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    September 28

    ottime nuove su Caterina socci

    Sono stato incerto se riferire questa cosa sul blog, ma penso possa essere utile per chiedere a tutti voi, amici miei, un aiuto particolare. Nel tardo pomeriggio del 24 settembre qualcosa è accaduto. E qualcosa di importante. Vi racconto istante per istante.

    Io e Alessandra eravamo stati alla messa che si celebra ogni giorno alla 17 nella cappellina sottostante il reparto di Caterina, dove avevamo pregato con una certa angoscia nel cuore. La messa era iniziata con questa antifona d’ingresso: “Io sono la salvezza del popolo – dice il Signore – in qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò e sarò il loro Signore per sempre”.

    Quando siamo entrati nella sua cameretta abbiamo cominciato a carezzarla e parlarle dei suoi amici e di noi e di lei e il suo respiro si è fatto sempre più intenso, il cuore ha cominciato a galoppare, gli occhi non sembravano persi nel vuoto come qualche ora prima, lei appariva molto emozionata.

    Le macchine stesse che fanno il monitoraggio del battito, della pressione sanguigna e del respiro hanno cominciato a suonare e ci siamo resi conto, con l’infermiere, che Caterina aveva riconosciuto le voci della mamma e del babbo e che capiva quello che le stavamo dicendo.

    Così – ricordando che il passo fondamentale per l’uscita dal coma si ha quando il malato esegue un gesto richiesto – abbiamo cominciato a chiederle di stringere la mano di sua mamma che le teneva la destra. Abbiamo assistito a un enorme sforzo di concentrazione di Caterina, che è diventata rossa in volto, e con un’ulteriore intensificazione del battito cardiaco e del respiro, facendo enorme fatica ha infine eseguito quello che le avevamo richiesto.

    Commossi, abbiamo esultato tantissimo, poi le abbiamo detto che era stata bravissima e di calmarsi e di lasciare e così lei ha fatto. Dopo mezzo minuto circa abbiamo riprovato – per verificare – e Caterina ha di nuovo ripetuto tutto. Così pure all’altra mano, la sinistra, che tenevo io.

    La stessa cosa è accaduta un’oretta dopo con Stefano e Maria e anche loro hanno notato dall’espressione dei suoi occhi che proprio c’era Caterina, che era presente e si sforzava con grande fatica di farci capire che ci riconosceva e ci stava capendo. Addirittura commovente è stato il momento in cui è entrata una sua amica del coro che ha cominciato a cantarle una loro canzone “Give me Jesus” (Dammi Gesù) e ogni volta che cominciava a cantare Caterina si emozionava tanto che le macchine di misurazione cominciavano a suonare.

    Abbiamo poi saputo dal medici che tutto questo si chiama “stati minimi di coscienza”, che è una cosa molto importante, ma che – per essere decisiva – dovrebbe stabilizzarsi e diventare ripetibile così da segnare l’uscita dal coma.

    Per noi è un segno emozionante che la nostra bambina c’è, è presente e vuol riemergere. Allora vi chiediamo – con le mani giunte – se potete e volete, di pregare particolarmente con questa intenzione: che la Santa Vergine non lasci che sprofondi di nuovo, ma che torni prestissimo a riemergere quella coscienza e l’aiuti a stabilizzarsi almeno in quel livello, dal quale poi possiamo aiutarla con la riabilitazione a recuperare.

    Non importa il tempo che ci vorrà a recuperare, con tutto l’amore l’aiuteremo. Ma questo passo è fondamentale. Noi continuiamo a chiedere al Signore il miracolo del risveglio e della guarigione completa subito, ma se quello che Lui vuole da noi è un lungo e paziente cammino di riabilitazione e un lungo abbraccio d’amore per arrivare alla guarigione completa, va bene. Però è necessario non fare passi indietro. Perciò abbiamo bisogno ancora una volta, come mendicanti (e ce ne scusiamo), del vostro aiuto, certi che le vostre e nostre preghiere, i vostri e nostri sacrifici, già stanno aiutando Caterina.

    In particolare voglio trascrivere qui una segnalazione di Roberto Zandomeneghi che mi ha mandato alcuni brani sull’efficacia della preghiera di Don Didimo Mantiero che don Giussani ci ha fatto conoscere. Eccoli qua:

    “Dio nella sua infinita perfezione ha quasi una debolezza: non sa resistere a chi fortemente prega”.

    “Quando pregate, vi scongiuro, fatelo con fede vivisima”…”non importa che non vediamo i frutti della nostra preghiera, Dio è con noi e ci esaudirà”

    “Il tutto fate con la più grande confidenza, come se aveste già ottenuto ciò che domandate”…”non resterete ingannati, ve lo assicuro”…”anche quando ci sembra di non essere esauditi, è allora che Dio ci sta preparando i più grandi favori”

    (Citando San Giovanni): “Dinanzi a Lui è questa la sicurezza che noi abbiamo: qualunque cosa gli chiediamo conforme alla volontà Sua egli ci esaudisce. E se sappiamo che ci concede qualunque cosa gli domandiamo, sappiamo di avere già da lui quanto abbiamo richiesto”

    E inoltre:

    “Gesù ci insegna a pregare fino a diventare seccatori. Come il richiesto finisce con il cedere [...] così Dio finisce per esaudire. [...] Dio cui parlate è lì e Vi ascolta. DiteGli tante cose. [...]. Non dubitate mai; una volta pregato, già ottenuto. Era così che i santi facevano miracoli”.

     ”La preghiera che scaturisce dalla fede incrollabile è la forza più grande a disposizione dell’uomo per cambiare il mondo”.

    (da La “Dieci” di Don Didimo Mantiero a cura di Ludmila Grygiel, pp. 52-56).

    Forza, amici miei !!!

    Le tante testimonianze che mi mandate dimostrano che quelle parole di don Didimo, che poi sono identiche a quelle pronunciate dalla Madonna a Medjugorje e da tanti santi, sono vere.

    Me lo dimostra per esempio questa struggente testimonianza di una madre con cui ci identifichiamo totalmente:

     

    Caro Antonio, oggi ho letto Libero e subito mi sono letteralmente inginocchiata: ho detto un rosario per Caterina e ho aspettato pregando che si facessero le ore 15 per recitare la coroncina della Divina Misericordia per lei, nell’ora in cui la Divina Misericordia ama di più essere contemplata.

    Credo fermamente che non sia “magia”, ma richiesta di miracolo e compassione al nostro Dio misericordioso  e alla nostra Madre, che è Consolatrice degli afflitti e Speranza di chi dispera. Anche io ho tre figli dell’età della tua e nel 1999 ho avuto in fin di vita la mia piccola…, ora ventenne. finita in rianimazione intubata per una conseguenza di una brutta influenza.

    Quando ha avuto un arresto cardiaco e un blocco renale e i dottori hanno comunicato a me e a mio marito che non c’era speranza, mi sono strappata letteralmente i capelli dalla testa dal dolore, poi ho cominciato a pregare e con me tutti quelli che ci conoscevano, sino in America… I suoi compagni di 5a elementare entravano in chiesa e poi in classe!

    Le ho fatto dare l’unzione del malato e ho iniziato a rendermi conto che forse il Signore la rivoleva davvero con sé. Credo di essere diventata “adulta”  nel momento che mi sono arresa e affidata totalmente a Lui e a Maria e riuscendo a dire “Sia fatta la Tua volontà” e questo l’ho detto non perché sono pazza, ma per Grazia, come se le cose vere che nella vita mi erano state dette, fossero ritornate a galla nel mio cuore.

    Non è magia: dall’estrema unzione in poi la mia bimba ha ripreso piano piano a vivere. E’ guarita, per miracolo non ha riportato danni cerebrali nonostante la mancanza di ossigeno (pensa che ancora porta le cicatrici sulla carne di dove i tessuti stavano andando in necrosi – stava veramente morendo..).

    Ora frequenta l’università e spesso, quando la guardo, penso alla nostra pochezza e a quanto siamo “dimentichi” della Misericordia nelle nostre giornate. Continuerò a pregare in ginocchio Maria e Gesù per Caterina e per te e tua moglie. Vicina nella fede.  

     

    Ed ecco un’altra bellissima testimonianza, di un’altra mamma:

     

     Carissimo Antonio,

    purtroppo ho saputo solo oggi, da Radio Maria, di Caterina. Ho provato tanta compassione e dolore. Ho pensato a quando,  due anni fa, io e mio marito eravamo nella stessa situazione.

    Il nostro figlio, allora di 18 anni, era ricoverato in rianimazione, dopo un terribile schianto con lo scooter. Era in coma, con il dente dell’epistrofeo rotto (fa parte della prima vertebra, quella che noi persone comuni chiamiamo ‘l’osso del collo’), un trauma cranico frontale, la mandibola divisa in due, una gamba rotta, oltre a tanti altri traumi in tutto il corpo.

    Per lui non c’erano speranze: era praticamente morto, ma se fosse sopravvissuto per lui ci sarebbe stata una paralisi totale ed il respiratore. Quella notte è stata l’inferno, ma grazie al Signore, la fede ha immediatamente illuminato la disperazione. Ho affidato al Padre, per mezzo della Madonna, Suo figlio.

    Gli ho detto che è una sua creatura, che Lui ha dato a noi per crescerlo e curarlo. L’ho ringraziato per aver avuto in dono questo Suo figlio. Gli ho detto che per me, prima di tutto, veniva la Sua volontà: se il Padre avesse voluto portarlo in Cielo, chiedevo per noi il dono della Fede, per poter continuare a vivere e per crescere l’altra nostra bambina.

    C’è stata una enorme catena di preghiera che ha avvolto tutto il mondo, proprio quasi come sta avvenendo per Caterina. Gli amici stazionavano fuori dalla Rianimazione giorno e notte: a noi il compito di trasmettere loro la fiducia nel Padre che ci ama e ci salva.

    Eravamo sempre sorridenti e fiduciosi nella disperazione: grazie a Dio abbiamo vissuto questa grazia enorme. Ci siamo sentiti amati, accolti e curati da tanti Buoni Samaritani! Io sentivo Maria e Gesù sempre di fianco a me, come non mai: la loro Presenza è stata fonte di gioia nel buio di quelle giornate.

    Ai medici disperati io rispondevo con una totale fiducia nel loro lavoro, li incoraggiavo dicendo che stavo pregando per loro, per le loro mani, perché il Signore li guidasse nel far rivivere nostro figlio.

    Non voglio dilungarmi: potrei stare qui ore a parlare!

    Nostro figlio è stato operato, il neurochirurgo gli ha messo una vite di alcuni cm nel collo, il maxillofacciale gli ha sistemato la mandibola, il cervello appare alle lastre con tutti i danni subiti… ma LUI E’ PERFETTAMENTE GUARITO!!! Dopo soli due mesi dall’incidente è stato dimesso anche dalla Riabilitazione Intensiva, anche se pensavano che sarebbe stato un periodo lunghissimo.

    E’ perfettamente normale in tutto e per tutto, e bellissimo come prima!!!!!

