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7月31日

L’ABBRONZATURA, IL LIFTING E LA “BELLA RAGAZZA” DI NAZARETH…

Guardatevi attorno: tutto è un grido verso quel 15 agosto…
Sembra ieri che abbiamo vinto il campionato del mondo di calcio e già le belle bandiere tricolori messe a sventolare sulle finestre, sulle terrazze, nei bar o nei bagni al mare si sono scolorite. Erano così scintillanti. Ora sono inguardabili. Ne vedi alcune sfilacciate e strappate dal vento, altre consunte dal sole, altre ancora sporcate dalla pioggia. E’ incredibile come facciano presto, le bandiere, a sciuparsi. Tutte le bandiere. Non fai in tempo a crepare per loro che sono già diventate un cencio indecente. Da vessilli garruli e trionfanti in poco tempo diventano stracci tristi e smorti. E’ la parabola inevitabile delle cose. E anche dei sogni.

Eppure c’è una speranza. Splenderà proprio a Ferragosto e molti non se ne accorgeranno. E’ vero che le bandiere si consumano, i vestiti si sgualciscono, il giornale di ieri è già ingiallito e illeggibile, i campi di grano appena ieri pieni di spighe dorate, sembrano già steppe autunnali. I boschi cominciano a ingiallire e anche i fiori appassiscono. “Se son rose sfioriranno” dice una fulminante battuta di Montanelli. Una polvere impalpabile si posa incessantemente su tutte le cose. Guardi casa tua, ti sembra solida e robusta e invece ha bisogno di continua manutenzione, perché tutto invecchia e si guasta, si corrompe. Tutto tende al disordine, tutto decade e s’incasina, dice un fondamentale principio della fisica. Tutto si consuma.

Di solito evitiamo distrattamente di pensarci. Ma la prima cosa a decadere, consumarsi, guastarsi è il nostro stesso corpo. Osservare gli esseri umani sulla spiaggia, in questi giorni d’estate, è impressionante. Il vigore e la formosa armonia dei corpi giovani, orgogliosamente esibiti, fanno pensare alla scultura gotica, quella che rende leggero il marmo delle cattedrali e dà quasi la sensazione che lo proietti nel cielo vincendo la forza di gravità. Ma nel giro di qualche anno la forza di gravità si prenderà la sua rivincita: tutto cala, cade, si affloscia, si sforma, si usura. La terra chiama la terra verso di sé. Polvere sei e polvere tornerai. E allora cominciano i poderosi e continui lavori di manutenzione: tingere quei capelli imbiancati, tirar su quei glutei cadenti, stirare quelle rughe, consumare quel grasso in eccesso, cancellare quelle borse sotto gli occhi. Lavori interminabili, continui, costosi, instancabili come per tirar su ogni giorno un muro che la notte crolla. E poi la visita dall’oculista perché non si legge più bene senza occhiali e i capelli che cadono. E quei doloretti alle spalle.

Si tenta di fermare in ogni modo (vanamente) l’invecchiamento. Si vorrebbe fermare l’attimo come il Faust di Goethe, ma svaniscono perfino gli imperi millenari, figuriamoci i singoli. “Tutto al mondo passa e quasi orma non lascia”, avverte Leopardi. Gli attimi della vita quotidiana sembrano non passare mai, ma sono gli anni che corrono imperterriti. Implacabili. In un batter d’occhio. E un sottile strato di polvere copre tutte le cose. Quella noia impalpabile che alla fine ammoscia perfino gli amori più ardenti e gli ideali più infiammati. E’ il peso della natura decaduta. La forza di gravità.

D’altra parte perfino i giovani investono giornate e sforzi sovrumani nell’immane quanto vana opera di manutenzione: a “scolpirsi” in palestra, a profumarsi e abbronzarsi. Poveretti, è come costruire i castelli sulla sabbia, come scrivere un nome amato sul bagnasciuga, questo illusorio fuggire dall’offesa del tempo. In fin dei conti è della carnalità del nostro essere che abbiamo terrore. Tutto ci ricorda il suo continuo corrompersi. Sudare è segno del degrado biologico a cui siamo sottoposti, l’odore stesso del corpo deve essere bandito, la nostra società è asettica: è proibito sudare, i corpi devono emanare solo profumo, nulla che sia segno di putrefazione.

L’epoca apparentemente più “materialista” ed edonista, la nostra, in realtà ha orrore della carne. Siamo tutti gnostici senza saperlo. Lo dimostrano l’enorme crescita delle nostre spese per cosmetici e l’orrore che abbiamo per il corpo malato, per la carne sofferente. Lo sconvolgente crocifisso di Grunewald, il più drammatico di tutta la storia dell’arte, fu concepito dal pittore tedesco del Quattrocento per i malati di lebbra e di Fuoco di S. Antonio che affollavano quella cappella disperatamente per pregare, ritrovando sulle carne devastata del Dio-Uomo, le proprie stesse piaghe, il proprio strazio.

Alla fine gli unici trionfalmente “materialisti” restano i cristiani. “E’ una Carne che salva la carne”, diceva un padre della Chiesa come s. Ambrogio. Nei “Fratelli Karamazov” – ottima lettura per l’estate - Dostoevskij racconta la storia di un parricidio che è più di un parricidio. Il vecchio Fedor Pavlovic Karamazov, padre dei tre fratelli, esprime infatti al massimo la terrestre carnalità che ci fa orrore: viene descritto volgare e violento, meschino e cinico, un “misero buffone”. E’ fisicamente calvo, nasone, bocca larga, doppio mento. Provoca ripulsa fisica nei tre figli. Ma mentre Ivan e Dimitrij lo disprezzano apertamente, Alioscia si fa monaco e pensa di evitare l’odio della carne scegliendo lo spirito e scegliendo un “padre spirituale” come il santo starets Zosima. Però il monaco gli dà la lezione più importante morendo: il suo corpo infatti comincia subito a emanare cattivo odore. Alesa prima ne è scioccato, sconvolto, poi comprende che anche quel santo è fatto di carne come suo padre: esce dalla stanza, scoppia in un pianto dirotto e gettandosi a terra abbraccia tutto il creato. Comprende che la fede in Cristo non è una fuga nello spirituale, ma è la certezza sull’unico Dio che ha preso la carne umana e il suo dolore vincendo la forza di gravità della natura decaduta, che ha manifestato con i miracoli il suo dominio sul creato, sulla malattia e perfino sulla putrefazione della carne con la resurrezione.

Alioscia comprende che il destino dell’uomo non è la decomposizione buia e disperata del corpo e non è neanche solo la “salvezza dell’anima”, ma è la resurrezione della carne, la glorificazione di tutto il nostro essere e la “divinizzazione”. E capisce che questa forza è entrata nella storia e questa nuova storia è già cominciata. Con la prima creatura che vive già questa glorificazione della carne, questa eterna giovinezza, questa bellezza che non si corrompe e non passa: Maria.

Nel paesetto dove mi trovo, sulla costa toscana vicino a Bolgheri, la chiesina è in mezzo alla pineta, vicino al mare. La parrocchia celebra la sua festa il 15 agosto: l’Assunta, cioè l’Assunzione di Maria in cielo in corpo e anima. Così a ferragosto si porta in processione per le vie, normalmente popolate di gente in costume, alle prese con le guerre dei corpi, la raffigurazione della “Bella Ragazza” di Nazareth, del suo corpo che è già in Cielo, glorificato, del suo volto eternamente giovane, bellissimo. Come il suo cuore. I cristiani sono considerati strani soggetti. Ma in realtà danno corpo alla segreta speranza di tutti.

© “Libero” 25 luglio 2006
7月28日

staminali

CITTA' DEL VATICANO - Se non è un anatema, poco ci manca.
L'accordo raggiunto ieri tra i ministri europei sulle
staminali ha fatto insorgere - all'unisono - tutti gli
episcopati d'Europa: "L'embrione umano trattato come un
soggetto di ricerca non è affatto compatibile con il
rispetto della dignità umana" è stata la reazione del
COMECE, la conferenza delle 34 conferenze episcopali.
Dal Vaticano, invece, sono scesi in campo l'Osservatore
Romano e monsignor Elio Sgreccia, presidente della
Pontificia Accademia sulla Vita, per criticare la posizione
assunta dal governo Prodi che ha permesso di arrivare ad un
testo "ambiguo".

La decisione italiana di ritirarsi dalla 'minoranza di
blocco' (che in tema di staminali impediva i finanziamenti
alle ricerche eticamente dubbie), a loro dire non farà altro
che favorire "un macabro mercimonio" aprendo la porta al
commercio di embrioni da paesi più deregolati, come la Corea
o l'Australia.

Il dibattito sull'argomento sino ad ora è stato molto
serrato e ha visto contrapposti mondo laico e mondo
cattolico in un crescendo di toni.
Ma ora ciò che si delinea all'orizzonte é un muro contro
muro in attesa che il Settimo Programma Quadro sbarchi a
Strasburgo.
Si spera in un "miglioramento" al testo.

"Per noi la partita non è chiusa. Vogliamo fare di tutto
perché si arrivi a dei ritocchi. Il testo dovrà arrivare a
Strasburgo. Lì è vero che il Ppe è frazionato, ma al suo
interno vi sono tanti cattolici coerenti" spiega una
autorevole fonte vaticana che segue da vicino questa
vicenda.

Chi ha reagito per primo all'accordo di ieri è stato il
giornale dei vescovi italiani, Avvenire, che in un
editoriale è andato giù duro: "Un compromesso venato di
ipocrisia", ha pubblicato facendo riferimento al testo del
documento votato anche dal ministro Fabio Mussi, il quale
"evidentemente prosegue per la sua strada con l'appoggio del
governo".

