza, una cosa grande poter vedere che l’amore fra persone, con l’aiuto di Dio, è possibile. Grazie! Firmato: un prete. Don Nicolò Anselmi June 20 laicismo dogmatico
June 19 bilancio falso a Roma
June 18 SI ANDRÀ PURE AVANTI, MA...di VITTORIO E. PARSI Avvenire, editoriale, 14-6-2008 Murphy è un cognome piuttosto diffuso nella verde Irlanda. A mano a mano che la scadenza referendaria irlandese si avvicinava cresceva l'apprensione tra gli osservatori europei circa il suo possibile esito negativo. E, in ossequio alla legge di Murphy (se qualcosa può andar male, allora andrà male), gli elettori irlandesi, circa l'un per cento della popolazione dell'Unione, han bocciato il Trattato costituzionale. Ora, e giustamente, da un certo punto di vista, si cerca di correre ai ripari, a partire dal presidente della Commissione, Manuel Barroso, sostenendo che la bocciatura rappresenta un pessimo segnale ma non blocca il processo di ratifica da parte degli altri ventisei Paesi dell'Unione. Il che è comprensibile politicamente, ma è esattamente l'opposto di quanto veniva sostenuto dagli stessi personaggi solo pochi giorni or sono, quando sottolineavano come fosse cruciale l'esito di quello stesso voto che oggi minimizzano. 'L'Unione c'è': questo è il ragionamento in estrema sintesi, e deve pur essere in qualche modo governata, se non si vuole che il meccanismo si inceppi, aprendo scenari che definire sciagurati non sarebbe per nulla eccessivo. Ragionamento ampiamente condivisibile, tanto più nella facile previsione che il collasso dell'Unione potrebbe significare sotto molti punti di vista il tracollo dell'Europa. E però quel che colpisce è una sorta di irritazione nei confronti del voto popolare, cioè della manifestazione più diretta e cristallina della volontà di chi solo è detentore della sovranità nelle democrazie: il popolo, appunto. Siamo, com'è ovvio, favorevoli alla prospettiva che vengano individuati i possibili rimedi tecnico-legali affinché la bocciatura irlandese non si trasformi nella Waterloo dell'Unione, ma vorremmo anche che questo ennesimo segnale non finisse per essere ignorato, solo perché burocrati, avvocati e tecnocrati di varia specie saranno stati capaci di trovare 'l'inganno' con cui aggirare 'la legge'. Il segnale politico forte che si ricava dal referendum irlandese è che, praticamente ogni volta che in questo o quel Paese è interpellato, il popolo vota contro l'Unione. Successe così in Francia e Olanda in occasione del referendum di ratifica dell'ambiziosa Costituzione. È successo ora con il ben più modesto Trattato. Neppure questa pezza ha convinto gli Irlandesi, che pur dall'Europa han ricevuto tanto, e ben lo sanno, visto che assai bene lo hanno anche speso per il loro progresso. Sono forse ingrati gli irlandesi, o magari un po' 'bifolchi', come erano 'protestatari' i francesi e troppo 'e goisti' gli olandesi? No, il punto è un altro. Ed è precisamente che in questi anni, il progressivo scivolamento di autorità e competenza verso Bruxelles ha significato un oggettivo spossessamento di sovranità non degli Stati europei (i cui responsabili han fatto subito quadrato intorno a Barroso), ma dei popoli europei. Il cittadino europeo sa infatti che col suo voto può mandare a casa i suoi governanti nazionali, ma che nulla può fare davvero per tutelarsi dalle decisioni che la tecnocrazia politico-burocratica giudiziaria dell'Unione assume quotidianamente, al riparo di una sostanziale irresponsabilità politica. Qual è il posto del popolo sovrano nella costruzione della postmoderna Unione? Dove sono i meccanismi attraverso i quali i governanti siano efficacemente fatti responsabili innanzitutto verso i governati? Ai nostri occhi si presenta una costruzione che sembra sempre più allergica alla presenza dell'elemento politico insostituibile per la legittimità di qualsiasi costruzione democratica: il popolo con la sua sovranità. E il popolo non perde occasione per ribellarsi all'Europa dei bramini e dei grand comìs, di ribadire che non gli sta bene di essere in qualche modo governato e di ricordarci che il 'governo della legge' senza il corollario necessario della 'legittimazione attraverso il consenso del popolo' è cosa ben diversa dalla democrazia liberale. June 17 terroristi e circolo buonista
June 16 come la magistratura mette i bastoni fra le ruote
June 15 riflessioni IN PRIMO PIANO:
