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26 augustus veltroni e la ricerca di Dio
25 augustus ISPETTORE COLIANDROda http://www.carlolucarelli.net/ispettorecoliandro.htm Story editor della serie è il famoso giallista Carlo Lucarelli (infatti l'Ispettore Coliandro è nato dalla penna dello scrittore bolognese ed è il protagonista di numerosi suoi gialli); interprete della serie il giovane attore Giampaolo Morelli che sarà affiancato, per ogni singolo episodio, da una diversa protagonista femminile. Al centro di questi gialli urbani, c'è la figura dell'ispettore Coliandro, un investigatore con tratti molto diversi dai tradizionali poliziotti della fiction; solitario nel suo lavoro e schivo, ma anche molto ironico ed autoironico, si trova spesso nei guai ma va sempre in fondo alle sue indagini. Il primo episodio "Il giorno del lupo", che vede accanto a Giampaolo Morelli Nicole Grimaudo, tratta del traffico di droga e della collusione tra ambienti mafiosi e giudiziari. Sceneggiatori di questo episodio sono, oltre a Lucarelli, Giampiero Rigosi e Umberto Contarello. L'episodio "In trappola", con Cecilia Dazzi protagonista femminile, è ambientato nel più grande quartiere dormitorio della periferia bolognese caratterizzato da una forte presenza della criminalità. Gli sceneggiatori sono Maurizio Matrone e Giampiero Rigosi. In "Vendetta cinese", si parla della comunità clandestina cinese di Bologna. La protagonista femminile è Jacelyn Parry Iean (un'esordiente), mentre lo sceneggiatore è lo stesso Lucarelli. Con "Magia nera", infine, conosceremo la Bologna della prostituzione e della criminalità clandestina. Morelli in questo episodio viene affiancato da Youma Diakite; gli sceneggiatori sono, ancora una volta, Giampiero Rigosi e Stefano Bises. Oltre a Giampaolo Morelli, la serie è interpretata da Veronica Logan, nel ruolo della Dottoressa Longhi, sostituto procuratore alla Questura di Bologna, ed Enrico Silvestrin, che interpreta Trombetti, braccio destro di Coliandro. "L'Ispettore Coliandro" è una produzione Rai Fiction realizzata da Tommaso Dazzi per Nauta Film. Primo episodio: IL GIORNO DEL LUPO Coliandro, un giovane poliziotto messo in punizione allo spaccio della Questura di Bologna, incontra per caso, nell'ufficio del suo amico e collega Trombetti, una ragazza, Nikita, che lo sta cercando per fargli vedere qualcosa che la inquieta. Si tratta di una grossa busta che Nikita (che fa la pony express) deve consegnare e che si è aperta, dopo aver subito un incidente in motorino, mostrando il contenuto: un floppy disk e 250.000,00 euro in contanti. Coliandro pensa sia una buona occasione per riscattarsi, tornare alla Mobile e venir via dallo spaccio. Coliandro capisce subito: si tratta di un traffico di cocaina, e... Secondo episodio: IN TRAPPOLA Durante un'operazione di polizia contro la mala del Pilastro a cui Coliandro partecipa assieme agli altri agenti della Squadra Mobile, Trombetti, durante un inseguimento nei sotterranei di un palazzo, provoca la morte di un pregiudicato. Accusato dal sostituto procuratore Longhi di non aver agito secondo le procedure corrette, viene incriminato per omicidio volontario sulla base di alcuni elementi poco chiari. Per esempio, Trombetti dice di aver sparato due colpi in aria rispondendo ad un colpo esploso contro di lui dal buio, ma di proiettili sparati dalla sua pistola ce ne sono tre: due nel soffitto e uno nel corpo di Piras, che risulta invece disarmato. Inoltre, Trombetti, prima di entrare in polizia, era stato amico di Piras, che giura di non aver più incontrato da allora nonostante ci siano testimonianze e foto che li mostrano assieme qualche giorno prima. Davanti a questi elementi Trombetti viene sospeso dal servizio e messo agli arresti