    Mentre era ancora in coma, avevo mandato tramite una conoscente che stava venendo a Firenze per un incontro con Marjia, una sua foto, che è stata benedetta dalla Madonna durante l’apparizione, insieme alla foto della ragazza che era nella sua stanza, in coma stazionario, per cui non c’erano speranze di ripresa essendo ormai così da oltre due mesi. I genitori della ragazza avevano perso le speranze e la fede… Ebbene, il mattino presto, dopo l’apparizione, mentre ero lì a vegliare, la ragazza si è svegliata e mi ha parlato!!!!  Ora anche lei sta bene!

    Antonio, non so perché ho sentito subito di doverti scrivere, così, di getto, senza pensarci troppo… forse perché ho provato il dolore indescrivibile tuo e di tua moglie, ho provato cosa significa dire “Signore, eccomi, prendi me!”. Forse perché desidero trasmettervi quanto è stata importante per me la certezza dell’amore del Signore, sempre.

    Prego anche io per Caterina ogni momento, perché il Signore, Dio della vita, sia glorificato per tutto ciò che compie. Con tanto affetto e commozione,…

     

    Ringrazio dal profondo dell’anima chi mi manda queste testimonianze così confortanti e tutti voi per quello avete fatto e per quello che vorrete e potrete fare per aiutarmi a ottenere dalla Madonna la grazia per Caterina. Certi che Lei, Salus infirmorum, che ha fatto accadere quel segno il giorno dopo la Sua visita, alla stessa ora, ascolta, protegge e soccorre i suoi figli!

     

    Antonio Socci

    September 25

    pane quotidiano

    Durante l’estate il Signore mi ha dato l’occasione di partecipare a tre iniziative dedicate ai seminaristi; l’argomento trattato in tutti e tre gli incontri era, a grandi linee, la cura pastorale dei giovani. Devo dire che ho visto seminaristi entusiasti, desiderosi di fare, pieni di speranza e questa sensazione mi ha dato tanta gioia. Ho sentito in molti di loro una grande ansia per i ragazzi che si sono allontanati dalla Chiesa e una grande tenerezza per quelli che gratuitamente, settimanalmente, si spendono nella comunità cristiana.
    In più di un’occasione si è parlato della preghiera dei giovani, in particolare della preghiera quotidiana.
    In questi ultimi anni mi sembra che sia cresciuto nel mondo giovanile il desiderio di pregare. E’ facile, visitando una diocesi o una parrocchia, trovare veglie preghiera per giovani: Adorazione eucaristica, “lectio divina” con la Parola di Dio, preghiere con i canoni di Taizé o con altre sensibilità spirituali. Spesso sono i vescovi stessi a guidare questi momenti di preghiera con i giovani.
    In genere queste veglie sono ben curate, ricche di segni e di canti che aiutano la partecipazione.
    Pregare insieme con altri, ogni tanto, è relativamente facile; diversa è l’esperienza della preghiera quotidiana, quella del “giorno dopo la veglia”. Guardando me stesso, immagino che, anche per i giovani, la preghiera quotidiana non sia semplice e non sempre noi sacerdoti siamo maestri di quotidianità. I ritmi frenetici della scuola, dell’università, del lavoro, della vita, certamente non aiutano; porto in me un’espressione di Benedetto XVI: “chi non prega muore”; Sant’Agostino ci ricorda che “chi impara a pregare, impara a vivere”.
    In questo periodo della mia vita inizio la giornata dialogando con Dio Padre con parole del tipo: “Signore, sono certo che tu mi ami e che la tua volontà è la mia gioia; cosa vuoi da me oggi, cosa vuoi dirmi?” Quando riesco a fare silenzio e sono umile, disponibile allo Spirito Santo, raramente questa domanda rimane senza risposta; nella Parola di Dio del giorno trovo sempre indicazioni illuminanti. Ogni giorno chiedo aiuto alla Madonna, agli Angeli custodi, a San Nicolò, ai miei cari defunti; quando ricorre nel giorno la festa di un santo sempre mi rivolgo a lui; a questi amici che sono in cielo affido la mia famiglia, le persone a me care, coloro che soffrono, i malati, i problemi sociali, le questioni politiche, la pace, le persone particolarmente insidiate dal diavolo, il mondo intero.
    Pensare al Paradiso mi aiuta ad offrire le sofferenze del tempo presente che sono ben poca cosa rispetto alle gioie future che mi attendono. A metà giornata faccio un breve esame di coscienza per ripercorrere la presenza del Signore nella mia vita; lodo, ringrazio, chiedo perdono anche in modo semplice. Per me, ma credo lo sia per tutti, giovani e adulti, preti e laici, è indispensabile fermarmi un po’, quotidianamente, con Gesù… e quando possibile riceverlo nell’Eucarestia ogni giorno. Non c’è dono più grande di questo.

    don Nicolò Anselmi

    September 24

    Sacerdozio comune dei fedeli

    Quesito

    Caro Padre Angelo,
    può spiegarmi in che cosa consiste il sacerdozio comune dei fedeli e in che cosa si differenzia dall'Ordine sacro
    Che Dio La benedica
    Michele

    ----------====================----------

    Risposta del sacerdote

    Caro Michele,
    1. il sacerdote presso i pagani era colui che faceva da intermediario tra Dio e gli uomini: portava a Dio il culto degli uomini e attirava sugli uomini la benevolenza di Dio.

    2. Una grande novità introdotta dal cristianesimo riguarda proprio il sacerdozio.
    Per rivolgersi a Dio e dargli culto non è necessario ricorrere al tempio, cercare il sacerdote che offra sacrifici al posto degli altri perché Dio abita in ogni uomo come in un tempio.
    Gesù ha detto: “Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità” (Gv 4,23-24).

    3. In Cristo, sommo ed eterno sacerdote, ogni battezzato diventa sacerdote, attraverso la consacrazione compiuta dal carattere battesimale (Lumen gentium 11).
    Questo carattere eterno e soprannaturale mette in grado di celebrare il culto della nuova Alleanza non solo con atti espliciti, ma anche, al pari di Cristo, con tutta la propria vita, trasformata in sacrificio vivente a Dio gradito.
    Questo è qualcosa del tutto nuovo rispetto alle altre religioni, dove i confini del culto e della vita profana sono ben delimitati. S. Paolo esorta a offrire i propri corpi, e cioè le proprie azioni, come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio. E soggiunge: “È questo il vostro culto spirituale” (Rm 12,1).

    4. Il sacerdozio ministeriale è su un altro piano, perché conforma a Cristo Capo e buon pastore, permette di agire in persona Christi e conferisce alcuni poteri divini e soprannaturali, come quello di rimettere i peccati e celebrare l’eucaristia, insegnare autorevolmente all’interno della Chiesa e di governare il popolo cristiano in ordine alla salvezza.
    Per questo il prete all’interno del popolo cristiano è l’immagine viva di Gesù Capo e buon pastore.

    5. Il sacerdozio comune viene dato nel Battesimo.
    Il sacerdozio ministeriale viene dato nei primi due gradi dell’ordine sacro (episcopato e presbiterato).

    Che il Signore benedica anche te, caro Michele.
    E per questo ti assicuro un ricordo nella preghiera e in suo nome ti benedico.
    Padre Angelo

    Fonte: http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1311
    September 22

    dal corsera di oggi BELLISSIMO

    Un gesto semplice e una cattiva lezione

    « I bambini sono troppo piccoli e non capiscono». «La circolare è arrivata in ritardo». «Senza un’adeguata riflessione sarebbe solo retorica». «Le missioni di pace si fanno con i medici, non con i soldati…».

    C’è sempre un motivo, tutt’altro che buono, per evitare un gesto semplice ma importante. Quasi tutte le scuole d’Italia ieri mattina si sono fermate per un minuto di silenzio, in memoria dei sei soldati caduti a Kabul. Ma altri presidi si sono rifiutati di accogliere la disposizione del ministro.

    Quando la settimana scorsa Mariastella Gelmini ha denunciato, in un’intervista al Corriere , la persistenza di aree di militanza politica nella scuola, si sono levate contro di lei molte critiche. Ora appare chiaro che il ministro non aveva torto; e bene ha fatto a chiedere scusa alle famiglie dei caduti, anche a nome di coloro che hanno negato quel minimo segno di dolore e rispetto.

    Resta l’amarezza per una scuola che (sia pure con molte eccezioni) riesce a trasformare anche un’occasione di unità nazionale in un punto di divisione; e soprattutto si ostina a leggere qualsiasi vicenda attraverso le lenti della politica, peggio ancora dell’ideologia.

    Tra le varie giustificazioni, colpisce quella della direttrice di una scuola romana: ogni caduto sul lavoro, non soltanto i militari, dovrebbe essere commemorato.

    L’obiezione è sottile, perché incrocia un’attitudine dell’opinione pubblica: mai come questa volta l’Italia ha reagito al lutto come un Paese normale, piuttosto che come un Paese emotivo. Ma proprio questa «normalità» implica che il rimpianto e la gratitudine per i soldati, uccisi in una missione di pace che conducevano in nome e per conto di tutti noi, unisca anziché dividere. Mentre quasi l’intero Paese si fermava, mentre in qualche aula si faceva come se nulla fosse accaduto, nella basilica di San Paolo fuori le Mura i familiari si congedavano dai loro cari senza strepiti, senza invettive contro lo Stato e i suoi rappresentanti, ma con un dolore silenzioso. Quel dolore è stato — anche per i bambini e i ragazzi rimasti, senza loro colpa, seduti nei banchi — la migliore delle lezioni; e anche i piccoli l’hanno capita benissimo.

    Aldo Cazzullo
    22 settembre 2009

    September 21

    alcool?

    Questa estate, con un piccolo gruppo di giovani, abbiamo fatto un viaggio “on the road” in Danimarca e Svezia: macchina, tenda, zimmer e ostelli (NB: la vita nei paesi fuori dalla zona Euro è costosissima! Attenzione).
    Una domenica era in programma la visita del centro di Copenhagen e la partecipazione alla S. Messa nella Cattedrale cattolica.
    La zona pedonale di Copenhagen ci ha accolto invasa da lattine di birra vuote, bottiglie rotte, laghi di vomito; erano tracce degli “after hour” del sabato sera. Passeggiando stupiti abbiamo incontrato, seduti sugli scalini alla base di una serranda metallica “graffittata”, tre giovani: uno dormiva, probabilmente ubriaco, mentre una giovane con i capelli lunghi biondi singhiozzava, abbracciata dall’amica seduta al suo fianco nel tentativo di consolarla. Una scena triste, probabilmente frequente anche in Italia, nelle nostre città; ubriacarsi il venerdì o il sabato sera è quasi una moda, per molti giovani un’abitudine.
    Un catechismo di alcuni anni fa diceva che il cammino di Fede spesso inizia con le domande di senso: chi sono? Da dove vengo? Dove vado; oggi preferirei rivolgere ad un giovane abituato allo sballo una domanda più legata al presente “sei felice vivendo così?”.
    Negli ultimi mesi si è parlato molto di provvedimenti restrittivi circa l’uso dell’alcool ed ogni fine settimana preghiamo per decine di ragazzi morti spesso a causa di guida in stato di ebrezza. I “rave party” estivi anche quest’anno ci hanno fatto piangere; la morte di Nunzio a Segrate e di altri giovani in Molise e a Lecce ci hanno svuotato.
    Un aspetto di cui si parla poco a proposito dell’alcool è quello dei danni permanenti. Se i ragazzi sapessero che certe sostanze rendono la persona, in modo permanente, un po’ più lenta, meno brillante, forse qualcuno ci penserebbe due volte ad abbracciare un certo stile di vita.
    Durante una discussione in classe sulla questione giovani ed alcool, un mio alunno mi fece notare, in modo chiaramente provocatorio, che lui, pur ubriacandosi e fumando “cannabis” aveva la sufficienza in tutte le materie ed anche qualche 7 e 8; risposi che, probabilmente, se avesse fatto a meno di certe sostanze i 6 sarebbero stati dei 7 e gli 8 sarebbero diventati dei 9.
    Dio Padre, come ogni papà, ha in mente un sogno di felicità per tutti i suoi figli, una vita bella e santa. Dio è giusto, e quindi deve essere possibile per tutti, in qualunque situazione si trovi, vivere una vita bella e santa.
    Per ogni giovane, credente o no, c’è un modo di vivere bello, ispirato al dono, alla gratuità, all’amore, al servizio.
    Ho visto tanti giovani con gli occhi umidi per piccoli e grandi gesti d’amore donati o ricevuti da un disabile, un bambino, un malato, un anziano, un povero, alla fine di un campo scuola con i ragazzi; erano lacrime di gioia, ben diverse da quelle della ragazza di Copenhagen e dei familiari di Nunzio.