http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=1 Mons. Negri: Troverete tanto odio Troverete tanto odio perché l'uomo in questo tempo ha una terribile volontà di odio verso Cristo e verso la Chiesa: dalla banalizzazione dei grandi suggerimenti morali, all'attacco indiscriminato alla vita, alla dignità, al diritto che gli uomini hanno di vivere in modo dignitoso, libero e intelligente. Tutto questo è sotto tiro: la società si vanta di stare compiendo l'ultimo e più blasfemo tentativo di negare la presenza di Cristo e la tradizione che da Cristo ha influito nella vita del nostro popolo... Siate baldanzosi, non per la vostra forza, ma baldanzosi in colui e per colui che vi dà forza... chiedete alla Madonna che vi aiuti a fare questo miracolo, come in qualche modo ha aiutato suo Figlio a fare il miracolo IN LIBRERIA:
http://www.totustuus.net/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=24 Il Sessantotto e la disfatta dei cattolici All'interno di queste contraddizioni si situa la storia personale di parecchi terroristi, quali per esempio Renato Curcio e Margherita Cagol: "Margherita è cattolica praticante, come la madre e le sorelle. Conosce e attiva attraverso la religione la generosità, il sacrificio, il "bisogno di dare""... Così è per Renato Curcio: arriva all'università di Trento come cristiano "in crisi, che legge Camus e che non tarderà a dichiarare di non considerarsi più cristiano, bensì marxista"; la sua formazione cattolica durante le scuole medie superiori manifesta quelle contraddizioni che diventeranno in seguito la drammatica caratteristica dell'interpretazione del Concilio Vaticano II come "rottura" con la Chiesa pre-conciliare. "LOBBYING ETICO" http://www.fattisentire.net/ Disparità nel sistema scolastico italiano di Luigi Illiano, Il Sole 24 Ore, 7 giugno 2008. Il problema non è di rapporto tra Stato laico e Chiesa cattolica, è in gioco il diritto all'istruzione. Il conto è semplice. Lo Stato spende oltre 6.500 euro all'anno per alunno, dalle elementari alle superiori. Mentre per ogni studente delle paritarie la cifra statale erogata è di 500 euro. La differenza è di 6mila euro. È proprio questa disparità di trattamento a provocare le proteste del circuito privato, che raccoglie circa un milione di ragazzi. "Rino Cammilleri " http://www.rinocammilleri.it/ Egemonia Nel giugno 2008 il neo-ministro della cultura, Sandro Bondi, veniva intervistato dal direttore del settimanale "Tempi", Luigi Amicone. Questi gli chiedeva, dal momento che Bondi era stato sentito elogiare personalità di sinistra come Moretti e Eco, se aveva intenzione o meno di porre rimedio all'egemonia culturale gramsciana che imperversa in Italia praticamente dal dopoguerra. Il ministro rispondeva che sarebbe assurdo pensare di proporre una nuova egemonia di segno diverso ma sempre finalizzata al potere. Proprio così: assurdo. Ebbene, qualcuno dovrà far sapere al ministro che la gente ha votato il suo schieramento giusto per far cessare un'egemonia e imporne un'altra di segno diverso. 10) "DIFENDERE LA VITA" http://www.difenderelavita.totustuus.it/ Famiglia sotto attacco Ue, così ci si può difendere In molti Paesi dell'Europa dei 27 ha già ottenuto l'approvazione parlamentare, in altri la procedura è ancora in corso. L'Irlanda è l'unico ad averlo reso oggetto di un accesissimo referendum di cui oggi sono attesi i risultati. Anche in Italia presto sarà discusso, visto che il presidente del Senato Schifani mercoledì ha assegnato il disegno di legge di ratifica ed esecuzione alla commissione Esteri di palazzo Madama. Firmato nella capitale portoghese il 13 dicembre 2007 dai capi di Stato e di governo degli Stati membri, il Trattato di Lisbona modifica il trattato sull'Unione europea e il trattato che istituisce la Comunità europea, attualmente in vigore. Un passo importante per il futuro dell'Europa, che però non manca di qualche lato oscuro. Ad esempio, per le implicazioni che potrebbe avere sul diritto di famiglia 11) Luci sull'Est http://www.lucisullest.it/news.php?res=true SANTI: il corpo di Santa Rosa Nel 1995 è iniziata una ricognizione scientifica sul corpo di Santa Rosa che ha consentito di accertare il reale stato del Corpo e di aggiornare il sistema conservativo. Con l'occasione è stato possibile rimuovere dalla superficie i molti strati di vernici, cere e lacche che nel corso degli ultimi tre secoli si sono stratificati sulla cute. Il corpo di Santa Rosa liberato dai materiali (in stato di degrado) impiegati nel corso degli antichi restauri ha dimostrato di essere una mummia naturale in perfetto stato di conservazione, con cute integra e tanto ben preservata da mostrare ancora tutti i fini dettagli della superficie, come i bulbi dei capelli ed i pori cutanei. 