Ancora più di chiusura il commento dell'Osservatore: è come
"ai tempi dell'aborto".
"Quando si tratta della vita (di sopprimerla) alcuni si
presentano puntuali col loro macabro appuntamento".
E ancora: "Quando si cominciò a parlare di aborto si preferì
una piccola variazione sul tema, sbandierando un oscuro
progresso della civiltà (come se la civiltà potesse
progredire uccidendo un essere vivente al quale non è
riconosciuto alcun diritto)".

Così oggi, questi "nipotini del progresso" - come li
definisce l'Osservatore - si ripresentano all'opinione
pubblica, "penetrano indebitamente negli spazi più sacri
della coscienza di milioni di persone pretendendo di guidare
con il solito elitario materialismo le sorti dell'umanità".

Ciò che il Vaticano contesta all'Italia è che per diventare
finalmente "un Paese moderno" debba per forza "fare ricerca
sugli embrioni. A loro, al loro sacrificio, è affidato il
compito di fare della Penisola una terra di fecondo
sviluppo".

A livello europeo, in serata, sono intervenuti monsignor
Adrianus Van Luyn, vescovo di Rotterdam e monsignor Noel
Treanor, rispettivamente presidente e segretario generale
del COMECE, per chiamare a raccolta tutti i cattolici e
metterli in guardia della battaglia "cruciale".
In una nota i vescovi europei invitano a prendere coscienza
della sfida antropologica che si cela dietro questo
dibattito.
Il compromesso raggiunto ieri è "inaccettabile" sintetizza
monsignor monsignor Elio Sgreccia.
Appuntamento per l'annunciata battaglia: Strasburgo.

© Copyright ANSA. Tutti i diritti riservati,
25/07/2006 19:46
http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/200607251946251105/200607251946251105.html
7月27日

 

 

occidente: perchè difenderlo

Occidente. Perchè dobbiamo difenderlo dall'astrazione
violenta dei suoi nemici e dall'autolesionismo dei suoi
detrattori

Ricordate la mappa degli Stati Uniti praticamente tutta
colorata di rosso con solo qualche isola qua e là di colore
blu?
Era l'effetto grafico prodotto dal trionfo elettorale con
cui George W. Bush jr. ha conquistato il secondo mandato
alla Casa Bianca il 2 novembre 2004.
Rossi gli Stati vinti dal Partito repubblicano, blu i pochi
lasciati al Partito democratico.
La dicotomia vale anche in campo culturale, con il rosso
repubblicano che di fatto si sovrappone al conservatorismo
dell'America sana e il blu democratico che delimita l'area
del progressismo liberal più svilente.
Ebbene, i numerosi critici degli Stati Uniti sparsi nel
mondo si raggruppano in due grandi famiglie: quelli ai cui
occhi esiste solo il blu di quella cartina elettorale e
quelli che vedono solo il rosso.
I primi sono gli islamisti, che denunciano la
secolarizzazione, il materialismo, l'irreligione e la
decadenza dell'America liberal immaginando che gli Usa siano
tutti così.
I secondi sono gli europei alla francese, che non sopportano
l'esistenza di un Paese grande fatto solo di rozzi
ignorantoni vestiti da cow-boy, comandati da intransigenti
fondamentalisti.

Sono invece un misto, dice Dinesh D'Souza.
Nato in India nel 1961, "usa" bene la sua pelle color
olivastro per dire, lui, verità vere che però se uno è solo
un poco più pallido gli conviene tacere per non essere
passato sulla graticola con l'orrida accusa di razzismo.
Nel 1991 è salito alla ribalta con Illiberal Education: The
Politics of Race and Sex on Campus e nel 1995 ha pubblicato
The End of Racism per denunciare il "razzismo al contrario"
prodotto dal politically correct. E in libri come What's So
Great About America, del 2002, dice che il colonialismo fu
cosa meno peggiore di quanto comunemente si pensa e che
quello di Occidente è un concetto forte, nobile e sano.
A volte stanco, aggiunge pure lui, certo; ma è proprio lì
che viene il bello.
La battaglia più importante per la salvezza della nostra
civiltà per D'Souza va infatti combattuta proprio in
Occidente, e anzitutto nei media, la grande catena di
trasmissione planetaria di un pensiero debole,
autolesionista e in fondo in fondo traditore.

Alla corte di Reagan

Le sue biografie ufficiali lo ricordano come ex fidanzato di
Ann Coulter, la bionda tutto pepe che fa girare la testa ai
liberal, dalla disperazione.
Ma, oggi sposato con una figlia, cattolico praticante,
D'Souza è ben di più.
A 26 anni, dal 1987 al 1988, era già analista alla Casa
Bianca di Ronald W. Reagan, ha già all'attivo otto libri, è
stato John M. Olin Fellow all'American Enterprise Institute
e ora è "Robert and Karen Rishwain Fellow" alla Hoover
Institution on War, Revolution and Peace dell'Università
californiana di Stanford, prestigiosissima istituzione a cui
hanno legato i propri nomi Eric Voegelin e Robert Conquest.
Forte di una carriera così, e così fulminante, sbarca il
lunario (si fa per dire.) scrivendo e arringando i pubblici
più diversi.

«Chiariamoci subito», dice D'Souza a Tempi.
«Quando gli islamisti puntano il dito contro la decadenza di
una certa parte degli Stati Uniti dicono il vero.
Addirittura, in linea teorica, potrebbero pure suscitare
qualche simpatia, magari (sempre teoricamente parlando)
quella del sottoscritto. Ma la questione è: meglio la
libertà, anche se può essere adoperata male, o meglio
l'illibertà della coazione e della coercizione?».
Per l'ex analista della Casa Bianca il cosiddetto scontro
fra civiltà, quello vero, è solo questo.
Il regno della possibilità contro quello della schiavitù.
«Molti musulmani oggi dicono: tra un dispotismo di tipo
laicista, come quello di certo Occidente, e un dispotismo
islamista, come quello di molti paesi arabi, meglio il
secondo. Se non altro è religioso. Si patirà pure
l'irregimentazione, continuano, ma se non altro la virtù
regna sovrana. Ma si tratta di un falso problema. Anzi di
un'eresia».

La libertà libera

Detto infatti che la virtù è cosa importantissima, e che a
certe condizioni è addirittura superiore alla libertà, la
virtù imposta non vale alcunché.
Così la pensa nettamente D'Souza. «È forse virtù religiosa -
si chiede retoricamente - quella di un uomo costretto a
ostentare la propria fede in pubblico pena il patire
altrimenti guai seri? È forse dignità quella di una donna
che per strada trova rispetto solo perché è chiusa in uno
scafandro costrittivo?».

Per il già enfant prodige del conservatorismo reaganiano, il
punto vero che la critica islamista all'Occidente, agli
Stati Uniti, non comprende è questo.
La virtù può essere anche superiore alla libertà, ma la
libertà resta il prerequisito fondamentale della virtù.
Il bene dev'essere liberamente scelto, non vi si può essere
costretti.
Ecco la differenza tra l'Occidente e il resto del mondo.
Da noi si è così liberi da poter addirittura negare il senso
stesso della libertà (patendone poi però le conseguenze); in
molti altri luoghi del mondo, si è talmente costretti a
essere virtuosi da avere smarrito completamente il senso di
ciò che significa scegliere il bene.
«Potrebbe sembrare un riduttivismo indebito, ma mi creda: la
politica estera è semplicemente la ricaduta a livello di
azione internazionale di questa idea. Quanto meno la
politica estera statunitense nell'era di George W. Bush
jr.».
L'Occidente, insomma, non è una teoria.
È il luogo, anche fisico, in cui abita un'idea di uomo,
un'idea di persona che fuori da esso è sconosciuta, o al più
brancolata a tentoni.

Un tipo come Dinesh D'Souza all'Occidente, a questa idea di
Occidente ci è arrivato.
Ci è arrivato tanto in profondità da giungere persino a
quell'aspetto qualificante del cuore vero dell'Occidente che
è il cristianesimo, anzi il cattolicesimo.
Lui, che è nato lontano, lontanissimo; lui che porta in sé
addirittura i segni visibili da un lato dall'alterità
rispetto all'Europa, dall'altro dell'inclusività della
cultura occidentale, è uno dei testimonial più clamorosi
della generosità (da molti dimenticata, magari pure
sbeffeggiata) del nostro mondo.

Marco Respinti
Tempi num.29 del 13/07/2006
7月26日

la crisi dei PACS, ovvero meglio senza

Corrispondenza romana) Con un convegno, tenutosi il 30 giugno
scorso, il Consiglio Comunale di Pisa ha celebrato il decennale della
istituzione del registro delle coppie di fatto, istituito nel 1996
per elevare la città, come allora si disse, al livello di «capitale
di civiltà» facendola «entrare in Europa».

      Pare però che ci sia ben poco da celebrare. L'Unione dei
Giuristi Cattolici ha fatto notare che, in questi 10 anni, al
registro pisano si sono iscritte solo 32 coppie normali e appena 6
coppie omosessuali; davvero pochissimo per una città con quasi 90.000
residenti e con fama di essere "avanzata". Questo fallimento ci
conferma quanto artificiali furono sia l'iniziativa comunale che la
propaganda mass-mediatica che l'esaltò senza vergogna.