    don Nicolò Anselmi

    September 20

    ecco perchè è GIUSTO essere in Iraq e Afghanistan

     
    September 19

    aggiornamento di Antonio Socci sulle condizioni della figlia (SI RICHIEDONO PREGHIERE)

    Cari amici, fratelli miei,

    i prossimi giorni per Caterina saranno quelli cruciali: la verifica neurologica ci darà qualche risposta che potrebbe essere terribile sull’esito del coma. Per questo vi prego in ginocchio di intensificare il vostro aiuto di preghiera…

    Intanto voglio confidarvi una cosa. Stamani sono andato alla S.S. Annunziata. Forse qualcuno di voi sa perché… Nel settembre 2004, quando ho accompagnato a Firenze Caterina diciannovenne a fare l’esame di ammissione ad Architettura, accadde…. Beh, trascrivo qui sotto l’articolo che scrissi sul “Foglio” su quel giorno per me struggente …

    .. ieri è accaduto un evento insignificante per voi, ma non per me. Mia figlia primogenita fu una bambina riccioluta, oggi diciannovenne è una scura bellezza da profetessa biblica, una voce superba quando – al pianoforte – canta “Bring me to life” degli Evanescence o, a due voci con sua sorella, “Nothing else matters” dei Metallica. Ieri mattina l’ho accompagnata a Firenze dove inizia l’università e dove quindi vivrà.

    E mentre correvamo sul crinale delle colline di San Donato, la dolce valle di San Gimignano ai nostri piedi, pensavo: “ma quando e come e perché sei cresciuta così? Eri piccola ieri e stamani ti sei alzata e sei una principessa.

    E’ un imbroglio! Non mi hai dato il tempo neanche di trattenerti, di fermare il tempo come un Faust innamorato e incatenarti alla tua adolescenza. Neanche mi sono accorto che diventavi grande, bestia che sono”.

    Ecco, ho pensato: l’ho già persa. Sì, tornerà a casa (anche spesso, spero), ma ha la sua vita, soprattutto ha il suo destino e non sono io, non è casa mia. Dice mia moglie: “che pizza che sei! Mica è morto nessuno. E poi Firenze è dietro l’angolo”.

    Non è vero, non è questione di chilometri: la vita se ne va. Ogni giorno tutto se ne va. Anche se non ce lo diciamo: “Ma chi ci ha rigirati così/ che qualsia quel che facciamo/ è sempre come fossimo nell’atto di partire? Come/ colui che sull’ultimo colle che gli prospetta per una volta ancora/ tutta la sua valle, si volta, si ferma, indugia,/ così viviamo per dir sempre addio” (Rilke).

    C’est la vie. E, nella malinconia, lo struggimento dei quarantenni, quello che Péguy definiva “il loro segreto”: desiderare la felicità dei figli e sperare che l’impossibile per loro avvenga. Così arrivo a Firenze: i viali, via Capponi, di colpo una quantità di ricordi che si affastellano fra quelle strade. Le avventure e le facce dei tanti amici dei miei 20 anni che tutte assieme stanno sotto il nome “Comunione e liberazione”.

    Ad aspettare Caterina ci sono altre facce giovani che accolgono le matricole organizzando per loro dei preziosi precorsi per i test di ammissione. Altre facce, ma la stessa storia, lo stesso timbro umano, la stessa cordialità, lo stesso nome e la stessa avventura. Quando chiedo a mia figlia se è persuasa, lei mi risponde con una disarmante felicità.

    Io che sto fuori dall’ “organizzazione” e tiro sassi alle finestre credo che siano la meglio gioventù.

    Giro l’angolo e mi trovo in piazza della Santissima Annunziata. Vado ad “affidare” mia figlia e il suo destino alla Regina del cielo: che la tenga lei sotto il suo mantello. Mi accorgo solo allora che quei ragazzi sono la sua risposta, sono come il concretissimo lembo del mantello di Maria, il suo abbraccio materno che raggiunge mia figlia. La sua tenerezza.

    Poi mi colpisce una coincidenza. Esco dalla SS Annunziata e mi trovo davanti l’immensa cupola del Brunelleschi che – secondo Irving Lavin – rappresenta il grembo di Maria gravido di Dio: “nel ventre tuo si raccese l’Amore…”. Poi mi volto ancora e trovo San Marco, il convento domenicano dove è vissuto La Pira che faceva uno strano sillogismo: “Firenze è il centro del mondo, San Marco è il cuore di Firenze e il cuore di san Marco è l’Annunciazione del Beato Angelico. Dunque l’Annunciazione è il cuore del mondo”.

    Insomma dovunque la gloriosa bellezza di Firenze mi parla di Colui che sta per arrivare e di Colei che lo porta in grembo. Non di un passato …gli amici di mia figlia sono sedotti da Qualcuno che è già tra loro come “il più bello tra i figli dell’uomo”. Vuoi vedere la faccia di un cristiano?

    Sta in un altro verso di Rilke: “Così sempre distratto d’attesa,/ come se tutto t’annunciasse un’amata”.

    Mentre ci penso, lunedì mattina, mi arriva un sms di padre Tiboni, missionario (ciellino) in Uganda, che dice: “oggi è san Giovanni Battista. Come lui il nostro unico lavoro è testimoniare la presenza di Cristo”. Coincidenza. San Giovanni è il protettore di Firenze: riconobbe Colui che stava arrivando fin dal seno di sua madre. Gli bastò sentire la voce di Maria che lo portava in sé. Era Lui “il mondo nuovo che sta iniziando” (Agostino). E Giovanni se ne accorse.

    Vi sembra una piccola cosa quella che ho visto ieri, in poche facce di giovani fiorentini? Beh, tutto cominciò a Nazaret, un borgo sperduto, in un povero tugurio abitato da una sconosciuta fanciulla…

    Questo scrivevo in quel settembre 2004… Ora capite perché stamani sono andato alla S.S. Annunziata e in lacrime le ho chiesto di ridarmi la nostra principessa guarita… L’avevo affidata alle Sue mani di Madre, al Suo mantello…

    So che Lei non abbandona mai i suoi figli, ma so che in questo momento, per qualche misterioso motivo, devo implorare con tutte le mie forze e con tutti i miei amici il Suo soccorso…

    Un ultimo dettaglio. La Chiesa della S.S. Annunziata è quella dove ogni anno Caterina, con il coro degli universitari di Comunione e Liberazione, faceva il concerto di canti per le tende di Natale dell’Avsi. Sono venuta a sentirla anche lo scorso Natale. Lei andava pazza per il canto e per il coro e ci teneva tantissimo che andassi a sentirla. Ha una voce bellissima.

    Anno scorso ha cantato da solista, durante la Via Crucis di Cl la laude “Voi ch’amate lo Criatore”, che è il pianto di Maria sul Figlio morto… Ha cmmosso tutti per la sua intensità. Io ho implorato la Vergine Santa di far risuonare ancora a lungo il canto di Caterina che dà voce al suo pianto di Madre…

    Infine ricordavo in particolare un canto che Cate interpretava da solista all’ultimo concerto. E’ un canto bellissimo, spagnolo, che cantato da lei incantava tutti… Io non conoscevo la sua traduzione. Oggi, con mia moglie, per caso l’abbiamo letta e siamo scoppiati in lacrime. Eccola:

    “Riu riu chiu, canta l’allodola: Dio protesse dal lupo la nostra agnellina; il lupo rabbioso la volle sbranare, ma Dio onnipotente la seppe difendere….”

    Ho come la sensazione che quel lupo rabbioso (che è il Nemico di Dio) avesse un conto aperto con me e mi abbia voluto annientare colpendo Caterina, il mio stesso cuore. Signore Gesù, tu che sei buono e puoi tutto, ti imploro, difendila tu la mia fanciulla, manda Tua Madre a guarirla, pronuncia ancora una volta per la mia Caterina, il tuo “Talita Kum”, “agnellino, alzati!”…

    Antonio Socci
    September 18

    i segreti dell'ultimo libro di D.Brawn

    di Massimo Introvigne ("Avvenire", 17 settembre 2009, p. 30)

    Robert Langdon, il professore di simbologia che novanta milioni di lettori del Codice da Vinci conoscono, arriva al Campidoglio di Washington invitato dal suo vecchio amico Peter Solomon, un massone d’alto bordo, a tenere un discorso. Ma quando – all’inizio del nuovo romanzo di Dan Brown The Lost Symbol (Il simbolo perduto) – entra nell’edificio, Langdon scopre che in realtà l’invito è falso, e fa una macabra scoperta: trova una mano tagliata, quella di Solomon, su cui sono incisi tatuaggi massonici. La mano punta verso un dipinto del 1865, che raffigura il primo presidente degli Stati Uniti, George Washington (1732-1799), nelle vesti di un dio pagano. Il cattivo che ha teso la trappola a Langdon (la cui vera identità scopriremo soltanto a fine romanzo) si fa chiamare Mal’akh, “Angelo”, ha il corpo coperto di tatuaggi come un’opera d’arte ed è alla ricerca di una piramide massonica nascosta da qualche parte sotto Washington con mirabolanti poteri. Con l’aiuto (e presto, al solito, l’amore) della bella sorella di Solomon, Katherine, che studia la miracolosa scienza della noetica, Langdon completa un percorso a ostacoli tra i misteri del rito scozzese della massoneria, alchimisti, rabbini e agenti della CIA, sconfigge i cattivi e salva gli Stati Uniti da trame pericolosissime.