domiciliari e su di lui viene aperta un'indagine. Coliandro è tormentato dal dubbio sulla colpevolezza dell'amico... Terzo episodio: VENDETTA CINESE Mentre Coliandro si reca al lavoro in macchina, ha uno strano incidente. Viene speronato da una Vespa anni '50 giudata da Ho, un bambino cinese che scappando gli lascia in mano un documento di identità da cui risulta che dovrebbe avere centocinquanta anni. Cercando di ritrovare il bambino, Coliandro inizia un'indagine che lo porta in un universo sconosciuto, il mondo misterioso e oscuro delle comunità cinesi, tra organizzazioni che riciclano documenti di persone morte e sepolte in catacombe sotterranee, gestiscono ospedali fantasma e fabbriche clandestine nel sottosuolo di Bologna. Quarto episodio: MAGIA NERA Joy, una prostituta nigeriana, viene trovata uccisa nei dintorni di Bologna. Sembra un tipico delitto maturato nell'ambiente della prostituzione clandestina, ma c'è qualcosa che non torna. Pochi giorni prima di essere uccisa, Joy aveva detto alle amiche di avere in mano qualcosa che l'avrebbe portata via da quella vita, per poi mostrarsi, all'improvviso, terrorizzata. E c'è anche un altro delitto, un ex funzionario dell'ambasciata nigeriana trovato a Bologna in un appartamento messo a soqquadro da due uomini sconosciuti che sembravano cercare qualcosa di importante. La Squadra Mobile indaga e Coliandro insiste per lavorare al caso poichè conosce il mondo della prostituzione africana. http://www.raifiction.rai.it/raifictionarticolo/0,,1981,00.html Cast artistico Coliandro: Giampaolo Morelli Trombetti: Enrico Silvestrin Dottoressa Longhi: Veronica Logan Gargiulo: Giuseppe Soleri Nikita (per "Il giorno del lupo"): Nicole Grimaudo Alessia (per "In trappola"): Cecilia Dazzi Sui (per "Vendetta cinese"): Jacelyn Parry Iean N'kiru (per "Magia nera"): Youma Diakite Cast tecnico Story editor Carlo Lucarelli Sceneggiatura Carlo Lucarelli - Giampiero Rigosi - Umberto Contarello - Maurizio Matrone - Stefano Bises Regia Manetti Bros Aiuto regia Alessandro Trapani Organizzatore Alessandro Passadore Direttore di produzione Stefania Balduini Direttore della fotografia Sebastiano De Pascalis Operatore Emanuele Chiari Fonico Marco Fiumara Scenografia Pierluigi Manetti Costumi Gaia Calderone Trucco Francesca Lodoli Montaggio Federico Maneschi Produttore Rai Doriana Caputi Una produzione Rai Fiction Realizzata da Tommaso Dazzi per Nauta Film Ufficio stampa NI.CO sas Nicoletta Strazzieri e Vittoria De Iuliis Intervista http://guide.supereva.it/provini_ed_audizioni/interventi/2004/06/161382.shtml CARLO LUCARELLI - RAIFICTION 'IL GIORNO DEL LUPO' DI CARLO LUCARELLI DIVENTA UNA SERIE TV L’AUTORE: 'SCRIVERE GIALLI, IL MIO LAVORO, IL MIO HOBBY' Sono appena terminate le riprese del tv movie "Il giorno del lupo" tratto dal romanzo di Carlo Lucarelli, e l’autore è già al lavoro per ideare altre storie che sempre Rai Fiction produrrà dando luogo a una collana di polizieschi imperniati sullo stesso protagonista di questo primo lavoro, l'ispettore Marco Coliandro. I cinque nuovi soggetti, attualmente in fase di scrittura e il cui editing è affidato alla cura di Lucarelli, sono "Febbre gialla" del medesimo autore, "Pilastro" di Rigosi e Matrone, "Operazione Zero" di Bises e De Mola, "Kiru" di Rigosi e Bises e "Luce rossa" di Simi e De Mola. Diretto dai registi Manetti Bros, i fratelli Antonio e Marco, apprezzati realizzatori di videoclip, il “Giorno del lupo”, primo film della serie destinata a Raidue, racconta una storia ricca di colpi di scena, ambientata a Bologna, nella quale l'ispettore Coliandro, interpretato da Giampaolo Morelli, ha come compagna e antagonista Nikita, una bella ragazza che fa la pony express (Nicole Grimaudo). E' una delle moltissime storie scritte