                  La crisi dei PACS non tocca solo l'Italia ma
coinvolge anche i Paesi nei quali sono stati legalizzati da anni.
In Norvegia, il registro delle coppie omosessuali è operativo dal
1993, ma vi sono state registrate solo 1.293 unioni.
In Svezia, dal 1995 ad oggi, queste unioni sono arrivate a quota
1.526.
In Olanda, dal 2001 ad oggi, sono state 8.127; si noti che questa
cifra corrisponde a solo il 6,3% del totale degli omosessuali
esistenti in quella nazione.
In Belgio, dal 2003 ad oggi, si sono unite 2204 coppie omosessuali,
ossia solo il 4,7% dei gay dichiarati.
In Spagna, dopo un anno dal varo della legge voluta da Zapatero, sono
state ufficializzate 1.275 unioni omosessuali, ma il fenomeno è già
in calo.
In Canada, dal 2003 ad oggi, queste coppie sono state 3.105, ossia il
7% circa della categoria.
Più seria è la situazione dello Stato americano del Massachusetts,
nel quale, da un anno a questa parte, 7.341 coppie sono convenute
dagli altri Stati federali per sancire la loro unione omosessuale.

                  Dopo questo exploit iniziale, dovuto alla novità e
al fatto che i dati sopra forniti comprendono ovviamente le
unioni "retroattive", il fenomeno dei PACS europei ha già cominciato
a sgonfiarsi.
Un recente studio promosso dallo statunitense Institut for Marriage
and Public Policy, intitolato Demande for same-sex marriage, curato
da Maggie Gallagher e Joshua Baker, ha evidenziato che il fenomeno
dei PACS omosessuali è in crisi, calando notevolmente come quantità e
registrando già un significativo numero di separazioni. In Olanda,
per esempio, dalle iniziali 2.414 unioni effettuatesi nel 2001, nel
2005 sono scese a 1.156.

                  Va infine osservato che, mediamente, solo il 5%
degli omosessuali dichiarati ha registrato la propria unione. Ciò
conferma che quella dei PACS non è certo di una esigenza sentita
all'interno della categoria e che la propaganda che ne è stata fatta
in questi anni era solo un inganno per far passare per una esigenza
sociale quello che è solo un tentativo di vanificare l'istituzione
matrimoniale.

(CR 952/03 del 15/07/06)
Per ricevere Corrispondenza Romana:
http://www.viewsfromrome.org/mail_send.php
7月25日

francia

GEOGRAFIA:

La Francia confina a nord con il Mare del Nord ed il Belgio, ad ovest con l'Oceano Atlantico, a Sud con il Mar Mediterraneo e la Spagna, a est con la Svizzera, la Germania, il Lussemburgo e con i CAMPIONI DEL MONDO.
Per pochi chilometri non ospita nel suo territorio la più alta cima d'Europa, il Monte Bianco, che si trova in Italia. (per quanto loro dicano il contrario!)

STORIA:

Può vantare uno dei più grandi condottieri della storia, Napoleone... che era italiano. Per il resto è famosa per aver bombardato un paio di atolli.

PRODUZIONE E IMPIEGHI:

La Francia è famosa per:

1) la Gioconda... che è italiana
2) ospitare la Bellucci... che è italiana

E' inoltre rinomata per i formaggi, secondi solo a quelli italiani, il vino, la cui produzione è seconda solo a quella italiana e la moda, la quale cede il passo solo a quella italiana.

SPORT:

Nel basket vanta un 3° posto all'ultimo Europeo a distanza di 52 anni dall'ultimo podio.
Nella pallavolo vanta un paio di podi minori.
Nel ciclismo non ha più un atleta decente dai tempi di Jalabert.
L'unico tennista serio che può vantare... è donna.
Sono molto fieri della loro Nazionale di Calcio che è composta tra l'altro da:
a) Zidane... che è algerino
b) Thuram... che è di Guadalupe
c) Trezeguet... che è argentino
d) Boumsong... che è camerunense
e) Vieira... che è senegalese
f) Makelele... che è congolese
g) Malouda... che è guyanese

CIBO:

Mangiano rane ma ultimamente stanno andando ancora un pò più in là, ingoiando dei bei rospi!

7月24日

http://cinema.totustuus.info/

United 93
di Paul Greengrass, con David Alan Basche, Lewis Alamari, Trish Gates – drammatico – 2006

United 93 è stato l’unico volo che l’11 settembre 2001, a causa della coraggiosa rivolta dei passeggeri, non colpì il suo bersaglio e precipitò in campagna. Il sopravvalutato regista Paul Greengrass (The Bourne Supremacy) riesce a trarre da una storia angosciante, con un finale tragico noto a tutti, un film sorprendentemente delicato e asciutto, in cui non cede a certe sciocche dietrologie sorte negli anni successivi, pur consapevole del rischio di farsi dare dell’ingenuo dalla critica radical-chic e “benpensante”. Il risultato eccellente, sia dal punto di vista cinematografico (peccato per quella macchina da presa a mano, ondeggiante e spesso fastidiosa…) sia da quello umano, è frutto di un minuzioso lavoro di indagine e ricostruzione dei fatti nel modo più verosimile possibile (di più non è possibile fare, non essendoci stati superstiti), con la collaborazione dei controllori di volo e dei parenti delle vittime che furono in contatto telefonico con i passeggeri nei tragici 91 minuti di volo rappresentati in tempo quasi reale nella pellicola. Lo spettatore rimarrà catturato ma non distrutto dalla tensione, grazie anche al fatto che buona parte del racconto non si svolge sull’aereo ma nelle sale-radar e nelle torri di controllo. Alla fine, nel buio ammutolito e attonito della sala, si domanderà: “Io come mi sarei comportato?”.

in libreria


http://libreria.totustuus.info/
L'altro Risorgimento. Una guerra di religione dimenticata
Risorgimento? La Massoneria, anima del mondo liberale, è
certa di possedere la Luce. Luce che difetta a tutti i
"profani", ma che manca, in modo tutto particolare, ai
cattolici. È fin troppo evidente - ritengono i "fratelli"-
che chi obbedisce al dettato della Rivelazione e del
Magistero è succube di imposizioni esterne alla propria
ragione e alla propria volontà e, pertanto, non è libero ma
schiavo. I liberali pensano di incarnare il mondo della
libertà perché prendono in considerazione solo se stessi e
le proprie convinzioni. Definendo se stessi liberali,
ritengono ovvio e giusto che uno stato da loro guidato sia
chiamato libero e cioè liberale. Questo stato opprime la
libertà della maggioranza della popolazione, cattolica? Ciò
non ha la minima importanza perché i cattolici non sono
liberi. Anzi: lo stato, attraverso la gestione liberale,
deve incaricarsi di insegnare anche ai cattolici cosa e come
pensare.

7月23日

vendetta su muccioli

Roma, 13 lug . - (Adnkronos) - Il ministro della Giustizia,
Clemente Mastella ha annunciato durante il question time
oggi alla Camera di aver avviato la verifica dei requisiti
per l'iscrizione all'albo del ministero delle comunita' di
Muccioli, San Patrignano, e don Gelmini 'Incontro'. ''Sono
affettuosamente solidale con Don Pierino Gelmini e Andrea
Muccioli le cui comunita' di recupero per i
tossicodipendenti sono state duramente contestate nel
Question Time alla Camera dei Deputati -ha detto in una nota
Carlo Giovanardi dell'Udc- E' incredibile che il Ministro
Clemente Mastella abbia risposto che il Governo fara'
verifiche sulle regolarita' del funzionamento di quelle
strutture quando bastava telefonare agli interessati per
sapere che la legge prevede il convenzionamento con le
strutture sanitarie regionali e non con quelle nazionali. Se
qualcuno pensa di voler mettere in difficolta' o addirittura
chiudere questi gioielli di volontariato sociale sappia che
la nostra reazione sara' durissima''. (Pol-Cor/Zn/Adnkronos)

DROGA: MANTOVANO, GOVERNO CAPOVOLGE LA REALTA'
Roma, 13 lug . - (Adnkronos) - Il ministro della Giustizia,
Clemente Mastella ha annunciato durante il question time
oggi alla Camera di aver avviato la verifica dei requisiti
per l'iscrizione all'albo del ministero delle comunita' di
Muccioli, San Patrignano, e don Gelmini 'Incontro'. ''Sono
affettuosamente solidale con Don Pierino Gelmini e Andrea
Muccioli le cui comunita' di recupero per i
tossicodipendenti sono state duramente contestate nel
Question Time alla Camera dei Deputati -ha detto in una nota
Carlo Giovanardi dell'Udc- E' incredibile che il Ministro
Clemente Mastella abbia risposto che il Governo fara'
verifiche sulle regolarita' del funzionamento di quelle
strutture quando bastava telefonare agli interessati per
sapere che la legge prevede il convenzionamento con le
strutture sanitarie regionali e non con quelle nazionali. Se
qualcuno pensa di voler mettere in difficolta' o addirittura
chiudere questi gioielli di volontariato sociale sappia che
la nostra reazione sara' durissima''. (Pol-Cor/Zn/Adnkronos)

DROGA: MANTOVANO, GOVERNO CAPOVOLGE LA REALTA'
SAN PATRIGNANO E COMUNITA' INCONTRO LAVORANO A RECUPERO
RAGAZZI
ANSA - ROMA, 13 luglio 2006 - "Questo Governo capovolge la
realta. Il nostro compito e' fare in modo che questo scempio
duri il meno possibile".A dichiararlo e' il senatore di An,
Alfredo Mantovano che commenta cosi' la decisione del
ministro della Giustizia, Mastella, di avviare una verifica
se le comunita' di Muccioli e don Gelmini abbiano i
requisiti per l'accreditamento al servizio sanitario
nazionale e dunque, all'albo del Ministero della Giustizia
"Cosi' come ha deciso di abbandonare l'Iraq, ed e' incerto
se farlo anche con l'Afghanistan, cosi' come mette in galera
i poliziotti che combattono i terroristi - dice Mantovano -
ora non meraviglia che il Governo mandi gli ispettori a chi
ha collaborato per anni per salvare i ragazzi dalla droga e
dal carcere". Due realta' quella di San Patrignano e della
comunita' 'Incontro", aggiunge l'esponente di An "che con
sforzi enormi hanno cercato in questi anni di liberare dalla
droga migliaia di giovani".
7月22日

vietnam

Orrori del socialismo in Vietnam
La polizia non restituisce il cadavere di un cristiano
imprigionato perchè non aveva scontato la pena

Un principio universalmente riconosciuto nei sistemi penali
della moderna civiltà giuridica dispone che la morte del reo
successiva alla sentenza di condanna estingua la pena che il
condannato avrebbe dovuto scontare: la logica umana, ancor
prima che giuridica, della norma pare non convincere i
giudici del Vietnam che hanno negato alla vedova di un
detenuto di etnia montagnard il rilascio del suo cadavere
relegato in carcere fino al termine della pena.