    Un colpo al cerchio e uno alla botte: dopo essersela preso con la Chiesa nel Codice da Vinci stavolta Brown se la prende con la massoneria? Non è proprio così. Certo, Brown è sempre Brown, uno scrittore che nessuno ha mai accusato di fare serie ricerche storiche prima di scrivere i suoi libri. Pertanto in tema di rito scozzese, piramidi, cerimonie massoniche, architetture e urbanistica di Washington che sarebbero una mappa predisposta dalla massoneria, per non parlare delle strabilianti pretese New Age della noetica, lo specialista trova senza difficoltà le consuete sciocchezze. Pierre Charles L’Enfant (1754-1852), che disegna il Plan of the City of Washington nel 1791-1792 non è massone, e si conforma a indicazioni del governo che riceve non dal massone George Washington, ma dal non massone Thomas Jefferson (1743-1826). La leggenda è nata negli Stati Uniti ma è diventata patrimonio comune di chi legge certi libri con un testo del 1989 di Michael Baigent e Richard Leigh, due degli autori inglesi de Il Santo Graal cui Dan Brown aveva già abbondantemente attinto per le teorie sui Merovingi e sulla Maddalena del Codice da Vinci. E molte storie a fosche tinte sul rito scozzese della massoneria e sul suo dirigente ottocentesco Albert Pike (1809-1891) sono state inventate nel corso di polemiche del XIX secolo, o peggio provengono dalla fucina francese di Léo Taxil (1854-1907), un massone impostore che si finse convertito al cattolicesimo e propose incredibili rivelazioni su riti macabri e apparizioni del Diavolo in loggia, prima di confessare pubblicamente l’inganno nel 1897.

    E tuttavia mentre Il Codice da Vinci era un libro anticattolico e anticristiano, The Lost Symbol non è un libro antimassonico. Certamente i massoni lamenteranno qualche imprecisione e esagerazione. Ma qui la massoneria – a differenza dell’Opus Dei nel Codice da Vinci o della Chiesa nemica della scienza nel romanzo Angeli e Demoni (molto più virulento del film, che ha notevolmente attenuato i toni) – non è “il cattivo”. Mentre sparare sulla Chiesa è considerato, negli ambienti che frequenta Dan Brown, politicamente corretto, si ha la sensazione che quando deve trattare della massoneria lo scrittore proceda con cautela e scriva dopo avere infilato la mano in un bel guanto di velluto. Brown, così, scherza coi santi e lascia stare i fanti.

    Eppure a ben guardare una tesi ideologica nel nuovo libro c’è. Avrebbe fatto più rumore se Brown ce l’avesse fatta, come voleva, a finire il libro durante il regno di Bush. La figura del presidente convertito al protestantesimo born again e conservatore, infatti conferiva vivacità a un dibattito storiografico che dura da almeno cento anni e che contrappone due narrative a proposito delle origini degli Stati Uniti. Per la prima i padri fondatori degli Stati Uniti – anche se non erano tutti né esempi di comportamento morale né cristiani di buona dottrina – misero al centro dell’esperimento americano valori condivisi il cui fondamento era almeno genericamente cristiano. Per la seconda, il sottofondo comune che univa i padri fondatori non era invece il cristianesimo ma il deismo tipico della massoneria, utilizzato come lieve vernice filosofica per coprire temi gnostici, esoterici e ultimamente naturalistici e neo-pagani.

    Il dibattito appassiona perché ha una portata culturale e politica. Se i padri fondatori, senza troppo dirlo, volevano fondare l’esperimento americano su una sorta di naturalismo neo-pagano, gnostico, “massonico” nel senso di questo termine corrente oggi (ma si dimentica che la massoneria americana del Settecento non era quella europea del XIX secolo o di oggi), allora le pretese – care a Bush – di presentare gli Stati Uniti come una Christian nation con una missione religiosa da compiere crollano come un castello di carte. E – aggiungono i seguaci della seconda narrativa – chi propone il relativismo morale, l’aborto, il matrimonio omosessuale è più vicino allo spirito pagano e gnostico dei padri fondatori di Bush o dei vescovi cattolici.

    Per questa seconda narrativa scende in campo Brown. Per lo scrittore il fondo gnostico-massonico dell’ethos americano è un fatto positivo: naturalmente, per tanti anti-americani lo stesso fondo esiste ma è un dato negativo che conferma come degli Stati Uniti i cristiani facciano bene a non fidarsi.
    Il dibattito, naturalmente, non si risolve con i romanzi, ed è diventato meno vivace con Obama, per cui la retorica della Christian nation non è così importante come per Bush. Ma la rozza presentazione di Brown è storicamente infondata. Benedetto XVI, visitando nel 2008 gli Stati Uniti, ha definito l’esperimento dei padri fondatori americani “un modello fondamentale e positivo”. Sul prato della Casa Bianca il Papa ha affermato che “sin dagli albori della Repubblica la ricerca di libertà dell’America è stata guidata dal convincimento che i principi che governano la vita politica e sociale sono intimamente collegati con un ordine morale, basato sulla signoria di Dio Creatore. Gli estensori dei documenti costitutivi di questa Nazione si basarono su tale convinzione”. I diritti della Costituzione americana sono insieme “fondati sulla legge di natura e sul Dio di questa natura”: il Dio, ha precisato Benedetto XVI, della “fede biblica”. È giusto che gli storici continuino a dibattere. Ma il Papa in America ha svelato il gioco di chi presenta maliziosamente le origini degli Stati Uniti come soltanto massoniche per legittimare un’emarginazione del cristianesimo dalla vita politica di oggi. A questo gioco possono contribuire anche i romanzi. E Dan Brown, quando passa il treno di una cattiva causa, non manca mai di salire a bordo.


    September 17

    commovente e spledida lettera di Antonio Socci sulla situazione di salute della figlia

    17 settembre 2009 /
    Amici carissimi,

    mi arrivano centinaia di mail ogni giorno a cui, come potrete capire, faccio fatica a rispondere, travolti come siamo dalla vicenda della nostra dolce Principessa. Posso aprire la posta solo raramente e a notte fonda.

    Quindi mi scuso con tutti coloro a cui non potrò rispondere e soprattutto ringrazio dal profondo del cuore per le tantissime preghiere che un popolo intero, in Italia e nel mondo , nei posti più lontani, in queste ore sta alzando al Cielo. E’ un popolo bellissimo e davvero commovente.

    Ne abbiamo immenso bisogno perché in queste ore Caterina è stabile, sul piano fisico generale, ma in una situazione drammatica e delicatissima dal punto di vista neurologico.

    Dobbiamo pregare ardentemente perché riesca a svegliarsi e possa tornare fra noi senza avere gravi danni cerebrali. Vi imploro ancora di pregare con noi per questo, convinto che si debba fare come si ha insegnato la Madonna a Cana, lei che per prima “vinse” la volontà di suo Figlio, “forzandolo” a soccorrere quella povera gente.

    A Rue du Bac, rispondendo a santa Caterina Labouré su alcuni anelli alle sue mani che non emettevano raggi spiegò: sono le tante grazie che mio Figlio è pronto a concedervi, ma che voi non chiedete. In un’altra apparizione ha ripetuto: “il Cuore di mio Figlio si lascia commuovere”.

    Vi assicuro che lo spettacolo di fede e amore che mi stanno dando in queste ore gli amici di Caterina, sempre in preghiera lì da lei, e tantissimi di voi, contutte le vostre testimonianze, con l’amore che avete per mia figlia anche senza averla mai incotrata, commuove perfino me che sono cattivo, dunque è sicuro che commuoverà Gesù che è la Bontà.

    Del resto lui stesso ci ha insegnato a chiedere insistentemente, senza stancarci mai, senza mai perdere la fiducia perché – dice in un passo del Vangelo, parlando della “donna importuna” – se non altro per la sua insistenza verrà accontentata. E dice anche che “Il regno dei Cieli appartiene ai violenti” che ne saccheggiano i tesori: ecco noi vogliamo farGli questa dolce violenza con le nostre lacrime e le nostre preghiere, accompagnati da tutti i santi che abbiamo avuto anche la grazia di avere come amici sulla terra.

    Poi, un giorno, quando potrò, racconterò quante persone che si dicono atee o agnostiche, per tenerezza verso Caterina, in queste ore, hanno ricominciato a pregare. Ma siamo anzitutto noi, io, Alessandra, i nostri amici che in queste ore ci stiamo convertendo. Ed è una conversione veramente definitiva E per questo ancor più insistentemente chiediamo al Signore la consolazione della guarigione di Caterina.

    Amici cari, vi imploro di continuare con noi in queste implorazione continua che ci sta già cambiando e ci fa capire – perché è il Signore che ci illumina così – quanto dipendiamo totalmente dalla Sua Grazia. Totalmente.

    Vi abbraccio uno ad uno



    Antonio Socci
    September 16

    DICIAMO NO ALLA RU486!

    Facciamo sentire la nostra indignazione e chiediamo ai politici di provvedere affinché l’Agenzia del Farmaco ritiri subito il “pesticida umano” dalle vendite.
    Invitiamo a scrivere ai politici della propria circoscrizione attraverso il "sistema portalettere" di FattiSentire.net, utilizzabile all'indirizzo http://www.fattisentire.net/modules.php?name=invio_mail2 .
    Il testo della tua e-mail giungera' a tutti i deputati e senatori appartenenti a partiti nominalmente non ostili alla famiglia.
    September 15

    amici domenicani on-line

    Cari amici,

    Colgo l'occasione per segnalarvi questo interessantissimo sito internet, pieno di materiale utile, che offre tra l'altro la possibilità di scrivere ad un Sacerdote (anche privatamente) ed esporgli eventuali dubbi.

    Sito internet: http://www.amicidomenicani.it/

    Un saluto,

    A.

    ==========

    Un sacerdote risponde
    Alcune mie amiche ridendo dicono che non capiscono perché la gente chiami il sesso AMORE, o fare l'amore

    Quesito

    Salve a chiunque mi stia ascoltando, staff o meno che sia.
    Volevo esporre un problema che mi assilla da tempo, sperando in una risposta sincera da qualcuno di voi…è la prima volta che scrivo in questo sito quindi vi prego di non meravigliarvi delle mie piccole capacità…
    Il problema, proprio come quello recentemente pubblicato, riguarda il sesso prima o dopo il matrimonio.
    Non sto qui a chiedervi se vada fatto prima o dopo, ma sottolineo che sono una credente praticante di 16 anni, non posso definirmi cattolica ancora perché ho bisogno di studiare meglio quello che afferma la Chiesa e farne una ragione che possa interessarmi interiormente tanto quanto mi interessa Dio.
    Vado al sodo: giorni fa con tutti i miei amici abbiamo parlato del rapporto sessuale (tutti loro sono atei, di cui qualcuno si ritiene credente ma anticlericale): alcune mie amiche ridendo dicevano tra loro “ma io non capisco perché la gente chiama il sesso AMORE!!!! “fare l’amore”…….ma che è questa stupidaggine? Hahaha
    E ridevano…non capisco perché mi cresceva la rabbia nel cuore, vedevo che un atto come il sesso è ormai così profanato…e volevo chiedere a voi, qui…perché? Perché la sessualità è ormai vista come un gioco? Come una barzelletta? E non come qualcosa che lega all’altro ma anche a Dio? Mi fa male, tanto male, perché tra tutti i miei amici non ce n’è UNO che la pensa come me, e quindi dubito di poter trovare un partner che non pensi che la sessualità vada esercitata dopo il matrimonio in quanto atto esclusivamente d’amore…sono in un brutto periodo di crisi, sto perdendo me stessa e i miei valori sui quali ho basato un intera esistenza…chiedo umilmente un aiuto, o almeno un parere.
    Mi scuso del disturbo

    Risposta del sacerdote

    Carissima,
    1. Le tue amiche, sebbene involontariamente, hanno centrato il problema. Perché il sesso viene chiamato amore?
    Una volta si diceva: “abbiamo fatto l’amore”.
    Oggi si dice “abbiamo fatto sesso”.
    C’è una grossa differenza tra le due espressioni.