da Lucarelli, autore di gialli, racconti, programmi televisivi, sceneggiature di film, testi teatrali, fumetti, soggetti per videoclip. L'ispettore Coliandro è un personaggio nuovo? «No, già esisteva. Io l'avevo creato come protagonista di un racconto che si chiamava proprio "Nikita", un racconto poliziesco all'americana, ma ambientato in Italia. Volevo farne un personaggio un po' irreale, sul tipo dell'ispettore Callaghan. Gli ho attribuito tutti i difetti della polizia italiana, ma anche tutti i pregi e ne è venuto fuori un tipo onesto, ma abbastanza pasticcione, un personaggio ironico, tutto sommato. Mi è piaciuto e ne ho fatto uno dei protagonisti di un altro romanzo, intitolato "Falange armata", e poi l'ho fatto tornare ne "Il giorno del lupo", la terza volta. E adesso diventa protagonista di una collana di sei fiction». Che tipo è, ce lo può descrivere? «E' un personaggio abbastanza forte, divertente, un po' strano, pieno di lati positivi, essendo un poliziotto che si batte per la giustizia, però contemporaneamente anche di lati negativi. Direi che è un personaggio simpatico, molto ben definito». I nuovi soggetti di che parlano? «Sono molto diversi. "Febbre gialla", è una storia sulla comunità clandestina cinese; "Pilastro" racconta del più grande quartiere dormitorio della periferia bolognese che ha la più alta densità di criminalità; "Operazione Zero" si svolge nell'ambiente sommerso delle corse e delle scommesse clandestine che prospera tra le ville della buona borghesia bolognese; il tema affrontato da "Kiru" è la Bologna della prostituzione e della criminalità di colore; infine "Luce rossa" si occupa del giro del porno e dei video amatoriali sullo sfondo di un Appennino fuori dal tempo». Oltre a Coliandro, protagonista fisso, tornerà anche la ragazza, Nikita? «No, ce ne saranno altre. Coliandro ha sempre a che fare con una ragazza, di solito un personaggio che entra in scena in circostanze sfortunate, quindi in ogni storia avrà accanto una ragazza diversa. Però sarà sempre una personalità femminile molto forte, con la quale l'ispettore avrà un rapporto conflittuale perché lei gli sarà immancabilmente contro». Nello scrivere le sue storie come si muove tra giallo, noir e poliziesco? «Penso che ormai ci sia una tale contaminazione tra le varie forme di questo genere che non c'è bisogno di scegliere. Uno segue una storia e poi questa assume le caratteristiche più giuste per essere raccontata». Lei punta tutto sulla parola: quella scritta ma anche quella parlata. I suoi testi però sono diventati cinema, televisione, radio, teatro… «Il fatto che ci siano altre forme di espressione dipende dagli altri, non è una mia scelta. E infatti, la mia storia tradotta in immagini diventa un'altra storia, diversa da come la vedevo mentre la scrivevo. Quel che è certo è che io sono uno scrittore di libri e resto uno scrittore di libri. Se dovesse venire una legge che obbliga ciascuno a fare una cosa sola, io farei il romanziere». Quando ha scoperto di essere uno scrittore? «Da ragazzino. A un certo punto un ragazzo ha voglia di raccontare una storia, ha voglia di sentirsela raccontare: questa storia non c'è, la sa soltanto lui e allora comincia a raccontarla. Questo è l'inizio, poi ognuno sceglie il suo metodo, quello che ritiene migliore. Se è un appassionato di lettura come ero io, di italiano, di parole, di libri, comincia a scriverla, come ho fatto io». E quando ha capito d'aver imboccato la strada giusta? «Quando ci ho provato avevo quattordici anni, mi ricordo, ma ho capito d'avere azzeccato la scelta della vita quando mi hanno pubblicato il primo libro, quindici anni dopo». Qual è stato il primo libro? «E' stato "Carta bianca", pubblicato nel '90 da Sellerio». Lei aveva trent'anni