La notizia, diffusa ieri dall'agenzia «Asianews», riguarda
l'impietoso epilogo della carcerazione di Siu Lul, abitante
montagnard del villaggio di Ploi Kueng, nel Vietnam
meridionale.
Detenuto dal 2004 nella prigione di Ha Nam, dopo aver subito
torture e privazioni alimentari, Lul è morto nella sua cella
lo scorso aprile.
La vedova, recatasi dalle autorità penitenziarie per il
rilascio della salma, si è vista rifiutare la consegna del
corpo del marito per una cristiana sepoltura, in quanto le
spoglie del condannato dovranno rimanere tra le mura del
carcere fino a quando non sarà decorsa del tutto la durata
della pena detentiva.

Episodi di questo genere, tutt'altro che sporadici, sono
solo uno dei molti soprusi con cui da ormai una trentina di
anni il governo di Hanoi perseguita le popolazioni
montagnard, etnia degli altopiani del Vietnam centrale a
larga maggioranza cristiana.
L'odio delle autorità vietnamite contro queste genti è di
antica data: prima gli espropri delle terre, poi gli arresti
di massa con l'accusa di tentativi secessionisti, fino alle
torture per la loro fede cristiana che costrinsero negli
ultimi anni migliaia di montagnard a cercare rifugio nella
vicina Cambogia.
La storia dei montagnard appartiene al lungo elenco delle
comunità cristiane vittime di persecuzioni nel mondo:
popolazione indigena del Vietnam meridionale fu spinta dalla
migrazione cinese sui rilievi del Paese, da cui il nome del
periodo coloniale francese di montagnard.

Durante la dominazione di Parigi i missionari cattolici
furono i soli a raggiungere i villaggi di questa gente dove
fondarono istituti scolastici e sanitari.
Nella sanguinosa guerra del Vietnam (1963-1975), i
montagnard, in difesa della loro fede e delle loro terre, si
schierarono su posizioni filo occidentali; scelta che dopo
la vittoria dei vietcong segnò l'inizio del loro dramma.
Negli anni successivi al conflitto Hanoi esproriò i
montagnard delle loro terre per poi attuare persecuzioni
religiose.
Nel 1969 nacque il Front Unifiè de Lutte de Races Opprimées,
l'organo a tutela delle forze democratiche vietnamite, tra
cui i montagnard, presto eliminato dal regime di Hanoi.
I patti di Parigi del 1973 che prevedevano un regime
democratico per il sud del Vietnam rimasero un sogno e i
montagnard caddero in balia della storia.

Negli ultimi anni l'inasprimento delle violenze di Hanoi sui
montagnard hanno provocato i recenti numerosi tentativi di
fuga verso le foreste cambogiane.
L'esodo più massiccio si è avuto nell'aprile del 2004 in
seguito all'uccisione nel corso di una manifestazione
pacifica di dieci montagnard ad opera della polizia
vietnamita: in più di 200 ripararono in Cambogia.
La brutalità delle violenze perpetrate dalle forze
cambogiane durante i rimpatri forzati attuati in
applicazione di un accordo stretto tra Phnom Pehn e Hanoi,
hanno indotto nel gennaio 2005 l'Onu ad intervenire in
favore dei montagnard, ottenendo che i profughi potessero
spostarsi dalla Cambogia in un Paese terzo, sottraendosi in
tal mondo alle ritorsioni vietnamite successive al rimpatrio

Stefano Da Rold
(C) Avvenire, 21-7-2006
7月21日

da corrispondenza romana

(Corrispondenza romana) Il 30 giugno 2006, il Consiglio
Regionale della Puglia ha varato la nuova legge di riforma
del welfare, che in realtà comprende la politica familiare
regionale.

Con questa normativa la Regione ha abrogato quasi del tutto
la legge regionale sulla famiglia, varata solo 2 anni fa dal
Consiglio del Centro-Destra, della quale ha mantenuto solo i
primi due articoli, che proclamano il valore della famiglia
fondata sul matrimonio come cellula della società.

Gli articoli seguenti, però, smentiscono di fatto questa
dichiarazione teorica, perché estendono alle "unioni
solidali" i vantaggi prima riservati alla famiglia, come l'accesso
ai servizi sociali.
La riforma è stata approvata col voto determinante dei
cattolici eletti nelle fila dell'Ulivo, che si sono
accontentati del simbolico mantenimento dei primi due
articoli della vecchia normativa, dando però via libera alla
rivoluzione prevista dagli articoli successivi.

Secondo il Presidente regionale, il comunista Nichi Vendola,
che ha fortemente voluto questa rivoluzione, le "unioni
solidali" «non possono essere equiparate alle coppie
tradizionali, perché, è vero, ne sono distinte, ma la
distinzione non può comportare discriminazione».
Dunque, in realtà tale distinzione resta del tutto teorica,
perché non provoca nessuna differenza di trattamento, e
l'abolizione della discriminazione si realizza
nell'effettiva parificazione.

Quelli che prima erano privilegi o almeno priorità riservate
alla famiglia, ora sono "parità" estese ad ogni forma di
convivenza. Elena Gentile (DS), assessore pugliese alle
politiche sociali, ha difatti detto che la legge intende
«tutelare gli altri nuclei familiari».

Si noti che questa riforma non resta nel campo del diritto
privato, tutelando diritti dei soggetti componenti le
"unioni solidali", ma sconfina nel campo del diritto
pubblico, in quanto riconosce e tutela tali unioni di per
sé, come fatto sociale, come simil-matrimonio.

Sebbene esse escludano l'assunzione di doveri e
responsabilità familiari, le convivenze vengono quindi
incluse nel diritto di famiglia, almeno per quanto riguarda
l'assistenza e i servizi sociali, parificandole
effettivamente al matrimonio. Il mero "fatto" viene
equiparato al "patto" e quindi al diritto.

Questa riforma prelude al prossimo scontro politico fra due
posizioni inconciliabili: da una parte quella secondo cui i
"fatti" (convivenze, unioni solidali, coppie omosessuali)
debbano usufruire di diritti senza diventare "patti" che
implichino doveri sociali; dall'altra quella secondo cui è
necessario che i "fatti", se vogliono essere giuridicamente
riconosciuti e tutelati, debbano elevarsi al livello di
"patti", comportanti responsabilità sociali, basati su fini
reali e compatibili col bene comune.
La riforma pugliese ha suscitato la condanna di molti
politici di Centro-Destra, che l'hanno definita come un
fatto gravissimo che apre la strada alla legalizzazione
nazionale dei PACS.

Secondo l'on. Riccardo Pedrizzi (AN), «la legge approvata
dalla Regione Puglia smentisce la nostra Carta fondamentale
(ossia la Costituzione, n.d.r.) su ciò che s'intende per
destinatario delle politiche familiari; dunque è
incostituzionale».

Secondo Egidio Saracino, responsabile del pugliese Centro di
Orientamento Familiare, la legge regionale comporta «una
prima forma di riconoscimento legale delle coppie
omosessuali, che dovrebbe aprire la strada ad una compiuta
equiparazione al matrimonio della convivenza omosessuale»
("Avvenire", 2 luglio 2006). La tipologia delle "unioni
solidali" è difatti talmente vaga da poter tranquillamente
includere le coppie omosessuali.

Più morbida è stata la presa di posizione dell'episcopato
pugliese. A suo nome Monsignor Cosmo Ruppi, vescovo di
Lecce, ha emanato una nota di commento datata 1 luglio 2006.
In essa i vescovi, «pur apprezzando lo sforzo compiuto dal
Presidente della Regione di trovare una mediazione nel
dibattito sulla legge (...) e accogliendo con favore quanto
è definito nell'articolo 22 circa la famiglia, (...) non
possiamo non esprimere forti riserve sull'articolo 23, ove
in realtà si pone sullo stesso piano la famiglia e le unioni
di fatto».
Il vescovo conclude auspicando che il futuro regolamento di
attuazione della legge regionale dissipi gli equivoci
contenuti in essa e ne corregga le incongruenze.