    2. Quando si dice “abbiamo fatto sesso” ci si riferisce ad un’attività genitale e basta. Il sesso viene considerato come gioco o come qualcosa che serve a scaricare una persona.
    Nel “far sesso” non solo non c’entra la finalità procreativa, ma neanche quella dell’amore.
    In simile visione la persona non interessa più. Tanto meno interessa quello che passa per la sua mente o il suo cuore.
    E così, ridotti a oggetto e a cosa, regna sovrana la promiscuità peggio che in un branco di animali, dove almeno qualche finalità viene pur raggiunta, come quella della conservazione della loro specie.

    3. A questo punto le questioni riguardanti la fedeltà negli affetti e il dono di sé non sono neanche prese in considerazione.
    Non mi meraviglio che qualcuno rivendichi il diritto di far sesso con chi vuole (omo o etero che sia), con quanti si vuole e per quanto tempo si vuole.
    Penso che quando si arriva a questo punto non sia possibile scendere ulteriormente. È la fine della società.
    Eppure quante gente la pensa così! Quanti spingono attraverso la stampa e i mezzi di comunicazione sociale in questa direzione.
    È la cosiddetta cultura della morte.

    4. Ma perché spingono in questa direzione? Che cosa c’è al fondo di tutto questo?
    C’è un comportamento sbagliato, un indirizzo di vita che li ha condotti a non comprendere più il senso della vita, e ulteriormente il senso del bene e del male.
    Non dobbiamo dimenticare questo: il comportamento sbagliato influisce sui nostri stessi criteri di giudizio.
    Soprattutto in tema di purezza o di sessualità è facile corrompere il giudizio di coscienza.
    Già il filosofo pagano Aristotele diceva che la lussuria paralizza e distrugge il giudizio di coscienza.

    5. Sarà capitato anche a te sentire di persone sposate che ad un certo punto lasciano marito o moglie con i bambini perché nel frattempo si sono innamorate di un’altra persona.
    Nessun ragionamento riesce a farli tornare indietro dal passo che stanno per fare e che lacera la vita dei figli e del coniuge abbandonato. Non c’è nessun ragionamento che tenga, nessuno. Ormai, come dice il buon senso popolare, hanno perso la testa.
    Ebbene, quello che avviene tra adulti, avviene già prima, anche all’età dei tuoi compagni.
    Non credere che le tue compagne e i tuoi compagni sia tutti santi e intemerati, sebbene abbiano solo 16 anni. Ormai sono condizionati dai loro stessi comportamenti. I loro pensieri ne sono il riflesso.
    Giovanni Paolo I, quand’era ancora patriarca di Venezia, diceva: “Cercate di agire come pensate (secondo il dover essere), altrimenti finirete di pensare come agite”.
    Per tornare ad Aristotele, questo grande filosofo pagano diceva che “in base a quello che uno è, o vive, tali sono anche i suoi ideali” (qualis unusquisque est, talis finis videtur ei).
    Gesù dice che "la bocca parla dalla pienezza del cuore" (Lc 6,45).

    6. Può darsi che a volte, soprattutto alla tua età, non si pesino le parole che escono dalla bocca. Ma negli adulti, in particolare in quelli che vengono considerati filosofi, uno parla e pensa a seconda del suo stile di vita.
    La propria condotta fa da filo conduttore della conoscenza. In genere uno pensa e giudica in base a quello che è, in base al proprio comportamento.
    Gesù dice ancora: "la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie" (Gv 3,19).
    Il motivo dunque per cui molti non riescono a conoscere la verità sta proprio nella propria condotta malvagia, sbagliata.

    7. Che fare in questa situazione?
    Abbiamo il Signore e il suo vangelo.
    Gesù dice: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12).
    La prima cosa da fare consiste nell’interrogare Lui. Perché è Lui che ci ha creati e conosce il senso della vita e delle facoltà che ci ha dato.
    Chi non lo segue, cammina nelle tenebre.
    Non fidarsi di Lui e del suo insegnamento equivale a danneggiare se stessi e ridursi ad una infelicità che per tanti versi assomiglia all’anticamera dell’inferno.
    Pertanto: interrogalo su tutto.

    8. Interroga anche la Chiesa, leggi i suoi documenti in materia ed esamina, senza pregiudizi, se quando dice nel suo magistero sia sbagliato.
    Ti accorgerai che da nessuna parte in questo mondo esiste una dottrina così sublime, così bella, così umana, così appagante in tutti i sensi.
    In particolare ti consiglio di leggere il documento del Pontificio consiglio per la famiglia Sessualità umana: verità e significato (8.12.1995). Sono passati quasi 14 anni dalla sua pubblicazione, ma conserva la sua freschezza.
    In questo documento puoi ritrovare tante belle affermazioni di Giovanni Paolo II, come ad esempio questa: che l’uomo si realizza “soltanto esistendo ‘con qualcuno’ e, ancor più profondamente, ‘per qualcuno’. È un felicità ignorata da chi riduce il corpo ad una cosa.
    Al n. 19 puoi trovare anche i convincimenti della Chiesa in tema di purezza. Dice che si tratta di una “energia spirituale che libera l’amore dall’egoismo e dall’aggressività”.

    9. Un’ultima considerazione: ti trovi sola e ti pare di essere sommersa dalla voce della massa. Ti domandi se sia possibile che nessuno, proprio nessuno abbia una visione un pò più alta della sessualità.
    Non ti scoraggiare. Il Signore ha messo te in mezzo ai tuoi compagni e alle tue amiche. Sei un dono del Signore per loro. La Sua voce, il Suo messaggio può arrivare loro anche per mezzo di te.
    A volte vediamo nel cielo cumuli di nubi, che sembrano dense di pioggia. Tuttavia in mezzo a loro riesce ad infiltrarsi un raggio di sole e questo spesso è un buon segno, sta a dire che forse le nuvole stesse stanno per dissolversi.
    Me lo auguro per te e per i tuoi compagni che volentieri voglio accompagnare con al mia preghiera, soprattutto nella celebrazione della Messa.
    Ti ringrazio e ti benedico.
    Padre Angelo

    Fonte: http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1303
    September 14

    xkè c vogliono vaccinare?

    PERCHE' CI VOGLIONO VACCINARE? ECCO GLI INQUIETANTI PRECEDENTI...
    di Maurizio Blondet

    Perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) s’è precipitata a dichiarare l’influenza suina una «pandemia»? Perché gli Stati stanno ancora comprando milioni di dosi di vaccino dell’influenza suina, nonostante l’OMS abbia dovuto ammettere che «l’attuale pandemia è caratterizzata finora dalla lievità dei sintomi nella massima parte dei pazienti, che di solito guariscono senza cure mediche entro una settimana»? Perché spese per miliardi in vaccini che, per giunta, possono arrivare quando il virus è mutato (questi virus sono rapidamente mutanti, già manifestano resistenza al Tamiflu)? E perché infine, l’influenza colpisce in modo più grave i giovani dai 19 ai 24 anni, in teoria i più fisicamente sani?
    Questo soprattutto suscita un molesto ricordo...
    Nei primi anni ‘90, l’OMS lanciò una campagna di vaccinazione di massa contro il tetano in vari Paesi (fra cui Messico, Nicaragua, Filippine) dedicato soltanto alle donne fra i 15 e i 45 anni. Ma i maschi e i bambini sono forse naturalmente immuni al tetano?
    Insospettito, il cattolico Comitato per la Vita (Comitè Pro Vida) messicano, nell’ottobre 1994 riuscì a procurarsi alcune fiale del vaccino anti-tetano, e lo fece analizzare in laboratori biochimici. Questi appurarono che in diverse fiale era presente gonadotropina corionica umana (hCG), l’ormone naturale femminile essenziale per mantenere la gravidanza. In natura, la gonadotropina corionica «avverte» il corpo femminile che un ovulo è stato fecondato, e provoca il rilascio di altri ormoni che preparano la superficie dell’utero all’impianto dell’uovo fertilizzato. I consueti testi di gravidanza misurano, di fatto, la presenza di dosi elevate di HCG.
    Il fatto è che, introdotta la hCG nell’organismo insieme a un germe attenuato del tetano, la reazione immunitaria che si scatena forma anticorpi non solo contro il tetano, ma anche contro lo hCG. Gli anticorpi anti-hCG rendono ovviamente incapace l’organismo femminile di portare a termine la gravidanza. Di fatto, il vaccino iniettava un anti-concezionale.
    L’organizzazione Human Life International, avvertita del fatto dai Pro Vita messicani, chiese alle sue organizzazioni affiliate (in 60 Paesi) se erano in grado di confermare il dato sospetto. Dalle Filippine (dove già 3,4 milioni di donne erano state vaccinate) e dal Nicaragua giunsero le conferme. Apparentemente, il programma era in corso anche in Nigeria e Tanzania: anche lì, la speciale antitetanica veniva somministrata solo a donne in età fertile.
    Del resto, i protocolli dell’OMS prescrivevano cinque iniezioni presunte «di richiamo», le prime tre entro tre mesi. Altra stranezza, dato che il vaccino antitetanico dà una immunità decennale con una sola iniezione.
    Gli esperti dello Human Life International, allora, cominciarono a spulciare la letteratura scientifica sull’argomento: e scoprirono che da almeno vent’anni l’OMS, attraverso ricercatori collegati, stava cercando di creare un vaccino anti-fertilità utilizzando un «toxoide del tetano» come veicolo. Infatti, il sistema immunitario, per natura, non aggredisce lo hCG; bisogna «ingannarlo» mobilitandolo contro un bacillo unito alla gonadotropina, in modo da scatenare la risposta degli anticorpi contro l’uno e l’altro.