12) Sito personale del Cardinale Carlo Caffarra http://www.caffarra.it 6 giugno 2008 - Conferenza sul tema «Educazione e famiglia» «[...] Vorrei chiedervi un piccolo sforzo di immaginazione. Immaginiamo di essere su un aereo in volo, immaginiamo che per un guasto si renda necessario un atterraggio di fortuna, e che ciò avvenga in un'isola sconosciuta a tutti i passeggeri. Quali domande ci faremmo? Almeno le seguenti tre: dove siamo arrivati? Questo territorio è abitato da altri ed è ospitale o invivibile? Per quanto tempo prevediamo di doverci rimanere? Questo evento immaginario è una delle metafore più potenti di che cosa è l'arrivo nel mondo di una nuova persona umana, di un bambino». Corrispondenza Romana http://www.corrispondenzaromana.it/letternew.php Approvata nel Regno Unito la creazione di embrioni uomo-animale Laburisti e Conservatori nel Regno Unito hanno manifestato il loro parere favorevole alla ricerca scientifica sulle cellule staminali prodotte da embrioni formati da Dna umano inserito in ovociti animali svuotati del Dna nucleare... Attorno al mito dell'uomo nuovo si muovono però numerosi interessi economici e formidabili affari. È per questo che ci si ostina per trovare risultati soddisfacenti, che magari diano risposte concrete contro malattie quali l'Alzheimer o il Parkinson; altrimenti le enormi risorse finanziarie che si investono andrebbero inevitabilmente perse. June 14 ecoballe culturali
June 13 Dio esisteNel suo discorso all’Assemblea generale dei vescovi italiani, il Papa ha parlato della necessità di parlare ai giovani di Dio, della sua esistenza, di non dare per scontata la trasmissione della Fede nella persona di Gesù; il Signore non è un’idea nè un sistema di valori. Pochi giorni prima, accostandomi al Sacramento della Riconciliazione, il padre confessore che non conoscevo mi aveva invitato con decisione, a non rivolgermi a lui indicando l’elenco dei miei peccati o dei miei stati d’animo spirituali, bensì a Dio, con frasi del tipo: “ Ti chiedo perdono Signore perché….”. La celebrazione dell’ Eucaristia dovrebbe essere il momento privilegiato in cui si avverte la presenza di Gesù vivo perché risorto: i discepoli di Emmaus “lo riconobbero nello spessore del pane”; anche la preghiera personale in cui l’“io” si rivolge a un “tu” invisibile manifesta, o la pazzia psichiatrica di colui che parla nel vuoto o la presenza di un “altro”.. In questi ultimi anni ho scoperto l’importanza delle immagini nella preghiera; quando entro in Chiesa e mi preparo alla preghiera, lo sguardo va immediatamente alla ricerca del tabernacolo e, successivamente, al Crocifisso o a Maria: icone, statue, immagini mi aiutano ad “immaginare” la presenza personale di Dio. Rende visibile la presenza di Dio chi vive totalmente abbandonato alla sua Provvidenza. Non essere troppo preoccupati di cosa mangiare o di cosa vestire equivale a dire che “qualcuno ci penserà; colui che nutre gli uccelli del cielo e i pesci del mare si deve ricordare anche di me”. Ogni risposta ad una chiamata è una grande testimonianza della presenza di Dio, è Fede allo stato puro. Ancora oggi, dopo 16 anni, molti giovani e meno giovani mi chiedono “perché ti sei fatto prete?”.Credo che la risposta più corretta sia “perché il Signore mi ha chiamato”. Quando chiedo alle coppie di sposi : “perché vi sposate?”, spesso rispondono: “ perché ci amiamo; il Signore ci ha fatto incontrare”. Qualche giorno fa, passeggiando per una strada di Sydney, ho visto una ragazza che piangeva, nascosta nella rientranza del muro di un palazzo. Sono passato oltre pensando a cosa potevo fare per lei; sono tornato indietro e le ho offerto la mia corona del Rosario, quella mezza distrutta che uso tutti i giorni. Inizialmente lo ha rifiutato, poi nel mio inglese zoppicante la ho detto “ The Holy Mother of the South Cross will help you! La Santa Madre della Croce del Sud ti aiuterà!” . Quando le ho parlato di una persona, la Madonna, allora lo ha accettato, sorridendo; né io né lei dimenticheremo mai quella sera. Don Nicolò Anselmi June 12 il governo sostenga Brunetta il liberista