La stessa speranza esprime Ludovica Carli, Presidente del
comitato pugliese Scienza e Vita. Ma è facile prevedere che
il regolamento applicativo, come del resto è nella sua
natura giuridica, non smentirà la scelta di fondo fatta
dalla legge regionale. (CR 951/03 del 08/07/06)

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7月20日

MOZART FRA RATZINGER E I MASSONI

Ecco il segreto (cattolico) del genio di Salisburgo…
Nella Chiesa Cattolica – sull’onda della passione di Ratzinger per Mozart - è scoppiata la “Mozartmania” e ora nasce un caso: l’affiliazione massonica del grande Amadeus. L’ “Avvenire”, quotidiano della Cei, titolava ieri: “Mozart? Cristiano, non massone”. E a proclamarlo era, nientemeno, l’arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schonborn, ottimo teologo nonché allievo di Ratzinger. Ricostruiamo cosa sta accadendo. Era nota la passione mozartiana dei due grandi teologi del Novecento, Karl Barth e Von Balthasar. Così come quella di un grande “santo popolare” come don Giussani. Di recente hanno fatto “outing” il cardinal Martini (ha confessato che ogni mattina prega con le note del salisburghese) e addirittura Hans Kung. Ma è soprattutto lui, Joseph Ratzinger, lo “sponsor” di Mozart. Papa Benedetto XVI si è fatto portare un pianoforte in Vaticano e proprio in queste ore è stato immortalato nella baita di montagna dove trascorre le vacanze mentre suona alla tastiera il suo musicista preferito (insieme a Bach). Insomma Mozart sembra mettere d’accordo tutti nella Chiesa. Il motivo è semplice: il suo genio – immortalato nell’indimenticabile film di Milos Forman - ha saputo esprimere in modo sublime il cuore stesso del cristianesimo e della creazione. Ma qui sorge il problema: era massone. Il cardinale di Vienna sente il bisogno di rivendicare la sua fedeltà alla Chiesa: “la sua menzionata appartenenza massonica non ha fondamento” dice il prelato “in realtà il Salisburghese apparteneva soltanto ad un circolo di intellettuali. Basta leggere l’ epistolario dell’artista per non avere dubbi sulla sua fede convinta”.

L’ottimo arcivescovo di Vienna, essendo un raffinato intellettuale, merita tutta la fiducia. Tuttavia noto sommessamente che il suo argomento (almeno com’è riferito da Avvenire) non è formidabile. Che infatti Mozart sia stato battezzato nella Cattedrale di Salisburgo il 28 gennaio 1756, che sia morto con i sacramenti della Chiesa e che sia stato convintamente cattolico in vita non c’è dubbio. Ma ciò non toglie che, secondo gli storici, nel 1784 fu iniziato nella Loggia “La Beneficienza”. E scrisse opere per committenza esplicitamente di loggia: dal “Concerto funebre massonico K. 477” al “Canto massonico” fino al celebre “Flauto Magico” letteralmente intessuto di simbologia liberomuratoria.

La storia non va negata, ma spiegata. E quando appare contraddittoria può riservare scoperte ancora più belle. Sicuramente Mozart si affiliò alle logge per trovare amici potenti avendo bisogno di sostenitori e protettori. D’altra parte la massoneria era appena entrata sulla scena ed era un fenomeno complesso, ne faceva parte l’élite d’ Europa e d’America. La Chiesa l’aveva scomunicata, ma fior di ecclesiastici si diceva la frequentassero, i re la consideravano un’associazione sovversiva, ma spesso erano iniziati e guidavano le logge. Il sovrano del cattolicissimo impero asburgico – per dire - non aveva registrato le scomuniche che i papi Clemente XII e Benedetto XIV avevano emanato contro la massoneria. Che era tutto e il suo contrario. “Grand Orient”, ma anche “Grand Rien” come diceva Voltaire.

Mozart vi aderiva come si entra in un club elitario che proclama ideali filantropici e umastici. Lui non professava certo dottrine gnostiche, eretiche, né culti empi, né aveva idee giacobine e anticlericali. In questo il cardinale Schonborn ha ragione: per Mozart affiliarsi alla Loggia significava entrare in un club pieno di potenti che potevano sostenere la sua attività e le sue languenti finanze familiari. Tuttavia è difficile negare che fosse affiliato alla massoneria. C’è perfino chi, come Claudio Casini, nel libro “Amadeus. Vita di Mozart”, sostiene che per la sua proverbiale ingenuità – nel trafficare con ambienti massonici poi rinnegati – sia stato stritolato in un gioco più grande di lui e sia morto per questo. Ma l’idea del complotto politico per farlo “suicidare” sinceramente sembra assai poco fondata.

Pur immerso in tutte le contraddizioni dell’epoca, pur con le sue ingenuità e i suoi errori, Mozart esprime il genio del cristianesimo. E lo esprime non per affiliazione, perché non si è cattolici alla stessa maniera in cui si è massoni o liberali o aderenti al Lyons o ai Democratici di Sinistra. Il battesimo è tutt’altro. E’ un’appartenenza di altro genere. Non c’entra niente nemmeno con la coerenza. Anzi, proprio il più incallito peccatore, sprofondato nel vizio, può pronunciare la più pura e vera delle parole cristiane: “salvami!”. Quello lì, è un cristiano.

Lo dice Gesù stesso nel Vangelo. Ma io lo capii un giorno proprio dalle note di Mozart. Don Giussani ci fece venire le lacrime agli occhi. Eravamo settecento studenti universitari, in montagna. Lui ci “spiegava” la Messa da Requiem del grande Amadeus. Ci fece sentire il possente “Rex tramendae maiestatis”: era sconvolgente. Mozart faceva intuire “fisicamente” cosa è l’Onnipotenza assoluta di Dio, la sua totale sovranità sull’intero universo. E subito dopo questo immane turbine, nel silenzio improvviso, flebile, quasi impercettibile, una voce sussurra: “salva me”. “Ecco”, ci diceva don Gius, “questo è l’uomo. Un nulla che Dio ama. E questo è il cristianesimo: stendere la mano mendicante, dal proprio abisso, a Chi può tutto”. Mozart come nessuno mai ha saputo cantare questa Misericordia infinita che fa ridere e piangere al tempo stesso. Infatti diceva che “il protestantesimo è roba per il cervello soltanto, perché i protestanti non capiscono che cosa vuol dire ‘Agnus Dei qui tollis peccata mundi’ ”. Il volto di questa Misericordia è quello del Figlio di Dio che si è fatto macellare come un agnello sacrificale per noi. Karl Barth, grande teologo protestante, che cominciava ogni giorno di lavoro con le musiche del salisburghese, era ossessionato dal cattolicesimo di Mozart. Ne percepiva la forza vittoriosa. Capiva che non era una affiliazione, ma un cuore diverso, un essere diverso: “la musica di Mozart, a differenza di quella di Bach, non è un messaggio e non è, a differenza di quella di Beethoven, una confessione autobiografica”. Essa, dice Barth, “allieta, rianima, consola”. Perché? Qual è il suo “mistero”? Essa contiene tutto, “il cielo e la terra, la natura e l’uomo, la commedia e la tragedia, la passione e la pace, la Vergine Maria e i demoni, la messa solenne della Chiesa, il bizzarro cerimoniale dei massoni e la sala da ballo, gli sciocchi e i saggi, i codardi e gli eroi (veri e apparenti), i fedeli e gli infedeli, gli aristocratici e i contadini, la pioggia e il sole”.

Ma tutto è abbracciato da un “mistero”. Mozart “non impone nulla a chi lo ascolta, lo rende solo libero, la gioia che sa comunicare nasce quando ci si abbandona a lui. Non si propone neppure di proclamare la lode di Dio, ma in realtà è questo che fa”. Perché fa sentire che è la misericordia di Dio che tutto abbraccia, tutto il cosmo e tutti i tempi. “Ognuno di quei Kyrie o Miserere che pure attaccano su note così basse” scrive Barth “è come sorretto dalla fiduciosa certezza che la misericordia invocata si è fatta già da tempo realtà. Benedictus qui venit in nomine Domini! Nella versione di Mozart è evidente che questa venuta si è già compiuta”.

Basta sussurrare: “salva me”. E tutto è già stato “pagato” da Cristo, tutto è già stato perdonato. Questa Misericordia è l’ultima parola sul mondo e sulle vicende umane. Mozart ce lo fa sentire.
7月19日

il papa

Benedetto XVI: L'oggetto delle leggi è il bene integrale
dell'uomo
Invito, dunque, i governanti e i legislatori a riflettere
sul bene evidente che i focolari domestici in pace e in
armonia assicurano all'uomo, alla famiglia, centro
nevralgico della società, assicurano le case che vivono
nella pace, nell'armonia, come ricorda la Santa Sede nella
Lettera dei Diritti della Famiglia. L'oggetto delle leggi è
il bene integrale dell'uomo, la risposta alle sue necessità
e aspirazioni. Questo è un notevole aiuto alla società, del
quale non può privarsi, e per i popoli è una salvaguardia e
una purificazione. Inoltre, la famiglia è una scuola di
umanesimo, affinché cresca fino a diventare veramente uomo.
In questo senso, l'esperienza di essere amati dai genitori
porta i figli ad avere coscienza della loro dignità di
figli.
7月18日

voto cattolico

      (Corrispondenza romana) Nell'ultimo numero della
rivista "Italiani Europei", promossa da Giuliano Amato e
Massimo D'Alema, è apparso un articolo, scritto dai
sociologi Paolo Segatti e Cristiano Vezzoni, dedicato a
Religiosità e voto nel maggioritario. Basandosi su indagini
statistiche recenti, soprattutto quelle dell'Ipsos, i due
autori analizzano l'incidenza del voto cattolico nelle
ultime elezioni italiane.

      Dopo aver riassunto due fra i principali fattori delle
scelte elettorali - la secolarizzazione della società e la
diversificazione dell'offerta politica - Segatti e Vezzoni
individuano un terzo fattore: il ritorno del "voto
cattolico", o meglio dell'influenza dei temi etico-religiosi
nelle scelte elettorali degli Italiani, specie se cattolici
praticanti.
                  Nel periodo che va dal 1980 al 1992, si è
registrata la fase di maggior irrilevanza dei valori
tradizionali nelle scelte elettorali e referendarie; ma, a
partire dal 1992, alla tenuta della frequenza liturgica si è
aggiunta una ripresa dell'incidenza di quei valori in quelle
scelte. Quanto al grado di adesione dei cattolici agli
insegnamenti e alle indicazioni del Magistero ecclesiastico,
vi sono in sostanza due categorie: la prima aderisce alla
Chiesa solo "in modo privatistico", ossia restringendone le
indicazioni nel campo della vita privata ed escludendole
dalla politica, in quanto ritiene che le proprie convinzioni
e scelte etico-religiose non devono imporsi nel campo della
vita pubblica; la seconda invece aderisce integralmente alla
Chiesa, in quanto ritiene che i valori tradizionali vadano
difesi e promossi anche nella vita pubblica.