precisi, quel libro era un giallo? «Sì era un giallo, ambientato nel 1945, con un poliziotto per protagonista». Nel privato si comporta come un personaggio dei suoi thriller, o è completamente diverso? «In verità sono molto allegro. Poi vivo in una regione che è particolarmente ricca di occasioni di divertimento. A me piace stare con la gente, con gli amici e mangiare, bere, andare al cinema, sentire musica». Qualche hobby? «No, a parte la scrittura e tutto quello che vi sta attorno, come leggere tantissimi libri». Questo è il suo lavoro però. «E' vero, ma essendo un lavoro che mi piace moltissimo è come se fosse un hobby». Il programma "Blu notte" che lei ha realizzato per Raitre è stato accolto con grande favore. Qual è il segreto del successo? «Credo che funzioni il fatto che noi siamo molto seri e molto documentati, e penso che questo si senta. Non diciamo niente che non sia documentato e che non riferisca un'ipotesi contraria se si tratta di qualcosa non del tutto certo. Poi credo che funzioni anche la sua dimensione narrativa. Io sono uno scrittore e quindi racconto fatti veri confezionandoli con il montaggio e il taglio del romanzo. La narrativa è sempre accattivante, dà sempre delle emozioni». Da cosa trae ispirazione per le sue storie? «Soprattutto dalla realtà. Bisogna stare attenti a quello che succede e poi farsi la domanda fondamentale: che cosa accadrebbe se...» Ora cosa sta preparando? «Oltre al “Giorno del lupo” e alle successive storie della serie dell’Ispettore Coliandro ho appena cominciato a scrivere un altro libro. Mi ci vorrà un bel po' per portarlo a termine. Non so se sarà un giallo o semplicemente un romanzo tenebroso. E' ambientato in Eritrea nel 1895, la battaglia di Adua. Avevo già scritto qualcosa in passato su quelle vicende e adesso mi è piaciuta l'idea di andare a rileggere e a raccontare quel periodo coloniale ormai tanto lontano». www.giulivo.comSi, sa morto un Papa se ne fa un altro. E le emittenze televisive non fanno eccezione. Dai dati forniti dal Centro d'Ascolto dell'Informazione Radiotelevisiva, ente che dal 1994 effettua per conto del Garante per l’editoria il monitoraggio sulle campagne elettorali, emerge un quadro di presenze schiaccianti dell'Ulivo nei Tg nostrani. In buona sostanza nelle analisi per coalizione del mese di luglio 2006, se si esclude il Tg4 e in parte il Tg2, sia sulle reti Rai che sulle reti Mediaset lo spazio dedicato dalle testate al centrosinistra è di 2/3, contro 1/3 al centrodestra. Il Tg4 fa parlare gli esponenti del centrodestra per il 65,53% del tempo, contro il 32,57% dedicato agli esponenti del centrosinistra. Il Tg2 ha dedicato il 60,76% al centrosinistra e il 35,83% al centrodestra. Il Tg di La7 è la testata maggiormente sbilanciata (77,17% al centrosinistra, 22,83% al centrodestra). Perfino i TG mediaset, se si esclude il fido Emilio, riservano spazi schiaccianti alla compagine di governo. Per carita' niente di cui meravigliarsi, la pagnotta a casa bisogna portarla tutti e nel mondo della comunicazione sono pochi i bastian contrari, spesso emarginati come la peste. Questa, comunque, e' la palese dimostrazione della pretestuosita' delle lamentele di sinistra sulla par condicio e il motivo per cui non e' stato necessario per il nuovo governo fare ribaltoni di poltrone nelle testate Rai. C'e' dell'altro: la scomparsa dal video (in molti saranno felici) di Berlusconi e dei leader del Centro destra non sono motivate solo da partigianeria. Saranno le ferie, sara' che si stanno riorganizzando le forze per l'inverno, ma ultimamente sembra che ci sia un vuoto di potere. Cielo sereno prima della tempesta? 23 augustus E' SEMPRE GRANDE ITALIA AI MONDIALI DI BASKETanche il dreamteam americano ha capito che bisogna darci rispetto.