    Per leggere il resto cliccare qui: http://www.facebook.com/topic.php?topic=11232&uid=2397004314
    September 11

    11 settembre x non dimenticare

     
    September 10

    fame di Gesù

    Come la stragrande maggioranza dei preti ho trascorso buona parte dei mesi estivi fra campi scuola, incontri, convegni, pellegrinaggi, missioni, ritiri, gite, feste di santi patroni, campi di lavoro; ho avuto anche la fortuna di poter stare qualche giorno con le persone della mia famiglia verso le quali, anche noi sacerdoti, abbiamo dei doveri di amore e di gratitudine.
    Fra i doni ricevuti da Dio in questo tempo estivo vorrei ricordarne uno in particolare, in modo volutamente breve; si tratta di un dono grande, grandissimo, coinvolgente, indimanticabile ed inaspettato: ho avuto la grazia di accompagnare spiritualmente Pietro, un mio ex alunno, negli ultimi giorni della sua vita terrena.
    Pietro è nato nel 1989; il Signore lo ha preso con sé la notte fra il 30 e il 31 agosto, consumato da un melanoma.
    Pietro, la sua cara mamma Milli, i parenti, i compagni, il suo parroco don Giuseppe, i medici mi hanno offerto emozioni indescrivibili; gli amici di Pietro hanno dato una testimonianza che ha fatto onore a tutti i giovani del mondo, spesso scandalosamente giudicati superficiali e vuoti
    Domenica 23, dopo aver fatto la Comunione eucaristica, ha sollevato con fatica con fatica il busto vesro di me e, abbracciandomi, con le braccia larghe come il Crocifisso e imbrigliate dai tubi delle flebo, mi ha detto “Grazie...”; nell'emozione di quel contatto, non riesco a ricordare con chiarezza, mi è sembarto di sentire, “lo aspettavo, lo desideravo con tutto me stesso...”.
    La domenica successiva, il 30 agosto, Pietro, con la poca voce che gli rimaneva, si è confessato, ha chiesto perdono a Dio per i suoi peccati; molti forse pensavano che dovesse essere Dio a dover chiedere perdono a Pietro; dopo aver fatto la Comunione ha perso conoscenza...la morfina ha atteso che ricevesse ancora una volta Gesù.
    Pietro ha ricevuto il Battesimo e la Cresima da grande, nel 2007; ha cercato Dio per tutto il periodo del liceo, durante l'adolescenza, l'età in cui tanti ragazzi, ingannati o delusi, si allontanano dalla Chiesa e quindi da Gesù; a 18 anni lo ha incontrato “sacramentalmente”, ora lo vede di persona.
    Grazie Pietro! Ancora una volta mi ha confermato che i giovani, anche se talvolta lo nascondono, hanno fame di Gesù. Aiutaci a non dimenticare mai questa verità; chiedi alla Santa Vergine umiltà e coraggio per tutti i cristiani ed in particolare, in quest'anno giubilare, per noi sacerdoti.  

    don Nicolò Anselmi

    September 09

    Venezia applaude Chavez un ditttatore vero

    La strana sfida di Chavez: convertire gli indigeni venezuelani all’islam
    di Massimo Introvigne
    ("Libero", 9 settembre 2009)


    «Passerella trionfale, applausi scroscianti e standing ovation»: tutta la sinistra italiana (e non solo) si è commossa per il presidente venezuelano Hugo Chavez di passaggio alla Mostra del Cinema di Venezia. Mentre sventolano le bandiere rosse, sarà bene ricordare che Chavez non è un simpatico capo di Stato esotico, ma ha una posizione e un ruolo per lo meno ambigui sul tema delicatissimo del terrorismo internazionale.

    Prima di Osama bin Laden, il peggiore terrorista della storia recente è stato il venezuelano Ilich (così battezzato dal papà comunista in onore di Lenin) Ramirez Sanchez, meglio conosciuto come Carlos. Negli anni 1970 la sua organizzazione fa almeno 1.500 morti. Condannato nel 1997 a un ergastolo che sta tuttora scontando in Francia, Carlos si converte all’islam in prigione e propone l’alleanza mondiale del terrore fra comunisti puri e duri e ultra-fondamentalisti islamici. Ma già negli anni d’oro Carlos riusciva a mettere insieme il KGB e Khomeini, le Brigate Rosse e Arafat, i teologi della liberazione catto-comunisti e i primi fondamentalisti islamici in armi.

    Chavez intrattiene una corrispondenza con il terrorista e lo definisce «un grande amico e un grande venezuelano». In una lettera a Carlos, Chavez scrive che «nelle profondità della nostra solidarietà sento pulsare la nostra intuizione condivisa che ogni cosa ha il suo tempo: il tempo di accumulare le pietre e il tempo di lanciarle», «un tempo in cui si combatte apertamente e un tempo in cui si resta nascosti ad aspettare in fervida attesa il momento della verità, così come Arianna lasciava dietro di sé i fili che l'avrebbero condotta fuori del labirinto».

    Arianna oggi però per Chavez si chiama Ahmadinejad. In America Latina, grazie al patrocinio di Chavez, l’Iran è sempre più presente. Con forniture di armi ai governi più ostili agli Stati Uniti, con accordi economici e ora anche con la propaganda religiosa. Lontano dai riflettori, Chavez ha chiuso una vasta area tribale del Venezuela abitata da indiani goajiros ai cattolici e ai protestanti e ci ha fatto entrare solo missionari musulmani sciiti addestrati dall’Iran. Le missioni, ben finanziate, funzionano – un’intera tribù, i Wayuu, si sarebbe convertita – e l’Iran può sventolare le prime fotografie di donne indios venezuelane velate come fossero a Teheran. I maschietti, invece, si fanno chiamare “Hezbollah Venezuela” e insieme al Corano mostrano il kalashnikov. Israele sospetta che alcuni di questi neo-convertiti siano dietro a un tentato attentato alla sua ambasciata a Caracas.

    Uno che lo conosceva bene, il cardinale venezuelano Castillo Lara (1922-2007), aveva definito Chavez «un dittatore paranoico», che «parla del socialismo del XXI secolo ma nella sua testa ha una specie di comunismo nella fase peggiore, concentrato di populismo e autoritarismo». È questo l’eroe, amico del terrorista Carlos e di Ahmadinejad, che la sinistra italiana applaude a Venezia.
    September 08

    libertà di espressione? solo se contro la vita

    Insulti a Beppino Englaro: trenta indagati

    di Luca Fazzo

    Sono i responsabili di siti internet e blog che, dopo la morte di Eluana, definirono il padre e i medici "assassini". Ora la procura di Lecco ha avviato un’inchiesta per diffamazione. Coinvolti anche esponenti del mondo cattolico

    Milano - A sette mesi dalla fine di Eluana Englaro, la giovane lasciata morire dopo avere trascorso diciassette anni in stato vegetativo, la magistratura parte all’attacco di chi, nel vasto mondo di Internet, indicò nel padre e nei medici della ragazza i responsabili di quella tragica conclusione. Un procedimento per diffamazione aggravata è scattato a carico di decine di blog e di siti web che - nella furibonda polemica che accompagnò gli ultimi giorni di Eluana - avrebbero travalicato il limite del diritto di critica, sconfinando nell’insulto contro Beppino Englaro, padre della ragazza, e il medico Amato Da Monte, etichettati più volte come «assassini» di Eluana.

    L’indagine è condotta dal pm Paolo Del Grosso, della Procura di Lecco: è la città dove vive Beppino Englaro e dove nella primavera scorsa l’uomo ha depositato una denuncia in cui raccoglieva le pagine web dove più aspro era stato l’attacco nei suoi confronti. Per tutta l’estate la Procura ha lavorato sotto traccia, cercando di accoppiare ogni sito web al nome e cognome di un responsabile fisico. Ora, con l’arrivo dei primi avvisi di garanzia, l’esistenza dell’inchiesta viene alla luce, proprio in un momento in cui intorno al tema della libertà d’espressione e dei reati d’opinione la temperatura del dibattito è elevata. Può essere un pubblico ministero a decidere fin dove si può spingere l’asprezza della polemica, davanti a un tema terribile come il fine della vita?

    Massimiliano Campeis, l’avvocato di Udine che ha seguito papà Englaro nella fase decisiva della sua battaglia per staccare la spina alla figlia, non si nasconde che il tema è delicato: «C’è però un limite invalicabile - spiega al Giornale - un limite molto chiaro oltre il quale la polemica assume rilevanza penale. Noi abbiamo selezionato, tra le centinaia e centinaia di interventi critici verso il comportamento di Beppino Englaro, quelli in cui si dà esplicitamente dell’assassino a lui e allo staff medico. Non c’è alcun dubbio che un simile insulto non sia ammissibile, che trascenda il diritto di critica e di polemica».
    Nella denuncia firmata da Englaro compaiono le stampate delle pagine web di una quarantina di siti. «Alcuni autori erano direttamente identificabili - spiega Campeis - e quindi li abbiamo denunciati con nome e cognome. Altri erano semplici nickname, o comunque non erano attribuibili con certezza a persone fisiche, e in questi casi abbiamo sporto denuncia contro ignoti chiedendo che sia la magistratura a individuarli e a procedere nei loro confronti».
    Si tratta, in prevalenza, di siti di orientamento cattolico.

    A rendere noto di avere ricevuto l’avviso di garanzia è, per esempio, Gianvito Armenise, animatore del sito ultra-conservatore «Azione e Tradizione», che il 9 febbraio titolava la sua home page «Hanno ammazzato Eluana Englaro»: il nome di papà Beppino non veniva fatto esplicitamente, ma la Procura ha ritenuto che il riferimento fosse ugualmente chiaro. Davanti all’avviso di garanzia, peraltro, i portavoce del sito non mollano e anzi rincarano la dose: «Da cattolici - scrivono ieri - cosa avremmo potuto fare? Tacere? Inammissibile. Sarebbe stato come essere complici dell’omicidio». Parole altrettanto dure erano venute, come si ricorderà, anche da esponenti delle gerarchia cattolica ufficiale: «Una mostruosità disumana e un assassinio», aveva definito l’interruzione delle cure il cardinale Javier Barragan. È stato incriminato anche lui?

    L’inchiesta della Procura di Lecco è, verosimilmente, solo l’inizio dell’offensiva giudiziaria contro chi, nel difendere Eluana, si sarebbe spinto troppo in là. Già il 4 marzo scorso i legali di Englaro avevano annunciato una civil action, una causa di massa, contro chi aveva «diffamato e calunniato» il padre di Eluana e lo staff medico: nel mirino non c’erano solo gli autori degli articoli ma anche i firmatari delle numerose denunce per omicidio depositate all’indomani della morte della ragazza, e che avevano portato all’iscrizione di Englaro nel registro degli indagati. «Procederemo civilmente e se del caso penalmente - avevano detto i legali - se finora siamo rimasti zitti e non abbiamo risposto agli attacchi non significa che non abbiamo annotato tutto». I risarcimenti, avevano aggiunto, verranno destinati ad una associazione a favore del testamento biologico.

    Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=380477&PRINT=S
    September 06

    riflessioni

    IN PRIMO PIANO:
    Caffarra: siamo ormai dentro ad un vero proprio scontro culturale
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=News&file=article&sid=2826
    Non pochi oggi ritengono che l'uomo non ha bisogno della luce della Sapienza divina, per raggiungere il suo vero benessere. Anzi, siamo ormai dentro ad un vero proprio scontro culturale, fra una cultura che si va costruendo sulla convinzione che si può vivere benissimo anche senza Dio ed una proposta, quella cristiana, che afferma la possibilità di un incontro con Cristo che solo può salvarci ... che cosa fare in una situazione in cui l'uomo è in così grave pericolo?

    IN LIBRERIA:
    http://tinyurl.com/nffvhe
    Vaticano II: Che cosa è andato storto?
    La pubblicazione dell'edizione italiana di Vaticano II: Che cosa è andato storto? (Fede & Cultura, Verona 2009) colma una duplice lacuna. Da una parte, mette a disposizione anche dei lettori di lingua italiana uno dei testi fondamentali del dibattito statunitense sul Concilio Ecumenico Vaticano II: un dibattito cui ha partecipato lo stesso cardinale Joseph Ratzinger, e di cui si ritrova l'eco nel magistero di Benedetto XVI. Dall'altra, permette al pubblico italiano di conoscere meglio la figura e l'opera di Ralph McInerny, da molti considerato il maggiore filosofo cattolico vivente, stimato da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI.