                  Cercando di prevedere il futuro, Segatti e
Vezzoni arrivano a questa importante conclusione: "se i
valori etici si trasformano in scelte politiche, aumenta la
probabilità che i cattolici praticanti, coerenti con le
posizioni della Chiesa sui valori etici, sviluppino una
preferenza verso il centro-destra o una sospensione della
scelta di voto". Vale a dire che la coerenza tra le scelte
etiche private e quelle politiche allontana gli elettori
cattolici dalla Sinistra e li avvicina alla Destra. Il che
preoccupa molto i due sociologi progressisti, in quanto
temono che forze politiche possano approfittare di questa
prospettiva tendenzialmente "integristica" per "gettare le
ancore del voto verso le aree dei valori, trasformando le
opzioni personali a favore di codici morali tradizionali in
scelte politiche divisive", ossia discriminanti, che
dividerebbero il Paese non più in base a sottigliezze
elettorali bensì in base a scelte etiche che riguardano i
valori fondamentali e il futuro della società.
      Rimane comunque un 30% di cattolici praticanti
"indecisi", ossia che non vanno a votare; un gruppo
importante perché, come spiegano i due sociologi, la loro
scesa in campo "può rappresentare la circostanza-chiave di
una vittoria elettorale". (CR 950/02 del 01/07/06)

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7月17日

da valencia il Papa chiama l'Italia....

... ma io suo Presidente devo trovare l'ispirazione!

1. VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI A
VALENCIA (SPAGNA) IN OCCASIONE DEL V INCONTRO
MONDIALE DELLE FAMIGLIE, 09.07.2006

LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL'ANGELUS

[...]
Rivolgo un saluto cordiale alle famiglie italiane! Cari
amici, in ogni parte del mondo gli italiani sono stati
sempre stimati per il loro forte legame alla famiglia e ai
suoi valori. Auspico che questo patrimonio spirituale,
morale e sociale, costantemente rinnovato alla luce della
Parola di Dio e degli insegnamenti della Chiesa, possa
essere difeso anche di fronte alle sfide dell'epoca attuale.
Invoco a tal fine l'intercessione dei Santi e soprattutto di
san Giuseppe e della Vergine Maria, ai quali affido anche il
cammino verso il prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie,
che avrà luogo nel 2009 a Città del Messico.
[...]



2. Al momento di lasciare la Spagna il 9/7 e rientrando in
Italia, il Papa fa pervenire ai rispettivi Capi di Stato i
seguenti messaggi telegrafici:

A SUA ECCELLENZA
ON. GIORGIO NAPOLITANO
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
PALAZZO DEL QUIRINALE
00187 ROMA

Al rientro dal viaggio apostolico a Valencia in Spagna dove
ho potuto incontrare numerosi fedeli e famiglie provenienti
da vari paesi tra cui una nutrita rappresentanza della cara
comunità ecclesiale italiana esprimo a lei signor presidente
il mio cordiale saluto (.) Mentre ricordo con viva
riconoscenza al signore questa significativa esperienza
spirituale penso a COLORO CHE ANCHE IN ITALIA CON GENEROSITÀ
E SPIRITO DI SERVIZIO OPERANO PER DIFENDERE LA FAMIGLIA
FONDATA SUL MATRIMONIO DALLE MOLTEPLICI INSIDIE CHE NE
MINANO LA STABILITÀ ed assicuro una speciale preghiera per
il bene e la concordia della diletta nazione italiana sulla
quale invoco la benedizione di Dio.
BENEDICTUS PP. XVI

Nella sua risposta, il Presidente della Repubblica Italiana,
forse pensando ancora ai Mondiali di calcio o forse facendo
come al solito orecchie da mercante dicendo che quelle del
Papa sono "parole da cui trarre ispirazione".
Ma che vuol dire?!?
7月14日

la girnata tipo dei lippi boys

Giornata tipo degli azzurri:
   7h00 : Sveglia dei giocatori
   7h01 : Zaccardo si chiede cosa diavolo ci fa in Germania
   7h10 : Totti si mette il pollice in bocca
   7h30 : Colazione
   7h32 : Inzaghi frega una brioche a Gattuso
   7h35 : Gattuso entra in scivolata sulle caviglia di Inzaghi e si
   riprende la brioche
   7h36 : Francesco Totti annuncia che si ritirerà dalla Nazionale dopo
   il mondiale
   7h38 : Francesco Totti cambia idea.
   8h00 : Gli Italiani escono dall'albergo
   8h05 : De Rossi assesta una gomitata sul naso di un tifoso che gli
   chiedeva un autografo. Sangue copioso
   8h10 : Lippi manda a fare in culo 5 giornalisti Rai
   8h15 : Oddo si chiede perchè non se ne è andato al mare con la
   fidanzata
   8h20 : Del Piero va a girare una pubblicità dell'acqua minerale
   8h40 : Nesta si infortuna al menisco infilandosi gli scarpini
   9h10 : Toni dichiara eterno amore alla Fiorentina, all'Inter, al Real
   Madrid e sua moglie
   9h15 : De Rossi spacca il naso alle sagome in legno per calciare le
   punizioni
   9h25 : Lippi manda a fare in culo 5 giornalisti Mediaset
   9h30 : Inizio dell'allenamento
   9h36 : Nesta si frattura il 3° metatarso del piede sinistro
   abbeverandosi dalla borraccia
   9h40 : La partitella d'allenamento tra Rossi contro Gialli salta
   perché Cannavaro nun vuole giocare con la canotta Gialla che non si
   abbina con i suoi occhi azzurri
   9h41 : Del Piero parla con un uccello
   9h43 : Francesco Totti annuncia che si ritirerà dalla Nazionale dopo
   il mondiale
   9h50 : Francesco Totti cambia idea.
   9h51 : Zaccardo si chiede cosa diavolo ci fa in Germania
   10h00 : Nesta viene ingessato
   10h10 : Il Ministro Melandri arriva in visita all'allenamento
   10h12 : Il Ministro Meandri scappa dall'allenamento dopo che Gilardino
   le ha fatto delle avances
   10h22 : Totti e Oddo si picchiano selvaggiamente in ricordo dei civili
   derby di Roma
   10h35 : Del Piero parla con uno stormo di piccioni
   10h35 : Viene consegnata una canotta celeste a Cannavaro che accetta
   di disputare la partitella
   10h36 : Toni segna 27 gol in 15 minuti
   10h37 : Toni viene insultato da tutti i compagni pensando a quanti gol
   si è mangiato nelle partite ufficiali
   10h47 : Del Piero parla con un cormorano
   10h50 : Totti si sloga il pollice a forza di ciucciarlo
   10h55 : Totti viene portato insieme a Nesta all'ospedale
   11h00 : De Rossi demolisce i pali e la traversa a testate
   11h11 : Del Piero parla con un cuculo
   11h12 : Lippi manda a fare in culo 5 giornalisti di Sky
   11h30 : Barone telefona alla madre dicendole che ha appena giocato
   un'intera partitella con Inzaghi
   11h45 : Conferenza Stampa, causa tragedia di Pessotto si presenta a
   parlare l'uccello di Del Piero
   11h46 : Conferenza Stampa, Lippi affacciandosi nello stanzone manda a
   fare in culo tutti i presenti
   12h00 : Pranzo a base di porchetta, brasati, bolliti e mostarda
   12h01 : Trapattoni arriva a scroccare un pranzo. Costa meno che
   all'Autogrill
   12h20 : Gattuso vomita il bollito a tavola
   12h40 : Barone telefona alla madre dicendole che ha appena mangiato
   seduto a fianco di Inzaghi
   13h00 : Totti e Nesta tornano dall'ospedale
   13h12 : Del Piero parla con una cinciallegra
   13h20 : Materazzi mentre fa un gioco con i coltelli nel dopo pranzo
   infilza Oddo tra le scapole
   13h30 : Oddo si chiede perchè non se ne è andato al mare con la
   fidanzata
   13h35 : Cannavaro abbandona il ritiro per andare a girare una
   pubblicità per Armani, gli altri vanno a riposare giocando con la
   playstation
   15h00 : Cannavaro torna dalla pubblicità per Armani
   15h30 : Risveglio dei giocatori. Tutti spengono la playstation, tranne
   Gattuso che non è riuscito ad accenderla
   15h40 : Seduta davanti al video per osservare la partita giocata
   dall'Italia 2 giorni prima
   15h41 : Pirlo spiega a Materazzi qual'è l'Italia delle 2 squadre in tv
   16h00 : Nesta si rompe ulna e radio del polso sinistro scrivendo una
   lettera alla mamma
   16h02 : Cannavaro abbandona il ritiro per andare a girare una
   pubblicità per L'Oreal
   16h30 : Barone telefona alla madre dicendole che ha appena visto una
   partita di calcio seduto a fianco ad Inzaghi
   16h35 : Francesco Totti annuncia che si ritirerà dalla Nazionale dopo
   il mondiale
   16h40 : Francesco Totti cambia idea.
   16h55 : Nesta si strozza mangiando un'oliva
   17h00 : Nesta viene abbattuto nella sala Tv
   17h01 : Del Piero parla con un fringuello striato
   17h03 : Cannavaro torna dalla pubblicità per L'Oreal
   17h15 : Fine della seduta video
   17h25 : Lippi sveglia Toni, Iaquinta, De Rossi, Barzagli, Peruzzi,
   Amelia, Gilardino e Camoranesi
   17h30 : Oddo compra una Ferrari su E-Bay
   17h45 : Lippi manda a fare in culo 5 giornalisti di La 7
   18h00 : Gigi Riva spaccia sigarette di nascosto ai giocatori
   18h01 : Gattuso va a farsi bello
   18h01 : Cannavaro abbandona il ritiro per andare a girare una
   pubblicità per Giovanni Rana
   18h15 : Barone telefona alla madre dicendole che ha appena visto
   Inzaghi nudo sotto la doccia
   18h25 : Tutti i giocatori salgono nelle loro camere per prepararsi per
   la libera uscita
   18h30 : Arrivano notizie terribili sullo scandalo delle scommesse
   18h31 : Buffon si tocca la palle
   18h45 : Silvio Berlusconi telefona per fare gli auguri per la prossima
   partita. Tutti si toccano le palle ( Buffon non le aveva ancora tolte
   )
   18h46 : Barone tocca le palle di Inzaghi
   19h01 : Del Piero parla con una poiana
   19h15 : tutti i giocatori si radunano nella hall dell'albergo, tranne
   Gattuso che sta ancora facendosi bello
   19h20 : Inzaghi annuncia che si ritirerà dalla Nazionale dopo il
   mondiale
   19h21 : Francesco Totti convince Inzaghi a non ritiarsi dalla
   Nazionale
   19h30 : Cannavaro torna dalla pubblicità per Giovanni Rana
   19h50 : tutti i giocatori escono a cena, , tranne Gattuso che sta
   ancora facendosi bello
   20h00 : De Rossi e Materazzi picchiano due ragazzini di 11 anni al
   ristorante
   20h01 : Nesta si infilza il naso con la forchetta durante la cena.
   20h30 : Lippi manda a fare in culo tutti gli avventori del ristorante
   per tenersi in allenamento
   21h00 : Zaccardo si chiede cosa diavolo ci fa in Germania
   21h05 : De Rossi, Totti e Perrotta scappano dal ristorante senza
   pagare. Totti dice che glielo ha insegnato Cassano
   22h00 : Iaquinta si perde nel tragitto di 150 metri tra il ristorante
   e l'albergo
   22h10 : Del Piero parla con un gufo
   22h15 : tutti i giocatori si ritrovano in albergo tranne Iaquinta
   disperso e Gattuso che era già lì a farsi bello
   22h30 : Lippi manda tutti i giocatori a letto
   22h32 : allarme antincendio nell'albergo
   22h45 : Lippi urla invettive dalla finestra all'indirizzo di tutti i
   giornalisti d'Europa
   22h58 : Gattuso rinuncia a farsi bello dopo aver sprecato 7 kg di gel
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ru 486

