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9月25日 pane quotidianoDurante l’estate il Signore mi ha dato l’occasione di partecipare a tre iniziative dedicate ai seminaristi; l’argomento trattato in tutti e tre gli incontri era, a grandi linee, la cura pastorale dei giovani. Devo dire che ho visto seminaristi entusiasti, desiderosi di fare, pieni di speranza e questa sensazione mi ha dato tanta gioia. Ho sentito in molti di loro una grande ansia per i ragazzi che si sono allontanati dalla Chiesa e una grande tenerezza per quelli che gratuitamente, settimanalmente, si spendono nella comunità cristiana. In più di un’occasione si è parlato della preghiera dei giovani, in particolare della preghiera quotidiana. In questi ultimi anni mi sembra che sia cresciuto nel mondo giovanile il desiderio di pregare. E’ facile, visitando una diocesi o una parrocchia, trovare veglie preghiera per giovani: Adorazione eucaristica, “lectio divina” con la Parola di Dio, preghiere con i canoni di Taizé o con altre sensibilità spirituali. Spesso sono i vescovi stessi a guidare questi momenti di preghiera con i giovani. In genere queste veglie sono ben curate, ricche di segni e di canti che aiutano la partecipazione. Pregare insieme con altri, ogni tanto, è relativamente facile; diversa è l’esperienza della preghiera quotidiana, quella del “giorno dopo la veglia”. Guardando me stesso, immagino che, anche per i giovani, la preghiera quotidiana non sia semplice e non sempre noi sacerdoti siamo maestri di quotidianità. I ritmi frenetici della scuola, dell’università, del lavoro, della vita, certamente non aiutano; porto in me un’espressione di Benedetto XVI: “chi non prega muore”; Sant’Agostino ci ricorda che “chi impara a pregare, impara a vivere”. In questo periodo della mia vita inizio la giornata dialogando con Dio Padre con parole del tipo: “Signore, sono certo che tu mi ami e che la tua volontà è la mia gioia; cosa vuoi da me oggi, cosa vuoi dirmi?” Quando riesco a fare silenzio e sono umile, disponibile allo Spirito Santo, raramente questa domanda rimane senza risposta; nella Parola di Dio del giorno trovo sempre indicazioni illuminanti. Ogni giorno chiedo aiuto alla Madonna, agli Angeli custodi, a San Nicolò, ai miei cari defunti; quando ricorre nel giorno la festa di un santo sempre mi rivolgo a lui; a questi amici che sono in cielo affido la mia famiglia, le persone a me care, coloro che soffrono, i malati, i problemi sociali, le questioni politiche, la pace, le persone particolarmente insidiate dal diavolo, il mondo intero. Pensare al Paradiso mi aiuta ad offrire le sofferenze del tempo presente che sono ben poca cosa rispetto alle gioie future che mi attendono. A metà giornata faccio un breve esame di coscienza per ripercorrere la presenza del Signore nella mia vita; lodo, ringrazio, chiedo perdono anche in modo semplice. Per me, ma credo lo sia per tutti, giovani e adulti, preti e laici, è indispensabile fermarmi un po’, quotidianamente, con Gesù… e quando possibile riceverlo nell’Eucarestia ogni giorno. Non c’è dono più grande di questo. don Nicolò Anselmi 引用通告此日志的引用通告 URL 是: http://nunzioitaly.spaces.live.com/blog/cns!D5FD290F65BC7350!7628.trak 引用此项的网络日志
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