    6) SANTO DEL GIORNO:
    (raggiungibile dal sommario/liturgia e preghiera, nella colonna di sinistra della Home Page)
    Nella rubrica pubblicata tutti i giorni anche una delle brevi vite di santi tratte dal volume Un santo al giorno dello scrittore cattolico Rino Cammilleri (ed. Piemme)

    7) "LOBBYING ETICO"
    http://www.fattisentire.org/
    Regalo: opuscolo sulle Unioni di fatto
    Che si chiamino Unioni di fatto, Pacs o Dico il fine è il medesimo: togliere dal senso comune la nozione di famiglia naturale, fondata sul matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna. Siamo, infatti, quotidianamente vittime di una subdola, ma intensissima propaganda mediatica, intesa farci inconsciamente accettare come "normale", ciò che normale non è. Dopo aver reso disponibile la più ampia documentazione sulle Unioni di fatto presente nel web, FattiSentire vuole oggi contribuire a svelare retroscena e finalità occulte del progetto delle lobby progressiste.

    8) Amici del Cardinale Carlo Caffarra
    http://www.bologna.chiesacattolica.it/arcivescovi/caffarra/2009/2009_08_30.php
    La Parola di Dio ci invita "al cuore"
    La purificazione del cuore è sempre stata uno dei temi principali dell'insegnamento di tutti i grandi maestri della vita spirituale, ad iniziare dai Padri del deserto. La condizione fondamentale è la custodia del cuore: il fare attenzione ai pensieri che chiedono di dimorare in esso. E' una vera e propria disciplina interiore, di cui l'esercizio quotidiano dell'esame di coscienza è l'espressione più importante.

    9) Rino Cammilleri
    http://www.rinocammilleri.com/
    Tangheroni
    Il surrealismo individuava come propri precursori il marchese De Sade e il fondatore della psicanalisi, Sigmund Shlomo Freud. Secondo uno dei teorici del surrealismo, André Breton, bisognava "rovinare definitivamente l'abominevole nozione cristiana del peccato, della caduta originale". Cioè, rifiutare la realtà quale essa è, antica eresia cui fa eco (o Eco) Il nome della rosa col suo "nomina nuda tenemus" (ricordate? "occorre liberarsi dalla passione per la Verità").

    10) Vittorio Messori
    http://www.et-et.it/
    Dimenticata la virtù di tanti secoli: la prudenza
    Praticando la storia della Chiesa, ne ammiravo una costante: cardinali e vescovi hanno sempre accompagnato ad ogni virtù quella della prudenza, vegliando occhiutamente per stornare i pericoli. Ci chiediamo che sia successo ora. In effetti, dopo la sentenza del 2004, la prudenza tradizionale avrebbe suggerito di chiedere al "condannato" di defilarsi, assumendo altre cariche, meno esposte a ricatti e a scandali. E questo anche se si fosse trattato di un equivoco, di una vendetta, di un errore giudiziario.

    11) Antonio Socci
    http://www.antoniosocci.com/
    Il boomerang di "Repubblica" e "Giornale"
    Ezio Mauro e Vittorio Feltri: due autogol? Cominciamo dal primo. Il caso è buffo. Mercoledì scorso Benedetto XVI ha pronunciato parole di così grande attualità che sono finite nei titoli di apertura di tutti i tg, nei siti internet e ieri su tutti i giornali. Proprio perché toccavano i temi più scottanti. Ebbene mi pare che La Repubblica (come l'Unità) abbia totalmente "bucato" la notizia. Per quanto abbia cercato ieri non sono riuscito a trovare un titolino e nemmeno una riga. Silenzio plumbeo.

    12) Luci sull'Est
    http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=5096
    La gioventù è fatta per l'eroismo o per il godimento?
    Al contrario, nel portamento, nei gesti, nella fisionomia di questo povero giovane, tutto indica lo scatenamento totale della sensibilità, che soggioga interamente la volontà, dando vita a movimenti del tutto privi di equilibrio, di buon senso, di contegno, elementi che invece, sono propri dell'azione guidata dall'intelligenza. E, per di più, in questo caso, non si tratta specificatamente dell'ipertrofia della sensibilità, propria dei romantici.

    13) Difendere la vita
    http://www.difenderelavita.totustuus.it/
    L'RU486 ovvero: l'infanticidio non sarà che un aborto a nove mesi
    L'etica pubblica non è un'appendice della politica e della statistica elettorale, è piuttosto cultura e pensiero per i non credenti, religione e fede per i credenti. Ed è angoscia esistenziale per tutti, o dovrebbe esserlo. La decisione su vita e morte di un essere umano concepito richiederebbe altre procedure che non il consenso della maggioranza.

    14) Corrispondenza Romana
    http://www.corrispondenzaromana.it/
    Riflessioni e domande sul caso Boffo
    Il caso Boffo va bene al di là delle relazioni tra Berlusconi e il Vaticano, entro cui lo si vorrebbe ingabbiare, e pone un problema di fondo alla Chiesa cattolica. La questione si riassume in questi termini: può l'organo dei vescovi italiani essere diretto da un uomo che è stato condannato per molestia e che, soprattutto, è sospettato di essere in una condizione definita dal Catechismo della Chiesa "intrinsecamente disordinata" e "contraria alla legge naturale" (n. 2357)? Poco importa come il fatto sia venuto alla luce. Quel che importa è che il direttore di Avvenire non lo abbia mai esplicitamente negato, aggiungendo alla doverosa smentita una altrettanta categorica condanna di ogni comportamento omosessuale.

    15) Contro la leggenda nera
    Hegel, maestro di tutti, di Massimo Borghesi
    http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=2013
    Dall'accoglimento irriflesso del pensiero hegeliano sorgono il dualismo fra Chiesa "costantiniana" e Chiesa "carismatica", tra "Cristo storico" e "Cristo della fede". Nella filosofia di Hegel si trovano i presupposti dello svuotamento della fede cristiana e la sua trasformazione in gnosi.

    16) Sviluppo e popolazione
    http://www.svipop.org/sezioniTematicheArticolo.php?idArt=503
    Catastrofe umanitaria nella Cina del "figlio unico"
    Cosa succede quando lo stato si arroga il diritto di decidere quanti figli devono avere i suoi cittadini? L'esempio della Cina ci fornisce una risposta inequivocabile: una catastrofe umanitaria e insieme gravissimi problemi economici e politici oltre che sociali. E' quello che ci dimostra un libro - ora tradotto in italiano - del noto dissidente cinese Harry Wu dedicato alla "politica del figlio unico" in Cina: una fonte di continua barbarie che si consuma con la complicità delle agenzie dell'ONU.

    17) Segnalazione
    http://www.amicideltimone.splinder.com/
    1° GIORNO DEL TIMONE in Toscana
    Sabato 19 settembre a Staggia Senese. Conferenza "Tutte le bugie su Galileo" di Rino Cammilleri. Consegna del Premio "Viva Maria!" a Claudia Koll. Sarà presente il direttore del Timone Gianpaolo Barra. Stand di libri e associazioni cattoliche. Servizio baby-sitter.

    September 05

    cattolici e morale

    I cattolici e la morale
    Cosa insegna questo caso

    Lucio Brunelli

    La penosa vicenda degli attacchi de il Giornale al direttore di Avvenire induce numerose riflessioni, ad intra e ad extra della Chiesa. Tralasciamo quelli più generali, pur gravi ma già evidenti a tutti: l'imbarbarimento della informazione e della lotta politica nel nostro Paese. Proviamo a capire, invece, cosa abbia da dire, ed eventualmente da insegnare, agli stessi cattolici, quanto è avvenuto e sta ancora avvenendo.
    Pochissimi, nei sacri palazzi, credono che Berlusconi fosse completamente all'oscuro dell'iniziativa di Feltri. E comunque è stato il premier a volerlo, pochi giorni fa, alla direzione del quotidiano. Al di là dei singoli e parzialissimi dettagli le «rivelazioni» del Giornale assomigliano molto ad un avvertimento. Un atto di intimidazione. Non diretto alla persona di Boffo ma alla Chiesa, o a quegli ambienti di Chiesa che si sono permessi di muovere critiche ai comportamenti del premier e ad alcune scelte del governo, ad esempio sull'immigrazione.
    È come se si fosse svelato all'improvviso l'altro volto del berlusconismo: accanto a quello bonario, simpatico e ammiccante, anche quello aspro e vendicativo.
    È vero, Berlusconi si è «dissociato» e qualcuno lo dipinge irritatissimo con il Giornale. Ma il sospetto rimane, anche perché Feltri è ancora lì, pimpante, che annuncia nuove puntate. Ora, la Chiesa non ha come vocazione di fare la guerra al potere ma di salvare anime. Il Vangelo insegna a dare a Cesare quello che è di Cesare, san Paolo ricorda ai cristiani che si deve rispettare l'autorità costituita. Nessuna crociata è indetta contro l'inquilino di Palazzo Chigi. Ci sono cose più urgenti e serie da fare.
    Ma almeno i cattolici hanno imparato un maggior realismo. Contare più sul Padre Nostro che sta nei cieli, che sui favori degli uomini che sembrano contare quaggiù.
    I cristiani non hanno patria. Vivono questa condizione con umiltà e letizia. Non si sentono più forti di quelli che sono.
    L'istinto della fede gli fa cogliere, giorno per giorno, situazione per situazione, dove passa il confine tra un compromesso realistico e la svendita della propria dignità. Soprattutto non sentono il bisogno di idealizzare o, peggio, sacralizzare il potere.
    I primi cristiani furono messi a morte solo per questo. Non avevano come obiettivo il crollo dell'impero romano, erano sudditi leali, ma incensare il dio-imperatore no, proprio non era possibile. Si poteva e forse si può ancora scegliere di votare Berlusconi. Ma farne una questione di fede e di principi morali no, non è più possibile. Con tutto il rispetto…
    C'è un altro possibile insegnamento che viene da questa vicenda. E riguarda la dimensione più profonda e intima della fede. Quella che Benedetto XVI prova a insegnarci ogni settimana con le sue pazienti catechesi del mercoledì.
    Il cristianesimo non è innanzitutto una morale. Ma l'essere attratti da un incontro, da una Persona. Il sentimento più forte vissuto, a livello umano, da tutti i grandi santi è la coscienza della propria fragilità e incoerenza. Tanto più grande è il dono della santità tanto più è acuminato il sentimento di essere peccatori.
    Nel romanzo L'Eredità di Tamara lo scrittore Alver Metalli scrive: «Dove l'irreprensibilità morale è il solo ideale là prospera il ricatto». È proprio così. Chi sa di essere peccatore e affida tutta la sua speranza di giustizia alla Misericordia di un Altro teme di meno le accuse e i ricatti del mondo. L'attrattiva della grazia libera, fa sentire in pace con se stessi, apre al rapporto con gli altri.
    Il moralismo lascia sempre insoddisfatti, lancia i suoi lacci, porta a rinchiudersi in un fortino. La grazia rende possibile cambiamento. Il moralismo soffoca la speranza, produce i farisei, campioni della doppia identità.
    Sembrano cose astratte, dette così. Ma sono le uniche concrete. Quelle che fanno della Chiesa una realtà sui generis, differente da ogni altra agenzia etica o politica. Benedetto l'affaire «Feltrusconi» se aiutasse noi cristiani a riscoprirle e viverle nel quotidiano.