Intervista al farmacologo Miech (18 maggio 2006)

di Elena Molinari

Ralph Miech è professore emerito alla Brown University di
Rhode Island, nel Nord-Est degli Stati Uniti. Da 36 anni
insegna farmacologia molecolare all'Università e lavora part
time al pronto soccorso del Landmark Medical Center di
Woonsocket, sempre a Rhode Island. È qui che una decina
d'anni fa ha cominciato a notare un fenomeno a prima vista
incomprensibile. Le uniche persone che arrivavano al pronto
soccorso in stato di choc tossico erano pazienti estremamente
anziani, di solito ospiti di grandi case di riposo che erano
esposti a una vasta gamma di batteri, cui il loro debole
sistema immunitario non sapeva reagire. O, in percentuale
inferiore, erano giovani donne che avevano preso la
pillola abortiva o dicevano di aver avuto un aborto spontaneo.
La casistica si fece ancora più interessante quando il
medico scoprì che anche dietro i presunti aborti spontanei
c'era in realtà la Ru 486.

E quindi ha cominciato a studiare gli effetti del mifepristone.
Cosa l'ha spinta, dottor Miech?

Pura curiosità scientifica. Normalmente un giovane mediamente
sano non subisce passivamente l'attacco di un batterio come il
clostridium sordellii, che invece devastava indisturbato
l'organismo di queste donne.
Il sistema immunitario innato, quello che abbiamo tutti,
indipendentemente dagli anticorpi che ci costruiamo nel corso
della vita, impedisce ai batteri di riprodursi e di provocare
uno choc letale. In queste donne c'era qualcosa che non andava.

Su quali casi si è concentrato?

Sulle quattro donne californiane morte dopo aver preso la Ru
486. Sono le morti che sia i patologi che hanno condotto le
autopsie che la stessa Fda attribuiscono al batterio
clostridium sordellii.

Per quanto tempo li ha studiati?

Per oltre due anni.

E quali sono le sue conclusioni?

Che il mifepristone, contenuto nella pillola Ru 486, inibisce
l'azione del sistema immunitario e favorisce la diffusione di
tossine letali, catapultando alcune donne che la assumono in
uno choc tossico che le uccide.

Può spiegare come questo accade?

Il mifepristone originariamente era stato sviluppato per il
trattamento della sindrome di Cushing, o ipercorticolismo,
uno squilibrio ormonale causato da un'eccessiva presenza di
cortisone nel sangue. In un secondo tempo si è scoperto che
ha anche un effetto antiprogestinico e quindi può essere
usato come agente abortivo.

Come agisce nel corpo di una donna gravida?

In primo luogo provoca una dilatazione del collo dell'utero.
Quindi induce una ischemia delle pareti dell'utero,
riducendo il flusso sanguigno alla regione. In questo modo
manda in necrosi l'embrione. Allo stesso tempo sensibilizza
l'utero all'effetto delle prostaglandine, che vengono
somministrate in un secondo tempo per indurre le contrazioni
e l'espulsione dell'embrione.

Come si verifica dunque l'infezione batterica?

La catena di eventi che ho descritto crea un clima ideale per
la proliferazione di un batterio anaerobico come il
clostridium sordellii: il mifepristone blocca infatti i
recettori di progesterone indispensabili per mantenere il
necessario apporto di sangue all'utero gravido. Inoltre si
verifica un'emissione disordinata delle proteine rilasciate
dai globuli bianchi che provocano infiammazioni. Questo
interferisce con il meccanismo di difesa iniziale
dell'organismo contro i batteri.

E permette al clostridium sordellii di agire?

Sì. Vede, una caratteristica esclusiva del clostridium
sordellii è che secerne una tossina letale che funziona
come un enzima e che inattiva le proteine G. Queste sono
come degli interruttori che a loro volta attivano
il sistema immunitario. Quindi c'è un doppio effetto: il
mifepristone crea le condizioni ideali per la proliferazione
del batterio e interferisce con le difese del sistema
immunitario che così vengono più facilmente attaccate dal
clostridium sordellii, che a sua volta paralizza ulteriormente
le difese immunitarie. Un altro effetto di questo meccanismo è
l'indebolimento del plasma e un aumento dell'emoglobina: un
fenomeno che finora non si spiegava in donne che avevano
perso molto sangue a causa dell'aborto.

Questa serie di eventi può verificarsi anche in caso di
aborto chirurgico?

No, non questi eventi specifici. Ci sono rischi di infezione
batterica anche nell'aborto chirurgico, ma i miei dati
mostrano che sono 10 volte inferiori ai rischi connessi
all'assunzione del mifepristone. Questo è il
risultato più forte ed inequivocabile del mio studio.

E il parto, può provocare infezione da clostridium sordellii?

Solo in casi estremamente rari.

Lei ha presentato questi dati la scorsa settimana ad Atlanta,
alla giornata di studi convocata dalla Fda sul clostridium
sordellii. Come sono stati recepiti dai suoi colleghi e dai
vertici dell'agenzia?

Molto positivamente. La mia presentazione è stata seguita
con molta attenzione. Un collega, James McGregor
dell'Università di Southern California, era giunto
indipendentemente alle mie stesse conclusioni e si è anche
spinto a chiedere che la Fda ritiri dal commercio la Ru 486.

È d'accordo con quel consiglio?

Non voglio esprimermi in merito. Non ho alcuna posizione
politica nei confronti del mifepristone. Il mio compito è di
presentare alla Fda i dati scientifici che ho raccolto, il
loro di prendere decisioni in merito.

Qualcuno ha confutato i risultati della sua ricerca?

No, con mia grande sorpresa nessuno ha espresso riserve o
messo in dubbio il mio metodo o le mie conclusioni.

Si aspetta dunque che la Fda prenda in seria considerazione
i suoi dati?

Direi di sì. Credo che dovranno riaprire il caso Ru 486.

Perché crede che i rischi che lei ha identificato non siano
emersi durante il processo di approvazione della Ru 486
negli Usa nel 2000?

I test clinici su cui si è basato lo studio della Fda, che
ha portato all'approvazione del farmaco per scopi abortivi,
sono principalmente quelli condotti in Francia quasi 20 anni
fa. Ma vennero condotti in modo ben diverso da come il
farmaco viene somministrato oggi. Le pillole venivano
date esclusivamente per via orale, mentre per anni molte
cliniche le hanno date vaginalmente, e le donne che si
sottoponevano all'aborto chimico erano mantenute sotto
costante osservazione medica. Una condizione che non si
verifica oggi quando una donna americana si sottopone ad
aborto chimico.

Ha imparato qualcosa di nuovo al meeting di Atlanta?

Sì. Sono stato colpito dalla scoperta che la Fda non ha
un meccanismo per il monitoraggio degli effetti dei
farmaci sul sistema immunitario innato.

Questo la colpisce come una grave mancanza?

Beh, decisamente può provocare dei problemi, perché il sistema
immunitario innato è la prima difesa del corpo umano contro i
batteri. Forse è anche per questo che la Fda non ha scoperto
gli effetti negativi del mifepristone.