June 11 contro on.roccellaDa far girare. June 10 Lasciare il potere intellettuale al gramscismo?Sandro Bondi dichiara a Tempi di non avere alcuna intenzione di far guerra alla egemonia culturale della sinistra. Chiede Amicone, direttore di Tempi: Lei ha già ha speso parole generose per Nanni Moretti e Umberto Eco, per esempio. Oltre all'ecumenismo proverà a promuovere voci, personalità, espressioni culturali radicalmente diverse rispetto all'egemonia di matrice gramsciana che imperversano in questo paese praticamente dall'immediato secondo dopoguerra? Il Ministro risponde: sarebbe assurdo pensare di proporre una nuova egemonia di segno diverso ma sempre finalizzata al potere Ci risiamo. Ogni volta che il Centro torna al Governo, è preso da raptus di buonismo e libertarismo. Dimenticando che la battaglia più importante, premessa di ogni altra, è quella culturale. A questa battaglia le sinistre dedicano da sempre le migliori energie. Un esempio? Nel 1974 viene introdotto in Italia il divorzio. Sbaglierebbe chi pensasse che la maggioranza degli italiani si sia lasciata convincere dai tre anni di campagna referendaria che lo precedettero. Il voto sul divorzio (o sull'aborto, sulla droga e così via) fu il risultato di un'opera di corruzione della mentalità e dei costumi intrapresa almeno dal secondo dopo guerra. Fu Gramsci ad insegnare che, per ottenere la direzione della vita di un paese occidentale, era indispensabile conquistare l'egemonia culturale. Luigi Amicone, direttore di Tempi, queste cose le sa ed intelligentemente chiede all'On. Bondi, neo-Ministro per i Beni e le Attività culturali: "Lei ha già ha speso parole generose per Nanni Moretti e Umberto Eco, per esempio. Oltre all'ecumenismo proverà a promuovere voci, personalità, espressioni culturali radicalmente diverse rispetto all'egemonia di matrice gramsciana che imperversano in questo paese praticamente dall'immediato secondo dopoguerra?". La risposta del Ministro è permeata dalle ingenuità del libero mercato: "Piuttosto credo sia giusto riconoscere le grandi intellettualità, come nel caso di Eco, ma vorrei anche che nessuno si scandalizzasse quando vengono chiamati ai livelli più alti intellettuali di centrodestra". Bondi vede "grande intellettualità" dove, invece, c'è solo un raccontar balle utile alla cultura progressista. Ma la risposta di Bondi rivela un virus più grave: il considerare la concorrenza – tra intellettuali di destra e "intellettuali" di sinistra – come una panacea per tutti i mali. Il buon Amicone, non si arrende e, forse non capacitandosi di tanta insipienza, insiste sollevando: "la questione della storia e della storia della cultura insegnata attraverso i libri di testo". Allucinante la risposta del neo-Ministro: "Credo che la questione sia di competenza del ministro dell'Istruzione". Peccato che il Ministero incaricato del "Sostegno Editoria Libraria" sia proprio quello di Bondi. Se non si sostengono le case editrici che pubblicano testi veritieri, quali saranno i libri che verranno adottati nelle scuole? Amicone - lo immagino sgomento - insiste: "Non sarebbe ora di chiudere il rubinetto dei finanziamenti pubblici a questo cinema che di italiano ha solo i vizi e ben poche virtù culturali?". Aggiungo io: e il teatro, la musica, lo spettacolo? Bondi nemmeno capisce la domanda: "Se non ci fosse un sostegno pubblico, non esisterebbe più da tempo cinema di qualità italiano". On. Bondi, pensi almeno alla sua poltrona: quanti voti crede le porterà la libera concorrenza ? un popolo nutrito da sesso libero, droga, sballi vari, per quale ragione dovrebbe preferirla al Partito Democratico? Le parole del neo ministro rivelano tuttavia una malattia ancora più grave. Si tratta del male – letale per l'Occidente – del relativismo. Ogni papà sa che non tutto deve essere lasciato alla libertà di scelta dei piccoli. Un Governo che vuole davvero il bene di un popolo non può ignorare come e da quale cultura si sia affermato il peggiore totalitarismo della storia. Chissà perché, invece, per il Centro-Destra, la libera diffusione di testi come "Il piccolo manuale della guerriglia urbana" (autoprol.org) o il "Manuale dell'azione diretta" (bologna.social-forum.org) è considerata "concorrenza", come se i black block o i neo terroristi dei Centri Sociali spuntassero per magia. La maggiore novità del nuovo Parlamento sta nel fatto che la destra non è più rappresentata, benché alcuni suoi esponenti siano stati eletti qua e la'. Così, come tutti i Governi centristi, anche quello attuale si sta occupando di economia, di sicurezza, di efficienza. Alla cultura ci mettono uno qualsiasi. Ma dire che "La Chiesa è una ricchezza per lo Stato" e poi agire come se verità ed errore avessero gli stessi diritti o producessero gli stessi effetti è roba da Prodi. FattiSentire.net June 09 CARO VASCO, SONO I PRETI E LE SUORE A FARE DAVVERO UNA VITA SPERICOLATA…
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