    © Copyright Eco di Bergamo, 30 agosto 2009
    Fonte: http://paparatzinger2-blograffaella.blogspot.com/2009/08/lucio-brunelli-i-cattolici-e-la-morale.html

    -----==========-----

    Mi permetto di segnalare qualche articolo sulla vicenda Boffo che, a mio avviso, è interessante:

    Oscar Giannino:
    http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=44737&idSezione=2
    http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=44742&idSezione=2

    Renato Farina:
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=378405&PRINT=S

    Non vi segnalo gli articoli dei "principali protagonisti" della vicena. Se volete potete facilmente trovarli in rete.
    September 02

    casa Freud

    Dicono, lo si sa, che «nessuno è un grand'uomo per il suo cameriere» (anche se qualcuno protesta che ciò avviene non perché il grand'uomo non sia tale, ma perché il cameriere è un cameriere...).

    Comunque sia, qualcosa di vero ci deve essere, se i discendenti di Sigmund Freud hanno fatto di tutto per far tacere proprio una cameriera, tal Paula Fichtl, 86 anni, la sola testimone diretta ancora vivente del fondatore della psicoanalisi. Frau Paula servì per molti anni nella casa viennese del professor Sigmund, lo seguì a Londra, assistette alla sua morte, restando poi ancora a lungo a servizio della figlia prediletta del «patriarca», Anna. Solo alla morte di questa si è decisa a parlare, ma ancora oggi dice: «Devo stare attenta, perché ci sono tanti parenti ed amici che leggono quel che si scrive sul professore».

    Uno studioso, Detlev Berthelsen, ha raccolto i ricordi di questa insolita colf in un libro tedesco («Vita quotidiana presso la famiglia Freud») il quale «ai freudiani, che custodiscono religiosamente la memoria del loro Maestro, è andato per traverso», come osserva un germanista italiano, Anacleto Verrecchia, andato a intervistare la vecchia donna.

    Addirittura, quei devoti di Freud chiedono il sequestro del libro: e li si può capire. Scrive infatti Verrecchia: «Sconcerta, davvero, apprendere tra l'altro come la povera Fichtl fosse costretta a dormire come un cane su una panca vicino al gabinetto, aggiustandosi il giaciglio la sera tardi e disfacendolo la mattina presto. E questo in un appartamento come quello di Freud che, con le sue diciannove stanze e una superficie di oltre 550 metri quadrati, aveva quasi le dimensioni di una reggia». Ora, nell'intervista, la domestica conferma, avvertendo: «Non si deve dimenticare che le serve erano considerate alla stregua di un oggetto. Anche in casa Freud, ero qualcosa a metà tra un essere umano e un mobile». Per soprammercato, presso quei padroni (pur molto ricchi), «il salario era inferiore a chi faceva lo stesso lavoro in altri posti».

    Si noti, per citare di nuovo l'intervistatore Verrecchia, che «il pericolo, per il mito di Freud, consiste non solo in quanto la Fichtl dice, quanto nel modo con cui lo dice: senza animosità, senza la minima intenzione di denigrare la famiglia cui ha dedicato tutta la vita. Tanto che si è cercato di correre ai ripari dicendo che la signora non ha più la memoria buona: ma non è vero».

    Ne salta fuori un bell'ambientino: la figlia prediletta, la vestale di casa, Anna, lesbica militante e insidiatrice di donne; molti pazienti che, dopo qualche seduta di psicoanalisi, correvano a suicidarsi; uomini e donne che «entravano depressi ma, in genere, uscivano dallo studio ancor più depressi»; l'inquietante odio di Freud per la musica. Viene fuori anche, da questo ebreo preso a simbolo della lotta al nazifascismo, una dedica (che si era cercato di far sparire) di un suo libro a Mussolini. La dedica è del 26 aprile 1933, quando, tra l'altro, l'amico del duce, Hitler, già era giunto al potere, e dice: «A Benito Mussolini, con il devoto saluto di un uomo anziano che nel detentore del potere riconosce l'eroe della cultura». Saltano fuori anche falsificazioni agiografiche che stanno in tutte le biografie che pur si dicono «scientifiche»: gli storici affermavano che, all'arrivo dei nazisti a Vienna, Freud sarebbe stato subito minacciato e la sua casa saccheggiata. Risulta invece, come rivela Frau Paula, che «il Professore fu lasciato in pace» (pare certo che, a proteggerlo, sia intervenuto proprio Mussolini). Freud, s'intende, fece benissimo ad andarsene a Londra, ché prima o poi qualcosa sarebbe successo. Resta però il fatto della mistificazione di una vicenda che tutti gli storici davano per scontata. Come fidarsi del resto?

    Certo: in ciascuno di noi c'è una frattura tra il pensiero e la vita, tra le parole e le opere. Più grande per alcuni, meno per altri, l'in coerenza tutti però ci accomuna. E guai a chi volesse giudicare. L'ultimo a poterlo fare sarebbe, comunque, proprio il sottoscritto. Ma per molti (cattolici compresi, che lo scoprirono tardi e con fervore di neofiti, mentre il mondo «laico» cominciava a prenderne le distanze), per molti, dunque, Sigmund Freud è una sorta di Salvatore, di Redentore, di Annunciatore di un nuovo Verbo di Liberazione. Ciò che invece occorre - soprattutto all'uomo di fede - è unire all'attenzione seria per la dottrina di Freud, come per tante altre («Esaminate tutto, tenete ciò che è buono», 1Ts 5,21), il pizzico sempre necessario di disincanto di chi sa che da nessuno di noi, poveri uomini - carichi, tutti, di limiti e miserie - potrà mai venire la Parola che davvero salva.

    Autore: Vittorio Messori
    Fonte: MESSORI Vittorio, Pensare la storia. Una lettura cattolica dell'avventura umana, Paoline, Milano 1992, p. 139-140.
    September 01

    riflessioni

    IN PRIMO PIANO:
    Benedetto XVI: Mentre si andava diffondendo il disprezzo per la fede cristiana…
    http://www.totustuus.net/modules.php?name=News&file=article&sid=2816
    … un secolo segnato da contrapposti fenomeni religiosi e anche da gravi problemi politici … ha devastato non solo gran parte del Centro Europa, ma ha devastato anche le anime … Mentre si andava diffondendo il disprezzo per la fede cristiana da parte di alcune correnti di pensiero allora dominanti, lo Spirito Santo suscitava un rinnovamento spirituale pieno di fervore, con personalità di alto rilievo come il de Bérulle, san Vincenzo de Paoli, san Luigi M. Grignon de Montfort e san Giovanni Eudes.

    IN LIBRERIA:
    http://tinyurl.com/nffvhe
    A scuola dall'anticristo. Il disastro educativo nella primaria di stato
    Nelle aule trionfa la mentalità massonica ottocentesca che concepiva la scuola di Stato quale strumento per sottrarre alla Chiesa la possibilità di educare le nuove generazioni. La Rivista della Massoneria lo scriveva nel 1879: "L'unico modo per abbattere la superstizione del sacramento della confessione è la scuola. La scuola è il cannone della battaglia morale" … Anche nella Cambogia di Pol Pot la pretesa di rifondare il mondo passava attraverso l'indottrinamento dei bambini, "lavagne bianche" da cui tenere lontana qualsiasi traccia di tradizione per potervi scrivere sopra a piacimento. "Chi controlla il passato, controlla il presente", profetò George Orwell, quello del Grande Fratello e della Fattoria degli animali. 

    "LOBBYING ETICO"
    http://tiny.cc/t4lWG
    Campagna su Facebook: "Ru486: la pillola omicida"
    "L'uomo è diventato incline a trattare i suoi simili come cose che cadono sotto la categoria dell'utilità" (Romano Guardini). Il 30/7/2009, l'Agenzia italiana per il farmaco ha reso commerciabile la pillola abortiva RU486.Si tratta di un farmaco pericoloso ma, soprattutto, inteso a diffondere uno stile di vita - "da sballo" - che mina le radici culturali della nostra povera Italia. In attesa della messa a punto dei sistemi informatici di FattiSentire.org, vi invitiamo ad aderire e far aderire i vostri amici al gruppo di su FaceBook protesta indicato.

    8) Mons. Luigi Negri
    http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/
    L'Occidente cristiano ha combattuto nelle crociate per sconfiggere la schiavitù
    Per fermare questi scafisti della morte occorre qualcosa di incisivo. Ricordo che l'occidente cristiano ha imbracciato le armi perché la schiavitù si riducesse quasi a zero: furono le crociate. Alla fine delle crociate la schiavitù in Europa non era più presente ed era rimasta un fatto esclusivamente islamico. Se non si taglieranno i tentacoli della piovra degli scafisti, non si riuscirà a risolvere il problema, nemmeno con tutta l'accoglienza che pure è giusto e doveroso mettere in campo.

    9) Rino Cammilleri
    http://www.rinocammilleri.com/
    Dossetti
    … emerge il ruolo di Dossetti nel Concilio Vaticano II e quale maestro di Carlo Maria Martini, Oscar Luigi Scalfaro, Romano Prodi, Giuseppe Alberigo e Alberto Melloni. Ma il progetto politico è fallito per via del voto popolare. Anche quello teologico-ecclesiale di sostituire il governo monarchico-papale della Chiesa con uno collegiale dei vescovi..

    10) Luci sull'Est
    http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=5072
    Un vescovo coraggioso contro i "cattolici adulti"
    La vera questione posta dalla situazione è se una Università Cattolica abbia o meno la responsabilità di dare pubblica testimonianza alla fede, afferma D'Arcy. "In caso contrario, qual è il significato di una vita di fede? E come può un'istituzione cattolica aspettarsi che i suoi studenti vivano secondo la fede nelle difficili decisioni che dovranno affrontare in una cultura spesso ostile al Vangelo?", si chiede.

    11) Difendere la vita
    http://www.difenderelavita.totustuus.it/
    Sull'aborto chimico con Ru486
    Viedo con la Relazione del Dottor. Renzo Puccetti, segretario dell'associazione Vita di Pisa e Livorno, sull'aborto chimico con Ru486 e relativi eventi avversi

    12) Contro la leggenda nera
    I cattolici & la Massoneria
    di Rino Cammilleri
    http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=2011
    La nascita, la storia e le mitologie artefatte di una setta anticattolica (vera e propria religione gnostica), i suoi rapporti con la Chiesa. Confermata la condanna dell'ideologia naturalistica e del relativismo religioso propugnati dalla Massoneria, incompatibili con la fede cattolica, nonché il divieto della «doppia appartenenza».

    13) Sviluppo e popolazione
    http://www.svipop.org/
    Nicaragua, Amnesty lancia la crociata per l'aborto
    Amnesty International ha messo nel mirino un altro paese latino-americano per le sue leggi a favore della tutela della vita. In un recente rapporto, Amnesty si scaglia contro il divieto totale di aborto in Nicaragua, sostenendo - erroneamente - che va contro il diritto internazionale e che ha provocato un aumento della mortalità materna. Ma i dati smentiscono Amnesty.

    14) Segnalazione
    http://www.amicideltimone.splinder.com/
    1° GIORNO DEL TIMONE in Toscana
    Sabato 19 settembre a Staggia Senese. Conferenza "Tutte le bugie su Galileo" di Rino Cammilleri. Consegna del Premio "Viva Maria!" a Claudia Koll. Sarà presente il direttore del Timone Gianpaolo Barra. Stand di libri e associazioni cattoliche. Servizio baby-sitter.

    15) Come aiutarci
    http://tinyurl.com/neyt79
    Trovate che totus tuus sia utile al nostro paese? Sapete che non ha finanziatori? Volete che continui a diffondere l'amore all'Eucarestia, alla Madonna e al Papato?