Tratto da: impegnoreferendum.it / AVVENIRE


7月12日

lobby da temere

Tempi num.28 del 06/07/2006 L'isola del tesoro esiste ed è molto gay Hanno dichiarato guerra alla famiglia tradizionale e già presidiano Washington e Bruxelles. ma soprattutto hanno scoperto come diventare ricche, ricchissime. Lobby omosessuali all'arrembaggio di Sorbi Mattia Il 31 maggio la corte d'appello di New York si è riunita per prendere in considerazione quattro casi di coppie omosessuali che si sono viste rifiutare dallo Stato la licenza matrimoniale. Se la sentenza, attesa fra pochi mesi, sarà a favore delle coppie, il matrimonio gay sarà reso legale nello Stato di New York, come lo è già nel Massachusetts e nel Vermont. La lobby gay di New York attraverso l'Empire State Pride Agenda e la Lambda Legal Defense and Education Fund si è preparata per due anni a questo caso, raddoppiando il personale e ottenendo il consenso del sindaco Michael Bloomberg e del procuratore generale Eliot Spitzer, attualmente in corsa per diventare governatore dello Stato. Nel frattempo, il 7 giugno, dopo due giorni di intenso dibattito, l'offensiva anti-famiglia ha registrato una vittoria: ottenendo solo 49 dei 67 voti necessari, il tentativo del presidente Bush di far passare in Senato l'emendamento costituzionale per definire una volta per tutte il matrimonio civile come unione tra un uomo e una donna è fallito, e per ora i singoli Stati potranno continuare a legiferare a favore delle nozze gay. La lobby omosessuale internazionale, che ha le sue roccaforti a New York, Washington D.C., San Francisco e Bruxelles, è sempre più influente e determinata al sovvertimento dell'istituto della famiglia tradizionale in favore del riconoscimento dei cosiddetti diritti riproduttivi di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (glbt). È una lobby che riceve finanziamenti sia dalle grandi corporation private americane sia dai governi e dalle istituzioni internazionali, sotto forma di donazioni a organizzazioni non governative e fondi per la lotta all'Aids. Uno tra i più influenti gruppi che appoggiano le battaglie per i cosiddetti diritti riproduttivi glbt negli Stati Uniti come in America Latina e in Europa è quello dei Catholics for a Free Choice (Cffc). Questa organizzazione, insieme con la International Lesbian and Gay Association (Ilga), lavora costantemente a Bruxelles per fare pressione sui legislatori europei affinché agiscano contro quegli Stati che non riconoscono le unioni omosessuali, cioè contro gli Stati definiti "omofobici" dalla risoluzione approvata il 22 gennaio di quest'anno dal Parlamento europeo. Negli Stati Uniti la Cffc lavora a stretto contatto con le più importanti organizzazioni omosessuali, come la Human Rights Campaign, la Ilga America, la American Civil Liberties Union (Aclu), l'America's Union Movement (Afl-Cio) e la National Gay and Lesbian Task Force. Fondato nel 1972, il gruppo Cffc dispone di un budget annuale di 900 mila dollari e conta su 8 mila iscritti. Ne è illustre esponente Daniel Maguire, docente di Teologia morale alla Marquette, prestigioso ateneo dei gesuiti a Milwakee (Wisconsin). Il professor Maguire ha scritto vari saggi in favore di aborto, eutanasia e matrimonio gay fino a quando lo Stato del Vaticano è intervenuto esortando l'università ad essere più coerente con i princìpi professati. Nomi pesanti e montagne di denaro L'organizzazione è finanziata da molte fondazioni, tra cui la rivista pornografica Playboy (attraverso la Playboy Foundation) con 10 mila dollari l'anno, la MacArthur Foundation (600 mila dollari), la fondazione della casa automobilistica Ford (1.200.000 dollari), l'Open Society Institute del finanziere George Soros (150 mila dollari annui), il Goldman Fund di San Francisco, che nel 2000 ha devoluto ben due milioni di dollari, la Turner Foundation (del Ted Turner di Cnn), che versa 60 mila dollari ogni anno come la Rockefeller Foundation. Le medesime fondazioni, poi, con l'aggiunta di Kodak, Hewlett-Packard, American Airlines, Apple, AT&T, BP, Chevron, Citigroup, Credit Suisse First Boston, Daimler Chrysler, Dell, Deutsche Bank, Ernst & Young, Estee Lauder, Intel, Ibm, J.P. Morgan Chase & Co, Johnson & Johnson, Levi Strauss & Co, Merril Lynch, MetLife, Microsoft, Nike, Pepsico, Toyota, Ubs, Xerox, finanziano per decine di migliaia di dollari la più importante organizzazione Gay con sede a Washington D.C., la Human Rights Campaign. Particolarmente attenta alla causa omosessuale è la Motorola, i cui dipendenti non possono esprimere liberamente le proprie opinioni mentre assistono a corsi promossi dalla società su come eliminare l'omofobia sul posto di lavoro. L'azienda ha inoltre dedicato al mondo glbt un'appostita sezione del proprio sito web chiamata MotoPride. Ma non è l'unica corporation a darsi da fare. La Sony, per esempio, è tra i fondatori di Mtv Gay Channel, e in più sponsorizza gli attivisti pro-nozze gay e pro-aborto della Rock for Choice, che coinvolge numerosi artisti del calibro di Pearl Jam, Soul Asylum, Red Hot Chili Peppers, Iggy Pop, R.E.M., Green Day, Cyndi Lauper, Peter Gabriel e Tracy Chapman. Il già citato multimiliardario George Soros, poi, durante l'ultima campagna presidenziale americana (2004), ha deciso di concentrare tutte le sue energie per cercare di sconfiggere Bush, colpevole di aver tradito i princìpi in cui crede l'Open Society Institute. Soros è diventato così in breve tempo il più grande donatore della storia politica americana, finanziando per oltre 25 milioni di dollari Ong che grazie alla legge 527 delle ultime elezioni americane hanno potuto ricevere fondi e finanziamenti illimitati per le proprie battaglie culturali. In particolare Soros contattò Ellen Malcom, la responsabile di Emily's List, il più grande comitato pro-choice d'America, e Steve Rosenthal dell'Afl-Cio. Insieme, Malcom e Rosenthal hanno così dato vita all'ennesimo gruppo portavoce delle istanze omosessuali, America Coming Together (Act). L'altra potente lobby di orientamento radicale e libertario finanziata generosamente da Soros nel 2004 è MoveOn.org. Nato per difendere l'operato di Bill Clinton, questo gruppo di pressione insieme all'Act ha raccolto per le presidenziali circa 75 milioni di dollari. Ma la possibilità di sovvenzionare le lobby gay che hanno assunto lo statuto di Ong è ampiamente utilizzata anche dai singoli governi, dalle amministrazioni locali e dalle Nazioni Unite, anche se a volte la foglia di fico cade lasciando scoperte nudità imbarazzanti. Come è accaduto il 19 maggio scorso, per esempio, quando l'Onu, dopo un acceso dibattito conclusosi con un voto sostanzialmente diviso, si è trovata costretta a revocare all'Ilga Europe lo stauts di Ong (concessole nel 1993) dopo che l'organizzazione si era formalmente associata con gruppi sospettati di promuovere la pedofilia, come la molto controversa North American Man-Boy Love Association (Nambla). Una vera potenza economica Ogni anno, in questo periodo, si tengono nella città di San Francisco e a New York due tra le più imponenti parate omosessuali del mondo. Decine di migliaia di persone provenienti da tutti gli Stati Uniti si raccolgono qui a ogni nuova edizione. La città di San Francisco assicura un contributo pubblico per l'evento, circa 70 mila dollari su una spesa organizzativa di circa 350 mila dollari. Il resto è coperto dai contributi dell'importante banca californiana Wells Fargo, dalla Kraft Foods, e dalla catena farmaceutica Walgreens. Molto significativo anche quanto avviene in California, dove la parlamentare democratica Nancy Pelosi è riuscita a destinare un milione e mezzo di dollari nelle casse del dipartimento di Salute pubblica di San Francisco per programmi rivolti ai malati di Hiv, fondi che in gran parte finiscono, sotto forma di contributi per attività culturali e di prevenzione, nelle casse delle organizzazioni gay come quelle che animano il quartiere Castro di San Francisco. Il Castro è un esempio di mercato immobiliare fondato sulle esigenze della comunità omosessuale, che beneficiando mediamente di stipendi medio-alti e non dovendo provvedere al mantenimento dei figli, sceglie volontariamente di ristrutturare e valorizzare aree depresse. Costituendo un mercato alternativo, la comunità omosessuale porta anche il proprio turismo e consumi specifici (basti pensare a cinema e riviste per gay). Qualcosa di analogo al quartiere Castro si è sviluppato a Washington D.C. nella zona di Dupont Circle e a New York, zona Chelsea. È proprio nel quartiere newyorchese di Chelsea che ha sede uno dei più importanti giornali gratuiti (free press) per gay, GayCity News. Ed è sempre qui il quartier generale delle organizzazioni omosessuali che hanno condotto la settimana di sensibilizzazione che quest'anno ha preceduto il Gay Pride cittadino. Oltre che dalla Human Rights Campaign e dalla storica Stonewall Foundation, il Gay Pride della Grande Mela è promosso anche dal Glbt Community Center, che riceve parte di quegli 8,5 milioni di dollari destinati alla lotta contro l'Hiv nello Stato di New York
7月10日

Si MANGIA!!!!!!!!!!!!! GRAZIE RAGAZZI!!!!

CAMPIONI
CAMPIONI
CAMPIONI
CAMPIONI DEL MONDO!!!!!!!!

 

 


7月9日

l'Italia ha fame!!! Ragazzi dateci la coppa!!!

SEMPRE E COMUNQUE FORZA ITALIA!!!!!!!!!