PACIFISTI.... SOLO SE NON GOVERNANO, MA LE REGOLE SONO + AGGRESSIVE IN LIBANO CHE IN IRAQ E AFGHANISTANNUOVE REGOLE di INGAGGIO (AGI) - New York, 23 ago. - I caschi blu in Libano potranno sparare per proteggersi e proteggere i civili, ma anche per far rispettare il proprio mandato. Lo stabiliscono le nuove regole di ingaggio che l'Onu ha messo a punto e illustrato in un documento di 21 pagine. Non e' comunque previsto che sia l'Unifil a disarmare la guerriglia Hezbollah nella zona cuscinetto creata nel sud del Libano. Vijay Nambiar, consigliere particolare di Kofi Annan, ha detto che le regole, illustrate ai Paesi che si sono candidati a partecipare alla missione, sono state in linea generale accettate. "Non abbiamo ricevuto alcuna particolare richiesta di cambiamento" ha detto durante una conferenza stampa a Gerusalemme, "e questo ci lascia supporre che potremo completarle a breve". Piu' in dettaglio, le nuove regole di ingaggio autorizzano l'autodifesa, ma anche "l'autodifesa preventiva" contro un'aggressione prevedibile. Ma in molti casi, se le forze Onu non sono sotto attacco, l'uso della forza deve essere autorizzato da un ufficiale alto in grado. I soldati possono sparare anche contro chiunque ostacoli i loro doveri di garantire la sicurezza; la liberta' di movimento del personale Onu e di quello umanitario e per proteggere i civili da qualunque attacco imminente. E' incluso l'uso di "forza letale" per difendere le forza armate libanesi messe sotto scorta Onu, ma solo se la minaccia e' armata. L'uso della forza deve essere comunque commisurato al livello del pericolo, ma puo' essere maggiore se necessario a ridurre al minimo in numero delle vittime tra i civili o tra il personale Onu. Il mandato stabilisce che l'Unifil assista le forze armate libanesi nel creare una zona cuscinetto libera dalle armi, ma, come ha sottrolineato il vice di Annan, Mark Malloch Brown, non si chiede ai caschi blu di portare avanti un programma di disarmo di ampia portata. Tuttavia, se i soldati dell'Onu dovessero trovarsi ad avere a che fare con piccoli gruppi che non vogliono consegnare le armi di propria volonta', sono autorizzati a usare la forza. Per far rispettare la risoluzione 1701 che stabilisce la tregua tra Hezbollah e Israele, le Nazioni Unite chiedono l'invio di 3.500 caschi blu entro il 2 settembre e di altri 9.500 entro novembre, che con i 2.000 gia' sul campo andranno a completare la forza di 15mila uomini stabilita dal Consiglio di sicurezza. PERMETTONO USO DELLA FORZA 230913 AGO 06 CL e i sinistri cuor di leoneLETTERA AL GIORNALE DEL 15 agosto 2006 Signor Direttore, come lei sa, per antica amicizia, non replico mai ad attacchi volgari e conditi di falsità. Così farò anche nel caso dell'articolo di Luigi Amicone uscito sul Giornale di domenica. Mi permetta solo di informare i suoi lettori, per il rispetto che meritano, di un particolare perché possano valutare chi è l'autore di quell'invettiva e chi è il sottoscritto. Dunque il suddetto Amicone, direttore di Tempi, a un certo punto, con la sua tipica "eleganza" mi sfida ("voglio vedere se hai le palle") a un "duello rusticano davanti al popolo del Meeting", cioè a una disputa pubblica a Rimini sulle critiche che io ho rivolto al Meeting. Ovviamente mi sono subito detto disponibile, ma il suddetto Amicone, dopo aver lanciato la sfida pubblica, su un giornale nazionale, mi ha fatto sapere in privato che no, ovviamente mai e poi mai lui può proporre al Meeting una cosa simile, né il Meeting accetterebbe un dibattito finalmente libero su questi argomenti. Naturalmente il direttore di Tempi avrebbe potuto, col suo giornale, organizzare lui, a margine del Meeting, tale dibattito, ma non ritiene evidentemente di potersi permettere i "lusso" di essere un uomo libero e nemmeno una persona seria. Con ciò il "caso Amicone" per me è chiuso, resta invece aperta la questione importante: il "problema Meeting", anzi il "caso CL". Quindi il tracimare della Compagnia delle opere sulla natura ecclesiale del movimento e la necessità di un clima di cordiale libertà al suo interno. Non c'è solo il "dialogo" con i lontani (come il ministro Bersani che si "incorona" come teologo sul palco del Meeting), ma sarebbe auspicabile anche il dialogo libero in casa propria, con i familiari. Che oggi sembra assolutamente vietato. Con i più cordiali saluti, Antonio Socci 22 augustus repubblica: domanda breve e di interesse generle
MA QUANDO TE NE VAI?!! (così la smetti di rovinare 5 anni di buon lavoro)
LA PARABOLA DEL GIOVANE BARICCO (CITATO DA CITATI)
21 augustus è tutta un'altra storia...http://www.totustuus.biz/users/altrastoria/medioevo.htm L'organizzazione sociale del medioevo, di Regine Pernoud Per capire veramente la società medievale bisogna studiare l'organizzazione della famiglia: è questa la "chiave" del Medioevo, ed è la sua caratteristica più originale. E' un'epoca in cui tutti i rapporti si rifanno al modello familiare; quelli del feudatario con il suo vassallo, o quelli dell'artigiano con il suo apprendista. La vita dei campi, la storia della nostra terra si spiega soltanto con l'ordinamento delle famiglie che vi sono vissute. L'importanza di un paese si valutava dal numero dei "focolari" e non dall'ammontare della popolazione. Nelle leggi e nei costumi, ogni disposizione è rivolta al bene della famiglia o all'interesse della casata, oppure, ampliando tale concetto di famiglia ad una cerchia più vasta, all'interesse del gruppo o della corporazione, la quale non è che una famiglia più grande, basata sul medesimo modello del nucleo familiare propriamente detto. I grandi baroni sono anzitutto dei padri di famiglia, che raccolgono intorno a sé tutti coloro ! che, per nascita, fanno parte del patrimonio feudale; le loro contese sono principalmente lotte familiari, alle quali partecipa tutta la mesnie, che essi hanno il dovere di difendere e di amministrare i vescovi spagnolihttp://primopiano.totustuus.info/ Vescovi di Spagna: la secolarizzazione nella Chiesa Non sono pochi coloro che all'ombra di un Concilio inesistente, tanto nella lettera quanto nello spirito, hanno seminato agitazione e inquietudine nel cuore di molti fedeli. All'origine della secolarizzazione vi è la perdita della fede e dell'intelligenza della fede. In questo giocano, senza dubbio, un ruolo importante alcune proposte teologiche non sufficientemente fondate relative alla confessione di fede cristologica... Gli aspetti della crisi possono riassumersi in quattro punti: concezione razionalista della fede e della rivelazione; umanesimo immanentista applicato a Gesù Cristo; interpretazione meramente sociologica della Chiesa e soggettivismo-relativismo secolarizzato nella morale cattolica... La presente istruzione pastorale si articola intorno a questi quattro punti, segnalando, a partire dalla confessione di fede di Pietro, alcuni insegnamenti che mettono in pericolo la professione di fede e la comunione ecclesiale, che causano confusione tra i fedeli e sono d! 'ostacolo allo sviluppo dell'evangelizzazione 08 augustus Benedetto XVI: La Chiesa soffre anche oggi. In essa Cristo viene sempre di nuovo schernito e colpitoLa Chiesa – ed in essa Cristo – soffre anche oggi. In essa Cristo viene sempre di nuovo schernito e colpito; sempre di nuovo si cerca di spingerlo fuori del mondo. Sempre di nuovo la piccola barca della Chiesa è squassata dal vento delle ideologie, che con le loro acque penetrano in essa e sembrano condannarla all'affondamento. E tuttavia, proprio nella Chiesa sofferente Cristo è vittorioso... Egli resta nella sua barca, nella navicella della Chiesa. Così anche nel ministero di Pietro si rivela, da una parte, la debolezza di ciò che è proprio dell'uomo, ma insieme anche la forza di Dio: proprio nella debolezza degli uomini il Signore manifesta la sua forza; dimostra che è Lui stesso a costruire, mediante uomini deboli, la sua Chiesa 07 augustus dal nuoto alla'atletica un estate a tutto sportLAURE MANAUDAOU reginetta degli europei di nuoto CAROLINA KLUFT nella sua Goteborg a caccia di successi 01 augustus aggiunte fotoSono state aggiunte 4 foto della partita di world league giocata domenica dalla nazionale di Montali. Anche x questo non li ho votati....
(AGI) - Roma, 31 lug. - "In questi due mesi non ho visto un solo reale sforzo di riduzione della spesa. E allo stesso tempo le tasse sulle imprese sono aumentate". E' un bilancio "magro", quello sui primi mesi del governo Prodi, tracciato dal leader degli industriali italiani, Luca Cordero di Montezemolo, in un'intervista al Wall Street Journal. Il numero uno di Confindustria non ha nascosto le sue perplessita'. "Il crescente disincanto all'interno della comunita' degli affari per i primi mesi di governo del premier Romano Prodi sta sollevando dubbi sul fatto che Roma sia capace di portare a termine i suoi due principali obiettivi di promuovere la crescita economica e di tagliare allo stesso tempo la spesa pubblica". Montezemolo ha richiamato il governo ai suoi impegni. |
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